Pop-sociopsychology: la Germania e il mondiale

25 giugno 2006 alberto bisin

Nella mia auto-accreditata veste di corrispondente per NoisefromAmerika.org al mondiale propongo alcune osservazioni sparse.

Ho gia' avuto modo di lamentare quanto fosse complesso e inefficiente il meccanismo che la Germania e la FIFA hanno messo in piedi per offrire i biglietti del mondiale di calcio. Ciononostante la perseveranza paga e ho avuto i biglietti per Italia-Ghana. Nella mia auto-accreditata veste di corrispondente per NoisefromAmerika.org al mondiale propongo alcune osservazioni sparse, la maggior parte banali (ma devo pur giustificare la diaria).

1) Quanto e' efficiente la Germania. Non sapranno usare sistemi di prezzo per coordinare l'allocazione dei biglietti (la 'mano invisibile' e' cosa 'sporca' nell'Europa tutta o quasi, evidentemente) ma i treni sono in orario a un livello tale che viene da sorridere (e non c'e' nemmeno 'lui') , ci sono bagni portatili puliti in ogni luogo in cui ci si puo' ragionevolmente aspettare una concentrazione maggiore di 10 persone (che poi in queste concentrazìoni la birra scorre e c'e' bisogno), ci sono tram e metropolitane in fila alla fine delle partite a portare la gente a casa (ammetto, in questo caso, estrapolo da un campione di 1 partita), e cosi' via. Sapete cosa intendo. Ma perche' noi non siamo capaci, ma sara' la cultura mediterranea che ci uccide, blah blah blah.

2) Ma perche' i tedeschi tifavano Ghana? Gli intellettuali snob che tifano per i perdenti, soprattutto se africani, ce li abbiamo anche noi, in Italia; su tutto lo spettro, dal direttore del Manifesto fino a (alcune del) le anime pensanti di questo sito. E poi chi non ci ha pensato quest'anno, viste la magra elevazione etica della squadra, a concentrare i propri interessi estivi sull'unica altra cosa che ci interessa oltre al calcio? Che poi se vinciamo si fa l'amnistia... Ma nel settore del Ghana allo stadio di Hannover (dove la FIFA mi ha relegato, evidentemente molti cognomi Ghanesi finiscono in 'n' come quelli veneti) erano tutti bianchi, alti, biondi, incazzatissimi, ubriachi di birra; non sembravano intellettuali altezzosi (ma non si sa mai) e parlavano una lingua non molto musicale, piena di 'k'. Non era tifo del tipo, 'ma a me che mi frega di Italia e Ghana, tengo per il piu' debole e simpatico'. Era tifo cattivo e organizzato. Io questa proprio non l'ho capita. Ma, con correttezza e professionalita' di cronista, riporto.

3) Che figura ragazzi! La Germania (beh, adesso estrapolo da un campione di 2 citta', Amburgo e Hannover) e' coperta di cartelloni pubblicitari con questa foto

 

 

Questa e' davvero una vergogna. In Germania non c'e' solo Fassbinder, ci sono anche milioni di belle bionde che una volta venivano giocose a Rimini. Rideranno di noi e del pacco di Gattuso. Dolce e Gabbana dovrebbero pagare i danni al popolo.

4) Che noia la Germania. Sara' la distruzione della guerra (tutto e' nuovo, ancora una volta ad Amburgo e Hannover, e le chiese gotiche sono cosi' nere che paio appena scampate non bene al fuoco), sara' la cultura popolare, ma la noia regna sovrana. Mi par peggio della Svizzera. Soprattutto le facce. Mio figlio dice che e' rimasto deluso dalla bellezza delle ragazze, che si aspettava meglio. Ma non e' che non son belle, e' che sono un po' tristi. Tutti sembrano tristi, non solo le ragazze. Passano dallo stadio triste a quello incazzato-ubriaco senza nessuna ebbrezza intermedia. Sembrano guardare i tifosi piu' allegri (italiani, brasiliani, angolani) con un misto di invidia, supponenza, alterigia, disperazione. Pero' si sforzano ad essere gentili, con notevole successo, devo ammettere.

5) Grande Pirlo!

 

6) Forse continua quando gli autori finiscono di guardare le partite ...

 

con l'aiuto di vittorio bisin

7 commenti (espandi tutti)

1)L'Italia, almeno quella calcistica, desta antipatia non solo in Germania. Nel 2002 ho visto Italia-Corea del Sud in un bar di Tolosa, erano tutti francesi e tutti ferocemente a favore dei coreani. Anche lí, legittimo stare per gli underdogs (anch'io ieri ero per il Messico e contro l'Argentina) ma lo spudorato favore arbitrale verso i coreani avrebbe dovuto essere sufficiente per ricredersi. Invece no, tutti a tifare contro l'Italia fino alla fine. A real 'Nino Manfredi' experience.

2)On the other hand, ammettiamolo, anche noi facciamo spesso e volentieri tifo antitedesco (e anche antifrancese, da quando ci hanno fregato l'europeo con quei quattro f*%#ti minuti di recupero e il loro golden goal della m#$%ia). Ricordo un bell'articolo di Michele Serra di introduzione ai Mondiali 94 (credo) che si concludeva con un 'vinca il migliore purché non sia la Germania'.

3) Ora il pezzo di pop-psychology. Non ho potuto fare a meno di notare che in inglese i calci di punizione si chiamano 'free kicks'. In altre parole, in italiano si prende automaticamente il punto di vista del perpetrator, mentre in inglese quello della vittima. Qualcuno ha voglia di trarre da questo importanti lezioni sulla qualità delle rispettive istituzioni politiche?

Saro' ciucco, ma l'osservazione d'elbrusco mi viene a rovescio. Mi spiego, "punizione" implica che qualcuno viene punito, hence e' colpevole. Cattolico, se vuoi (dopo la punizione sei limpido come prima e puoi andare in paradiso) ma sembra chiaro che se c'e' una punizione c'e' un colpevole. "Free kick", non so cosa suggerisce: mi ricorda troppo free lunch.

Confermo esperienza partite squadre italiane guardate con stranieri. Fra i tanti esempi, uno recente: un anno e pochi mesi fa, Cipro, CEPR-ESSIM 2005. A ESSIM viene gente da tutta Europa, finale Coppa Campioni, dove il Berlusca's team (noto ai piu' come Milan) venne giustamente beffato. Non c'era nessuno che tifasse Milan. Passi per il folto gruppo di economisti italiani quasi tutti interisti (e qualche juventino), ma gli altri? Ne' spagnoli, ne' svedesi, ne' francesi, ne' tedeschi: tutti pro-Liverpool.

Sulla foto: scusa, corrispondente, ma quelli che dovrebbero pagare la multa sono i giocatori, non D&G. Quest'ultimi le loro preferenze sessuali non mi sembra le celino, i signori "atleti", invece ...

Sull'incapacita' d'essere felici dei tedeschi: dopo quasi vent'anni, tuoi, di USA, di cosa ti sorprendi? Guarda che non sono solo i tedeschi, mai stato a Stoccolma o Helsinki o Copenhagen, o Liverpool? Ma non ripetiamolo troppo, senno' arriva il solito idiota che ci spiega che il nostro essere allegri e disposti a ridere spiega, e giustifica, il nostro essere ladri e senza decenza alcuna nella vita pubblica. Ovviamente le due cose sono perfettamente ortogonali, right? ... or, maybe, not?

P.S. Ma la diaria, chi gliel'ha promessa all'Albertone (e under age research assistant!)

Devo confessarvi che sono sempre sorpreso dall'ostilità degli spagnoli verso gli italiani in materia di calcio. 4 anni fa, quando Byron Moreno eliminò l'Italia dai Mondiali contro la Corea, la stampa spagnola negò ogni responsabilità dell'arbitro e ci accusò di essere una squadra che giocava un calcio primitivo. 4 giorni dopo un arbitro egiziano cacciò fuori anche loro, sempre con la Corea e la stampa spagnola scoprì il problema arbitri ai mondiali. Ieri mattina, El Pais titolava - commentando Italia-Australia - "Italia vuelve a los cavernas". Ieri sera la Spagna tornava invece a casa sconfitta dalla Francia, dopo aver spezzato le reni niente meno che ad Arabia Saudita e Tunisia. Der Spiegel può scrivere che siamo parassiti, ma non mi stupisce. Devo confessarvi che invece non capisco l'ostilità dei media spagnoli verso l'Italia. I nostri esperti di Spagna, Michele e elbrusco, hanno qualche spiegazione a riguardo?

Mah, per quel che posso capire l'ostilità è limitata all'ambito calcistico. Sostanzialmente gli italiani sono visti come grandi opportunisti che non giocano gran che bene ma per ragioni misteriose riescono a fare meglio delle loro furias rojas. I quali non hanno solo spezzato le reni a tunisia e sauditi, hanno anche rifilato quattro pappine all'ucraina. Se venerdì vedono che arriviamo in semifinale dopo un rigore acchiappato furbescamente (magari anche giustamente, ma furbescamente) al 93esimo, vedrai che i coglioni gli gireranno a mille.

Confermo tutto: hanno frustrazioni accumulate da anni su di noi, ma non ci odiano (odiano invece i francesi). Tenete conto che la ragione fondamentale per cui non ci odiano e' solo parzialmente una simpatia culturale; l'aspetto fondamentale e' un certo senso di superiorita'. L'Italia e' quel paese dove el gran capitan scorazzava, che faceva parte del nostro impero, la cui lingua non parla nessuno mentre la nostra 400+ milioni, e via andando. Infine, El Pais e' la versione estrema e distorta. Il suo commentatore sportivo senior, un tal Santiago Segurola che si considera il Gianni Brera spagnolo ed e' un pirla pazzesco, odia il gioco Italiano e vorrebbe tantissimo essere brasiliano. Interpreta il calcio come la corrida, tutta movenze, coreografia, danza e numeri di prestigio. Di conseguenza passa il tempo ad insultare il calcio italiano. Pero' gli spagnoli, devo ammetterlo, son molto "sportivi", molto piu' sportivi degli italiani e molto meno inclini a dire "cio' che conta e' vincere" come molti di noi invece tendono a invece a fare.

Scusate, lo so che questo ormai e' un thread vecchio, e che ormai siamo gia' tutti incazzati di nuovo per le indecenti vicende calcistiche nostrane, ma non posso fare a meno di contribuire che:

a) non e' stato solo el pais, anche marca ci ha dato dentro parecchio durante il mondiale, contro il gioco azzurro. Concordo sulla teoria che sia pura invidia: noi arriviamo brutti, storti, puzzolenti, giocando magari male, ma alla fine facciamo delle partite spettacolose (vedi contro la germania) e vinciamo il mondiale. Loro invece arrivano pieni di belle speranze, giocano anche bene all'inizio, ma vengono poi regolarmente buttati fuori.

b) ancora oggi, se arrivo in ufficio moscio, mi tiro su guardando il video di italia-germania preso da sky TV, i gol di grosso e del piero in sequenza, e l'urlo "andiamo a Berlino!". E mi commuovo pure.

c) forse alberto l'ha gia' riportata, ma e' degna di nota la battuta con cui Gilles Saint-Paul (francese, ma con un senso dell'umorismo e un cinismo impagabili) ha fulminato un giovane (e antipatico) economista spagnolo qualche settimana fa, quando sosteneva che insomma l'Italia ha giocato male, che la Francia meritava di vincere, e che nel calcio l'importante e' fare bel gioco, non vincere. GSP l'ha guardato per un po' e poi ha detto, "people like you should watch wrestling, not soccer".

Approfitto di questo spazio semiserio (pop-sociopsychology) in un sito serio per farvi osservare le analogie tra la Francia di quest'anno e l'Italia del 1982. Allenatori contestati prima del mondiale. Girone poco convincente. Quarta gara con il botto (fuori la Spagna come allora fuori l'Argentina), quinta gara eliminato il Brasile, semifinale con la più debole delle 4 rimaste (allora Polonia adesso Portogallo e notate che non capitava dal 1982 di avere le 4 semifinaliste tutte europee) e dall'altra parte del tabellone la semifinale è Germania-Italia come allora era Germania-Francia. Sembra che ci siamo scambiati i ruoli. Questo vorrebbe dire Francia campione del mondo. Molto peggio vorrebbe dire essere in vantaggio con la Germania ai supplementari, essere raggiunti alla fine e perdere ai rigori (con il portiere tedesco che cerca di uccidere Cannavaro o Materazzi: ricordate Tony Schumacher e Battiston?). Speriamo che la storia non si ripeta. Sono abbastanza convinto che perderemo con la Germania, ma non come perse la Francia nell'82, per favore. Meglio perdere 2-0 netto che farsi raggiungere da 3-1 e perdere ai rigori.

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