Perché Alitalia è in perdita

8 settembre 2008 andrea moro

Dalla serie "troppo bella per non essere segnalata".

Il Corriere rivela oggi che "secondo quanto hanno spiegato alcuni sindacalisti ai lavoratori - il personale e gli aerei verrebbero spostati dove servono, le retribuzioni sarebbero collegate a quanto si lavora, tutto sarebbe quindi basato sulla produttività".

Ne deduco che, sinora, gli aerei ed il personale (e cioé sia il capitale che il lavoro) si trovavano dove NON servivano, e che le retribuzioni NON si basavano su quanto si lavorava, o sulla produttività. Ovvero, come far fallire un'azienda.

66 commenti (espandi tutti)

anche su repubblica

La proposta è irricevibile" dicono Anpac, Up, Avia, Anpav e Sd nel corso dell'incontro al dicastero del Welfare. Il nuovo contratto,
secondo fonti presenti alla riunione, prevede l'azzeramento dei vecchi
contratti Alitalia e Air One, la mobilità territoriale sia per i
dipendenti sia per gli aerei (saranno spostati dove serve), la
retribuzione sarà a seconda del lavoro effettuato, una quota dei piloti
sarà fuori dalle liste di anzianità, i dipendenti dovranno usare solo
mezzi propri e nel contratto, pur restando il criterio di anzianità,
entrerà anche il criterio del merito al 25%.

 

Cioe` i dipendenti usavano mezzi dell`azienda? Per fare cosa? 

Per andare al posto di lavoro, non lo sapevi? Ora ti spiego.

Come avrai notato l'80% del personale di volo Alitalia e' romano: a Roma 'so belli, fichi/e ed abbronzati/e, che e' quanto serve (evidentemente) per far (finta di) lavorare a bordo degli aerei Alitalia.

Ora, siccome per suprema sfiga alcuni aerei Alitalia non decollano da Roma, i fichi/e in questione residenti nella caput mundi ma che dovevano andare a fare i fichi/e in provincia godevano (e godono, credo) del seguente servizio a carico dell'azienda. 

1) Macchina con austista passa per casa a raccoglierti.

2) Macchina ti porta a Fiumicino.

3) A Fiumicino sali su aereo Alitalia che ti conduce al posto di lavoro.

4) Idem al ritorno.

Stai riconsiderando il tuo job market? Too late, Alitalia e' fallita, dicono. 

Posso confermare 3, su 1 e 2 dimmi che stai scherzando, pls

Solo per conoscenza indiretta, i punti 1 e 2 diventano "bus navetta" al posto di "macchina con autista", e valeva non (solo) per i piloti ma anche per il personale amministrativo che andava alla cattedrale nel deserto a Roma vicino Portuense.

Ovviamente se qualcuno ha dati di prima mano e piu' recenti dei miei... 

[OT]Michele, son di Roma ma ti stupiresti di quanto sono lontano dal cliche' Alitalia. Giustifico il tuo sdegno ma ti prego di fare i dovuti distinguo ogni tanto :) [/OT] 

i punti 1 e 2 diventano "bus navetta" al posto di "macchina con autista"

Vero, ma molto eleganti bus navetta, che a volte erano vere e proprio auto con autista. Lo appresi tempo fa, interessandomi di bilanci Alitalia, questo per i curiosi.

 [OT]Michele, son di Roma ma ti stupiresti di quanto sono lontano dal
cliché Alitalia. Giustifico il tuo sdegno ma ti prego di fare i dovuti
distinguo ogni tanto :) [/OT]

Non ho dubbi su quanto tu sia distinto: nelle distribuzioni ci sono sempre le code, quindi anche a Roma c'è quella buona. Ma, purtroppo, quasi sempre son le medie (mode, mediane) a contare nei fatti e nelle discussioni, quindi non me ne volere. Mi dispiace se ho offeso, e offenderò, la tua sensibilità e preferirei non farlo, ma quando penso a come il 60% del reddito romano viene generato e chi lo paga, tu capisci che non c'è molto scampo. Ti posso anche assicurare che il mio non è sdegno, quello è passato tanti anni fa. È un'altra cosa che non so ben definire, ma è peggiore dello sdegno. Ciao, e scusa di nuovo.

No problem Michele, quello che tu non sai nemmeno definire e' probabilmente lo stesso sentimento che mi attanaglia ogni volta che ho a che fare con il traffico (ed altre cose) qui in citta' :)

volevo solo che fosse chiaro: per quanto mi venga il dubbio, anche troppo spesso, che Roma dovrebbe essere desertificata, ricordo sempre che ci sono anche io dentro :P e un numero maggiore di zero di persone decenti che ci abitano. Sodoma & Gomorra docet :D

 

 

 

 http://www.portalecnel.it/portale/rassegnastampaweb.nsf/0/C1256B96004BD704C12574BF00245E41/$FILE/005-J673N.pdf

Caro Michele nell'articolo che ho linkato Gregory Alegi, docente all'Accademia areonautica ed alla LUISS, spiega che l'utilizzo di Bus navetta o di macchine con autista è "una misura di efficienza e di limitazione dei rischi a cui provvedono tutte le grandi compagnie. Se il pilota ha un incidente stradale, o semplicemente ritarda mentre va a prendere l'aereo, i passeggeri poi non se la prendono con lui, ma con la compagnia. QUINDI E' GIUSTO CHE LA COMPAGNIA PROVVEDA DI SUO AL TRASPORTO". Tolti questi privilegi resterebbe il problema delle ore di volo dei piloti Alitalia. Questi ultimi hanno una media di ore di volo che oscilla fra le 550 e le 580 all'anno, mentre quelli di Air France ne hanno 650 e quelli di AirOne e Lufthansa ne hanno 700. Per adeguarsi agli standard di AirOne i piloti Alitalia dovranno volare il 20% in più. Analoga differenza vi è per le hostess e gli steward. Come rimarcato anche da te vi è anche un problema di tempo effettivo di lavoro per molti piloti di Alitalia che partono da Roma per decollare da Milano ma il cartellino lo timbrano a Roma.

Chiaramente alla LUISS insegnano dei geni, capaci di elaborare teorie manageriali veramente creative. Che sia stato consulente Alitalia, per caso? Indagherei ...

Infatti, mi domando perché, sempre per limitare i medesimi rischi, la compagnia non controlli anche attentamente cosa facciano i piloti (e personale di bordo? Anche se l'hostess/steward arriva in ritardo è impossibile sostituirla/o con una/o già in aeroporto?) la sera prima del raro giorno in cui lavorano. Potrebbero ubriacarsi o anche solo mangiare una bella pajata troppo pesante che, rimanendo loro sullo stomaco, porterebbe ad effetti rovinosi il giorno dopo. Gli esempi potrebbero continuare, e farsi più divertenti, ovviamente. Geniale teoria questa del signor professore della LUISS esperto nel settore aereo ... ma dove li trovano?

Infine, mi domando come facciano le low cost e tutte le altre compagnie aeree che tale servizio non offrono. Devono essere affette da una moria generalizzata del personale di bordo, piloti che mai si presentano al gate perché bloccati nel traffico della capitale (le navette di Alitalia, quelle invece volano sopra, come elicotteri) e cosuccie simili ...

Molto ineguale, non c'è che dire, la qualità dei commentatori che pubblicano su La Stampa!

Non pigliamocela con La Stampa, almeno in questa occasione. L'autore dell'articolo riporta l'opinione del docente Luiss, sentito per telefono, ma non mi pare che lo presenti come l'opinione definitiva sull'argomento.

La cosa buffa di quell'argomento e' che non regge: mia nonna diceva "mai mettere tutte le uova nello stesso paniere". E loro caricano tutti i piloti sullo stesso pulmino.

Comunque tutto questo argomento mi ricorda tantissimo quello dei tassisti. Semplicemente piloti e stewards non si sono accorti (o non riescono ad accettare) che la loro categoria professionale ha perso di valore. Come i tassisti protetti dal monopolio hanno vissuto finora in un paradiso lontanto dal passare del tempo e quando di punto in bianco si devono rimettere sul mercato si accorgono dello shock e lo shock fa male. Cosi' come i tassisti dicevano: faremo la fine di NYC dove i tassisti sono tutti pakistani, i piloti alitalia paventano di fare la fine dei piloti low cost.

Non farti sentire, Giorgio. Già i piloti si lamentavano dell'indegnità di essere caricati tutti sullo stesso pulmino. Adesso, forti degli argomenti (correttissimi) di tua nonna torneranno alla carica chiedendo la limousine individuale.

3.a) l'aereo che ti porta da Roma a Milano e' occupato al 30% da tuoi colleghi che il biglietto non lo pagano.

5) le tue ore di servizio, su cui si calcolano i riposi dovuti, cominciano da quando parti dall'aereoporto di Roma, anche se il tuo lavoro lo svolgi effettivamente da Milano alcune ore piu' tardi.

Un brano del libro "l'altra casta" elenca alcuni degli aspetti piu' assurdi dei contratti di lavoro dei dipendenti alitalia: link

Per forza che i dipendenti non vogliono cambiare condizioni contrattuali!

 

Quali dipendenti?

L'azienda con cui avevano un contratto non esiste più, trattasi di disoccupati.

l' azienda è fallita ma gli aerei continuano a volare . Qualcuno sa quando gli aerei non voleranno più ? cioè la data ultima perchè questa commedia finisca ?

Comunque siamo veramente alle solite. E poi io mi domando cosa mai facciano "gli esuberi" tutto il giorno. Probabilmente non gli esuberanti. 

........purtroppo in questa nostra bella Nazione tutti i problemi sono generati dal "vecchio"...... dall' "antico"........da chi ha costruito questa nazione dal lontano 1946........nepotismi,scambi voti/concessioni...........piangere sul vecchio o,come si dice,sul "latte versato" non serve a nulla.....

chi e' alla guida di questa Nazione,non ha alcuna importanza se al Governo o all'Opposizione ,dovrebbe iniziare a parlare CHIARAMENTE alle forze lavoro,specialmente alcune categorie,spiegandogli che e' finito il tempo di nepotismi,privileggi,etc.etc.etc.....e che siamo in un mondo nuovo,globale e che ,quindi,si deve anche noi cambiare: meritocrazia,questa la globalita'........

tutto andrebbe toccato: dai giornali ed i loro finanziamenti,alla Rai e le loro assunzioni,dalle Poste alle ferrovie,con lo stesso problema.......e giu' a caduta........ma tutto cio' e' impopolare......nessuno vuole prendersi il ruolo di novello Cicerone.......si costruisce una nuova Italia,ma si perdono voti e consensi...........

Tutto cio'seguita a creare aspettative di qualsiasi sorta che,poi,rendono "nervose" le parti in causa..........e ,quindi,rendono ancora piu' difficile,quasi impossibile,la modernizzazione della nostra nazione.........

Ilio

 

...avevo APPENA letto quell'articolo, ed ero rimasto proprio a bocca aperta per quella frase, e stavo PROPRIO venendo a segnalare quelle due righe in un commento qui su nFA... ma come si fa a dire una cosa del genere a rimanere seri? 

Anche io. Stavo morendo dal ridere. Poi, solo dopo, mi sono arrabbiato.

Al di là del modello low-cost (internal cost, ovviamente), dei conflitti di interesse, del perchè Alitalia perdeva (e mica ci voleva la zingara per capirlo ! solo che adesso il re è nudo), insomma della farsa a cui stiamo assistendo, l'altro problema, che secondo me la parte "segreta" del piano dice, è quello degli slot, ovvero dei diritti di atteraggio, che la nuova compagnia non dovrebbe coprire, volando con meno aerei. Ma se l'Antitrust non può metter becco vuol dire che si instaureranno dei monopoli su alcune rotte (Milano-Roma, ad es.), e nessuno ci dice come il monopolista si regolerà, a parte la farsa della dicitura "mantenendo l'attuale livello di tariffe", che non significa niente, visto che la tariffa piena Alitalia prevede € 500,00 circa su quella tratta.

Ovvero, un'azienda priva di debiti, con contratti di lavoro a me graditi, con il monopolio incontrollato sulle rotte ad alto margine la vorrei pure io, così tempo un paio di mesi e mi compro quell'Hammer Limousine che mi piace tanto (una cafonata pazzesca, ma ça va...), quindi io da oggi in poi aumenterò i miei prezzi di vendita per arrivare in brevissimo tempo, e non in tre vite, a questo traguardo. Poi mi sveglio e mi ricordo che non sono un monopolista, anzi, i miei concorrenti mi distruggerebbero in un attimo se facessi una fesseria simile. W il monopolio...

Segnalo un articolo da tre balle un soldo che, presentato da italica stampa diventa addirittura 6 balle un soldo

 tre balle un soldo : http://www.lesechos.fr/journal20080908/lec1_une/4769107-alitalia---berlu...

 

sei balle un soldo : http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Finanza%20e%20Mercati/2008/09...

Non é stano che una cosa del genere l'abbia scritta un francese. La speranza che, con aiuto statale, l'Alitalia si riprenda così tanto da poi addirittura "fruttare" allo stato italiano é quasi una bestemmia. Quando mai un'azienda di stato ha fruttato denaro allo stato stesso? Se c'é un po' di denaro che avanza, qualcuno vede ben di farlo sparire secondo me. E non in investimenti per il miglioramento del servizio e della tecnologia.

Ovviamente, spero sempre di sbagliarmi.

Come potrebbe "fruttare" allo stato la nuova compagnia aerea (che si chiama CAI, non Alitalia)?
Nella CAI lo stato non c'è, se non sbaglio. Che il genietto francese si riferisca alle tasse che CAI pagherà? Le avrebbero pagate anche le altre compagnie aeree che fossero subentrate spontaneamente alla fallimentare Alitalia ... 

Ma quante corbellerie scrivono?

domanda

johnny23021981 10/9/2008 - 11:02

quanto incide in percentuale il costo del lavoro in alitalia rispetto ai costi complessivi?
è possibile avere un confronto rispetto alle altre compagnie europee?

Re: domanda

fly 12/9/2008 - 11:25

Ciao,

sono nuovo di queste parti ma leggo con molto interesse. Dichiaro il mio conflitto di interessi nella faccenda alitalia essendo un dipendente della compagnia ma se hai la bontà di fidarti visto che non ritrovo l'articolo fonte dei dati:

 AIR FRANCE 24%ca

Alitalia 18%ca

Alitalia come da contratto proposto da CAI 9,5%ca

 Ti segnalo inoltre un articolo, di questo ho il link

http://www.ilsussidiario.net/articolo.aspx?articolo=5286

ps purtroppo concordo con le vostre critiche sulla realtà e la cultura aziendale di Alitalia degli ultimi 15 anni. D'altronde la mentalità è quella del ministero dei trasporti.

 Amareggiato

Sembra che oggi sia un'altra meravigliosa giornata di sciopero a Fiumicino e Malpensa su tutti i voli Alitalia. Che bello! Sicuramente l'immagine della compagnia aerea ne guadagna in affidabilita'. Di cosa si lamentano di preciso? Perdono i privilegi feudali di cui hanno goduto fino ad ora?

Qualcuno mi sa dire se sono circolate voci su quale sara' l'apporto di fatturato alla nuova compagnia proveniente dalla tratta Milano-Roma? Cercavo di immaginarmi il potere contrattuale sindacale nel caso in cui minaccino uno sciopero su quella tratta...

 

Azzardo una ipotesi: Alitalia verrà fatta fallire, i sindacati verranno additati di ostruzionismo e mancanza di responsabilità nei confronti dei lavoratori (ah, non si sa ancora il numero esatto di esuberi, fonte ANSA http://www.ansa.it/opencms/export/site/visualizza_fdg.html_760676909.html).

 In questo modo, il potere dei sindacati verrebbe ridimensionato fortemente, memori del caso Alitalia. Potrebbe essere l'inizio di un cambiamento sul fronte del mercato del lavoro...

Adesso però basta fare il daydreamer e chiedo: ma come mai a NfA interessa così tanto il caso Alitalia?Un po' di risposte me le sono già date, ma ero curioso di sapere se c'è o ci sarà qualcosa di accademico nei vostri intenti.

Spendo l'ultima riga per farVi nuovamente i miei complimenti. Mi piacete un sacco voi amerikani! 

ma come mai a NfA interessa così tanto il caso Alitalia?Un po' di
risposte me le sono già date, ma ero curioso di sapere se c'è o ci sarà
qualcosa di accademico nei vostri intenti.

Rispondo
a nome mio. Si', forse c'è qualcosa di personale, nel seguente senso.
Alcuni di noi viaggiano parecchio, ed io credo di essere uno dei
peggiori: ci sono stati anni (ora sto cercando di calmarmi) in cui mi
facevo anche 170-180mila miglie vere (non quelle drogate dei punti vdb)
all'anno. Questo ti porta a usare parecchie compagnie e quindi non puoi
fare a meno di fare confronti. Da anni uso poco Alitalia fuori
dall'Italia (quest'anno sono stato costretto a farlo sulla Roma-Boston
ed è andata a schifio, neanche a dirlo) ma continua ad essere di gran
lunga la cosa peggiore che io abbia mai visto. Nel seguente senso.

Ci
sono linee aeree più scalcagnate - in America Latina per esempio o
all'interno della Cina -; ho visto vari servizi di bordo peggiori, nel
senso che la compagnia non ti da nulla, acqua a parte - su molte low
cost ed anche su molti voli interni USA -; c'era (ora non più) anche
del personale di bordo più arrogante (AF) o fancazzista (Iberia e
Sabena); molte low cost tendono a fare ritardi peggiori di Alitalia; in
Grecia mi è capitato di essere abbandonato nell'aeroporto con aerei che
non arrivavano mai, un caldo orrendo ed il personale della compagnia
aerea che raccontava balle fregandosene di noi, eccetera. Ma la
COMBINAZIONE di tutti questi difetti al livello di "quasi top del mondo
in tutto ciò che è male" c'è l'ha avuta, nella mia vita, solo Alitalia.
Gia questi fatti sarebbero sufficienti a, come dire, desiderarne
l'estinzione per bancarotta.

In aggiunta c'è il fatto che, negli ultimi trent'anni,
Alitalia è diventata un po' il simbolo di tutto ciò che è sbagliato
nella relazione stato-economia-cittadini in Italia (assieme alla RAI
... ma la RAI non fallirà mai, purtroppo ...). Una compagnia di stato
quasi completamente romana, piena di arroganti fighetti che non fanno
un piffero, sono ignoranti come capre (parlarci per verificare), ma
sono sembre abbronzatissimi, tiratissimi ed hanno le divise firmate da
nonmiricordochi. Il tutto pagato dalle tasse degli italiani che
lavorano e con i sovraprezzi monopolistici sulle tratte interne, con i
politici che la usano come serbatoio di voti e strumento di retorica
propaganda. Mille sindacati, uno peggio dell'altro, uno più fancazzista
dell'altro, a difendere i diritti medievali di personaggi da galera,
riempendosi la bocca di parole altisonanti. Come hub uno degli
aeroporti più levantini del mondo (fiumicino) e come secondo hub
l'aeroporto-prova che, quando sono amministratori pubblici, anche
quelli del nord sono degli incompetenti, fancazzisti e probabilmente
ladroni (malpensa) ... e via elencando.

Poi, come ciliegia
sulla torta, questa soluzione allucinante, da manuale del furto nel
nome del finto capitalismo. Una cosa degna di Putin o Eltsin (tutte
queste chiacchere sugli oligarchi russi, il regime, il KGB: che
differenza c'è fra la sconcezza di CAI ed uno dei tanti giochetti
imprenditoriali russi? Nessuna.) con l'intero bel paese di allineati e
coperti che applaude (effetto Galliani) il nanetto mentre costui infila la mano nella tasca delle loro braghe e, per distrarli, dal balcone di Piazza Venezia, sbraita "All'Italia risorgerà più grande e
più bella che pria, per grazia mia (e dei compagni di merende)".

E
poi tu vorresti che non ce la prendessimo particolarmente a cuore? Ma
dai! Se non ci divertiamo in occasioni come queste, quando lo dovremmo
fare?

P.S. Basta complimenti, che qui qualcuno comincia a montarsi la testa ...

Una differenza tra i giochetti russi e la CAI invece c'è:

in russia la vecchia guardia  deve scappare all' estero o finisce in galera, da noi si limita a cambiar livrea.

Credo sia una differenza importante, visto che non ci concede nemmeno il ricambio degli oligarchi.

in russia la vecchia guardia  deve scappare all' estero o finisce in galera

Purche' non facesse parte del KGB...

Rispondo con un po' di ritardo ma meglio tardi che mai. Inoltre, avevo scritto una articolata risposta che è andata persa cliccando su "anteprima" qui sotto. Pazienza. Riassumerò.

Partendo dalla fine, mi piace essere sincero, per cui se vi faccio dei complimenti, i meriti ci sono. Se uno xè mona, lo dico e basta. 

La mia umile opinione su Alitalia. Il fatto che siano stati commessi tutti questi errori insieme è, di per sè, giustificazione del fatto che tutta la faccenda possa essere presa come esempio di "come non si fa". Ma purtroppo non è l'unico caso di privatizzazione (o dismissione di partecipazioni pubbliche, fate vobis) che è andata, per usare un eufemismo, non proprio bene. Convengo con voi sul fatto che i mezzi di informazione hanno sempre posto l'accento più sulla componente umana che sul piano industriale. Per carità, mi spiace eccome per coloro che perderanno il posto di lavoro; essi però sono certamente consapevoli del fatto che per tanto, troppo tempo sono stati dei privilegiati. Il piano industriale, se così si può chiamare, è una delle invenzioni più geniali che i soliti noti potevano tirar fuori dal cilindro. Ci vuole veramente fegato. 

Stavo tentando di imbrigliare il dramma che si sta consumando in qualche schema noto, ma non ci sono riuscito.In questa operazione ci sono troppe variabili insieme (legge antitrust, separazione bad company, trattativa privata, unico offerente, piano industriale vago, conflitti di interessi, posizione di sindacati e governo, creazione di monopolio)

Di qui la mia domanda di un qualche interesse "accademico" da parte vostra. Tutta questa faccenda ha raggiunto livelli di comicità mai visti, per cui come ha già detto qualcuno, non ci resta che piangere.  

 

Quasi dieci anni son passati...

ANSA 2008-09-12 10:09
ALITALIA: CAI, NON CI SONO CONDIZIONI PER TRATTATIVE
''CAI prende atto, dopo sette giorni di incontri, che non esistono le
condizioni per proseguire le trattative''. E' quanto annuncia un
portavoce della societa' spiegando che ''evidentemente non ci si rende
conto della drammatica situazione di Alitalia e della necessita' di
profonda discontinuita' rispetto al passato che il piano di salvataggio
richiede''.

 

......fusse che fusse 'a vorta bbona?

Ma non ci doveva essere una trasmissione a radioanch'io? Oggi hanno parlato di prostituzione e non ho trovato la programmazione futura.

Comunque la vicenda comincia a farsi interessante.

Come sempre, qui, va tutto a puttane .....:-)

Bene. Pare che il piano stenti a funzionare, nonostante la sospensione di leggi e regole varie. La colpa dello sfascio e' tutta del sindacato, oltretutto (assicura Capezzone). Bah. Note divertenti:

1) cominciano "le reazioni politiche". Deprimenti, piu' del solito:

LE REAZIONI POLITICHE - Mentre dunque sul futuro di Alitalia si addensano nubi sempre più scure, dal mondo della politica arrivano le prime reazioni. E' il centrodestra a prendere la parola. Mentre Capezzone (FI) e Rotondi (Dca) mettono le mani avanti facendo sapere che un eventuale fallimento sarà da addossare alla responsabilità dei sindacati, il leghista Roberto Calderoli mette l'accento sul fatto che in un modo o nell'altro la questione andrà a chiudersi, con sollievo per le casse pubbliche: «Quello che a me interessa - ha detto il ministro della Semplificazione - è quello che non pagheremo più per il sistema Alitalia, perchè fintanto che Alitalia è rimasta una cosa pubblica regolarmente abbiamo continuare a dare. Chiudiamo questa vicenda, che mi auguro si chiuda già oggi stesso, con la certezza che il cittadino non dovrà più dare una lira in futuro per Alitalia».

Da: http://www.corriere.it/economia/08_settembre_12/alitalia_trattativa_procedura_mobilita_24f456a4-8091-11dd-b38b-00144f02aabc.shtml

2) Fantozzi scrive una nota per difendere l'operato del governo e degli imprenditori. Risultati scadenti:

http://www.corriere.it/economia/08_settembre_12/fantozzi_lettera_vendita_offerte_9a7aa1a8-808c-11dd-b38b-00144f02aabc.shtml

3) Ultimo, Sergio Rizzo:

http://www.corriere.it/economia/08_settembre_12/rizzo_trucchi_segreti_della_casta_volante_bed7f1e6-808b-11dd-b38b-00144f02aabc.shtml

Quoto le parole di calderoli: non importa come, l'importante è che non si metta più la mano nelle tasche degli italiani. Le mie.

l'importante è che non si metta più la mano nelle tasche degli italiani. Le mie.

Anche le mie e proprio per questo comincio a preoccuparmi seriamente.

Se, come sembra, le trattative non vanno in porto, che succede?

Chiude tutta la baracca? E i dipendenti, che fanno? Sopratutto, non e' che in un qualche modo tocca agli altri 58.980.000 italiani mantenere questi 20.000?

Se le dichiarazioni dei sindacati dei piloti ("meglio chiudere che un simile accordo") sono state riportate correttamente, non e' che questi hanno in mente di caricare i loro stipendi sul groppone degli italiani che pagano le tasse?

 

Gia'.


Ancora: Calderoli non e' un vecchietto a caso, che parla davanti ad un caffe'. E' fra i responsabili del fatto che la situazione sia ancora "in bilico". Abbia almeno la decenza di tacere.

Ancora: Calderoli non e' un vecchietto a caso, che parla davanti ad un
caffe'. E' fra i responsabili del fatto che la situazione sia ancora
"in bilico". Abbia almeno la decenza di tacere.

Tra tutti, in realtà, il "raffinato odontoiatra della bergamasca" non mi pare il più colpevole ......... :-)

In ogni caso, anch'io ne quoto le parole, ma per ottenere tale risultato la compagnia deve chiudere definitivamente i battenti: ogni altra soluzione sarà lesiva degli interessi dei viaggiatori, in termini di trasparenza e competizione sul mercato, con ovvi riflessi sui costi dei biglietti aerei.

Aggiungo una chicca, di cui oggi son venuto a conoscenza: i coccolati e viziati piloti sono insoddisfatti del buono-pasto da 42 euro. Dicono che, ormai, con quella cifra non si mangia in alcun ristorante.

Proporrei di offrir loro il cestino della merenda, ma non quando si recano a Yellowstone: Yoghi & Bubu potrebbero sgraffignarglielo e non sempre il Ranger li becca ..... :-)

Proporrei di offrir loro il cestino della merenda, ma non quando si
recano a Yellowstone: Yoghi & Bubu potrebbero sgraffignarglielo e
non sempre il Ranger li becca ..... :-)

Be', avremmo finalmente risolto il problema delle ridondanze senza costi per il contribuente. Yogi for President! (and Boo Boo for VP).

Solo un piccolo dettaglio: che io sappia sono praticamente meta' dei 20mila che tutti menzionano. 11172 per l'esattezza. Se proprio vogliamo usare un numero tondo, diciamo 10mila.

Veltroni, stasera al TG5, ha parlato di "decine e decine di migliaia".

Probabilmente non lo sanno neanche all' Alitalia quanti sono i loro dipendenti.

 

"decine e decine di migliaia"

... e che è, l'esercito di terracotta?

Della serie, il pressapochismo non ha mai fine ..... :-)

Veltroni, stasera al TG5, ha parlato di "decine e decine di migliaia".

Provando ancora una volta che straparla. Ma quando si renderanno conto, i militanti del PD, di avere come segretario un politicante-fighetto che non sa nulla, non sa fare nulla e non ha mai fatto nulla?

A prima vista e' proprio cosi.  Il Bilancio dell'Alitalia dice (p. 44)

"al 31 dicembre 2007 gli organici del Gruppo Alitalia risultavano pari a 11.172 unità"

Stranamente, l link che hai citato da invece una cifra superiore, anche se meno recente.

Cercando di capire meglio, mi sono imbattutto nel bilancio di Alitalia Servizi che a pagina 12 parla di 3.505 dipendenti al 31.12.2007.

Mi domando quindi se non sia necessario aggiungere le due cifre. Qualcuno mi sa dire se e' cosi?  Vedo che Fintecna controlla il 51% di Alitalia Servizi e percio' probablimente i risultati di Alitalia Servizi non sono consolidati con quelli di Alitalia (che detiene solo il 49%).

Al tavolo di Alitalia, tra i rappresentanti del governo, siede il ministro Scajola. Oggi sul Corriere Sergio Rizzo riporta:

 nel 2002,
[...] con la benedizione di Claudio Scajola venne istituita una linea
quotidiana Alitalia fra Fiumicino e Villanova D'Albenga, collegio
elettorale dell'allora ministro dell'Interno. Numero massimo di
passeggeri, denunciò il rifondarolo Luigi Malabarba, diciotto. Dimesso
il ministro, fu dimessa anche la linea. Ripristinato il ministro, come
responsabile dell'Attuazione del programma, fu ripristinato pure il
volo: in quel caso da Air One, con contributi pubblici. Volo
successivamente abolito dopo la fine del precedente governo Berlusconi
e quindi ora, si legge sui giornali, riesumato per la terza volta.

Io un pochino, solo un pochino, i sindacati li capisco: la situazione non deve far venire voglia di accettare condizioni.

Premessa: Avevo detto che il sindacato sarebbe stato perdente sia se accettava (gravissimo precedente !) sia se non accettava (avrebbero detto colpa sua) ed ho vinto, è quello che sta succedendo, adesso . Avevo detto che sarebbe stata la UE a far saltare tutto e non ci siamo ancora arrivati... Adesso le domande: 1.La CAI ha uno strano atteggiamento, che non capisco, o capisco male: non vuole i debiti, non vuole una serie di attività, alcune inutili come il Call Center interno, non lo fa più nessuno,ma altre no, fra cui quella della manutenzione vitale per una compagnia aerea, anche la mitica Ryan Air la manutenzione se la fa in casa,poi non solo vuole tagliare i privilegi (sacrosanto!!), ma pretende un taglio dello stipendio contrattuale base ai piloti, in cambio di maggior numero di ore di volo (?), vuole il monopolio sulle rotte interne e non vuole rotture dall'Antitrust per poter imporre i prezzi come l'Alitali di 20 anni fa (Roma-Milamo Lit. 600.000...), e lo fa con un'offerta prendere o lasciare: della serie o mi date un maiale tutto di prosciutti o niente. 2.Perchè l'attività Cargo viene esternalizzata ? Mi spiego: oltre ai 5 mitici MD11 a Malpensa con 230 piloti (!!!) sarebbe"esternalizzata" tutta l'attività Cargo System, che si svolge essenzialmente a Fiumicino (gli aerei oltre che persone portano anche carichi, soprattutto ittico, fiori e parti di ricambio, che pagano molto bene), è un'attività molto redditizia che ADR svolge già per altre compagnie, mentre Alitalia se lo fa in casa, non è che questa attività finisce ad ADR ? (Benetton, sempre lui...). 3.Se la CAI vuole salvare Alitalia (?) che c'entra AirOne ? perchè i debiti di AirOne finiscono nella Bad Company ? (a spese nostre!): c'entra qualcosa Banca Intesa? (sì che c'entra, certo che c'entra...). 4.Perchè nelle norme che modificano la Marzano (legge Parmalat), introducendo la legge Alitalia, c'è un comma che sana tutti gli illeciti commessi dagli amministratori dal 18 luglio 2007 ad oggi ? Cosa nascondono? 5.Perchè non si parla del conflitto (meglio convergenza) di interessi che alcuni dei "capitani coraggiosi" (Benetton su tutti) hanno ? Ad esempio Benetton avrebbe il controllo della Milano-Roma Autostrade, Milano-Roma Treni Veloci e Milano-Roma Alitalia (tra l'altro proprio Tremonti ha detto che la competizione del futuro sarà fra treni ed aerei, ma come sarà possibile se il proprietario è lo stesso?). Insomma molti, troppi punti oscuri, basti dire che una parte del piano Fenice è ancora Top Secret, non è stata nemmeno mostrata ai sindacati..

Le tue domande sono ovviamente il cuore del problema ma altrettando ovviamente ci si guarda bene dal porle ai diretti interessati da parte dei così detti massmedia. Che invece proni al loro dovere di maggiordomi continuano a dare contro al sindacato. Da qui la campagna denigratoria per gettare discredito sui lavoratori che mai sono stati interpellati e purtroppo forse anche per mancanza di possibilità hanno fatto sentire la loro voce e raccontato il oro punto di vista. Premetto le responsabilità del sindacato sono grandi e sono pronto a riconoscere tutte le colpe possibili. Ma è chiaro che quando si parla della pelle dei lavoratori (retribuzioni e posti di lavoro quindi tante famiglie in gioco) bisognerebbe affrontare il problema con un atteggiamento rispettoso della gravità della situazione. Invece dopo 20 mesi di false gare siamo arrivati alla farsa. Tutto è stato preparato a dovere, la trappola è pronta a scattare. La vicenda alitalia continua ad essere strumentalizzata dalla politica che prima di lasciarla la sfrutta fino all'ultima possibilità. Prima serbatoio di voti, adesso la partita che si gioca è annientare il sindacato in vista delle battaglie in autunno. Con il peso del fallimento di alitalia i consensi presso l'opinione cadranno più in basso di dove sono. Accettando la "soluzione finale" (solo così si può definire quella di CAI) sarebbe gli iscritti al sindacato a linciare (...ho paura sul serio) i sindacalisti. Nel contratto CAI viene inoltre proposto un modello di relazione azienda-sindacati nuovo che esclude le rappresentanze a livello nazionale per dare spazio come interlocutori solo a realtà aziendali. Per di più monocolore per ogni categoria. Guarda caso il modello che si vorrebbe imporre come futuro nelle realtà aziendali italiane per le quali alitalia farebbe da precursore. Sono d'accordo che le prerogative e i poteri dei sindacati vadano ridimensionati perchè come sono adesso sono solo un'altra casta malata e dannosa. Ma sono i diritti dei lavoratori che devono essere tutelati soprattutto quando a dirigere le aziende non ci sono imprenditori ma pirati truffatori di stato protetti dalla tutela dei politici. Purtroppo la stortura è duplice. Si avvita su se stessa creando un mostro a due teste. Per curare una malattia se ne inocula un'altra.

 

Speriamo si apra a tempo di record una vera gara con regole chiare e imparziali alla quale si presentino veri imprenditori che facendo la loro parte toglieranno ogni scusa per il fallimento della vicenda

Non ho risposte, che
ovviamente non spettano a me, ma propongo alcuni spunti di
riflessione.

pretende un taglio
dello stipendio contrattuale base ai piloti, in cambio di maggior
numero di ore di volo

No, non si tagliano
stipendi, né si aumentano gli orari di lavoro in contratti
vigenti: Alitalia, di fatto, non esiste più ed un nuovo
soggetto, che vuole intraprendere un'attività di trasporto
aereo, ritiene di dover coprire le proprie necessità assumendo
un certo numero di persone, alle quali offre le condizioni
contrattuali considerate compatibili con le possibilità
operative, liberamente accettabili o meno (come dovrebbe essere, con
le ovvie garanzie, per ogni attività economica). Purtroppo si
continua, sui mass media, a fraintendere la cosa (volutamente o per
abitudine), specie in chi non ragiona in termini economici o ritiene
irrilevante la compatibilità di costi e ricavi, privilegiando
proprio quell'approccio che sin qui ha portato.

vuole il monopolio
sulle rotte interne e non vuole rotture dall'Antitrust per poter
imporre i prezzi

Questo è,
infatti, l'aspetto che va assolutamente cancellato, insieme alla
possibilità d'ingresso nel mercato per imprenditori con
interessi che ne condizionino l'azione. Tipiche situazioni da
intervento di un'autorità anti-trust realmente operativa,
delle quali si parla – e non poco – ma che perdono visibilità
rispetto alle valutazioni populiste della politica e del sindacato,
riportate con enfasi dai giornali, spesso per motivi di schieramento,
con facile presa sulla gran parte delle persone in attesa, senza
sforzo di approfondimento, di sentirsi dire ciò che già
pensano.

Insomma molti, troppi
punti oscuri, basti dire che una parte del piano Fenice è
ancora Top Secret, non è stata nemmeno mostrata ai sindacati..

Tu lo faresti? Intendo
dire, discuteresti dei tuoi programmi, delle tue strategie, dei tuoi
obiettivi con persone estranee non solo alla tua azienda, ma
soprattutto alla tua cultura d'impresa? Non credo.

Avevo detto che il
sindacato sarebbe stato perdente sia se accettava (gravissimo
precedente !) sia se non accettava (avrebbero detto colpa sua) ed ho
vinto, è quello che sta succedendo, adesso

Ecco, questo mi pare il
punto nodale, la madre di tutte le battaglie: in Italia il potere del
sindacato è indubitabilmente molto maggiore che in ogni altro
Paese e siamo di fronte ad un'imperdibile occasione per ridurlo. La
vicenda Alitalia, simbolo a tutti evidente di quella malagestione - i
cui risvolti vengono continuamente alla luce suscitando
l'indignazione di ciascuno – che deriva da un distorto ruolo del
sindacato, si lega così strettamente alla trattativa per la
definizione dei nuovi assetti contrattuali. Se l'opinione pubblica
inizia a rendersi conto delle conseguenze di tale anomala situazione
i rapporti di forza non possono non risentirne e la strada diventa
più agevole.

Attenzione, nessuno ha
mai pensato di “programmare” una tale strategia (ci sarebbe
voluta la sfera di cristallo e mi pare abnorme la sopravvalutazione
delle capacità d'incidenza necessarie) ma, tutto sommato, non
tutto il male viene per nuocere.

Se, poi, l'operazione
Fenice non andasse in porto, meglio sarebbe per il vertice
confindustriale che scelse – tra molte titubanze – di accettare
il caldo invito ad appoggiarla, sia pur simbolicamente, pervenuto da
Arcore poco prima delle elezioni, correndo il grave rischio
dell'abbraccio velenoso con i protagonisti di una sorta di “economia
delle concessioni” che vive di collateralità con la
politica, rappresentata dai Colaninno, dai Gavio, dai Benetton .....

 

Doktor Franz, so che anche tu sei un imprenditore, per cui anzichè darci ragione a vicenda sui punti su cui saremmo sicuramente d'accordo, ti dico perchè un punto, per me, è cruciale, e forse qui non saremo totalmente d'accordo: il rinnovo o il ricontratto dei piloti e degli assistenti di volo, anche se tutto questo equivoco nasce volutamente dal mod in cui CAI vorrebbe intervenire in Alitalia:

Se è cessione di un ramo d'azienda, quindi piloti compresi, non c'è alcun dubbio, dovrebbero valere i vecchi contratti, per cui la mia domanda rimane: perchè CAI non discute degli assurdi privilegi concessi e li elimina, lasciando invariato lo stipendio base e chiedendo più produttività, anche perchè quella precedente faceva schifo ?

 Se invece CAI acquista le cose a pezzi (i piloti da un lato, gli aerei da un altro, gli slot da un'altra ancora, e così via...) perchè non c'è una gara pubblica ? (chiesta anche dai redattori di NFA, la soluzione migliore secondo me) Ad esempio, io uno slot sulla Milano Roma con A320, più una decina fra assistenti di volo e piloti, me lo comprerei di corsa, meno allettante è la Roma-Albenga.Ancora, perchè fa un'offerta ai piloti in toto ? non è meglio dire a uno di loro alla volta: ho aerei e slot, se vuoi venire a lavorare ti dò tanto ? E i piloti di AirOne ?

Continua, d'altronde, l'indecenza di avere nove sindacati, quando finirà questa pagliacciata tutta italiana ?

 

Se è cessione di un ramo d'azienda, quindi piloti compresi, non c'è
alcun dubbio, dovrebbero valere i vecchi contratti, per cui la mia
domanda rimane: perchè CAI non discute degli assurdi privilegi concessi
e li elimina, lasciando invariato lo stipendio base e chiedendo più
produttività, anche perchè quella precedente faceva schifo ?

Se invece CAI acquista le cose a pezzi (i piloti da un lato, gli
aerei da un altro, gli slot da un'altra ancora, e così via...) perchè
non c'è una gara pubblica ?

Francamente non so come si configuri la transazione, quindi non
sono in grado di rispondere con certezza alla tua corretta
osservazione, a naso propenderei per la prima ipotesi. Ovviamente,
però, anche contratti concordati possono essere ridiscussi e
modificati: avviene sempre - al rialzo - alla scadenza, questa volta
sarebbe al ribasso in coincidenza con un cambio di gestione e -
elemento fondamentale - come precondizione affinché tale operazione si
compia.

Nulla di male, in questo. I problemi sono ben altri.

non è meglio dire a uno di loro alla
volta: ho aerei e slot, se vuoi venire a lavorare ti dò tanto ? E i
piloti di AirOne ?

Absolutely! Peccato che questa logica modalità di contrattazione
oggi non verrebbe consentita. Dico oggi, perché - ribadisco ciò che ho
scritto nel precedente intervento - la partita vera non è quella su
Alitalia.

non siamo assistiti dallo Stato (almeno io non lo sono), nè sono
compagno di merende di alcuno

Non avevo dubbi, dalle opinioni che esprimi ... :-)

quando si smetterà in Italia di fare
favori e dare spazio al mercato ? quando non ci sarà più nessuno ?

Mah, quel che so è che non basta denunciare le storture (sebbene
sia necessario), occorre dedicare un poco del proprio scarso e prezioso tempo al
tentativo di incidere i bubboni, con tanta, tanta pazienza e
...... un po' di palle!

 

http://blog.wolfstep.cc/index.php?subaction=showfull&id=1221274994&archi...

Condivido quanto scritto sul blog sopra citato su quale sia la vera
partita che si gioca su alitalia. Della compagnia, dell'italianità (mai
parola è stata più desemantizzata), dei clienti, dei contribuenti ed in
fine dei lavoratori non importa proprio a nessuno. Cadaveri, disagi,
violazioni sono solo incidenti di percorso per raggiungere l'obiettivo.

per Doctor Franz

o, non si tagliano
stipendi, né si aumentano gli orari di lavoro in contratti
vigenti: Alitalia, di fatto, non esiste più ed un nuovo
soggetto, che vuole intraprendere un'attività di trasporto
aereo, ritiene di dover coprire le proprie necessità assumendo
un certo numero di persone, alle quali offre le condizioni
contrattuali considerate compatibili con le possibilità
operative, liberamente accettabili o meno (come dovrebbe essere, con
le ovvie garanzie, per ogni attività economica). Purtroppo si
continua, sui mass media, a fraintendere la cosa (volutamente o per
abitudine), specie in chi non ragiona in termini economici o ritiene
irrilevante la compatibilità di costi e ricavi, privilegiando
proprio quell'approccio che sin qui ha portato.

La tua affermazione potrebbe essere vera se vera fosse la gara ed i
partecipanti fossero degli imprenditori e non le star dell'economia
delle concessionarie. Altre realtà europee, le maggiori come Airfrance
o Lufthansa hanno trattamenti molto diversi, il divario è più che
sensibile, e sono realtà che funzionano commercialmente e producono
montagne di utili. Mettiamo veramente in grado, chi potenzialmente
interessato, di fare un'offerta alle stesse condizioni alle quali è
stato proposto lo scenario a CAI (annullamento regole antitrust,
esenzione dal pagamento dei debiti, eliminazione degli esuberi). Se
libero mercato deve essere le regole sono uguali per tutti e anche i
dipendenti, gli azionisti, i contribuenti devono poter operare la
scelta che giudicano migliore. Qui viviamo nel migliore dei mondi
possibili e basta senza concorrenza neanche nell'asta o gara per la
cessione non solo dopo la vendita grazie alle norme scritte ad hoc.

Ecco, questo mi pare il
punto nodale, la madre di tutte le battaglie: in Italia il potere del
sindacato è indubitabilmente molto maggiore che in ogni altro
Paese e siamo di fronte ad un'imperdibile occasione per ridurlo. La
vicenda Alitalia, simbolo a tutti evidente di quella malagestione - i
cui risvolti vengono continuamente alla luce suscitando
l'indignazione di ciascuno – che deriva da un distorto ruolo del
sindacato, si lega così strettamente alla trattativa per la
definizione dei nuovi assetti contrattuali. Se l'opinione pubblica
inizia a rendersi conto delle conseguenze di tale anomala situazione
i rapporti di forza non possono non risentirne e la strada diventa
più agevole.

Sono d'accordo con te ma la pelle dei lavoratori non mi sembra l'arma
per poterlo ridurre. Togliamogli invece privilegi economici (CAF,
detrazioni automatiche busta paga, percentuale monte salario),
legislazione di favore, regolamentazione che lo impone come
interlocutore privilegiato a discapito magari di una seria
rappresentanza onesta e trasparente.

Attenzione, nessuno ha
mai pensato di “programmare” una tale strategia (ci sarebbe
voluta la sfera di cristallo e mi pare abnorme la sopravvalutazione
delle capacità d'incidenza necessarie) ma, tutto sommato, non
tutto il male viene per nuocere.

?????? A pensar male.....la trappola è stata ordita a lungo prima di essere presentata.

Per Marco Esposito

Se è cessione di un ramo d'azienda, quindi piloti compresi, non c'è
alcun dubbio, dovrebbero valere i vecchi contratti, per cui la mia
domanda rimane: perchè CAI non discute degli assurdi privilegi concessi
e li elimina, lasciando invariato lo stipendio base e chiedendo più
produttività, anche perchè quella precedente faceva schifo ?

Frapponendo il commissario e creando una nuova società CAI non ha
nessun obbligo verso nessuno. Il commissario può spezzettare e vendere
come e cosa vuole quindi CAI non ha nessun obbligo. Paradossalmente i
tagli sono sullo stipendio base che non riconoscendo l'anzianità a
seconda dei casi porta ad abbattimenti considerevoli dello stipendio
base.

Per quanto riguarda la produttività c'è un discorso industriale da fare.
Alitalia è (era) basata sulla logica dell'HUB. Questo comporta che la
mattina presto dalla periferia partono i voli (ecco la necessità di far
dormire in albergo gli equipaggi) per convergere verso l'HUB. Nella
fascia diciamo dalle 9 alle 10 di mattina partono i voli di lungo
raggio dall'HUB. I passeggeri in arrivo da una destinazione
intercontinetale si imbarcono di nuovo per essere riportati nelle
destinazioni periferiche. Così succede a pranzo e a cena. Tutto il
network si fonda sulle frequenze di lungo raggio e quindi sulle
coincidenze da prendere. Questo comporta tempi di transito più lunghi,
bisogna aspettare che i passeggeri arrivino e vengano reimbarcati (se
poi l'aeroporto è inefficiente la situazione è sconsolante: perdita di
bagagli, perdita della coincidenza, che si traduce in costi per la
compagnia). La mattina orario di partenza favorevole per il nord
america il transito degli aeromobili dura circa un'ora a pranzo si
arriva a 2 ore così come la sera. Compagnie più grandi con più
frequenze riescono magari ad ottimizzare questi tempi. Alitalia con la
sua flotta di lungo raggio no.
Il modello point to point prescinde dalle coincidenze, quindi niente
tempi morti. L'aeroplano decolla, atterra scarica i passeggeri, fa
carburante e chi c'è c'è si riparte senza rischiare di dover rimborsare
o assistere i passeggeri. Ryan riduce il tempo a 25minuti per queste
operazioni.

Tutta questa manfrina per dire che nelle statistiche del volato medio
che in Alitalia sono più basse delle altre, andare a contare le ore di
volo non è il parametro corretto. Le ore di servizio, 1ora prima il
primo volo a 30 minuti dopo l'ultimo (normativa JAA). L'azienda può
organizzare come vuole il tempo all'interno di questa finestra, non
sempre uguale perchè la durata è in funzione del numero dei voli e
dell'orario di inizio a tutela della sicurezza. Se una compagnia che
opera point to point in 10 ore di servizio riesce a farmi volare
diciamo 7 ore la produttività sarà elevata. Ma se in 10 ore ne avrò
volate solo 4 o 5 la produttività sarà estremamente più bassa. Ma
sempre dieci ore avrò lavorato. Tanto più che Alitalia lavora con un
contratto che funziona in base ad un gettone di presenza. Sia che
lavoro 2 ore sia che ne lavoro 10 vengo pagato uguale. Unica differenza
è la diaria...42 euro sopra le 12 ore di servizio. E' l'azienda ad
avere in mano l'arma della produttività. Al pilota può interessare
limitare l'orario di lavoro per passare più tempo a casa e limare i
tempi morti da trascorrere ad aspettare in aeroporto.

Veniamo al tempo libero. Un pilota ryan lavora meno di un pilota Alitalia!!! Udite udite.
Con 42gg di ferie (reali sono 14 in meno perchè ogni 3gg di ferie si ha
diritto ad un riposo in meno) e 33gg di riposo al trimestre, non
esistono feste comandate da conteggiare a parte, il totale dei giorni
liberi sono: 160. Un pilota ryan a seconda dei contratti lavora 5gg on
5off oppure 5on 5off con 20gg di ferie reali. Non sono certo più buoni
è solo che ottimizzando i transiti i tempi morti si riducono e la
produttività sale. Essendoci un limite normativo alle ore di volo
mensili, trimestrali, annuali a loro basta lavorare 15gg o 17gg al mese
per raggiungerlo magari facendo meno ore di servizio totali. Il conto
lo lascio a voi.

Se invece CAI acquista le cose a pezzi (i piloti da un lato, gli aerei
da un altro, gli slot da un'altra ancora, e così via...) perchè non c'è
una gara pubblica ? (chiesta anche dai redattori di NFA, la soluzione
migliore secondo me) Ad esempio, io uno slot sulla Milano Roma con
A320, più una decina fra assistenti di volo e piloti, me lo comprerei
di corsa, meno allettante è la Roma-Albenga.Ancora, perchè fa
un'offerta ai piloti in toto ? non è meglio dire a uno di loro alla
volta: ho aerei e slot, se vuoi venire a lavorare ti dò tanto ? E i
piloti di AirOne ?

Concordo e invoco una vera gara pubblica (nelle parole del
commercialista di sondrio la procedura e aperta, tajani apprezza il
rispetto delle regole di mercato e della trasparenza.....mi sembra come
alle aste giudiziarie per le case) per i motivi di cui sopra. Fossi in
te la Roma-Albenga la farei visto che è sovvenzionata con soldi
pubblici (l'unico case concesso dalla normativa europea di
finanziamento di un vettore e nella fase di avvio di una nuova
destinazione.....la Albenga è la terza volta che viene avviata...)
quindi voleresti pagato in anticipo.

L'idea della contrattazione individuale non la condivido affatto. Uno
contro l'azienda mi pare la posizione dominante sia effettiva. Con 1000
esuberi sarebbe un'asta al ribasso su chi offre di meno perchè ha più
bisogno. Non mi pare una soluzione accettabile.

I piloti Airone fanno i pesci in barile. Con uno scarno comunicato
appoggiano la protesta ma non si sprecano. Nonostante Airone sia forse
messa peggio di Alitalia (una gara fra zoppi per la maratona) i debiti
li ha con la banca giusta: Intesa capo cordata che i suoi soldi li
rivuole tutti con gli interessi.

Continua, d'altronde, l'indecenza di avere nove sindacati, quando finirà questa pagliacciata tutta italiana ?

Sono d'accordo che i sindacati hanno abusato della loro posizione e
sono stati abusati dai membri del sindacato stesso che ne hanno fatto
un trampolino di lancio e un sistema di gestione del potere e degli
incarichi sul quale sorvolo. Essendo la controparte connivente oltre
che incompetente sono state avallate scelte tipo "accordo del lettino"
citato da Rizzo in questi giorni che adesso tornano come un boomerang
essendo un simbolo di totale mancanza di senso della misura e della
realtà.

Sulla produttività è vero che l'indice di morbilità più elevato
nasconde situazioni diciamo così di scarsa etica professionale ma per
uno che produce 100 se la media è 200 vuol dire che qualcunaltro ha
prodotto 300: ha lavorato anche per lui e ha pagato parte del suo
stipendio ed è certo interesse di quest'ultimo eliminare queste
storture.

Grazie, molte cose sono più chiare adesso, lo scopo per cui seguo NFA è proprio questo: capire, e in questo blog trovo sempre risposte soddisfacenti.

Adesso attendiamo la fine di questa vergognosa e pazzesca vicenda, da cui comunque molti usciranno con le ossa rotte.

Chiudo: io sono in azienda a lavorare, sia oggi che domani, penso che anche tu stai lavorando, e non siamo assistiti dallo Stato (almeno io non lo sono), nè sono compagno di merende di alcuno, quando si smetterà in Italia di fare favori e dare spazio al mercato ? quando non ci sarà più nessuno ?

la madre di tutte le battaglie

giusto. la battaglia è ormai tutta e solo politica e si conduce attraverso i martellanti media. ed è solo un assaggio di cosa succederà nella trattativa tra Confindustria/governo e cgil. ogni evento va letto in quest'ottica. se ne uscirà qualcosa di buono e i banditi della cai (AirOne e dico tutto) saranno cacciati a calci in culo sarà un miracolo.

tanto ormai il presidente del Consiglio deve far funzionare la cosa comunque (a meno che non sia evidente oltre ogni ragionevole dubbio che e' colpa dei sindacati, e ancora non ci siamo). E' sempre stata la mia impressione ed oggi Repubblica interpreta cosi' la situazione:

 

Correre ai ripari, è diventato allora l'imperativo di Palazzo Chigi.
Berlusconi ha chiesto un intervento diretto al ministro dell'Economia,
Giulio Tremonti, troppo defilato in questa vicenda che, infatti, al
Tesoro considerano "in appalto" a Gianni Letta, più capace di mediare
nelle intricate relazioni sindacali. Ma ora servono soldi. Risorse per
provare a compensare le perdite retributive (fino a quasi il 30 per
cento) dei piloti. Perché è qui che si è incagliata la trattativa
notturna. Il come dovrà trovarlo Tremonti. Ci vuole creatività, perché
il premier non vuole "fallire" su uno scenario, che per ragioni
oggettive, è diventato globale. Le grandi compagnie del volo (Air
France, Lufthansa, British) da tempo si sono attestate lungo la riva
del fiume. Tremonti si è messo al lavoro.

 

In effetti la soluzione e' sempre quella: far pagare tutto ai contribuenti. Ora il problema e' soltanto quanto spetta ad ognuno dei partecipanti, ed evidentemente non sono d'accordo su come spartire la torta: i piloti vogliono di piu' e CAI non cede nulla. Ora basta trovare i soldi per accontentare tutti senza che la UE se ne accorga (i contribuenti italiani sembrano ormai essere indifferenti a tutto, si noti a questo proposito che il giornalista non insinua nemmeno lontamente il dubbio che se servono
nuovi soldi si dovranno prendere da qualche parte, sembra che sia tutto
un problema di quel tirchione di Tremonti che non scuce), ed il ministro delle'economia e' dotatissimo in questo.

A me sembrerebbero buone le detrazioni nella prossima denuncia, che molto probabilmente sfuggono alla UE, ma c'e' il problema che i partecipanti non si fidano. Vedremo cosa inventa.

 

 

si fa lo spezzatino?

Il senso del ridicolo in Italia si va progressivamente perdendo. Negli ospedali, da alcuni anni, non ci sono più primari, aiuto e assistenti, ma dirigenti di grado diverso! Ora anche i piloti della plurifallita Alitalia pretendono di chiamarsi dirigenti. Evidentemente la qualifica di medico e pilota ai loro occhi appare poco dignitosa. A quando la stessa richiesta anche dagli insegnanti? Francamente, i piloti Alitalia più che dirigenti mi paiono dirigibili, sia in senso stretto che in senso lato.

......E',ormai,oltre una settimana che qui' in Italia si sta' assistendo ad una "farsa"........ad un qualcosa che con il business e con i criteri che lo muovono non c'entra proprio nulla........

da una parte abbiamo un COMMISSARIAMENTO..........ma a nessuna delle parti in causa sembra interessare e nessuna delle parti in causa sembra ne capisca bene il SIGNIFICATO..........

Il commissario DEVE,in primis,tutelare i diritti di TUTTI i creditori: dalle maestranze ai fornitori.......

da un'altra parte c'e' l'ente volo che comunica: ENTRO il 25 la REVOCA della licenza........ma anche questo chi lo capisce??????

da un'altra parte ci sono i creditori che iniziano ad effettuare SEQUESTRI CONSERVATIVI sui beni alitalia per tutelare quanto a loro dovuto................

nella parte opposta c'e' il SINDACATO PILOTI che affermano che ancora la trattativa e' aperta che mettono le loro liquidazioni ..........ma hanno un business plan?????......ma come faranno a convincere l'ente volo a non ritirare la licenza?????........ma come faranno a convincere i creditori a togliere i sequestri conservativi?????......che piano di rientro possono proporre agli stessi creditori???

Tutti parlano,sparlano,riparlano.....mi sembra di sentire una vecchia canzone di Mina:

parole.....parole......parole...parole......ancora parole.....e nulla di piu'........

e cosa pensano i nostri piloti???????.......che possono trattare con una compagnia aerea estera????

ma come?????.....qualsiasi compagnia sa' perfettamente tutta la storia. le famose "aquile selvagge", gli scioperi,i certificati medici inviati da dipendenti che non hanno voglia di lavorare....i sindacati che ostacolano qualsiasi piano di risanamento.........ancora i nostri piloti pensano di essere nel lontano 1980-1990 dove tutti hanno contribuito allo sfascio odierno.......

ieri sera sulla 7 trasmissione di G.Lerner " l'Infedele" il presidente del sindacato piloti ha concluso dicendo:

anche se alitalia fallisce ed arriva una compagnia estera a prendere,con due centesimi, l'eredita', per far volare gli aerei serviamo noi..........bel ricatto,fatto senza sapere che:

1-il personale di terra chiunque arrivi lo deve prendere in loco

2-il personale di volo: chiunque arrivi lo puo' benissimo prendere in qualsiasi altro paese europeo od anche extra-europeo.......

 

Aria fritta.......solo aria fritta.....ognuno cerca di far vedere i propri muscoli,ma che senso ha????

mah...vediamo come andra' a finire

Ilio Consorti

La politica, a quanto pare , continua a vivere nell'incubo di scenari apocalittici che si aprirebbero qualora Alitalia fallisse... chi vivra' vedra'.

Entra fragorosamente in campo Veltroni, con la consueta inarrivabile inconsistenza.

La lettera al Premier , pubblicata oggi, merita una menzione perché

  • propone non-soluzioni, sostenendo di suggerire rimedi
  • da un giudizio politico, dicendo di non volerlo fare

Perfetto esempio di quella qualità politico-manageriale che ha portato alla situazione attuale, a prescindere dallo schieramento.

da un'altra parte c'e' l'ente volo che comunica: ENTRO il 25 la REVOCA della licenza........ma anche questo chi lo capisce??????

chi controlla l'"ente volo"? chi controlla, in senso lato ovvio, codesto Riggio ?
uno è convinto che in italia tutti siano asserviti a qualcuno e poi, toh, ecco spuntare fuori un'ente indipendente e autorevole. ma guarda.

Sono sicuro che sarò smentito, magari a breve, ma alcune considerazioni sono doverose:

1. Non si parla più del "buco nero" Alitalia, quello che pagheremo noi con le nostre tasche, io lo ricordo ad ogni piè sospinto ogni volta che si parla di "capitani coraggiosi" e "opportunità": Alitalia la stiamo pagando noi e nessun altro.

2. Non si parla MAI del vero salvataggio: quello di AirOne, anche quello con i nostri soldi, questo salvataggio è l'unico vero motivo dell'interesse di Banca Intesa in questa operazione, altri soldi nostri nelle tasche dei soliti noti.

3. Cosa c'è sotto l'ostinazione di BS nel volere a tutti i costi CAI ? Perchè è oramai chiaro che BS vuole CAI e nessun altro, basti pensare al fatto che i suoi ministri dicono sempre "Non c'è alternativa a CAI, i sindacati firmino il prendere o lasciare"

Ecco che a questo punto, io, da perfetto malfidante, dipingo il quadro: BS chiama i "soliti noti" e gli dice: mi sono infilato in un mezzo casino per questa storia di Alitalia, come ne posso uscire ? Passera, o chi per lui (questo Piano Fenice puzza di MedioBanca lontano un miglio) gli confeziona un piattino in cui ci infila anche i cavoli suoi (AirOne), a questo punto BS pensa: è anche il momento di dare una bastonata ai sindacati, forse inzolfato dai "soliti noti", e fa condurre la trattativa (?) da chi non è capace (Sacconi) o da chi non ne capisce asolutamente niente della materia (Matteoli), oltre al solito Gianni Letta, che è l'unico della compagnia che ne capisce qualcosa (di trattative), lui,BS, non vuole apparire, anzi si finge interessato, ma distante. Sappiamo come è andata a finire: CISL,UIL e UGL fanno da tappetino, CGIL si mette a guardare, i piloti (adesso tutti del PD secondo la PDL, nemmeno quattro mesi fa tutti fedelissimi del capo..) si mettono di traverso. Nel frattempo BS intasca uno dei cardini dell'affare: Marina Berlusconi (con l'1%!!) entra nel CDA di MedioBanca, il "salotto buono" dell'Italia, quello dove BS era stato guardato sempre con sufficienza (un parvenu, dicevano) , da domani non ci sarà affare interessante in Italia in cui lui non sarà presente con ben altri poteri che quello di "semplice" PresDelCons. Ma la contropartita ? Eh no, quella non si è ancora risolta, Alitalia è sempre là, con quei deficienti di piloti sempre di traverso, anche con tutte le minacce del mondo. Allora avanti con il piano B, pressioni di tutti i generi, i giornali e TG a sparare a palle incatenate, vizi, privilegi, qualche storia di corna, tutto pur di screditare i piloti (che se lomeritano, ma questo non c'entra), nel frattempo dichiarazioni divertentissime del tipo quella di Sacconi: "I sindacati firmino, poi il governo PROVERA' a far tornare CAI al tavolo", quando quelli telefonano ogni 2 minuti per avere notizie.

Domanda: cosa avrà promesso a Veltroni per fargli fare quell'uscita su :"Si firmi, l'alternativa è il fallimento"?. Che, detto per inciso è l'unica cosa vantaggiosa per noi italiani: 135 Euro a testa nelle nostre tasche, invece di quelle del governo..

Ovviamente per BS Alitalia significa anche dare una bella botta al sindacato, incassare altre buone referenze in Confindustria, e, chissà, scalare qualche banca, visto che Banca Mediolanum si è infilata in un tunnel pericoloso.

Per i "soliti noti" i vantaggi di cui godrebbero non li riassumo, avendolo già fatto altre volte.

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