Microfoundations XIII: Caruso ha ragione

9 febbraio 2007 michele boldrin
Dove si argomenta che il signor Caruso ha ragione nel richiedere che le forze dell'ordine italiane adottino norme di comportamento simili a quelle dei loro anologhi svizzeri, spagnoli, danesi, tedeschi, o americani. E se ne traggono le logiche implicazioni.

Il signor Caruso ha detto parecchie cose improbabili nella sua recente intervista al Corriere, pero' ne ha detto una di giusta, ed e' la seguente:

E allora?

«Allora lì [All'estero, MB] i reparti di polizia danno la netta impressione d’essere perfettamente addestrati».
Faccia un esempio.

«C’è un dimostrante che lancia una lattina? Partono in quaranta, e se lo prendono, lo risucchiano».
Un’azione studiata.

«Ripetuta chissà quante volte. Non come la nostra polizia. Che invece... ».

Verissimo. Poi il signor Caruso, evidentemente sconvolto dall'inusuale momento di lucidita', prosegue con le usuali farneticazioni deducendo, fra le altre cose, che la misura piu' urgente da adottare e' quella di numerare i caschi dei poliziotti in servizio anti-sommossa, cosi' da poterli piu' facilmente identificare.

L'osservazione che il signor Caruso fa la condivido. In tutti i paesi che io conosco, Italia a parte, se un dimostrante lancia un qualsiasi oggetto contro la polizia, o contro i passanti, o contro una macchina, o contro quel che sia, gli arrivano addosso immediatamente 50 (non 40, Caruso conta male) poliziotti che lo fermano e lo portano via. Tale comportamento delle forze dell'ordine ha due effetti: stronca quasi sempre sul nascere le azioni dei facinorosi che cercano di "scaldare" la piazza per provocare lo scontro; limita i danni sia a terzi, che alle forze di polizia, che, alla fin fine, ai manifestanti stessi. Dunque, sarebbe il caso che tali norme di comportamento venissero adottate anche dalle forze dell'ordine italiane, suggerisce il buon Caruso. Condivido.

Ma il nostro teorico dell'insurrezione diffusa non si rende conto che un comportamento di questo tipo richiede l'adozione ferrea di due principi guida:


1) Tolleranza zero.
Al minimo sgarro che fai, fosse anche la violazione del divieto di parcheggio della bicicletta, le forse di polizia intervengono immediatamente e ti puniscono con il massimo della pena prevista dalla legge.


2) Uso di forza schiacciante.
Ci si muove in 50 per arrestarne uno, anche se ha tirato un sasso: cosi' ai suoi vicini, ed a lui stesso, passa immediatamente la voglia di reagire, sputare e gridare insulti, estrarre la spranga, o semplicemente menar pugni come fece il consumatore di antibiotici nell'esperienza di Bossone.

Infatti, mi sembra ovvio sia dall'esperienza internazionale che da argomenti teorici su dissuasione ed azione collettiva, che questo e' l'unico modo serio di affrontare la violenza anonima e fondamentalmente immotivata (ma cercata e desiderata) che tende a fare da contorno a manifestazioni sportive, musicali, cortei di protesta, raduni vari, in tutto il mondo. La ricerca di tale violenza ed il rischio che essa si materializzi non sono particolarita' italiane - ricordate Seattle? Basta un pelo di tolleranza di troppo, e succede il finimondo. Cio' che e' particolarmente italiano e' la frequenza inusuale con cui tale violenza si realizza e porta a conseguenze gravi.

Perche'? A me pare ovvio: perche' in Italia le due regole elementari di cui sopra non solo non vengono mai applicate, ma sono considerate principi incivili, metodi antidemocratici, mancanza d'urbana tolleranza, e via sciorinando bestialita'. Di conseguenza, in Italia, le partite allo stadio generano guerriglia urbana in tre o quattro citta' ogni fine settimana, i tassisti paralizzano aeroporti e centri di citta' per giorni menando chi protesta o anche solo fotografa, i produttori di latte bloccano grandi arterie ed autostrade assalendo la polizia con i trattori, i dipendenti Alitalia in sciopero strattonano e minacciano chi va a lavorare o anche solo i passeggeri che cercano di far da soli o d'imbarcarsi con un'altra compagnia, ed i vari gruppuscoli di sderenati che vogliono nonsisabenechecosa bruciano dieci cassonetti e sfasciano otto o nove vetrine ogni volta che devono fare un sit-in di supporto al solito "compagno Flavio" o alla solita "compagna Alice" che un poliziotto ha messo dentro perche' rubavano i soldi alle vecchiette per finanziare l'eroina del centro sociale occupato. E le forze dell'ordine che fanno? Guardano, tolleranti, perche' cosi' ha ordinato il questore, a cui l'ha consigliato il prefetto, a cui l'ha raccomandato il signor ministro, al quale sono arrivate telefonate di preoccupazione di altri colleghi di governo, dei deputati della zona, del senatore che s'interessa al caso, del vescovo nella cui diocesi la manifestazione si svolge, del sindaco o dei sindaci del circondario, ed, ovviamente, del compagno Bertinotti e dei segretari generali o particolari di CGIL, CISL e UIL.

Violenze inconsulte ed anonime non sono ne' ristrette
all'Italia, ne' in Italia sono esclusiva del calcio. Basti menzionare
gli incendi di macchine nelle banlieues parigine un anno e qualcosa
orsono, o gli scontri in quel di Alcorcon (banlieue madrilena) due
settimane fa. Queste cose succedono in tutto il mondo occidentale. La
differenza fra Italia e Spagna o fra Italia e Francia e' che in Italia
succedono MOLTO piu' spesso. Affermazione perentoria la mia, non
suffragata da dati statistici. Me ne scuso, ma il tempo per cercarli
non li ho e non so nemmeno dove siano. Ma leggo a sufficienza i
giornali francesi ed ho vissuto a sufficienza in Spagna per essere
abbastanza certo che la perentorieta' della mia affermazione non e'
gratuita. E lo stesso vale per qualsiasi paese OCSE ad Ovest dell'Oder.
Cosa accada ad Est non lo so, e nemmeno m'interessa ora. La differenza e' quantitativa, ma e' cosi' grande che sembra quasi che tali fenomeni siano particolarita' solo italiane.

Ed in un certo senso lo sono, proprio perche' in Italia sono endemici e generalizzati, mentre all'estero vengono percepiti come straordinari, e come tali trattati. In Italia no, in Italia siamo tolleranti. Esiste una (sub) cultura nazionale della tolleranza, e della chiacchera vuota che la condisce, che concima il terreno su cui poi fiorisce abbondante la violenza anonima e di massa. Di tolleranza in Italia si riempiono la bocca sia i ricchi che i poveri, sia quelli di destra che quelli di sinistra, sia i preti che i mangiapreti, sia delinquenti che i poliziotti. Essere tolleranti e ragionevoli ed elastici e non esagerati e' chic, fa bello, e' segno di civilta', di saper vivere. Se non tolleri tutto ed il contrario di tutto sei - lo dice la parola stessa! - un intollerante, un intransigente, un moralista patetico, un calvinista ridicolo, un noiosissimo perbenista, insomma uno che e' cosi' poco furbo e si sa arrangiare cosi' poco che potrebbe anche scrivere su nFA ...

Quanto ci misero a Milano a sgomberare il Caciocavallo? Quante altre proprieta' private sono da anni nelle medesime condizioni in decine di citta' italiane? Quante migliaia di persone comuni viaggiano gratis in autobus o in treno o in metropolitana e, le rare volte che son pizzicati, la fanno franca? Quanti delinquenti saltano il rosso ed investono le vecchiette? Quanti milioni di italiani per bene parcheggiano sul marciapiede? Quanti bar violano le norme sul plateatico? Quante discoteche quelle sull'insonorizzazione e gli schiammazzi? Quanti potenti o potentini si fanno pubblicamente di cocaina o cose simili anche se in Italia sarebbe reato? Quanti macellai e dermatologi evadono le tasse nel plauso collettivo? Quante stelline televisive acquisiscono lavori e favori sulla base del loro meretricio pubblico? Quanti anni di galera o anche solo di radiazione hanno colpito i responsabili di calciopoli? Quanti milioni di italiani gettano le immondizie per strada senza che nessuno dica nulla? Da quanto continua ad essere pubblica una RAI che un referendum popolare aveva deciso, a stragrande maggioranza, che si sarebbe dovuto privatizzare? Quante migliaia di persone lavorano a, e quanti miliardi di euro manipola, un ministero dell'agricoltura che, in base ad altro e vincolantissimo referendum, avrebbe dovuto essere abolito piu' di un decennio fa? Quanti ragazzini e ragazzine fumano nei corridoi dei licei e delle universita', anche se sarebbe proibito? E quanti professori? Quanti degli appartamenti di lusso illecitamente occupati ad affitti ridicoli da politici e sindacalisti vennero restituiti e messi sul mercato ai tempi di Mani Pulite? Per quante giornate hanno sospeso un campionato di calcio che le grida della prima ora volevano cancellato? Quanti degli arrestati per gli incidenti di Catania verranno condannati e per quanti la sentenza verra' eseguita? Quanti anni di galera si fara' il giovanotto che molto probabilmente ha ammazzato a sprangate l'agente Raciti?

In un paese dove tutte le "elites" abusano sfacciatamente e ripetutamente di tutte le norme, leggi e regole,
facendosene vanto nello stile dei signori medievali o, forse gli sembra piu' consono, rinascimentali, perche' mai dovrebbe il "popolo" fare altrimenti?

Visto che Beppe Severgnini e' cosi' gentile da farci pubblicita', mi son messo a leggere la sua rubrica. Durante il week end ho trovato una lettera, di cui riporto i pezzi essenziali,

Ieri più o meno a quest'ora ero a undicimila metri di quota su un aereo
della Finnair. Ad un certo punto il comandante ha letto le ultime news
del mondo.Dopo [...] è passato ad illustrarci sommariamente i fatti di Catania. Mi ha
colpito l'ultima sua affermazione:"Che peccato quest'Italia, così
bella, piena di cultura ma terribilmente feroce e corrotta". Devo ammettere di essermi sentito piccolo piccolo,di fronte a questa verità.

[...] Perchè allora stupirci per i fatti di
Catania se il pianeta calcio è percorso ai vertici da un malcostume
diffuso? Si dice:"Dobbiamo educare i giovani".Belle parole,ma intanto "i
giovani" osservano bene che negli alti pulpiti si corrompono i
magistrati. La società italiana, ci piaccia o meno, è perfettamente uguale
a quella rappresentata dalla televisione. E allora perchè
sorprenderci? Forse che le donne scosciate che ci sorridono dal piccolo
schermo o del politico appena reduce da una condanna sono migliori di
quelli esagitati? Volete sapere perchè gli italiani si riconoscono
totalmente nel calcio? Semplicissimo. Perchè è uno sport dove possono
riversare le frustrazioni accumulate, ingannare con l'imbroglio il
prossimo e colpire chi ci stà di fronte impunemente, come è avvenuto
allo sfortunato poliziotto. Le stesse, identiche prerogative che
caratterizzano la maggior parte dei nostri abitanti.[...]

Sembra psico-sociologia un po' da strapazzo, ed invece, anno dopo anno, episodio dopo episodio, mi sto convincendo che questi due signori (il pilota finlandese ed il passeggero italiano) hanno ragione.

46 commenti (espandi tutti)

cosa sono le norme sul plateatico violate dai bar?

immagino che siano le norme su quanti tavolini puo' mettere il bar fuori sul marciapiede...

michele, leggendo assentivo con forza. Resta da chiedersi perche', perche' diavolo in italia vige questa subcultura della "tolleranza" e della violazione sistematica di ogni norma. Il passato feudale e rinascimentale, certo. La chiesa cattolica e la sua dannata enfasi sul perdonismo e sul vogliamoci bene (che secondo me non hanno niente a che vedere con il Vangelo - "se qualcuno scandalizza uno di questi piccoli, farebbe bene a mettersi una macina al collo..." parafraso a braccio). Tutte le incompletezze varie dei mercati per cui in italia si deve sempre fare affidamento sui rapporti informali, familiari, tramite conoscenze...

Vorrei pero' ipotizzare che la tolleranza e la violazione delle leggi che descrivi tu sono anche risultato endogeno della tendenza tutta italica al sovra-legiferare. Si legifera su tutto, compresa la distanza minima fra parrucchieri e la percentuale di volume del negozio che il parrucchiere stesso puo' dedicare all'esposizione di prodotti per i capelli. Si crede di poter raggiungere il nirvana sociale a colpi di leggi leggine decreti e regolamenti. E allora la gente che fa? Si comporta di conseguenza, ignorando le norme stesse e ritenendole una pura aspirazione ideale, non regole che vanno effettivamente seguite.

Un ciclo perverso se vuoi: la gente ignora le leggi (per motivi storici, la chiesa, i potentati rinascimentali...). Allora rincaro la dose legiferando ancora di piu'. Allora la gente ignora ancora di piu' perche' il peso legislativo sarebbe insopportabile se eseguito alla lettera. Eccetera. Sto semplificando in modo banale, ma spero che il punto sia chiaro.

Si, il plateatico si riferisce a quelle norme. In teoria bar e ristoranti affittano lo spazio dal comune, pagando. Tutti ne abusano, pagano per 50 metri e ne occupano altri 30 o 50 extra senza pagare, occludendo le piazze, eccetera. Anche a me piacciono i tavolini in piazza (in riferimento al commento seguente di Alberto) ci mancherebbe! Ma si possono mettere anche pagando il dovuto ...

Sul perche' l'Italia e' cosi: se lo sapessi, Giorgio, te lo dissi! E' chiaro da molti dei miei articoli che questo e' un quesito che mi affascina, per non dire ossessiona. Faro' una pubblica confessione: son forse 35 anni che ci penso, ricordo che ero al liceo e, quando c'era il "tema libero", facevo i temi in classe sull'ipocrisia nazionale. Probabilmente son sempre stato "calvinista", "intransigente" e cose del genere. Forse per questo mi son trovato abbastanza bene in Amerika sin dall'inizio: the rules were the rules, e fine della fiera. Se sbagli paghi, ho appreso a mie spese.

La battuta con la quale spiego da anni la mia scarsa tendenza al compromesso e' in linea con la tua ipotesi che le troppe leggi portano ad una violazione continua di qualcuna di esse, e poi alla loro violazione generalizzata per effetto imitazione-assuefazione. Eccola, la battuta. Contrariamente a molta gente, io ho ben pochi principi morali. Avendo pochi principi morali, ognuno di essi mi e' molto caro, e non lo piego mai. Chi invece ha molti principi morali vive nell'abbondanza etica e la teoria dell'utilita' marginale decrescente suggerisce che ognuno di essi, preso singolarmente, vale molto poco. Quindi vengono tutti violati, una volta o l'altra.

E cosi' l'Italia? In parte si', credo. Nella mia esperienza e' il paese in cui piu' frequentemente si esibisce pubbicamente un moralismo d'accatto generalizzato. Che viene poi violato sistematicamente ed in maniera massiva ad ogni pie' sospinto. Basta guardare cosa sta succedendo attorno a questa cosa del calcio e dell'assassinio di Catania. Qualcuno, alcuni commenti piu' in basso, ha riportato le folli dichiarazioni del padre del ragazzo incriminato: come possa la stampa dare spazio a tali follie, non capisco. Non e' vero che TUTTO ha diritto di essere riportato: le mie cretinate, per esempio, sono giustamente censurate dal TG1 delle ore 20:00! Ieri ho visto da qualche parte il seguente titolo, a cui faceva seguito articolo d'ugual livello "Mamma: ti giuro non sono stato io".

Si potrebbe continuare all'infinito. Il vero quesito che occorre porsi, in quanto scienziati sociali, e': quantitativamente, questo fenomeno e' davvero piu' rilevante in Italia che nel resto d'Europa (che sia piu' rilevante in Italia che negli Stati Uniti, ci arriva anche uno cieco, sordo e muto)? E' possibile definirlo in maniera rigorosa, ossia: COS'E'? Non scherzo, a volte mi rendo conto di non riuscire a descriverlo a colleghi che s'interessano di tali faccende. Riesco solo a fare tanti esempi. Pero' una definizione astratta non mi viene. Qualcuno ce l'ha? Sono altamente confuso io, che prendo fischi per fiaschi?

Sempre andando per esempi, eccone uno preso a caso, dalla posta di oggi (grazie Giorgio). Guardatevi questo "dibattito " (si fa per dire) fra due personaggi di "successo" italiani, uno di loro in particolare e' considerato un maitre a penser ... tutto e' ributtante. Gli argomenti pseudo-moralistici e religiosi, il tono, i termini usati, il volume della voce, e soprattutto la gigantesca ipocrisia di Sgarbi, che rende le bugie della Melandri con cui me la sono presa da un'altra parte delle cosette irrilevanti al confronto.

Vi rendete conto, con la vita che pubblicamente questo tal Sgarbi conduce, poi va in televisione a far dibattiti (a pagamento, credo) e si professa cattolico, fa il difensore della morale e della religione cattolica, fa l'apologia di papi, santi e beati vari dando del frocio a uno che, evidentemente, deve sentirsi colpevole di esserlo perche' rimane paralizzato invece di sputargli in un occhio! Vomitevole, semplicemente vomitevole. Sia chiaro, io non ho niente contro la maniera in cui vive Sgarbi, quache rarissima volta lo invidio pure (come alcuni sanno): ma mica mi guadagno da vivere facendo l'alfiere di santa madre chiesa!

Ecco, l'aspetto che io non riesco a capire e': perche' un tale livello di doppiezza ha successo? In altri paesi cretinate come queste sopravvivono underground, fanno parte della subcultura dei dementi. In Italia vanno in prime time, Sgarbi e' un'autorita' pubblica (e' ancora parlamentare?) ed e' stato addirittura sottosegretario in un qualche governo. Voila', ici c'est un detail qui, a mon avis, fait la difference.

A me son sempre piaciuti i tavolini in piazza; e' una delle cose che rimpiango dell'Italia. Vabbe', capisco che non e' sul fatto che sian belli o meno che discutete. Pero' son belli, fanno Europa, piazza, mercato, vita all'aperto, espansivita',...

Michele, ma in Italia nessuno si sogna di dar credito a Sgarbi! Anche la famosa casilinga di Voghera credo abbia capito che costui non è nulla più che un guitto. Qui nessuno viene preso sul serio come fai a non accorgertene? Certo, Sgarbi e gli altri squallidi personaggi che affollano la vita pubblica vengono lautamente pagati per le loro esibizioni - molto spesso proprio dal contribuiente. E' il mercato che fa il prezzo. Solo che la domanda non riguarda né la cultura né il pensiero ma solo la zuffa, l'insulto, la pornografia mal celata.

Che quella di non prendere nulla - o quasi - sul serio sia un'attitudine tutta nostra non è certo una scoperta e se gli esempi di parlamentari incompetenti, cialtroni santificati via etere e quant'altro ne sono la conseguenza più nefasta ci sarà sempre qualcuno pronto a rispolverare Orson Welles e a dire che però nonostante tutto questa italianità bizzarra è stata in grado di produrre tanta e tanta Bellezza e una qualità della vita tuttora ancora molto alta.

La fregatura per chi mal sopporta questo schifo e che ancora tutto non sia andato a scatafascio e che la discesa sia appena iniziata.

Lorenzo, se segui l'argomento che fai, ti rendi conto del paradosso. A Sgarbi nessuno da credito alcuno? Allora perche' ha fatto da sottosegretario? Qualcosa ha gestito, no? Se nessuno gli da credito e lo vogliono solo perche' fa casino, potrebbero prendere uno qualsiasi a buon mercato e metterlo in TV a dire continuamente "Stronzo, finocchio, eccetera", no?

Il mercato non e' un'entita' metafisica, sono i milioni di persone che dicono "forte Sgarbi", e lo guardano e SENTONO cio' che dice e si divertono. Evidentemente qualcosa condividono ... perdippiu', Sgarbi e' solo un esempio, avrei potuto dire Baudo o Ferrara. Oppure non limitarmi alla TV e cercare nel quotidiano o in altre istituzioni.

Il "non prendere alcunche' sul serio" va preso sul serio.

Non so. Probabilmente hai ragione tu e concordo in toto su "il "non prendere alcunche' sul serio" va preso sul serio". Però ti invito a riflettere sul fatto che la classe politica non rapresenta più, e da molto, un elite in termini culturali. Anzi. E proprio la tv ha contribuito in questi ultimi anni a riportarne gli esponenti di maggiore spicco - gli altri neanche esistono - alla loro dimensione più propria, l'avanspettacolo (Darfur? quelle cose mangiate in fretta, do you remember?...etc)

La domanda allora è: possibile che panem et circenses bastino ancora ad assicurarsi il consenso? Diamo loro chiappe, urla e tanto calcio e nessuno ci romperà i coglioni?

Sembra assurdo ma è così. L'indignazione dei pochi purtroppo non basta più.

 

 

Un ciclo perverso se vuoi: la gente ignora le leggi (per motivi
storici, la chiesa, i potentati rinascimentali...). Allora rincaro la
dose legiferando ancora di piu'. Allora la gente ignora ancora di piu'
perche' il peso legislativo sarebbe insopportabile se eseguito alla
lettera. Eccetera. Sto semplificando in modo banale, ma spero che il
punto sia chiaro.

Ti confortera' il sapere che hai il supporto di Laozi, o di chi per lui 2500 anni fa scrisse nel Dao De Jing una delle prime sintesi del laissez-faire:

The more laws are promulgated, the more thieves and bandits there will be. So: The
greater the number of statutes, the greater the number of thieves in the end.
So a wise man decreed:
So long as I "do nothing", the people get transformed of themselves.
So long as I love quietude, the people will of themselves go straight.
So long as I act only by proper inactivity the people will of themselves grow
rich.

Ah. l'Italia...leggi e leggine...Un piccolo esempio che riguarda l'evasione fiscale (l'esame di tributario aiuta).Nel caso di accertamento con adesione, dicasi tale una transazione tra ufficio delle entrate e contribuente, ho la possibilità di ridiscutere il mio imponibile con il fisco, per la parte non denunciata. Ebbene, dato che l'ufficio ha bisogno di incassare (come dargli torto), se riesco a spuntare uno "sconto" sul maggior imponibile del 20%, insieme alla riduzione delle sanzioni (del 75%) per questo tipo di adesione, ottengo lo stesso trattamento tra onesto e evasore. Ovviamente, più riesco ad avere uno sconto sull'imponibile, più mi conviene evadere. La materia del diritto tributario credo sia una delle più ricche di questi esempi.Per non parlare delle novità legislative. La foga del legislatore è tale che in 2 (due!) mesi i testi sono già vecchi. E poi ci si chiede perchè non si rispetta la legge. Mi trovo in pieno accordo con Giorgio, iper-legiferazione. Solo stamattina, avrei dovuto prendere credo 10 multe per eccessi di velocità, sorpassi, divieti di sosta, cellulare...ma così fan tutti. In California, l'anno scorso, non ho MAI superato le 65 miglia in highway.Ma ero in Amerika...

Credo che oltre alla tolleranza ci siano altri due fattori che favoriscono questa situazione:

1) i tempi della giustizia, che rendono praticamente imperseguibili i reati meno gravi: che te ne fai della tolleranza zero se poi la prescrizione arriva prima del processo?

2) una diffusa diffidenza verso le autorità che porta molti a simpatizzare coi rei e contro le forze dell' ordine.

Michele, da ex frequentatore (assiduo) di stadi, non posso che darti perfettamente ragione. A peggiorare la situazione, in Italia vengono talvolta approvate leggi o provvedimenti che, da profano, mi sembrano di dubbia costituzionalita' e che tendono ad acuire il senso di ostilita' di alcuni tifosi nei confronti delle forze dell'ordine e che palesano la debolezza dello stato. Mi riferisco, ad esempio, alla diffida che, come molti sapranno, viene spesso inflitta al tifoso prima di un regolare processo (mi sembra assurdo che si venga privati di una liberta' mediante un semplice atto amministrativo), o alla flagranza differita (un palese ossimoro-assurdo logico). Questi provvedimenti mi ricordano un po' la legge Reale (che accrebbe in modo insensato i poteri e le immunita' delle forze dell'ordine), in vigore dal 1975 all'1989, o le leggi speciali contro il terrorismo. Ritengo che uno stato forte debba comunque attenersi al rispetto dei diritti fondamentali (i.e. quello di un regolare processo), per tutti.

Come, operativamente, gestire una situazione nella quale ci sono 10.000 persone ammassate in pochi metri, ciascuna delle quali disposta a compiere atti "sgradevoli" (che un "Brescia! Brescia! Vaffanculo!" oppure un fumogeno non scandalizzano nessuno)?? Le truppe Nato le riserverei per il Mezzogiorno (dove ormai la componente di "battaglia per il territorio" fra Stato e criminalità è preponderante). Allo stadio chi ci mandiamo, in guanti bianchi?

Infine, permettimi: basta con questi papocchi sulle libertà! Li trovo rivoltanti... adesso pure andare allo stadio è diritto inviolabile, anche di fronte a pressanti ragioni di ordine pubblico.................

In base alla costituzione, chiunque ha diritto ad un processo nel quale possa difendersi. O no? Andare dove mi pare penso che sia un diritto inviolabile e se lo stato non e' in grado di garantire la sicurezza negli stadi non si puo' permettere di rinunciare a garantire ai propri cittadini il diritto ad un processo. Altrimenti, perche' non ripristinare anche la legge marziale allo stadio? Se i poliziotti non sono in grado di gestire la situazione cio' non autorizza l'esecutivo a cambiare le regole fondamentali del gioco (processi in 3 gradi e provedimento in direttissima solo in caso di reale flagranza...cioe' se mi "pizzichi" fisicamente mentre commetto un reato, non che mi vieni a prendere a casa dopo 2 giorni perche' ti e' sembrato di riconoscermi in una ripresa video). Penso che il fondamento di uno stato democratico sia il rispetto di taluni diritti ad ogni costo.

sono assolutamente d'accordo con le tue considerazioni. estenderei anzi la critica all'italian way to crime deterrence oltre le violenze "inconsuete ed anonime" oggetto del post.

a supporto, ti propongo alcuni dei dati pubblicati di recente sull International Crime Victimes Survey (ICVS) della UE.

La ICVS costruisce un'indice relativo alla qualita' delle performance delle forze dell'ordine in base al giudizio delle vittime (un indice cioe' di perceived perfomance). l'indice e' costruito sulla base di 3 diversi indicatori: (i) la percentuale di crimini denunciati rispetto al totale (misura oggettiva e behavioural della fiducia nelle forze di polizia); (ii) la valutazione sul trattamento ricevuto da parte delle vittime (misura soggettiva); (iii) la valutazione piu' generale sull'efficiacia della polizia nel luogo di residenza (altra misura soggettiva).

not surprisingly, come ormai siamo abituati a vedere (coppa del mondo a parte), l'Italia figura nei bassi fondi della classifica

non basta. riusciamo a fare ancora peggio quando si va a guardare il rapporto tra perfomance e risorse messe a disposizione dallo stato. soldi spesi tanti, efficacia nulla: anche qui nulla di nuovo sotto il sole.

"declino dell'impero romano" scriveva alberto qualche giorno fa. appunto...

Wow, grazie. Interessantissimo, e spaventoso. Oh, ci fosse uno schifo di qualcosa che funziona meglio e costa di meno in Italia.

Una cosa che in Italia funziona, e che mi ha sorpreso, c'è: la legge antifumo è rispettata praticamente dappertutto (almeno in base alla mia personale evidenza empirica). Questa è l'unica cosa che mi sorprende (in positivo) quando torno a casa dalle Spagna (dove ti fumano addosso in qualsiasi bar). Qualche idea del perchè questa sia una delle poche leggi che in Italia viene rispettata da tutti?

Abbastanza impressionante. Italia a parte, la cosa ancor piu' impressionante e' il fatto che, cross country, la semplice correlazione fra numero di poliziotti per abitante e l'indice di performance e' NEGATIVO!

Giovani aspiranti PhD, se non una tesi, io credo che in questi dati ci sia il seme di un bel paper su rent seeking e reverse causality. Avresti i dati per gli USA, e magari per stati degli USA? Pura curiosita'. Notate i paesi scandinavi, come al solito outliers, dal lato "buono" ...

Ah, la cultura, caro collettivo nFA, la cultura ... Qui ci vogliono dei fondamenti, non si puo' piu' andare avanti senza una teoria assiomatica delle norme culturali. Althusser non serve a nulla, Boudon e Bordieu nemmeno, Coleman neanche parlarne ... Preferenze, tecnologia e nozione d'equilibrio, la vecchia sacra trinita', non basta piu' ... occorre farne un quartetto, poco sacro magari ma piu' efficace. Di sera, tra Kos e La Pietra, occorrera' fare brain storming quest'estate. Tanto le signore si fan compagnia fra di loro. 

Purtroppo niente
dati disaggregati per stato per quanto concerne US ma solo il consuntivo
generale (anno piu’ recente il 2000).

Molti dati interessanti, tra cui quelli riportati nel mio post precedente, sono comunue freely downloadable dal sito dell'UNICRI (United Nations Interregional Crime and Justice Institute).

Una considerazione a margine sulla relazione negativa fra perfomance e numero di poliziotti: immaginiamo che in ogni paese ci sia un livello di crimine x considerato socialmente accettabile e che garantire che il crimine non superi tale livello di soglia sia l'obbiettivo del governo (specularmente, possiamo pensare ad un livello minimo di public order che il governo deve implementare per garantirsi la rielezione). Data la relativa omogeneita' fra i paesi membri della UE, possiamo anche immaginare che questo livello sia piu' o meno simile across Europe. Ne consegue che in quei paesi ove la produttivita' degli agenti e' piu' alta ne occorrera' un numero ridotto per garantire il rispetto del livello di soglia x e viceversa.

Credo che lo stesso discorso si possa applicare all' efficienza percepita delle forze dell' ordine anzichè al livello di crimine. Non trascurerei poi l' effetto di eventuali partiti xenofobi: è difficile organizzare ronde e poi non chiedere più polizia.

Inoltre credo che per l'Italia pesino fortemente i fenomeni mafiosi: dove sono forti è normale che ci siano frotte di poliziotti ed una bassissima soddisfazione dei cittadini.

Oh, ci fosse uno schifo di qualcosa che funziona meglio e costa di meno in Italia.

Forse il cappuccio/espresso?  Non che sia una gran consolazione...

Non so se avete letto l'articolo di Stella che il commento anteriore linka. Se i dati sono corretti, beh e' impressionante e varrebbe la pena studiarlo seriamente!

Secondo i dati di Stella l'Italia ha il record (nel senso del tasso piu' basso in % della popolazione) degli omicidi in Europa, ed il Veneto-Friuli primeggiano in Italia. Se questo si estende ad altri delitti, vale la pena farci una riflessione. L'aspetto demografico di sicuro conta (i vecchietti tendono a stuprare ed uccidere meno dei ventenni), pero' non credo spieghi un tal crollo, se confermato. E teniamo anche conto del forte influsso migratorio, che da quel che capisco tende a far crescere il crimine, almeno piccolo (ma qui Stella non riporta dati). Cio' che e' certo e' che l'Italia negli ultimi vent'anni ha punito sempre meno, depenalizzato a destra e manca, indultato ultimamente e comunque dato pene molto meno serie che in altri paesi per moltissimi reati, incluso l'omicidio. Il modellino puro e duro alla Becker-Pangloss dice che tutto questo dovrebbe portare ad una crescita di fenomeni criminali, ed in effetti questa era l'impressione che ne avevo io, basata sulle cronaca.

Stella dice che i dati del Nord, ma anche del paese in generale, dicono il contrario! Qualcuno ci fa su una tesi, please? La seguo da lontano, promesso.

Ma il record è solo per gli omicidi o per tutti i reati? Gli omicidi non sono stati indultati o depenalizzati, credo (o almeno spero).

Credo che i dati riguardino solo gli omicidi, ma mi pare verosimile che la situazione sia simile per furti e rapine.

Mi pare godano invece ottima salute (non ho dati) tutti i crimini non legati alla incolumità fisica dei cittadini, dalle truffe finanziarie alla corruzione politica, e quelli sistematicamente ignorati dalle forze dell' ordine, come sfruttamento della prostituzione con o senza riduzione in schiavitù, racket delle elemosine, blocchi del traffico/ferrovie/cantiere da parte di manifestanti.

Ultimamente anche la criminalità minorile gode buona salute, almeno a Milano, tra baby gang, mode idiote come i pestaggi pubblicati su youtube e le megarisse tra ragazzini fuori dalle discoteche.

Gli immigrati vanno forte sugli stupri e le rapine in villa.

Quanto all' indulto credo che abbia coinvolto anche i reati più gravi scalando un paio d'anni dalla pena totale.

P.S. quanto ai dati di Stella, non gli avevo dato rilievo nel post sopra perchè vivendo qui non sono sorprendenti.

Da quel che ho capito la legge sull'indulto tagliava tre anni di pena a molti reati; alcuni sono stati esclusi, ma almeno alcuni casi di omicidio hanno sicuramente beneficiato. Per esempio, fece notizia il fatto che la Erika che ammazzò tempo fa madre e fratellino uscirà di galera, grazie al provvedimento, con tre anni di anticipo.

Stamattina io sono qui per difendere non solo mio figlio ma tutti i
giovani coinvolti in questa situazione. Non so perché abbiano tirato
quegli oggetti. Secondo me questa è stata una cosa voluta dalla polizia
che non può permettersi di lanciare i lacrimogeni dall'esterno
all'interno dello stadio

Questo ha detto il padre del ragazzo accusato (o solo indagato, non sono certo) per l'omicidio del carabiniere. Ci mancherebbe, probabilmente anch'io difenderei mio figlio ciecamente, ma l'accusa alla polizia da' un segnale di quanto poco rispetto ci sia nel paese per le forze dell'ordine. Caruso e' in buona compagnia.

A proposito di tolleranza zero: leggo sul Corriere che il soldato americano che ha violentato ed ucciso una ragazzina di 14 anni (irakena, forse vale meno) si è preso 100 anni di galera (non la sedia elettrica e neanche l'ergastolo), il che vuol dire che con sconti e quant'altro, potrà uscire relativamente presto.

ma quali "sconti"? quale "quant'altro"? "presto"?  che non ha avuto la sedia elettrica e' vero, ma esce presto? e' anche vero che gli americani tendono a essere "leggeri" con i propri militari (tutti lo fanno). ma  quando qualcuno gasa migliaia  di curdi e ha la pena di morte scendiamo in piazza, poverino, che gli americani incivili,  e pontifichiamo su Beccaria; ma quando un soldato americano da fuori di matto (non per giustificare, mi mancherebbe) allora "neanche la sedia elettrica", solo "100 anni". E gli italiani in Somalia? non c'erano stati  stupri anche li'? quanti anni anno preso i ns. soldati?

io onestamente non capisco. non capisco proprio da dove vengono queste posizioni. non ci credo che e' colpa di Bush; lui di colpe ne ha tante, naturalmente,  ma secondo me  non c'entra nulla, nel senso che l'anti americanismo mi pare quasi assolutamente indipendente. 

Volevo semplicemente dire che quanto diciamo "tolleranza zero" sono d'accordo ed anzi, la sostengo, purchè sia "zero" per tutti. Non c'entra niente Bush e l'antimericanismo, mi da semplicemente fastidio la politica "forte con i deboli, debole con i forti".  Visto che molti di noi sono veneti, faccio un esempio: tolleranza "zero" verso i venditori ambulanti di borsette contraffatte per le calli di Venezia (o di Roma o Firenze). Giusto. Ma tolleranza zero verso chi le produce (italiani, in particolare nelle zone di Napoli controllate dalla camorra) e verso chi avvia il processo di produzione: gare organizzate dalle grandi firme dove uno vince (e produce l'originale)  e gli altri perdono (e producono quelle "fasulle"). Consiglio sul tema la lettura del libro "Gomorra", di un giovane e coraggioso giornalista napoletano.

su tutto questo sono d'accordissimo. anche a me e' piaciuto molto  gomorra, di cui ho fatto la recensione qui su nfa.

In un momento di depressione, ho trovato questo bellissimo post vecchio. Credo che il punto di svolta sia stato il '68 e che la colpa sia della DC. I dirigenti DC di allora, in parte per la loro cultura cattolica, hanno introiettato l'idea che il sistema fosse sbagliato (anche se aveva garantito un enorme incremento di benessere nei 10-15 anni precedenti) e non hanno avuto il coraggio di opporsi al movimento. Da allora i diritti dei manifestanti sono sacri. Poi dai diritti dei manifestanti per ragioni politiche si è passati al diritto del tifoso etc.

Il post chiede ''Quanti anni di galera si fara' il giovanotto che molto probabilmente ha ammazzato a sprangate l'agente Raciti?'', con riferimento all'omicidio dell'ispettore Raciti nel febbraio 2007 durante un derby Catania-Palermo. Oggi conosciamo la risposta. Antonino Speziale è stato condannato a 14 anni (nota di colore: nell'articolo si raccolgono le sue dichiarazioni in cui si afferma che è tutto un complotto; quando l'esempio viene dall'alto...). Daniele Micale è stato condannato a 11 anni.

Quindi ne sconterà in prigione quanti? 7? 10?

Axel, tu che conosci il codice: quanti saranno quelli effettivi?

Perché 14, che sono un'inezia per un uomo ammazzato a sprangate, non li sconterà di certo.

E un'altra domanda a Axel, se gli capita di leggere. In Italia è un'aggravante il fatto che la vittima dell'omicidio sia un poliziotto? Se non sbaglio in diversi stati degli USA l'assassinio di un poliziotto porta automaticamente alla pena massima (ergastolo o morte).

@ Sandro

la risposta è si. Art. 61 codice penale, che prevede le circostanze aggravanti comuni e consente al giudice di aggravare la pena di un terzo per 

l'avere commesso il fatto contro un pubblico ufficiale o una persona incaricata di un pubblico servizio, o rivestita della qualità di ministro del culto cattolico o di un culto ammesso nello Stato, ovvero contro un agente diplomatico o consolare di uno Stato estero, nell'atto o a causa dell'adempimento delle funzioni o del servizio

 

@ Michele

L'omicida si farà probabilmente 6 anni di carcere.

Se il recluso ha una buona condotta, ha diritto ad uno sconto di pena di 45 giorni per ogni sei mesi di reclusione. Giunto a metà pena (sconti inclusi) può chiedere l'affidamento in prova ai servizi sociali, purchè abbia un lavoro e una casa dove andare, ergo circa sei anni di galera per una pena di 14 anni.


Sabino, grazie per la conferma.

Essere delinquenti, in Italia, conviene.

Se ammazzava uno "normale" a randellate cosa si faceva, 4 anni e mezzo?

Poi vi domandate perché il paese va di merda e dominano i violenti, i ladri, i mentitori, gli imbroglioni e tutta la feccia possibile?

Colpa vostra, avete deciso di non punirli. Sulla base di un buonismo tanto intellettualmente cretinoide quanto personalmente e socialmente suicida, la "pancia" catto-buon-socialista del paese ha depenalizzato tutto a partire dai primi anni '70. Passin passetto, ogni qualche anno c'era qualche predicatore mezzo cattolico e mezzo comunista, in generale "buono" ed amante di uomini ed animali, che vi spiegava, convincendovi, che i criminali sono vittime della società. E voi, tontoloni, pensavate a Lazarillo de Tormes invece di farvi venire in mente Verdini, Scajola, Dell'Utri, Mastella, Craxi ... e via via, sino a BS ... Bravi geni!

Ed i criminali cosa han fatto? Si son detti, tentiamoci, questo è il paese per noi! Tanto mal che vada ci facciamo qualche mese di galera. Gli è andata bene, han vinto loro. Vi hanno occupato lo stato ed ora lo gestiscono loro in vostro nome e per loro conto. Ed a quelli che dicono che occorre metterli in galera li chiamano "forcaioli", "manettari", e troiate del genere. Colpa vostra, tutti a piangere per Tortora (un fottuto errore di un sistema che già al tempo andava disgregandosi) e Verdini trent'anni dopo vi risponde che lui se ne frega, mentre il suo capo vi chiude il parlamento in faccia E gli italiani? Gli italiani tutti zitti e tutti contenti!

Imparate la lezione: al prossimo parlamento chiedete di inasprire le pene per TUTTI i reati, di ri-penalizzare quelli che son stati depenalizzati e di RIDURRE le fottute garanzie procedurali che il codice offre agli accusati. Vedrete che avrete meno BS (ed anche meno D'Alema) al potere nei decenni a venire. Parola.

E queste informazioni biognerebbe darle anche ai coglioni che si accaniscono contro gli immigrati e basta proteggendo invece gli italioti nell'impunità non comprendendo che il clima di buonismo imbelle e demenziale ha reso il paese il rifugio ideale di ogni criminale del pianeta.

Con l'80% di reati impuniti che si preoccupino anche della certezza della pena... Aritmetica alla mano mi sembra che la priorità sia questa, oltre, magari, a considerare il falso in bilancio un reato, che non sarebbe male...

Essere delinquenti, in Italia, conviene.

Concordo.  Oltretutto l'Italia e' ai vertici mondiali di attrattivita' per i delinquenti e allo stesso tempo il Paese che respinge di piu' e se possibile espelle le persone oneste e qualificate.

Imparate la lezione: al prossimo parlamento chiedete di inasprire le pene per TUTTI i reati, di ri-penalizzare quelli che son stati depenalizzati e di RIDURRE le fottute garanzie procedurali che il codice offre agli accusati. Vedrete che avrete meno BS (ed anche meno D'Alema) al potere nei decenni a venire. Parola.

Non sono d'accordo.  Questa raccomandazione, se si estende a tutto e quindi non solo all'omicidio, e se non contempla altri aspetti della giustizia, e' perfino negativa, segue il modello italianissimo delle leggi draconiane che poi anche perche' draconiane vengono temperate dalla generale inosservanza, e ovviamente anche interpretate per gli amici.  In Italia convivono leggi severissime (spesso per reati meno gravi da un punto di vista sostanziale) con una amministrazione della giustizia inefficiente, iniqua, con tempi troppo lunghi.

Cio' di cui l'Italia ha piu' bisogno e' di una giustizia efficiente, soprattutto equa e non intepretata per gli amici e nemmeno aggravata per i nemici, e che si applichi in tempi ragionevolmente brevi (basta la media europea dopo aver tolto i dati italiani).  Avere giustizia rapida, efficiente e soprattuto equa e' molto piu' importante di aggravare le pene.  Se la giustizia fosse stata rapida ed efficiente, anche se le pene fossero state inferiori, molte persone oggi a piede libero sarebbero state in galera per alcuni anni e sarebbero state eliminate almeno dalla vita politica (almeno sia consentito sperarlo).  Con le inefficienze ed iniquita' presenti nella giustizia italiana invece, indipendentemente dal livello delle pene,  abbiamo come risultato il bordello (cit. Economist) che possiamo osservare oggi.

Non sono d'accordo.  Questa raccomandazione, se si estende a tutto e quindi non solo all'omicidio, e se non contempla altri aspetti della giustizia, e' perfino negativa, segue il modello italianissimo delle leggi draconiane che poi anche perche' draconiane vengono temperate dalla generale inosservanza, e ovviamente anche interpretate per gli amici.  In Italia convivono leggi severissime (spesso per reati meno gravi da un punto di vista sostanziale) con una amministrazione della giustizia inefficiente, iniqua, con tempi troppo lunghi.

Cio' di cui l'Italia ha piu' bisogno e' di una giustizia efficiente, soprattutto equa e non intepretata per gli amici e nemmeno aggravata per i nemici, e che si applichi in tempi ragionevolmente brevi (basta la media europea dopo aver tolto i dati italiani).  Avere giustizia rapida, efficiente e soprattuto equa e' molto piu' importante di aggravare le pene.  Se la giustizia fosse stata rapida ed efficiente, anche se le pene fossero state inferiori, molte persone oggi a piede libero sarebbero state in galera per alcuni anni e sarebbero state eliminate almeno dalla vita politica (almeno sia consentito sperarlo).  Con le inefficienze ed iniquita' presenti nella giustizia italiana invece, indipendentemente dal livello delle pene,  abbiamo come risultato il bordello (cit. Economist) che possiamo osservare oggi.

secondo me il sig. lusiani ha colto il punto.

 

In generale sono d'accordo ma farei un appunto sull'uso come esempio del "caso Tortora".

Il piangere per Tortora non mi sembra aver influenzato in senso "tollerante" le pene italiane.

Il caso Tortora avrebbe dovuto influenzare in senso più garantista il processo penale ,in quanto Tortora è stato vittima di un utilizzo sbagliato della legge sui pentiti e di una condanna su prove indiziare o mancanti (la famosa foto con i camorristi mai vista da nessuno) in sostanza la prima vittima di un processo mediatico. Dico "avrebbe dovuto" perchè, a mio avviso, la situazione dei processi italiani è molto cambiata ma poco migliorata da allora.

Colpa vostra, avete deciso di non punirli. [...] E gli italiani? Gli italiani tutti zitti e tutti contenti!

notizia fresca dell'ultima ora, a supporto di queste parole da scolpire su marmo ad imperitura memoria:

Il processo a Mastella che non s'ha da fare.

La faccia di bronzo della classe politica non conosce limiti, ma se tutto cio' avviene non posso fare a meno di pensare che la colpa sia tutta degli italiani.

Esatto.

E, guarda caso, qualcuno fa apparire il pollo morto giusto davanti a casa con il cartello demenziale. Ed il Corriere che fà? Rapido, rapido ci racconta della povera vittima (che non è il pollo, quello sta lì a far la parte degli italiani ...)

P.S. Ti ho messo apposto i links nel commento ed eliminato l'altro.

evidentemente l'amico fraterno Della Valle non sta nel Patto di Sindacato RCS per fare numero

Sempre a supporto della tua riflessione, ricordo un messaggio di Bruno Tinti dal blog del "Fatto". Racconta di un incontro con un cittadino americano (molto edotto sugli usi e costumi italiani), e di alcuni commenti di quest'ultimo. Ebbene, secondo il punto di vista "anglosassone", il nostro essere "catto-qualsiasicosa" si riflette pesantemente sul nostro modo di concepire la giustizia. Il cittadino conclude cosi', racconta Tinti:

Il problema vostro è la confessione. Voi vi comportate male ma poi avete il vostro mediatore privato con Dio. Andate da lui, gli raccontate tutto e vi dichiarate pentiti. E lui vi perdona e vi dice: va e non peccare più. Non aggiunge, ma è implicito, però se pecchi torna qui che l’aggiustiamo. Da noi, se uno si comporta male il problema è serio. Che fa, si autoassolve?”.

 

Il post (un po' piu' articolato della mia misera descrizione) lo trovate qui:

http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/11/19/quanto-pesail-vaticano-una-pa...

(ri-chiedo scusa, ma non so come si setta il link breve sull'interfaccia NfA...)

Teoria un po' tirata per i capelli direi. Sono Cattolici anche in Francia, Spagna, Baviera, Westfalia, Croazia Austria, Canton Ticino e direi che l'atteggiamento in questi paesi è ben diverso da quello che abbiamo in Italia.

AGGIUNTA
il link breve :

1.Seleziona la parola che vuoi usare come link

2. Clicca sull'icona a forma di catena

3: Nella finestra che si apre incolla l'indirizzo che vuoi "linkare"

4. Schiaccia "Insert"

Beh, "Teoria" in questo caso mi pare una parola grossa... Sono delle amene considerazioni che comunque potrebbero contenere un barlume di vero. Riguardo i Paesi che citi, gli altri non so, ma qui in Francia mi paiono radicalmente laici. Non anticattolici, semplicemente se ne fregano... non e' piu' nella loro cultura. Niente catechismo fin da piccoli, niente messa domenicale, niente ora di religione. Il papa e' qualcosa di lontano, quasi una figura folkloristica. Leggevo anche che l'apostasia e' in aumento. La Francia mi sentirei di definirla come un popolo fieramente laico.

Parlo del cittadino medio, poi una minoranza di praticanti ci sono pure qui anche se con forme e modi meno fanatiche del papa-boys o del ciellino italico. Le messe sono per lo piu' vuote e frequentate da anziani: il ricambio generazionale non e' automatico e immagino che, passata questa ondata, gli gia' esigui praticanti riceveranno un duro colpo. Gia' c'e' penuria di preti e nei piccoli comuni uno solo deve letteralmente "fare i turni" (una domenica qui, una domenica la'...).

E comunque una anomalica storico-socio-politica come il Vaticano mi concederai che ce l'abbiamo solo ed esclusiavamente Noi.

PS: grazie per la dritta sul link.

E' che trovo abbastanza stucchevole questo ridurre tutto alla nostra mentalità cattolica, che hanno molti protestanti. Un loro piò desiderio retaggio delle diatribe religiose dei secoli scorsi, almeno in mancanza di prove. La lunga formazione cattolica influenza il nostro agire in molti ambiti, ma non sempre, e non in tutti come credono (sperano) loro.

Mi viene in mente Carlo M. Cipolla che disse, a proposito del commercio con le indie: quando lo fanno i Veneziani si tratta di "avidi commercianti", quando lo fanno gli olandesi si tratta di etica protestante :-)

Nel caso in questione tutti questi paesi sono di formazione cattolica, ma non hanno quel buonismo malsano che abbiamo in Italia. Lo stato del Vaticano tanti danni ha fatto e fa ma, nello specifico, è l'ultimo stato della penisola a abolire la pena di morte (e non molto tempo fa, e nemmeno troppo esplicitamente).

Io credo che la situazione italiana sia singolare in quanto negli anni si è creduto all'uomo naturalmente buono vittima della società (convinzione credo di matrice marxista) . Chi era bambino come me nei 70 si ricorderà tutti i discorsi su queste povere vittime della società tipo gli ultrà, Vallanzasca, le BR, i mafiosi, tant'è che ancor oggi si dicono frasi come "se chiudesse Termini Imerese i lavoratori finirebbero come manovalanti della mafia"!

PS

In Francia sono laici ma, non facciamo confusione, da noi non è laico lo stato ma la gente si comporta abbastanza laicamente per quanto la riguarda. Le regole come sempre in Italia valgono per gli altri. Togliessero l' 8 per mille ed introducessero la decima (come nei paesi di lingua tedesca) sarei curioso di vedere cosa succederebbe. Non siamo "bigotti" siamo "ipocritamente bigotti"

 

Inizia una nuova discussione

Login o registrati per inviare commenti