I motivi per rallegrarsi

15 aprile 2008 michele boldrin e andrea moro

Per una volta vogliamo liberarci del nostro consueto pessimismo cosmico e cercare motivi per rallegrarsi dei risultati delle elezioni. Impresa ardua, ma noi siamo la gente appropriata per questo tipo d'imprese. È mezzanotte, siamo rimasti in due nottambuli online e proviamo a farlo assieme.

Non è cambiato molto, però qualcosa sì. Anzitutto, contrariamente alla volta precedente, c'è stato un vincitore chiaro, non ci sarà bisogno d'aprire un indegno mercato di compravendita delle vacche per raggiungere una risicata maggioranza in uno dei rami del parlamento. Questo è un bene, ed è anche un cambio rispetto alla volta precedente: le democrazie funzionano molto meglio quando è chiaro, aldilà d'ogni ragionevole dubbio, chi controlla l'esecutivo e chi sta all'opposizione.

Poi vi sono i vinti ed i vincitori. In Italia vi sono sempre stati due tipi di vinti e di vincitori: quelli assoluti e quelli relativi. Nel sistema proporzionale che ha retto sino ai primi anni '90, i vincitori assoluti e quelli relativi erano gli stessi. Per ragioni geo-politiche (il nome figo della guerra fredda) doveva governare la DC più chi servisse a fare maggioranza. Non c'erano dubbi su chi dovesse andare al governo e la vittoria o sconfitta era misurata in movimenti relativi: quanti voti si guadagnavano, soprattutto rispetto al proprio gruppo di riferimento. Quindi la DC si confrontava con il PCI, ma quest'ultimo in certi periodi doveva tener d'occhio anche il PSI. Il PSI doveva sempre fare i conti con PSDI, PRI, PLI; raramente con il PSIUP (che a volte molestava il PCI, ma non era confrontabile). Idem per l'MSI ed i monarchici (che non durarono molto), i quali a volte toglievano voti alla DC, si diceva, ma anche al PLI! Si', in Italia i fascisti ed i liberali prendevano, in parte, voti dallo stesso bacino elettorale. Insomma, era una baillame infernale e non sembrava mai cambiare nulla.

Ora invece i vincitori assoluti e quelli relativi sono diversi. I vincitori assoluti sono Berlusconi&Bossi, gli altri sono tutti sconfitti assoluti. Inutile girarla, ed è un passo avanti: sappiamo chi deve governare, e deve governare la coppia Berlusconi Silvio e Bossi Umberto, che sono necessari l'uno all'altro. Il resto, tipo quello che si chiama Lombardo ma è siciliano, non serve. Anche il signor Fini Gianfranco, non serve molto: i conti esatti di quanti siano i deputati ed i senatori in "carica" alla corrente AN del PdL non li abbiamo fatti, per cui magari Fini Gianfranco è ancora necessario, tecnicamente, per governare. Ma siccome è diventato politicamente marginale - perché è uno sconfitto relativo e quelli della sua corrente questa volta lo accoltellano (politicamente parlando) - si accontenterà del posto di Bertinotti, e fine della fiera: per cinque anni è fuori. Belli gli opposti estremisti che ora fanno i presidenti della Camera, no? Vedete che di cose positive ne sono successe tra ieri e l'altrieri?

Poi ci sono i vincitori relativi. Qui, questa volta, non ce n'è neanche uno, ed è questo il più bello! Nel passato erano quasi tutti vincitori relativi, mentre questa volta (a causa del fatto che i vincitori assoluti lo sono stati così brutalmente e chiaramente) sono spariti tutti i vincitori relativi. Tutti hanno perso voti rispetto al loro numero di riferimento, tutti fuorché BS e BU ovviamente. Quindi niente vincitori relativi. Neanche Storace può dichiararsi tale, perché ha preso così poco che non ha né un deputato né un senatore. Come Bertinotti. Fascisti puri e comunisti puri sono, parlamentariamente parlando, una cosa del passato. Ottimo risultato!

Bertinotti, come dicevamo, è sconfitto sia assoluto che relativo. L'estrema sinistra avrà finalmente il ruolo che le compete: quello di evanescente punzecchiatore extraparlamentare. Un ruolo utile ma limitato, e soprattutto non finanziato dalle tasse di tutti, anzi, peggio, di chi le paga. Perché, fra quelli che le tasse le pagano, pochissimi votano per l'estrema sinistra, quindi è giusto che non debbano mantenere le loro eleganti giacche di cashmire. Questo è certamente l'aspetto più positivo dei risultati delle elezioni. Di questo certamente va ringraziato Veltroni. Ok, scusate: vanno ringraziati anche gli elettori che NON hanno votato SA e le altre cose rare con falce e martello. In ogni caso, ringraziamo.

Con il ridimensionamento di Casini, l'idea di un partito che si rivolge all'elettorato cattolico è oggi ancora più lontana di quanto non fosse alla caduta della DC, ed è probabilissimo che partirà perdente in partenza alle prossime elezioni, qualsiasi possa essere la legge elettorale prossima ventura. Che il Vaticano abbia meno referenti diretti in parlamento ci pare una cosa positiva nel processo di maturazione del paese verso una maggior separazione fra Stato e Chiesa.

Sono spariti anche altri partitini senza anima e senza messaggio, che esistevano solo perché c'era un simbolo storico a cui attaccarsi ed una vita passata in politica, a fare parte (seppur da fratello minore) della casta. Anche questo è un bene e non perché noi si abbia qualcosa contro la pluralità di partiti, ma perché né PSI, ne PLI, né le varie cose con la falce il martello, e l'UDEUR e quello che volete voi, avevano alcunché da dire. Non rappresentavano nessuna posizione, né ideale né di pratica progettualità. Erano solo dei vermi nel formaggio. Come il senatore Pallaro, che probabilmente non è sparito ma che ora conterà come il due di bastoni quando la briscola è a coppe. Ed è anche questo un bene: il formaggio ha un po' di vermi in meno.

Ci lamentavamo molto, su questo sito, di alcuni dettagli assurdi del Porcellum, che, alla fin fine, sembrano aver contato poco nella deteminazione di quanto è accaduto ieri sera. Anche questa, se ci pensate, è una notizia positiva! Anzi, forse, questa è la grande notizia della giornata del 15 Aprile 2008: il Porcellum non ha fatto il suo dovere! Come vedete, stiamo facendo incetta di buone notizie dai risultati di ieri sera!

Ma ci sono ancora altre cose positive, per trovarle basta guardare avanti. Poniamoci un attimo nel 2013, e proviamo a ragionare.

Berlusca avrà allora cinque anni in più e non avrà la forza di fare ancora il leader. Meglio ancora, questo parlamento per pochi mesi non riuscirà a votarlo presidente della repubblica (sempre che duri Napolitano, cosa non ovvia ma questi argomenti contorti e complicati li discutiamo quando ridiventiamo cinici. Stasera abbiamo l'animo puro). Sarebbe bastato posticipare la caduta del governo, o le elezioni come qualcuno chiedeva, di poche settimane: un piccolo-grande errore di Berlusconi. Comunque sia, fra 5 anni probabilmente avrà sgovernato e molta gente sarà felice di votare per qualcun altro. La qual cosa, pensateci bene, è pure un fatto positivo.

Avrà fatto molto altro? Legge elettorale a parte, probabilmente no. Ma se qualcosa avra fatto sarà abbassare le tasse, e noi siamo sempre felici se ci abbassano le tasse, specialmente se questo pensiero ci prende la sera tra il 14 ed il 15 aprile. Forse voi non lo sapete, ma negli USA il 15 aprile è l'ultimo giorno utile per la dichiarazione dei redditi. Quindi, è bello pensare che i nostri compatrioti forse vedranno le loro tasse abbassarsi: Pitosto de gnente, mejo piutosto ...

Cosa sarà del PD nel 2013 è fonte di notevole incertezza. La bolla VW si è sgonfiata. Ha già detto che non si dimetterà, ed è un male. Ci sarà l'opportunità di passare cinque anni occupati in lotte al coltello fratricide e subdole per cercare di eliminarlo e sostituirlo con un nuovo candidato gradito ai maggiorenti del partito. Ognuno si diverte come vuole. Azzardiamo che con o senza Veltroni, l'attuale classe dirigente del PD non sarà in grado di produrre grosse idee innovative. Con Veltroni di sicuro no, e siccome Veltroni resterà, la probabilità che cambi qualcosa è infinitesima. Non notiamo grandiose idee nemmeno fra i giovani che aspirano a diventare la futura classe dirigente del partito. Anche perché, ha provato Veltroni, per diventare capolista alla Camera per il PD non serve elaborare idee e darsi da fare per costruire politica nuova, basta frequentare la gente giusta ed essere carini. Difficile pensare che l'esigenza di cambiare che si avvertirà alle prossime elezioni verrà soddisfatta pienamente da una rimescolatura del programma presentato dal PD in queste elezioni.

La legge elettorale è stata nel frattempo migliorata nel senso indicato dal referendum (vi avevamo avvertiti: abbiamo una serata ottimista), ma azzardiamo che il problema non risieda (oggi, 2013, come cinque anni fa, 2008) nei dettagli delle regole del sistema elettorale bensì nella definizione del corpo politico e delle sue proposte. Il problema principale stava (nel 2008) nella mancanza di alternative al duo PdL-PD, ossia agli apparati dei partiti. Non a caso, ancora una volta come nel 1992-94, la Lega abilmente apparendo come estranea alla casta (lo era nel 1994, molto meno nel 2008, ora di certo non lo è più) raccolse voti a palate. Questo fatto ha, a nostro avviso, delle implicazioni positive non solo per l'oggi del 2008, ma per tutti gli oggi che riempiranno i cinque anni a venire.

Ed ecco la migliore delle notizie: i vantaggi di un nuovo soggetto politico entrante sono, nel quinquennio che inizia ora, al massimo storico. Il fenomeno Grillo l'ha anticipato ed il maggiore astensionismo l'ha parzialmente confermato; lo interpretiamo come l'onda lunga di un processo d'emancipazione ideologica iniziato nel 1992-94. Il forte movimento di voti in direzione "anti-Roma" ed "anti-tasse" prova l'esistenza di un elettorato molto più fluido ed ideologicamente molto meno attaccato ai propri simboli che nel passato. Il rinnovamento necessario e probabile nei due maggiori schieramenti ridurrà il loro potere monopolistico (il loro "incumbency advantage", direbbero qui) negli anni a venire. La possibiltà che un partito di ispirazione liberale possa fare da ago della bilancia nella prossima legislatura non è completamente azzardata. Serve attirare un 10% di voti validi, ma, soprattutto, serve che qualcuno lo crei.

Proprio perché il duo BS&BU non sarà capace di fare politiche liberali, pur parlandone, la contraddizione fra ciò che il paese necessita e ciò che i governanti fanno non farà che ampliarsi. Le condizioni di paralisi economica dell'Italia non evaporeranno perché qualcuno ha vinto le elezioni bene, e nemmeno perché chi ha vinto le elezioni ha un tempo promesso politiche liberali! Tali condizioni hanno bisogno di risposte concrete che il duo BS&BU non può dare - e se le danno, meglio! Allora si che son buone notizie! Si tratta di lavorare su tale contraddizione, senza abbassare la guardia intellettuale: il paese ha bisogno di politiche liberali ma al potere vi sono delle persone che tali politiche non sono in grado di attuare coerentemente. Abbiamo l'ardore di pensare che nFA, questa cosa iniziata per gioco e cresciuta grazie soprattutto ai suoi lettori e commentatori, durante questi cinque anni sarà qui e non abbasserà la guardia intellettuale, anzi! Altra bella cosa, no? :-)

Come potete vedere una valanga di buone notizie vi accoglie su nFA la mattina del giorno dopo!

Implicazioni di lavoro e di speranza, se volete. Ma se le speranze non sorgono a tarda notte, quando sorgono?

 

 

 

75 commenti (espandi tutti)

Condivido quasi tutto dell'analisi, salvo forse la concretezza della speranza nell'inserimento di una forza liberale in questo panorama politico.....ma dove? I pochi liberali veri attualmente nei due principali partiti hanno svolto un ruolo pressochè marginale.....Spero magari più nel PD, che in fondo è nato su iniziale ispirazione di un liberal(e) come Michele Salvati, ma non più di tanto, perchè la tentazione di imbarcare a bordo i residui della Sinistra Arcobaleno sarà grande ( e ancora più grande la tentazione dei suddetti residui di trovare un appiglio)...In più aggiungerei che un eventuale cambio della leadership (magari anche auspicabile) rischia di riproporre l'ennesimo pallosissimo scontro-confronto D'Alema-Veltroni e conseguente proposizione di figliocci, bracci destri e quant'altro. Dov'è un Antonio  Blairo (Tony Blair)?Uaaaaaaah....

Dall'altra parte dell'ala liberale non si ha notizia....al povero Martino non faranno fare nemmeno il sottosegretario alla difesa.....e di Marzano si ricorda qualcuno?

 

Michele Salvati è liberale? Dovrò aggiornare la mia definizione di liberale mi sa...

Ho scitto liberal(e)...e comunque a me sembra stucchevole questo cercare sempre di quantificare i quarti di purezza liberale dei pochi esponenti ragionevolmente vicini a posizioni più liberali di entrambi gli schieramenti.....io quei pochi me li terrei cari....

e tieniteli cari, chi ti dice niente... forse liberal ha senso, quindi mi scuso se ho male interpretato. ma liberal e' sinonimo di socialista, in US :-)

e infatti giocavo sull'ambiguità:)))....in Italia i liberali veri e puri sono finiti con Einaudi, temo....ma ci dovremo pur rassegnare a questo dato di fatto, e provare a fare il pane con la farina che si ha......

vabè dai, non so quale sia la definizione esatta di liberale purosangue, ma direi che a Salvati si può dare tranquillamente atto di essere uno dei pochi nel centrosx ad aver posto molte questioni politiche in termini non ideologici (ad esempio il lavoro); se in Italia c'è la legge Treu (e la legge Biagi, poi) credo sia merito anche di Michele Salvati. Se oggi la sinistra radicale è fuori dal parlamento, più che a Veltroni (che ha solo raccolto i frutti) lo si deve a uno come lui che ha provato per tanto tempo a incoraggiare nel centrosx un dibattito sereno e "razionale" su certi argomenti, anche quando nel PdS aveva un certo peso il "correntone". Forse non ha centrato pienamente l'obiettivo (anzi, sicuramente, viste certe proposte del PD), ma almeno ci ha provato, parlando a vuoto per anni a gente che era totalmente sorda alle sue proposte. E ha sempre avuto il buon gusto di non inseguire poltrone, ministeri, quando avrebbe tranquillamente potuto pretenderli.

Poi credo anche io che lui sia un liberal/socialdemocratico, e che [ forse, visto che nella testa di Salvati io non ci sono né ci sono mai stato :-) ] gli piaccia di più la Svezia dell'Irlanda.
Però secondo me non è lui che va trattato come "liberale di serie C" in Italia, tutt'altro.

non è mia abitudine accontentarmi del meno peggio (ad onor del vero lo era, sarà che superando i trenta si diventa più esigenti...). e non è questione di dare patenti di liberalismo: se gli piace più la Svezia dell'Irlanda, la questione mi pare chiusa.

Da donna arcilaica, anch'io ho immediatamente pensato con gioia *estrema* al fatto che la Cei farà un bel po' di fatica nel tentativo di riposizionarsi come ago della bilancia. L'unica cosa che mi preoccupa è che il bottegaro bigotto del nord-est potrebbe prendere il posto del vecchio cliente democristo (e neanche chiedendo favori e prebende in cambio... solo per puro fervore!). Voi che li conoscete meglio di me che dite, mi preoccupo a ragione o a torto?

Sarebbe bastato posticipare la caduta del governo, o le elezioni come qualcuno chiedeva, di poche settimane: un piccolo-grande errore di Berlusconi.

credo che bs rimedierà velocemente all'errore dando qualche osso al pd in cambio di una fattiva collaborazione per far dimettere napolitano:un bel rospo anche questo, all'altezza dell'indulto,servito dal pd ai suoi elettori.

un vantaggio a brevissimo termine lo avranno pure i cittadini di napoli con l'immondizia sotto il balcone: bs, questa volta con la fattiva collaborazione della camorra, farà ripulire la città.

bs è decisamente un uomo da bosco e da riviera come si dice dalle mie parti.

questa volta io non ho votato,

grazie per le vostre analisi

"Berlusca avrà allora cinque anni in più e non avrà la forza di fare ancora il
leader". Seh, figuriamoci. Quello ha la fibra di Andreotti.

"Comunque sia, fra 5 anni probabilmente
avrà sgovernato e molta gente sarà felice di votare per qualcun altro". Ha già sgovernato per cinque anni e ieri ha vinto a valanga. O la maggioranza degli italiani è smemorata oppure, più probabilmente, sa benissimo ciò che vuole.

Il punto era che dopo aver sgovernato, ha perso

Una nota positiva, un cambio rispetto al passato delle prima repubblica e' che finalmente chi governa male, al giro dopo va a casa. La DC rimase al potere per 40 anni di malgoverno. Solo che ora fanno a gara a chi governa peggio.

e formigoni dove lo mettiamo? a sto giro i ciellini aumenteranno i loro poteri...se lo dovessero mettere alla sanità sarà un salto nel passato...

Impianto condivisibile. Con alcune eccezioni, pero'.

Un vincitore relativo secondo me c'e': il PD. Un partito che 8 mesi fa era dato intorno al 25%, ha circa 10 punti in piu', si e' liberato di scomodi fardelli: De Mita, Mastella e sinistra radicale. In senato ha pure aumentati il numero di rappresentati, da circa un 100 (DS+Margherita) a quasi 130. Mi sembrano dati possano far dimenticare la sconfitta (inevitabile) ai capoccia del PD.

Secondo fattore: la Cei. E' vero' che il centro cattolico e' fortemente ridimensionato ma hanno validi appoggi in enrtambi gli schieramenti. E c'e' sempre la convinzione in Italia che contro il Vaticano non si deve andare...

Terzo: il partito liberale. Continuo a ritenere che in Italia non ci sia spazio per tale partito se non partendo dalla PDL. E quindi nix per almeno altri 5 anni.

Secondo fattore: la Cei. E' vero' che il centro cattolico e' fortemente
ridimensionato ma hanno validi appoggi in enrtambi gli schieramenti. E
c'e' sempre la convinzione in Italia che contro il Vaticano non si deve
andare...

su questo fronte c'e' da aspettarsi un po' di tutto, in effetti. La Cei ha provveduto da tempo a mettere i suoi bei paletti su entrambi i fronti, e ora puo' contare su un cripto-partito piu' papista del papa (l'ex-AN), e vari altri. Prevedo rogne.

Condivido l'ottimismo, non certo per il governo che viene fuori da queste elezioni, ma per le possibili evoluzioni future.

Con ogni probabilità queste sono le ultime elezioni vissute come una ordalia tra il MALE e il BENE e, se tutto evolve come deve evolvere l'Italia potrà limitarsi a scegliere in futuro semplicemente tra due differenti idee di governo, nulla di più e nulla di meno.

Sempre perchè contagiato dall'ottimismo dei redattori (magari domani non sarà più così) ritengo che BS non farà neanche le porcate epocali del suo precedente quinquennio, dato che oramai i guai con la giustizia se li è sistemati e potrà giocare a fare il nobile padre della patria. Tra l'altro al prossimo giro, per ragioni biologiche non sarà della partita e quindi saremo fuori dal ventennio berlusconiano, di cui parleranno i libri di storia, ma noi non più.

Sulla nascita del polo liberale sono meno ottimista, mentre credo che - elaborato il lutto - il PD si incamminerà su quella strada, dandosi una coloritura più simile ai laburisti inglesi che ai socialisti francesi.

 

Uno c'e': Di Pietro. Mi fa anche piacere. E' stato rigorosamente contro l'indulto e contro Mastella e non si e' strappato le vesti quando parlava Grillo. .

Ti fai un giro sul blog di Grillo ogni tanto?  Di Pietro e Grillo sono soci nell' iniziativa "parlamento pulito", ed il primo è uno degli idoli dei grillo boys.

Non che ci veda nulla di male, ma non inalberarsi contro uno che ti tira la volata non mi sembra un gran merito. 

È stato anche l'unico che ha detto che va ridiscusso il duopolio televisivo, tra le altre cose vendendo due canali Rai. E si è subito beccato del sabotatore estremista da Veltroni, oltre che dalla canea reazionaria berlusconiana.

La cosa veramente irritante di Di Pietro è che, come Grillo, le buone idee che occasionalmente esprime sembrano essenzialmente casuali piuttosti che il frutto di una chiara riflessione sui mali del paese. Uno si aspetterebbe che la sua posizione sul duopolio televisivo sia il risultato di un atteggiamento anti-monopolio e anti-intervento statale pro casta. Invece poi salta fuori sparando tremende cazzate su Alitalia. Per non menzionare il ridicolo protezionismo economico mostrato in più occasione, per esempio sulla vicenda Autostrade. Boh.

Uno si aspetterebbe che la sua posizione sul duopolio televisivo sia il
risultato di un atteggiamento anti-monopolio e anti-intervento statale
pro casta.

Per la verità cerdo dipenda molto più dalla sua guerra privata con Berlusconi (iniziata da questi), che per inciso è il principale motivo per cui Di Pietro sta a sinistra pur con convinzioni personali vicine ad AN.

Apprezzo molto lo sforzo per tentare di vedere il positivo in questa situazione....ma ho comunque l'amaro in bocca....oltre ad una buona dose di incazzatura

Visto che ci siamo.... 

qualcuno più acculturato di me mi può spiegare esattamente in cosa si configura il programma della lista Movimento per l'Autonomia della Sicilia di Raffaele Lombardo, nuovo governatore della stessa? La Sicilia non è già regione autonoma? quindi, escludendo che voglia la secessione, a quale autonomia si riferisce?

Non farei paragoni con movimenti tipo la SVP o l'Union Valdotaine che sono sempre stati movimenti a forte connotazione linguistico-identitaria.....a meno che  Lombardo non  voglia il bilinguismo italiano-catanese

Un ruolo utile
ma limitato, e soprattutto non finanziato dalle tasse di tutti, anzi,
peggio, di chi le paga. Perché, fra quelli che le tasse le pagano,
pochissimi votano per l'estrema sinistra, quindi è giusto che non
debbano mantenere le loro eleganti giacche di cashmire.

Viva l'ottimismo ma questa e' inutile e gratuita pero'. Intanto perche' lo stesso discorso si applica a chicchessia poi perche' l'elettorato storico di RC& Co non e' certo il lavoratore autonomo o il dentista quindi immagino che qui vi riferiate a chi paga piu' tasse in assoluto non a chi le paga in percentuali; se e' cosi' suona quasi come se il ricco avesse piu' diritto ad essere rapprensentato dell'operaio (che le tasse le paga tutte ancorche' poche).

I comunisti li ho odiati quando sfoggiavano i vari disubbidienti e dissidenti il cui fine al
mondo sembrava solo quello di far cadere governi (da bertinotti stesso ai carusi moderni) ma (come tanti altri) mi sono trovato piu' di una volta in accordo con alcune di rifondazione in passato, di solito quando si parlava di diritti umani, di testamento biologico, di omofobia, di interventismo militare e di laicismo senza compromessi. Mi dispiace che quelle voci svaniscano dallo scenario politico e che il partito piu' a sinistra rimanga quello con la binetti.

Eccone uno :

Non so chi sia, ma finisce un'assurda barriera

 

finisce un'assurda barriera

Quale barriera? Di quale barriera parli? Chi l'aveva mai eretta? Qualcuno ha mai suggerito che non bisogna avere parlamentari negri? Perché "odiosa", visto che nemmeno esisteva? Come si fa a odiare una cosa che non esiste?

Certo, non ce n'erano. Ma, sino a 10 anni fa, qual'era la percentuale di cittadini italiani di razza nera? 0.00...x%? Quanti cinesi ci sono in parlamento? Cingalesi? Rumeni? Albanesi? ... Tutte odiose barriere? Più che un paese sembra il confine fra Israele ed i territori occupati!

Infine, tanto per confermare pregiudizi diffusi: che cosa c'è di speciale che una persona di razza negra sieda in parlamento? Perché rallegrarsi per la sua presenza e non per quella degli altri circa mille (TROPPI!) suoi colleghi? Hanno tutti due occhi, due gambe, due braccia, una bocca, uno sfintere. O ci si rallegra per tutti, che è costoso, o non ci si rallegra per nessuno. Semplicemente si tratta d'una cosa normale, come il fatto che alcuni vincono ed altri perdono quando ci sono le elezioni. 

Ricordo una "tesina" presentata da un caro amico agli esami di maturita' (una ventina di anni fa) in cui sosteneva che lo sbandieraramento mediatico di eventi come "la prima donna nello spazio", "la prima donna pilota", etc... non fa che aumentare la percezione che questi siano eventi speciali, e perpetuare gli atteggiameni discriminatori che li rendono tali.

A dir la verità non credo sia vero che si tratta del primo parlamentare di colore. Negli anni 80 mi pare venne eletta alla camera (o era al parlamento europeo?) una donna di colore, nelle file del PCI, ma adesso non mi ricordo il nome, chi mi aiuta?.

Stando in tema, segnalo l'elezione di Sbai Souad alla Camera in Puglia nelle file del PdL. Io credo che 1) la lotta per l'acquisizione del consenso dei nuovi italiani sarà molto importante negli anni a venire 2) se il PD si  fa scappare una come Sbai Souad non è messo molto bene su questo fronte, su cui pure dovrebbe naturalmente avere la supremazia.

Sandro, la parlamentare di cui non ricordi il nome è Dacia Valent, eletta nel PCI durante gli anni '80.

Scusa Andrea, ma se Obama fosse eletto presidente, secondo te non sarebbe un "evento speciale"? E quale credi sarebbe il commento dei giornali? Secondo me sarebbe "il primo presidente nero degli USA"

Obama il primo? Mica vero! Warren Hardin aveva sangue nero, di cui si vergognava e che nascondeva. Addirittura Jefferson.... Cinque in tutto! E senza contare Clinton

Cambio l'esempio in "Hillary primo presidente donna". O hai un controesempio anche per questo caso?

Non dico che non sia un evento speciale, ho solo riportato un ricordo di una tesi che sosteneva che il continuo menzionare questi fatti non fa altro che perpetuare l'idea che siano eventi eccezionali.

Non proprio il primo presidente nero, ma quasi

Mi riferisco al dibattito che c'è nei post sopra sul titolo che avrebbero dato i giornali americani nel caso di una vittoria di Obama.

 

 

 

 

La barriera era all'inserimento dei "nuovi italiani", come li chiama Sandro, in ruoli politici non marginali. Cinesi o neri per me non fa differenza, ovviamente. Non hanno nulla di speciale nè in negativo nè in positivo. Per questo è giusto che vengano inseriti nelle liste, e eletti, come tutti gli altri italiani. Questo a me fa piacere. A te no. Nota che la parola "odiosa" l'hai usata tu, non io. Evidentemente avevi voglia di fare una sparata e l'hai fatta.

Nel cut and paste, andando di fretta, ho perso "assurda" e mi è venuto "odiosa", scusa.

Ma fa lo stesso: perché "assurda"? Cosa la rendeva assurda se prima non c'erano "nuovi italiani", come li chiami tu? Dov'era la barriera? Dovevamo andare in Cina ad importare parlamentarI? Abbiamo forse ora una barriera assurda contro i romeni (tanto per dirne una)? Vorrei capire.

Io non avevo proprio nessuna voglia di fare una sparata, anzi: reagisco alla sparata TUA!

Se uno celebra la caduta di una "assurda barriera" è bene che motivi la celebrazione da un lato e la previa esistenza della barriera dall'altro. Altrimenti fa solo una "sparata", come la chiami tu. Attendo quindi tali motivazioni. 

Nessuna sparata da parte mia, tranquillo. Due anni fa i partiti alle politiche non hanno candidato nessun italiano "nuovo", tanto per citare l'espressione di Sandro (almeno che io sappia). Non ce n'era nessuno disponibile? Due anni dopo lo hanno fatto. Secondo me la ragione è che finora le segreterie dei partiti temevano che quelle candidature non aiutassero a prendere voti. Adesso queste considerazioni iniziano ad avere meno peso. Tra un po', come dice Sandro, i partiti useranno candidati cinesi, neri, ecc. per attrarre i voti dei nuovi italiani. Per me questa è una buona cosa.

una cattiva notizia, invece, è che i dirigenti della sinistra radicale non hanno capito assolutamente nulla di quel che è successo.

dopo aver passato la campagna elettorale attaccando il PD che candidava imprenditori ("padroni"), e con Veltroni che neanche li ha considerati, danno la colpa a quest'ultimo per "aver consegnato il paese a Berlusconi".

e come pensano di uscire? con più antiimperialismo, con più anticapitalismo, con più antitutto. e non hanno capito che i loro elettori o si sono astenuti o hanno votato lega nord, perché vogliono sentirsi tutelati.

il muro è caduto e questi ancora non se ne sono accorti.

Cattiva per chi? Meno capiscono e prima spariscono. Una sinistra radicale serve al paese; il suo ruolo dovrebbe essere quello di incubare idee originali, osare l'inosabile, provocare, scagliarsi contro i potentati politici ed economici, etc. etc. Magari facendo un sacco di confusione. Magari dicendo nel processo un sacco di sciocchezze. Ma dicendo qualcosa di nuovo.

Al momento la sinistra arcobaleno è, di gran lunga, la forza più conservatrice del paese, nel senso letterale che vuole mantenere lo status quo e non cambiare nulla. Prima spariscono e prima si riaprirà lo spazio per una sinistra radicale vera.

Cattiva per chi? Meno capiscono e prima spariscono.

 

Scusami, scusatemi, ma io non sono così ottimista :(

 Una sinistra radicale serve al paese; il suo ruolo dovrebbe essere
quello di incubare idee originali, osare l'inosabile, provocare,
scagliarsi contro i potentati politici ed economici, etc. etc. Magari
facendo un sacco di confusione. Magari dicendo nel processo un sacco di
sciocchezze. Ma dicendo qualcosa di nuovo.

Al momento la sinistra arcobaleno è, di gran lunga, la forza più
conservatrice del paese, nel senso letterale che vuole mantenere lo
status quo e non cambiare nulla.

 Su questo sono assolutamente d'accordo.

 Prima spariscono e prima si riaprirà lo spazio per una sinistra radicale vera.

 Si, ma questi spariranno? Più che sperare...

 

Una sinistra radicale serve al paese; il suo ruolo dovrebbe essere
quello di incubare idee originali, osare l'inosabile, provocare,
scagliarsi contro i potentati politici ed economici, etc. etc. Magari
facendo un sacco di confusione. Magari dicendo nel processo un sacco di
sciocchezze. Ma dicendo qualcosa di nuovo.

Se nella medesima frase sostituisco "sinistra" con "destra", te la sentiresti di ripetere la medesima affermazione? 

E se così fosse, perché mai "comunisti veri" e "fascisti veri" dovrebbero essere le riserve ideologiche in cui incubare idee originali e tutto il resto di positivo che menzioni?

Non capisco. 

A me pare che i partiti della Sinistra Radicale perderanno grossi blocchi della loro base.

Ho anche un'idea su dove andranno a riversarsi.

E ho un'altra idea su quanto aiuteranno il PD a cambiare classe dirigente nella direzione auspicabile...

Seriamente, credo che una sinistra-sinistra serva (a raggruppare vecchiume ideologico e antiglobalismo populista) più di quanto costi, finchè la sinistra "moderata" non riesce a produrre, quantomeno per differenza, il PLV di cui qui tanto si parla. 

Trovo perfettamente ragionevole il commento di Sandro Brusco, e credo che la sostituzione di "sinistra" con "destra" non sia possibile, questo in uno scenario ipersemplificato ed ideale in cui le forze di estrema sinistra sono progressiste e/o rivoluzionarie, e quelle di estrema destra conservatrici e/o reazionarie. Dal momento che questo scenario non si ha, la sinistra italiana è conservatrice/reazionaria e propone soluzioni obsolete, mi pare ragionevole auspicare un cambiamento di questa sinistra, in toto. Includo nell'esempio sia le forze che si professano dalla parte dei lavoratori, comunisti, sia quelle che si professano per l'ambiente, i verdi, e che invece ritengo causa di danni enormi per le categorie da loro "protette".

Inoltre, michele, ancora una volta hai messo in bocca all'interlocutore parole che lui non ha usato in modo da rendere più forte la tua critica, prima con la "odiosa" barriera, ora con i "comunisti", di cui Sandro non ha mai parlato.

Mio caro, del primo errore mi sono scusato pubblicamente e l'argomento non cambia (assurda o odiosa, non fa molta differenza visto che la barriera era inesistente).

Per il secondo, errore non è: mi dispiace ma la cosidetta sinistra radicale è comunista, o per lo meno tale si dichiara. Parole loro, non mie. Se non ti va che lo siano, non so bene che fare.

Continuo anche a non capire la ragione per cui "sinistra" e "destra" non siano sostituibili. Forse è il vecchio pregiudizio ideologico secondo cui "sinistra=buono" e "destra=cattivo". Lo stesso ridicolo pregiudizio radical-chic per cui tutti si lamentano che bertinotti non sia più in parlamento e continuano a dire che è un "gentiluomo" (cosa vorrebbe dire? che è un nobile?) mentre al fascista storace nessuno riserva lo stesso trattamento. La stessa folle ragione per cui la Cina in Tibet ha le sue ragioni, mentre la Turchia in Kurdistan non ne ha. L'eterno retaggio ideologico, da cui una fetta d'Italia sembra non riuscire ad uscire.

Bertinotti è un pessimo figuro di nessuno spessore intellettuale, tanto quanto Storace. L'unica differenza è che il primo, avendo avuto maggior successo politico, ha fatto più danni all'Italia del secondo. Storace e Bertinotti, fascisti e comunisti sono esattamente la stessa  brutta cosa. Prima lo capite, meglio è.

Sta diventando sempre più difficile seguire i commenti, e infatti mi
ero perso questa richiesta di chiarificazioni di Michele. Intervengo
ora con qualche ritardo per cercare di chiarire il mio pensiero. Come
premessa, fammi dire che non intendevo usare il termine "sinistra
radicale" per dire "comunsti", così come mi piacerebbe che il termine
"destra radicale" fosse distinto da "fascisti". Parte della confusione
temo derivi dal fatto che nella pratica corrente questi termini vengono
usati in modo indistinto. Veniamo ora al punto.

Primo, non ho
nessuna difficoltà a sostituire il termine "sinistra" con il termine
"destra" se per destra radicale intendiamo, per esempio, il
libertarismo alla Nozick. Sono venute un sacco di idee nuove e
stimolanti da quelle parti. Ovviamente non è venuto nulla dai fascisti;
questi, come i nostri arcobaleni, hanno smesso di pensare e di
elaborare più di mezzo secolo fa.

Secondo, è ragionevole pensare
che idee nuove e innovative vengano dai movimenti radicali? A me sembra
quasi tautologico. Un movimento o un pensiero si definiscono
radicali in un dato momento storico esattamente se propugnano idee
innovative e contrarie allo status quo, se propongono soluzioni mai
sperimentate prima. È per questo che usare il termine "sinistra
radicale" per indicare gli arcobaleni is quite a misnomer. Nel corso
della storia, a mio parere, vari movimenti radicali hanno svolto un
ruolo estremamente positivo, imponendo l'attenzione su temi nuovi e
proponendo soluzioni innovative. Pensa ai rivoluzionari americani e
alla cesura tra stato e religione da essi proposta (Congress shall make no law respecting an establishment of religion, or prohibiting the free exercise thereof; nell'Italia
del 2008 il primo emendamento è ancora radicale, con parlamentari di
maggioranza che propongono di legiferare sulla lingua da usare nei
luoghi di culto). Pensa alle suffragette e al voto alle donne. Pensa a
Martin Luther King e all'abolizione delle Jim Crow Laws. Pensa a Milton
Friedman, alle sue proposte di abolizione della leva obbligatoria e del
proibizionismo in tema di droga. O per restare in Italia pensa al
liberalismo federalista e repubblicano intransigente di Carlo Cattaneo,
assolutamente radicale per l'epoca in cui è stato proposto. O anche
solo all'attenzione che i pannelliani sono riusciti a richiamare negli
anni 70 sul trattamento degli omosessuali, in un periodo in cui di
questo tema non parlava nessuno. Tutte queste idee, insieme ai
movimenti che le propugnavano, erano radicali all'epoca in cui sono
state proposte e sono poi entrate nel senso comune (in buona parte,
almeno). Poi sì, certo, insieme alle idee buone c'è anche tanta fuffa.
Sì, certo, magari su 10 idee solo una è buona, e le altre sono non solo
sbagliate ma anche pericolose. Va bèh, e allora? Ci teniamo le buone e
rigettiamo le altre. Il vero pericolo per la società è quando non si
produce nessuna idea nuova.

E veniamo finalmente al
punto che ho cercato troppo frettolosamente di fare. Per ragioni che
non mi risultano interamente chiare in Italia lo spazio che dovrebbe
essere naturalmente occupato dalla sinistra radicale è invece occupato
da una banda di membri della casta incapaci di qualunque elaborazione
originale e dedicati alla difesa di idee che non solo sono morte ma
sono anche state abbondamente seppellite dalla storia. Questi
personaggi sono in blocco intellettualmente decessi e diversi di essi
sono anche ripugnanti dal punto di vista morale, dato che fingere di
difendere i diritti dei deboli per garantirsi privilegi è moralmente
disgustoso. La loro esclusione dal parlamento signifca che forse, dico
forse, questa classe politica ossificata e inetta sparirà e forse, dico
forse, la nicchia ecologica della sinistra radicale verrà occupato da
forze politiche e intellettuali differenti, con nuove idee, nuovi
programmi, nuove proposte.

Lo so che sto probabilmente
sognando, ma pensa se la sinistra radicale, anziché dedicarsi a mandare
in pensione i baristi a 58 anni, si occupasse seriamente di proprietà
intellettuale. O di diritti dei consumatori. O di qualunque altra cosa
che adesso nemmeno ci viene in mente, come non venivano in mente a
nessuno gli omosessuali negli anni 60. Io credo che ciò renderebbe
migliore il paese. Una parte non piccola dei problemi dell'Italia
deriva dalla necrosi intelluttuale che affligge vasta parte delle sue
classi dirigenti. La dirigenza della sinistra arcobaleno è l'esempio
supremo di tale necrosi. Questa parte morta finora, oltre a difendere i
propri privilegi e lo status quo, ha anche impedito che si
sviluppassero idee radicali alternative, mantenendo occupata la nicchia
ecologica in cui tali idee potevano svilupparsi. Prima si rimuove la
parte morta, prima c'è speranza che nuove piante nascano e diano frutti.

Grazie del chiarimento, che condivido. Però rende ancora più difficile da interpretare il commento iniziale. Mi spiego fra un attimo, prima una parentesi sul termine "radicale". Io lo uso per denotare movimenti che cercano di restare fedeli alla radice ideologico-morale del sistema di pensiero a cui si ispirano. Ci sono anche i cristiani radicali, che la vulgata chiama fondamentalisti. Non lo identifico con nuovo, anche perché nel campo delle "ideologie" mi sembra che ben poco di nuovo ci sia e sia in generale possibile. Ma forse mi sbaglio.

Detto questo, o al termine "sinistra" tu vuoi dare un significato nuovo, o sinistra radicale non può non voler dire "social-marxista" (se proprio non vogliamo usare la parola "comunista") dove con "social" includo tutte quelle cose che non si basano direttamente sul Karletto ma comunque vogliono socializzare i mezzi di produzione. 

Con "destra" hai un punto, ossia che vi sono due destre "radicali", storicamente. La fascista e la libertaria. Nemiche giurate l'una dell'altra per varie ragioni ovvie, ed accomunate politicamente solo dal caso, ossia dal fatto che il social-marxismo ha monopolizzato la sinistra politica da almeno un secolo a questa parte. Quindi chi è anti social-marxista finisce per forza a "destra".

Se però siamo d'accordo su questo, allora mi sembra che una ragionevole conclusione sia che tu ritieni che l'Italia abbia bisogno di idee e proposte politiche "radicalmente nuove". Da dove vengono in termini di nord/sud e dx/sx non è rilevante. O mi sbaglio?

Nota che non lo assumo come punto di vista mio, perché io purtroppo ho l'opinione completamente opposta. L'Italia ha bisogno di vecchie idee, da sempre ripetute e mai attuate, tipo buon governo d'einaudiana memoria. Ma forse è tutta semantica. 

Faccio fatica a considerare Robert Nozick di destra. A parte che si e' formato, come tutti i grandi, per degli anni giovanili da socialista, diceva sempre che tra i pensatori italiani che l'avevano influenzato di piu' c'erano Bruno De Finetti e Giovambattista Vico. Radicali sicuramente, liberali-libertari-liberisti (nel termine generico che gli diamo noi adesso) certamente, di destra no.

Onestamente, ste' misure di posizione politica vaghe e storicamente immutabili sono roba da storicisti hegeliano-marxisti e hanno poco senso.

Sapevo di mettermi nei guai mettendomi a parlare di destra, sinistra and all that. Sono termini che cerco di usare poco e lo faccio sempre malvolentieri, preferibilmente per indicare forze chiaramente identificabili in un preciso paese e momento storico. Accetto senza problemi la correzione di Ja. Nozick è uno che dice che la tassazione del reddito da lavoro per attuare redistribuzione è equivalente a schiavitù. Siccome in molti paesi ed epoche storiche la redistribuzione del reddito è considerata la questione discriminante nella divisione dello schieramento politico, Nozick è stato etichettato come "di destra"; e di destra radicale, non da democrazia cristiana per intenderci. Ma dice anche un sacco di altre cose che sono decisamente meno catalogabili e che a tante persone che si autodefiniscono di destra non piacciono. E probabilmente la questione della redistribuzione via tassazione è, e dovrebbe essere, meno rilevante ora che nel passato.

Lasciamo perdere destra e sinistra quindi, anche io detesto le categorie storiche immutabili. Quello che ho cercato di dire è che è bene che spuntino idee innovative, prospettive differenti cha facciano discutere. Le idee innovative è più facile che spuntino da chi non ha un vested interest nel sistema corrente, da chi lo contesta e cerca di crearne uno nuovo. Per una bizzarra coincidenza di eventi, in Italia una forza politica estremamente conservatrice e priva di idee nuove, Bertinotti e seguaci, ha occupato una nicchia che avrebbe dovuto invece appartenere a forze innovative. La loro scomparsa o ridimensionamento e la liberazione di quello spazio (sia di destra o sinistra me da igual), è a mio avviso una buona cosa. Magari questo spazio verrà occupato da gente che dice in buona misura sonore sciocchezze, ma almeno saranno sciocchezze fresche e che costringeranno a discutere.

Per avere un'idea di quello che ho in mente pensate a Grillo. Di sciocchezze ne dice veramente tante, ma qualche cosa giusta ogni tanto la infila. Comunque ci prova a pensare out of the box, e comunque non subordina le cose che dice al mantenimento dei privilegi di una casta ristretta e dannosa. A mio avviso meno Bertinotti e più Grillo è un miglioramento. Da un lato abbiamo il rigor mortis intellettuale, dall'altro abbiamo spesso sciatteria e confusione ma almeno qualche speranza che spunti qualcosa di nuovo. E un qualche Grillo che fa casino è utile averlo. Anche se, personalmente (and unsurprisingly), io preferisco nFA.

Non rivango sul primo errore, ma sul fatto che tu abbia usato un'argomentazione simile per la seconda volta in una medesima discussione. Trovo in ogni caso la tua affermazione opinabile: vedremo se la barriera è inesistente o meno quando avremo una consistente immigrazione integrata all'interno dei partiti, e vedremo se riesce ad accedere ai ruoli apicali.

 

Secondo: continui ad attribuire ad altri i tuoi pregiudizi. Ammetto che è vero e che hai ragione: in Italia, ma credo praticamente ovunque, la sinistra estrema è comunista, punto. Non ritengo un male che non ci siano più comunisti così come fascisti in parlamento, non ritengo che la Cina abbia le sue ragioni mentre la Turchia sí.

I tuoi commenti sono al limite dell'insultante, e continui a tacciarci indimostratamente di una cecità ideologica che non credo (¿crediamo?) di avere, e soprattuto non ho esternato, ancora una volta: smetti di attribuire agli altri i tuoi pregiudizi, o quelli che spacci per i pregiudizi dell'italiano medio (lo sono, credo, ma non è questo il punto) 

Come ultima cosa, credo che l'argomentazione di sandro sia migliore della mia: due palle di neve giù per il pendio innevato in difesa della mia visione. A sinistra abbiamo comunisti ed ecologisti, portatori di ideologie conservatrici, e dannose per gli interessi che proclamano di difendere; non dirò che il comunismo è un'ideologia "vecchia" per attaccarlo: anche il liberalismo lo è, ma ce n'è bisogno più che mai. A destra abbiamo le idelogie autoritarie, in italia il fascismo, e quelle ultra-liberali. Nella mia personale classificazione, esito a definire alcune forme di ultra-liberalismo come di destra. Il discrime ideologico degli ultimi centocinquanta anni si misura sulla distanza dal marxismo. Credo che dovremmo superare questa visione ed impostare qualcosa del tipo "partecipazione e progressimo" = sinistra, "controllo e conservatorismo" = destra. In questa mia personale classificazione, per esempio, metto a "destra", e comunque assieme lungo lo stesso asse (ovviamente, per alcune cose, tipo lavoro e fiscalità, ma non diritti, ad es.) UDC e SA.

Nota finale: ammetto di avere un certo pregiudizio, di cui è faticosissimo liberarsi, per cui destra = male, e ti spiego perchè: sono Cileno. Mio padre faceva in Italia, e ora fa in Spagna, il rappresentante di prodotti per l'edilizia. È un professionista ad altissimo reddito e paga una vagonata di tasse. Ha sempre votato e voterà per sempre sinistra, perchè per lui un voto alla destra è un voto alla dittatura e ai suoi sostenitori. Idem per il resto del mio parentado: votare un partito di destra o di centro cattolico è psicologicamente del tutto impossibile.

Un motivo per rallegrarsi (stando alle notizie riportate da Il Messaggero): Giulia Bongiorno Ministro della Giustizia. Un motivo per non rallegrarsi (stessa fonte di notizie): Formigoni Ministro dell'Istruzione.

Mah, io ho qualche dubbio su entrambi. A me gli avvocati alla giustizia non piacciono per nulla, specie quelli che stanno in tv. Formigoni e' una sciagura in qualunque posto. Ma forse l'istruzione  e la sanita' sono i peggiori

No guarda, il posto peggiore è sicuramente gli Esteri, già me lo immagino l'amicone di Tarek Aziz. La sanità in Lombardia non so se sia economicamente efficiente ma sicuramente non funziona male, per quanto vista la ricchezza della regione penso ci vorrebbe un genio del male per non farla funzionare.

La Lombardia e' la regione piu' ricca, ma i soldi per la Sanita' vengono dallo Stato centrale e la Lombardia ha la spesa sanitaria (statale) pro-capite piu' bassa di tutta Italia.  Ciononostante fornisce buoni servizi (per i livelli italiani beninteso) e attrae molti malati esterni (dal resto d'Italia ed eventualmente dal terzo mondo, beninteso).  In Italia la Lombardia e' credo la regione piu' efficiente, quella che ottiene migliori risultati tenendo conto della spesa.

 

Pero' Formigoni ci aveva provato a dare gli school vouchers in Lombardia. Per motivi totalmente ideologici, sia chiaro, mica perche' erano la cosa giusta.

Grazie Andrea, pensavo di averlo scritto nel commento qua sopra e invece l'avevo mandato prima di finirlo... Sulla sanità, dovrebbe essere finanziata prevalentemente dall'IRAP, che è imposta regionale, per quanto poi ci sia un meccanismo equalizzatore da parte di chi raccoglie (Stato Centrale). Dovrei recuperare il materiale della mia tesi, non sono sicuro che questa equalizzazione sia totale.

Sulla sanità, dovrebbe essere finanziata prevalentemente dall'IRAP, che
è imposta regionale, per quanto poi ci sia un meccanismo equalizzatore
da parte di chi raccoglie (Stato Centrale).

L'IRAP e' stata introdotta sotto Prodi 1 come tassa "regionale" (imposta regionale sulle attivita' improduttive) ma molto italianamente si tratta di una tassa statale cammuffata da tassa regionale. Questo e' un punto sostanziale e importante. Secondo la sentenza del 26 settembre 2003, n. 296 della Corte costituzionale [copio da qui]:

La disciplina dell'IRAP e della tassa automobilistica rientrano fra le materie di compentenza esclusiva dello Stato. Lo ha ribadito la Corte Costituzionale, con la sentenza n. 296 del 26
settembre 2003, dichiarando l’illegittimità costituzionale degli
articoli 1, 2 e 4 della legge della Regione Piemonte 20/2002 (Legge
finanziaria per l’anno 2002).

Le Regioni non hanno sostanzialmente autonomia nella determinazione di questa tassa, ne' hanno maggiori risorse complessive se questa tassa riscuote piu' che in altre Regioni.  Anzi, di regola, avviene l'opposto, a fronte di maggiore IRAP pro-capite, la Lombardia ha minori risorse per la Sanita' (il grosso del bilancio regionale).

Mi sembra che allora, alla luce degli studi della stessa agenzia delle entrate, citati nel post di Lusiani, la prima mossa verso il federalismo fiscale dovrebbe essere quella di far finanziare la sanità di ogni regione dagli effettivi incassi dell'IRAP nella stessa regione. Mi rendo conto che sul piano tecnico non sarebbe facile passare dal vecchio al nuovo sistema. Ma questo è un problema del governo, mentre l'opposizione potrebbe sventolare la proposta in termini generici per far scoppiare la contraddizione della vittoria di BS in lombardia ed in sicilia. 

Dubito che la Buongiorno diventerà Guardiasigilli, alla Giustizia ci andrà un leghista (almeno stando a sentire il Corsera)

ero astensionista (non attivo, purtroppo) e lo resto anche adesso. tanti motivi per rallegrarmi non ne vedevo, e non ne vedo. d'altra parte sapevo anche che non avevo molte possibilita' per essere contento ieri sera. e infatti la solita tranvata mi e' arrivata anche ieri con l'ennesima partecipazione bulgara al voto. pace. agli italiani piace votare, ci credono davvero, no matter what. (devo dire che quando stavo negli USA mi faceva meno male vedere quelle percentuali; qui dall'Italia la mia incapacita' (limitatezza) a comprendere diventa quasi rabbia).

certo, le considerazioni di Michele e Andrea sono fondate. quelle cose positive ci sono, e' un fatto (forse sono io ad essere perennemente troppo pessimista). poi ho letto:

Si tratta di lavorare su tale contraddizione, senza abbassare la
guardia intellettuale: il paese ha bisogno di politiche liberali ma al
potere vi sono delle persone che tali politiche non sono in grado di
attuare coerentemente. Abbiamo l'ardore di pensare che nFA,
questa cosa iniziata per gioco e cresciuta grazie soprattutto ai suoi
lettori e commentatori, durante questi cinque anni sarà qui e non
abbasserà la guardia intellettuale, anzi! Altra bella cosa, no?

 caspita se e' bella! lavorare sulle contraddizioni dell'Italia e' la vera sfida. ma quello che dimostra il voto peronista a SB e quello (minoritario) ideologico a WV e' che in Italia non c'e' tanta gente ad avere quel pensiero liberale e liberista. nonostante il mio pessimismo cosmico, continuo a pensare che... SI PUO' FARE (pardon l'uso di slogan altrui).

occorre un grande movimento capace di diffondere una cultura piu' liberista in Italia e di spiegare perche' WV e SB ci stiano portando verso scenari argentini. ma attenzione a non commettere l'errore dei tanti (troppi) radical chic di sinistra, quelli che i salotti li frequentano, quelli che la festa del cinema e' importante per la gente, quelli che va bene i salari ma ci vuole anche la cultura. ci vuole gente capace di sporcarsi le mani col fango e col bitume, ci vuole gente che parli il dialetto della "bassa" come quello di Enna, ci vuole gente che (un po' come fa la lega) conosca, capisca e si faccia capire dal territorio. perche' con il liberalismo ed il liberismo elitario non si va da nessuna parte.

quando il movimento delle idee sara' nato, si potra' decidere dove stare. ma la domanda a Michele e Andrea che hanno avviato la discussione e': quando si comincia? 5 anni sembrano tanti, ma sono tanto tanto pochi.

intanto grazie per aver provato a tirarci su. 

Da iscritto al PD (secondo me, caro Michele, sconfitto "relativo" e non "assoluto") ho anch'io abbastanza motivi per rallegrarmi.

Il maggiore è la scomparsa di Bertinotti & C., ed il rafforzamento del bipolarismo visto il magro risultato di Casini.

Ma poi, soprattutto, la chiarezza. Berlusconi non ha alibi: se governerà bene, sarà merito suo, se lo farà male, difficile poter dar la colpa agli altri. Vedremo subito come se la cava con rifiuti a Napoli, Alitalia, riforme istituzionali, pensioni, tasse, spesa pubblica, ecc. Ma sono abbastanza fiducioso del fatto che governerà meglio dell'ultima volta.

Dico sconfitta relativa per il PD perchè è nato da poco e su ceneri non particolarmente gloriose: una buona opposizione, proposte moderne, incalzare Lega e PDL con le proposte già formulate da Giavazzi, Alesina, Boeri, ma anche sui diritti civili ed i diritti/doveri dei più deboli, potrebbe consentirci, tra 5 anni, il cambio o comunque di far ripartire davvero questo paese un pò scassato. Viva l'Italia.  

E' piuttosto semplice. sic ale radicali (gli arcobalenisti e la destra con la bava alla bocca) sono liminari di fatto e di opinione a settori che non lunghi anni addietro sparavano alla gente. Gente per bene e per male fu massacrata e si massacro' in una sagra delle scemenze (Biagi, D'antona, Rossa, Alessandrini, Feltrinelli, Peci, la lista e' composta da migliaia di nomi, ne metto alcuni quasi a caso.)

Ora i vari Caruso, Storace & Co. non hanno la museruola minima dello scranno al parlamento.

Sara' bene che qualche Pekkioli se ne occupi e gli dia un'occhiata.

(per chi non sia della mia generazione, trattasi di Ugo Pecchioli, "quasi-ministro" degli interni negli anni di piombo.)

Per il resto molto e' condivisibile. Diceva il moro (di Treviri) hic Rhodus, hic salta.

Ho solo il timore che BS abbia una fortissima tentazione a salire al colle, sperando che Napolitano abbia un'altro collasso, ne ebbe gia' uno, a Trento o Treviso se non erro, e a lasciare varie bollenti patate a Letta, Prestigiacomo e Tremonti.

Ho delle obiezioni ai vostri principali motivi per rallegrarsi e li sintetizzo così:

1. stavolta c'è un vincitore chiaro

La chiarezza non è sinonimo di giustizia né di verità. Non possiamo assumere la fattualità o il successo come criterio di verità. Il fatto che X sia vincitore non significa che X abbia ragione. Significa solo che la sua proposta nel marketing elettorale ha avuto successo.

2. è un bene che comunisti (e socialisti) siano fuori dal parlamento

No. Comunisti e socialisti sono anche le forze che storicamente hanno fatto l'Italia (arco costituzionale), e hanno combattuto battaglie per i diritti sociali e civili. Dobbiamo a loro battaglie "liberali" e di civiltà come lo statuto dei lavoratori, i diritti delle donne, degli studenti, una scuola e una psichiatria più democratiche, un fisco più equo... non certo a FI, AN o Lega Nord che adesso passano per difensori del popolo. Poiché queste forze sono state escluse dal Parlamento, il rischio è ora uno scempio costituzionale.

3. è un bene il ridimensionamento di Casini

No. E' invece proprio grazie a questo ridimensionamento che l'asse del governo ora si sposta a destra. Casini controbilanciava l'estremismo/egoismo etnico e le spinte secessioniste di Bossi; ora a queste spinte non ci sarà più contrappeso (grazie al fatto che nemmeno Fini - ammesso che Fini sia un moderato - avrà un grande rilievo nelle decisioni del futuro governo, stando alla vostra analisi).

4. Berlusconi dopo questo quinquennio non avrà più la forza di continuare la sua leadership

E' una magra consolazione. Se la sinistra avesse avuto un po' di intelligenza politica e di razionalità istituzionale, era un risultato che si sarebbe potuto ottenere anche senza riconfermare "BS&BU" alla guida del paese e sottoporlo a un nuovo e stavolta a mio avviso fatale svuotamento istituzionale.

Chiunque abbia a cuore valori liberali e democratici non può quindi rallegrarsi per questa vittoria di una coalizione così sbilanciata a destra, né per la sconfitta di una sinistra radicale, che non è solo, credo, giacche di cachemire e salotti, ma anche critica dell'esistente, centralità del valore del lavoro e della cultura e molte altre cose. Con le nostre tasse manteniamo ben altro che le giacche di cachemire di Bertinotti (le giacche di cachemire non sono indossate solo da lui; inoltre ci sarebbe da dire molto sugli stipendi, finanziati con le nostre tasse, dei vari membri dei cda di Poste, Eni, Enel, Trenitalia... ma anche delle indennità di buonuscita da favola delle hostess - delle hostess! - e dei piloti di Alitalia...).

E c'è poco anche da rallegrarsi nel fatto che Tremonti probabilmente sarà il nuovo ministro dell'economia o Bondi nuovo ministro dell'istruzione. Dove sono i liberali di FI? Dove sono Urbani, Marzano, Martino? Tremonti si è da poco convertito a un neoguelfismo no global che di liberale a me pare abbia davvero molto poco.

Alessandro, cosa vuoi che ti dica, in quel momento non abbiamo voluto pensare ai motivi per rattristarsi ma solo a quelli per rallegrarsi. Certo che c'è poco da rallegrarsi, e in questo sito cerchiamo in continuazione di evidenziare l'anima populista e anti-liberale di Berlusconi e compari. Anch'io ritengo penose le tirate anti-globalizzazione di Tremonti. Il materiale per nfa non mancherà certo nei prossimi anni.

Il punto del post però era di pensare un po' più al lungo periodo; il succo, che forse si era perso nella lunghezza del post, è per me che mai come ora ci sono le condizioni per la formazione di un soggetto politico di ispirazione veramente liberale. Gli altri sono dettagli di cui parli sono di minore importanza. Ma mi soffermo comunque su di essi perché non mi trovano d'accordo con quanto scrivi:

1. La chiarezza del risultato serve, eccome, serve ad attribuire le colpe dei danni che faranno in 5 anni. Certo, magra consolazione, visto che faranno, i danni; ma non è che Prodi abbia fatto e Veltroni avrebbe fatto rivoluzioni. In Economia 1 insegnamo sempre a guardare al costo-opportunità non solo al costo diretto.

2. È un bene, credimi. A parte il fatto che potrei cominciare a contestare il vero ruolo dei comunisti nelle battaglie di cui parli, e a parte il fatto che alcune delle istituzioni che citi sono obsolete da tempo (p.es. lo statuto dei lavoratori); ma devi capire che questi comunisti sono ormai la forza più conservatrice che esiste in giro. Sono diventati i primi nemici dei lavoratori e soprattutto dei disoccupati, e gli amici dei privilegiati di Alitalia e degli altri enti pubblici che citi e di cui ti lamenti. Ma ti rimando al commento di sandro qui sopra (17 Aprile 2008, 00:33 e
17 Aprile 2008, 02:49) e a vari altri articoli su questo sito che ribadisce il punto con maggiore dettaglio.

3. È un bene pure questo. Ancora una volta, hai un'ottica troppo di breve periodo. Certo, per 5 anni sentiremo gli strali di Bossi contro gli immigrati; ma magari fanno il federalismo fiscale e toglieranno un po' di elargizioni al mezzogiorno, che acquisirà così maggiore responsabilità per i propri mali e per cercarne le cure (sto sognando, non succederà niente di tutto questo: faranno una farsa di federalismo fiscale, le elargizioni rimarranno, anzi aumenteranno sotto forma di ponte sullo stretto a spese di un crescente debito pubblico)

4. Non so quale intelligenza politica e razionalità istituzionale avrebbe dovuto avere la sinistra per evitare quanto successo. Io credo che con queste persone e queste idee, quanto successo fosse inevitabile. L'unica cosa decente che ha deciso Veltroni è stata di correre da solo. Per il resto, pochezza culturale ed intellettuale da far venire i brividi. Per esempio prestarsi a delle primarie da farsa, con l'indicazione del vincitore prima ancora di averle organizzate: vomitevole. Vuoi un'altro esempio? Guarda a come hanno scelto certe donne capolista e a come questo riveli il loro disprezzo verso il genere femminile e la partecipazione delle donne in politica.

 

 

Certo, per 5 anni sentiremo gli strali di Bossi contro gli immigrati; ma magari fanno il federalismo fiscale e toglieranno un po' di elargizioni al mezzogiorno

Fino a che punto siamo sicuri che Bossi e Co. si limiterann a lanciare "strali" pittosto che agire magari con misure tuttaltro che liberali?

Penso sia molto piu facile far accettare ad una certa parte dell opinione pubblica misure discriminatorie nei confronti degli immigrati(vista l aria che tira in molte citta) pittosto che andare a toccare gli interessi che gravitano intorno a quelle elargizioni al mezzogiorno.

Inoltre, ma questa è solo una mia opinione(pregiudizio?), mi pare che la base elettorale del Pdl sia caratterizzata da un certo culto della personalità che limita la capacità critica sull operato di BS e Co. ne è prova il fatto che nel 2006 la sconfitta è stata risicata nonostante un operato tuttaltro che positivo.

 

Penso sia molto piu facile far accettare ad una certa parte dell
opinione pubblica misure discriminatorie nei confronti degli
immigrati(vista l aria che tira in molte citta) pittosto che andare a
toccare gli interessi che gravitano intorno a quelle elargizioni al
mezzogiorno.

 

Dove, sarà bene ricordarlo, il PDL governa stabilmente e solidamente da tempo.

Temo un'altra mediazione al ribasso.

 

Nel sud? Cioe tipo Puglia, Basilicata, Calabria e Campania, e mettiamoci anche Sardegna per patriottismo provinciale, sono governate dal PDL? In caso tu decida di correggere la tua precedente frase, in quale di queste regioni si vede un miglioramento grazie al governo regionale (pluriennale in molti casi) del centrosinistra? La monnezza di Napoli ne è un caso? la sanità calabrese, forse ne è un altro? "Gomorra" parla forse di zone berlusconiane?

magari uscire dallo schemino precostituito di luoghi comuni aiuta a capire meglio la questione meridionale... che non è questione di destra o sinistra, stai sicuro. 

anche io penso che non abbia senso parlare di destra e sinistra in relazione alla questione meridionale(ammesso che ne abbia in altri contesti), penso sia comunque costruttivo, dal momento che nei prossimi mesi si discuterà a lungo di federalismo fiscale (almeno pare) fare una riflessione che vada oltre gli stereotipi dei meridionali fannulloni, evasori, criminali, "mangiadenaripubblici ecc..

Sarebbe opportuno, e mi raillaccio al tuo riferimento a "Gomorra", riflettere sul ruolo che tutto il paese compreso il Nord operoso e "sviluppato", ha avuto nell attuale situazione meridionale. Insomma spesso ci dimentichiamo di dire da dove vengono i rifiuti tossici smaltiti abusivamente dalla camorra? Dove finiscono per essere investiti i proventi dei traffici criminali? Per chi lavorano gli operai in nero nei sottoscala dell hinterland napoletano?

Penso sia una riflessione obbligat, poi parliamo anche di federalismo fiscale, magari è la soluzione giusta perchè no!? Ma prima di cercare una soluzione è necessario inquadrare il problema nella sua interezza! 

Grinny, ne abbiamo gia dibattuto ampiamente nei commenti a questo articolo dello scorso gennaio. Leggiteli bene, quei commenti, ti anticipo il succo: la riflessione obbligata da fare è che occorrebbe finirla di pensare in termini di solidarietà del nord verso il sud, e cominciare a pensare in termini di responsabilità del sud verso se stesso. Tale riflessione, a sua volta, è sollecitata dalla seguente domanda in reazione al tuo commento (che riassume il pensiero di molti): perché i rifiuti del nord vanno a finire a napoli e non a busto arsizio e montebelluna? Comunque, ti invito a leggere il link di cui sopra, commenti compresi, e meditare.

grazie provvedo immediatamente alla lettura...

scusa Antonio, evidentemente sono stato troppo sintetico, ma pensavo (errore mio! errore mio!) che quel "mediazione" fosse sufficiente a capire a cosa mi riferissi.

provo a rimediare, sperando di farmi capire, questa volta:

il problema a cui mi riferisco io è quello del prossimo governo, composto da PDL (che governa/governerà in molte regioni del sud a livello di regioni e che manderà molti candidati di Forza Italia e Alleanza Nazionale nel prossimo parlamento) e Lega Nord.

quello che temo io è che la composizione di questa maggioranza (soprattutto a causa - uso "causa" e non "merito"/"colpa" per ovvi motivi: anzi, io sono felice che la Lega Nord abbia un forte peso in questa maggioranza - della fortissima affermazione della Lega Nord) impedirà di compiere quelle riforme radicali di cui tutto il paese ha bisogno perché le due parti che compongono lo schieramento (soprattutto Lega e AN, in quanto FI è nettamente più trasversale da questo punto di vista) curano/tutelano maggiormente/esclusivamente interessi in contrapposizione: il federalismo che vuole la Lega non si concilia un granché bene con l'assistenzialismo di AN.

se poi pensate che AN non pratichi ("pratichi", perché del "predicare" me ne frego abbastanza) una politica assistenziale, allora è chiaro che non ci capiremo.

 

(1) A Berlusconi personalmente, delle opinioni degli elettori nei prossimi anni non potra’ importare meno, visto che per forza di cose non si ripresentera’ mai piu’ alle Politiche. Se cadesse questo Governo nuovo, infatti, nonostante la maggioranza schiacciante in entrambi le Camere, non potrebbe certo ricandidarsi.

E se il Governo andasse “a termine”, sara’ davvero troppo vecchietto per ricandidarsi nel 2013. Al massimo Silvio dovra’ manovrare per diventare Presidente della Repubblica, ma per quello occorre convincere i parlamentari, non i cittadini.

Queste “mani libere” sono una novita’ non necessariamente negativa, anzi. Roba da Principe della Politica (a termine, pero’). E infatti gia’ accenna a pianti e stridore di denti per rimettere a posto l’economia.

(2) Veltroni non voleva vincere, e non ha vinto. Quindi, relativamente, ha vinto 8-) . Voleva liberarsi del gruppo SA, e se ne e' liberato. Nel 2013 (probabilmente, nel 2011 o 2012) avra' un PD piu' solido e magari qualche opinione. Chiederne le dimissioni adesso mi sembra un po' ingenuo, come se i progetti politici si costruissero in mesi...

Forse ho trovato un nuovo motivo: a giudicare da questa intervista a Calderoli pare che degli alieni stiano prendendo il controllo dei nostri politici, migliorandoli :)

Non del tutto condivisibile (in particolare su Malpensa e credieuronord), ma sentire un discorso sensato da Calderoli fa una strana impressione. 

http://www.repubblica.it/2008/06/sezioni/politica/giustizia-1/salva-premier/salva-premier.html

Eccolo. A due mesi delle elezioni siamo già al secondo tentativo di norma "ad personam". In totale bilancio dei primi due mesi: due tentativi di norme ad personam, due dl con forti rilievi di anticostituzionalità (rifiuti&sicurezza), l'esercito per le strade...
Ora io non mi aspetto da quella massa di peones,ex fascisti e leghisti del governo abbiano dei grandi slanci democratici, ma il rispetto del dettato della costituzione e delle norme minime democratiche sì.

Ma su, infondo siamo in una nuova fase della nostra repubblica ed è finita la vecchia brutta e cattiva. Lo dice confindustria,il vaticano e il nostro presidente. Separazione dei poteri? Checks and balances?Naaaaaaaaa roba da vecchia politica che non decide mai.

Mala tempora currunt

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