Meritocrazia

9 novembre 2010 brighella

Su una (probabile) nomina del governo

Vi ricordate la Consob che è senza presidente e tutti protestano da mesi? Bene, il governo del fare (telefonate alle questure) ha deciso che ora fa la nomina. Almeno, così dicevano due signori l'altro giorno in aereo ... non vi dico quale aereo. Insomma, sembra fatta e c'è il presidente. Ho fatto anche un paio di telefonate ad amici romani, dicono che sembra sia vero.

Dalle terre d'oriente l'ansa raccoglie le dichiarazioni di Romani - si tratta, per chi si fosse distratto, non del primo o dell'ultimo che passa per strada, tanto farebbe lo stesso, bensì dell'attuale ministro dello sviluppo economico, quello che ha sostituito Scajola dopo il noto infortunio e che prima, invece, lavorava indovinate per chi ... -  ed il il prescelto, dicono, é tal Vegas, amichevolmente chiamato Las dagli amici e fortissimamente sostenuto per quella carica dall'amato Voltremont. Il suo sfidante, fino all'ultimo, é stato Catricalà, attuale presidente dell'Antitrust.

Pare che contro lo sconfitto abbia giocato a sfavore un'innocente confessione rilasciata un paio di anni fa ad un quotidiano della sua terra natia. In particolare, il passaggio incriminato é il seguente :

Il prof. Morello non riusciva mai ad interrogarmi in matematica, dato che avevo sottratto il numero corrispondente al mio nome dalla sua “tombola” delle interrogazioni.

Per quel posto si sono a lungo arrovellati su chi fosse maggiormente qualificato. Las oppure uno capace di fare i trucchi al liceo per non essere interrogato? Si sono detti, per quel tipo di gioco non è precisamente il tipo di destrezza che ci serve in questo momento; meglio Las (Vegas). Poi dicono che non seguono criteri meritocratici.

Negli stessi giorni a Catricalà è stato assegnato il premio "Guidarello" ad honorem. Secondo Wiki il condottiero ravennate

....sarebbe stato vittima di una vendetta (per il suo ruolo di doppiogiochista che lo vide soldato fedele al Papa e, allo stesso tempo, informatore della Repubblica di Venezia) ordita nientemeno che dal suo signore, Cesare Borgia, e compiuta materialmente da un certo Paolo Orsini (il quale morirà strangolato il 3 gennaio 1503 per mano dello stesso Cesare Borgia, in seguito ad un tradimento questa volta ordito contro di lui).

Proprio vero: la vita toglie e la vita dà. Il prestigioso premio riconsola lo sconfitto anche se rischia di avere più di un significato e forse anche più di un ammonimento.

P.S. Ah, quasi scordavo anche perché non la trovo, ma son certo che qualche gentile lettore la troverà per me. A Catricalà, secondo me, l'ha fregato in realtà un'altra forma di meritocrazia, quella del più furbo del gruppo. Tempo fa, in una delle sue mille interviste, Voltremont spiegò al mondo che lui, al liceo copiava o faceva copiare vendendo i compiti, o entrambe le cose a seconda della materia. I dettagli ora mi sfuggono, ma la sostanza quella era: egli si vantava d'essere stato un "cheater". L'andreottiana cattiveria mi fa ipotizzare che per questa ragione egli abbia in sovrano fastidio Catricalà il quale, invece di correre i rischi che copiare comporta, aveva risolto il problema alla radice con suprema ed italica astuzia. Ah, la meritocrazia, brutta bestia ...

20 commenti (espandi tutti)

Bisogna dire che Vegas è uomo conosciuto. E' stato viceministro dell'economia tra il 2001 ed il 2006. Si sa bene quindi che è l'uomo giusto al posto giusto. D'altronde è perfettamente in coerenza con il suo predecessore.

Vorrei ricordare che nella scuola secondaria italiana si è sottoposti a fortissime (per un adolescente) pressioni sociali che praticamente costringono, se non a copiare, almeno a "far copiare". La responsabilità di questa vergogna è naturalmente degli adulti e specialmente dei professori, i quali fanno finta di condannare il "cheating", ma in realtà non nascondono la loro approvazione implicita. Certamente studiando negli SU si fa presto a rendersi conto che "cheating" è proprio "truffare" e non semplicemente "copiare". Farebbe piacere se qualche uomo poltico, o qualche importante incaricato di un servizio di prevenzione contro le truffe (ad esempio la Consob), condividesse esplicitamente questa opinione, ma non credo sia ragionevole imputare, ora, ad un adulto di essersi comportato trenta o quaranta anni fa, secondo le regole sociali vigenti ai tempi del liceo.

Nemmeno se questi se ne vantano pubblicamente? O in italia adesso

fa curriculum anche essere stati furbi fin da piccoli?

L'ambiente culturale circostante è certamente molto influente, tuttavia io credo che la qualità degli individui debba essere misurata sulla base dei singoli comportamenti, che indicano i personali valori e l'utilizzo dei neuroni di ciascuno. Io non ho ricordi di aver fatto copiare alcuno - nè, tantomeno, di aver copiato - ai (lontanissimi) tempi della scuola, perché ritenevo - già allora - la cosa una truffa, e mi infastidiva moltissimo che potesse essere considerata pratica accettabile. Non rammento se ciò abbia provocato tensioni, ma tenderei a dire che non siano state rilevanti, anche perché ad esse non avrei attribuito grande importanza.

Ne discende che il mio giudizio relativo a chi ammette - quasi vantandosene - simili comportamenti sia alquanto severo. Che ci volete fare: sarò il tipico esponente del Nordest dipinto da taluni come egoista ed immeritevole di quella solidarietà che si deve dispensare a piene mani ad altri. Peraltro, anche la mia opinione in merito a siffatti commentatori non è lusinghiera .....

 

Nemmeno io facevo copiare, a scuola, e per questo stavo sulle palle a tutti e alcuni ancora se lo ricordano con (simpatico) odio. e non lo facevo nemmeno perché pensavo che fosse una truffa: niente etica, mi irritava l'idea che qualcuno ottenesse buoni risultati con la mia fatica invece che la sua.

I valori prevalenti si assorbono a scuola, come una spugna. c'è poco da fare. A meno di non essere un disadattato, come ero io all'epoca, pur con un rendimento scolastico elevato.

Nella cultura italiana l'istruzione è lusso dei ricchi o rifugio di chi non ha furbizia. I restanti espatriano, come qui si vede.

Io potrei anche capire che, in certi contesti sociali, un adolescente desideroso di essere accettato faccia copiare, ma non di quello si discute. Si discute che il signore se ne vanta pubblicamente.

Io lavoro molto con stranieri e popoli di santi non ne ho ancora trovati, ma tutti (tranne direi i greci) di certe cose si vergognerebbero o farebbero almeno finta pubblicamente di vergognarsi. Anche all'estero esistono truffe, paraculate e mazzette, ma non fanno curriculum e non ci si gloria pubblicamente della cosa.

Da noi sembra che sia più importante passare per furbi piuttosto che per bravi o onesti.

Sarei curioso di capire se è un comportamento incoscio o voluto, cioè: faccio capire che sono furbo e mezzo mariuolo così il mio elettorato mi stima (che i primi della classe stanno sulle palle a tutti).

Re: Meritocrazia

floris 9/11/2010 - 16:05

La responsabilità di questa vergogna è naturalmente degli adulti e specialmente dei professori, i quali fanno finta di condannare il "cheating", ma in realtà non nascondono la loro approvazione implicita.

A volte poi l' approvazione è proprio esplicita. Ad esempio ricordo che una prof ci disse chiaro e tondo che le esercitazioni di terza prova servivano anche a farci imparare come copiare durante l' esame di maturità. Ma perché questo accade? Secondo me è come se si strutturasse una certa solidarietà alunni-professori vs lo stato, alle cui regole non si attribuisce la legittima autorità, per un senso di non appartenenza ad esso. Che è poi lo stesso meccanismo giustificazionista (e mi vergogno a dirlo, ma a volte vien la tentazione di pensare: giustificato) dietro all' evasione fiscale.

A me a sembra che il ragionamento dei prof, sopratutto con certi studenti, sia qualcosa del tipo: copia e sfangala, prendi il tuo pezzo di carta "obbligatorio", tanto tu (alunno) ed io sappiamo che non saranno quei pochi punti in più che il copiare ti può dare sul voto finale di maturità a far la differenza quando uscirai di qui ( e da qui credo nasca la distanza tra il sentire comune e le regole dello stato), per cui è una perdita di tempo per tutti e due fare i rigorosi.

A volte poi l' approvazione è proprio esplicita. Ad esempio ricordo che una prof ci disse chiaro e tondo che le esercitazioni di terza prova servivano anche a farci imparare come copiare durante l' esame di maturità.

Sottoscrivo: ho avuto la stessa esperienza; addirittura si studiava la disposizione degli alunni intorno a chi, come me, "produceva l'originale". Di più: ho dovuto litigare (e cedere) con un membro interno di un'altra classe (all'epoca i docenti erano tutti esterni tranne uno) che voleva copiare da me (e passare alla sua e ad altre due classi).

A me a sembra che il ragionamento dei prof, sopratutto con certi studenti, sia qualcosa del tipo: copia e sfangala, prendi il tuo pezzo di carta "obbligatorio", tanto tu (alunno) ed io sappiamo che non saranno quei pochi punti in più che il copiare ti può dare sul voto finale di maturità a far la differenza quando uscirai di qui ( e da qui credo nasca la distanza tra il sentire comune e le regole dello stato), per cui è una perdita di tempo per tutti e due fare i rigorosi.

È sicuramente così: non siamo abituati a misurare il merito, quindi non far copiare ci sembra un'inutile vigliaccata contro i nostri compagni.

[Piccolo inciso: il docente in questione insegnava matematica e la prova era proprio quella di matematica!!!]

Invece io temo di essere proprio di un'altra generazione... sono italiano (e anche francese) e ho avuto la fortuna di vivere (studiare e lavorare) in entrambi i paesi per parecchio tempo (e per carita`, non faccio confronti su quali popoli siano meglio di altri). Visto che siamo in tema di ricordi personali, al primo compito in classe di latino al liceo (nord Italia, meta` anni '70) ho lavorato "in collaborazione" con il mio compagno di banco. Lui era il "primo della classe" e... io me la cavavo quasi altrettanto bene. Ognuno ha fatto la traduzione per conto suo, e alla fine c'era tempo ci siamo corretti reciprocamente l'esercizio. Al termine, il Prof (uno che meritava la "P" maiscula) ci chiama e piu` o meno ci dice in maniera molto garbata ed educata: "per questa volta faccio finta di non aver visto; ma sappiate che io valuto molto positivamente le collaborazioni. La prossima volta valutero` l'esercizio, che immagino abbiate fatto entrambi molto bene, e dividero` per due il voto". Tradotto: se la versione merita 9 (il massimo voto che si poteva prendere con lui), valutero` il lavoro di entrambi 4 e mezzo ciascuno. Nella vita se si condividono gli sforzi, si condividono anche i meriti. Questa e` "meritocrazia"? Forse...

Resta il fatto che trovo parimenti insopportabile sia chi fa pubblico vanto di furbizia passata o recente, sia chi cerca a posteriori di contestualizzare, le pressioni sociali, gli adolescenti che vogliono farsi accettare dai compagni, la  scuola che "tantosappiamocheildiplomanonciserveaniente", il "cosi fan tutti", etc etc...

Abbiate pazienza per lo sfogo di un "vecchio"... ma giocare rispettando le regole, la responsabilita` individuale?

 

Alla fine sono costretto a darvi ragione. E' scusabile chi a 16 anni abbia ceduto alle pressioni sociali e abbia fatto copiare ai suoi compagni, ma non è scusabile chi se ne vanta da adulto.

Voltremont spiegò al mondo che lui, al liceo copiava o faceva copiare vendendo i compiti, o entrambe le cose a seconda della materia.

Fantastico. Ovviamente rigorosamente in "nero", dato l'imponibile che dichiara da qualche anno...

Meritocrazia

guido 9/11/2010 - 11:39

ecco dove Tremonti dice che copiava e scambiava i compiti

http://www.youtube.com/watch?v=34kqeU66W5k

Corsi e ricorsi

ne'elam 9/11/2010 - 13:21

il condottiero ravennate sarebbe stato vittima di una vendetta (per il suo ruolo di doppiogiochista che lo vide soldato fedele al Papa e, allo stesso tempo, informatore della Repubblica di Venezia) ordita nientemeno che dal suo signore, Cesare Borgia, e compiuta materialmente da un certo Paolo Orsini (il quale morirà strangolato il 3 gennaio 1503 per mano dello stesso Cesare Borgia, in seguito ad un tradimento questa volta ordito contro di lui).

Ricapitolando Catricalà=Guidarello, doppiogiochista=grand commis bipartisan; Papa=Centro destra; Repubblica di venezia=Centro sinistra;  Cesare Borgia= Silvio; Paolo Orsini= Voltremont.
Se la storia si ripete, Voltremont farà una brutta fine per mano di Silvio, proprio ora che si sta preparando a metterlo in pensione.

Meritocrazia

FDG 9/11/2010 - 19:11

Sì, forse sarebbe stato ancora accettabile "vantarsi" di aver fatto copiare. Almeno ci sarebbe stata un'implicita assunzione di essere stato il primo della classe. Pubblicizzare i trucchetti usati alle elementari per non farsi interrogare mi sembra un po' come spararsi sulle pal.le...

Meritocrazia

Raf Tp 9/11/2010 - 23:13

 

O in italia adesso fa curriculum anche essere stati furbi fin da piccoli?

E' l' "adesso" che stona. E' sempre stato così ed è il motivo per cui l'Italia non sarà mai come gli USA. Il che non è necessariamente un male... consumers prefer variety...

 

Re: Meritocrazia

FDG 9/11/2010 - 23:52

E' più che altro che secondo me la furbizia dovrebbe implicare qualcos'altro oltre alla bravura nel copiare. Risolvere un esercizio con un trucchetto che fa risparmiare metà del tempo può essere furbo. Riuscire a rispondere ad una domanda in una maniera inaspettata ma giusta (quando non si sa la risposta standard) può essere "furbo". Tirar via il proprio bigliettino dall'urna è un po...boh...non è che ci voglia sto grande ingegno...

Non sono per niente d'accordo: risolvere un esercizio con un trucchetto (lecito) che fa risparmiare meta` del tempo e` intelligenza, non furbizia; anche rispondere ad una domanda in una maniera inaspettata ma giusta quando non si sa la risposta standard e` intelligenza e non furbizia. Anche capire che non si e` capaci di risolvere un esercizio da soli e cercare qualcuno piu` bravo per farsi spiegare per capire come si fa a farlo e` intelligenza e non furbizia. Anche questo e` intelligenza e non furbizia (ma qui direi che siamo veramente ai limiti).

Farsi passare il compito ad una prova d'esame (qualsiasi essa sia) e` disonesta`. Togliere il proprio nome dalla lista dei sorteggiandi, poi...

Pare proprio che Las Vegas fu.

E hanno sistemato anche Catricalà all'energia.

Chi avesse visto Report domenica scorsa converrà che se ne va l'unico presidente di Authority che è parso competente e non imbarazzante ( Ortis )

l'entropia del sistema aumenta

se ne va l'unico presidente di Authority che è parso competente e non imbarazzante

La scadenza di un mandato non rinnovabile (per fortuna, Cardia alla Consob insegna) rende l'evento ineluttabile.

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