Moral hazard

10 aprile 2009 brighella e alberto bisin

Lo diceva, Tom.

Lo diceva Tom, economista di rango ben introdotto amico nostro,  che nonostante lui ci avesse provato a spiegarglielo varie volte, a Tim Geithner il concetto di moral hazard (azzardo morale, in italiano: brutta traduzione) proprio non era entrato in testa.

Confessiamo di aver pensato che questa affermazione fosse dovuta a una forte dose di snobismo intellettual/accademico. E che comunque fosse da intendere solo come esempio di una certa generica durezza di comprendonio del nostro ministro del Tesoro.

Assolutamente no! La frase di Tom va intesa in senso letterale: T. Geithner non ha capito cos'è il moral hazard. Dal NYTimes dell'altro ieri, con riferimento alle banche che Geithner sta sottoponendo allo stress test (una analisi dei bilanci per identificare casi di insolvenza):

Those [banks] that fall short will have six months to raise capital from private investors; if they are unable to do so, the Treasury Department has said taxpayer money will be available. [TRAD. Le (banche) che non passano l0 stress test avranno sei mesi per raccogliere capitale privato; se non ci riuscissero, il Tesoro ha detto che rendera' loro disponibile denaro pubblico, dei contribuenti]

Per i non-addetti ai lavori: che razza d'incentivo potranno mai avere, le banche, a raccogliere capitali privati (diluendo in tal modo la posizione dei propri azionisti) se sanno già che comunque il Tesoro sarebbe disposto a dar loro altri soldi, qualora "non riuscissero" a raccogliere capitali sufficienti??

Ma forse a questa carota, da parte del Tesoro, si accompagna un bastone grosso e minaccioso, e soprattutto credibile, che a noi non è dato di conoscere. Vogliamo sperarlo, ... che magari le parole di Tom qualche traccia l'hanno lasciata...

79 commenti (espandi tutti)

Completamente d'accordo! Questo sta a dimostrare, ancora di più, come sia finita l'epoca del pieno liberismo...Geithner in questo modo contribuisce a legare (ammanettare...) la mano invisibile (tanto amata dagli americani...). Il punto è che non c'è nessun incentivo per le banche, tanto il capitale pubblico c'è, ed è "infinito" anche!

mi sembra davvero paradossale! davvero il piano non prevede alcuna distorsione che disincentivi le banche a ripararsi sotto il capitale pubblico?? 

(chessò...un rimborso solo parziale..o nazionalizzazione delle quote prestate dallo stato e successiva ed immediata vendita etc etc).  

 Il disincentivo più forte sarebbe l'immediato cambiamento di tutti i vertici (compreso il Board)

In Barclays il disincentivo fu la cancellazione di tutti i bonus per il management. Allora, invece che accettare capitale pubblico, il management di Barclays ando' a caccia di capitale privato, pagando alla fine molto di piu' di quanto avrebbe pagato quello pubblico. Dunque a rimetterci furono gli azionisti.

Dunque a rimetterci furono gli azionisti.

E ben gli sta, cosi' imparano a non trattare con la frusta il management pagato con i loro soldi.

infatti, problemi dell'azionista che si e' scelto quel management.

Nel caso di Barclays non penso proprio che all'azionista sia stato chiesto quale dei due deal preferisse.

Non so fino a che punto questi aumenti di capitale si possano fare bypassando il voto degli azionisti. Dipendera' anche dal tipo di capitale raccolto.

Eppure purtroppo si e' visto che non e' solo un problema dell'azionista se poi tra x mesi si scopre che Barclays (o chi per essa ) non ce la fa a pagare e deve ristrutturare di nuovo ...

Se la banca passa lo stress test, no problema, se invece non lo passa, gia' vi sono condizioni per interventi da parte governativa, come richieste di management change. Inoltre, se la banca non trova fondi privati, deve ricorrere al Treasury, che in quel caso avra' una partecipazione tale da poter incidere sulla governance societaria, oltre al fatto che il solo fatto che il Treasury interviene, il corso dei rispettivi titoli e' destinato a scendere. In teoria, quindi, c'e' un incentivo a trovare fondi privati se non si passa lo stress test.

Ma chi non passa questo stress test?

L'opera buffa

brighella 11/4/2009 - 17:21

Anche quest'articolo non e' male...

Some of the healthier banks want to pay back their bailout loans to avoid executive pay and other restrictions that come with the money. But the banks are balking at the hefty premium they agreed to pay when they took the money. [...] “This is a source of considerable consternation,” said Camden R. Fine, who attended the White House meeting as president of the Independent Community Bankers, a trade group of 5,000 mostly smaller institutions, many of which are complaining about the repayment requirements.

Traduzione: quand'eravamo con l'acqua alla gola ci siamo impegnati a ripagare i soldi dei contribuenti ad un certo tasso d'interesse. Ma adesso ci lamentiamo che quel premio e' troppo oneroso, e vogliamo uno sconto.

Meanwhile, the Obama administration wants weaker banks to move more quickly to relieve their balance sheets of the toxic assets, the home loans and mortgage bonds that nobody wants to buy right now. But the banks are resisting because they would have to book big losses. [...] Economists at Goldman Sachs estimated recently that banks were valuing their mortgages at about 91 cents on the dollar, far more than investors are willing to pay for them.

Traduzione: no, no, quegli assets valgono tanto, tantissimo, molto di piu' di quanto chiunque sia disposto a pagarli. Nessuno li vuole comprare, al prezzo che diciamo noi, ma ve lo giuriamo, valgono davvero di piu'!

Finally, there is increasing anxiety in the industry that the administration could use the stress tests of the 19 biggest banks, due to be completed in the next three weeks, to insist on management changes, just as it did with General Motors when officials forced the resignation of its chief executive after examining that company’s books.

Costernazione, ed ansia. Beh, il settore degli psicanalisti dovrebbe fare affari d'oro in questo periodo.

 

Tim e Tom

giulio zanella 12/4/2009 - 03:10

Ecco un'altra interpretazione.

Tom spiego' a Tim che la razionalita' puo' essere limitata, c'aveva pure scritto un libro Tom. L'argomento di Tom era complesso ma Tim penso' che lo si poteva anche prendere alla lettera.

Cioe' Tim penso' che si potevano far fessi i taxpayers dicendo loro che si, gli abbiamo dati i vostri soldi, ma l'abbiamo fatto perche' loro di questi tempi non sono riusciti a raccogliere capitale da investitori privati. E non possiamo lasciar andare in malora il sistema finanziario.

I taxpayers non capirono la prima parte ma concordarono sulla seconda. Tim sorrise: l'aveva detto Tom che la razionalita' puo' essere limitata.

 

Moral hazard

FedericoC 12/4/2009 - 11:54

Ragazzi, non dite "azzardo morale" perchè non vuol dire assolutamente niente..

(cit.)

Ragazzi, non dite "azzardo morale" perchè non vuol dire assolutamente niente..

Wikipedia dice di si', ma comunque tu come tradurresti "moral hazard"?

 

Moral hazard

FedericoC 12/4/2009 - 15:46

Era solo una frase che ricordo da studente di Micro I del prof. Panunzi, poco di serio nel mio post!

Moral hazard

luciaorsola 12/4/2009 - 15:51

Forse hazard si può tradurre anche con rischio, per quanto non mi sembri che "rischio morale" abbia un significato maggiore.

Sia "rischio" che "azzardo" mi sembrano scelte adeguate e, non me ne voglia Fausto, "azzardo" mi sembra la più appropriata perché allude (per me, ma queste cose sono soggettive) all'intenzionalità personale dietro alla creazione del pericolo, come appunto in "hazard".

In particolare, si "gioca d'azzardo", come nel "hazard", mentre al più si gioca modernamente a Risiko (che, è vero, nella versione inglese si chiama Risk ...).

Forse, vi sembra una idiozia ma che ne dite di:

"senza rischio me ne infischio"? Saluto, chiedendo perdono!

 

A me tutto ciò ha fatto venire in mente il periodo del terrorismo in Italia. Dove, con una discreta dose di  "moral hazard" venne fatto un uso largo (e peraltro efficace) dei pentiti, molte dei quali, pur avendo ucciso, furono lasciati liberi o premiati con significativi sconti di pena.

uso largo ed efficace dei pentiti? Furono premiati e lasciati liberi per NON aver parlato.

Furono premiati e lasciati liberi per NON aver parlato.

Ce la spieghi questa?

semmai uno dovrebbe indicare quali sono i pentiti di terrorismo che hanno parlato dicendo cose significative. Ma siccome non voglio sembrare che lascio le cose a meta', parto dall'apice: Mario Moretti.

 

Ma siccome non voglio sembrare che lascio le cose a metà, parto dall'apice: Mario Moretti.

Mario Moretti? Prova di nuovo, sarai più fortunato.

semmai uno dovrebbe indicare quali sono i pentiti di terrorismo che hanno parlato dicendo cose significative.

Patrizio Peci, basta ed avanza.

Wiki infarina ma non nutre. Ad esempio su Wiki italiana si trova la magnifica affermazione che la Fed ha sede a Porto Rico (vedi qui http://it.wikipedia.org/wiki/Federal_Reserve). Ma anche leggendo wiki su M.Moretti, condannato a 6 ergastoli per vari omicidi, si legge “Moretti non ha mai collaborato alle indagini e ha mantenuto il silenzio sulle attività delle BR; nel 1994 ha ottenuto grazie ai benefici di legge la libertà condizionata e attualmente risiede a Milano. Di giorno è agli arresti domiciliari e di notte ha l'obbligo di rientro in carcere.” Questo soggetto con le 6 condanne all’ergastolo e dopo solo 12 anni ha i benefici della Gozzini, e senza aver collaborato. Di chi e' la fortuna?

La sua ex fidanzata, Barbara Balzerani, senza essere pentita o dissociata, e senza aver fornito alcuna collaborazione, ma con 3 ergastoli, ottiene anche lei i benefici (wiki riporta i benefici dal 2006, a me risulta da dal 1995, quindi dopo solo dieci anni). Per usare le parole di Franceschini:
«Perché nelle galere c' è stata la contrattazione su quello che si doveva e non si doveva dire... e il silenzio è stato pagato con la libertà o i benefici di legge a favore degli ergastolani». Vedi sul Corriere del 21 maggio 2003 http://archiviostorico.corriere.it/2003/maggio/21/Mario_Moretti_era_infiltrato_Cia_co_0_030521036.shtml

ok per Peci, ma sembra piu’ una eccezione alla regola, e quindi non basta. Ribadisco quanto detto nel commento precedente.

 

 

ok per Peci, ma sembra piu’ una eccezione alla regola, e quindi non basta. Ribadisco quanto detto nel commento precedente.

Siamo alle solite, avrei dovuto immaginarmelo e lasciar stare. Ci riprovo, per l'ultima volta, e vediamo se riesci ad argomentare quello che sostieni invece di far giochi di parole per ribadire i tuoi pregiudizi. Non è che "ribadendo" ciò che non si riesce a provare o argomentare si diventi più convincenti, anzi: si palesa un'altra cosa che ti lascio indovinare.

Tu affermi

uso largo ed efficace dei pentiti? Furono premiati e lasciati liberi per NON aver parlato.

Dammi un esempio. Ti ho dato l'esempio di Patrizio Peci, che è l'esatto rovescio di quanto dici. Se vuoi, all'estremo opposto in termini di "decenza" del soggetto (un pazzo criminale che dovrebbe essere rinchiuso comunque), c'è l'esempio di Roberto Sandalo. Un individuo spregevole che ricevette troppi sconti ma che, comunque, fu molto utile come pentito.

Ora sta a te darmi un contro-esempio. Quale pentito venne lasciato libero e premiato per NON aver parlato? Dammi un caso in cui la legislazione speciale per i pentiti di terrorismo sia stata usata nel senso da te indicato.

Quanto scrivi su Moretti e la Balzarani prova che o sei ancora confuso o ti sei confuso scrivendo il commento precedente e non lo vuoi ammettere. Hai il dente avvelenato perché terroristi NON PENTITI come Balzarani, Moretti e molti altri hanno ricevuto indecenti sconti di pena e vivono liberi grazie ai benefici che il codice penale italiano loro concede? Bene, prenditela con il codice penale e con il buonismo nazional-popolare italiota. Ma NON prendertela con la legislazione sui pentiti ed il loro utilizzo da Carlo Alberto della Chiesa in poi che fu cosa diversa e, come sottolinea Mario, intelligente ed efficace.

Non c'è niente di male, Lovecchio, a far confusione qualche volta. Hai confuso terroristi pentiti con terroristi graziati (magari grazie alle loro relazioni con membri della casta). Fa nulla: basta dirlo e ci evitiamo discussioni inutili.

 

 

Ora capisco il tuo argomento. Fammi riformulare allora la frase: alcuni terroristi pentiti “furono premiati e lasciati liberi per NON aver parlato”.
Pero’ ora capiamoci. Ci sono i terroristi pentiti, quelli dissociati e quelli irriducibili che comunque hanno ottenuto benefici e sconti.
La legge sui pentiti (dalla Cossiga dell’80 in poi, e.g. L. 15/80 e L. 304/82, e nel ’91 e nel 2000) va interpretata congiuntamente al resto della legislazione penale, in particolare alla Gozzini dell’86 e sulla Dissociazione dell’87 (L. 34/87) e non separatamente. Quindi non posso avere il dente avvelenato per un pezzo e non per l’altro. Singolarmente nulla da dire, messi insieme vi e’ stato arbitraggio.

Se mi chiedi esempi di coloro che hanno usufruito dei vantaggi dalle L.15/80 e 304/82, e quindi “pentiti”, che hanno collaborato con la confessione dei propri reati e l’implicazione di almeno un’altra persona, non ne’ ho. Per questa categoria, e’ difficile trovare il dare/avere di questi soggetti (ad esempio, Buzzati, Galati, Savasta o Banelli), per certo hanno inferto danni alle loro organizzazioni, ma non hanno fatto dichiarazioni storiche. Per i piu’ cattivi (il top management) che avrebbero potuto godere dei benefici dal “pentimento” il cumulo complessivo della pena da scontare non poteva comunque superare i 22 anni (art. 4 della 304). Con la legge 34/87 sulla dissociazione, invece, bastava dichiarare la propria dissociazione senza implicare nessun altro e si ottenevano benefici molto simili al pentimento, almno per i piu’ cattivi. Infatti, il cumulo delle pene non poteva superare i 22 anni e 6 mesi da scontare (art. 7), quindi +/-come la legge sui pentiti. (Ok taglio troppo con l’accetta, ma credo sia chiaro dove vado a parare ora.)
C’e’ poca discrezionalita’ sul fatto che gli imputati possano beneficiare o meno della legge. Ti dissoci (ma non dici nulla) nei modi previsti e ottieni lo sconto, automaticamente, anche se rimane da determinare l’entita’ entro certi limiti. Per il top management dissociazione e pentimento sono simili (c’e’ poco da scontare per gli omicidi). Tanto vale utilizzare la 34 e non dire nulla. Ma de facto, ancora meglio e’ stare zitti, visto che utilizzando ad arte la Gozzini, Moretti ha dimostrato che si possono fare pochissimi anni con 6 ergastoli alle spalle e senza collaborare e dissociarsi: un messaggio forte e chiaro per tutti gli altri. Quindi mi sembra che la legge nel suo complesso e il suo utilizzo siano nel senso di incentivare il silenzio. E infatti, questi pesci piccoli non hanno rivelato informazioni strategicamente importanti, o compromettenti, anche se tanti piccoli pentiti hanno permesso di smantellare la base. Pezzi grossi come Morucci e Faranda utilizzeranno la dissociazione, e nel loro famoso memoriale, non riporteranno nessuna informazione che non fosse all’epoca gia’ nota.

Spero di aver chiarito il mio pensiero o “pregiudizio”. Se non ci sono riuscito, vuol dire che ho fallito, spero la prossima volta di fallire meglio.

La legge sui pentiti (dalla Cossiga dell’80 in poi, e.g. L. 15/80 e L. 304/82, e nel ’91 e nel 2000) va interpretata congiuntamente al resto della legislazione penale, in particolare alla Gozzini dell’86 e sulla Dissociazione dell’87 (L. 34/87) e non separatamente.

Che vadano interpretate congiuntamente è un'opinione tua. Opinione che non condivido per nulla, visto che ricordo sia perché e come la prima legge venne varata e come venne usata sia perché e come le altre leggi successive vennero varate, ed usate. Nel mezzo vi è un cambio politico assolutamente radicale: l'ascesa al potere di Craxi e della sua combriccola di malfattori, l'isolamento e la sconfitta (sia chiaro: al 90% per loro colpe) del PCI "compromesso-storicista" di Berlinguer e poi di Natta. Il legame che stabilisci è storicamente e politicamente arbitrario, ma se piace a te io non lo intendo discutere. Mi porterebbe via troppo tempo e non ho voglia di mettermi a rifare la storia politica dell'Italia dal 1975 al 1992.

Il punto in discussione era un punto preciso: che la legge sui pentiti BR fosse stata utile e fosse stata usata, a suo tempo, adeguatamente per debellare la banda. Questo avvenne. Per quanto mi riguarda la discussione finisce lì.

Quanto poi abbiano fatto anni dopo i legislatori italiani, passata l'emergenza e per altri fini, per far uscire di galera i vari terroristi rinchiusi, pentiti o meno che fossero, irriducibili o meno che fossero, non mi concerne e non concerneva la nostra discussione. Considero del tutto inappropriato mischiare una discussione sull'utilità o meno di usare il "pentitismo" con una valutazione generale sulle follie perdoniste e voemoseben del codice penale italiano.

I politici italiani amano mettere in libertà i delinquenti, in particolare i terroristi? Lo sappiamo da tempo, fanno persino gli indulti! Questo non implica che, per debellare una banda criminale, usare intelligentemente i pentiti (come fece Carlo Alberto Dalla Chiesa) non sia una cosa utile e saggia.

Aggiungerei anche Marco Barbone.

 

discreta dose di  "moral hazard" venne fatto un uso largo (e peraltro efficace) dei pentiti, molte dei quali, pur avendo ucciso, furono lasciati liberi o premiati con significativi sconti di pena.

Mario, permettimi di fare il professorino e di chiarire che, in quel caso, non di trattò di azzardo morale, ma di sani e propriamente utilizzati incentivi in un caso di "sunk cost" (ecco, questo come lo traducono in italiano? "chi ha dato ha dato" ...?). I BR o similia che collaborarono (tipo Peci) il danno l'avevano fatto. Il tradeoff era fra non dare loro alcun sconto di pena privandosi di informazioni che avrebbero potuto evitare danni non ancora avvenuti e dare loro uno sconto di pena evitando i danni futuri. Non vedo l'azzardo morale specifico a questo caso.

Azzardo morale vi sarebbe stato se la legislazione italiana avesse detto esplicitamente cose del tipo "i delinquenti colpevoli di omicidio XY riceveranno (più o meno automaticamente) uno sconto di pena se, una volta arrestati, ci raccontano di altri potenziali delinquenti". La legge non è fatta così, la decisione di usare o non usare i pentiti viene sempre presa ex-post ed in modo random e non vi sono meccanismi automatici legiferati, ma contrattazione caso per caso fra magistrati inquirenti, magistrati giudicanti e delinquenti.

Ovviamente vi è un generico azzardo morale in tutta la legislazione penale di qualsiasi paese nella misura in cui le pene non sono mai deterministiche ma, per qualsivoglia reato, c'è sempre la possibilità di farsele ridurre, tanto o poco, a mezzo di comportamenti "cooperativi" con lo stato dopo l'arresto.

Re(1): sunk cost

ne'elam 12/4/2009 - 18:54

....sunk cost" (ecco, questo come lo traducono in italiano? "....

Beh dunque nel settore marittimo quando lo traduci letteralmente fanno gli scongiuri ed altri gesti comprensibili ma poco garbati. Costi irrecuperabili suona decisamente meglio.

Ovviamente vi è un generico azzardo morale in tutta la legislazione penale di qualsiasi paese nella misura in cui le pene non sono mai deterministiche ma, per qualsivoglia reato, c'è sempre la possibilità di farsele ridurre, tanto o poco, a mezzo di comportamenti "cooperativi" con lo stato dopo l'arresto.

 

Io non ho capito se lo hai detto ironicamente, nel qual caso la mia precisazione è del tutto inutile...ma in Italia, di azzardi del tipo descritto, nel rapporto fra cittadini e stato, ce ne sono veramente tanti. Da quello che so, nella procedura penale patteggiamenti e riti abbreviati sono possibili sapendo che si andrà incontro a forti riduzioni della pena. Per non parlare poi dei meccanismi di repressione dei reati fiscali, dove, da quello che ho capito, il moral hazard sembra studiato apposta come modo per scansarsi i casini. C'era un libro, di un po'di tempo fa, scritto da un giornalista quando non era ancora famoso come oggi, in cui si spiega in maniera molto ironica come usare il moral hazard a so dire addirittura incentivato da chi scrive le leggi.

Anche Geithner dice che queste banche le salva, ma le prossime che fanno fallimento le manda all'inferno (se non lo dice e' piu' pirla di quanto immaginabile). Ma il moral hazard sta nel fatto che tutti sanno che la prossima volta e' uguaglio. E' moral hazard - dando per scontata l'inconsistenza (incoerenza?) temporale. Lo stesso con Moretti: il prossimo a uccidere Moro sa che non fara' davvero l'ergastolo (almeno se riesce a convincere il paese che era motivato da ideologia largamente diffusa). 

se non lo dice è più pirla di quanto immaginabile

Al momento è "più pirla di quanto immaginabile" ... almeno da quanto leggo.

Non ho poi capito se stai sostenendo che c'è moral hazard nella legislazione ad hoc per i pentiti di terrorismo o meno. Io non ce lo vedo proprio. Dove lo vedi?

Al momento è "più pirla di quanto immaginabile" ... almeno da quanto leggo.

E i suoi amici della FED anche di piu', temo: ora dicono che le banche non devono rivelare i risultati dei loro "stress test" per evitare rischi di una crisi di fiducia:

[...]The Fed wants to ensure that the report cards don’t leak during earnings conference calls scheduled for this month. Such a scenario might push stock prices lower for banks perceived as weak and interfere with the government’s plan to release the results in an orderly fashion later this month.[...]

Il che ovviamente fara' si' che tutti assumeranno come piu' probabile lo scenario peggiore... Come diceva il giudice Brandeis, "la luce del sole e' il miglior disinfettante".

Come diceva il giudice Brandeis, "la luce del sole e' il miglior disinfettante".

Mah... "the economics of information" e' un argomento alquanto complesso e di cui ametto non sono un esperto....  Le informazioni sullo stress test saranno utili quano saranno disponibili su base comparabile per tutte le banche; eventuali fughe di notizie da parte di banche interessate a far sapere questo o quello non sono socialmente utili e fa bene it Tesoro a proibirle.

Uno dei grandi passi avanti per i mercati azionari USA fu negli anni '30 quando la  SEC costrinse (per legge, dopo che un tentativo di accordo volontario falli') tutte le aziende a publicare ogni tre mesi alcune ciffre contabili essenziali.  Fin ad allora publicavano quello che gli pareva quando gli pareva; non era possibile un mercato finanziario serio basato su questo principio. Il modo in cui le informazioni vengone "rivelate" e' importante.

Uno dei grandi passi avanti per i mercati azionari USA fu negli anni '30 quando la  SEC costrinse (per legge, dopo che un tentativo di accordo volontario falli') tutte le aziende a publicare ogni tre mesi alcune ciffre contabili essenziali.  Fin ad allora publicavano quello che gli pareva quando gli pareva; non era possibile un mercato finanziario serio basato su questo principio. Il modo in cui le informazioni vengone "rivelate" e' importante.

Appunto: il Tesoro (o la FED in questo caso) potrebbe pubblicare tutti i risultati, invece di proibirne a tappeto la divulgazione.

Il comportamento di BS sull'intera questione Abbruzzo, invece, oltre ad essere moralmente ed umanamente spregevole, è anche un buon esempio di come si crea l'azzardo morale, guardando "avanti" e facendo gli ottimisti di maniera dopo aver predicato "fatevi la casetta". Intanto regala il tailleur alle signore povere, fa il fighetto con le dottoresse volontarie e mette a disposizione il 25% delle sue ville per i terremotati: un vero principe affascinante e generoso. E prega, pure, con le mani giunte e la faccia contrita. Una vera pasqua ...

P.S. Ora, ne son certo, arriverà qualche fedele a spiegarmi che invece BS ha provato ancora una volta d'essere un grande leader vicino al popolo che soffre e che, soprattutto, ha affrontato il tutto con spirito pratico e grandissime capacità manageriali. Vedo che è la linea ufficiale: l'ha detto anche il vescovo che occorre evitare le polemiche inutili. Suppongo voglia dire che di mandare in galera i responsabili della mala-costruzione non se ne parla nemmeno. Chi ha dato ha dato, chi è morto è morto, e se non facciamo polemiche magari c'è pure la speranza che Padre Pio ne faccia risorgere qualcuno ... (anche se, "tecnicamente", i "santi" a tanto non possono arrivare, possono solo curare infermità non mortali, dice santa madre iglesia).

P.P.S. Grazie alla linea ufficiale di non fare polemiche ma dire invece cose saggie e profonde, appaiono gemme intellettuali come questa ... costui chi è? Ha una qualche idea di come si fa quella cosa che lui chiama "scienza" (ufficiale, o meno)? Possibile che per riempire un editoriale si scrivano cose del genere?

costui chi è? Ha una qualche idea di come si fa quella cosa che lui chiama "scienza" (ufficiale, o meno)?

Se e' questo Luca Ricolfi qui, il suo titolo ("Professore straordinario - Metodologia della ricerca psicosociale") la dice lunga. Obbligatorio commento del solito Tom Lehrer:

A me non sembra una cattiva idea quella di usare l'analisi di bilancio per vedere quali banche sono effettivamente in difficoltà e quali non lo sono e vorrebbero partecipare alla giostra, anzi è un criterio che è meglio di nessun criterio.

Se io vado a chiedere soldi a una banca (in questo caso lo Stato, ovvero noi tutti) quella mi fa le pulci, poi pelo e contropelo, e visto che il tentativo di "quotare" i titoli tossici sembra difficile, arzigogolato, forse è meglio questo, che misura la liquidità, prescindendo dalle immobilizazzioni. Ovvero, spero di non sbagliarmi, Mr. Geithner parlva dell'acid test, l'indice di liquidità secca, che salta i titoli "tossici".

Forse potremmo discutere di mille piani alternativi, ognuno propone il "suo", dichiarandolo migliore degli altri, ma a me questo non sembra male. Da imprenditore senza una lira, o capitalista senza capitali, se dovessi buttare un cent in un'attività già esistente comincerei proprio da lì: quanto sei inguaiato?

E l'acid test mi dice molte cose. Oltretutto è uno dei pochi indici su cui è meno facile barare, visto che le immobilizzazioni le valuto, bene o male, come voglio.

No, stavolta non vi capisco, non ci vedo nessun "moral hazard" in questo, ma forse la prima mossa sensata, dopo tanti goffi tentativi di regalare denaro in giro ai soliti noti, che poi lo usano per pagarsi i bonus.

Io il bastone lo vedo eccome: se l'analisi dovesse mostrare che la banca XZY ha un basso indice, che prescinde dai titoli "tossici", difficilmente il management potrà dire :" io ho fatto bene, ma la crisi dei titoli "tossici"...", se ne dovranno andare e basta, piuttosto questa è un 'analisi che si compie in poco tempo, non vorrei che managers incapaci, pur di avere un buon indice vendano titoli "buoni" , inguaiando la banca per salvare sè stessi. E questo sarebbe un "moral hazard", ma dei managers, non di Geithner.

 

Marco, nessuno discute sull'opportunità di usare l'analisi di bilancio e più in generale di aumentare l'informazione riguardo allo stato effettivo delle banche. Fare gli stress test va benissimo. Va anche benissimo dire alle banche che non passano lo stress test che devono rapidamente ricapitalizzarsi, cercando capitale privato. Quello che non va bene, e questa è la fonte del moral hazard, è che lo stato dica alle banche ''non ti preoccupare, se anche fallisci lo stress test e poi non sei capace di raccogliere capitale i soldi te li diamo noi''. È come se tu dicessi a un imprenditore ''devi sbatterti per aumentare il fatturato, ma se non riesci a vendere i tuoi prodotti non ti preoccupare, te li compra lo stato''. Quanto pensi che si sbatterebbe l'imprenditore per aumentare il fatturato? E quanto pensi che si sbatteranno le banche che falliranno lo stress test per raccogliere capitale privato, sapendo che comunque arriverà lo stato in soccorso?

La cosa che bisognava dire era ''se fallisci lo stress test e non sei capace di raccogliere fondi allora fallirai e lo stato si approprierà della tua banca''. Questo sicuramente avrebbe fornito incentivi migliori agli amici banchieri.

 

 

La cosa che bisognava dire era ''se fallisci lo stress test e non sei capace di raccogliere fondi allora fallirai e lo stato si approprierà della tua banca''. Questo sicuramente avrebbe fornito incentivi migliori agli amici banchieri.

 

In verità non c'è miglior incentivo di quello di non avere un socio ingombrante, e lo Stato sicuramente lo è. Ho detto varie volte che noi imprenditori, non appartenenti al giro dei "soliti noti" stiamo pagando questa crisi, nata dall'avidità e incompetenza dei manager bancari, molto di più degli altri, quindi lungi da me l'idea di andare a favore dei banchieri.

Il test di liquidità, ripeto, mi sembra una buona idea, minacciare di appropriarsi della banca in caso di risultati deludenti al test di liquidità avrebbe portato i managers in pericolo a disfarsi di titoli "buoni" per passare il test, salvo poi andare con il cappello in mano alla FED, dicendo : "ho solo titoli tossici", no meglio questo.

Ricordo agli amici di NFA che c'è un detto fra gli imprenditori, quando si cerca un socio di capitali: "Non ti sedere mai a un tavolo di poker se non sei quello che ha più soldi di tutti per i rilanci". Io, se fossi un manager di banca e rischiassi di avere al mio tavolo quello che ha più soldi di tutti farei il diavolo a quattro per evitarlo. A meno che non abbia un mazzo truccato.

Ricordo agli amici di NFA che c'è un detto fra gli imprenditori, quando si cerca un socio di capitali: "Non ti sedere mai a un tavolo di poker se non sei quello che ha più soldi di tutti per i rilanci". Io, se fossi un manager di banca e rischiassi di avere al mio tavolo quello che ha più soldi di tutti farei il diavolo a quattro per evitarlo. A meno che non abbia un mazzo truccato.

Marco, scusami ma non vedo su quali fatti tu possa basare queste affermazioni. Mi sembra riproducano una mitologia dell'imprenditore che, forse, è vera per i piccoli imprenditori che controllano e gestiscono direttamente la propria azienda, come nel tuo caso ma che non è certo vera in genere.

Infatti, quanto dici NON corrisponde assolutamente all'evidenza disponibile per imprese, diciamo, dai 500 dipendenti in su. Forse anche 100 dipendenti basterebbero nel caso italiano, ma voglio stare largo. Per imprese di dimensioni appena medie o medio-grandi, vale assolutamente l'opposto di quanto tu dici. I managers (e spesso i proprietari ed azionisti) delle medesime sono felicissimi di sedersi regolarmente al tavolo del poker con uno (lo stato) che controlla (non ha, ma li può prendere altrove) più soldi di loro. Questo è quanto Confindustria fa, ai tavoli delle trattative o dei dialoghi sociali o concertativi, ogni due per due. Questo è quanto FIAT e decine di altre imprese italiane fanno da sempre, questo è quanto CAI (che ora si chiama Alitalia) ha fatto l'anno scorso. E questo è, ora, quanto le banche americane vanno facendo, e non solo le banche. Felicissimi tutti di fare accordi d'ogni tipo con il super-giocatore che firma a pioggia assegni con tanti zeri!

Il test di liquidità, ripeto, mi sembra una buona idea, minacciare di appropriarsi della banca in caso di risultati deludenti al test di liquidità avrebbe portato i managers in pericolo a disfarsi di titoli "buoni" per passare il test, salvo poi andare con il cappello in mano alla FED, dicendo : "ho solo titoli tossici", no meglio questo.

Non ce l'ho con te, lo giuro, ma trovo anche questa affermazione poco logica. Infatti, altamente improbabile. Per una semplice ragione: prima che il test con penalità insolvenza (ossia, privo di azzardo morale) venga annunciato la banca ha in bilancio assetes buoni che valgono A e cattivi che valgono B. Dal lato delle liabilities ha C, quindi il suo valore netto è (A+B)-C=D>0 (assumo sia solvente). Questi valori A, B, C (e D, quindi) sono i valori mark-to-market nello stato odierno, diciamo equivalenti a cash o comunque più o meno certi.

Lo stress test in questione consiste nel cercare di calcolare (con modellini del piffero, ma questa è tutta un'altra storia) quali sarebbero i valori di A, B e C in stati del mondo futuri x(1), x(2), x(3), eccetera, stati del mondo che qualche economista al Tesoro USA o alla Fed si è inventato usando un megamodellino macroeconomico keynesiano. Facciamo comunque finta che gli stati così descritti siano una cosa sensata e che i calcoli dei valori condizionali di A, B e C pure lo siano. Chiamo D(x(i)) il valore netto nello stato x(i), calcolato con il modellino in questione e A(xi)) eccetera gli altri valori.

Vale il seguente:

- SE la banca non di disfà dei titoli buoni ma si comporta "normalmente" a fronte dei tests, questi riveleranno (assumo funzionino) che la banca vale D(x(i)) per i=1,2,3, .... Se Fed e Treasury pensano che i valori D(x(i)) così calcolati siano buoni la banca passa il test, altrimenti lo fallisce.

- SE la banca fa quanto tu suggerisci e si disfà dei titoli buoni (o cerca di ricapitalizzarsi convincendo il mercato che avere A in portafoglio è proprio un gran affare) riceverà, in cambio, un valore al più pari ad A (infatti, forse di meno perché se tutti vendono di corsa, i prezzi calano come sappiamo) o magari un capitale extra K. Fatto questo la banca avrà in tasca A in contanti e varrà quindi A + B(x(i)) - C(x(i)) nello stato x(i) dello stress test. Se ha raccolto anche capitale vale A + K + B(x(i)) - C(x(i))

Ora è molto probabile che A + B(x(i)) - C(x(i)) > D(x(i)) perché lo stress test vuole concentrarsi su stati futuri "brutti", nei quali uno si aspetta che anche il valore degli assets "buoni" diminuisca. A maggior ragione se c'è anche K dal lato positivo. Insomma, se la banca fa quanto tu suggerisci a causa della minaccia di Brusco e "le va bene", ci guadagniamo tutti: è più solvibile di quanto sarebbe stata altrimenti. Se fa la cosa che dici tu e "le va male", non ci perdiamo: verrà dichiarata insolvente e commissariata, come da minaccia.

Quindi la tua conclusione secondo cui il meccanismo con azzardo morale di TimG è meglio di quello proposto da SandroB è una conclusione erronea. Vale esattamente il rovescio.

P.S. Marco, lo so che tutto questo pare un po' pedissequo ed un po' troppo puntiglioso da parte mia, ma credimi che non lo è. Non sto cercando di irritarti, sto solo cercando di fare quello che gli economisti dovrebbero fare sempre e non fanno: forzare i non specialisti a pensare coerentemente a questi problemi, usando dati, logica ed anche i principi della contabilità. Ciao. m

 

Non sto cercando di irritarti, sto solo cercando di fare quello che gli economisti dovrebbero fare sempre e non fanno: forzare i non specialisti a pensare coerentemente a questi problemi, usando dati, logica ed anche i principi della contabilità.

Io non discuto il modellino matematico, dico solo che gli economisti AB e Brighella hanno parlato di "stress test" senza specificare quale fosse, io ho pensato che fosse quello che in analisi di bilancio si chiama "acid test", o indice di liquidità secca, se alla FED, o qualunque altro posto, giocano all'analisi di bilancio con la sfera di cristallo non lo sapevo, e, ripeto, gli estensori del testo hanno omesso di specificarlo, da qui dico solo che difendevo i limoni parlando di agrumi, e invece quelle sono pere.

Mi piacerebbe, solo per scienza, sapere dove si trova il modellino matematico dello stress test, mi potrebbe sempre tornare utile.

Sul tavolo da poker specifico che, FIAT, CAI, ma anche tanti altri che succhiano i nostri (italiani) soldi mai hanno pensato di avere lo stato allo stesso tavolo, tanto che a quel giocatore vengono solo rifilati pacchi. Per tavolo io intendo il capitale sociale, ben altra storia è avere assegni a tanti zeri in cambio di niente, che è la tipica storia italiana.

Credo (spero) che in USA la partita sia diversa, almeno in futuro: questo è l'assegno, dimmi dove è il mio posto al tavolo (situazione tanto temuta, come sopra descritto). Ripeto, io manager di banca vorrei quel bel tagliando rettangolare che finisce con tanti zeri e che mette a posto tutte le mie fesserie, ma non vorrei mai che il prezzo di quel tagliando fosse che quel gentile signore poi si voglia sedere al tavolo, non si sa mai chiedesse la mia testa in cambio di quel rettangolino...

P.s.

Sono tutto fuorchè irritabile, in genere mando fumo dal naso solo quando vedo la mala fede, e non sei per niente pedissequo, ma mi ricordi molto il mio professore di Economia Politica di Scienze Politiche, Mariano D'Antonio.

Io non discuto il modellino matematico, dico solo che gli economisti AB e Brighella hanno parlato di "stress test" senza specificare quale fosse, io ho pensato che fosse quello che in analisi di bilancio si chiama "acid test", o indice di liquidità secca, se alla FED, o qualunque altro posto, giocano all'analisi di bilancio con la sfera di cristallo non lo sapevo, e, ripeto, gli estensori del testo hanno omesso di specificarlo, da qui dico solo che difendevo i limoni parlando di agrumi, e invece quelle sono pere.

Problema terminologico, l'acid test se non ricordo male e' il quick ratio, un indice di bilancio. Uno stress test e' l'analisi del comportamento di una variabile aleatoria in un determinato scenario estremo. Credo gli stress test che sta conducendo la FED siano del tipo "ipotizziamo che il tasso di default sui mortgage salga al 25%, che il prezzo delle case scenda del 30% e che il tasso di disoccupazione arrivi al 15%: qual e' il fair value degli asset nel portafoglio delle banche? Qual è l'assorbimento di capitale dovuto alle perdite?".

Esatto: uno stress test e' l'analisi del valore di mercato di un portafoglio in un determinato scenario estremo.

Marco, mi difendo. Io e Brighella non abbiamo  detto cos'e' lo stress test perche' non ci e' dato sapere. Il fatto che il tutto sia "segreto", il modello, gli obiettivi, i dati,... e' buona parte del problema. Questi sono pazzi. In questo momento, no news is bad news. Oggi dichiarano che forse alcuni dei risultati del test li pubblicano. Ma non si rendono conto che anche i bambini capiscono che a questo modo fanno esplicitamente sapere che stanno manipolando l'informazione e quindi che chiunque pensera' al peggio? Mah, SPQA

Io non volevo attaccare nessuno, provo a ragionare da piccolo imprenditore e non trovo "moral hazard" nel non dirti le mie mosse, o comunque come intendo muovermi, qualunque cosa abbia in mente.

Lo stesso vale per lo stress test (da me confuso con un altro test di analisi di bilancio), immaginiamo che domattina esca il modellino matematico: già vedo legioni di contabili al lavoro per falsare i dati secondo la convenienza dei managers.

Per questo non vedo "moral hazard" nelle mosse di Gethner, allo stato attuale delle conoscenze.

Anzi, per la prima volta, devo dire che, secondo me , ha fatto bene, ha scelto un criterio per dare i soldi dei taxpayers, mentre il criterio scelto (anche e soprattutto dalla precedente amministrazione) era: dimmi di quanti soldi hai bisogno.

Piuttosto attendo di vedere i risultati: lì capiremo che quadriglia stanno organizzando, se una truffa alle spalle dei contribuenti, fingendo massima imparzialità, e soprattutto cosa faranno con le banche che non dovessero passare il, a questo punto, fantomatico stress test.

Per i creativi segnalo che sono in pagamento le obbligazioni Alitalia.

 

Io non volevo attaccare nessuno, provo a ragionare da piccolo imprenditore ... Per questo non vedo "moral hazard" nelle mosse di Gethner, allo stato attuale delle conoscenze.

A volte mi domando cosa serva discutere seriamente, sembra una perdita di tempo. Davvero: fa passare la voglia. Gli argomenti logici sembrano non contare nulla. Contano le opinioni ed i "punti di vista" ... mah.

Michele, magari ho capito male, ma se i modellini misteriosi della FED trovano solo D(x(i)) positivi, non e' equivalente a passare il test? Immagino che, almeno per le "bad banks", qualunque modello degno di questo nome avra' alcuni stati del mondo in cui la banca e' insolvente e altri in cui non lo e', e il problema sara' poi come giudicare quali stati del mondo siano piu' o meno probabili.

certo, come on ... stavo solo facendo un esempio per far capire come funziona ...

Mi scuso se sono sembrato pignolo, non era nelle intenzioni. Quello che volevo suggerire e' che secondo me uno delgi aspetti interessanti (e arbitrari) della questione e' il seguente. Data una serie di valori possibili per gli assets, con relative probabilita', come valuto se lo stress test e' positivo o meno. Uno potrebbe usare il valore atteso, oppure si potrebbe fare worst-case scenario, oppure qualcosa di meno pessimista. A volte sospetto che TimG faccia best-case scenario": e' possibile che le banche siano solventi in qualche stato del mondo. In ogni modo, il criterio con cui si decide non e' una cosa da poco perche' sulla sua basa vanno poi dati incentivi ai manager delle banche.

io suggerirei un bell'Hurwicz criterion con alfa funzione crescente dei soldi che i manager hanno deciso di metterci di tasca propria nel piano di Brusco :-)

minacciare di appropriarsi della banca in caso di risultati deludenti al test di liquidità avrebbe portato i managers in pericolo a disfarsi di titoli "buoni" per passare il test, salvo poi andare con il cappello in mano alla FED, dicendo : "ho solo titoli tossici"

forse c'è un'incomprensione sul test di liquidità: non è che il manager bancario che si disfa oggi di tutti gli investimenti buoni trasformandoli in cassa fa una cosa conveniente ai fini del test. Dal test otterrò k possibili valori del mio attivo corrispondenti a k scenari del periodo t+z generati con un nuovo modello che prevede come andrà l'economia, costruito da un dream team di guru macroeconomici e giovani rocket scientists freschi di licenziamento da UBS. Mettiamo che io abbia nel mio attivo un bel portafoglio di investimenti in energia solare - la cui domanda sarà presto sussidiata (assumiamo che il modello sia così carino da tenerne conto) - con rendimento atteso del 10% in t+z e una bella partecipazione in FIAT-Chrysler che si attende renda altrettanto per gli stessi motivi, e un po' di mortgage backed securities "tossici". Se vendo i portafogli dei 2 settori dati per buoni (dal modello) per investire in titoli di stato che rendono meno dell'1% netto, con cosa le copro le perdite da MBS nello scenario catastrofale?

Sara' che sono un ottimista, ma a me pare difficile credere che il tesoro davvero voglia dire ''non ti preoccupare, se anche fallisci lo stress test e poi non sei capace di raccogliere capitale i soldi te li diamo noi''. Se cosi' fosse, si creerebbe una situazione in cui tutte le banche hanno interesse a fallire il test che tanto alla fine arrivano capitali pubblici senza "stringhe attaccate". A me pare che ci siano (almeno) due problemi di incentivi: (i) motivare i managers delle banche a dire quello che sanno sul valore dei titoli in bilancio, (ii) motivare i managers a cercare capitali privati nel caso le banche siano insolventi. Secondo me i due non sono independenti e se il bastone che si usa per (ii) e' troppo grosso si corre il rischio di avere effetti indesiderati in (i). Sandro, il tuo meccanismo di cui altrove funzionerrebbe in entrambi i casi?

Sara' che sono un ottimista, ma a me pare difficile credere che il tesoro davvero voglia dire ''non ti preoccupare, se anche fallisci lo stress test e poi non sei capace di raccogliere capitale i soldi te li diamo noi''. Se cosi' fosse, si creerebbe una situazione in cui tutte le banche hanno interesse a fallire il test che tanto alla fine arrivano capitali pubblici senza "stringhe attaccate".

Qualche stringa attaccata c'e' sempre, e infatti le banche, se possono, cercano di evitare TARP e simili -- magari ricevendo invece denaro pubblico indirettamente tramite AIG, quello si' senza condizioni (vedi i recenti "buoni risultati" di Citi e Goldman, e le intenzioni espresse da quest'ultima di ripagare i soldi del TARP solo in parte grazie a un aumento di capitale).

Moral hazard

gigi 14/4/2009 - 16:26

in fondo alla fila del m-h che Sheila, quella della FDIC, che decreta se ci sarà la corsa agli sportelli, poi c'è Ben - e il risconto commerciale; e poi c'è Tim che (eventualmente) ricapitalizza. Quindi chi non ha un buon test di stress non è sicuro di farla franca...

è quindi un modello sequenziale..

April 16 (Craig Torres) -- The Federal Reserve and other regulators conducting stress tests on the 19 biggest U.S. banks aim to release the results of the assessments on May 4, according to a Fed official. Supervisors also have a target of April 24 for a release on the methods of the stress tests, the official said on condition of anonymity.

Io no, non mi aspetto molto. Anzi nulla. Basta leggere qui. Un paragrafo a caso:

While all of the banks are expected to pass the tests, some are expected to be graded more highly than others. Officials have deliberately left murky just how much they intend to reveal — or to encourage the banks to reveal — about how well they would weather difficult economic conditions over the next two years.

Non diranno nulla di significativo, perche' comunque nessuna banca, anche se per caso fosse insolvente sotto almeno uno degli scenari ipotetici, verra' lasciata fallire. It's just not an option, anche se FDIC ha delle procedure consolidate per gestire situazioni di questo tipo. E' assolutamente deprimente.

Pero' allora mi sfugge un pezzo: a cosa serve la pantomima? Se e' per l'elettorato potrebbero tranquillamente mandare BO in tv con un discorso a effetto sulla solidita' dell'economia americana.

La Fed ha rilasciato un White Paper che illustra il meccanismo dello Stress Test

The Supervisory Capital Assessment Program: Design and Implementation

I risultati si sapranno il 4 Maggio.

[Aggiunto il 25 Aprile 2009]:

piuttosto deludente questo documento, che non contiene ne cifre ne equazioni:

“I was eagerly awaiting the paper so I could see what the assumptions were going to be,” said Brad Hintz , an analyst at Sanford C. Bernstein Co. in New York. “I actually cleared the weekend so I could work on it. Now I’m not sure what I’m going
to be doing. There’s very little meat in what they just provided.”

Interessante articolo su Economist's View, che riprende un pezzo di Bloomberg. Questo è quello che capisco dal pezzo:

1) la metodologia del test è al momento segreta e soggetta a interpretazione discrezionale del regulator. Dal pezzo di Bloomberg:

Fed officials have pushed for the release of a white paper laying out the methodology of the assessments in an effort to bolster their credibility. The central bank has been leery of inserting politics into the examination process, two people familiar with the matter said.

A me pare ovvio che affermare ''la banca X passa lo stress test'' senza chiarire bene cosa sia lo stress test non serve a nulla. Così sembrano anche pensarla i ''Fed officials'' citati da Bloomberg. Evidentemente Geithner la pensa diversamente. Sono genuinamente curioso di capire se esiste un modello o ragionamento economico, qualunque ragionamento, in base al quale il comportamento di Geithner è ottimo. Per come io vedo le cose il problema centrale continua a essere l'asimmetria informativa che esiste tra il mercato e chi controlla gli assets delle banche. Per eliminare l'asimmetria bisognerebbe massimizzare la diffusione di informazione su tale assets. Invece  l'idea sembra essere di guardare in modo riservato i bilanci, valutare in modo riservato come reagirebbero gli assets a scenari riservati, in base a modelli che, you guessed it, sono riservati. Probabilmente Geithner pensa che l'asimmetria informativa non sia un problema. Ma allora perché il mercato per i toxic assets non funziona?

2) Il post di alberto e brighella, if anything, sembra essere troppo ottimista. Parte dall'ipotesi che Geithner abbia le idee chiare, anche se sbagliate, su cosa fare. Sembra invece che le idee, oltre che sbagliate, siano terribilmente confuse. Come livello di competenza, mi pare che siamo esattamente allo stesso livello dell'amministrazione precedente.

Intanto, dalle pagine dell'ultimo numero di Business Week, Tom sorride.

(Credo che quando parla di Fragile Beliefs, egli si riferisca a Hansen and Sargent (2006), un articolo di cui non ho purtroppo capito nulla.)

A proposito, qui l'autore dell'articolo si sbaglia:

Roger E.A. Farmer, 54, University of California at Los Angeles - Big Idea: The Fed should make large-scale purchases of equities to restore investor confidence and get the economy back on track. [...]Similar ideas have been tried before in Hong Kong, Taiwan, and Japan. They've had mixed results but are credited with helping to rescue Hong Kong from the Asian financial crisis in 1998.

La ragione per cui il governo di Hong Kong nell'agosto 1998 intervenne sul mercato azionario non fu "to restore investor confidence", ma reagire ad attacchi speculativi sulla valuta locale. Tipicamente gli speculatori a piu' riprese costruivano grosse posizioni short contemporaneamente sia sul mercato azionario che sull'Hong Kong Dollar. A causa del currency board (o meglio, di un indebolimento al suo meccanismo causato da una improvvida "Liquidity Adjustment Facility" con cui i governo illusoriamente cercava di conciliare controllo dei tassi d'interesse e rapporto di cambio fisso) gli interessi overnight ogni volta schizzavano alle stelle, causando cadute delle azioni e permettendo buoni profitti quando le posizioni erano richiuse. Quando l'emergenza fini', largamente per ragioni diverse dall'avvenuto acquisto di 15 miliardi di dollari di azioni da parte del governo (tra esse: ripristino di un currency board "puro"; default della Russia sul suo debito sovrano; crisi di LTCM) scottando le dita degli speculatori, il governo si libero' (profittevolmente) di quasi tutte le azioni acquistate creando un fondo indice, TraHK, che rappresento' il primo ETF disponibile sul mercato locale.

La Crisi finanziario-economica in atto, sta riproponendo, a me pare, due opposte visioni della Politica economica. Assai schematicamente, da una parte, sembra collocarsi chi ritiene che, anche nell'attuale congiuntura, il Mercato non vada costretto con vincoli o regolamentazioni pubbliche di varia natura. A questo indirizzo, sembra appartenere, tra gli altri, il Prof. Alberto Bisin. Che, su La Stampa del 14 aprile scorso, scrive:<<Molti osservatori credono di vedere nella crisi economica e finanziaria di questi tempi la fine del liberismo. La crisi sarebbe la prova che mercati poco regolamentati sono intrinsecamente instabili e forieri di sciagure (...) >> (www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplRubriche/editoriali/gEditoriali.asp?ID_blog=25&ID_articolo=5824&ID_sezione=29&sezione=).

Sul fronte opposto, pare esserci coloro che ritengono necessario l'Intervento pubblico, al fine di correggere, a loro dire, limiti e storture del Libero Mercato. Che, anzi, a loro giudizio, sarebbe tra le cause non ultime della Crisi di cui siamo investiti. A questo diverso fronte, sembra appartenere l'Amministrazione Obama, che, tra le diverse misure adottate per fronteggiare la Crisi, ha indirizzato  - come ci informa, da ultimo, il Prof. Giuseppe Berta - , una grande casa automobilistica statunitense, la Chrysler, verso  - par di capire - una joint venture, con altra grande casa automobilistica, la Fiat (www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplRubriche/editoriali/gEditoriali.asp?ID_blog=25&ID_articolo=5842&ID_sezione=&sezione=). Inoltre, il Segretario al Tesoro Usa, Timothy Geithner, come ci informa  The New York Times, ripreso da Alberto Bisin nel Moral Azard del 10 aprile scorso, ha dichiarato che le Banche statunitensi che non passeranno il cd. stress test, avranno sei mesi per reperire capitali privati. In caso contrario, il Tesoro Usa sussidierà le stesse Banche con risorse pubbliche (www.nytimes.com/2009/04/09/business/09bank.html?_r=2&scp=3&sq=geithner%20stress%20test&st=cse).

Nel nostro Paese, di antica tradizione interventista, e dove l'identità liberista sembra appannaggio di pochi, questo secondo fronte, pare trovare una sponda nel Ministro dell'Economia, Giulio Tremonti. Il quale, in un intervento sul Corriere della sera, in risposta ad un bell' editoriale del Prof. Angelo Panebianco, scrive, tra le altre cose, che<< (...) il mercato non può esistere fuori dal diritto o fabbricarsi un diritto alternativo (...)>>(http://archiviostorico.corriere.it/2009/marzo/17/Pendolo_tra_Mercato_Soc...).

Continua nella parte 2.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Al fronte di coloro che ritengono necessario regolamentare il Libero Mercato, per fronteggiarne le presunte storture, sembra doversi includere il Prof. Guido Rossi, raffinato giuscommercialista, e attuale docente di Filosofia del Diritto all'Università Vita-Salute San Raffaele di Milano.

Con la consueta cultura, e intelligenza lucida, Guido Rossi scrive che << (...) abbandonati a se stessi, non sorretti da opportune regolamentazioni, i mercati  - soprattutto quelli finanziari - non obbediscono ai meccanismi virtuosi che molti considerano loro propri, ma tendono invece a incoraggiare manipolazioni e frodi. Più diventano sofisticati, più richiedono una disciplina attenta e capillare (...) (cfr, Guido Rossi, " Il conflitto epidemico ", Milano, Adelphi, 2003, pag. 16). E ancora: << (...) Al mercato, oggi, viene attribuita una sorta di potenza magica, in grado di comporre e risolvere qualunque problema economico (...). E' abbastanza ovvio che le cose non stanno così (...)>> (cfr, Guido Rossi, " Il gioco delle regole ", Milano, Adelphi, 2006, pag. 35).

Il Prof. Rossi, nei testi, non di intervento pubblico di tipo economico parla, bensì di tipo normativo. Dovrebbe essere il Diritto, cioè, a disciplinare, secondo l'Autore, il Mercato.

Quando questa Crisi vedrà il suo epilogo, capiremo, forse, se noi Italiani abbiamo maturità sufficiente, per sapere a quale Teoria e assetto economico, vogliamo affidare il nostro futuro.

 

A nessuno è mai venuto in mente che probabilmente sono le banche a governare e che i governi (forse ?) sono i loro strumenti? Sarebbe interessante discuterne.

Istruttivo articolo su FT. Alcuni brani interessanti:

Tim Geithner, US Treasury secretary, on Tuesday sparked a rally in financial stocks after he said the “vast majority” of the nation’s banks are well-capitalised and damped investor fears that the government will wipe out their holdings.

Bravo, continua pure cosi.

Mr Geithner indicated that the conversion of the government’s preferred equity stakes to common equity – a move that would dilute the holdings of existing shareholders – could prove part of the solution for weaker banks.

... la versione "soft" della nazionalizzazione.

Separately, a senior Federal Reserve official said that insolvent US financial companies should be allowed to fail, no matter how big they were. Thomas Hoenig, president of the Federal Reserve Bank of Kansas City, told Congress’s joint economic committee that the design of the $700bn bank bail-out last year had slowed down recovery.

“The United States currently faces economic turmoil related directly to a loss of confidence in our largest financial institutions because policymakers accep­ted the idea that some firms are just ‘too big to fail’. I do not,” Mr Hoenig said.

La voce fuori dal coro. Peccato che non l'ascoltera' nessuno.

and damped investor fears that the government will wipe out their holdings.

Bravo, continua pure cosi.

Non direi. Anzitutto perché la "fear" di cui parla l'articolo del FT è perfettamente immotivata: quando Washington Mutual è stata presa in mano dalla FDIC (ossia "nazionalizzata") nessuno ha "wiped out" nessun holding. Semplicemente il capitale non c'era più, era stato mangiato dai debiti.

Avessero applicato la stessa regola anche alle altre, invece di sussidiarle di nascosto via la Fed ed apertamente via TARP I, II, ... sarebbe successa per alcune la stessa cosa. Avesse Geithner spiegato le cose in modo trasparente dall'inizio non ci sarebbe stata nessuna fear.

... la versione "soft" della nazionalizzazione.

La versione "brutta", direi: vi diamo i soldi perché manteniate l'attuale struttura ed infiliamo il naso negli affari bancari come contropartita. Ossia, l'Italia delle partecipazioni statali nel settore bancario. D'ora in poi i CEOs etcetera delle grandi banche USA dovranno avere il placet di Geithner, Summers ed Obama! Un vero passo avanti sulla strada del socialismo per gli ammanicati.

La voce fuori dal coro. Peccato che non l'ascolterà nessuno.

Non è detto. Allo FOMC non è solo Hoenig (Kansas City) che parla apertamente contro, ma anche Plosser (Philadelphia) e Lacker (Richmond). Bullard (St Louis) è appena arrivato, ma sta cominciando a parlare apertamente anche lui, mentre Stern (Minneapolis) è stranamente silente, forse perché essendo stato l'alfiere della lotta contro "too big to fail" da sempre si sente troppo esposto. Insomma, magari con un grave ritardo di circa due anni e qualcosa, ma all'interno del sistema della Riserva Federale qualcosa si muove. Che li ascoltino al Treasury anche io lo dubito, ma non sono proprio certo che Bernanke abbia la conferma assicurata. Vedremo.

- Il mio "bravo, continua pure cosi" era ironico!!

- Yes, brutta, orribile. Concordo.

- Mi fa piacere che ci siano altre voci oltre a Hoenig. Ma non credo che li ascoltino.

- Siamo sicuri che un eventuale sostituto di Bernanke sarebbe meglio? Io no....

Domanda: avete un'idea del perche' questo post era (o ancora e'?) stato bloccato dal Great Firewall cinese?

Sono stato in Cina per una dozzina di giorni e mi ero collegato a Internet dal computer di mio suocero; gli altri post di nFA riuscivo a leggerli, ma per questo mi veniva sempre la risposta:

"The URL http://www.noisefromamerika.org/index.php/articles/Moral_hazard is forbidden"

Non ho risposta, ma questo lo metto nel mio CV. che i Cinesi hanno bloccato un mio articolo, intendo.:)  Grazie per l'informazione

per chiarificare "how we tested the big banks". Ma non da neanche mezza informazione utile, eccetto molto bla bla sul far luce nella nebbia e la rinconferma che "Banks will also have the opportunity to request additional capital from the government through Treasury’s Capital Assistance Program. "

http://www.nytimes.com/2009/05/07/opinion/07geithner.html?_r=1&hp

Qualche commento sul NY Times, dopo il rullo di tamburi e la fanfara dell'annuncio. Simon Johnson, MIT, mi sembra particolarmente chiaro:

A Goldman Sachs report out this week (and the documents of this firm read increasingly like official policy statements) makes the point clearly — big banks will earn their way back to solvency through exercising their greater market power (Lehman and Bear Stearns are gone), government-subsidized debt (courtesy of the Federal Deposit Insurance Corporation), and various forms of implicit subsidy (through “legacy” loan removal programs).

 

neanche paul krugman è soddisfatto ( link )

while the Federal Reserve and the Obama administration continue to insist that they’re committed to tighter financial regulation and greater oversight, Wall Street insiders are taking the mildness of bank policy so far as a sign that they’ll soon be able to go back to playing the same games as before.

The Federal Reserve significantly scaled back the size of the capital hole facing some of the nation's biggest banks shortly before concluding its stress tests, following two weeks of intense bargaining. In addition, according to bank and government officials, the Fed used a different measurement of bank-capital levels than analysts and investors had been expecting, resulting in much smaller capital deficits. (...) Citigroup's capital shortfall was initially pegged at roughly $35 billion, according to people familiar with the matter. The ultimate number was $5.5 billion. 

http://online.wsj.com/article/SB124182311010302297.html

Stephen Friedman, Chairman della NY Fed ha dato le dimissioni ieri, perche' ha avuto il posto alla Fed mentre era  contemporaneamente un direttore a Goldman Sachs. E poi ha acquistato azioni GS "al momento giusto", guadagnando un paio di milioncini. Ha rassegnato le dimissioni al presidente della NY Fed, William Dudley, che stava a Goldman Sachs fino al 2007. 

Non ho trovato la notizia sul NYTimes!

La cosa e' davvero imbarazzante. 

Sulla edizione di carta del NYTimes non ho trovato la notizia (se c'e' e' nascosta). Su quella online e' nascosta ma c'e'.

Su WSJ e' in prima pagina dell'edizione online.

Il nuovo chairman, Denis Hughes, e' un sindacalista. Sia lodato.... :)

LOL.  Dici che dura?

Inizia una nuova discussione

Login o registrati per inviare commenti