Obama, Obama

9 novembre 2006 alberto bisin
Obama Barak, senatore del Partito Democratico degli Stati Uniti, e' l'uomo politico piu' osannato in questi giorni in questo paese. Ha avuto la copertina di Time e apparentemente quella di Vogue, articoli ogni giorno sul NYTimes, e chissa' cos'altro che non ho visto. Ha appena pubblicato un libro, "Audacity of Hope" che ho letto (vabbe', non proprio letto, leggiucchiato qua' e la', che con i libri di PR piu' di cosi' non riesco a fare) per cercare di capire se avesse idee nuove. Di seguito la mia risposta.


Come il suo successo nella stampa dimostra, Obama e' un uomo affascinante: colto, raffinato, forse non brutto, abilissimo con le parole. Io ne sentii parlare anni fa, quando faceva i primi passi politici e insegnava alla Law School della University of Chicago, perche' una mia amica all'universita' (una anziana signora) se ne era follemente innamorata e gli prognosticava un grande successo politico.

Obama, oltre al fascino, ha vari altre varie catteristiche che lo rendono eleggibile: e' nero ma con madre bianca ("come il latte" ama dichiarare) cresciuto coi nonni bianchi, e' religioso, ha una bella famiglia, e come dicevo, parla bene. Soprattutto, non e' Hillary: appare quasi inesperto politicamente, fuori dalla "macchina" democratica, e appare chiaramente giovane-nuovo-fresco e abbastanza diretto, almeno piu' diretto di Hillary e Bill Clinton (ad esempio, "ho inalato da giovane", dice, per differenziarsi dal famoso tentativo avvocatesco di Bill Clinton di uscire da una domanda difficile sull'uso della marijuana).

Poi il fatto che sia eleggibile non e' poi cosi' rilevante, come giustamente pronostica Gianluca, perche' potrebbe vare il vice di Hillary (anche se di solito il vice si sceglie per le sue connessioni politiche, e di esse Obama probabilmente scarseggia).

Detto questo, la domanda fondamentale e': ha idee nuove? Ha appena pubblicato un libro, "Audacity of Hopes" che e' una mossa di pubbliche relazioni per misurarne l'eleggibilita'. Io lo ho comprato e ho provato a leggerlo. Come ci si doveva aspettare e' ben scritto e pieno di (vuote) incitazioni al buonismo, verso i poveri, i neri, i latinos,.... Non dice nulla sugli italiani all'estero, ma quasi. E' impossibile per me arrivare in fondo a un libro cosi'. Troppo vuoto di sostanza e pieno di parole in bella forma. Ho allora cercato di leggere selettivamente le parti in cui parla della sua visione dell'economia americana.

Io non ci ho trovato alcuna idea nuova. Un mucchio di aneddoti (anche piacevoli; ma davvero un mucchio). Tante citazioni dai padri forndatori su politica-economia-societa'. Una visione dell'intervento dello stato nell'economia quasi da libro di testo: lo stato produce infrastrutture, garantisce un welfare state, risolve "market failures". Cosa ha in mente piu' di preciso? Ecco alcuni esempi.

Nelle infrastrutture include energia e anche la scuola. Suggerisce un aumento dei salari agli insegnanti, oltre 100,000 per quelli di matematica e scienze al massimo della carriera. Questa e' mossa tipicamente da "macchina del partito democratico", che da sempre e' legata a nodo doppio con il sindacato degli insegnanti, uno dei pochi negli U.S.A. che (s)funziona come quelli italiani. Il risultato e' che gli insegnanti nelle scuole pubbliche tendono a essere sovrapagati, anche quelli che fanno schifo. Per' Obama richiede in cambio dell'aumento dei salari proprio piu' flessibilita' nei licenziamenti e piu' incentivi nella forma di salari differenziati.

Il welfare state dice che lo vuole piccolo piccolo (giusto un po' piu' grande di quello che voleva Reagan, fa capire; ma poi sembra dire che lo vuole anche un po' piu' grande di quello di Clinton). Racconta di una sua visita a Google per farci intuire (senza dirlo) che capisce che affirmative action (la legilazione che avvantaggia le minoranze nelle scuole e nel lavoro a base essenzialmente di quote) ha effetti negativi sulla competizione delle imprese.

Quando parla di market failures dice di avere in mente soprattutto rendite di monopolio.

Nulla di nuovo qui, ma neanche di irragionevole. Una specie di bilanciamento alla Clinton: lo stato interviene a aiuta ma sappiamo che spesso fa male e quindi non deve intervenire molto e soprattutto quando interviene deve badare agli incentivi. Non ci ho trovato nemmeno filippiche contro "outsourcing" (le "imprese che trasferiscono lavoro americano in India"), o contro la perdita della base industriale del Midwest, o contro il libero commercio. Anche qui, a sinistra ma con judicio: ad esempio, suggerisce di rallentare la globalizzazione ma di non fermarla. Un po' di necessarie (per un politico democratico) lamentele. E questo e' bene. Un po' di confusione nella discussione su come affrontare la competizione economica con la Cina.

Insomma, mi fermo qui. Mi par uno che veste bene idee e politiche classiche da partito democratico clintoniano, molto abile nel "a sinistra pero' anche a destra, e anche un po su' e un po' giu'." Nulla da eccitarsi ma nemmeno da stracciarsi le vesti. Poi vedremo. Non ho guardato le menate etiche. Non so quanto vada a raccogliere voti tra i neri religiosi. Anche li' vedremo.

 

 

8 commenti (espandi tutti)

Obama, Obama

ispirati 9/11/2006 - 19:09

ho pranzato con Obama una volta (per caso, per puro caso e quando ancora non era la superstella che è adesso ma un bravo politico) e dopo i convenevoli (dovuti al fatto che sua figlia, o nipote o chessoio, trovava divertente gettare qualunque cosa sul mio tavolo) gli ho detto di evitare che Dean prendesse il sopravvento nel partito democratico. Si è messo a ridere... con occhio complice. Speriamo.

Ma a Obama ti sei presentato come "Ispirati"?:)

gli hai anche detto di non alzare il salario minimo?:)

(si scherza eh!)

per fortuna Obama non lo vuole alzare il salario minimo... :)

che poi perchè alzare il salario minimo quando ci sono misure più efficaci per combattere la povertà...

Tanto per fare il bastian contrario, ma a voi perche' piace 'sto Obama? Gianluca con la biondona di casa, voi con il moretto pure di casa (Chicago in questo caso) ...

A me sembra uno totalmente fabbricato dal suo ufficio di marketing ... da quello che descrive Alberto, persino questo suo libercolo sembra una sequenza di ovvieta' tremende e politically correct al massimo.

Cosa propone su Irak? E Medio Oriente? E welfare state? E commercio estero? Ed educazione? Non ho capito ...

Ma forse la regola e' quella e quelle son le scelte: o visionari pericolosi perche' religiosamente convinti d'avere una qualche missione storica, quale il Bush, o buontemponi fotogenici che piacciono un po' a tutti ed alle signore attempate in particolare, come Clinton prima ed Obama ora. Se queste son le alternative, la scelta e' purtroppo ovvia ad ogni livello di aversione al rischio superiore a .001

 

 

Re: Obama, Obama

ispirati 10/11/2006 - 02:23

sono perfettamente d'accordo con michele, ovvero Obama per ora non ha fatto nulla per meritare tanto rumore intorno a sé. E' anche vero che "non fare nulla" nel senso di sapersi muovere senza scontentare nessuno in politica è una virtù nella quale Obama è abbastanza bravo.

Per le primarie ovviamente dovrà mettere un po' di carne sulla griglia e a quel punto sapremo di cosa si tratta (secondo me corre alle primarie e poi si presenta come vice-presidente con qualcun altro).

tickets

palma 10/11/2006 - 12:54

Non vi e' dubbio alcuno che due anni sono lunghi.

Le considerazioni a contrario sono le seguenti.

Le primarie che qui sono veri combattimenti non i fescennini di Prodi a cui nessuno si oppone (data l'inetittudine dimostrata, non si venga a dire che non e' stato scelto da sindaci, assessori, prelati, sindacalisti, economisti, guitti, produttori di lambrusco e stelle della TV)

 

Mc Cain avra' una vita dura a passare tra i repubblicani. I suoi vantaggi sono

i) essere l'unico in tutto il parlamento ad esser stato torturato

ii) a non essere basato a new york

iii) a dire alcune cose sensate (cosa un politico dica ha pochissima rilevanza, le eccezioni sono appunto W. Churchill -- si veda il commento successivo)

 

Il suo svantaggio e' l'eta'.

A modesto avviso del sottoscritto, se votassi (non voto mai per scelta, negli Stati Uniti non ho diritti politici), c'e' bisogno veloce di un presidente di estrema destra, Goldwater republicans van bene, che ha la fiducia assoluta dei militari e di intelligence, per poter uscire da Iraq, re-impostare le scelte da compiere in MO, calibrando precisamente chi e come colpire se la strategia da scegliere sia quella di strangolare il resto del mondo fino a che il petrolio dura.

Se cio' si riveli impossibile (e' tipico di quello che penso io) un presidente di sinistra con un vice -presidente che si riveli meno cretino del solito.

Ho controllato con i miei esperti costituzionali. i padri hanno proibito a chi non e' nato sul territorio della repubblica di esser presidente.

Ma il presidente puo' scegliere come vice president anche Orietta Berti.

Ergo, Mr. Evan Bayh, would you mind calling the guy with a funky accent in Sacramento?

 

 

le

palma 10/11/2006 - 12:58

le osservazioni su un politico che tiene la parola data sono messe su Markopo, visto che il tutto e' troppo lungo per passare in un commento.

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