minibot, Maxi confusione

9 giugno 2019 Marco Marincola

Tutti stanno parlando dei minibot. Ne ho parlato anch'io in uno scambio con il mio ex professore di Economia Internazionale.

Perché mai un fornitore di beni o servizi alla Pubblica Amministrazione (PA) dovrebbe accettare in pagamento dei minibot? Questa la domanda del professore. Io ho replicato sicurissimo che l’unico caso in cui questi titoli potrebbero essere attraenti è il caso in cui fornissero un credito fiscale a un prezzo minore del loro valore nominale. Per esempio, in cambio di beni e servizi forniti alla PA per un valore di 90€ ricevo un minibot del valore di 100€ che potro' utilizzare a compensazione dei miei debiti fiscali. Cioe' acquisisco un credito fiscale con lo sconto del 10%.

Ho anche argomentato di come, a causa dell'arbitraggio tra titoli negoziabili, il prezzo di un minibot dovrebbe allinearsi a quello dei titoli di stato tradizionali (per esempio a un anno visto che userei il minibot alla prima scadenza fiscale utile). Trasformando debiti commerciali in debito pubblico (con un fattore maggiore di 1 a causa dello sconto; nell'esempio sopra un debito commerciale di 90€ diventa debito pubblico per 100€) i minibot, ho continuato, porteranno a un aumento del debito pubblico, il che esercitera' pressione sul valore dei titoli sottostanti e un amento dei tassi di interesse su questi titoli. Quindi anche pressione al ribasso sul valore reale dei minibot, ovvero un fattore di conversione più oneroso del debito commerciale delle PA in debito pubblico, eccetera. Ed ecco che abbiamo creato un bellissimo circolo vizioso.

Quindi, osserva il professore, avremo un mercato nero di questi minibot?

No, faccio io, avremo un mercato secondario!

Dal momento che la conversazione è avvenuta via internet non ho visto il sopracciglio alzarsi, ma sono sicuro che lo abbia fatto quando mi ha chiesto se conoscevo qualche istituzione finanziaria disposta a sporcarsi le mani con questa storia.

Ma no, ho replicato io, nelle intenzioni di Borghi e soci questi titoli sono liberamente scambiabili fra privati, basterà una qualunque SRL! È stato allora che ho realizzato... emettere minibot significa mettere titoli di Stato al portatore in mano a chicchessia. Dare il permesso a privati e società di ogni tipo di gestire asset finanziari.

Come verranno messi a bilancio? Come verranno tassate le transazioni (auspicate dai promotori di questo sistema) che avverranno in minibot?

Le possibilita' sono due: o fa fede il valore nominale o ci si riferisce al valore di mercato. Il problema è che nel primo caso il gioco non funziona. Se un minibot da 100€ vale 90€ reali perché mai dovrei accettarlo in pagamento al posto di una banconota da 100€? Fatturo 100€ e vengo pagato con una banconota da 100€, 24€ li pago in tasse e mi rimangono 76€.  Ma se vengo pagato con un minibot da 100€ e pago i soliti 24€ in tasse, gli € reali che mi rimangono in tasca sono 66.  Certo, posso riallineare i prezzi, accettare solo una quota di minibot pari alle imposte che devo pagare… ma nel caso migliore vado in pari (e ci ho speso tempo e fatica per fare i conti su come riallineare il tutto).  Non mi conviene, non accetto.

Se invece fa fede il valore di mercato, chi definirà questo valore di mercato, dal momento che non esisterà un mercato regolato?

Certo, fatturare 100€ e farmi pagare con 80€ in contanti e con 20€ in minibot per un valore nominale di 24€ mi porta, nell’esempio usato prima, a un guadagno netto di 4€, quindi sarò invogliato a farlo; ma accidenti, gli scenari di utilizzo alternativo di questo strumento (che è pur sempre un pezzo di carta che lo Stato si impegna a ritirare in cambio di uno sconto fiscale pari al numerino scritto sopra) sono infiniti.

Al di là di questioni su possibilità di riciclaggio, cosa mi impedisce di fare dei giochi perversi con delle minusvalenze fittizie? È chiaro che non può funzionare e prima o poi arriverà lo Stato che dirà “io quel pezzo di carta te lo ritiro al valore di 100€, quindi tu lo metti in bilancio a 100€”.

Stessa cosa nell’utilizzo nelle transazioni: chi stabilisce quanto è equo quel baratto (perché baratto è) di minibot in cambio di beni e servizi?  Ti do un minibot da 100€ in cambio di questi servizi che mi stai fatturando 80€ (e che in realtà valgono 90€). Notare che qualcuno con meno scrupoli potrebbe fare la stessa cosa fatturando 50€, o addirittura 1€.

Anche qui, lo Stato dirà: “signori, una transazione in cui vengono scambiati minibot è tassata secondo il valore nominale dei minibot scambiati”.  Al che bisognerà proibire la vendita (e come fai?) dei minibot a un prezzo diverso dal loro valore nominale per evitare giochetti fiscali fra aziende (io vendo un minibot da 100€ per 90€ e ho trasferito circa 2,4€ di imposte da una società all’altra).

Tutto questo per tornare comunque al primo scenario, in cui accettare minibot semplicemente non conviene. Quindi non li accetterò a meno che non sia costretto, ma se sono costretto non è più un minibot ma una tassa.... minibot, Maxiconfusione.

5 commenti (espandi tutti)

Ancora piu' chiaro è che uno Stato senza pezze al cülo i suoi debiti li paga in 30 giorni. 
E quindi al massimo concorda una compensazione con le imposte, ma non perché è senza soldi: solo per un'ottimizzazione dei costi amministativi: pagare <E> incassare costa di più che compensare. 

Giusto per capire (da https://www.intrum.com/press/publications/european-payment-report-2017/) ecco un grafico illuminante.

pollo di trilussa

Rick 13/6/2019 - 11:37

99 volte su 100 è sbagliato guardare alla semplice media dei dati italiani, a causa della wild heterogeneity dentro questo paese.

Questi sono i dati sui tempi medi di pagamento nel settore sanitario per ente:

https://www.assobiomedica.it/it/analisi-documenti/dso/index.html

Andiamo dai 38 giorni a Pordenone ai 515 giorni a Catanzaro..... Se guardiamo alle medie regionali, andiamo dai 54 giorni in Val d'Aosta (56 in Friuli, 73 in Lombardia, 74 in Trentino, 77 in Veneto...) ai 299 giorni in Calabria (che è un outlier, ma 167 in Sicilia, 164 in Molise, 159 in Campania, 148 in Basilicata...).

nel valutare la gravità del problema dei pagamenti dellla pubblica amministrazione, è meglio guardare alla tendenza dei tempi di pagamento. questo perchè un pagamento lunghissimo ma costante, cioè prevedibile e ben previsto , viene scontato nel costo della fornitura, la famosa siringa costa dipù in calabria anche per questo. è allora il contribuente che paga quel costo, non l'imprenditore. è come pagare a rate anche decennali, è importante che le rate siano puntuali.

sono allora i tempi di pagamento della PA calanti un po' dappertutto, anche se molto diversi fra loro? bene, dal lato delle imprese non c'è nessuna emergenza e la natura pretestuosa dell'uscita sui minibot è ancora più evidente.

Integro con quanto segue.
Da 'La Repubblica' articolo odierno sui minibot 'dannosi e forse inutili'
Il ritardo sui pagamenti riguarda forniture per 26,9 mld
Tempo medio di ritardo dalla prestazione al pagamento nel 2019: 67 gg
Tempo medio di ritardo dalla data scadenza prevista-pattuita al pagamento nel 2018: 0 gg
Ministero dell'Economia: pagamento 25 gg prima della scadenza
Ministero dell'Interno: 37 gg dopo.
(Chissà se può fare qualcosa il ministro della propaganda).

Neanche il tempo di utilizzare i minibot che arriva il pagamento.
Non è lo stesso insieme n di fornitori che aspetta quel pagamento per un tempo eccessivo.
C'è una turnazione dei creditori per cui i pagamenti avvengono, anche se l'ammontare del debito resta immutato.
Com'è per la liquidità sui cc: anche quella non può essere prelevata e convertita in bot.
Certamente va fatto qualcosa per ridurre dovunque i tempi, ma i minibot non servono a questo scopo

tanto che l'ho capita persino io, d'altra parte basta guardare i curricula dei proponenti per capire che sono una solenne s.....ata!

Inizia una nuova discussione

Login o registrati per inviare commenti