Quando la metà costa il doppio dell’intero

2 febbraio 2009 ne'elam

Dove si comincia a discutere di tariffe aeree e si finisce col parlare della durata dell'universo.

Con Alberto abbiamo recentemente commentato la disavventura occorsa all’ingegner Castelli. Il malcapitato sottosegretario scoprì che doveva pagare ben 325,8 euro per volare sulla tratta Roma Fiumicino - Milano Linate. Desideroso di ingraziarmi il sottosegretario, ho replicato la sua richiesta per vedere se riuscivo a fargli risparmiare qualche euro. Ho utilizzato Expedia. La prima schermata di questo sito, ma lo stesso vale per tutti gli altri che vendono biglietti aerei (ad esempio, Opodo, oppure Orbitz), chiede al visitatore se intende acquistare un biglietto di sola andata, di andata e ritorno oppure un biglietto per più destinazioni. Effettuata la scelta per un biglietto di sola andata, ho fornito al motore di ricerca le ulteriori informazioni necessarie per completare la richiesta: luogo di partenza Roma Fiumicino, arrivo Milano Linate, data 13 Febbraio 2009, orario ore 13 (orario preferito dall’ingegner Castelli). Il risultato é questo.

Niente da fare, 330,80 euro. Con Expedia il sottosegretario spende 5 euro in più, le spese di gestione che Expedia richiede per i suoi servizi.

Vediamo se riesco a fare di meglio ricorrendo ai ricordi delle frequentazioni con gli esperti del settore. Alcuni mi spiegavano la complessità del sistema tariffario con una ragione semplice. Alitalia, ma l'argomento é generale, è interessata a ottenere informazioni sulla disponibilità a pagare di ciascuno. La situazione ideale si raggiunge quando l'impresa riesce ad applicare a ciascuno il prezzo massimo che è disposto a pagare per quel volo. Nessun consumatore volontariamente divulga questa informazione. Da qui la necessità per Alitalia di escogitare dei meccanismi di rivelazione delle caratteristiche e delle preferenze dei potenziali clienti. Nel settore aereo è comune la distinzione fra consumatori time-sensitive e consumatori price-sensitive. I primi non vogliono assoggettarsi ai numerosi vincoli che le compagnie aeree pongono all’utilizzabilità del biglietto in termini di orario, rimborsabilità in caso di mancato utilizzo, e così via. I secondi, al contrario, sono disposti ad accettare più restrizioni. I primi pagheranno di più, i secondi di meno. Alitalia interpreta la richiesta di solo andata come la richiesta di un consumatore del primo tipo, quello disposto a pagare di più.

Ho provato quindi a vedere cosa succede se, invece di acquistare un biglietto di sola andata, si cerca un biglietto di andata e ritorno, mantenendo costanti data e orario di partenza. Il risultato è questo

Niente male. La differenza è cospicua: 184,91 euro, quasi 146 euro in meno rispetto al biglietto di sola andata. Il sottosegretario sarà contento.

Non ci vorrà molto al consumatore, anche all'ingegner Castelli, scoprire come si fa a trovare un volo meno costoso: é sufficiente cambiare la categoria nella quale si viene classificati. L’offerta di un biglietto 330,8 euro, quando è disponibile un’alternativa a 184,91 euro, quindi, non può sopravvivere a lungo. Come dire, vi recate in un supermercato per acquistare mezzo chilo di passata di pomodoro. L'unica passata di quel formato presente sugli scaffali si vende a 1,8 euro. Con lo stesso marchio è in vendita anche la confezione da un chilo a 1 euro. Controllate tutto quello che c’è da controllare, scadenza, luogo di confezionamento, provenienza del prodotto. Non é che vi rifilano il pomodoro cinese? Non si sa mai, soprattutto dopo la storia del latte contaminato. Una rapida ispezione conferma che nelle due confezioni la qualità è identica e la provenienza patriottica. Rassicurati comprate la confezione da un chilo, utilizzerete il mezzo chilo che vi serve e se il resto non riuscirete a utilizzarlo, lo getterete nella pattumiera.

In un supermercato il giochetto é improponibile. Per uno stesso prodotto non si troverà mai una confezione da mezzo chilo più costosa rispetto a quella di un chilo. Ma allora cosa rende l’acquisto di un biglietto aereo così diverso dall’acquisto della passata di pomodoro? Nel supermercato le passate di pomodoro sono tutte sugli stessi scaffali e e quindi il confronto è immediato. Nel caso dei biglietti aerei invece i biglietti sono posti in scaffali diversi. Se ad uno serve la sola andata facilmente non va a vedere le altre opzioni di volo. Così, come quando uno acquista la conserva di pomodoro dà ragionevolmente per scontato che la confezione di un chilo di conserva costa di più di quella da mezzo chilo, allo stesso modo, il Castelli di turno, dà per scontato che la sola andata non costi più dell’andata e ritorno.

Le compagnie aeree, e la nuova Alitalia non fa eccezione, si servono di questa intuitiva regola osservata da ogni consumatore per piazzare in scaffali diversi i biglietti e non rendere immediatamente visibili quelli a minor prezzo. In altre parole esse deliberatamente aumentano i costi di ricerca del consumatore. Quelli disposti a sostenerli si attaccheranno al computer nella compulsiva ricerca di una tariffa ancora più vantaggiosa; gli altri si fermeranno quando riterranno che il tempo dedicato a questa ricerca non è più giustificato. Queste differenze nelle attitudini dei consumatori permettono la contemporanea presenza di prezzi anche molto diversi fra loro.

In questo modo è svelato l’arcano. Se volete comperare un biglietto di sola andata per Linate e volete spendere di meno, ora sapete cosa fare. Regola numero uno: non andate a cercarlo nello scaffale dove la compagnia aerea si aspetta che voi lo cerchiate.

E cosa succede se si va a cercare nel terzo e ultimo scaffale?

Ho utilizzato la terza funzione, quella per più destinazioni, mantenendo la prima tratta e aggiungendo fantasiose prosecuzioni per altre località. In alcuni casi la tariffa complessiva aumentava ma, in altri casi, diminuiva. Per esempio aggiungendo come ulteriore tratta la Milano-Barcellona il biglietto costa 149,31 euro. Sostituendo Bruxelles a Barcellona il risultato é questo.

129,31 euro, ovvero il 30% in meno della tariffa andata-ritorno.

Ma allora, é possibile trovare la tariffa più conveniente? E in che modo?

La risposta é no, per quanto tempo si abbia a disposizione. Secondo alcuni il meccanismo tariffario delle compagnie aeree è divenuto così complesso da essergli sfuggito di mano. La complessità dipenderebbe dalle numerose regole utilizzate per la costruzione delle tariffe al punto che non è possibile costruire un algoritmo in grado di trovare quella a più a buon mercato. O, per dirla in sintesi

 

the more specific (idealized) problem of finding an optimal fare for a particular route, while theoretically solvable, turns out to very similar to a classical mathematical problem known as boolean satisfiabiality, which has long been known to be NP-complete -- which means it could take the fastest computer longer than the lifetime of the universe to find the solution.”

 

Credo di aver fatto abbastanza per il sottosegretario. Il tempo che mi rimane lo utilizzerò per fare altre cose.

19 commenti (espandi tutti)

Considerando che volare dall'Olanda (Eindhoven) ad Orio al Serio costa circa 80 euro se va male (all'ultimo minuto in periodo natalizio) e che quella tratta è di circa un'ora e trenta, quindi piu' lunga della tratta Milano Roma, direi che c'è qualcosa che non funziona nel mercato aereo italiano, su quella tratta. Infatti se si prenota con certo anticipo (almeno un mese) la tratta dall'Olanda costa anche 40~50 euro e questo mi fa pensare che questo prezzo copra i costi, anche se sono "low" e permetta anche dei ricavi, visto che le compagnie low-cost non sono enti benefici.

Piu' concorrenza (vera) nella tratta Milano Roma quindi dovrebbe abbassare i prezzi sotto i 100 euro, come minimo.

Ciao,

Francesco

 

E' il solito discorso delle low cost che volano da aereoporti secondari.Cito il mio commento al precedente articolo:

Il mio senso civico mi impone di far notare a Castelli che basta farsi un Ryan air Bergamo-Ciampino a poco meno di 50 € tutto compreso, sacrificando (secondo google maps) 22km di strada e 12 minuti in più (Bergamo è lontano da Milano, ma Ciampino è vicino a Roma).Purtroppo solo 3 voli al giorno, l' ultimo alle 10.Se gli danno gli slot prevedo diventino una dozzina entro poco.

Considerando che Eindhoven è un surrogato di Amsterdam, e che Ciampino è addirittura più vicino a Roma di Fiumicino direi che va benone. Ovviamente alle compagnie tradizionali la cosa non va giu: in Belgio protestano contro gli aiuti statali all' aereoporto di Charleroi (non trovo il link, ma in un'altro si citavano espressamente le pressioni di Brussels airlines), in Italia fan lobby per trasferire i low cost da Ciampino a Viterbo .

E se qualcuno avesse dubbi sul perchè proprio a Viterbo, la risposta sta nella facilità di collegamento:

i 5.000.000 di passeggeri che oggi atterrano a pochi chilometri dalla metropolitana A di Roma, si dovranno sobbarcare il trasferimento dalla capoluogo della Tuscia a Roma, per il quale, oggi, ci vogliono mediamente 2 ore di viaggio, a causa dell’intenso traffico quotidiano che si dipana (e a volte non si dipana) in quel quadrante regionale.

2 ore per 80 km: non ci sono autostrade ma solo sattali e provinciali.

Al solito, speriamo nella commissione europea.

P.S. ne'elam ha dimenticato un dettaglio: di regola gli a/r costano meno solo se tra andata e ritorno c'è un fine settimana

Nanetto personale. Prenotato oggi volo A/R LAX-Newark per il 2 e 9 dicembre (4000 km, 6 ore di volo). Prezzo totale 168 euro, con Continental. Nello stesso range di prezzo c'erano voli di Delta, American e Virgin America. Per pura curiosita', ho cercato su Bing la migliore offerta A/R da Linate a Fiumicino per le stesse date. Risultato: 218 euro, ovviamente con Alitalia/CAI (500 km, 1h15 di volo). Se davvero la competizione dovrebbe venire da Trenitalia, questa era l'offerta: Frecciarossa, 4 ore di viaggio, 150 euro per la seconda classe, 206 euro per la prima. Una domanda: dati i 300 milioni di prestito ponte che si sono volatilizzati e tutti gli oneri che si e' preso il contribuente italiano, ci sara' dato di vedere almeno un po' di cifre contabili di CAI?

 

 

Pur senza poter fare paragoni con "the other side of the ocean", ovviamente è un problema di concorrenza, di cui la tratta Milano-Roma non è proprio un fulgido esempio (per i noti motivi).

Io che utilizzo un volo molto simile (Verona-Roma), ho notato che i prezzi Alitalia sono calati recentemente, in coincidenza con le nuove offerte di Air Italy (tra l'altro, intelligentemente flessibili). D'altra parte, nel periodo degli scioperi dei "privilegiati volanti" che non volevano rinunciare al comodo ombrello pubblico - ed a tutte le incredibili prebende collegate, delle quali si è molto parlato ..... - i prezzi di un'altra compagnia (Meridiana) erano "stranamente" molto aumentati, profittando del momentaneo monopolio.

Il fatto che spesso A/R costi meno che sola andata e' noto da tempo. Adesso non ho tempo per cercare il link, ma qualche tempo un giudice della Supreme Court americana (Scalia) fu oggetto di critiche perche' aveva ammesso di aver comprato un A/R senza intenzione di usare il ritorno e sarebbe quindi stato colpevole di aver dato false informazioni (alla compagnia aerea) per la stipulazione di un contratto. Unsurprisingly, la compagnia aerea non lo cito' in giudizio. Ma credo che non avrebbe denunciato nemmeno uno che non fosse giudice costituzionale. E comunque e' chiaro che certe restrizioni sono praticamente unenforceable.

Quello che non e' chiaro e' perche' le compagnie aeree continuano a far prezzi cosi' quando tutti, tranne l'ing. Castelli, conoscono il trucco.

La mia teoria (per la quale ho solo evidenza aneddotica da un manager di una compagnia telefonica americana) e' che le compagnie aeree speculano sull'inefficienza burocratica di alcuni loro clienti: in molti casi, e' difficile ottenere un rimborso dal proprio ufficio/dipartimento per un biglietto A/R quando serve un solo andata, quindi il dipendente decide di non perdere tempo, compra il biglietto piu' caro e chissenefrega.

Any other theories?

Mah, anche io a suo tempo (ossia quando ancora prendevo Alitalia) mi sono chiesto il perché di questa idiozia del biglietto di sola andata che costa piú di quello A/R. Possibili risposte che mi sono dato sono le seguenti

1) Il biglietto di sola andata é utilizzato piú frequentemente da dipendenti d'azienda che vengono mandati in trasferta e l'azienda non perde troppo tempo per cercare il biglietto piú conveniente, prende il primo che trova (ovviamente non perché l'azienda sia stupida ma perché cercare i biglietti economici richiede tempo). Quindi sostanzialmente concorda con la tua teoria.

2) Vendere biglietti singoli invece che A/R aumenta i costi di gestione perché non si riempiono in maniera uniforme gli aerei che vanno e quelli che tornano.

3) E' una ereditá del passato in cui la normalitá era prendere un aereo per andare e tornare a breve (almeno per la maggior parte delle persone) mentre prendere un aereo solo per andare era un'eccezione. 

Ovviamente nessuna di queste spiegazioni mi convince.

qualche tempo un giudice della Supreme Court americana (Scalia) fu oggetto di critiche perche' aveva ammesso di aver comprato un A/R senza intenzione di usare il ritorno e sarebbe quindi stato colpevole di aver dato false informazioni (alla compagnia aerea) per la stipulazione di un contratto.

Questo mi sembra comunque complete nonsense. Devo rendere conto al venditore del prodotto di cosa io faro' del prodotto che mi ha venduto?

In teoria, si: questo e' un link sul caso Scalia; questa e' una classica barzelletta sul tema (che credo sia gia' stata citata da qualche commento su NfA).

70,80 euro per il biglietto di sola andata, ma solo 55,31 euro aggiugendo il secondo tratto su Bruxelles. Mi sono perso qualcosa?

Alcune risposte.

Per Marcello

“di regola gli a/r costano meno solo se tra andata e ritorno c'è un fine settimana”

Vero, ma la differenza è impercettibile. Per esempio, su quella tratta un A-R un martedì-venerdì di fine febbraio costa 192,91 euro contro i 184,91 euro del fine settimana.

Per Valter e Alessio

L’ipotesi dell’inefficienza burocratica è possibile ma non mi convince. Stiamo parlando di somme che alla lunga incidono sui costi. Un’impresa privata, ad esempio, una volta capito il trucco, può dire ai suoi dipendenti di comprare un’ A-R quello e non una andata semplice. E’ vero che i burocrati sono ottusi ma qualche passettino in avanti dal mondo descritto da Gogol è stato fatto.

Per Alessio

“Vendere biglietti singoli invece che A/R aumenta i costi di gestione perché non si riempiono in maniera uniforme gli aerei che vanno e quelli che tornano”

Non vedo tutta questa uniformità in un FCO-LIN-BRU, eppure costa meno di un A-R.

Per Giuseppe

“70,80 euro per il biglietto di sola andata, ma solo 55,31 euro aggiungendo il secondo tratto su Bruxelles. Mi sono perso qualcosa?”

I 55,31 non sono collegati alla seconda tratta ma alle tasse e spese del volo FCO-LIN-BRU. L’articolo 23 del regolamento 1008/2008 CE ci informa che in questa voce rientrano  

b) tasse;

c) diritti aeroportuali;

d) altri diritti, tasse o supplementi connessi ad esempio alla sicurezza o ai carburanti,

Semmai la cosa curiosa, e incomprensibile, è che questi costi diminuiscono quando si utilizzano più aeroporti. Se compro il FCO-LIN queste tasse sono pari 70,8; se ci aggiungo anche BRU scendono a 55,31. Se l'etichetta di questo contenitore é giusta, ma comincio a credere di no, sono loro ad essersi persi qualcosa.

Infatti era quello che intendevo. Aggiungendo un aeroporto, un decollo, un atterraggio e quant'altro, le tasse si abbassano. Mah.

A me sembra che il motivo per cui non si trovano al supermercato confezioni grandi che costano meno di quelle piccole e` che non ci sono veramente due tipologie di clienti, come nel caso delle tariffe aeree. Ma se, poniamo, uno avesse radicali limitazioni di peso o spazio, potrebbe essere disposto a pagare di piu` per la confezione piccola.

Ma allora, é possibile trovare la tariffa più conveniente? E in che modo?

La risposta é no, per quanto tempo si abbia a disposizione.

 

Beh in realta' dire che un problema e' NP-completo significa solo che non vi e' soluzione piu' veloce del tentare tutte le possibili combinazioni.

Dire che un problema non e' risolvibile e' un'altra cosa, e corrisponde ad esempio ai problemi non-decidibili come l'halting problem e simili.

In effetti i problemi np-completi oltre una certa dimensione sono impossibili da risolvere esattamente in tempi ragionevoli, ma quando si tratta di problemi di ottimizzazione come questi di regola con degli algoritmi euristici si ottengono risultati discreti.

In questo caso il vero problema è la difficoltà di raccolta delle informazioni: da Roma saran raggiungibili un centinaio di destinazioni, controllare solo quelle con un paio di variabili sarebbe lavoro di pochi secondi, ma dovendo interagire con diversi database incompatibili (so che esiste un' interfaccia a terminali unificata, ma non so se copre tutte le compagnie e tariffe disponibili) praticamente tocca sfogliarle a mano.

Questa cosa delle tratte con scalo che costano meno (molto meno) di voli che impegnano solo una delle tratte credo sia una novità della nuova gestione e arriva insieme alle tariffe esosissime delle tratte in cui CAI è rimasta in monopolio (=tutti gli aeroporti italiani, immagino). le procedure di pricing verificano di routine che ciò non accada, ma con la nuova Alitalia questo non accade più...

E' peraltro vero che in qualche modo le compagnie sono riuscite a segmentare la domanda tra viaggiatori più o meno desiderosi di cercare la tariffa più conveniente. Ad esempio, se Ryanair fosse indicizzabile da Expedia (ma se ne guardano bene) si scoprirebbe che a partire da una certa data dalla partenza del volo Ryanair non è più così competitiva come sembrerebbe (anzi, diventa esosissima anche considerata la risicata qualità del viaggiare che offrono). Il fatto che un volo Ryanair prenotato una settimana prima possa costare anche il 20% in più rispetto a un volo di pari estremi di una compagnia "non low cost" dimostra che la segmentazione della domanda è una realtà. Tornando alle tariffe eccentriche che costano meno di quelle per singola tratta, cosa è razionale fare? perdere regolarmente la seconda tratta?

C'è anche il caso in cui andata e ritorno prenotati separatamente costano il 25% in meno della prenotazione congiunta. E mi è capitato con BA, non so se mi spiego.

BTW, tra un post e l'altro abbiamo anche scoperto che la suddivisione tra prezzo puro e tasse aeroportuali è totalmente fasulla. A volte capita che tale suddivisione sia diversa a seconda della fonte che conduce alla tariffa. A meno che un tecnico non ci spieghi con argomenti convincenti come sia possibile che transitare per due aeroporti costi meno tasse che transitare per uno.

 

Il fatto che un volo Ryanair prenotato una settimana prima possa costare anche il 20% in più rispetto a un volo di pari estremi di una compagnia "non low cost" dimostra che la segmentazione della domanda è una realtà.

Questo è solo parzialmente vero.I prezzi salgono con l'avvicinarsi della data, ma dipendono da altri fattori.

Sulla Bruxelles-Milano (unica tratta che tengo d'occhio) la variabile più importante è il giorno della settimana: il Venerdi sera è relativamente caro anche un mese prima (soprattutto verso Milano) ed il Lunedi mattina è pressochè gratis anche il giorno prima del volo.E tutte le volte che ho trovato una tariffa un po' alta (sopra i 100€ a/r) ed ho controllato, la concorrenza chiedeva un 30/40€ in più.

BTW, tra un post e l'altro abbiamo anche scoperto che la suddivisione tra prezzo puro e tasse aeroportuali è totalmente fasulla. A volte capita che tale suddivisione sia diversa a seconda della fonte che conduce alla tariffa.

Oltre che fasulla è politica.Ad esempio, Ryan air spesso fa contratti con gli aeroporti per cui garantisce un tot di passeggeri anni ed in cambio prende un sussidio per passeggero trasportato.

Così quando pago 20€ di biglietto e 25 di tasse, 6€ (mi pare di aver letto una cifra simile per Bergamo o Charleroi) di tasse tornano a Ryan come sussidio.Questi giochetti vengono spesso additati dalle compagnie "tradizionali" come anticompetitivi, non senza qualche fondo di verità (se non sbaglio il sussidio a Charleroi lo eroga un' ente locale) ma sono convinto sia solo un pretesto: non sono in grado di fargli i conti in tasca, ma credo che a Bergamo e Charleroi abbiano fatto un' affarone: senza low cost non avevano passeggeri cui affibbiare tasse o vendere servizi (parcheggi in primis, un' affarone a Charleroi).

ma credo che a Bergamo e Charleroi abbiano fatto un' affarone: senza low cost non avevano passeggeri cui affibbiare tasse o vendere servizi (parcheggi in primis, un' affarone a Charleroi).

Non parliamo dell'aumento del volume di commercio generato dai passeggeri che arrivano ad Orio al Serio, non sanno cosa fare nell'attesa del volo successivo, e casualmente si trovano un centro commerciale gigante proprio accanto all'aeroporto :)

> In un supermercato il giochetto é improponibile.

Posso personalmente testimoniare di averlo visto proposto più volte, invece (su prodotti molto meno comuni del pomodoro) sia in Italia che in Svizzera.

Maybe...

luigi 11/2/2009 - 11:26

\{wings_on}

A me sembra che 120 euro come costo di transazione per un click siano veramente assai...Una spiegazione complementare potrebbe essere che questi biglietti vengono per la maggior parte acquistati da business travellers che poi chiedono il rimborso alla loro azienda.Se il viaggio e' necessario o meno per lavoro e' informazione privata del manager, l'azienda deve in qualche modo controllare che questi non metta nel conto spese viaggi privati. Immagino che la ricerca e l'acquisto del biglietto avvenga sempre per iniziativa del lavoratore, che poi qualche ufficio  autorizza come spesa. Allora  l'azienda e' di fronte a un trade-off. Da un lato consentire maggiore flessibilita' del biglietto (acquistare un roma milano bangok piuttosto che un roma milano )  permette al manager di poter fare arbitraggio tra diversi biglietti. Dall'altro permette piu' possibilita' di imbroglio. Non e' implausibile pensare che all'azienda convenga limitare in qualche modo la flessibilita' . In questo caso i costi della flessibilita' (dover pagare un viaggio inutile a bangok al manager ) potrebbero ben essere alti .

Solo una cosa per i viaggi a piu' stadi. Le compagnie aeree limitano in qualche modo la possibilita' di arbitraggio ad esempio obbligandoti a fare il check in dei bagagli fino a destinazione.

\{wings_off}

 

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