Le posizioni dei politici sulla scienza

4 febbraio 2013 redattori noiseFromAmeriKa

Segnaliamo che la rivista "Le Scienze" ha pubblicato alcune risposte, fra le quali quelle di FARE per fermare il declino, a dieci domande proposte ai sei principali candidati premier. Troviamo che questa sia un'iniziativa molto importante per instaurare sia un contatto diretto tra cittadino e politico, sia per esigere da chi si candida a governare il paese proposte chiare e concrete su temi assolutamente importanti.

Pur essendo FARE per Fermare Il Declino un movimento nato per convergenza sui 10 punti programmatici di natura prevalentemente economica, non manca un'idea chiara su come affrontare le problematiche espresse dalle domande. Il fatto che alcuni non abbiano risposto o non abbiano avuto il tempo di mettere in chiaro risposte opportune non è altro che un segno della poca attenzione al cittadino che si appresta a dover scegliere chi votare e poca considerazione delle problematiche che le domande trattavano."

22 commenti (espandi tutti)

Come mai un post sulla scienza non lo commenta nessuno?

 

Le risposte di Giannino non mi sembrano affatto male. Quelle di Bersani sembrano un tema di maturità.

Sono d'accordo con Francesco Rocchi. Inizierei la discussione con un commento generale sul fatto che dei sei candidati premier interpellati solo tre abbiano risposto anzi direi 2.5 visto che Ingroia praticamente non ha risposto.

Una cosa del genere negli Stati Uniti avrebbe fatto molto scalpore oppure mi sbaglio? Ho trovato molto positiva l'inizitiva delle 10 domande un po' meno la reazione di metà degli staff.

Non e' che sia coinvolto su tutto, quindi immagino ce ne siano piu' di quante siano arrivate nella mia inbox e ho l'impressione che stiano arrivando decine di richieste di questo tipo. Il sito dei disabili, quello dei professori, amnesty international, tutti a fare domande piuttosto specifiche sul programma. Oggettivamente si fa fatica a starci dietro, anche se un partito con finanziamenti e staff per un ufficio stampa non dovrebbe avere difficolta' a produrre uno straccio di risposte. Quel che manca altrove, temo, e' cosa dire. 

Avevo saputo dell'iniziativa non da nFA ma dalla  ML Universitas_in_trasformazione.

Su questa ML recentemente è arrivato un mail (di uno dei promotori - immagino) dove si spiega il motivo della mancanza della risposta da parte di alcuni competitors

 

http://tinyurl.com/adjf9w9


Evidentemente gli elettori che votano in base ad un ragionamento (e alla memoria del recente passato) rappresentano una minoranza così esigua da risultare poco interessante.

Evidentemente gli elettori che votano in base ad un ragionamento (e alla memoria del recente passato) rappresentano una minoranza così esigua da risultare poco interessante.

Basta guardare i temi principali dell'attuale campagna elettorale. E' desolante: IMU, riduzioni tasse, stipendi dei politici. Latitano dibattiti su istruzione, sanità, assistenza agli anziani, riforme dell'organizzazione statale. Scoprire che agli italiani interessano più 1000 euro di IMU anzichè il futuro del paese, dove vivranno loro ed i loro figli, mi mette una tristezza infinita.

PS

grazie del link, molto educativo ;-)

 

Non mi meravigliano per nulla le mancate risposte di Grillo e Berlusconi, quella di Monti si. Monti è legato al mondo universitario, da quel mondo vengono molti candidati nella sua lista, eppure silenzio assoluto. Una certa idea del perchè ce l'avrei, diciamo che la risposta alla domanda n.7 poteva creare problemi.

Per quanto riguarda i temi della campagna, Corrado ha perfettamente ragione. Non c'è un dibattito serio su cosa vogliamo che diventi questo paese, solo discussioni sull'immediato interesse di bottega. Secondo me il 25 ne vedremo delle belle.

Lo so che siamo in campagna elettorale ed i temi scottanti sono altri, ma lasciatemi lanciare una mia campagna contro l'uso "ad minchiam" di esponenziale. Stamattina guardando Sky ho potuto notare che perfino Cota lo usa, ovviamente "ad minchiam". Siccome l'esponenziale è una funzione, esponenziale non può riferirsi ad una quantità ma ad un andamento. Si può dire il numero di ca@@te in campagna elettorale sta aumentando esponenzialmente, ma non è corretto dire hai detto una quantità di ca@@ate esponenziale. Ci si può riferire ad una crescita esponenziale, ma un qualsiasi valore non può ovviamente dirsi esponenziale. Nell'esempio specifico di Cota il tizio diceva che il livello di tassazione attuale è esponenziale. Cota non è l'unico, l'uso "ad minchiam" è stato fatto da tanti a dx, a sx ed al centro. VIVA LA DOMANDA (8 DI LE SCIENZE E CHI VI HA RISPOSTO!

Ormai cotesto sbracamento del linguaggio non riguarda solo i politici.

Ricordo il fastidio, leggendo Gomorra di Saviano, nel trovare "esponenziale"  usato come sinonimo di "enorme". Tra l'altro mi pare che ci fossero svariate ripetizioni a distanza ravvicinata: una vera tortura per chiunque avesse una infarinatura di cultura scientifica.

 

Il problema e' che in Italia l'ignoranza paga. E, se sui congiuntivi mancati c'e' ancora chi alza il sopracciglio, l'ignoranza in campo scientifico e' un titolo di benemerenza (e chi non lo capisce e' considerato un insopportabile pedante).

PS: ho appena trovato un copia pirata di Gomorra su Library Genesis  ed ho controllato: in effetti non ricordavo male.
      Eh, questi cattivi maestri ...!

La Scienza sara' la Cenerentola di questa campagna elettorale, ma anche le materie umanistiche non se la passan bene.

 

Ieri c'era Lara Comi a Servizio pubblico. Parlando di camorra il Lombardia, ha citato diverse volte il comitato dei propi viri del PdL (datemi conforto: ditemi che sono io che ci sento male ;)

Bravo Carlo Carminati, si una delle prime volte in cui esponenziale è usato "ad minchiam" è proprio in Gomorra! Se ricordo bene parla di ricchezze esponenziali accumulate dai camorristi....

Si Saviano è uno dei repsonsabili della propagazione dell'errore.

Domanda 1, Università e Ricerca.

Sia Giannino che Bersani (ignoro Ingroia, perché mi sembra non abbia approfondito bene i temi) mi sembrano consci dell’importanza del settore, per lo meno non siamo al livello di “per produrre le scarpe non serve la laurea”. Difficile valutare, da quello che dicono, quanto siano consci della drammaticità e dell’urgenza dell’attuale situazione, che ho cercato qualche tempo fa di riassumere qui (l'ho messo anche in nfA ma il link non funziona).

Per quanto riguarda la ricerca, in tutti gli indicatori importanti ci collochiamo tra il 22-esimo e il 27-esimo posto tra i 27 della UE, vedere qui e qui.

Nonostante la scarsità di intervento pubblico e l’assenza di quello privato, la nostra ricerca è ancora competitiva in molti settori perché, pur avendo l’Italia un numero di ricercatori per capita che è meno della metà di quello dei paesi con cui competiamo e un numero ancora più basso di dottorandi,   la produttività dei nostri ricercatori resta alta, ma questo non durerà ancora per molto tempo. 

Non vorrei che Bersani e Giannino trattino la ricerca come la mamma: tutti ne parlano bene a parole, poi però molti la trascurano, le raccontano un sacco di bugie e le fanno promesse che non mantengono. Alla fine la mamma morirà lentamente in un ospizio, quasi priva di assistenza. Questa è la situazione in Italia, per quanto riguarda la ricerca e l’istruzione superiore. Il quadro è quello di un paese che ha scelto di suicidarsi.

 

Domande 3 e 9, Energia e Clima.

L’approccio e il tono di Bersani e Giannino mi sembrano quelli giusti, entrambi sembrano abbastanza preoccupati e aperti a nuove soluzioni. Giannino, da buon liberale, dice di far scegliere al mercato il mix energetico, ma dubito che questo sia sufficiente. Secondo me FiD sbaglia ad ignorare il problema energetico nel suo programma. Qui i problemi sono di tale portata, che è indispensabile, a livello nazionale, definire il quadro di insieme in un piano energetico nazionale che fissi le direttive in termini di costi, approvvigionamento, ambiente, tipo di rete e distribuzione.

Oggi regna un certo caos energetico e gli investitori non sanno con certezza come verrà remunerato il loro investimento. Quanto alle rinnovabili? Che tipo di incentivi? Dove farli gravare? Sviluppo delle reti intelligenti con accumulo di energia per gestire le fonti intermittenti? Quanto gas? Quali obiettivi per le emissioni di CO2? Auto elettrica? Quale politica per gli edifici? Auto elettrica e pompe di calore per gli edifici spostano i consumi dai combustibili fossili al sistema elettrico, che in questo caso va opportunamente incentivato. Non sono sufficienti, per garantire il rientro del capitale agli investitori, le poche cose scritte nel SEN. Tutto questo non può avvenire solo sotto la spinta del mercato. Bersani mi sembra più conscio di questo di quanto non sia Giannino.

Per quanto riguarda il clima e l’ambiente, il problema va correttamente posto su due piani, visto che l’Italia rappresenta circa il 2% del consumo energetico mondiale e l’1.8% della CO2 emessa.

Questi due piani mi sembrano correttamente individuati dagli interventi di Bersani e Giannino. Tuttavia Giannino sembra ignorare il punto cruciale. Giusto puntare sulla crescita, ma questa deve essere sostenibile. Se non lo è, allora occorre influenzare il mercato con dei correttivi, e questa deve essere la politica che l’Italia deve fare nel mondo. L’insieme dei dati e dei modelli attuali indica con ragionevole certezza che la crescita attuale non è sostenibile, soprattutto per le emissioni di gas serra. A livello mondiale, occorre quindi stabilire quanto è importante questo problema e di conseguenza decidere cosa deve essere fatto ed assumere politiche conseguenti.

Non è vero che le pompe di calore spostano i consumi verso il sistema elettrico, dato che esistono queste:
http://www.nextville.it/index/811
che hanno un efficenza maggiore di quelle eletttriche ( nel conto delle quali va considerata anche l'eficenza del sistema di produzione e trasporto dell'energia elettrica.

 Domanda 2: ricerca e innovazione nelle imprese.

Bersani: dopo aver individuato i settori strategici, definisce tre strumenti di intervento:
1. Sostegno agli investimenti privati attraverso la creazione di una finanza dedicata all'innovazione.
2. Utilizzo della domanda pubblica come leva per l'innovazione tecnologica delle imprese.
3. Cofinanziamento nazionale di iniziative europee la ricerca e l'innovazione.

 Giannino:

nella prima parte va un po’ fuori tema parlando di burocrazia ed ignoranza scientifica (sentenza dell’Aquila).

Poi rientra nel tema, dicendo sostanzialmente che bisogna ridurre le tasse per permettere alle imprese di fare ricerca.

 Vorrei  ricordare a tutti e due che la ricerca dipende da due cose: i finanziamenti e la qualità dei ricercatori. Vedo sensibilità per i finanziamenti, ma non si parla dei ricercatori, che stanno emigrando in massa per il  blocco del turn-over nel pubblico e la crisi delle aziende.

Servono nuove iniziative, ad esempio, una agenzia di raccordo tra i ricerrcatori in uscita dal mondo della ricerca e le  imprese. Si può pensare a bandi delle imprese su temi specifici di ricerca applicata e  innovazione, con ricercatori chiamati dalle imprese e pagati per il primo anno a spese dell’agenzia o a carico delle imprese ma con  notevoli agevolazioni fiscali.

Qui le risposte di Bersani, Giannino e  anche Ingroia mi sembrano ragionevoli.

Per quanto riguarda il M5S, lo spaccato che ne viene mi sembra veramente preoccupante. Intendono portare in parlamento il pressaposchismo e la superficialità dimostrata n questa discussione?

Da non competente, mi sembra che il primo punto da chiarire sia: la sperimentazione su animali (il termine vivisezione è fuorviante ed evocativo di scenari truculenti che nessuno vuole)  è in alcuni casi indispensabile?

Se la risposta dagli addetti ai lavori fosse no, il problema non si porrebbe.

 Se la risposta è sì, come mi sembra che oggi sia, allora nella sceltra tra animale e uomo sembra accettabile scegliere l'uomo. Chi è contro la sperimentazione animale allora non dovrebbe nemmeno mangiare carne, prosciutto, portare scarpe di cuoio e via dicendo.

Nell'atteggiamento grillino si proclama senza prove  l'inutilità della sperimentazione per non affrontare razionalmente il secondo aspetto. Troppo comodo, e segno di un atteggiamento ideologico che non promette niente di buono.

Richiesta

Vincenzo Pinto 12/2/2013 - 17:51

Giorgio scusa mi risulta che tu sia un "mio" candidato...  :) Hai collaborato alla stesura delle risposte? Mi dici cosa ne pensi delle posizioni di FARE e di quelle del M5S? Cosa si potrebbe fare meglio? Thanks.

Si sono candidato con FARE per la circoscrizione Europa. Non ho nulla a che fare con le risposte di Oscar e non so se qualcuno l'abbia aiutato nella stesura. Immagino di si'.

 

Visto che mi chiedi cosa ne penso, ti rispondo a titolo personale. Quelle di Giannino in genere mi sembrano tutte ottime risposte, considerando comnque che non  avra' potuto andare troppo in dettaglio a rischio di essere prolisso. Personalmente avrei risposto in maniera piu'  esauriente e piu' creativa alla domanda sulla agenda digitale e sull' analfabetismo scientifico. Gli unici due punti che solleva Oscar su cui non sono d' accordo sono 1) l'obbligo di assicurare una casa contro il rischio sismico, che non mi sembra fattibile - non credo nessuna assicurazione si potrebbe permettere di pagare e in ogni caso il problema sembrano sempre essere le case abusive; e poi non ci sono solo i terremoti, ci sono frane smottamenti alluvioni per quelli che si fa? 2) gli insegnanti che lavorano poco in media - perche' in Italia le differenze sull' istruzione sono talmente ampie che la media non serve a nulla. Comunque quest ultimo e'un fattore retorico piu'che di sostanza credo.

 

Il M5S risponde bene ad alcune delle domande (Agenda digitale, merito nell'universita') ma molto sommariamente o demagogicamente a quasi tutte le altre, soprattutto a quelle che riguardano la sperimentazione animale e l' ambiente. Non mi sorprende il vespaio del M5S riguardo la sperimentazione animale. In genere devo dire che le reazioni su internet dei sostenitori M5S mi fanno semplicemente paura per la violenza e l'ignoranza che hanno. Allo stesso tempo, i candidati M5S sono ben diversi per spessore e cio' mi rincuora.

 

Grazie!

Vincenzo Pinto 13/2/2013 - 11:00

Ok, un piccolo motivo di critica a FARE (magari ci mandero' una lettera). Giorgio e' un biologo (spero non sia riduttivo) e anche uno piuttosto bravo parrebbe. Come la sua ci sono competenze di altissimo livello in questo movimento, senza arrivare agli aderenti almeno tra i candidati e i coordinatori. Non sarebbe il caso di "sfruttarli" meglio? Non pretendo la votazione sul sito, anche perche' io dei temi trattati ne so qualcosa ma sicuramente meno di un tecnico. Sarebbe pero' interessante coinvolgere chi ha le competenze e anche avere una sintesi delle discussioni e come si e' arrivati alla posizione del movimento - magari si potrebbe usare una piattaforma tipo Wiki. Non voglio fare il rompipalle, e' che veramente vedo tanto entusiasmo negli aderenti e un livello di discussione quasi mai banale, e sprecare una risorsa simile sarebbe stupido.

Vincenzo, risparmia il francobollo! Scommetto un cappuccino che Oscar Giannino si e' consultato con altri prima di mandare quella risposta e in ogni caso io non avrei saputo dire di meglio in quella sede.  Da candidato sono molto soddisfatto dell'organizzazione interna finora e anzi, detto tra di noi, l'efficenza con cui FARE sta gestendo la campagna elettorale nonostante le tempistiche fulminee e nonostante la mancanza di budget mi sembra uno dei segnali piu' forti di quanto siamo diversi dagli altri. Considera anche che le liste sono state consegnate a fine gennaio, pochi giorni prima della deadline per inviare quelle risposte a Le Scienze.

 

Un'altra cosa che mi stupisce positivamente e' che ci sia una coesione genuina di pensiero dei candidati sul programma non solo sulle voci di carattere economico ma anche su tutte le altre che sono lasciate per intendere. Questo mi fa capire che chi si avvicina a fare ha una forma mentis simile, il che non e' affatto scontato perche' sono idee davvero trasversali che vanno da destra a sinistra e dopo cosi' tanti anni in cui il dibattito politico ci ha abituato ad una forzosa dicotomia, e' sorprendete invece vedere quanti italiani siano innatamente super partes e riescano a condividere concetti nuovi.

 

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