Microfoundations (XIV) : i Di Pietro e gli Scalfarotto

29 agosto 2007 michele boldrin
Di Pietro non conosce bene l'inglese; da quanto mi risulta, in Italia non e' l'unico. Ma il signor Scalfarotto Ivan, che conosce l'inglese, che altro conosce? Eppoi, lo conosce davvero l'inglese il signor Ivan Scalfarotto?

Premessa: Un irrilevante episodio dell'estate m'e' ritornato inopinatamente alla mente e, dopo la pappardella che v'ho appena scodellato sui mercati finanziari, ho pensato fosse l'occasione buona per mandare in vacanza le sette sinapsi ancora attive scrivendo "boiate" (virgolettato, perche' la parola giusta è altra ...).

Boiate: 

Questo signor Scalfarotto non so chi sia. Noto solo che, quando si fa fotografare per il suo blog, va vestito in maniere improbabili anche se, mi rendo conto, appropriate ad un HR manager di sinistra. Noto anche che  s'affanna d'informarci che, a Mosca, non fa il direttore del personale d'un istituto finanziario qualsiasi ma bensì di "uno dei più prestigiosi del mondo". Notato questo, che ovviamente dichiara "de antemano" la pusillanime natura di questo polemico articolo, vengo al sodo - si fa per dire, l'intera cosa alquanto molliccia alla fin fine vi risulterà.

Ho scoperto della sua esistenza quest'estate quando, via una campagna mediatica estiva organizzata dall'ufficio stampa del futuro segretario della DC (che notoriamente l'inglese lo conosce perfettamente perchè ascoltava le canzoni di Joan Baez e Bob Dylan sin da piccino nell'ufficio di papi in RAI) son finito sul suo sito per leggermi l'ilare e geniale presa in giro dell'inglese di Di Pietro. Whow, mi son detto, un vero intellettuale che organizza getti (jet-setter, 'gnoranti) questo Scalfarotto Ivan, sa anche che la traduzione inglese di riflettere non è "to reflect" (o no? mah ... boh ... yeesh ...) e che qualificarsi non si traduce con "to qualify" (o no? ... niente links, cercate da soli ...) ... e che, okkei, lascio a voi il divertimento residuo.

Mizzica, mi son detto nel mio siciliano più genuino, di uno così conoscente ( mi veniva "knowledgeable", ma il Grande Timoniere nFA la vuole tutta in italiano sopraffino) la conoscenza ci devo fare pure io. Se non di persona, almeno virtualmente. E così, in un momento di debolezza mentre facevo digestione del mio lungo (e laborioso) pranzo con il grande capo (non sembra, ma anche io ho un capo), oggi sono andato a visitare il suo sito. Ed ho letto. Distrattamente e non per molto, lo ammetto ... svarioni tipografici a parte, mi son bastate due pagine per scoprire che d'un altro caso di medice cura te ipsum si trattava, com'è di costume d'altra parte fra gli organizzatori di getti della politica italiana.

 

[... OMISSIS ...]


Là sopra, là dove era c'è scritto "omissis" tutto in maiuscolo, c'era prima una bella lista di cose incoerenti, strafalcioni linguistici ed altre amenità che chiunque abbia fatto il liceo può ricostruirsi da solo visitando l'aulico sito dove il nostro capo del personale tiene il suo diario quotidiano per comunicare con la base elettorale altamente istruita che coltiva in Italia. L'ho tolto.

L'ho tolto perchè, in un raro momento di personale decenza - memo: mai cominciare a scrivere un'Avvelenata quando si ha lo stomaco pieno: induce ad un'insalubre benevolenza che rovina il tutto - mi son detto che non serviva. Non serviva perchè, appunto, qualsiasi lettore mediamente educato e knowledgeable - GT: tié! - può farsi un giretto da solo sul sito di costui e "solazzarsi" (virgolettata, che quelli della Crusca ancora non la riconoscono) agli stucchevoli commenti da Novella 2000 della politica, scritti in italiano aziendal-masterizzato con doppie fuori posto e congiuntivi assenti, che egli, il conoscitore dell'inglese, propina al popolo suo.  

Trattasi, come direbbe il nostro amico Palma, di verità autoevidente e sulla quale, quindi, è raccomandabile sorvolare.

MORALE SERALE

Perchè, ed è qui il punto, il signore che tanta briga si prende di sbeffeggiare il Di Pietro lo fa - guarda caso - scegliendo proprio il Di Pietro fra i tanti politici italioti che con l'anglosassone fanno a pugni, e lo fa - guarda ancor più il caso - proprio nei giorni in cui la banda bassotti che gestisce la nuova DC aveva decretato con azzecagarbuglieschi argomenti che il DP nelle primarie del PD correre non poteva perchè ... boh, perchè non era buono abbastanza per i comodi dei lor signori.

Il signor Scalfarotto Ivan è uno che, nel suo blog-2000, si batte per le minoranze ed i giovani, per l'apertura ed il cambiamento, per questo e per quello ed anche per quell'altro, contro i dinosauri e contro i patriarchi - salvo poi appiattirsi bellamente su Fassino e Veltroni ... cosa non si farebbe per lasciare il freddino invernale moscovita alle proprie spalle. Però poi, guarda caso, nel giorno giusto sbeffeggia la persona giusta. Lo fa così, spontaneamente ed allegramente, non perchè abbia ricevuto un ordine dal centro (il centro gli ordini non li invia più da tempo: non han soldi per pagare le bollette telefoniche) ma perchè così gli viene, gli sembra giusto, importante, cruciale e certamente innovativo, oltre che fortemente giovanile, ristabilire la centralità della traduzione propriamente eseguita, del linguaggio forbito come si usa nelle prestigiose istituzioni finanziarie internazionali ... e quindi dagli a quello zotico ignorante del DP che vuole fare il segretatio del PD.

Questo suo tempismo, questo suo marketizzato forbitismo (suvvia, lasciatemi inventar parole quando il vocabolario mi lascia a piedi) non so perchè ma mi puzza di carrierismo, di arrivi ben studiati per farsi pubblicità senza poi la sostanza per tornare a rispondere alle domande quando le domande toste si fanno ... Ve la ricordate la Michela Tassistro? Eran proprio così tonte le domande di Sandro Brusco? Che sia un caso che i due alla stessa corrente (impressionante, no? Usano Wiki!) appartengono nel medesimo partito?

Ma ovviamente, tutto questo avviene per caso e sono io, malevolo, che in tutti questi segni casuali vedo un significato, una storia, una traccia, un indizio delle elites italiane che verranno ...

 

38 commenti (espandi tutti)

Che non ho l'abbonamento ad FT ... raccontaci.

Notare l´autore


 


Fine unscrupulous lenders
By Barack Obama


Published: August 28 2007 17:57 | Last updated: August 28 2007 17:57


The implosion of the subprime lending industry is more than a temporary blip in our econ­omic progress. It is a cancer that, given today’s integrated financial markets, threatens to spread with devastating impact to housing and to our economy as a whole, unless we act to contain it.


It is also a parable about how an excess of lobbying and influence can defeat common sense rules of the road, placing both consumers and our nation’s economic well-being at risk.


This all started as a good idea – helping people buy homes who previously could not afford to. But over time, lenders began pushing low-income buyers into homes they could not possibly afford, abusing the system by lowering their lending standards, making loans that required no money down and offering low, teaser interest rates that explode after the initial grace period. Some borrowers were also lying to get mortgages or engaging in irresponsible speculation.


Nearly everyone – from lenders to investors to borrowers – fooled themselves into thinking that what they were doing was low risk when it in fact involved a lot of risk.


But we also know that Washington played a role. At a time when non-bank lenders were offering new kinds of mortgage, the federal government should have made sure it was all being done on the level. Instead, our government failed to provide the regulatory scrutiny that could have prevented this crisis.


There is a reason why this has happened. Over the past several years, while predatory lenders were driving low-income families into financial ruin, 10 of the country’s largest mortgage lenders were spending more than $185m lobbying Washington to let them get away with it. So if we really want to make sure this never happens again, we need to end the lobbyist-driven politics that made it possible.


Today, as we weigh our options on how best to resolve this crisis, many argue that bailing out the borrowers and investors will just encourage them to engage in more of the same irresponsible practices.


But I think we also have to recognise what will happen if we reward the mortgage industry’s lobbying: they will keep using the same kinds of deceptive practices to make a quick buck, no matter what the consequences to home buyers and their communities. Rather than correct what they are doing wrong, these companies will know that if things go badly, they can always lobby Washington to let them off the hook.


The real victims in this crisis are the millions of borrowers who followed the rules, whose only crime was taking out mortgages that lenders told them they could afford. Normally, these borrowers could avoid foreclosure by refinancing their mortgages or selling their homes. The problem today is that they cannot refinance because no one will lend to them, and they cannot sell because the housing market has fallen. With some arguing that the effects of the worst subprime loans will not be felt until 2008 and 2009, this may be just the beginning.


We need to help struggling borrowers to weather this storm. One way to protect innocent homeowners – at least until this crisis passes – is to establish a fund to help people refinance or sell to avoid foreclosure. We can partially pay for this fund by imposing penalties on lenders that acted irresponsibly or committed fraud.


But we have to do more than just deal with the present crisis. If we do not address the root of these problems, it is just a matter of time before we will be dealing with them again.


The rules currently governing mortgages were written in the 20th century to make borrowing easier to understand for borrowers. We need to update these rules for the 21st century and enact the regulatory and disclosure laws that the mortgage industry has been lobbying against.


That is why I have proposed a Home Score system that would create a simplified, standardised metric for home mortgages – rather like the annual percentage rate (APR), the effective interest rate a borrower ends up paying on a loan – allowing prospective home buyers easily to compare various mortgage products so they can find out whether they can afford to make the payments.


I have also introduced a bill in the US Senate called the Stop Fraud Act that would treat those who commit mortgage fraud as the criminals they are.


Owning a home represents a big part of the American dream and all Americans – no matter what their income level – should have the power to reach for that dream. But that is not going to happen until we stop the unlicensed, unregulated, fly-by-night mortgage brokers who are hoodwinking low-income borrowers into taking on loans they cannot afford.


If we are serious about stopping this crisis and preventing much larger turmoil in US housing markets, Washington needs to stop acting like an industry advocate and start acting like a public advocate.


The writer is a senator for Illinois and is a candidate for the Democratic presidential nomination for 2008

Interessante, soprattutto il miscuglio fra l'analisi di cio' che e' accaduto, corretta anche se altamente incompleta a mio a avviso, ed i rimedi che propone, basati su un volontarismo da controllore. Divertente poi la parte in cui, per punire le banche lobbiste, sostiene che occorre fare il bailing out ... oh well.

Effettivamente, in termini di profondita' analitica e coerenza fa il paio con il decalogo fiscale che VW ha presentato oggi (ma batte questi "iMille" che m'hanno personalmente deluso ...). Il buonismo confuso e paccioccone, la vaghezza d'idee puntuata a volte da analisi anche corrette ma sempre parziali ed incomplete, ed un generale interventismo che tutto vuole sempre risolvere a botte di regolamenti e controlli. La sinistra occidentale sembra diventare sempre piu' uniforme. E molto poco nuova.

Ah, date un'occhiata al sondaggio Repubblica sulle proposte VW: anche il popolo di sinistra vuole meno tasse e federalismo fiscale. 

di Uolter e' bellissima la parte dove dice: abbasseremo la pressione fiscale per stabilizzarla attorno a 2 punti percentuali sotto quella attuale...

Addirittura, Uolter? ma non starete esagerando, dal 43% al 41%? 

mi sfugge il motivo di tutta questa acidità nei confronti di scalfarotto.

A domanda personale, risposta personalissima.

Acidita'? Neanche un oncia, nel modo piu' assoluto. Tra le altre cose, perche' non conosco IV, non so chi sia e tutto quanto so di lui l'ho appreso in rete e messo nel post. Mi aveva semplicemente colpito, durante l'estate, il tempismo maramaldeggiante della presa per i fondelli dell'inglese del DP, nonche' la scarsa levatura intellettuale d'una critica di questo tipo. Avevo immaginato, sul serio: credimi, che questo IV fosse uno tipo Beppe Grillo, solo pro-Veltroni; insomma un comico italiano con un blog nel quale se la prende con gli avversari del suo gruppo politico di riferimento, come fanno spesso i comici italiani schierati. In ogni caso, m'ero scordato l'episodio ed i sentieri attraverso cui m'e' ritornato in mente ieri sono tortuosi oltre che perfettamente casuali.

Risorta la curiosita' ho visitato per venti minuti il sito di IV, letto alcune cose, controllato un paio di altri siti che raccomanda e, sorpreso che non si trattasse d'un aspirante comico, ho concluso che non solamente di maramaldismo si trattava ma che ad esso s'accompagnava anche una notevole dose d'opportunismo politico. Una volta scoperto che IV e' attivo dirigente del futuro PD, dei "iMille" e di mille altre iniziative della nuova elite politica italiana di sinistra, ho fatto due riflessioni ed ho buttato giu' il post, consapevole della sua "leggerezza". La motivazione personale e' quella vecchia di Benjamin Franklin: "Don't throw stones at your neighbors', if your own windows are glass."

Poiche' mi stava costando troppo tempo ho tolto, invece di completare, la lista degli svarioni d'ogni tipo che il sito di IV contiene ... che alcune delle traduzioni italiano->inglese usate da DP ed irrise da IV fossero in realta' corrette, anche se troppo sofisticate per lo slang televisivo dell'amerikano medio, non ho invece potuto resistere dall'evidenziarlo. Il parallelo con la Tassistro era inevitabile: a leggere quanto scrive l'uno e quanto scrive l'altra e' impossibile non rendersi conto che di Novella 2000 o GQ della politica si tratta in entrambi i casi. Zero contenuti, zero analisi, zero proposte e tutto uno sforzo markettaro di posizionarsi come "cool", giovane, moderno, eccetera. Da qui la conclusione moraleggiante che ne ho tratto, non tanto sul signor IV per se, ma sul gruppo sociale che incarna e rappresenta.

Ma nessuna acidita' personale, in assoluto. Ribadisco: l'ho preso solo come esempio d'un certo tipo di personaggi che stanno cominciando a far carriera politica nella sinistra italiana (s)vendendo giovanilismo, rete, la Merica, eccetera, senza avere nulla, ma assolutamente nulla da dire sulle politiche e sui contenuti delle stesse. Fatto che, peraltro, su nFA era gia' stato notato sia da Alberto che da Sandro, fra gli altri.

Zero contenuti e tutto uno sforzo markettaro di posizionarsi come "cool", giovane, moderno, eccetera.

The italians have an expression for this: "far bella figura".

 

L'ho preso solo come esempio d'un certo tipo di personaggi che stanno cominciando a far carriera politica nella sinistra italiana (s)vendendo giovanilismo, rete, la Merica, eccetera senza avere nulla, ma assolutamente nulla da dire sulle politiche e sui contenuti delle stesse.


e' il dilagare del modello veltroni. modello a cui il nostro ha lavorato da tempo, diamogliene atto.


i giovani rampanti della sinistra nostrana hanno letto di sogni spezzati e di sfide interrotte  da ragazzini, inneggiato a "grandi chiese che partono da che guevara ed arrivano fino a madre teresa" e idolatrato il cinema proletario inglese (quello degli Herman e dei Loach) prima ancora di imparare cosa sia un piano sequenza.


con questi (soltanto questi) riferimenti culturali la sorpresa vera sarebbe se riuscissero a proporli, i contenuti....

Il dott.Scalfarotto avrà pure quarant'anni, ma per contenuti e luoghi comuni politici ne dimostra il doppio. Banale, soprattutto linguisticamente, di quel pastone indigeribile fatto di moralismo progressista e slang powerpoint-style, si era illuso, durante la "campagna elettorale" (sic) per le primarie dell'Unione dello scorso anno, di entrare a Palazzo Chigi su un carro di fuoco, come consigliere del Principe. Sfortunatamente per lui, il web ha funzionato da lente deformante delle sue aspettative e della sua reale consistenza di consensi. Quello che, in queste settimane, sta succedendo a Mario Adinolfi, se non fosse che la candidatura di Adinolfi fa parte di una ben studiata strategia margheritina di "multi-offerta" per contenere Veltroni. Forse Boldrin ha ragione, questo attacco a Di Pietro è stato fatto per tentare di rientrare dalla finestra, dopo essere stato cacciato dalla porta, o forse no, perché in fondo Scalfarotto non va eccessivamente sopravvalutato. E' una Giovane Marmotta, non più così giovane.

per me è interessante la descrizione della candidatura di adinolfi come "parte di una ben studiata
strategia margheritina di "multi-offerta" per contenere Veltroni". Significa fare affidamento alle economie di varietà margheritine per limitare l'economia di scala veltroniana?

dal sito della nuova corrente, tra montagne di banalità:

* Portali giovani e network internet economico-finanziari. C'e' urgente bisogno di sistematizzare l'informazione applicata economico-finanziaria, seguendo l'esperienza molto positiva de laVoce. [..] Bisogna dunque incentivare, promuovere e pubblicizzare tali siti. Si puo' ad esempio individuare un gruppo di esperti del settore ed economisti e pagare loro in tempo affinche' dedichino qualche ora ad un sito per "l'economia dei mutui". Si potebbe prevedere una specie di libretto assegni tempo per tali esperti.

cioè creare un mega laVoce di stato? o sovvenzionare NfA?

poi leggo con raccapriccio:

[dopo aver parlato della scuola e della riforma dell'università]
Chiaramente la scuola non è un’azienda e le riforme necessitano sempre
di “spese”. [..] Gli
investimenti si fanno con coraggio, prendendo materialmente le risorse
dove queste sono inutili e non produttive (borsa, investimenti,
sprechi, rendite …) e portandole nei settori di sviluppo e giustizia
sociale.

Apparte che prima di chiedere più soldi sarebbe il caso leggere quello che Roberto Perotti va predicando da un bel pò anche sull'amata laVoce.info, vox clamantis in deserto (ma forse loro le poche eresie folli e ultraliberiste che appaiono su laVoce non le leggono..). E poi come possa, per definizione, l'investimento tout court essere bollato come inutile ed improduttivo proprio non si sa. Se il senso è (come temo che sia): andiamo a mettere le mani nei portafogli di chi ha investimenti finanziari ("..prendendo materialmente.."), per buttare più soldi nella scuola e nell'università pubblica, ecco che la recente frase del povero U. Bossi può divenire per molti sempre più condivisibile...

Ma sopratutto andiamo, nessuno si è accorto che il grande paese europeo di maggior successo nell'ultima decade (almeno secondo me), campa di queste cosacce spoche, brutte e addirittura "inutili" che si chiamano mercati finanziari? Il pregiatissimo megadirettore galattico Scalfarotto, lui che lavora in istituzioni di grandissimo prestigio, e qualche annetto in quella Sodoma della plutocrazia e dello sfruttamento che si chiama london dovrebbe avercelo passato, non ha raccontato ai compagni che non è poi così male?

Morale: condivido tutto lo scetticismo possibile su questa autoproclamata "nuova classe dirigente".

Portali giovani e network internet economico-finanziari. C'e' urgente
bisogno di sistematizzare l'informazione applicata
economico-finanziaria, seguendo l'esperienza molto positiva de laVoce.
[..] Bisogna dunque incentivare, promuovere e pubblicizzare tali siti.
Si puo' ad esempio individuare un gruppo di esperti del settore ed
economisti e pagare loro in tempo affinche' dedichino qualche ora ad un
sito per "l'economia dei mutui". Si potebbe prevedere una specie di
libretto assegni tempo per tali esperti.

oddio, che hai fatto miche'? Che hai fatto?? Hai sputato nel piatto che ci poteva nutrire???
Quelli stavano la', pronti a pagarci il "college" per le creature, e tu invece, sol perche' hai digerito male, hai mandato tutto a gambe all'aria... Madonnuzza santa!

Lorenz


la pagina da dove hai estratto il pezzo sulla voce etc. l'ho scritta io. Mi dispiace che tu abbia trovato tutto una "montagna di banalita'". Comunque l'idea  non e' ovviamente fondare un "laVoce di Stato". Ma di dare tempo a chi ha le competenze per scrivere cose utili come gli economisti de laVoce o di NoiseFromAmerika. Questi economisti hanno molte cose da fare e non e' facile trovare il tempo per contribuire ai siti. Se invece di passare due ore a una riunione di dipartimento uno puo' dedicarsi a scrivere un'idea utile sui mutui, non mi pare una cosa malvagia. Insomma scrivere cose serie sui siti e' un lavoro serio e di grande utilita'. Oggi non viene riconosciuto.


 

Fabion, intervengo senza aver letto i dettagli della tua proposta ma solo il pezzo citato da Lorenz e la tua risposta, quindi può darsi che dica qualcosa di inesatto; in tal caso ti chiedo un po' di indulgenza, il mio scopo è solo di stimolare il dibattito su una questione che mi sta a cuore.

Anche a me non piace l'idea di sussidiare i siti, per le seguenti ragioni. Primo, non si sussidia una cosa che già esiste. Io scrivo già su nFA (va beh, scrivo poco...) senza che nessuno mi paghi. Lo faccio nel mio tempo libero e quando ne ho voglia. Se qualcuno mi pagasse dovrei lavorarci a scadenze regolari e (forse) di più, il ché influenzerebbe negativamente le altre cose che faccio per lavoro. Purtroppo questo non significa tagliare due ore di riunione di dipartimento, che cerco già di tagliare al massimo. Significa meno tempo per ricerca e insegnamento, e questo non va bene. Credo che la situazione sia simile per tanti altri. Secondo, ammesso e non concesso che sussidiare i siti di economisti o di altri scienziati sia una buona cosa, non ho alcuna fiducia che in Italia si riesca a farlo in modo efficiente. La vicenda di italia.it è troppo fresca e agghiacciante per essere già stata scordata. Meglio quindi dimenticarsi nuovi interventi diretti nel campo. Lasciamo che la discussione evolva senza interferenze statali, finora lo ha fatto molto bene.

Vengo però ora alla questione che mi sta più seriamente a cuore. Il vero problema della politica italiana non è, mi pare, che manchino le persone con una preparazione tecnica elevata. Queste persone ci sono, e spesso si prendono anche la briga di far conoscere le proprie opinioni, sia a destra sia a sinistra. Il vero problema è che le persone che possiedono competenza semplicemente non sono ascoltate, mentre hanno notevole risonanza incompetenti ciarlatani di tutti i tipi, di nuovo sia a destra sia a sinistra. Mettere assieme un po' di economisti per chieder loro come fare la riforma delle pensioni serve a ben poco se poi l'atteggiamento del principale sindacato italiano è che 'la politica non si fa con la calcolatrice'.

Il modo normale in cui gli scienziati sociali possono contribuire al dibattito sulle policy è semplicemente facendo bene la loro ricerca. Queste competenze possono poi essere usate dalle forze politiche se esse lo desiderano. Questo in verità è abbastanza comune negli USA, dove posizioni di policy advisor per periodi di tempo limitati vengono solitamente assegnati a economisti di spicco. Il problema dell'Italia è che invece le forze politiche tendono ad avvalersi di persone che non hanno competenze tecniche, non hanno mai fatto ricerca seriamente e hanno dedicato la propria vita a perfezionare l'arte di incantare il parlamentare di turno. Tali persone tendono a occupare le posizioni in modo permanente.

Non credo sarebbe complicato, per i poteri pubblici italiani, ottenere l'opinione di economisti capaci sui mutui o su altre questioni di policy, basterebbe volerlo. Il problema è che di solito non lo vogliono. Questo alla lunga ha conseguenze importanti sulla qualità delle nostre decisioni, independentemente da quale schieramento è al potere. È un problema che non si risolve certo con qualche iniziativa culturale in più. Richiede un cambiamento radicale di classe dirigente. Quindi, campa cavallo.

Sandro, sono d'accordo su tutto quello che hai scritto. La penso esattamente alla stessa maniera, il problema in Italia sta proprio in quello che hai scritto tu: le persone competenti ci sono il problema e' che nessuno le ascolta. Ad esempio e' stupefacente quante proposte dettagliate ci sono su laVoce o su NoiseFromAmerika e quasi nessun politico si prende la briga di leggerle e (tentare di) capirle. A volte sembra che, dopo inutili ed estenuanti dibattiti di mesi sul niente assoluto, le "riforme-non riforme" Italiane nascano in una settimana in cui probabilmente il premier o chi per lui preme su un gruppo di tecnici del ministero (vedi recente riforma delle pensioni). I quali tecnici premuti di qua e di la' cucinano una zuppetta alla meno peggio, ignorando mesi e mesi di analisi approfondite fatte da economisti &C. L'idea che cercavo di portare avanti e' proprio quello di dare molto piu' risalto e pubblicita' al ruolo di questi "siti di persone competenti". L'aspetto della pubblicizzazione e' senza dubbio piu' importante degli incentivi-tempo. Concordo con te che questa storia degli incentivi-tempo e' discutibile. Piu' che pensarla come un lavoro regolare pensavo a quello che si fa con gli assegni tempo. Se uno ha una idea sa che puo' prendersi due-tre ore per scrivere sul sito senza paura di sottrarle a un altro compito. Comunque, l'idea del Wiki e' proprio quella di migliorare queste idee-proposte. Se gente come voi ci da' una mano a scrivere delle cose fatte bene sarebbe grande.

grazie fabion per la garbata spiegazione.

devo innanzitutto dire che non giudico la proposta banale (l'aggettivo si riferiva ad altre, più consistenti, parti del sito), e anzi l'ho segnalata perchè mi è parsa quantomeno originale.

Da abituale lettore di NfA sono il primo ad apprezzare un'iniziativa di questo tipo e a ringraziare chi ci scrive; non so però se siti del genere possono essere fatti rientrare in un programma politico che si propone di affrontare il problema dell'analfabetismo economico. Io personalmente ritengo che la cultura economica e finanziaria sia essenziale, ma mi domando se il problema specifico cui si fa riferimento, ovvero quello della scelta di un mutuo e quindi più in generale della finanza personale, possa essere risolto facendo scrivere ai prof su internet. Nel mio mondo ideale, chi deve fare scelte finanziarie importanti e non ne sa nulla si rivolge ad un consulente indipendente di sua fiducia, così come ci si rivolge ad un avvocato o ad un medico. Se vai in banca da sprovveduto avendo letto qualcosa su internet la sera prima, magari non necessariamente avendo capito proprio tutto, e se il venditore sa fare il suo mestiere, in linea di massima ti frega lo stesso.

eccone un altro che studia mercati finanziari... tocca fondare un movimento :)

Questo e' vero. Ci sono pero' delle cose di fondo che anche gli economisti possono aiutare il grande pubblico a capire. Gli economisti possono tentare di incidere sulle tendenze di fondo del pubblico. Ad esempio come mai in Italia c'e' stata questa corsa ai mutui a tasso variabile nella scema illusione che i tassi sarebbero rimasti bassi? In generale l'idea di questi siti e' soprattutto di creare dei watch-dog seri dell'operato di governo e istituzioni (banche etc.). In Italia gli organi tecnici di controllo sono sviliti o inesistenti. Butto la' una cosa che c'entra aparenetemente poco. Quante volte l'anno ci si ricorda dell'esistenza della Corte dei Conti? Eppure la Corte scrive fior fiore di documenti sugli sprechi delle amministrazioni pubbliche o sui costi della politica. Ce n'e' traccia sui giornali? Io non li vedo... pero' le scemenze dei politicanti quelle stanno sempre in prima pagina.

Non ho nulla di intelligente da aggiungere a quanto state dicendo, che mi sembra sensato.

Solo un fatto che, vista l'origine di questa discussione, ironicamente ci riconduce al tema iniziale.

Leggendo il commento di Sandro, che condivido al 100%, ho scoperto questa cosa scandalosa di Italia.it. Il link che Sandro indica contiene il testo, credo verbatim, della lettera/delibera con cui lo stato italiano e questo governo comunicano (per mezzo d'un alto funzionario, capo di questa cosa qui) che non spiegheranno al popolo bue dove hanno speso tre anni e 56 milioni di euro per produrre un sito ridicolo. Il testo della lettera e' il seguente

Oggetto: Richiesta di accesso a documenti amministrativi ex lege 241/1990

Con riferimento all’istanza del 2 aprile 2007 con cui “Scandaloitaliano”
ha
richiesto il rilascio della documentazione attinente la realizzazione
del progetto del portale del turismo italia.it, si comunica che,
conformemente a quanto espresso dalla Commissione per l’accesso ai
documenti amministrativi di cui all’art.27 della L. n.241/90, l’istanza
presentata non possa essere accolta.

Infatti la giuriprudenza
maggioritaria e l’opinione ormai stabilizzata dalla stessa Commissione
si sono consolidati nel senso che il diritto di accesso, riconosciuto
dall’art.22 L.241/90 non configura una sorta di azione popolare diretta
a consentire un generalizzato controllo dell’attività della Pubblica
Amministrazione, ma deve correlarsi ad un interesse qualificato che
giustifichi la cognizione di determinati documenti.

Nel caso di specie, non si
è rilevato un interesse diretto, concreto, attuale, corrispondente ad
una situazione giuridicamente tutelata e collegata ai documenti ai
quali è chiesto l’accesso, così come previsto dal nuovo art.22 della
L.241/1990, novellato dalla L. n.15/2005.

La posizione legittimante l’accesso è costituita da una
posizione giuridicamente rilevante e dal collegamento qualificato tra
questa posizione sostanziale e la documentazione di cui si pretende la
conoscenza (Consiglio di Stato, sez. V, 16 gennaio 2004,
n.127),posizione sostanziale non individuabile nell’aggregazione
spontanea “Scandaloitaliano”, dal momento che la semplice riunione di
soggetti non legittimati all’accesso non può creare ex se la prescritta
legittimazione in capo alla riunione stessa.

Il Capo Dipartimento
Ing. Ciro Esposito

Allucinante. L'italiano, voglio dire. Lasciate stare la logica, che e' quella del funzionario papalino romano che spiega ai membri del popolo bue che loro non sono un &$%# e non hanno diritto di saper nulla in quanto pura "aggregazione spontanea" (preferisce l'aggregazione forzata, evidentemente). Non solo lo stile ed il contenuto, ma proprio grammatica e sintassi. Da rimandati in seconda liceo.

Ora questo Ing. Ciro Esposito, che sembra essere stato inventato da Toto' financo nel suo nome e cognome, e' un alto funzionario dello stato italiano. Di sicuro riceve un lauto stipendio e mezza dozzina d'indennita'. Non e' impossibile che sieda in vari consigli d'amministrazione o di gestione o di supervisione di societa' piu' o meno controllate dallo stato, per ognuna delle quali riceve generose prebende annuali. Molto probabilmente ha autista, tre o quattro segretarie, spaziosa anticamera, auto blu, cellulari a carico dello stato, ufficio con salottino, ed un conto spese milionario di cui dispone discrezionalmente, salvo poi inviare apposito rendiconto al ministro da cui dipende (che cambia molto frequentemente) ed alla Corte dei Conti. E scrive, o detta o comunque firma lettere cosi'. Che se scrivevate un tema simile in quarta liceo il Rossiello (che a me insegno' italiano) vi cacciava a pedate.

Non so se avete mai perso qualche settimana della vostra vita nei ministeri romani. Nel caso non l'abbiate fatto vi svelo un segreto di Pulcinella, appreso in differenti occasioni tra il 1976 ed il 2002: il potere sono loro. Le competenze sono loro. Le informazioni sono loro. Le decisioni sono loro. Il controllo della macchina sono loro. Le risorse economiche le controllano loro. L'applicazione delle leggi la decidono loro. Le leggi le scrivono loro, e le circolari attuative pure. Le delibere le fanno loro. Le commissioni aggiudicatrici, deliberanti ed esaminanti sono loro. Le commissioni di esperti le nominano e convocano loro. Le commissioni di esperti le sciolgono ed ignorano loro. La definizione di esperto la scrivono loro. La qualifica di esperto l'attribuiscono loro. Il passato, il presente ed il futuro dell'apparato statale sono loro. Lo stato italiano sono loro. Loro, chi?

I 2 o 3mila al piu' (ma quelli che contano saranno 1000) Ciro Esposito d'Italia. Con la loro sub-cultura, che si rispecchia nei loro scritti oltre che nei loro atti. E con le loro conoscenze specialistiche, che consistono nel citare codicilli che permettono tutto e proibiscono tutto, e nel conoscere i numeri di telefono degli altri 999 Ciro Esposito d'Italia.

Oggetto: Richiesta di accesso a documenti amministrativi ex lege 241/1990
[...]
Infatti la giuriprudenza
maggioritaria e l’opinione ormai stabilizzata dalla stessa Commissione
si sono consolidati nel senso che il diritto di accesso, riconosciuto
dall’art.22 L.241/90 non configura una sorta di azione popolare diretta
a consentire un generalizzato controllo dell’attività della Pubblica
Amministrazione, ma deve correlarsi ad un interesse qualificato che
giustifichi la cognizione di determinati documenti.

Questa perla di burocratese, che suona bene ma ha minore consistenza logica e sintattica di quella espressa da un cinghiale che grugnisce per difendere le sue ghiande, e' esemplificativo di quello che e' l'Italia oggi, di quello che lo Stato pone come modello di espressione e comportamento alle masse dove di conseguenza corre la massima "non importa quello che dici, basta che parli". Questa e' l'Italia in sintesi: l'approssimazione, superficialita' e inappropriatezza di linguaggio caratteristico dell'alfabetizzazione recente, incompleta e non sedimentata e il fraseggio succinto e denso di termini inusuali e astratti tipico della tradizione storica latina che vuole che la giustizia e il potere siano amministrati in un linguaggio incomprensibile ai ceti popolari (latino, poi italiano di Dante e Petrarca, oggi burocratese), e quindi necessariamente a danno delle masse e a vantaggio di chi ha il potere.

l'italiano medio è ancora perfettamente identificabile con renzo con i suoi capponi, ciro esposito è uno dei (circa un migliaio, michele?) vari azzecarbugli, e le cronache fanno a gara a riportare le affermazioni dei vari Don Rodrighi (certe volte travestiti da pecorelle come Uolter)...

Da quel che leggo sul suo CV: 1) non lavora più a Londra ma Mosca, città che non campa sui mercati finanziari ma su... scusate non posso dirlo, ho paura di trovarmi del polonio nella zuppa di miso. 2) è vero, lavora a citigroup, ma nelle risorse umane. no, non ho esattamente una grande considerazione per quelli che lavorano nelle risorse umane. 3) alla faccia della "società civile", per IV la passione politica è precoce, addirittura dai tempi del liceo! più che il nuovo che avanza, il nuovo che è avanzato. non aggiungo altro ché non vorrei pregiudicarmi un futuro in citigroup...

Calvin scusa ma stai esprimendo un giudizio su una persona che non conosci basato su alcune frasi scritte sul suo blog. Se conoscessi Ivan potresti considerare da solo che e' una persona molto seria e modesta, mossa casomai da uno spirito "idealistico" piuttosto che "carrieristico".  Poi puoi non condividere le sue idee ma questa e' un'altra storia.

Ciao fabion, lungi da me esprimere giudizi su ivan: perché precludermi una luminosa carriera in citgroup? mi sono limitato a notare delle curiosità sulla sua biografia. Quella su Mosca è chiaramente scherzosa, quella sul lavoro nelle risorse umane semiseria, l'ultima già più seria. Forse ho io le idee poco chiare, ma quando penso al contributo della "società civile" mi vengono in mente le persone che la politica non l'hanno mai bazzicata, non quelli che l'hanno bazzicata fin dai tempi del liceo e hanno continuato a bazzicarla part-time. però "società civile" è un po' come "splendido quarantenne" e "ceto medio riflessivo". Riesco ad associarli solo a Nanni Moretti.

Che io sappia Ivan non ha fatto politica attiva seria quando era piu' giovane. Chiaramente sara' stato interessato di politica, ma non c'e' nulla di "sporco" nell'interessarsi di politica. So solo che per esempio ne iMille si fa un mazzo grosso come una casa. Nel senso che ha molto da lavorare (non e' che in Citigroup gliene frega molto se si occupa di politica), lo mandano in missione a destra e sinistra ma cerca comunque di partecipare attivamente e di essere presente sempre. E il suo modo di fare e' sempre molto rispettoso di tutti e molto modesto. Penso che questa cosa su Di Pietro dia un'immagine molto distorta su di lui, facendolo passare per un saccentino arrongante (capisco benissimo che Michele possa aver avuto questa sensazione). Ma , credimi, Ivan non lo e' affatto

Ho cercato di chiarire ripetendolo varie volte nel post, e poi anche nei commenti, che io non ho NULLA di personale con IV. Insisto: nulla. Per cui (ed anche qui, per favore, cercate di capire quello che intendo altrimenti "el tacon ze peso del buso") mi crea un certo imbarazzo che la cosa si sia trasformata in una discussione sui suoi affari personali, se lavora tanto o poco, cosa ha fatto quando aveva 16 anni e via dicendo. Ovviamente ognuno e' libero di esprimere opinioni, ma io mi sento un po' in difficolta' avendo provocato la cosa. Spero non degeneri.

Il desiderio di "prendere in giro" (chi di spada ferisce ...) riportando gli strafalcioni del sito di IV sono riuscito a farmelo passare ed ho eliminato la parte in questione proprio per evitare la reazione a catena: di certo vi sono strafalcioni su nFA, e specialmente negli articoli che scrivo io. Appunto per questo mi sembra poco saggio fare le pulci agli altri su dettagli del genere ... e mi sembra ancor meno saggio farlo come strumento di battaglia politica. A meno che, mancando argomenti sostanziali, non rimanga altro che quello come strumento di battaglia politica. Questo era il punto del mio post. Ho usato il caso come esempio, e non l'avrei messo se non avessi scoperto che l'autore e' un leader di un movimento politico che appoggia VW e tutto il resto. Io davvero pensavo fosse un comico, come ho detto. Era l'occasione per una riflessione su una certa maniera di fare politica e, devo dire, sulla scarsezza di contenuti politici che (almeno a mio avviso) sia il progetto PD che questo movimento dei "iMille" mi sembra esprimere.

Ecco, se una discussione dev'esserci a seguito del mio post preferirei fosse questa: ragazzi e ragazze, perche' fate politica in questo modo "pubblicitario" dove i contenuti sembrano valer poco o nulla e l'immagine e' tutto? Ho dato un'occhiata al sito e letto i documenti: cosa volete fare concretamente? Non si capisce. Wiki e' uno strumento, perche' farci su tante storie? Cosa cambia? Anche Wiki va moderata/gestita quindi alla fine, come e' ragionevole, decide l'imprenditore cosa si fa e cosa si propone, imprenditore della politica o della fabbrica, fa lo stesso. Niente in contrario all'imprenditore, ma che almeno produca qualosa di nuovo, non che faccia finta che lui e' solo un filtro che dice e ripete cio' che gli suggerisce le "ggente" via Wiki! Se invece di usare la macchina da scrivere usate Wiki on line, che differenza fa alla vita degli italiani? Nessuna ... fa solo "figo", moderno, all'avanguardia, buono per MTV. Ma la mia reazione e': irrilevante, oltre che maledettamente provinciale. Come e' provinciale continuare a battere il tasto dei giovani, dello studiare o lavorare all'estero, e cosi' via.

Parliamo di cosa volete fare. Cosa volete fare con la ricerca sulle staminali? E sul conflitto d'interesse? E la legge elettorale? Davvero volete tassare la borsa per dare soldi ai baroni italiani? Davvero pensate che una pressione fiscale solo di due punti di PIL inferiore all'attuale sia un grande obiettivo? E cosa ci trovate di credibile in uno come VW, che comincia la sua carriera di vostro leader "generando" una balla gigantesca, contraddicendo promesse da lui fatte a gran voce? Uno che finche' e' in vacanza si fa scrivere apologie ridicole in cui fanno pure finta, manipolando i numeri, che si fa le vacanze proletarie? Insomma, in uno che sin dall'inizio esibisce una quantita' di ipocrisia difficile da battere (fatta salva la sua amica Melandri) e non produce un contenuto che sia uno, voi che futuro di cambiamento ci vedete? Perche' tutto questo non lo fate per un piccolo posto in parlamento, ma per rendere l'Italia un paese diverso, piu' ricco, libero, giusto, ordinato, felice. O mi sbaglio?

Come ho reso abbastanza chiaro, per me il PD e' la nuova DC, quindi ve la lascio tutta per voi. Pero', da osservatore interessato al bene del paese mi chiedo: sara' mai possibile che i nuovi leoni (e lo dico nel senso positivo) liberali e modernizzatori della sinistra italiana non possano scegliersi un leader piu' credibile e meno vuoto di VW? Ecco, questo vi chiedo: sara' mai possibile che non troviate nulla di meglio?



Come ho reso abbastanza chiaro, per me il PD e' la nuova DC, quindi ve
la lascio tutta per voi. Pero', da osservatore interessato al bene del
paese mi chiedo: sara' mai possibile che i nuovi leoni (e lo dico nel
senso positivo) liberali e modernizzatori della sinistra italiana non
possano scegliersi un leader piu' credibile e meno vuoto di VW? Ecco,
questo vi chiedo: sara' mai possibile che non troviate nulla di meglio?

Michele, un leader del genere, data la condizione dell'Italia, dovrebbe promettere sangue, sudore e lacrime: e questo non fa mai vincere le elezioni, se non in condizioni di severa emergenza (per poi perderle appena l'emergenza finisce, come Churchill scopri' nel 1945). Le elezioni si vincono parlando di rinnovamento, occupazione, tagli fiscali, aumenti della spesa, grandeur nazionale, compassione, inclusivita', sicurezza; e proiettando un'immagine ottimista e giovanilistica, dalla camicia azzurra di JFK ai capelli trapiantati di SB. La competenza e le policies macroeconomiche sensate sono da usare di nascosto (ammesso di averle e di crederci, ovviamente).

Ok, Churchill è troppo, ma almeno una cosa alla Sarkozy sarebbe praticabile e molto più credibile di VW.

Non ho idea di chi nel PD possa giocare un ruolo analogo (forse Bersani?), in ogni caso non è compatibile col suo atto costituente far ingoiare un leader forte ed innovativo ad un gruppo dirigente che rifiuta la candidatura di Di Pietro per paura di dover mollare una cadrega.

Ok, Churchill è troppo, ma almeno una cosa alla Sarkozy sarebbe praticabile e molto più credibile di VW.

Mah, non lo so: io su Sarko ho sospeso il giudizio finche' vedo cosa fa in pratica. Quello che ha detto sinora e' abbastanza orrendo: minacce all'indipendenza della BCE, lassismo sul fronte della spesa pubblica, nazionalismo neo-gollista, attacco protezionista al concetto di concorrenza... Per il bene della Francia, c'e' da sperare che menta...

A prescindere da cosa Sarko finirà per fare, è riuscito a vendersi come innovatore credibile lasciando intendere che avrebbe ridotto un po' lo stato sociale.

Michele le tue osservazioni sono molto corrette e utili. In effetti e' tutto allo stato ancora embrionale e pieno di difetti. 1) Circa la carenza di argomenti e di proposte su tanti temi (dalle staminali al conflitto di interesse) hai ragione. Il fatto e' che il movimento de iMille e' nato due mesi fa, si basa sullo sforzo volontaristico di un gruppo di persone. E' molto difficile dire delle cose sensate su tanti argomenti in cosi' poco tempo. Per farti un esempio concreto ha appena aderito al movimento Giuseppe Testa che dirige il laboratorio di epigenetica delle cellule staminali presso l’Istituto Europeo di Oncologia oltre a insegnare biologia molecolare a Milano. E' una persona giovane ma gia' di grande spessore con esperienze negli USA e Germania che spero ci aiutera' a dire delle cose sensate e intelligenti su un argomento cosi' importante come le cellule staminali. Come vedi e' tutto in fieri. E' per questo che abbiamo bisogno dell'aiuto di persone competenti. 2) Il discorso del wiki e' strettamente collegato al punto 1. L'idea del wiki e' di rendere chiaro che abbiamo bisogno dell'apporto esterno di persone competenti. Chiunque ha una competenza specifica e conosce i problemi del suo settore puo' intervenire e modificare il programma. Terremo pubblica una lista di tutte le persone che aiutano a costruire il programma. Quindi l'idea non e' quella di farne uno strumento demagogico ma una specie di laboratorio aperto. Spero proprio che persone competeneti si sentano invogliate a partecipare (incluso voi di NoiseFromAmerika). 3) Circa la scelta di Veltroni, ti assicuro che c'e' stato un dibattito feroce all'interno de iMille. Abbiamo rischiato di perdere tanti pezzi. Di fondo ti posso dire che la logica che ci ha ispirato e' stata: non vogliamo passare per un movimento personalistico che butta la' un suo candidato. Di movimentini e partitini con ognuno il suo leader in Italia ce ne sono a bizzeffe. Cerchiamo invece di spingere per quello che possiamo un candidato esistente a fare delle scelte innovative. Insomma spingiamo avanti le idee piuttosto che una persona. Certo come dici tu rimane il forte dubbio se ci riusciremo a fare pressione. 4) Circa la pubblicizzazione, questo e' purtroppo il male Italiano. Lo stesso Ivan ha scritto che e' desolante che il Corriere della Sera lo abbia messo in prima pagina per questa scemenza di Di Pietro mentre ignora tante idee e tentativi di proposta che lui o altri cercano di fare. Purtroppo sembra che in Italia se uno dice cose serie e competenti non se lo sbatte nessuno mentre le scemenze quelle furoreggiano. E qui rientra il discorso di Sandro. Se vuoi l'idea de iMille e' quella di cercare di dire delle cose serie e di essere ascoltati. In questo rientra anche purtroppo un marketing spiccio di cui uno farebbe volentieri a meno se solo i media avessero orecchie un po' piu' attente

La cosa che non capisco e': cosa hanno gli aderenti in comune da spingerli ad aderire. Per esempio, l'esperto che citi, l'oncologo Testa, perche' dovrebbe aderire se non sa come gli altri 999 la pensano sulle staminali? Perche' gli altri 999 dovrebbero, a priori, adeguarsi alle sue posizioni? Chiaro che ci sara' confronto, ma l'avere come base comune il fatto di essere giovani e di essere stati o stare all'estero mi pare un po' poco.

Non era piu' semplice e corerente mettersi assieme in una decina, decidere su cosa si e' d'accordo, stilare quanti punti, e vedere se ci sono in giro 990 seguaci? L'approccio adottato genera sospetti di aria fritta e/o mancanza di idee; non capisco proprio: sembra che si voglia dire "non abbiamo idee ma vogliamo partecipare, qualcuno ci dia queste idee che noi poi le portiamo avanti". Vabbeh siamo in linea di principio favorevoli alla divisione del lavoro, ma non dovrebbe stupire che un approccio del genere generi reazioni come quella di Michele. 

Io credo che se si ha voglia di fare politica, nell'attuale scenario orfano di partiti ideologicamente forti, ci sono due possibili alternative:


- ci si mette insieme insieme in dieci con idee comuni e si tenta di aggregare altri 990 seguaci


- si aderisce al manifesto di un leader al quale ci si sente affini e si spera  di influenzarne le decisioni.


La prima via, sicuramente più coerente e forse anche moralmente più giusta, ha il difetto di essere difficilmente praticabile e di avere scarse possibilità di riuscita ed anzi, può sperare di riuscire solo se all'interno dei dieci fondatori o dei nuovi seguaci, emerge il leader.


La politica è infatti oggi essenzialmente personalistica, basata sull'adesione alle sensazioni che un soggetto carsimatico (o presunto tale) è capace di generare sulla "ggente", che oramai sempre più spesso non valuta le proposte politiche razionalmente - col cervello - ma solo emotivamente - con la "pancia".


Se un leader è carismatico riesce a farsi perdonare molte cose (almeno in campagna elettorale), riesce a far dimenticare le incongruenze e contraddizioni di alcune sue proposte, la difficile o impossibile realizzabilità di altre e così via: riesce cioè a vendere sogni (vedi Berlusconi).


Se poi il politico è anche bravo a governare oltre che a farsi eleggere, riuscirà anche a dare concretezza a (alcuni di) quei sogni, magari rimangiandosi alcune delle promesse fatte, ma proprio in virtù del suo carisma tutto ciò gli sarà perdonato.


Veltroni, probabilmente, ha questa capacità (quanto meno quella elettorale): la Bindi è sicuramente molto più coerente con le sue idee, ma non ha nessuna seria possibilità di successo e non si può fare una colpa a Veltroni se l'unico possibile antagonista al suo livello - Bersani - ha scelto di non candidarsi.

Correggimi se sbaglio. Se capisco bene tu pensi che il primo approccio sia un po' donchisciottesco (lo penso anche io) e che il secondo sia l'unico efficace.

Ho due dubbi:

(1) Non esiste la terza via? Ossia: ci si mette in "dieci" a fare analisi e proposte, senza necessariamente pensare che poi si fa un partito politico e si arriva a palazzo chigi. Si fanno le analisi e le proposte che si considerano migliori, si cerca di pubblicizzarle e poi se qualcuno le attua bene, altrimenti almeno si e' riusciti a dire intelligentemente e coerentemente quello che si pensa bisognerebbe fare. Non e' del tutto disinteressato far questo: le persone, in media, ricevono utilita' dal ragionare bene, fare proposte intelligente e, qualche volta, essere ascoltate. Un altro vantaggio, non piccolo, e' che si rimane "master of own domain", come diceva Seinfeld.

(2) Se si segue la seconda strada, cosa garantisce che si eviti di (i) essere semplicemente strumentalizzati, (ii) entrare nel gioco della carriera politica, scordandosi la coerenza dei ragionamenti e delle proposte, (iii) si finisca succubi della "personalita'" del politico, finendo per perdonargli anche cio' che, quando si comincio', pareva imperdonabile? 

Se si segue la seconda strada, cosa garantisce che si eviti di (i)
essere semplicemente strumentalizzati, (ii) entrare nel gioco della
carriera politica, scordandosi la coerenza dei ragionamenti e delle
proposte, (iii) si finisca succubi della "personalita'" del politico,
finendo per perdonargli anche cio' che, quando si comincio', pareva
imperdonabile?

Scusa Michele, ma questo non e' quello che succede abitualmente (soprattutto (ii) e (iii))?

"Non esiste la terza via? Ossia: ci si mette in "dieci" a fare analisi e proposte, senza necessariamente pensare che poi si fa un partito politico e si arriva a palazzo chigi. Si fanno le analisi e le proposte che si considerano migliori, si cerca di pubblicizzarle e poi se qualcuno le attua bene, altrimenti almeno si e' riusciti a dire intelligentemente e coerentemente quello che si pensa bisognerebbe fare. Non e' del tutto disinteressato far questo: le persone, in media, ricevono utilita' dal ragionare bene, fare proposte intelligente e, qualche volta, essere ascoltate. Un altro vantaggio, non piccolo, e' che si rimane "master of own domain", come diceva Seinfeld."


 


In linea di principio sono d'accordo con te, ma non so quanto quello che tu dici possa essere definito "fare politica". Intendiamoci, teoricamente tutto fa politica, come si recitava negli anni settanta, ma praticamente "fa politica" ciò che è capace di incidere sui processi decisionali dei cittadini, indirizzandone le scelte.


Dieci persone che intorno al tavolo di un bar o su di un blog discutono sui problemi della nazione e ipotizzano soluzioni, sono solo dieci persone che amano snobisticamente (e forse anche onanisticamente) parlarsi addosso o sono un interessante laboratorio capace di produrre qualcosa di utile ? Dipende, secondo me. 


Da sempre la politica (quella "alta" intendo, non i politicanti) ascolta le voci degli intellettuali o dei tecnici, magari non accettandone subito le proposte, ma comunque metabolizzandole in qualche maniera. La nostra storia (forse dovrei dire cronaca) conosce numerosi esempi di "manifesti", "appelli", "libri bianchi/verdi/rossi" sottoscritti o redatti da persone intelligenti la cui testa non è utilizzata solo per tenere separate le orecchie.


Avere buone idee però non basta, se si vuole che siano messe in pratica, occorre agire politicamente.


In Italia, sino agli anni 80 ciò avveniva grazie ai partiti di massa, che attraverso la loro organizzazione riuscivano a interfacciarsi (termine orribile chiedo scusa) sia col mondo delle "teste pensanti" che, con le sezioni e organizzazioni varie (sindacati, cooperative, ACLI) con la massa dei cittadini, che pensanti comunque sono.


Questo sistema oggi è saltato e che la politica sia "personalistica" è un dato di fatto, del quale prendere atto. Certo, c'è internet che rappresenta una novità positiva per lo scambio di idee, come questo blog dimostra, ma  internet è solo uno strumento, occorre un catalizzatore perchè le idee funzionino: una volta questo catalizzatore erano i partiti di massa, oggi sono i leader.


La tua soluzione, produrre idee da lanciare nell'etere e poi se qualcuno è capace di raccoglierle bene, altrimenti, pazienza, almeno ho ben ragionato (scusa per la semplificazione) consente sicuramente di non "sporcarsi le mani" con i politici, ma rischia di essere sterile e fine a se stessa.


 


 "Se si segue la seconda strada, cosa garantisce che si eviti di (i) essere semplicemente strumentalizzati, (ii) entrare nel gioco della carriera politica, scordandosi la coerenza dei ragionamenti e delle proposte, (iii) si finisca succubi della "personalita'" del politico, finendo per perdonargli anche cio' che, quando si comincio', pareva imperdonabile? "


Nulla.

Andrea il tuo dubbio e' legittimo. Credo che se uno decide di modificare il Wiki de iMille in linea di massima condividera' alcune posizioni di fondo. Nell' esempio specifico non mi aspetto che chi ha una posizione pregiudizialmente chiusa verso la sperimentazione scientifica e la ricerca sulle cellule staminali avra' molto interesse ne iMille. Le linee di fondo sono sostanzialmente quelle delineate, anche se molto parzialmente (e qui concordo con le critiche di Michele), nelle pagine di partenza del Wiki. Il Wiki non parte con delle pagine vuote, ci sono una serie di riflessioni di partenza che piu' o meno fanno capire quali sono i temi e le posizioni di fondo del movimento. Pero' poi c'e' tutta una miriade di strumenti, applicazioni di questi temi di fondo su cui speriamo tante persone con tante competenze diverse si cimenteranno. Ovviamente ci saranno opinioni diverse in questo processo, pur nella condivisione delle linee generali. Concordo con Michele che mancano all'appello tanti temi importantissimi. Per esempio Testa ha gia' scritto un contributo nella sezione idee sulle cellule staminali. Presto elaborera' questo suo contributo in maniera piu' specifica e nascera' una quarta pagina di partenza del Wiki focalizzata sulla ricerca scientifica in campo medico e in particolare sul tema delle staminali. Insomma, e' una cosa che evolve sia nel senso di nascita di nuove pagine e temi sia nel senso di cambiamento delle pagine di partenza. E' per questo che abbiamo bisogno di persone competenti. Io non mi azzarderei mai a scrivere una cosa sulle staminali e gia' mi vengono i brividi a scrivere delle cose di economia al di fuori di quelle quattro cose che studio piu' spesso. Probabilmente e' proprio perche' siamo coscienti dei nostri limiti che siamo partiti con pochi temi. In attesa che tanti altri portino le loro conoscenze (speriamo...)

Inizia una nuova discussione

Login o registrati per inviare commenti