Perché sono importanti le primarie

21 gennaio 2009 sandro brusco

Non per incoronare Veltroni, o chi per lui. Sono importanti per far vincere Roberto Balzani, Marco Tamanti e Stefano Giannino.

Ma chi c%$*o sono Balzani, Tamanti e Giannino, direte voi? La verità è che non lo so. O meglio, che ne so pochissimo. So quello che c'è scritto in questo articolo dell'Unità. Mi è quindi facile rendervi edotti di tutto quello che so riguardo al formidable trio. È contenuto in questo pezzo.

Se per il Pd il numero dei partecipanti è incoraggiante, i risultati spesso lo sono meno. Proprio il gran numero dei votanti ha causato dei veri e propri ribaltoni. Quello di Forlì, dove hanno votato qualche settimana fa, è stato bruciante e inatteso. Nadia Masini, candidato di partito, è stata sconfitta per 44 voti da Roberto Balzani, outsider. La cosa si è ripetuta, questa volta domenica, nei comuni di Misano Adriatico e Cattolica. Anche qui stesso schema di Forlì. Tanti votanti, risultato inaspettato. A Cattolica ha vinto il candidato di minoranza interna, Marco Tamanti; a Misano invece si è affermato Stefano Giannini che ha scalzato il sindaco uscente Antonio Magnani.

Ora, ovviamente io non so se questi candidati sono persone brave, capaci e oneste, o anche semplicemente migliori degli aspiranti candidati che hanno sconfitto. Non so neanche se alla fine vinceranno le elezioni.

Però sono convinto che le primarie servono solo se sono realmente competitive. Il giornalista dell'Unità che scrive ''il numero dei partecipanti è incoraggiante, i risultati spesso lo sono meno'' dimostra, a mio avviso, di non aver capito nulla di perché le primarie sono importanti. Sono purtroppo convinto che il modo di vedere del giornalista sia assai difffuso tra i vertici del PD.

Le primarie condotte nel PD per l'incoronazione di Prodi prima e Veltroni poi sono state sostanzialmente equivalenti a manifestazioni di partito, esibizione della capacità di mobilitare grandi masse di popolazione. Non erano intese come reali strumenti mediante i quali i cittadini potessero esprimere una preferenza tra diversi candidati. Non fraintendetemi, non penso che siano stati fatti brogli o cose simili. Anzi, per quel che so le procedure sono state limpidissime, averne di cose così. Però il risultato era preordinato. Il gruppo dirigente, mediante contrattazioni interne, aveva deciso che i candidati realmente pericolosi per Veltroni, tipo Bersani, non dovessero apparire. I quadri intermedi hanno avuto le indicazioni. Questo significa che, quando si giunge al dunque, il metodo giusto per arrivare in cima resta quello  delle manovre di palazzo, della politica di corte in cui si fanno gli accordi riservati, si cerca il consenso del potente di turno etc.  In sostanza, finché le primarie sono semplicemente la celebrazione di massa di accordi raggiunti altrove sono ben poco utili.

La ragione per cui le primarie, se fatte bene, sono invece utili è esattamente che possono sparigliare le carte. È che cambiano i criteri per la selezione della classe dirigente del partito, e quindi del paese. Le primarie servono solo in quanto servono a cambiare i criteri con cui si scelgono i candidati, passando dagli accordi ristretti tra coloro che controllano il partito all'appello diretto agli elettori.

L'aspirante politico oggi fa carriera se piace ai vertici del partito, o a volte anche solo al capo del partito, per qualsivoglia ragione (Carfagna docet). Questo ha conseguenze ovvie in termini di comportamenti che verranno adottati dai quadri intermedi dei partiti, che saranno tipicamente più preoccupati di ottenere il consenso dei propri vertici che quello dei cittadini o anche solo dei militanti di base. Questa è la ragione per cui, per esempio, nella scorsa legislatura i deputati del centrosinistra e di Forza Italia hanno votato massicciamente la legge per l'indulto. La contrarietà della stragrande maggioranza dei cittadini è risultata irrilevante. Deputati e senatori dovevano il proprio scranno ai capipartito, e ad essi hanno obbedito.

Il meccanismo ha anche conseguenze ovvie in termini del tipo di persone che verranno attratte dalla carriera politica professionale, sulle quali non mi dilungo per carità di patria.

Le primarie hanno il potenziale di cambiare questo. No, non ci daranno politici puri e immacolati. Nemmeno necessariamente particolarmente capaci e intelligenti, vedendo le cose dall'Amerika possiamo assicurare che no. Daranno però politici che la cui principale abilità non è la manovra di palazzo ma l'acquisizione del consenso popolare. Daranno politici che al consenso popolare sono sensibili, e che si daranno da fare per acquisirlo.

Di nuovo, nessuna panacea. Il consenso popolare lo possono conquistare ogni sorta di demagoghi. Ma non vedo come altro si possa fare, almeno se vogliamo conservare la democrazia.

Premessa perché questo funzioni ovviamente è che le primarie siano realmente competitive, non un rito plebiscitario di conferma delle decisioni prese dai vertici del partito. A Forlì, Cattolica e Misano è stato così. Forse è una cattiva notizia per i vertici del PD, che rischiano di vedersi scappare di mano il partito. Secondo me è un'ottima notizia per chiunque continui a sperare che prima o poi il PD mantenga almeno alcune delle promesse di rinnovamento della politica.

10 commenti (espandi tutti)

Gli altri non li conosco, ma Balzani e' il preside della facolta' di conservazione dei beni culturali di Ravenna. Qui c'e' il curriculum sul suo sito web.

Penso che questa volta le primarie abbiano designato una persona adeguata alla carica di sindaco. Ma Balzani e' una brava persona e a Forli' lo sanno. Non sempre puo' andare cosi' bene.

A Bologna hanno avuto buon gioco gli ordini del partito. L'amico di Bisin, il prof. Pasquino, ha protestato un po' su come si stavano svolgendo le primarie, pero' non e' riuscito ad avere successo, cosi' il candidato vincente e' quello designato ufficialmente.

 

Condivido tutto. Specie il fatto che nel PD siano ancora lontani dall'aver capito quale sia il reale effetto positivo indotto dalle primarie, che non è solo un serrare le fila come fu per Prodi e Veltroni.

Qualcosa però si muove anche in realtà più grandi di Forlì o Cattolica: a Firenze ci saranno 3 o 4 candidati , ancora non si sa, tutti con eguali possibilità. Nessuno sconosciuto certo, tutti candidati ex PPI o ex-DS, tutti dell'apparato, tutti ex assessore o ex presidente o ex deputato. Un quinto (il reale favorito ed ex al cubo, Cioni) non corre perchè indagato per una certa faccenda e forse sarà in una lista civica, ma ancora sembra tirare molte fila del gioco nel PD. La rivalità dei suddetti qui tocca toni tra il grottesco e la farsa, tanto da far storcere il naso a molti... però, quale sarebbe l'alternativa? Il solito candidato paracadutato dall'alto? Il punto che dici riguardo la abilità nell'avere consenso, o direi meglio l'avere una certa sensibilità riguardo l'umore e i desiderata dell'elettorato, penso sarebbe già una buona premessa per avere validi candidati. Per me poi l'avere primarie vere e combattute avrebbe un ulteriore effetto positivo: quello di spingere la gente a interessarsi, informarsi, ascoltare, valutare. Insomma, far diventare l'elettore soggetto attivo del meccanismo (o almeno un poco di più).

Condivido tutto. Specie il fatto che nel PD siano ancora lontani dall'aver capito quale sia il reale effetto positivo indotto dalle primarie, che non è solo un serrare le fila come fu per Prodi e Veltroni.

L'han capito benissimo quando è stato eletto Vendola in Puglia.Ed han giurato a se stessi "mai più".

Spero anch'io che cambino idea, ma se c'è qualcosa che non mi sento di imputare ai nostri politici è l' ingenuità.

Difatti il loro terrore più grande è avere un outsider, vincitore delle primarie, che poi vinca anche l'elezione relativa. Sui giornali locali mi capita tristemente di leggere articoli deliranti in cui i vari "precandidati" in lizza per le primarie del PD raccontano candidamente delle manovre in corso per avere, tramite una serie di ritiri, un candidato unico del PD, in modo da non dover svolgere primarie di partito ed andare direttamente alle primarie di coalizione con un "candidato forte". Non hanno capito niente.

Lo statuto del PD, all'articolo 18, punto 4, recita

Vengono in ogni caso selezionati con il metodo delle primarie i candidati alla carica di Sindaco, Presidente di Provincia e Presidente di Regione.

tranne che nel caso in un unico candidato. È facile aggirare tale norma se l'apparato di partito è sufficientemente forte e può ''convincere'' i candidati non officialisti a stare buoni ed evitare di correre, se vogliono continuare a fare cariera. 

Nel PD opera una gruppo che si chiama ''primarie vere, primarie sempre'' che reclama...beh, è chiaro quello che reclamano. Sul loro sito c'è questa lettera di supporto per il neo-candidato di Forlì, che fornisce qualche dettaglio in più sulla storia. (Full disclosure: ebbene si, mi stanno simpatici perché hanno linkato il mio post).

uh, hu...  a Renato e Walter staranno fischiando le orecchie...

Le primarie sono ancora più importanti, anzi direi assolutamente indispensabili in tutti quei casi dove si vota a liste blocccate (senza voto di preferenza).

E' forse superfluo ricordare che le primarie possono essere tenute anche quando non sono prescritte dalla legge elettorale.

 

Sono assolutamente d'accordo... il Pd, ma come credo tutti i partiti italiani, devono essere in grado di mettere in gioco le poltrone e le candidature.. non sono gli organi che devono definire il candidato, perche' al contrario il candidato da loro identificato parte debolissimo. 

Non solo, sono convinto che quello delle primarie sia l'unico modo per avviare un rinnovamento della classe politica. Il PD, e Veltroni dovrebbero mostrare la strada a tutti gli altri partiti.. questo sarebbe l'unico loro vero modo per recuperare terreno nei confronti della destra.. questo sarebbe un vero cambiamento. L'assenza di primarie, non fa altro che impedire al nuovo di presentarsi.

Fino ad ora, questa strada e' stata mostrata solo a parole ma per niente nei fatti. Veltroni ha perso miseramente le elezioni e continua a perderle. Dovrebbe farsi da parte, cosi' come succede in tutti i paesi del mondo... e invece rimane (lui che parla di rinnovamento) indebolendo di giorno in giorno la posizione del PD. La conseguenza e' la creazione di nuove correnti ed eventualmente spaccature del partito...

Le primarie potrebbero anche servire a scegliere il nuovo leader a seguito della sconfitta elettorale.. la gente del partito deve anche decidere se post-elezioni e' ancora Veltroni che deve condurre il partito durante l'opposizione..

PS Congratulazioni al vostro sito... io sono uno dei nuovi acquisiti e sto spargendo la voce.. continuate cosi'

PPSS Purtroppo anche io vivo fuori dall'Italia..

Non solo, sono convinto che quello delle primarie sia l'unico modo per avviare un rinnovamento della classe politica.

Ne sono convinti anche Veltroni &c., per questo non le vogliono."recuperare terreno nei confronti della destra." è importante per il PD, ma per i suoi dirigenti è un obiettivo secondario, il primo è stare in sella.

Veltroni ha perso miseramente le elezioni e continua a perderle. Dovrebbe farsi da parte, cosi' come succede in tutti i paesi del mondo... e invece rimane (lui che parla di rinnovamento) indebolendo di giorno in giorno la posizione del PD. La conseguenza e' la creazione di nuove correnti ed eventualmente spaccature del partito...

Correnti e spaccature quelle ci sono a prescindere in un partito nato dalla fusione di due largamente incompatibili.Quanto al resto secondo me Veltroni è morto, ma visto che il ruolo di leader dell' opposizione è logorante il suo cadavere non verrà inumato finchè non inizia la prossima campagna elettorale, magari con le ennesime primarie truccate.Come dici tu, nei paesi seri non va così, ma a bananas funziona così (il link c'entra poco ma non ho resistito...).

Se si considerano le storie personali di coloro che compongono questa classe politica appare chiaro che il rinnovamento non potrà mai arrivare dal suo interno. Veltroni, D'Alema, Rutelli etc. sono persone che non hanno mai fatto altro che politica, e che una volta fuori non saprebbero assolutamente cosa fare.

Lo stesso vale, in maniera non cosí universale per i politici di destra (Fini, Bossi...).

Ci vorrebbe un evento catastrofico come le elezioni turche del 2002 ( http://en.wikipedia.org/wiki/Turkish_general_election,_2002 ) che lasciarono a terra un'intera classe politica.

Inizia una nuova discussione

Login o registrati per inviare commenti