Il regime di monopolio

20 gennaio 2009 ne'elam e alberto bisin

L'ingegner Roberto Castelli, Sottosegretario alle Infrastrutture e Trasporti, prende l'aereo per andare in ufficio. [Il post e' apparso per una paio d'ore a nome solo mio, ma Ne'elam ha avuto la stessa idea e l'ha sviluppata meglio. Uniamo quindi nomi e testo. Alberto Bisin]

Il sottosegretario Castelli ha rilasciato oggi la seguente dichiarazione al Corriere:

Rilevo con stupore che un biglietto aereo di sola andata da Roma a Milano da prenotare per venerdì prossimo alle ore 13, quindi in un orario non di punta, costa 325,80 euro.

Lo "stupore" è la cosa più bella - perché fornisce idea degli abissi di conoscenza e sofisticatezza intellettuale con cui vengono prese le decisioni politiche.

Con autorevolezza il Sottosegretario chiarisce poi la logica industriale del progetto CAI

L'avere concesso a Cai/Alitalia di agire in regime di monopolio tra Roma e Milano al di fuori delle regole dell'antitrust, doveva servire ad agevolare l'avvio della nuova compagnia aerea

Tuttavia qualche dubbio comincia ad affiorare nel Sottosegretario che, in un attimo di resipiscenza, afferma senza mezzi termini

325,80 euro per andare da Roma Fiumicino a Milano Linate sembra francamente una cifra fuori dal mondo.

E poi prosegue

Significa utilizzare in maniera troppo disinvolta le regole di monopolio.

Qui il nitore del ragionamento comincia ad appannarsi perché non è propriamente intuitivo comprendere a quali regole alluda il Sottosegretario di Stato alle Infrastrutture e Trasporti, visto che si tratta di un monopolio non regolamentato. Quelle della continenza? Quelle della buona creanza?

Che qualcosa si sia irrimediabilmente incrinato lo ricaviamo dalla perla con la quale si chiude la sua dichiarazione

Auspico che Cai voglia rivedere quanto prima la sua politica tariffaria, che se con Alitalia era giustificata dalla concorrenza di altre compagnie sulla stessa tratta, ora non ha motivo di esistere

Secondo il Sottosegretario in concorrenza si praticano prezzi maggiori di quelli che si fanno in monopolio. L’appannamento, purtroppo non era temporaneo. E’ un’eclisse vera e propria.

Lo sappiamo che fare un articolo così è troppo facile - 30 secondi e via. Ma abbiamo appena visto l'inaugurazione di Obama - volavamo alto, e adesso ritorniamo per terra. Grazie ministro, possiamo tornare a lavorare, smettere di sognare un futuro migliore, che tanto è tutta retorica.

32 commenti (espandi tutti)

Stupore? Oppure la Lega al contrattacco?

Ma io ho appena visto l'inaugurazione di Obama - volavo alto, mi sono quasi commosso,  e adesso ritorno per terra.

Alberto, dici sul serio o è solo la vis polemica per lilliputizzare il Castelli?

Assumo la seconda, perché se fosse vera la prima allora è davvero impressionante constatare quanto diverse siano le priors tue e mie. Incredibile che si possa, con priors così diverse, andare poi d'amore e d'accordo sul 97% dei temi concreti! Quasi ammirevole, davvero! Però non ci credo che ti ha commosso, non ci credo. Stai facendo solo una figura retorica, dai ...

Anche a quelli attorno a te ha commosso? Chiedo sul serio: io non l'ho vista, ho visto pezzettini di cose stamane e mi sono poi rifiutato di assistere, sono andato a far jogging con Rocco. Peccato, perché quelli di Caterpillar volevano le mie impressioni in diretta; ho dovuto dirgli che dovevo farmi la doccia perché avevo sudato ...non avrei saputo che dire.

Mio figlio (che ha votato per Obama) l'ha vista e m'ha telefonato; altri colleghi tutti pro BO l'han vista (uno pure italiano e di sinistra, che avrebbe votato per BO se avesse potuto) ed han commentato a lunch. Il commento, letteralmente, è stato lo stesso, stesse parole: SCARY. Al terzo che, arrivando, l'ha fatto ci siamo messi a ridere: enough, we got the point!

Appena finisco di insegnare ai ragazzi del primo anno, che mi tocca fra mezz'ora, faccio anche io un post. Il titolo è questo: The second coming. Giuro che tenterò di essere serio, ma la situazione è scary, altro che commovente ...

Per carità, Castelli è un minus habens ed è capace di esserlo così tanto d'aver detto quella frase innocentemente. Ma, a volte, preferisco i Castelli agli Obama. Obama è la versione "de sinistra" di Bush: same mold, different crust. Occorrerà rileggersi Robert Fogel per capire. O signur ...

 

Io invece faccio notare che questi due geni, Obama e Roberts, sono riusciti, entrambi, ad impappinarsi su un giuramento di una riga. Va beh...

Oh, come on, sii corretto. Hai visto il clip? Obama ha corretto - con gli occhi e con l'esitazione nella recita - Roberts che ha sbagliato il testo.

Non fatemi passare per un eccitabile fan di Obama, che non sono. 

No, Alberto, non ti preoccupare. Tu, eccitabile fan di Obama? Ma dai! Non ci verrebbe neanche in mente ...

P.S. Com'e' che sei l'unico che ha visto che ha corretto Roberts? Tutti, ma proprio tutti, sostengono quanto sostiene Andrea: Roberts andava troppo di fretta e BO s'e' confuso di passaggio e gliel'ha fatto ripetere ...

Roberts ha sbagliato per primo.

La costituzione americana include il testo del giuramento:

‘‘I do solemly swear (or affirm) that I will faithfully execute the Office of President of the United States, and will to the best of my Ability, preserve, protect and defend the Constitution of the United States.’’

Roberts ha erroneamente detto "I will execute the Office of President of the United States faithfully", con l'avverbio alla fine.

Obama ha ripetuto "I will execute" e si e' fermato; Roberts ha farfugliato "faithfully ... the Presi ... the Office of President of the United States" ecc., Obama ha farfugliato di rimando e poi sono passati alla seconda frase.

 

Ok, ammetto la figura retorica per la questione della commozione. Adesso l'ho tolto il commento sulla commozione perche' firma l'articolo anche Ne'elam e non voglio far sembrare anche lui una donnicciola. Pero' non vedo affatto perche' scary. A me e' piaciuto davvero. Secondo me questo cinismo dei tuoi amici e una postura, come quella mia della commozione. Sono pronto ad ammettere che mi sbagliavo in qualunque momento, ma io vedo una persona molto intelligente, di notevolissime capacita' retoriche (stiamo commentando un discorso, dopo tutto). Non devo neanche confrontarlo a Bush, per essere impressionato. Sta spendendo un casino di soldi, e questo non mi piace affatto, naturalmente; ma almeno sembra aver capito che non e' il caso di buttarli in strade e ponti. Poi vediamo cosa fa, naturalmente. Ha appena vinto con un mandato a spazzare il mondo e rivoltarlo in una repubblica socialista e non lo sta facendo; sta a destra della Pelosi e di Krugman. (Ribadisco, sta andando contro il mandato nel farlo - mica facilissimo). Io vedo solo segnali buoni. Capisco che a fare i cinici spesso ci s'azzecca. Ma preferisco provare a osservarlo e giudicarlo man mano.

ho tolto il commento sulla commozione perche' firma l'articolo anche Ne'elam e non voglio far sembrare anche lui una donnicciola

Alberto guarda che alcune mie amiche (non tutte, per la verità) dicono di me che sono una personcina sensibile.

Sottoscrivo quanto dice Alberto - anche a me e' piaciuto molto. Ovvio, e' un discorso d'inaugurazione, ergo molta retorica. Eppoi ha parlato di "Christians and Muslims, Jews and Hindus and non-believers" (cito a braccio). Questa menzione esplicita dei non-credenti merita da sola 200 punti!

...Allo stesso tempo, bisogna dire che i mercati oggi sono cascati del 5 e rotti percento! La mia signora dice che Obama ha spaventato i mercati con la sua linea "lacrime sudore e sangue".

 

Io veramente non capisco quest'avversione alle strade e ai ponti. Le strade pericolose e piene di buche sono ovunque in California, e quanto ai ponti -- siete passati da Minneapolis di recente? Glielo andate a dire voi a quelli che ci sono rimasti sotto che si tratta di soldi buttati via? Se le infrastrutture minime necessarie per una societa` tecnologicamente avanzata non le garantisce il soggetto pubblico, chi le fa?

Rispetto allo specifico del ponte di Minneapolis, sembra proprio che il problema sia consistito non tanto in mancata manutenzione dovuta a mancanza di fondi, quanto piuttosto in un difetto di progettazione.

Piu' in generale, a me personalmente sta bene che si parli di infrastrutture, anche se piuttosto che a ponti e strade mi sembra sia piu' urgente pensare a sanita', educazione, rete di distribuzione elettrica. Ponti e strade si prestano troppo facilmente a manipolazioni da parte di politici, lobby e gruppi d interessi locali che fanno di tutto per aggiudicarsi le rendite di questo o quel progetto pubblico. La mia guess e' che, per la natura del processo di allocazione di fondi pubblici a ponti e strade, e' piu' probabile che siano spesi troppi soldi piuttosto che troppo pochi in questo ambito.

Sanita', educazione e rete elettrica nazionale non sono esenti da estrazione di rendite e sprechi vari, ma si prestano forse meno facilmente a distorsioni locali di questo tipo.

sanità, educazione, rete di distribuzione elettrica.

In quali di questi settori, di grazia, gli USA spendono poco (di spesa pubblica, voglio dire, scordati la privata)?

Just curious.

non ho detto che si spende poco, ho detto che e' urgente pensarci. Dai dati sulla spesa pubblica e' ovvio anzi che stiamo spendendo un sacco in sanita' ed educazione, ma sicuramente stiamo spendendo male.

Per sanita', non e' pensabile che health coverage sia associato a employment. Se ti devi assicurare da solo anziche' tramite il tuo datore di lavoro, l'assicurazione sanitaria costa molto di piu. Cosi' quando uno diventa disoccupato, non solo ha uno shock negativo di current income, ma anche quello sanitario. 

Per l'educazione primaria e secondaria, quella pubblica e' di qualita' scadente in media (ovvio poi che ci sono le eccezioni). La nomina del tipo di Chicago come Education Secretary mi sembra un buon segnale visto che - se ho capito bene - e' a favore di accountability per presidi e insegnanti e di legare salari e promozioni a performance.

Per la rete elettrica, da quello che leggo sui giornali la mia impressione e' che sia un patchwork di sistemi locali appiccicati insieme alla cazzo. Mi sembra che un po' di coordinazione sarebbe utile, specie se si pensa di sfruttare energia solare/eolica/nucleare prodotta in posti poco popolati e di trasportare quest'energia alle zone densamente popolate delle coste.

PS, cambiando argomento, interessanti domande per Geithner in quest'articolo del NY Times.

PS, cambiando argomento, interessanti domande per Geithner in quest'articolo del NY Times.

 

Qui le risposte (a quelle ed altre domande). 102 pagine. Impressionante.

Antonelli, ma tu le strade del resto del mondo (bel paese omesso, per carità, che non voglio sparare sulla croce rossa) le hai mai viste? Le hai mai confrontate con quelle della CA?

Se le infrastrutture minime necessarie per una societa` tecnologicamente avanzata non le garantisce il soggetto pubblico, chi le fa?

Il privato: how about that? Infatti, guarda caso, negli USA dove (a sentirti) il pubblico non fa e fa tutto il privato c'è la società tecnologicamente avanzata mentre nel Bel Paese, dove suppongo valga l'opposto, c'è quella tecnologicamente arretrata ... vedi un po' tu.

Ma cos'è oggi? Le regole della logica vengono sospese allo scrivere commenti? È l'effetto inaugurazione?

Mah, io le strade del resto del mondo le ho viste -- Canada, Francia, Germania, paesi scandinavi. Anni luce rispetto a quelle italiane, californiane, ecc.

Lasciare le infrastrutture ai privati (esempio: Benetton e le autostrade italiane) non fa che produrre una bella rendita di posizione. E` questo il liberismo?

Viaggiamo su strade diverse, evidentemente ... mettiamola così ... non ho voglia di cercare i dati per mostrarti che quelle su cui viaggi tu devono essere, comunque, piuttosto particolari. Magari qualcuno lo farà, abbi solo un po' di pazienza ... poi ne riparliamo. Attendo alle buche californiane, nel frattempo, vah.

Sul privato, vedi che non hai capito oppure hai capito e la giri? A me vieni a raccontare che in Italia i Benetton sono ammanicati, prima con Prodi ed ora con BS, via CAI? Rileggiti quello che avevi scritto, Antonelli, e quello che io avevo risposto. Così cerchiamo di parlare dello stesso argomento e non dell'aria fritta.

Il mio senso civico mi impone di far notare a Castelli che basta farsi un Ryan air Bergamo-Ciampino a poco meno di 50 € tutto compreso, sacrificando (secondo google maps) 22km di strada e 12 minuti in più (Bergamo è lontano da Milano, ma Ciampino è vicino a Roma).Purtroppo solo 3 voli al giorno, l' ultimo alle 10.Se gli danno gli slot prevedo diventino una dozzina entro poco.

Più seriamente, credo che al sottosegretario non importi un piffero di quanto paga il parlamento per farlo volare, ma da buon leghista ha scoperto le virtù della concorrenza da quando sono in gioco le sue clientele a Malpensa.Come segnalava giorni fa phastidio, non è il solo.

Questo link stava bene anche nella rubrica "hanno la faccia ...".

Il mio senso civico mi impone di far notare a Castelli che basta farsi un Ryan air Bergamo-Ciampino a poco meno di 50 € tutto compreso

Non preoccuparti, ci sta gia' pensando Marrazzo a risolvere questo problema:

«Riteniamo non solo per Fiumicino ma anche per Cai che ci siano le condizioni - ha aggiunto Marrazzo - per rimanere protagonista del sistema aereo del nostro Paese. Noi offriamo un aeroporto intercontinentale, la chiusura di Ciampino e lo spostamento a Viterbo dei low cost, perché un low cost competitivo sul territorio crea difficoltà ad una compagnia come Cai»

Perche' dovrebbe continuare ad esistere una compagnia che non riesce a stare sul mercato, non riesco proprio a spiegarmelo. Se ci riesce Ryanair, perche' CAI/ALITALIA no?

 

Manca solo che Marrazzo prometta a Colaninno & soci d'imporre ai possibili (ed ovviamente spregevoli) concorrenti tasse aeroportuali triplicate ed il divieto di predisporre collegamenti tra gli aeroporti decentrati e Roma .............

Anyway, son tutti uguali, purtroppo: a me colpisce (ma non stupisce) quest'altro passaggio dell'articolo che citi

«È evidente che Adr, Fiumicino e le istituzioni di fronte alla scelta verso Malpensa chiederebbero immediatamente di dare a Fiumicino una sua competitività attraverso le liberalizzazioni» ha precisato Marrazzo

Esattamente come la Lega nei riguardi di Malpensa, quest'individuo invoca le liberalizzazioni solo come antidoto ad un'eventuale mancata preferenza degli "impavidi patrioti". Va bene che si potrebbe gioire di un possibile risultato, in termini di concorrenza, anche se perseguito e raggiunto per i motivi sbagliati, ma è alquanto deprimente la generale lontananza dall'idea di mercato.

A dispetto del mio abituale ottimismo, questo Paese mi pare divorato da un cancro. O forse, semplicemente, oggi son di cattivo umore, ricordando il ministro Zaia asserire (a Venezia, la scorsa settimana, in sede di cambio al vertice in Confindustria Veneto) che la liberalizzazione dei servizi a cittadini ed imprese - oggi gestiti in maniera monopolistica dalle cosiddette multiutilities pubbliche - significherebbe farsi colonizzare. Giuro, sono parole testuali ...........sigh!

la liberalizzazione dei servizi a cittadini ed imprese - oggi gestiti in maniera monopolistica dalle cosiddette multiutilities pubbliche - significherebbe farsi colonizzare. Giuro, sono parole testuali ...........sigh!

Ti credo perfettamente, Franco.

E mi permetto di osservare che la "teoria" (mi tremano le dita a chiamare "teoria" una tale porcheria mentale) che sottende le affermazioni di Zaia (il quale, in questo caso, intende dire "colonizzare noi veneti da imprese che vengono da fuori del Veneto, tipo Bologna o Firenze") è IDENTICA sia a

  • quella che il commercialista da Sondrio utilizza a livello nazionale per teorizzare l'economia sociale di mercato o come diavolo chiama i suoi sproloqui sulla "finanziarizzazione dell'economia" (che me l'hanno tirata fuori anche i ragazzi di Caterpillar stamane, non credevo alle mie orecchie!)
  • che a quella che il cavalier Mussolini Benito utilizzava per teorizzare l'economia nazional-corporativa. Stessa identica cosa.

Quando dico che questi sono peronisti, ossia fascisti rivestiti a festa con una spruzzatina di parolaio liberale tanto per far colore, non scherzo affatto, né esagero. L'olio di ricino ed il manganello erano elementi secondari ed irrilevanti; la battaglia del grano, la perfida Albione e l'economia cooperativa erano cose serie, invece.

Aggiungo, perché è sempre bene segnarsele tutte e cercare di non scordarsele, che questo signor Marrazzo propose anche la rinazionalizzazione strisciante di Alitalia mediante partecipazione al capitale della Regione Lazio. La proposta fu respinta, ma direi che denota il livello del personaggio.

la scoperta di Castelli del monopolio CAI sulla Roma Milano credo sia analoga - per portata - a quella dell'acqua calda...

La dichiarazione di Castelli è sotto il profilo del contenuto una ovvietà. Ma sotto il profilo politico non è una ovvietà, ma un vero merito. Chi ha avuto il coraggio, e dico chi tra i "poteri forti", tra chi ha a che fare con la maggioranza e con i soggetti coinvolti nell'operazioni Alitalia, di dire che il consumatore non riceveva nessuna protezione ? Che il profilo della caduta del livello concorrenziale era importante ? Chi ha detto queste cose ? A me non pare che siano poi state rimarcate ... in quegli ambienti. E adesso Castelli lo dice anche in modo efficace e comunicativo. Ma lo avesse detto prima ! Lo avessero detto in tanti, di quell'ambiente! Questa forse è la ragione per cui la Lega continua ad accrescere i suoi voti. E' che ogni tanto lui si smarca dagli ordini di scuderia. Ma ci fosse una bella serie di soggetti che nella maggioranza si smarcano, anche solo quando è proprio necessario, dagli ordini di scuderia. Quindi, io pur essendo, diciamo, di parte avversa, preferisco la dichiarazione di Castelli perchè è corretta (era facile) e perchè è fuori dal coro e contro la convenienza di parte (e questo è proprio difficile).

Se il sottosegretario compra un A-R (stessa partenza, ritorno quello che gli pare, tanto non gli serve) paga 178,89. Glielo diciamo? Comunque questa storiella sul pricing delle compagnie aeree non é niente male

La storiella non e' male, certo sarebbe interessante un post dedicato al prezzo dei biglietti aerei che spieghi le distorsioni che la vignetta mette in luce. Non c'è uno specialista su NfA?

Sabato e domenica al Macef, con EasyJet da napoli AR € 68,00 tax included (vabbè vola su quella cosa chiamata aereoporto che è malpensa, ma nessuno è perfetto). Alitalia, credo, facesse € 180,00 AR, ma non volo Alitalia da tempo immemorabile, per cui non sono attendibile.

Comunque CAI vorrebbe fare trasporto aereo e soldi, per cui fa i suoi (sporchi) interessi, o la Lega pensava ad altro ? Vorrei vedere Castelli fra cinque anni, quando o CAI sarà inghiottita da Air France o tornerà con il cappello in mano e dirà a Pantalone: riprendetevela. Arriverà quel giorno, certo che arriverà, con questi prezzi e questi pseudo-manager.

Poi cercheremo di scrivere piu' con calma, ma i numeri che ho trovato in una breve ricerca oggi danno ragione a Michele.

Guardate questo rapporto dell'OECD su infrastruttura - parla di strade, ferrovie, telecom, energia, acqua, ma anche sanita'.

Ebbene, per quanto riguarda la sanita' guardate la Figura 2.27 a pagina 128 (mi spiace, non so come fare a "incollarla" qui!): il colpo d'occhio e' impressionante! Tra il 1960 e il 2000 la spesa per sanita' in percentuale al PIL e' cresciuta da circa il 5% a circa il 13% del PIL negli USA. Adesso credo sia intorno al 15% del PIL. E' il livello di gran lunga piu' alto fra i paesi OECD, e la crescita nel tempo e' simile solo in Spagna e Portogallo. Certo, questo non ci dice COME siano spesi questi soldi, ma livello e trend sono alti.

Per quanto riguarda invece rete elettrica, guardate la Tabella 3.6 a p.167. La terza colonna da sinistra ci da la spesa in "energy infrastructure", ovvero investimenti nella rete di trasmissione e distribuzione di energia elettrica. Ebbene, la regione OECD Nord America nel periodo 2003-2010 spende una volta e mezza quello che spende la regione OECD Europa! Il 50% in piu', circa... Notare che (Tabella 3.3 p.162) l'OECD Nord America consuma solo due terzi dell'elettricita' consumata dall'OECD Europa. Dubito che la differenza stia tutta nel Canada...!

Infine, per le strade, guardate la Tabella 4.A6 a p.236. La colonna D ci dice che nel periodo 2000-2010 gli USA spendono in nuove costruzioni piu' della meta' della spesa totale dell'intero G7 (nota che il GDP degli USA, almeno nel 2005, era leggermente inferiore a quello degli altri 6 paesi nel G7).

 

Potresti essere più preciso per quanto riguarda l'energy . Si tratta di spesa pubblica o privata?

Mi sembra che le compagnie elettriche in USA siano private o sbaglio .

Poi si tratta di investimenti , puo darsi che prevedono di aumentare il consumo di energia in Nord America nei prossimi decenni. Potrebbe esser successo che in Europa gli investimenti sono stati fatti dal 1990 al 2000 oppure che li faremo dal 2010 al 2020 . Questi investimenti sono da spalmare su decenni. 

 

 

 

Cosa vuol dire questo commento?

Tutto potrebbe essere, anche che gli elefanti volano! Quindi?

Tutti i "potrebbe essere" si applicano anche all'Europa, quindi?

Le compagnie in USA sono private? Certo, anche in gran parte dell'Europa. Quindi?

Quelli sono i dati: non fanno felici i tuoi pregiudizi? Un vero dispiacere.

Quali sarebbero i pregiudizi ?

Il mio commento voleva essere semplice. Non ho capito perchè Giorgio Topa ha messo in grassetto che gli investimenti per energia in Nord America sarebbero stato una volta e mezza gli investimenti in Europa. Non capisco se è troppo oppure se in Europa non si investe abbastanza.

 

Scusa Pierre, ho visto solo adesso...

Il libro dell'OECD da me citato non specifica se si tratti di spesa pubblica o privata: con ogni probabilita' si tratta della somma di entrambe.

Per quanto riguarda investimenti e consumi (il tuo commento sopra), la tua ipotesi sui consumi del Nord America non sembra tenere: la Tabella 3.3 a p.162 riporta i consumi di elettricita' finale nel 1971, 2003 (dati storici), 2010 e 2030 (previsti). Il rapporto del consumo Nord America/Europa e' pari a 0.70 nel 1971, 0.686 nel 2003, ed e' previsto scendere a 0.656 nel 2010 e 0.642 nel 2030.

Certo, gli investimenti in energia sono programmati con largo anticipo, infatti il libro stesso dice che "About 8% of the new capacity that will need to be built worldwide between now and 2030 is already under construction, and another 21% is planned." Ma questo non mi sembra inficiare la mia osservazione originale, ovvero che "la regione OECD Nord America nel periodo 2003-2010 spende una volta e mezza quello che spende la regione OECD Europa!"

A fronte di un consumo in Nord America inferiore di un terzo all'Europa (e lentamente decrescente nel tempo rispetto a quest'ultima), gli investimenti in distribuzione e trasmissione in Nord America sono pari a piu' del 150% (159%, per l'esattezza) di quelli in Europa. Qualunque sia il timing, questi numeri sono molto chiari e - per me - sorprendenti: mi aspettavo che l'investimento in Nord America proprio per trasmissione e distribuzione sarebbe stato inferiore a quello in Europa. Questo il motivo del grassetto.

 

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