I motivi per rallegrarsi
Non è cambiato molto, però qualcosa sì. Anzitutto,
contrariamente alla volta precedente, c'è stato un vincitore chiaro,
non ci sarà bisogno d'aprire un indegno mercato di compravendita delle
vacche per raggiungere una risicata maggioranza in uno dei rami del
parlamento. Questo è un bene, ed è anche un cambio rispetto alla
volta precedente: le democrazie funzionano molto meglio quando è
chiaro, aldilà d'ogni ragionevole dubbio, chi controlla l'esecutivo e
chi sta all'opposizione.
Poi vi sono i vinti ed i vincitori. In Italia vi sono
sempre stati due tipi di vinti e di vincitori: quelli assoluti e quelli relativi. Nel sistema proporzionale che ha retto sino ai primi anni '90, i vincitori assoluti e quelli relativi erano gli stessi. Per ragioni geo-politiche (il nome figo della guerra
fredda) doveva governare la DC più chi servisse a fare maggioranza. Non c'erano dubbi su chi dovesse andare al
governo e la vittoria o sconfitta era misurata in movimenti relativi:
quanti voti si guadagnavano, soprattutto rispetto al proprio gruppo di riferimento.
Quindi la DC si confrontava con il PCI, ma quest'ultimo in certi
periodi doveva tener d'occhio anche il PSI. Il PSI doveva sempre fare i
conti con PSDI, PRI, PLI; raramente con il PSIUP (che a volte molestava
il PCI, ma non era confrontabile). Idem per l'MSI ed i monarchici (che
non durarono molto), i quali a volte toglievano voti alla DC, si
diceva, ma anche al PLI! Si', in Italia i fascisti ed i liberali
prendevano, in parte, voti dallo stesso bacino elettorale. Insomma, era
una baillame infernale e non sembrava mai cambiare nulla.
Ora invece i vincitori assoluti e quelli relativi sono
diversi. I vincitori assoluti sono Berlusconi&Bossi, gli altri sono
tutti sconfitti assoluti. Inutile girarla, ed è un passo avanti:
sappiamo chi deve governare, e deve governare la coppia Berlusconi
Silvio e Bossi Umberto, che sono necessari l'uno all'altro. Il resto,
tipo quello che si chiama Lombardo ma è siciliano, non serve. Anche il
signor Fini Gianfranco, non serve molto: i conti esatti di quanti siano
i deputati ed i senatori in "carica" alla corrente AN del PdL non li
abbiamo fatti, per cui magari Fini Gianfranco è ancora necessario,
tecnicamente, per governare. Ma siccome è diventato politicamente
marginale - perché è uno sconfitto relativo e quelli della sua
corrente questa volta lo accoltellano (politicamente parlando) - si
accontenterà del posto di Bertinotti, e fine della fiera: per cinque
anni è fuori. Belli gli opposti estremisti che ora fanno i presidenti
della Camera, no? Vedete che di cose positive ne sono successe tra ieri
e l'altrieri?
Poi ci sono i vincitori relativi. Qui, questa volta, non
ce n'è neanche uno, ed è questo il più bello! Nel passato erano
quasi tutti vincitori relativi, mentre questa volta (a causa del fatto
che i vincitori assoluti lo sono stati così brutalmente e chiaramente)
sono spariti tutti i vincitori relativi. Tutti hanno perso voti
rispetto al loro numero di riferimento, tutti fuorché BS e BU
ovviamente. Quindi niente vincitori relativi. Neanche Storace può
dichiararsi tale, perché ha preso così poco che non ha né un
deputato né un senatore. Come Bertinotti. Fascisti puri e comunisti
puri sono, parlamentariamente parlando, una cosa del passato. Ottimo
risultato!
Bertinotti, come dicevamo, è sconfitto sia assoluto che
relativo. L'estrema sinistra avrà finalmente il ruolo che le compete:
quello di evanescente punzecchiatore extraparlamentare. Un ruolo utile
ma limitato, e soprattutto non finanziato dalle tasse di tutti, anzi,
peggio, di chi le paga. Perché, fra quelli che le tasse le pagano,
pochissimi votano per l'estrema sinistra, quindi è giusto che non
debbano mantenere le loro eleganti giacche di cashmire. Questo è
certamente l'aspetto più positivo dei risultati delle elezioni. Di
questo certamente va ringraziato Veltroni. Ok, scusate: vanno
ringraziati anche gli elettori che NON hanno votato SA e le altre cose
rare con falce e martello. In ogni caso, ringraziamo.
Con
il ridimensionamento di Casini, l'idea di un partito che si rivolge
all'elettorato cattolico è oggi ancora più lontana di quanto non
fosse alla caduta della DC, ed è probabilissimo che partirà perdente
in partenza alle prossime elezioni, qualsiasi possa essere la legge
elettorale prossima ventura. Che il Vaticano abbia meno referenti
diretti in parlamento ci pare una cosa positiva nel processo
di maturazione del paese verso una maggior separazione fra Stato e
Chiesa.
Sono spariti anche altri partitini senza anima e senza
messaggio, che esistevano solo perché c'era un simbolo storico a cui
attaccarsi ed una vita passata in politica, a fare parte (seppur da
fratello minore) della casta. Anche questo è un bene e non perché noi
si abbia qualcosa contro la pluralità di partiti, ma perché né PSI,
ne PLI, né le varie cose con la falce il martello, e l'UDEUR e quello
che volete voi, avevano alcunché da dire. Non rappresentavano nessuna
posizione, né ideale né di pratica progettualità. Erano solo dei
vermi nel formaggio. Come il senatore Pallaro, che probabilmente non è
sparito ma che ora conterà come il due di bastoni quando la briscola
è a coppe. Ed è anche questo un bene: il formaggio ha un po' di vermi
in meno.
Ci lamentavamo molto, su questo sito, di alcuni dettagli assurdi del
Porcellum, che, alla fin fine, sembrano aver contato poco nella
deteminazione di quanto è accaduto ieri sera. Anche
questa, se ci pensate, è una notizia positiva! Anzi, forse, questa è la grande notizia della giornata del 15 Aprile 2008: il Porcellum non ha fatto il suo dovere! Come vedete, stiamo facendo incetta di buone notizie dai risultati di ieri sera!
Ma ci sono ancora altre cose positive, per trovarle basta guardare avanti. Poniamoci un attimo nel 2013, e proviamo a ragionare.
Berlusca avrà allora cinque anni in più e non avrà la forza di fare ancora il
leader. Meglio ancora, questo parlamento per pochi mesi non riuscirà a votarlo
presidente della repubblica (sempre che duri Napolitano, cosa non ovvia ma
questi argomenti contorti e complicati li discutiamo quando ridiventiamo cinici.
Stasera abbiamo l'animo puro). Sarebbe bastato posticipare la caduta del
governo, o le elezioni come qualcuno chiedeva, di poche settimane: un
piccolo-grande errore di Berlusconi. Comunque sia, fra 5 anni probabilmente
avrà sgovernato e molta gente sarà felice di votare per qualcun altro. La qual
cosa, pensateci bene, è pure un fatto positivo.
Avrà fatto molto altro? Legge elettorale
a parte, probabilmente no. Ma se qualcosa avra fatto sarà abbassare le tasse, e
noi siamo sempre felici se ci abbassano le tasse, specialmente se questo
pensiero ci prende la sera tra il 14 ed il 15 aprile. Forse voi non lo sapete,
ma negli USA il 15 aprile è l'ultimo giorno utile per la dichiarazione dei
redditi. Quindi, è bello pensare che i nostri compatrioti forse vedranno le
loro tasse abbassarsi: Pitosto de gnente, mejo piutosto ...
Cosa sarà del PD nel 2013 è fonte di
notevole incertezza. La bolla VW si è sgonfiata. Ha già detto che non si
dimetterà, ed è un male. Ci sarà l'opportunità di passare cinque anni
occupati in lotte al coltello fratricide e subdole per cercare di eliminarlo e
sostituirlo con un nuovo candidato gradito ai maggiorenti del partito. Ognuno si
diverte come vuole. Azzardiamo che con o senza Veltroni, l'attuale classe
dirigente del PD non sarà in grado di produrre grosse idee innovative. Con
Veltroni di sicuro no, e siccome Veltroni resterà, la probabilità che cambi
qualcosa è infinitesima. Non notiamo grandiose idee nemmeno fra i giovani che aspirano a diventare la futura classe dirigente del partito.
Anche perché, ha provato Veltroni, per diventare capolista alla Camera per il
PD non serve elaborare idee e darsi da fare per costruire politica nuova, basta
frequentare la gente giusta ed essere carini. Difficile pensare che l'esigenza
di cambiare che si avvertirà alle prossime elezioni verrà soddisfatta
pienamente da una rimescolatura del programma presentato dal PD in queste
elezioni.
La legge
elettorale è stata nel frattempo migliorata nel senso indicato dal referendum (vi avevamo avvertiti:
abbiamo una serata ottimista), ma azzardiamo che il problema non risieda (oggi, 2013, come cinque anni fa, 2008) nei
dettagli delle regole del sistema elettorale bensì nella definizione del corpo
politico e delle sue proposte. Il problema principale stava (nel 2008) nella mancanza di
alternative al duo PdL-PD, ossia agli apparati dei partiti.
Non a caso, ancora una volta come nel 1992-94, la Lega abilmente apparendo come estranea alla casta (lo era nel 1994, molto meno nel 2008, ora di certo non lo è più) raccolse voti a palate. Questo fatto ha, a nostro avviso, delle implicazioni positive non solo per l'oggi del 2008, ma per tutti gli oggi che riempiranno i cinque anni a venire.
Ed ecco la migliore delle notizie: i vantaggi di un nuovo soggetto politico
entrante sono, nel quinquennio che inizia ora, al massimo storico. Il fenomeno Grillo l'ha anticipato ed il
maggiore astensionismo l'ha parzialmente confermato; lo interpretiamo come l'onda lunga di un processo d'emancipazione ideologica iniziato nel 1992-94. Il forte
movimento di voti in direzione "anti-Roma" ed
"anti-tasse" prova l'esistenza di un elettorato molto più fluido ed
ideologicamente molto meno attaccato ai propri simboli che nel passato. Il rinnovamento necessario e probabile nei due maggiori schieramenti ridurrà il
loro potere monopolistico (il loro "incumbency advantage", direbbero qui) negli anni a venire. La
possibiltà che un partito di ispirazione liberale possa fare da ago
della bilancia nella prossima legislatura non è completamente azzardata. Serve
attirare un 10% di voti validi, ma, soprattutto, serve che qualcuno lo crei.
Proprio perché il duo BS&BU non sarà capace di fare politiche liberali, pur parlandone, la contraddizione fra ciò che il paese necessita e ciò che i governanti fanno non farà che ampliarsi. Le condizioni di paralisi economica dell'Italia non evaporeranno perché qualcuno ha vinto le elezioni bene, e nemmeno perché chi ha vinto le elezioni ha un tempo promesso politiche liberali! Tali condizioni hanno bisogno di risposte concrete che il duo BS&BU non può dare - e se le danno, meglio! Allora si che son buone notizie! Si tratta di lavorare su tale contraddizione, senza abbassare la guardia intellettuale: il paese ha bisogno di politiche liberali ma al potere vi sono delle persone che tali politiche non sono in grado di attuare coerentemente. Abbiamo l'ardore di pensare che nFA, questa cosa iniziata per gioco e cresciuta grazie soprattutto ai suoi lettori e commentatori, durante questi cinque anni sarà qui e non abbasserà la guardia intellettuale, anzi! Altra bella cosa, no? :-)
Come potete vedere una valanga di buone notizie vi accoglie su nFA la mattina del giorno dopo!
Implicazioni di lavoro e di
speranza, se volete. Ma se le speranze non sorgono a tarda notte,
quando sorgono?
