Microfoundations XII: Piccole bugie innocenti?

7 febbraio 2007 michele boldrin
Secondo voi, perche' la signora Melandri Giovanna, da Maggio 2006 ministra dello sport del governo italiano, ha mentito sulla sua frequentazione della villa del signor Flavio Briatore in Kenia?

La notizia e' qua, anche se i dettagli sugosi si moltiplicheranno di certo nei prossimi giorni sulla stampa piu' o meno "specializzata".

Tipo questa , tanto per dare un'idea ...

Io, che sono in vena di giochetti, faccio semplicemente un paio di domande ai lettori, domande semplici semplici ed anche un po' ingenue, ma solo a meta':

  • Perche' la cara Ministra dello Sport e della Gioventu' ha mentito su dove ha passato il suo Capodanno?
  • Perche' ha negato d'aver soggiornato nella villa in Kenia del signor Briatore Flavio, in qualita' di ospite?
  • Perche' ...?


P.S.
Vi domanderete: che cavolo c'entrano queste domande del piffero sulle frequentazioni della signora Melandri con le altre pallose "microfoundations" che sono andato sciorinandovi dall'aprile scorso? C'entra, c'entra ... per questo le domande sono ingenue solo a meta'.

Intanto vediamo cosa ne pensano i lettori, poi quando ho un po' di tempo butto li' il mio sospetto ...

51 commenti (espandi tutti)

Non so se possa aiutare a risolvere il mistero. Ma la ministra, oltre a smentire la notte da Briatore,  ha sentito il bisogno di  dichiarare di "soggiornare da molti anni a Watamu, come «turista consapevole» in
Kenya, bellissimo e dolente Paese, soffermandosi su due esperienze alle
quali partecipa da tempo a favore di barboni e bambini sieropositivi".

"Turismo consapevole"? "Barboni"?   Ma dove minchia vive 'sta gente? Chi frequenta? Come pensa? Cos'ha nel cervello? Si sente in colpa di andare in Kenia? Perche'? Cosa c'e' di male? Adesso non posso andare in Africa senza risolverne prima i problemi? O almeno fare finta con tono contritissimo di di pensarci continuamente a quei problemi?

E' una classe di cultura e intelligenza inesistente. Nani e ballerine sono giganti al confronto.  

...a dire che questi fanno schifo tanto quanto quelli di prima. Immagino che appena finisco queste due righe arriverà il coro di noooo dai soliti noti, quelli che tirano subito fuori i vari Caldaroli, Lunardi e compagnia per convincersene. Penso che per loro valga il seguente (meta)teorema: per ogni schifezza questi ci propinano, esiste sempre qualcosa di peggio fatto dagli altri.

Se ci pensate, chi ha votato questi continuerà a votarli comunque, dico comunque. E chi ha votato quelli di prima farà esattamente lo stesso. A rivotare, in realtà, secondo me si andrebbe dritti dritti di nuovo al fifty-fifty.

Giusto per curiosità: c'è qualcuno che legge e che ha cambiato idea, cioè che avendo votato destra voterebbe sinistra o viceversa? Sono molto curioso, let me know.

Come ben sapete peraltro, nenach'io ho cambiato idea: non ho votato, e non lo farò certo la prossima volta, con questi in giro (e saranno ancora in giro, statene certi: se no che fanno?).

Ciao Stockli,

il problema e' che questi qua non sono stati
votati da nessuno, ma si sono votati da soli. Con la nuova legge
elettorale infatti i partiti si sono fatti le liste e' hanno deciso chi
mandare su. Per me e' vergognoso che siano riusciti a fare cio' senza
che nessuno gridasse al colpo di stato da parte dei partiti. Io vorrei
solo l'elezione diretta dei parlamentari. Se ne vedrebbero delle belle!
Secondo me gia' nei comuni con l'elezione diretta dei sindaci le cose
sono (anche se poco) migliorate. E' giusto che il cittadino dia
direttamente il voto a chi vuole senza nessun filtro da parte dei
partiti. L'unico filtro che accetterei volentieri e' quello della
giustizia secondo cui nessun condannato in via definitiva puo' sedere
in parlamento.

Non voglio rinunciare la mio diritto di voto!

 

 

Per
quanto riguarda la domanda di Michele secondo me oltre a una buona dose
di ipocrisia e vergogna della signara, la verita' e' che dove ci sono
grossi interessi e da divertirsi (gratuitamente) che siano di destra o
sinistra prima si pensa a mangiare e poi si pensa a trovare le
giustificazioni se scoperti.

Avrei apprezzato di piu' una
semplice risposta: "si ero li', mi sono divertita, e non do
nessun giudizio su Briatore che mi ha ostitato...". Punto e fine...

La legge elettorale attuale (schifosa, concordo) è stata votata da una sola parte e non da tutto il Parlamento. E' stata votata dalla CdL e più esattamente è stato il prezzo che Berlusconi ha pagato a Casini per non fare cadere il suo governo.

Sì e no, stockli.

Sì, io li rivoterei ancora, se l'alternativa è la CdL. Sono stati molto molto deludenti, molto più di quanto mi aspettassi, è vero. Ma non riuscirei mai a votare per gli altri senza sentirmi ridicolo. Come si fa a  votare uno che dice che i gay sono tutti a sinistra e crede di essere un simpaticone? Persino sua moglie si è stufata di queste battute desolanti, veri rutti mediatici, come direbbe Michele.

No, se si rivotasse oggi vincerebbe la CdL, anche se non di così tanto quanto dice Berlusconi. Molti elettori che hanno votato Prodi oggi si asterrebbero. E li capirei.

fausto, il punto è che non sei obbligato a votare: per fortuna una delle più illiberali leggi che ci siano state in Italia, sul diritto/dovere di votare, è stata abrogata, per quanto ne sappia. Non posso poi credere che tu pensi di essere pivotal per difendere l'italia dalla CdL, conosci teoria della probabilità ben più che a sufficienza....

...e io continuo a pensare che così facendo si mescolino due discorsi distinti e separati. Punire gli errori dei singoli e cambiare campo sono due cose ben diverse.  Il potere degli elettori e della classe politica stessa di sanzionare chi sbaglia mi sembra una cosa più complessa di un modellino a due partiti, scialba riproposizione del "voting by feet" (si dice così?? :o) . In società meno assuefatte della nostra alle più varie porcate, saltano fior di poltrone perché non si è pagato il canone o si è assunta in nero una collaboratrice domestica. E questo viene prima e al di là della possibilità per gli elettori di passare al campo avverso.  Dopo tutto: a meno che io non ritenga la situazione completamente corrotta e marcia, perchè dovrei togliere voti al partito che più di ogni altro rispecchia le mie preferenze di policy?  

Con una battuta: preferirei vedere 200 tesserati dei DS che inseguono la Melandri coi forconi, piuttosto che vederli "cambiare idea" per questioni che poco hanno a che vedere con la linea politica di un partito. Ancora di più, preferirei che lo stigma sociale provocato dalle bugie o da eventuali grossolani errori di un politico fosse tale da obbligare ad immediate dimissioni. Preferirei che le strutture di partito fossero più trasparenti e che rendessero possibile una maggiore partecipazione, piuttosto che assistere felice e sorridente ad una massiccia convergenza verso il centro. Dopo tutto, credo che nel PCI certe cose fossero gestite in maniera diversa, e non solo per il timore di un'emorragia di votanti.

Insomma: il cuore del problema mi sembrano la disaffezione ed il disinteresse verso la politica che annullano ogni forma di controllo sociale sui partiti e rendono possibile a chi ha abbastanza pelo sullo stomaco di curare solo i propri interessi.

Gian Antonio Stella, un giornalista che a me piace molto, ha scritto una serie di libri sulle abitudini della classe politica italiana. Niente di trascendetale, per carita', ma ci sono ritratti abbastanza impietosi e molto eloquenti sulla pochezza di molti personaggi. Direi: suqllidi e beceri a destra, ipocriti a sinistra. Belle ad esempio le descrizioni delle sedute dal parrucchiere delle signore Melandri e Palombelli (altra turista consapevole dei miei maroni [scusate mi e' scappata]).

Un altro Perche'

mauro 7/2/2007 - 18:37

Ammesso che una logica perversa possa giustificare le dichiarazioni della Melandri, ho un'altra domanda:

Perche' ha mentito sapendo che era stata vista da gente (e persino fotografata!) che sicuramente non avrebbe tenuto la bocca chiusa?

perchè è molto poco intelligente

Sicuramente la Melandri non è una volpe e questo in parte aiuta a rispondere anche alle altre domande. Ma forse effettivamente, come sembra suggerire Michele, la stupiditá non basta a spiegare. Gli stupidi, dopo tutto, esistono in tutti i paesi e a volte ricoprono cariche di governo. Due possibilitá:

1. La Melandri pensava che i giornalisti sarebbero stati tanto inetti o servili da non verificare. Idem per gli altri ospiti (a proposito, perché Briatore non ha detto niente? Se io invito qualcuno a casa e questo smentisce di esserci stato non ci resto bene).

2. (Questa mi é stata suggerita) Alla Melandri interessa solo quello che succede nel brevissimo periodo. Credo si dica preferenze iperboliche. Insomma è meglio smentire subito qualcosa che le da fastidio a rischio di fare solo dopo una pessima figura.

Rettifico. Briatore ha rilasciato un'intervista dicendo peraltro cose sensate... Da notare, comunque, che non infierisce contro la ministra.

Immagino che dagli States non abbiate la "fortuna" di seguire Porta a Porta.

Io ogni tanto lo faccio (e anche se me ne vergogno, mi assumo tutto la responsabilita' del caso, non come la Melandri...)

Beh, se volete associarvi a questa mia abitudine, trovate la trasmissione sul sito RAIclick (metterei il link se sapessi come fare).

In ogni caso, l'altra sera alla suddetta trasmissione, insieme ad altri ospiti, c'era il ministro dello sport (la signora in questione) che parlava dei provvedimenti presi dal governo in tema di violenza degli stadi.

In una circostanza che comunque richiedeva sobrieta' e, a mio avviso, ricerca di consenso bipartisan, non ha fatto altro che cercare di puntualizzare quanto i proveddimenti del governo fossero diversi dal decreto Pisanu, di cui alla fine sono la quasi fotocopia. Demagogia allo stato puro, sempre e comunque...

Sul fatto in questione (villa di Briatore) che dire? ... probabilmente Briatore non rientra in nella definizione che la sinistra da' di politically correct... e sinceramente neanche nella mia, che di sinistra non sono.

 

Caro Franz, Rai International da' Porta a Porta quasi ogni sera. Quindi non sei il solo a vergognarti, la guardo anch'io. Sotto le lezioni la guardavo piu' spesso, adesso c'e' molto "costume", e spesso davvero roba decadente. Se riesco a sopportare Vespa che lecca il politico di turno, quando fa l'astuto giornalista di costume che discute del famoso omicidio avvenuto la' sotto il Gran Paradiso proprio non ci riesco. Purtroppo pero' ho perso il Porta a Porta di cui parli.

Credo anch'io che la soluzione del puzzle sia nella (non)-cultura distorta della Melandri. Se si vergogna di andare a fare turismo in Africa, chissa' come si vergogna di farlo con un (ex-)belloccio, capitalista, play-boy, anti-tasse-in-Sardegna come Briatore. Povera Melandri, gia' le faranno pesare di essere (stata) belloccia, poi il ballo con Briatore mentre si riposava dall'avere salvato i barboni e i bambini con l'AIDS... Salvi non le parla piu'. 

Linkata direttamente dal sito del corriere:

da una intervista a Briatore del 22 settembre 2006 su dagospia

Parla come Berlusconi...
Ah sì? Guardi che se mi vuole etichettare politicamente casca male. Sto sempre dalla parte dei più deboli, in una discussione tra un meccanico e un ingegnere io sto con il meccanico.
Parla come uno di sinistra...
Ma io tendenzialmente sono di sinistra.
Di sinistra?
Diciamo così, né di destra né di sinistra, io ammiravo la Dc di Andreotti e Cossiga. E adesso ammiro Giovanna Melandri, donna in gamba, una mia cara amica, che ospito sempre volentieri nella mia casa in Kenya.

Dalla quale apprendiamo che:

Briatore é di sinistra, ma forse non é proprio sicuro di esserlo. 

Briatore ammira Andreotti, Cossiga e la Melandri.

Briatore ospita a casa sua la Melandri.

Diciamoci la verità: é difficile non provare una sfrenata ammirazione per il  sincretistismo politico del Briatore.

Quanto alla ministra vale il detto: dio li fa e poi li accoppia.

In ogni caso: tutto era già scritto.

Vado su nFA or ora per vedere chessidice, e scopro sta tiritera sulla melandri. Due considerazioni - primo, sono assolutamente d'accordo con alberto, la dice veramente lunga il fatto che la signora melandri si vergogni di essere stata in kenya ospite di briatore e si sia divertita come una matta a ballare a capodanno. Qui a new york abbiamo un sindaco (bloomberg) che di settimana prende la metropolitana come fanno tutti (tranne alberto), salva la citta' da tracollo finanziario (nel 2001-2002), ristruttura l'amministrazione pubblica della citta', riforma le scuole pubbliche, lancia il piu' grosso programma di lavori pubblici e migliorie alle infrastrutture dai tempi di robert moses, ecc; di weekend pero' prende il suo bell'aereo privato e va a divertirsi ai caraibi, in colorado, o dove cacchio gli pare. E a nessuno passerebbe nemmeno per l'anticamera del cervello di scandalizzarsi perche' va a divertirsi. Anzi: "work hard, play hard".

Secondo, flavio briatore sara' un personaggio antipatico quanto si vuole, ma bisogna dargli atto che e' stato l'unico nella storia della formula 1 a vincere mondiale costruttori e pilota con due squadre diverse - benetton a meta' anni novanta e renault a meta' anni 2000. E non e' assolutamente facile vincere in formula 1, visti gli enormi investimenti finanziari, tecnologici e di risorse umane necessari. Per cui, tanto di cappello (lo dico a denti stretti essendo tifoso della ferrari). Inoltre, tempo fa in un'intervista non so piu' se al corriere o a repubblica disse cose molto sensate sulla necessita' di ridurre le tasse in italia, onde evitare la fuga dal paese di individui intraprendenti che eccellono nelle loro professioni. Ricordo che la cosa mi impressiono' perche' uso' praticamente le stesse parole del nostro michele nei suoi commenti alla finanziaria 2007 (certo, e' sempre possibile che anche briatore legga nFA...!!)

cosa c'entra con la Melandri e con le ragioni del suo "misterioso" comportamento menzognero?

No, tanto per capire.

Mica era un invito a fare di nFA la filiale on line di "Chi", il mio post ... pero' sembra che ci stia riuscendo. Fra un po' arriva uno e ci racconta di quando a Capalbio e' arrivato Massimo con la barca ...

 

Mica era un invito a fare di nFA la filiale on line di "Chi"

A me, che non conto nulla, ha dato fondamentalmente questa impressione.

Non era forse meglio essere più espliciti aspettando di avere un po' di tempo e  buttare li' il tuo sospetto... ?

Michele Boldrin, il nostro redattore da Chi, non e' molto svelto. Meno male che invece l'altro Michele Boldrin,  che scrive di politica ed economia per nFA e' davvero un un fulmine. (come raccomanda giorgio, essere sempre espliciti su queste cose:  scherzo)

Spiegazione: 1) Bloomberg lavora bene e quindi non si vergogna di fare vacanze  di lusso; la Melandri nonfa un c... e quel poco male e quindi si vergogna di fare vacanze di lusso

2) La Melandri si vergogna di Briatore, che e' considerato un pirlone, ma il nostro redattore da Milanello e' invece impressionato dalle sue capacita' organizzative in F1.

 

 

Mi scuso per la divagazione, ma il post di giorgio mi induce a chidere come va al lavoro alberto, dato che snobba la metropolitana.

Ci va col sigaro... ora ci va meno perche' sta cercando di smettere

Visto che questo articolo è diventato veramente una rivista on-line di coronaca rosa e simili, mi adeguo...

Andrea, siete arrivati a casa? Tutto bene?

ok ok scherzo ;-)

 

giusto perche' sia chiaro: smettere di fumare E di lavorare

Io la domanda l'ho messa in parte proprio perche' non riuscivo a spiegarmi l'imbecillita' del comportamento. Vedo che sono in buona compagnia, e mi rassereno. Anche che Alberto abbia deciso di smettere di lavorare mi genera una certa serenita', cosi' posso imitarlo.

Sulla questione della ministra menzognera siamo (quasi) tutti d'accordo. Quindi riassumo, con parole mie e tanto per scrivere qualcosa. Che, come l'Alberto, mi e' passata la voglia di lavorare da quando ho smesso di fumarmi quelle due Marlboro serali ...

La signora Melandri ha mentito, perche' essendo una politicante e' abituata a mentire. E' un riflesso pavloviano: prima menti, poi chiedi qual'era la domanda. Siccome non sembra sia in grado di far concorrenza a Ken Arrow in una conversazione in cui occorra andare oltre il soggetto-verbo-complemento, ha mentito cosi' a manetta che non s'e' nemmeno resa conto di quanto diceva ... d'altra parte, non e' la stessa che, per farci stare tutti fighetti come lei ed i suoi amici del Kenia, ha suggerito di sussidiare le palestre e penalizzare i fast foods?

Ha mentito perche' ammettere che va a fare le vacanze in Kenia con uno come Briatore, non viene bene con quelli che ti votano perche' fai finta di essere anti-global, ecologica, semplice e dedita a consumi sostenibili, femminista integerrima, favorevole all'alta e redistributiva tassazione, affascinata dalla cura e preservazione di animali e piante selvaggie ...

Ha mentito perche' non fa nulla e non sa di cosa parla, per cui non puo' dire ai propri elettori: ho fatto applicare il decreto Pisanu ed ora gli stadi sono sicuri. Non puo' perche', come abbiamo recentemente scoperto, NON aveva fatto applicare il decreto ed e' quindi non solo una ministra incompetente (che li' e' in buona compagnia) ma anche una ministra che nemmeno fa applicare le leggi dello stato che sono di sua competenza. Quindi non puo' fare come Bloomberg, che invece competente e' e lavora duro, e si vede.

Ha mentito perche' essendo arrivata recentemente a posizioni di potere (e non avendo prima fatto assolutamente nulla di produttivo per l'intera sua vita) non ha ancora "accumulato di suo" con il duro lavoro ministeriale. Per cui deve farsi ospitare da amici e conoscenti ricchi, e purtroppo non molto presentabili, visto che l'elicottero ed il jet personale per andare a sciare nello chalet privato ad Aspen ancora non se li puo' permettere. Le e' andata bene, vah, che l'han beccata che si agitava con Briatare invece di fare i coretti con Berlusconi ...

Ha mentito perche' e' "di sinistra" mentre Briatore ed i festini esagerati del capodanno Keniota sono "di destra", ed al popolo non e' bello far sapere quanto e' allegra la Melandri quando non sta con quelli che si fanno le pere (ideologiche).

Eh, si': ha mentito proprio perche' ci sono quelli che pensano che cio' che conta e' la bandiera da tenere alzata, non gli "errori" dei singoli. Che c'e' la parte politica "giusta" con cui occorre stare e quella "sbagliata" che occorre combattere senza tregua, che c'e' un'ideologia buona ed una cattiva e che le scelte in base a quello si fanno. Gli atti dei singoli individui non contano, conta il credo. Il compagno Stalin (Beria, Togliatti, Mao, Castro, Berlinguer, Longo, Napolitano, Tito, fate voi) ha sbagliato, ma l'ideale socialista e' giusto, avanti dritti verso il nulla ... Siccome ai singoli individui piace che il popolo li voti, li osanni e li ritenga coerenti con i dettami della fede, allora i singoli individui mentono sulle vacanze in Kenia, sulle dimensioni della barca, sull'origine delle loro scarpe appuntite, sui regali che fanno ai figli, sulle tonnellate d'acciaio prodotte, sulle esportazioni di zucchero ... perche' l'ideologia continui a regnare sovrana, sorretta da milioni di menzogne quotidiane.

 

Non riesco a cogliere il lato costruttivo di quanto scrivi qui. Ipocrisia e politica sono parenti stretti e, tutto sommato, se l'unica cosa da nascondere è una coda di paglia non vedo nulla per cui strapparsi i capelli. Raccogliere il consenso vuol dire anche presentare un'immagine digeribile dalla maggior parte dell'elettorato, il quale vive prigioniero delle  "gabbie immateriali" di braudeliana memoria (ogni popolo, ogni cultura e sottocultura ha le sue). C'è quindi, secondo me, un tasso di ipocrisia fisiologico nella politica: proprio per questo è importante sviluppare un'alta coscienza civile, che porti a limitarlo il più possibile (riconoscendo al tempo stesso l'importanza dell'azione politica).

Per questa ragione può essere giusto cazziare la Melandri: perché ha superato ogni soglia di buon senso e ha dimostrato pure un bel po' di stupidità

Il disimpegno come unica alternativa possibile? Tecnocrazia? Dove vuoi andare a parare?

 

Gentile LuigiP, quando leggo lei mi pare che il tempo non sia mai passato: mi sento ancora un ventenne, quando il PCI aveva il 36% dei voti.

Quanta nostalgia, avevo tutti i capelli......

La ringrazio di cuore

Ho come la sensazione di dover specificare con molta forza che scherzavo, e che non ho alcuna nostalgia per quei tempi (a parte i capelli).

Ho colto l'ironia, ciononostante il commento mi ha divertito (in senso buono). Mai negato di essere "rimasto" ai tempi di Longo, o giù di lì, con riguardo a molte questioni (le virgolette derivano dal fatto che io vent'anni ce li ho ora... quasi 23 per essere precisi).

Su questioni più specifiche dibatto volentieri. Se il discorso si chiude qui, saluto e ringrazio.

Beh, è vero, la questione è specifica: fino a quanto si è disposti a mentire sapendo di farlo per difendere il bene superiore della linea politica? I grandi partiti di massa, in Italia, hanno scelto storicamente questa strada: gli esempi di menzogne dette, sapendo che tali erano, da Togliatti, Longo e compagnia hanno ormai riempito molti libri di storia. Lo facevano per difendere il bene supremo della classe operaia, e della rivoluzione di classe. Uno dei tristi tardivi sottoprodotti di questo comportamento è la signora Melandri: ne valeva proprio la pena......  

Per dirla con parole mie, il problema è di tracciare una sorta di confine fra fisiologia e patologia. E la questione riguarda la politica in quanto tale, non le "ideologie". A livello aggregato, penso che un'operazione del genere abbia molto a che vedere con fattori quali l'istruzione ed i sentimenti verso la cosa pubblica: governare un popolo istruito e con grande passione civile, per un governo democratico, è una sfida difficile.

Quanto al collegamento diretto fra la doppiezza del PCI e le bugie della Melandri... beh nessuno penso possa escludere completamente un'ipotesi del genere, ma confesso che mi riesce molto difficile accettarla come palesemente vera. Ripeto, a me sembra più una questione di perbenismo ed ipocrisia che non di ideologia. In Italia (come in molti altri posti del mondo in questa ed in altre epoche storiche) ostentare la ricchezza ha spesso un che di eversivo. Ma questo mi ricorda più il puritanesimo protestante che non la doppiezza togliattiana...

Gentile LuigiP, non te la prendere per le rimembranze di stockli; e non credergli,  lo conosco da vent'anni e mai un singolo capello sulla sua testaccia ho visto. Pero' credo che ti sbagli gravemente. Le bugie di questo tipo, per se' sono nulla, ma aprono orizzonti infiniti dentro la testa di chi le dice. Una persona che si vergogna dei propri amici e' disgustosa. E una persona che si vergogna di fare le vacanze in africa e' una persona che ragiona con schemi concettuali cosi' tremendamente deficienti, che non vorrei nemmeno avesse il compito di allacciarmi le scarpe.

Permettimi, ragionare col senso di colpa, come fa la Melandri, non puo' essere  connesso forse al  fatto che adesso i tifosi tutti sono puniti per la morte di un poliziotto la cui responsabilita' sta tutta nella incapacita' organizzativa  e nella ignoranza e corruzione della burocrazia del calcio? La colpa, la colpa, .... chiudere gli stadi dopo il morto, nella testolina della Melandri, ha la stessa funzione di occuparsi dei "barboni" dopo aver ballato da Briatore: purifica. e chi se ne frega se in queste condizioni di morti ce ne saranno altri o se i barboni in africa cresceranno, almeno ci siamo purificati

Ecco perche' le bugie importano.  

Le bugie di questo tipo, per se' sono nulla, ma aprono orizzonti infiniti dentro la testa di chi le dice.

...le bugie importano.

Mai detto il contrario, mi pare. Nel commento del 7 febbraio dicevo:

 Ancora di più, preferirei che lo stigma sociale provocato dalle bugie o da eventuali grossolani errori di un politico fosse tale da obbligare ad immediate dimissioni. 

Solo, non vedo legami logici fra questa consapevolezza e la linea d'azione proposta dal Prof. Boldrin (qualunque essa sia, confesso di non averla capita per intero). Infatti: se il singolo sbaglia, lo si punisce. Se sbagliano tutti, seguendo prassi sbagliate e dannose, siamo in presenza di un sistema distorto. Denunciare le storture di un simile sistema è solo il primo passo per correggerle. I passi successivi consistono nell'agire direttamente sul sistema, dall'interno così come dall'esterno. Ma questo è un processo lungo, che inoltre spesso porta a sporcarsi le mani.

La relazione fra bugie ed ideologie, poi, non mi sembra così univoca, a meno di non definire come "ideologia" l'intero complesso di norme sociali vigenti in un Paese. A quale "ideologia" ricondurre il putiferio scatenato negli USA dalle bugie di Clinton? Ma, allora, mi pare più corretto parlare di ipocrisia più che di cieca adesione ad un credo e, quindi, il discorso si sposta di un bel po'.

Mi stanno scacciando dall'aula, riprenderò il discorso...

Non ho nessuna proposta concreta di azione politica. Non sulla questione sollevata da questo articolo. Per avere una proposta occorre avere la convinzione d'aver capito come funziona il meccanismo, ed io non ho capito. Non bene a sufficienza per far proposte, per lo meno. Pero', grande vantaggio del metodo scientifico, posso dire qualcosa su cio' che non funziona, anzi che fa sicuramente danno.

Nel tuo commento anteriore (LuigiP) fai delle affermazioni abbastanza forti, che mi lasciano perplesso. In particolare perche' sembrano avere una dimensione normativa anziche' positiva. Quella positiva la capisco: la politica e' menzogna perche', date le regole del gioco, in equilibrio si mente. Va benissimo. Ma questo non implica che questa constatazione si trasformi in norma: "non c'e' nulla da sorprendersi o da protestare se il politico X mente, perche' i politici DEVONO mentire." Sbagliato.

In equilibrio, la quantita' di menzogne (ed il tipo di menzogne, soprattutto) che il politico dice e' funzione delle strategie di controllo che le altre parti che giocano (i.e. i cittadini) adottano. Costoro, in genere, hanno interesse a che il politico non menta, quindi il modello positivo che predice una certa quantita' di menzogna d'equilibrio predice anche che il cittadino s'incazza come una bestia e chiede le dimissioni del politico che viene colto in flagrante menzogna. Infatti, sembrera' strano ma vi sono paesi abbastanza prossimi all'Italia in cui per una bugia del genere la Melandri sarebbe stata forzata alle dimissioni, senza neanche dire "mah". Non serve andar lontani, controlla la Germania.

Ora, se adottiamo il punto di vista che sembri suggerire, e che in Italia e' non maggioritario ma quasi unanime, siamo fritti. Siccome la constatazione positiva che in equilibrio i politici mentono e che (se sono dei minus habens come, per acclamazione popolare, la nostra sembra essere) mentono pure su cazzate, viene trasformato in regola normativa, nessun cittadino s'incazza piu'. Tutti fanno i furbi-saggi-smagati politici di lungo sorso, stile piazza maggiore a bologna. Siccome sanno che i politici mentono, non v'e' piu' ragione di scandalizzarsi o di chiedere le dimissioni; nessuno punisce il politico menzognero alle elezioni prossime venture perche' "cosi' fan tutti", eccetera. Colpa di Macchiavelli? Non credo, se uno legge con attenzione il poveretto non aveva proprio tali intenzioni normative. Ad ogni buon conto, l'argomento che suggerisci non regge e non fa il bene del popolo lavoratore.

Se poi ci aggiungi pure la lealta' ideologica (ossia la difesa del gruppo politico, come sembri suggerire) allora siamo peggio che fritti. Perche' in questo caso arriviamo a teorizzare come normativamente raccomandabile che si coprano menzogne, incompetenza e financo ladrocinio in nome dell'ideale grande e supremo, la bandiera rossa (bianca, verde gialla, fai tu) e trastulli del genere. Esempi? Eccone uno, i cui attori purtroppo conosco troppo bene, fra i molti possibili.

Un tal Primo Greganti, ai tempi di Mani Pulite, da vero eroe della rivoluzione socialista, si fece un tot di galera in silenzio per tener fuori dalle patrie galere, dove avrebbero dovuto finire, alcuni grandi leaders del glorioso PCI. La vicenda e' complessa, ed interessa molti personaggi. Mi soffermero' su due personaggi minori, tal De Piccoli Cesare e Morandina Renato, "dirigenti" del PCI veneto e veneziano, graziati dall'eroismo dello stesso e dal lento trascorrere dei termini ... Ora il pio Renato non ha fatto molta carriera, fa solo il presidente di un carozzone clientelare che si chiama Ambito Turistico di Venezia, ma il ferroviere da casale sul sile che comprava i libri a peso fa il vice ministro dei trasporti, mentre il grande giocatore di flipper, per il quale ha sempre fedelmente portato acqua, fa il ministro degli esteri ...

Fu prescritto [De Piccoli] per aver ricevuto tangenti da parte della Fiat. Infatti,
secondo la confessione fatta da da Ugo Montevecchi, uomo della Fiat
Engineering a Di Pietro nel '94: "Nel 1990, in occasione delle elezioni
amministrative ed europee, mi fu fatto presente dal mio superiore
Antonio Mosconi, amministratore delegato della Fiat Impresit, che,
poiché ci trovavamo in periodo elettorale, bisognava dare una mano alla
corrente veneta di D'Alema. [..] Io in data 22.05.1990 ho bonificato la
somma di lire 100 milioni sul predetto conto [il "carassi"]. Mosconi mi
ha detto che il beneficiario economico ultimo di quel conto era
l'allora candidato, poi diventato onorevole del Pci, De Piccoli,
persona che in effetti fa parte dell'entourage di D'Alema". [Da Wikipedia]

Risultato di tanto eroismo? Nel nuovo equilibrio i politici mentono MOLTO di piu' che altrove, rubano molto di piu' che altrove, malgovernano molto di piu' che altrove ... e l'alta velocita' non si fa. Sic transeat gloria mundi.

 

Non credo che c'entri nulla nel dibattito, ma mi e' venuto in mente leggendo l'ultimo paragrafo del commento di Michele:

Il pubblico ministero che raccoglieva la confessione fa il ministro dei lavori pubblici nello stesso governo con il giocatore di flipper. E' forse per quello che l'alta velocita' non si fa? 

Quella positiva la capisco: la politica e' menzogna perche', date le regole del gioco, in equilibrio si mente.

Perfetto, e io qui mi fermo. Mai voluto parlare in termini normativi. Ma anche i semplici fatti si portano dietro delle conseguenze, pongono limiti al ragionamento...

Infatti, sembrera' strano ma vi sono paesi abbastanza prossimi all'Italia in cui per una bugia del genere la Melandri sarebbe stata forzata alle dimissioni, senza neanche dire "mah". Non serve andar lontani, controlla la Germania.

E' la prima cosa che ho detto! Ma se uno si dimette, vuol dire che ha sbagliato lui, mica che tutto è una m***a!  Qui stiamo parlando di errori dei singoli!

Ora, se adottiamo il punto di vista che sembri suggerire, e che in Italia e' non maggioritario ma quasi unanime...

 Ora siamo passati all'aggregato. E qui secondo me il problema fondamentale è quello dell'educazione della gente (e quindi della classe politica che dalla gente viene fuori). Ho appena scritto un commento di risposta a stockli su queste questiono.

Se poi ci aggiungi pure la lealta' ideologica ...

Io mi sono sempre e solo riferito all'opportunità per un elettore di cambiare campo qualora egli vedesse, per esempio, uno o più politici del suo schieramento di riferimento che mentono più di quanto considerato tollerabile, senza però che ciò sembri prefigurare un sistema completamente marcio. Il difendere la bandiera anche a costo di mentire sfacciatamente è una questione che hai tirato fuori tu, e che non condivido.

http://www.repubblica.it/interstitial/interstitial767350.html

devo aggiungere altro sulle mezogne? Aver mentito non come singoli ma come partito al tempo t è stato irrilevante per quello che è successo a quel partito e all'intera collettività al tempo t+n?  

No. Ma nemmeno possiamo ridurci a scimmiottare la fisica classica ad ogni pie' sospinto... I rapporti di causalità non sono così definiti; non esistono condanne o eredità immutabili. I processi di cambiamento sono in atto da lustri, per quel che riguarda la memoria di singoli atti atroci così come con riferimento all'eredità comunista/socialista in senso più ampio. Spero che questo processo di rinnovamento e pulizia continui ed acceleri, anche sotto la spinta delle pressioni e delle critiche esterne. Le parole di Napolitano che si leggono sul sito che hai linkato mi sembrano assai eloquenti in merito.

Due commenti:

1) nel caso specifico (Melandri), questo è un fuori tema grossolano.

2)Anche con riferimento alle mie tesi, mi sembra che il bersaglio sia distante. Io ho sempre e solo parlato di un "tasso fisiologico di ipocrisia" insito nella politica, sostenendo anche la necessità di punire severamente azioni più gravi. Parlavo insomma di ordinaria amministrazione. Le menzogne a difesa di una "fede" non le ho tirate fuori io. Prendere le affermazioni di una persona, estremizzarle fino al ridicolo e poi attaccarle è uno dei trucchi retorici più vecchi del mondo.

Ma che discorso è quello sulla fisica classica: la meccanica quantistica invece la possiamo scimiottare? Ma che cosa vuol dire? E' un fuori tema grossolano sul caso Melandri? La Melandri è un molto importante esponente di quello che il partito è diventato: il comportamento passato non ha alcuna relazione con la selezione dei dirigenti futuri? Sul caso di merito (le foibe) visto che il partito era schierato compattamente su tesi platealmente false (questa la ritengo una azione grave, lei no?), quando lei dice che vi è necessità di punire severamente tali azioni gravi, chi le doveva punire? Chi è responsabiole per non averlo fatto? Gli elettori, che premiavano anzichè punire tali comportamenti?

Sono conscio che il dialogo è fra sordi: lei è un uomo di fede, io purtroppo no.  

Il caso di merito mi pare fossero le bugie della Melandri e, se vogliamo, la loro "genesi" storico/sociologica. Lei le considera figlie dell'ideologia e dell'azione politica del PCI, secondo uno schema logico che a me riesce molto difficile accettare.  Io le considero più banalmente espressione di ipocrisia e pauperismo: mali diffusissimi in Italia ma presenti ovunque e, credo, in parte almeno minima connaturati alla politica (il primo soprattutto). Per questo, lei arriva a citare il silenzio sulle foibe come padre naturale delle dichiarazioni della Melandri (!), dichiarazioni che io accomuno più facilmente a quelle menzognere di Clinton sui suoi rapporti extraconiugali (forse, così facendo, le minimizzo un po', ma è per farsi capire). Riassumo male?

PS: perché tirare in mezzo la fede? Magari ne avessi una, laica o religiosa che sia.  Lasciamo il "calculemus" a Leibniz che è meglio...

Registro il fatto di non aver ricevuto alcuna risposta da lei su chi, nella sua opinione, doveva punire severamente le menzogne dette all'unisono dai dirigenti del partito  

Tentavo di riportare la discussione in quello che secondo me è il suo alveo naturale. Sollecitato, provo a dare una (incompleta, inutile) risposta anche a questa (gigantesca) questione.

Premessa: quando parlavo di punire severamente gli errori dei singoli, nel mio primo commento a questo post (7 febbraio), avevo in testa ben altre situazioni, di portata minore. D'altra parte, chi dovrebbe punire chi per quanto, ad esempio, si vede in questa mappa?

http://www.esa.int/esaCP/SEMQ6Z0A90E_Italy_0.html

Ma torniamo alle foibe. 

Non conosco abbastanza la situazione per capire chi dovesse/potesse punire i dirigenti o fermare il corso dei fatti mentre questi si svolgevano, in piena guerra fredda e col pensiero irrigidito in termini di filosofia della storia (quella sì una fede in senso pieno! Ed è noto che le ragioni di fede vengano prima di quelle terrene... altrimenti che fede è? Inutile girare attorno a questo punto!).

Ex post, invece, le strade percorribili mi sembrano essenzialmente due: (a) l'applicazione di una qualche sorta di "legge del vincitore" dopo la sconfitta delle fazioni interessate, oppure (b) un ricambio più o meno rapido e violento delle élites (dall'interno) ed una conseguente normalizzazione. Nessuno dei due metodi evita la creazione di una grande e persistente zona grigia, che è quella, credo, cui lei si riferisce coi suoi allarmi. Ma che il processo sia cominciato, nei termini di quella che ho catalogato come "alternativa (b)", mi sembra palese. Il PCI ha pagato scomparendo, possiamo dire.

Magra consolazione, dirà lei. D'altronde, nella nostra cultura la responsabilità è dei singoli. Individuare colpe e punire delle moltitudini, è sempre cosa complicata.

 

 

1) le cosidette elites sono cambiate sì, ma in peggio: è qua che il circolo con la Melandri si chiude

2) la cultura politica del partito non è stata mai basata sulla responsabilità personale: quel concetto fa parte della culturale liberale, borghese e quindi nemica di classe. E' sempre stato detto che le colpe sono della società molto prima e molto più che dei singoli, o mi sbaglio?

3) non si trattava di punire multitudini, ma di cambiare radicalmente una classe politica che non invece purtroppo non è affatto cambiata: le elites attuali o vengono dalla scuola delle frattocchie o, peggio, si sono cooptati personaggi di profilo incredibilmente basso (Melandri once again, come rappresentante di una classe di equivalenza).

4) i pochi buoni cooptati hanno tipicamente buttato la spugna (Nicola Rossi, Franco De Benedetti....)

5) in un altro post, lei ha detto che Nicola Rossi ha abbandonato la trincea. La trovo una affermazione veramente sintomatica del punto che voglio fare in questa conversazione: avere il coraggio di non mentire affermando che l'attuale classe dirigente è incapace di affrontare i problemi con il coraggio di rischiare e si difende invece dietro alla linea politica (good or bad, my party), per lei è abbandonare la trincea! And now, I can rest my case.    

...avere il coraggio di non mentire affermando che l'attuale classe dirigente è incapace di affrontare i problemi con il coraggio di rischiare e si difende invece dietro alla linea politica (good or bad, my party), per lei è abbandonare la trincea!

Il punto di quella mia affermazione non era certo l'onestà ma la voglia e la possibilità di fare, di agire. Nello stesso post cui penso lei si riferisca dicevo anche che, probabilmente, Nicola Rossi non è un buon esempio di "codardia", perché credo abbia sbattuto la porta con un piano d'azione in testa. Citavo lui perché era il caso più nuovo e più eclatante. Staremo a vedere.

Insomma, parlare, denunciare sono cose sacrosante, fondamentali primi passi. Ma poi qualcuno deve agire, strutturare un piano d'azione e darsi da fare per implementarlo. Farsi prendere dallo sconforto e gettare via tutto può essere comprensibile, ma non mi pare la mossa migliore.

Non voglio rassegnarmi a credere che la situazione del Paese sia così stagnante e marcia che l'unica cosa da fare è star seduti e sputare per terra.

LuigiP, lascia perdere che tanto stockli ha una fede incrollabile: tutti i mali italiani sono dovuti alla sinistra. Puoi provare a controbattere, ma lui ha questa fede e la fede se uno ce l'ha, se la tiene.

trovo veramente molto spiacevole questo tuo intervento

Stockli, ovviamente nulla di personale (anche perchè non so chi tu sia). E' solo una riflessione che mi viene leggendo i tuoi post.

In equilibrio, la quantita' di menzogne (ed il tipo di menzogne,
soprattutto) che il politico dice e' funzione delle strategie di
controllo che le altre parti che giocano (i.e. i cittadini) adottano.
Costoro, in genere, hanno interesse a che il politico non menta, quindi
il modello positivo che predice una certa quantita' di menzogna
d'equilibrio predice anche che il cittadino s'incazza come una bestia e
chiede le dimissioni del politico che viene colto in flagrante
menzogna. Infatti, sembrera' strano ma vi sono paesi abbastanza
prossimi all'Italia in cui per una bugia del genere la Melandri sarebbe
stata forzata alle dimissioni, senza neanche dire "mah". Non serve
andar lontani, controlla la Germania.

C'e' una tesi, ricorrente specie nel Nord-Europa (ed nel Nord-Italia, anche da chi predica bene e razzola male), secondo cui i problemi dell'Italia dipendano dalla tolleranza che i cittadini hanno per la corruzione dei politici. Ma se vai a guardare, il problema e' ben piu' serio: i veri concussi in Italia sono i milioni di incapaci che traggono beneficio dalla completa assenza di meritocrazia, e votano per politici che la tollerano e incoraggiano (vedi la persistente assenza di incentivi basati sulle performances individuali nel pubblico impiego, con elargizioni a pioggia di cui l'ultima Finanziaria e' stata solo un recente capitolo). I milioni rubati dai politici non bastano a mettere in ginocchio un paese, come mostra il gia' citato caso di Charles Haughey o anche del governo cinese (specialmente a livello locale), ma i miliardi indebitamente trasferiti per via fiscale da chi li guadagna a chi semplicemente se li vota hanno un effetto ben piu' distruttivo.

L'implacabile Sig. Dagostino (se ho omesso l'apostrofo me ne scuso
con l'interessato ed i lettori) in
http://213.215.144.81/public_html/esclusivo.html

[leggibile su www.dagospia.com]

fornisce finalmente i dettagli del "problema".

<em>

Mentre e' "in giudicato" il fatto che i Sig. De Piccoli C. e Morandina R. sono stati corrotti,
avendo preso illegali prebende, per altro in epoca di finanziamento
pubblico dei partiti, la Sig. Melandri non ha fatto nulla di illegale.
Si e' provata addosso un corsetto di pelle di rettile, le scarpe che
gli americani (che son assai rozzi) chiamo "f***me shoes", e cosi' via  in
compagnia di figure che svettano di solito all'assemblea dei Premi
Nobel al karolinska institutet in quel di Stockholm, assieme a T. Schelling, S. Weinberg, G.
Becker, D. Walcott e gli spettri di Pirandello e Deledda. Le figure
sovracitate, mi informano Dudu Malubu e Zuzu Kalem di Kenya Post, sono
la Sig. Gregoraci e la Sig. Santanche', anche lei mi dice l'annuario
parlamentare "scesa in campo" nel gergo calcistico.

La menzogna e' quindi imbecille. Si tratta di mantenere la finzione
che lo "scontro" politico sia acceso dovunque, come dire che De Gasperi
non va in barca con Pajetta (credo vero all'epoca.)

Ora invece vanno proprio in barca assieme.

La finzione delle scontro titanico tra la dirigente della sinistra
G. Melandri e la dirigente della destra Santanche' e' riconciliato
sull'accordo, davvero bipartisan, sulla misura del tacco da portare in
terra d'Africa, o forse sull' "umana" maniera di uccidere alligatori e
serpenti vari per produrre i propri corsetti.

Nel trentennale dei "moti del 1977" un solo slogan mi e' venuto alla mente:

UNA RISATA VI SEPPELLIRRA'

(era su un muro dell'universita' di Roma quando sono stato ad una delle assai tumultuose assemblee in cui si videro finalmente sia i cow boys con le pistole che gli indiani con le piume in testa.)

La risata non li ha seppelliti.

La Sig. ra Melandri mente per le seguenti ragioni. Ella viene da una cultura della vergogna. Gli esperti mi dicano se, assieme alle culture dell'onore, si trovano anche culture della vergogna.

Svolgimento.

La Ministra in questione e' attualmente in una classe di reddito assai alta. Non riesco a trovare informazioni cogenti sulla sua dichiarazione dei redditi, attendo comunque dati in tema. Viene da una famiglia ricca di funzionari della Rai.

Si trova che in gioventu', come molti, fece parte della sinistra italiana. La sinistra italiana, su cui si dovra' tornare per capirne i meccanismi, e' affetta da una grande vergogna: di esser ricca.

Quando ero giovane io, a sinistra, solo una setta, minuscola non provava questa vergogna. Trattasi di Potere Operaio, numi tutelari: Sergio Leone (Giu' la testa), Robert Musil, Cosi' parlo' Zarathustra, Mario Tronti e cosi' via. Un mio amico intimo in Potere Operaio fu, a suo dire almeno, l'inventore della fulminante battuta, rivolta ad un venditore del giornale dei marxisti-leninisti-linea-rossa di giovedi'-altrimenti linea nera "servire il popolo".

Battuta:

Venditore: "Vuoi SERVIRE IL POPOLO?"

Personaggio: "Mica faccio il cameriere."

Come si vede Achille Campanile mai e' morto.

Al punto, la sinistra deve mostrare di esser povera, sofferente se possibile, di certo non proprietaria della casa in Kenya etc.

La Sig. Melandri semplicemente si vergogna, non avendo mai seguito l'aurea via dell'operaismo italico che mai si vergogno' della componente aristocratica dei suoi militanti.

Per esser chiari PO nel suo momento di massima espansione aveva 2500-3500 militanti, un po' meno, a occhio e croce, degli iscritti al fan club del Cesena FC. Aveva tuttavia la suprema certezza di essere non solo l'avanguardia di una rude razza pagana, ma anche la convinzione di prendere il potere. Non si chiari' mai cosa sarebbe successo se avessero preso il potere (Scalzone ministro dell'Interno? Stefania Rossini alla Rai?) ma poco importa. L'avanguardia nel caso era composta di illustri accademici (filosofi, fisici, pubblicisti di varie nature, e molti, ma molti aristocratici.) La retroguardia della sinistra era composta di personaggi votati ad un pauperismo di figura. Da questa origine viene fuori la vergogna per essere "presi" a ballare coi ricchi, a dormire sullo yacht, ad avere le scarpe di lucertola, o chissa che'.

En passant, apprendo dalla stampa italiana che il "supremo" e intelligentissimo Negri Antonio, autore di opere come "Moltitudine" ed "Impero", e' un pensionato del parlamento italiano al suono di 5000 dollari al mese (3108 euro mensili.) L'ESPRESSO nota con livore come prenda una pensione senza aver mai dato contributo alcuno ai lavori legislativi. Nel caso improbabile che un supremo snob come Negri legga nFA, ha mai pensato il professore a restituire il maltolto? O si tratta di riappropriazione?

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