Un nuovo partito liberale (o quasi)?

13 luglio 2007 marcello urbani
Daniele Capezzone, ex segretario radicale, sembra intenzionato a lanciare un nuovo partito "liberista e liberale" partendo da un sito decidere.net. L'iniziativa appare velleitaria, sia per lo scarso seguito del promotore sia per alcune perplessità sulle iniziative proposte, ma mi sembra comunque il meglio di ciò che passa il convento. Trovo molto apprezzabile il fatto di sintetizzare gli obiettivi in pochi punti chiaramente espressi.

Capezzone ha lanciato pochi giorni fa un "network" (quando finiremo con
le denominazioni di fantasia per i nuovi partiti?) di stampo liberale
promosso sul sito decidere.net.

Il programma di riferimento è espresso in 13 punti ed è più breve del tipico articolo su questo sito, il che lo rende consultabile dal
cittadino medio. Contiene molte cose condivisibili, alcune fumose ed
altre che mi paiono incongruenti o contraddittorie. Mi limito a discutere i punti che mi tornano meno chiari senza
commentare gli altri, che trovate nel sito linkato sopra.

  1. Flat tax al 20% in 5 anni - non capisco come possa bastare un
    taglio della spesa del 5% per coprire un dimezzamento o quasi delle
    aliquiote fiscali senza tener conto del recupero di base
    imponibile. Capisco poco di economia ma credo che servirebbero tagli di
    spesa ben più consistenti.
  2. Federalismo fiscale: Mi sta bene, ma come si concilia con una
    flat tax imposta dal governo centrale?
  3. L' "impresa in un giorno" è un vecchio cavallo di battaglia "capezzoniano", che trovo condivisibile ma off target: secondo me l'obbligo di rispettare innumerevoli regolamenti e scadenze, dover
    ricorrere a commercialisti per districarvisi e soprattutto dover pagare
    tasse pressochè raddoppiate dopo il primo anno di attività sono
    barriere ben maggiori dei tempi di creaazione delle società.
  4. Statuto dei lavoratori di Biagi&Treu: che vuol dire in
    pratica?

Al di là dei contenuti, non credo che Capezzone abbia il seguito per
promuovere alcunchè, ed il fatto che abbia già dichiarato che confluirà
in uno dei due poli mi puzza un po', anche perchè mi dà sempre l'impressione di uno che ha studiato la lezione a memoria.

Ma nonostante
tutto questo è forse il "prodotto politico" italiano più sano che abbia visto di recente.


Voi che ne dite?

8 commenti (espandi tutti)

Se per prodotto politico si intende qualcosa di immediatamente fruibile dai potenziali destinatari, posso essere d'accordo. Ma per questa via si scade rapidamente negli slogan vuoti ed accattivanti. Personalmente, credo che il programma di Capezzone sia aria fritta, costruito su premesse deboli e non supportato da approfondimenti analitici sufficienti. Mi pare l'ennesima trovata di un personaggio che certamente sa come dare spin alla propria visibilità mediatica. Io ho scritto sul tema:

http://phastidio.net/2007/07/09/mrcapezzone-where-is-the-beef/

Sono sostanzialmente d'accordo, tranne che non credo che un manifesto politico necessiti di approfondimenti analitici, anzi ritengo che questi lo trasformerebbero in un inutile totem che nessuno legge, a cominciare dai promotori (quanti esponenti dell' unione credi abbian letto 281 pagine di programma ? Forse l' 1%)

Ritengo comunque un segnale positivo che un professionista della politica proponga un programma di stampo liberale e diffonda certe idee al di la della solita cerchia; certo non credo cha Capezzone sia il famoso Cavaliere bianco che fonda il PLV.

direi che sull'aggettivo 'liberale' ci sarebbe da discuterne

Mi sembra di buona fattura, quanto il Partito dei Cittadini, da poco creato. Con 10 punti chiari e precisi delinea molte delle cose vecchie e risentite. Ovviamente anche lui è pronto ad entrare nel banco di qui o di là cercando di "vendere cara la pelle"...perché porta voti.

 Per saperne di più www.italia2007.it 

 

Format, perplesso da Capezzone 

Ho già espresso le mie perplessità sull' iniziativa di Capezzone,a cominciare dal punto di domanda nel titolo.

Il succitato www.italia2007.it mi convince anche meno:

  • il programma è ben nascosto nell'area news, e si riduce sostanzialmente a riduzione dei costi della politica ed ineleggibilità dei pregiudicati: sembra distillato dal blog di Grillo
  • Nel cercare il programma mi sono imbattuto in questa frase:

Chi si associa al Movimento Italia2007 può accedere alle sezioni del portale riservate ai soli soci iscritti e dedicate ai consigli gratuiti dei nostri avvocati, dei medici, e alle sezioni per chi cerca e offre lavoro

  • nella sezione 'Chi siamo' non c'è un solo nome proprio, per risalire al promoter dell' iniziativa ho dovuto fare una ricerca DNS per risalire a tale Giovanni Baldoni, salvo omonimie dovrebbe essere l'autore di questo libro .

A scanso di equivoci, trovo positivo il fatto che il promotore non sia un politico, un po' meno che non si trovi traccia del suo nome nel suo sito .

Vedere quello che è diventato ora Capezzone mi fa davvero rabbrividire. Forse ha creato questo sito (che ora è senza più dominio) per far vedere al suo futuro maestro che anche lui era capace a parlare grosso?

Credo fosse un piano di ripiego: in Italia se sei del giro prendi una cadrega con poche migliaia di voti.

Vedi Pizza Turigliatto o l' ex maoista della lega padano-lombarda.

Stupidaggini: come tutte quelle dei partiti fondati e rifondati negli ultimi 15 anni in Italia. Un partito non ha bisogno di un programma. Un partito ha bisogno di idee, sulle quali definire programmi e linee di tendenza pragmatiche. Il problema italiano è che non siamo come altri (mi correggano gli amerikani, se sbaglio). Gli anglosassoni danno abbastanza per scontata l'ideologia (quella della democrazia liberale) e si scontrano sui programmi (democratici un po' più a sinistra e repubblicani un po' più a destra, laburisti, si badi non socialisti, a sinistra e conservatori a destra in UK). Non ci sono (o sono marginali) coloro i quali pensano ad un modo di governare diverso, ad una utopia di un mondo migliore. Noi abbiamo partiti senza idee ma con molti interessi personali ("ghe pensi mi", a destra e a manca) e con  programmi dettagliati, che nessuno legge e che al primo cambio di contesto diventano inutili. Se dovessi fare un partito io prenderei tre idee buone: educazione alla Mazzini,  libertà, giustizia e reciprocità alla Sen e alla Smith e da lì tirerei fuori un programma per ogni momento, almeno per 50 anni; ce n'è a sufficienza.

Tutto il resto sono solo stupidaggini e fumo negli occhi per gli idioti italici che ancora ci credono, funzionali al mantenimento dello scranno per politici che non hanno né arte né parte (che farebbe Capezzone senza politica?, secondo me manco il lavavetri).

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