Perche' l'allenatore si' e il professore no?

2 ottobre 2006 gian luca clementi
Perche' in Italia la gente si organizza per cacciare un allenatore, ma non fa nulla per allontanare chi insegna male ai propri figli?

La mia sorellina insegna fisica nella scuola superiore che mi ha visto come studente molti anni fa. Ieri mi ha telefonato dicendomi della festa per il centenario della scuola. Mi ha parlato dei miei ex compagni che ha incontrato, e di quei docenti, molti dei quali ancora in servizio, che hanno avuto il dubbio piacere di avermi come alunno. Essendo i miei ricordi ancora molto vivi (non sono poi cosi' vecchio), le ho brevemente descritto alcuni dei miei ex professori. Come credo vi parra' ovvio, alcuni erano persone preparate e dedicate (la maggiorparte, devo dire), mentre altri erano degli emeriti sfigati: frustrati, impreparati, lavativi, o una combinazione di questi attributi. Mi ricordo che gia' a quel tempo a me e ai miei compagnucci era chiaro chi rientrasse nell'uno e chi nell'altro gruppo. E rammento anche di averlo detto ai miei genitori. Ricordo mio padre accenarmi, con parole sue, a adverse selection e moral hazard. Comunque la sua fondamentale conclusione era sempre: "Pensa a studiare - e' piu' probabile che lo sfigato sia tu". Non gli e' mai passato in mente di andare dal preside a protestare, oppure di scrivere una lettera al giornale locale. Immagino che qualcosa di simile sia successo a molti di voi. Poi sono andato all'Universita'. C'erano sit-in e cortei contro tutto e contro tutti, pero' non c'erano mai iniziative per cercare di cacciare, stigmatizzare, o semplicemente esporre al pubblico ludibrio, quei docenti (non molti ma neppure pochi) che si distinguevano per un livello non comune di idiozia. (Ahhhh, quel deficiente di geografia economica...) Perche'?

L'Italia e' un Paese dove ovunque e' comune vedere assembramenti, cortei, dimostrazioni, e pubblici appelli contro l'allenatore o il presidente della locale squadra di calcio. Ma, con l'eccezione dell'avvenente professoressa di lettere di Pordenone cacciata a furor di popolo per delle innocenti foto artistiche trovate in rete, non si ha mai notizia di iniziative strumentali all'allontanamento di docenti indecenti (e ce ne sono, soccia se ce ne sono...). La paura che, esponendosi, si possa esssere discriminati, e' stata superata con l'avvento della rete. Cosa giustifica dunque l'ignavia contro i professori incapaci? Basta la constatazione che la probabilita' di successo sia troppo bassa per giustificare un impegno? Eppure a Pordenone ci sono riusciti. E' forse il caso che l'alunno e' danneggiato maggiormente dal sapere come sono le tette dell'insegnante, piuttosto che dall'incapacita' dell'insegnante stesso? O si tratta di verifiability? (Le foto artistiche, o ci sono o non ci sono - piu' difficile dimostrare che la professoressa non sa nulla del Foscolo? Mah).

29 commenti (espandi tutti)

A me sembra che il problema di verificabilità spieghi la quasi totalità del fenomeno. A te, e a tanti altri studenti capaci, risultava ovvio chi fossero i professori incompetenti. È molto più complicato dimostrare l'incompetenza in una court of law, che è quello che che bisognerebbe fare per licenziare gli insegnanti.  Prova a immaginare un giudice che cerca di determinare la competenza di un insegnante di fisica! Quelli che possono veramente intervenire sono gli altri insegnanti, che in genere sono in una buona posizione per capire quando un collega non fa bene il proprio lavoro. Non hanno però alcun incentivo a farlo.

Il meccanismo sostitutivo parziale che si usa nelle università  è quello di chiedere agli studenti di valutare i docenti mediante questionari anonimi. È un meccanismo che in molti casi funziona bene, sicuramente è così in molte business schools. Sappiamo tutti però quali sono i limiti dello strumento, le storie di colleghi che prendono ottime valutazioni facendo corsi facili e distribuendo voti alti abbondano. In altre parole, le valutazioni da parte dei docenti funzionano solo quando il corpo studentesco è sufficientemente maturo. Per l'educazione primaria ovviamente è uno strumento che non si può usare.

La verificabilità spiega anche perché sia invece così facile licenziare allenatori affetti da sconfitta cronica e insegnanti esibizioniste. Lì è molto facile dimostrare la malefatta, anche in una court of law (e, come osserva giustamente Fausto, probabilmente a molti allenatori non importa molto).  

Ho provato a modificare il mio messaggio e, come vedete, ho fatto casino. Non importa, niente di fondamentale.

Quasi tutti gli anni leggo articoli nella cronaca provinciale della mia città, dove il preside di un istituto tecnico si vanta di bocciare 3/4 delle matricole. Lungi da me il santificare il 6 politico ma, tutte le volte rimango stupito. Nella mia azienda mi occupo di controllo di qualità, se avessi un articolo che al test di fine linea raggiunge il 75% di scarti, andrei a valutare cosa è accaduto, e non potrei mai cavarmela vantando la mia severità come valutatore. Tutto questo per dire che, a fronte di un tasso di insuccesso così elevato, sarebbe doveroso intervenire su chi ha formato queste matricole. Questo potrebbe essere un modo di giudicare l'operato di un insegnante.

È ovvio che non possiamo punire il preside e gli insegnanti dell'istituto tecnico, visto che questo darebbe incentivi perversi a far passare tutti. Il suggerimento, mi sembra di capire, è pigliarsela con le scuole medie ed elementari che sfornano studenti incapaci. Mi sembra un'eccellente idea, ma la sua implementazione pratica è molto complicata. Intanto bisogna purtroppo abbandonare il tentativo di colpire individualmente gli insegnanti incapaci, per passare a individuare le scuole disfunzionali. Poi bisogna stabilire meccanismo di premio e punizione per queste scuole. L'unico modo serio per punire una scuola fallimentare è chiuderla o ridurre gli stipendi degli insegnanti. Sono a favore, ma sarebbe necessaria una battaglia durissima con i sindacati e spesso con le famiglie, che rischierebbero di dover mandare i figli a scuola più lontano.

Infine, i criteri per stabilire la bontà del lavoro svolto dovrebbe essere necessariamente complessi. Per esempio, non ha senso aspettarsi che il tasso di successo scolare di una scuola che si trova in una periferia degradata sia lo stesso di una scuola del centro di Milano, e sarebbe inefficiente (oltre che odiosamente ingiusto) punire gli insegnanti della prima perché i loro alunni hanno meno successo che gli alunni della seconda.

Non voglio dire che un controllo di qualità nella scuola sia impossibile, ma è pericoloso illudersi che sia facile e banale come nel caso degli allenatori.

Ci sono misure che secondo me avrebbero effetti benefici immediati sull'attivita' didattica, ad un costo non molto elevato. Esempio: tutte le mie lezioni a Stern sono filmate (da una piccola security cam attaccata al soffitto) e il relativo streaming video rimane sul server per mesi, a disposizione degli studenti e dell'amministrazione della scuola. Devo precisare che non lo faccio perche' vi sono obbligato. Il mio obiettivo e' favorire quegli studenti che si sono dovuti assentare, o che vogliono rivedersi una lezione in prossimita' dell'esame. Pero' e' chiaro che lo strumento potrebbe essere utile per disciplinare docenti che ne hanno bisogno. Come e' forse il caso per tutti voi, durante la mia carriera scolastica italiana sono stato testimone di episodi incresciosi che sicuramente non si sarebbero verificati, se in classe ci fosse stata una telecamera. O, se si fossero verificati, avrebbero portato al licenziamento del docente. Per continuare con l'analogia con il calcio: perche' la moviola negli stadi ma non nelle scuole?

Ma tu hai idea dicome sono le scuole pubbliche in Italia? Io conosco quelle di Milano (ho due figli che ci vanno). Mancano i soldi anche per la carta igienica. Altro che telecamere! Grazie alla ministra che ha acuito il problema già pesante. I Presidi poi hanno scarsissimi poteri (i sindacati della scuola sono potentissimi).

Penso che anche nella scuola, come in altri settori, in Italia vi sia molta eterogeneita', di capitale umano degli insegnanti, risorse, e risultati. Io sono cresciuto in provincia, a Rimini. Oggigiorno Rimni ha un una zona chiamata Centro Studi, pianificata quarant'anni fa, che consiste di edifici scolastici moderni o modernissimi, ospitanti uno dei due licei scientifici della citta', l'istituto tecnico commerciale, l'industriale, e quello per geometri. Hanno computer in abbondanza, laboratori, palestre vere, aule magne,... in tali realta' mettere delle webcam da 20 Euro ( non costano piu' di cosi') e un microfono ambientale mi pare proprio semplice. Ora tu mi dirai dell'endogeneita': le telecamere servono proprio nei casi dove e' piu' difficile o piu' costoso metterle. Sono d'accordo. Suggerisco solo che forse l'Euro marginale dovrebbe essere speso nelle telecamere (per fare un esempio) piuttosto che nella carta igienica. Dopotutto, ai tuoi figli potresti suggerire di fare certi bisogni a casa o di portarsi la carta igienica in cartella (come durante il servizio militare). :-) Anche sui poteri dei presidi, ne sento di molto diverse. Mia sorella, che e' insegnante di ruolo e quindi inlicenziabile, mi dice che un certo potere incentivante i presidi ce l'hanno. Un esempio: quando non c'e scuola, il preside ha il potere di organizzare il tempo di ogni docente. Se poi mi vieni a dire che a Scampia i presidi non lo fanno perche' hanno paura di trovarsi un coltello nella pancia, ti rispondo che li' il problema non e' la scuola. C'e' ben altro.

“È vietato l’uso di impianti audiovisivi e di altre apparecchiature per finalità di controllo a distanza dei lavoratori.

Gli
impianti e le apparecchiature di controllo che siano richiesti da
esigenze organizzative e produttive ovvero dalla sicurezza del lavoro,
ma dai quali derivi al possibilità di controllo a distanza
dell’attività dei lavoratori, possono essere installati soltanto previo
accordo con le rappresentanze sindacali aziendali, oppure, in mancanza
di queste, con al commissione interna. In difetto di accordo, su
istanza del datore di lavoro, provvede l’ispettorato del lavoro, dettando ove occorra, le modalità per l’uso di tali impianti”.

Ah ecco. Quindi oltre all'art. 18, c'e' da abrogare anche il 4... ;-)

Non c'e' proprio scampo... i sindacalisti di fine anni '60 erano proprio smart.

vada per la moviola. pero' il metodo tipico con cui si misurano gli insegnanti e' fare test  standardizzati agli studenti. non che questo metodo non abbia problemi. li sento gia' gli intellettuali italiani che dicono "si', ma poi si finisce per insegnare ai bimbi a fare i test e non ad apprezzare la Cultura - maiuscula che piu' maiuscula non si piu'). Ed infatti quello che qui si chiama "teaching to the test" e' un davvero un problema; ma non e' problema di prim'ordine. lo standardized test evidenzia benissimo la qualita' degli insegnanti. mio figlio va in una buona scuola privata di NY. gli insegnanti sono tutti ben oltre la barra, stiamo parlando di differenze di qualita' e di effort relativamente minime. ma i test della citta' l'anno scorso hanno chiaramente dimostrato quello che tutti noi gia' sapevamo, che la prof di matematica ere meglio di quello di inglese. La classe in media era chiaramente sopra la media di scuole simili in matematica e sotto in inglese. 

 

Comunque, torniamo alle cose serie:  Licenziamo Mancini !

 

Non c'entra nulla con il dibattito in questa sezione, ma vorrei invitare tutti voi a leggere questo articolo sulle relazioni tra la Bocconi e il calendario:

www.corriere.it/Primo_Piano/Spettacoli/2006/10_Ottobre/02/calendario.shtml

 

 

 

Pensavo che quest'argomento non arrivasse su NfA...dico però che da bocconiano mi sento derubato del mio lavoro (ma avete letto l'intervista, è da rabbrividire!!!), ancor di più se penso che ho fatto la tesi nello stesso periodo della donnina in questione e nello stesso dipartimento...per fortuna che non avevo MD come relatore............(leggasi come piccolo sfogo personale per nulla attinente con il post!) 

Condivido con Giampi lo sbigottimento per l'intervista e il fastidio per il fatto che c'e' la bocconi (anche la mia universita', qualche anno prima del'avvento della manza) di mezzo, in qualche modo.

Pero' leggendo l'intervista ho fatto le seguenti riflessioni

1. Tante ragazze, alla bocconi e non solo, sotto sotto vorrebbero essere come lei e fare la sua vita (un motivo per cui, se da una parte so che avere una bambina mi farebbe uscire di testa dalla felicita', dall'altro ho il terrore di avere figlie femmine...)

2. Ragazzi e non-piu'-ragazzi, alla fine, un po' tutti si sollazzano a vedere una tipa del genere (e questo aumenta il mio terrore di cui sopra)

Insomma la domanda e': se quello che dice la signorina alla fine e' quello che pensano in molte e voglion sentir dire (e vedere!) in molti, allora cio' rende la cosa normale? E se, come persona e come genitore (che non sono) queste cose mi fanno ribrezzo, sono "entitled" a fare in modo che mio figlio/mia figlia non sia cosi'? E se cosi' faccio, li rendo dei social outcast? Economisti dell'educazione e della famiglia, cosa dicono i dati? quanto conta l'educazione in famiglia? Economisti padri, cosa mi dite?

Senza offesa, cari Giampi e Nicola, ma a me sembrate un po' bacchettoni. Che c'azzecca che la signorina s'e' laureata in Bocconi? Facendo leva sulle debolezze ( o forse solamente i gusti?) di molti uomini Italici, e unendosi ad una schiera gia' nutrita, la giovane neo-laureata si guadagna da vivere onestamente. Perche' stigmatizzarla? Se inaspettatamente scoprissi di avere un talento per il poker (per citare un'altra attivita' legale che i socially conservative considerano deprecabile), non troverei nulla di male ad usarlo per far soldi. Eppure la laurea ce l'ho anch'io (anche se non dalla Bocconi).

Ma in che mondo vivete? Dite davvero o fate la scena dei finti moralismi? Dov'e' la ragione razionale per tanto stupore? Le domande che leggo sono consistenti solo con tre cose, dico le prime due e vi lascio indovinare la terza. State provocando per scatenare un qualche dibattito piccante ma poco interessante. Pensate che le scienze del comportamento debbano spiegare qualsiasi micro pezzettino d'evidenza, anche se irrilevante, come quello in questione. La terza, appunto, la lascio a voi ... ma ha a che fare con Esopo. 

C'e' ovvia domanda dal "mercato" o dalle "masse" per personaggi del genere. L'unica cosa interessante e' modellare perche' tale domanda esiste, persiste ed e' sempre piu' alta. La domanda, in questo caso, crea abbondante ed ovvia offerta da parte di imprenditori/innovatori che sono dotati del "fixed asset" necessario per intraprendere tale innovazione, fine della teoria economica. Non c'e' nulla di diverso dalle cretinate che fanno D&G e che molti dementi comprano a prezzi ancor piu' alti (per unita' di cretinata acquisita).

Molta gente va in bocconi, come molta gente va a in qualsiasi universita', in proporzione alla dimensione dell'universita', credo ... Dato il grande numero di persone ed un livello standard di eterogeneita' fra di queste e' ovvio che ci sia di tutto fra gli esseri umani in bocconi come c'e' di tutto fra gli esseri umani di princeton, dove, se non ricordo male, ando' a studiare facendo cose simili e dicendo cose simili (ma con piu' successo) quella americana stellina del cinema che per un tot di tempo era moglie di agassi (giuro che non mi ricordo come si chiama, ma sono stanco ... ah, si: brooke shields.) Ieri ero a Princeton, ed il campus e' pieno di belle ragazze, alcune di loro probabilmente cercano di far soldi facendo cose simili alla signorina Sara Tommasi, so what?

Se spunta, come spuntera', o e' gia' spuntato ma fa meno notizia, che un laureato in bocconi fa il ladro da qualche parte, cosa vogliamo dedurne sulla bocconi per se o su Alberto e Sandro che in Bocconi si sono laureati? Nulla ovviamente! Bush si e' laureato a Yale, ed i miei amici Tim Kehoe e Jaume Serra hanno un PhD da Yale, forse che la prima cosa implica alcunche' di significativo sui secondi e le loro simpatie politiche per non parlare della loro intelligenza? Nulla, ovviamente.

La teoria economica, ed il senso comune, implicano che ognuno cerca di utilizzare il proprio vantaggio comparato per massimizzare reddito/ricchezza sotto i vincoli imposti dai suoi gusti/preferenze/valori morali/tendenze piu' o meno prefissate o dovute all'educazione. Evidentemente le preferenze della signorina ST sono tali che, in cambio dei soldi che le offrono e dei soldi che s'aspetta, a lei non da fastidio esporci le sue grazie dermatologiche e far finta di rispondere a interviste dementi con le risposte astute che le ha scritto il suo agente. Non mi sorprende. Nonostante abbia gia' un po' di pancetta e del grassetto sui fianchi, mi sembra chiaro dalle foto che o ha un QI superiore a 150-160 o il suo vantaggio comparato sta nel settore dermo/demente. Visto che la probabilita' d'avere sia un QI di 165 che quella distribuzione della massa corporea e' arbitrariamente vicina a zero, e visto che le foto, a meno che siano truccate al computer (cosa possibilissima), assegnano probabilita' uno al fatto ch'e' ha derma , grasso e muscoli ben distribuiti attorno agli ossi, la probabilita' condizionale d'un QI superiore a 165 e' anch'essa vicina a zero. Quindi la figliola fa cio' che la teoria piu' elementare predice. Fine della storia.

 

Il signor Cusani, di tangentopolesca fama, era laureato Bocconi. Faceva, ai tempi, il capo del movimento studentesco. Era in parte a lui che pensava il noto poeta Paolo Rossi quando compose gli immortali versi 'ho visto le menti migliori della mia generazione passare dal cellulare al cellulare e poi di nuovo al cellulare'.

A me sta ragazza invece pare il prototipo della "femina oeconomica": riconosce i suoi skills, fa investimenti per accrescerli (si rifa le tette) e impara i rudimenti della scienza manageriale per farli fruttare.

E fa proseliti. Mi dicono fonti bene informate che la seconda classificata quest'anno a Miss Italia si è appena iscritta alla Bocconi (nello stesso corso di laurea della signorina Tommasi).  Chissà se queste nuove attrattive dell'insegnamento bocconiano avranno successo nel riportare a casa i suoi allievi migliori  ora sparsi per gli Stati Uniti riuscendo là dove incentivi più tradizionali avevano miseramente fallito.

nessun moralismo. reazione personale a certe cose, la signorina ovviamente fa il suo mestiere, onesto, e lo fa bene.

Piuttosto qualcun altro ha definito ci compra le robe di dolce e gabbana e simili un demente -- e questo cos'e'?

volevo solo sapere se ci sono studi sulle pressioni sociali e l'impatto delle famiglia, e se ci sono tra i lettori pardri di adolescenti/giovani e cosa ne pensano.

Men che meno c'entra esopo. Ho una moglie bellissima e, io, non ho certo intenzione di rifarmi le tette, ne' a pera ne' a mela (vedi intervista sul corriere).

Non offenderti, Nicola, e soprattutto rimani ligio al tuo proposito di non rifarti le tette.

Ci sono tante cose sulle pressioni sociali della famiglia, alcune anche mie e di giorgio (ue' ragazzi, questa  se l'e' cercata il Nicola). Non che tu possa trovarci molto  per rispondere alla tua domanda, pero'. C'e' anche tantissimo su nature/nurture, stavolta nessuno di nFA, direi. In breve: 60% nature 40% nurture; ma io e giorgio non ci crediamo e potremmo discutere mesi sulla questione. Se proprio ti interessa, leggi D. Reiss et al., The Relationship Code. Scritto difficile ma interessante. Infine, recentemente Alessandro Lizzeri e Marciano Siniscalco hanno un paper teorico su "parenting styles" che ti puo' interessare.

La domanda "e' mio diritto" e' richiede tali e tanti giri di walzer per essere risposta che - vista la mia stazza - non ci provo neanche.

ma no nessuna offesa, solo chiarimenti, e poi grazie per i suggerimenti di lettura, e' proprio quello che chiedevo! Io mi occupo di economia della scienza e non riesco a tenermi troppo aggiornato sul resto....

 non ho capito l'ultima riga del tuo intervento (a parte il fatto che sei un po sovrappeso...:-))

Ma quale sovrappeso. Un po' di rotondita' nei punti giusti.

Intendevo che rispondere alla domanda "e' mi diritto" richede di affrontare problemi di interpersonal comparisons  ed anche di prendere posizione  su paternalismo ad esempio motivato da behavioral decision theory. Troppo difficile

per carita', non volevo offendere, alberto. d'altronde anche la signorina tommasi, secondo Michele, ha del grassetto sui fianchi e un po' di pancetta (picky, huh?).

alla fin fine quello che volevo dire era: ma se vostra figlia facesse una cosa del genere per campare, voi come la prendereste?

Nicola, sara' che ho letto male il tuo primo commento, ma questa insistenza sul "ma se vostra figlia ...", come dire, suona in una certa maniera.

Una figlia non ce l'ho, ho un figlio, che a me (e ad altri/e) sembra sia intelligente che bellino. Non so quale sia il suo vantaggio comparato, non l'ho ancora misurato. Per il lavoro che faccio e perche', nel caso mio, dove sia il vantaggio comparato lo so (sono entrambi svantaggi assoluti, ma i due infinitesimi sono di ordine diverso) mi piace pensare che il vantaggio comparato suo sia l'intelligenza. 

Sai cosa fa per guadagnarsi la vita? L'attore, o l'aspirante tale, in quel di LA. Nudo non gli chiedono di posare, il mercato non c'e', ma le foto per sembrare "figo" deve farsele, quindi ... fai tu.

 

nessuna intenzione di offendere o solo insinuare. semplicemente, non so come mi comporterei io e chiedevo lumi a chi ha qualche anno e molta piu' esperienza di me. al di la' della teroia dei vantaggi comparati.

Ringrazio Gian Luca per il bacchettone...beh in realtà volevo solo dire che dall'intervista (che ripeto...è tremenda e che marca ancor di più il declino intellettuale in cui versa il corsera) traspare un'immagine abbastanza distorta della Bocconi...arrivismo, successo a tutti i costi...dai non è credibile. Ha tutto il diritto la signorina ST di fare un pò come gli pare, e il mercato reagisca come vuole arricchendola, non m'importa! però perchè marcare il fatto che viene da quell'università? voglio dire, non è una notizia, quante laureate ci sono in giro per l'italia che fanno sti lavori?

E' solo un modo per montare servizi inutili e poco edificanti...montare un caso quando lo stesso non esiste. Unico risultato...si rafforza l'idea che la bocconi è frequentata da arrivisti fighetti in affanno per la scalata sociale...daaaai basta con questi luoghi comuni! 

Il bello dell'Italia e' che uno scrive un pezzo lamentandosi di qualcosa nel 2006, e anni dopo e' tutto ancora perfettamente attuale non cambia nulla di una virgola. Notare che nel video che linko il nome di quel cafone e' celato, purtroppo.

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