Il rendimento negativo dei BOTs?

10 settembre 2009 lodovico pizzati

Vengono chieste spiegazioni. Ecco un mio commento a caldo.

Se ci sono risparmiatori fessi che se li comprano, è buona cosa per lo stato italiano. Forse questo è dovuto a fondi di investimento che vogliono spalmare il rischio e comprano obbligazioni da un po' tutti i paesi industrializzati. I rendimenti nominali a breve sono bassi ovunque perché il mercato è saturo di liquidità creata dalla banche centrali, mi sembra ovvio. Difficile dire di più.

Trovo invece più interessante commentare quest'altro articolo apparso ieri sul Sole con il titolo BTp 2040: performance da star. Dopo averlo letto ci ho dovuto pensare un po', e poi ho capito la genialità della giornalista. Si è ritrovata di fronte ad una notizia pessima e basata su dati obiettivi, perciò c'era poco da abbellire. Ma come fare quando vige il coprifuoco dell'ottimismo? Basta imparare da autori e giornalisti vissuti sotto i peggior regimi sovietici. Occorre scrivere con ironia per raggirare la poco acuta Gestapo mediatica e così evitare di perder sponsors, se non addirittura il posto.

Allora leggiamo che "Il nuovo BTp 2040 ha conquistato il palcoscenico dei titoli di Stato con una performance da star. Applaudito soprattutto da investitori istituzionali". Questo per dire che lo stato italiano dovrà pagare un salatissimo 5,2% di interessi annui per affibiare il proprio debito a qualcuno. Con l'inflazione momentaneamente a zero, questo è un 5% reale (altro che il 3% utilizzato nelle simulazioni di sostenibilità del debito).

Ma l'ironia continua, e leggiamo che "Il rischio-Italia piace". Uè, ma sono proprio fighi questi BTp italiani, altro che quei pirletti di Bunds tedeschi che non riescono a pagare neanche un 4%. Quasi quasi mi cucco qualche BTp pure io.

A questo punto al lettore, ancora scottato dall'Argentina e da Parmalat, qualche dubbio potrebbe venire. Ma come mai le obbigazioni italiane sono così ghiotte rispetto a quelle tedesche? Se sono entrambe obbligazioni statali denominate in euro non dovrebbero rendere lo stesso?

Tranquilli, l'articolo pensa pure a questo, e allora ci viene spiegato che

lo Stato italiano ha preso in prestito 6 miliardi di euro, con rimborso nel 2040, riuscendo a pagare un tasso d'interesse di circa 107 centesimi di punto percentuale (1,07%) sopra il rendimento dei titoli di Stato tedeschi di uguale scadenza: questo "spread" non è affatto elevato rispetto ai 170 centesimi registrati nel picco della crisi di fiducia sui mercati e sulle scadenze decennali.

Ah beh, allora non c'è da preoccuparsi.

In effetti poteva andar peggio, e credo che il Tesoro abbia motivo di brindare (adesso devono solo sperare in una buona dose di inflazione). Purtroppo l'articolo ci rovina il brindisi nell'ultimo paragrafo, ricordandoci che ci sono "montagne di titoli di Stato" da riaffibiare agli investitori "in un mercato di titoli di Stato in euro intasato dal rifinanziamento dei costosi piani pubblici anti-crisi ...". Hai capito perché i rendimenti a breve sono bassissimi e quelli a lunga stanno andando sempre più su? Due faccie della medesima moneta, cari miei ...

Un'obbligazione italiana con scadenza nel 2040 ... Ma di questo passo ci sarà l'Italia tra trent'anni?

34 commenti (espandi tutti)

Leggo di una forchetta prevista da Via XX Settembre tra i 4 e i 6 miliardi di euro. Ne hanno collocati 6.

La cosa mi fa nascere qualche dubbio. E' normale che ci siano oscillazioni di tale entità in una previsione del ministero? L'offerta a tale rendimento era illimitata? Se il mercato ha risposto tanto positivamente al rendimento offerto dal titolo in questione, non si sarebbe riusciti a spuntare qualche centesimo di punto percentuale in meno? E' davvero questo grande successo del Tesoro? 

È davvero questo grande successo del Tesoro?

Beh, diciamo che è un grande successo dell'Ufficio Stampa del medesimo, no .. ?

no il tesoro probabilmente non c'entra proprio niente con la riduzione dello spreead..

il fatto e' che i risk premia sono molto controciclici.. per esempio lo spread moody BAA - AAA e' andato da quasi 3.5% al culmine della crisi a circa 1.5% ora. Dato che i titoli italiani hanno un risk premia su quelli tedeschi, questo premio si riduce quando la recessione e' finita, ma non perche' sia diminuita la rischiosita' del titolo (i.e. il tesoro e' diventato piu' virtuoso) ma perche' la tolleranza al rischio degli investitati e' aumentata.

 

 

 

 

Non ho capito bene cosa si intende in questo caso con "controciclici".

Forse bisogna spiegare meglio (l'articolo non lo fa') perche' i BOT hanno un rendimento negativo e i BTP hanno un premium di oltre 1% su obbligazioni di simile durata tedesche.

Io credo che con obbligazioni a breve termine, tipo i BOT, ci sia l'effetto di liquidita' (i tassi d'interesse molto bassi), e il fatto che per via della crisi molti investitori scappano dall'azionario e si rifugiano nelle obbligazioni. Tanto nell'arco di 3-6 mesi anche l'Italia e' sicura, percio' perche' pagare un premium di rischio?

Mentre con BTP di 10 anni (o in questo caso addirittura di 30 anni) allora il rischio-paese si fa vedere con un premium sugli interessi che paga. Ma finita la recessione, se l'economia e i conti pubblici ritornano alla normalita' (big if) mi sembra che anche la rischiosita' dei titoli dovrebbe diminuire piuttosto che un cambiamento nella tolleranza degli investitori.

 

Stai guardando a due fenomeni diversi:

- il risk premium di BOT su titoli a breve tedeschi versus il risk premium di BTP su bund tedeschi a lunga

La spiegazione mi pare ovvia: la probabilita' che l'Italia faccia default su sovereign risk within 12 months e' zero - la probabilita' che il default (o uscita dall'eurozone con spike di inflazione) accada within 30 years is non zero - la probabilita' di default tedesco e' sempre zero a tutti gli horizon

Fabrizio spiega la riduzione del risk-premium a lunga con il fatto empirico che risk-premia sono countercyclical - tendono a essere alti in recessione e bassi in espansione (anche all'inizio). Non e' chiaro se la counter-cyclicality sia dovuta a counter-cyclicality del rischio o alla pro-cyclicality della risk tolerance

- la differenza tra yield su BOT e yield su BTP

la curva dei rendimenti e' molto steep dovunque - l'enorme liquidita' post-crisis e' una delle spiegazioni

"Non e' chiaro se la counter-cyclicality sia dovuta a counter-cyclicality del rischio o alla pro-cyclicality della risk tolerance"

giusto, quello pero' che e' chiaro che in nessuno dei due casi la riduzione dello spread e' merito del tesoro..la riduzione dello spread potrebbe davvero da attribuirsi alla virtuosita' del tesoro se osservassimo una riduzione dello spread sui titoli italiani che e' molto maggiore di quella osservata, per esempio, per i titoli greci o spagnoli.. non ho visto i dati ma non penso proprio che sia il caso..

riguardo ai BOT a breve penso che quello che i lettori ritenevano puzzling non e' tanto la steepness della yield curve (che come dice Gianluca puo' essere dovuta all'abbondanza di liquidita') quanto dal livello del tasso di interesse che e' negativo.. ovvero perche' un risparmiatore compra 1 milione di euro ad un rendimento del -0.1% piuttosto che tenerli in cash o in banca dove il rendimento e' 0%?

le spiegazioni possibili sono 2: la cash e' scomoda e te la possono rubare, le banche possono fallire e non sei assicurato su large deposits.

Nota che i rendimenti negativi su titoli di stato si sono visti varie volte in Giappone e in negli USA (durante a recente crisi) e si vedono tutti i giorni con persone che tengono soldi in conti correnti che pagano 0 interessi ma hanno spese di gestione..

 

 

 

 

le spiegazioni possibili sono 2:

e' possibile che sia dovuto alle banche centrali che si comprano queste obbligazioni per finanziare i governi?

I rendimenti nominali a breve sono bassi ovunque perché il mercato è saturo di liquidità creata dalla banche centrali, mi sembra ovvio.

Secondo me non è ovvio. Prima della crisi la liquidità era parimenti alta. Penso che l'aumento della domanda di obbligazioni dipenda da un aumento dell'avversione al rischio.

Prima della crisi la liquidità era parimenti alta. Penso che l'aumento della domanda di obbligazioni dipenda da un aumento dell'avversione al rischio.

No, la "notizia" , come fa notare anche Michele Boldrin, è più da mettersi in relazione con l'ufficio stampa che con l'avversione al rischio. Storicamente non ricordo casi in cui un'asta dei BOT sia andata deserta, il rendimento dei BOT è definito "marginale", proprio perchè è un'asta al ribasso, chi compra sono investitori istituzionali, tipicamente banche e fondi. I fondi sono alle prese con le raccolte negative, può darsi che qualche fondo abbia messo soldi in uno strumento altamente liquido, come i BOT a tre mesi, a un rendimento dello 0,386%, ma non negativo, il rendimento diventa negativo se è calcolato su piccoli tagli e con le commissioni, altrimenti è lievemente positivo. Le banche, in questa fase "devono" comprare BOT.

Non ho nè il tempo, nè la voglia, di studiare le ultime aste dei BOT per dimostrare che il rendimento marginale dei BOT a 3(tre) mesi è sempre stato molto basso. Interessante (nel senso che vorrei sapere chi li compra) è la notizia sui BTP, io non li comprerei mai dei titoli simili, primo perchè l'arco temporale è troppo lungo, e la liquidità che è in giro presto o tardi diventerà inflazione che si mangerà il rendimento, secondo perchè il rischio di default dell'Italia è elevato e il rendimento offerto non è premiante.

Mi sa che prima del collocamento i telefoni dei Presidenti delle varie banche diventeranno roventi.... altro che BOT a tre mesi!

la liquidità che è in giro presto o tardi diventerà inflazione che si mangerà il rendimento, secondo perchè il rischio di default dell'Italia è elevato e il rendimento offerto non è premiante.

Anch'io tenderei a fare questa valutazione, soprattutto quella sull'inflazione.

Il punto è, ma perché non la fanno gli operatori o almeno la maggioranza di loro?

Appunto, e' l'expected inflation.

Il fatto che BTP 2040 matura tra 30 anni non vuol dire che bisogna tenerselo per 30 anni. Si puo' sempre rifilarlo a qualcun altro nel mercato obbligazionario tra qualche mese.

Si puo' anche ignorare il rischio-Italia dicendo che tanto con qualche capriola ne vengono fuori.

Quello che mi preoccuperebbe come investitore e' che mi sto comprando un titolo quando l'inflazione e' a zero. Come l'inflazione sale il rendimento reale di questo BTP scende, e il valore di mercato di questo BTP calera'. Diventera' una patata bollente?

Un'altra cosa che sarebbe interessante sapere da chi ha modo di tirar fuori le serie storiche e' come si classifica questo 5% reale. In passato (tipo anni '80) l'interesse nominale era ben piu' alto, ma anche con un'inflazione elevata.

 

Lodovico devo dire, rileggendo l'articolo a cui avevo dato una veloce scorsa, che le cose stanno peggio di quanto pensassi: il BTP2040 è stato collocato per solo 6 miliardi di euro, e non per ben 6 miliardi di euro. Traduco: l'articolo è enfatico, ma i titoli in scadenza sono per 130 miliardi di euro, sono una serie di CCT CTZ e BTP a 4 e otto anni, il CTZ (a memoria) era a 10 anni, i CCT 5-10-15, ma non conosco le proporzioni e potrei sbagliare sulla composizione (ma di poco), se io emetto un titolo trentennale (BTP2040) è, come l'articolo fa intendere, per aumentare la vita del debito, ma se ne "piazzo" solo 6 miliardi significa che, nonostante tutte le telefonate fatte, ne hanno comprate solo il minimo indispensabile. O anche, come penso io, il titolo è una mezza schifezza e il rischio di perderci (rispetto a altri titoli in giro, o di futura emissione) è troppo elevato.

In ogni caso solo 6 miliardi sono un pessimo segnale...

Adesso non esageriamo. Mentre aspettiamo un addetto ai lavori che ci spiega tutto in dettaglio, credo che l'altro giorno si sia cercato di piazzare fino a 6 miliardi. I 130 da quel che ho capito verranno offerti a scaglie (perche' scadono a scaglie). Se il mercato voleva un interesse di 6% magari allora il tesoro ne piazzava solo 4 miliardi (anziche' 6). Io l'ho interpretata cosi', e dato i tempi bui, il fatto che hanno piazzato 6 miliardi vuol dire che erano contenti di quel 5%. 

A memoria ricordo interessi reali intorno al 6%, quando l'inflazione cominciò a calare dai picchi a due cifre mentre i tassi nominali dei titoli pubblici scendevano più lentamente. Comunque cito da questo articolo di Guido Rey: "ancora nel 1993 il tasso medio era all’11,3% a fronte di un’inflazione del 4%".

Grazie. Insomma si e' visto di peggio in passato e si e' solo tornati come ai vecchi tempi (solo che ora senza l'arma della svalutazione).

scusa Lodovico ma penso che non sia molto istruttivo parlare di peggio o meglio quando si parla di tassi di interesse reali.

Il tasso di interesse e' un prezzo relativo (i.e. prezzo fra beni oggi e beni domani) e non e' che ci sia un chiaro peggio o meglio.. e' un po' come il prezzo di fra mele e pere.. se il prezzo delle mele e' alto rispetto alle pere saranno contenti i produttori di mele, se il prezzo delle pere e' alto sono contenti quelli di pere.. cosi' con i tassi di interesse: quando sono alti son contenti quelli che danno a prestito (i.e. quelli che piu' beni oggi), quando son bassi son contenti quelli che prendono a prestito (quelli che han piu' beni domani)..

infine poi, di solito, alti tassi reali sono indicazione di alta crescita..alta crescita (i.e. piu' beni domani) induce i consumatori a prendere a prestito per consumare oggi, ma dato che il consumo arrivera' solo in futuro i tassi reali salgono per riportare in equilibrio i mercati del credito.. quindi avere tassi reali alti non e'  necessarimente un cattivo segnale anzi..

ciao

 

Beh, calma, tassi alti possono anche indicare rischio alto. Se questa è la ragione, almeno per quanto riguarda il debito pubblico,  tassi alto sono un cattivo segnale. Poi, empiricamente, quale fattore sia più importante non lo so.

Ok pero' qui stavamo parlando di interessi su BTP. Il discorso che il tasso d'interesse e' il prezzo stabilito nel mercato del credito mi va bene nel settore privato, ma mi domando se si puo' dire lo stesso per il debito pubblico.

Se lo stato paga un sacco di interessi, come cittadino (debitore) mi va male. Andra' bene al risparmiatore (creditore), cittadino o straniero. Ma overall non c'e' anche un crowding out di risorse che vanno a finire su titoli di stato anziche' su investimenti produttivi?

due cose:

i) il rischio e' ovviamente un fattore che influenza alcuni tassi di interesse ma qui si parlava di tassi risk free (i BTP tedeschi meno inflazione)

ii) riguardo al debito pubblico.. dunque se il governo finanzia spesa emettendo debito crea domanda per beni oggi e quindi fa salire il loro prezzo rispetto a quelli domani (i.e. fa aumentare il tasso di interesse)..

ovviamente se il prezzo dei beni domani scende gli incentivi a investire (i.e. produrre beni domani) scendono..ma anche questo non e', di per se, un male..la vera questione e' se un tale equilibrio e' subottimale, ovvero se il governo sta domandando "troppi" beni oggi..

 

Sorry, pensavo si parlasse dei BTP italiani che, a differenza dei tedeschi, non sono completamente risk free.

Se posso aggiungere direi che in quel tasso di interesse reale c'è anche, banalmente, la liquidità del bene negoziato. Il titoli di Stato italiani sono particolarmente liquidi per due fondamentali motivi.

1) lo stock è molto elevato

2) il Tesoro ha saputo sviluppare un modello di mercato all'ingrosso di secondario particolarmente efficiente. Anche quello al dettaglio (con investitori retail e una parte di istituzionali) è piuttosto liquido soprattutto se confrontato con quello di altre nazioni.

Ora altri paesi, in particolare UK, stanno da un lato fortemente allargando lo stock del proprio debito e dall'altro ripensando, finalmente, il modello di negoziazione all'ingrosso e al dettaglio del loro debito (storicamente non molto efficiente e liquido).

L'effetto complessivo potrebbe essere di riduzione degli spread di liquidità e di maggiore appetibilità del debito UK rispetto a quello italiano.     

Vediamo se ho capito giusto. Stai dicendo che, siccome il debito di altri stati sta diventando più liquido, questo sta rendendo il debito italiano meno appetibile e quindi contribuisce a tenere alto lo spread con il bund?

Non parlavo direttamente del Bund ma del rapporto con altri titoli di debito Europei. Tra questi volevo evidenziare una recente dinamica che riguarda il debito UK. 

Nella realtà l'aumento dello stock di debito UK è penalizzante e l'effetto è univoco. Anche lo stock di debito italiano sta crescendo ma secondo i dati del debt management office direi che non c'è dubbio che quello UK stia crescendo di più. Quanto gli investitori prezzeranno questo aumento del debito UK vis a vis con quello italiano non saprei anche perchè la relazione non è lineare. 

Tuttavia tralasciando l'aumento del debito, ceteris paribus, l'appetibilità di un titolo UK potrebbe aumentare se questi divenissero molto più liquidi di quanto non lo siano attualmente. I titoli italiani avrebbero dunque un concorrente in più che si rifletterebbe in un maggiore spread.

Mi sbaglio?  

f   

Mi pare che il ragionamento fili, adesso aspettiamo a vedere quanto è grande l'effetto.

Tuttavia tralasciando l'aumento del debito, ceteris paribus, l'appetibilità di un titolo UK potrebbe aumentare se questi divenissero molto più liquidi di quanto non lo siano attualmente. I titoli italiani avrebbero dunque un concorrente in più che si rifletterebbe in un maggiore spread.

Esistono anche titoli UK denominati in Euro? Altrimenti, c'e' da considerare il fattore del rischio di cambio.

La Regina non prende aprestito in monete altrui. Infra dignitatem suam.

No. Hai ragione ma è per questo ho detto ceteris paribus.

Volevo sottolineare l'elemento liquidità, spesso poco considerato, nella determinazione del rendimento domandato. Il punto è che il debito italiano è storicamente molto liquido anche per questioni che possiamo definire di microstruttura dei mercati dove questi sono negoziati. Ora altri Paesi, che io sappia UK ma non escludo che ve ne siano altri anche in area euro, alla luce dell'aumento dello stock di debito stanno considerando una revisione dei meccanismi di trading. Ciò potrebbe in parte erodere il vantaggio del debito Ita rispetto agli altri competitors.

f    

Gli operatori questo ragionamento lo fanno, basta vedere le quotazioni dei BTP indicizzati all'inflazione, un BTP 2019 con rendimento reale del 2,35% ( zero coupon ) lo comperi a 103, mentre un btp  2019 con cedole del 4,5% lo comperi a 104 se non ci si aspettasse un inflazione  minimo del  3-4% non avrebbe senso, almeno a spanne.

Non riuscivo a capire dov'era la quote a cui fai riferimento, e continuavo a rileggere tutti i commenti.

Adesso mi sono accorto che stava nel primo paragrafo dell'articolo. Deve essere stata aggiunta da un redattore perche' in effetti avevo "liquidato" la notizia dei BOT negativi  troppo velocemente per concentrarmi sull'articolo dei BTP.

Come dicevo nell'altro commento credo anch'io che la crisi ha spostato capitali verso le obbligazioni (abbassandone gli interessi), pero' non si puo' ignorare l'effetto dell'alta liquidita'. Prima della crisi i tassi di interesse non erano mica a zero.

I privati comprano obbligazioni a breve termine per via della crisi, e le banche centrali comprano obbligazioni a breve per dar liquidita'?

Ormai ogni banca decente offre un'ampia scelta di conti pronto termine e si appoggiano tutti a titoli di stato. Su capitali consistenti immagino siano ancora in positivo.

Scusate ma, i quesiti interessanti mi sembrano:

- La riduzione del premio al riskio Italia, è "troppo poca" o "sostanziale"?

Ossia, dato per scontato che in fasi di crisi-panico-tensione i premi al rischio su tutto ciò che non è "supersafe" schizzano (il che spiega il riskio Italia tra ottobre-08 e marzo-09), la domanda è: i 100 e rotti punti base di ora sono un buon risultato o no? Mi sembra che questa sia una domanda in parte senza risposta e, in parte, rispondibile facendo dei confronti internazionali (che non ho tempo di fare, scusatemi). Ad ogni buon conto, dove sta l'Italia rispetto a Grecia, Spagna, Portogallo, Belgio in termini di premio al riskio su debito pubblico con maturità e struttura simili?

- Cosa indica la curva dei rendimenti così steep?

Ossia, cosa vogliamo leggere nel fatto che il tasso a tre mesi è quasi zero e quello a 30 anni è +5%? Azzardo una mezza risposta. Io non credo indichi inflazione, perché quella che conta è l'inflazione media sull'Euro, non quella italiana. Contrariamente a molti io NON mi aspetto un'inflazione generalizzata old-style nei prossimi 3-5 anni (andare più in là con le previsioni è completamente assurdo, infatti già 5 anni son troppi). Io credo, invece, che il grosso di questa pendenza sia spiegabile dal fatto che i mercati si aspettano un futuro "normale" e che il presente è "anormale" perché c'è troppa liquidità. Si aspettano anche che la BCE faccia il "mopping up" di questa liquidità nel giro di un anno al più e che poi i rendimenti tornino attorno al 2% a breve ed al 4%. In questo senso i 100 e rotti punti extra dell'Italia nel lungo sono una misura del country risk. E qui torniamo al punto precedente: tanto, poco, han migliorato, peggiorato?

dove sta l'Italia rispetto a Grecia, Spagna, Portogallo, Belgio

Guardando i 10-yr bond spread sul FT, l'Italia sta peggio di Spagna, Portogallo, Belgio, e sta meglio della Grecia.

Rispetto a qualche mese fa 100 punti saranno anche un miglioramento, ma sono sempre miliardi di interessi in piu' solo perche' e' debito made in Italy.

Contrariamente a molti io NON mi aspetto un'inflazione generalizzata old-style nei prossimi 3-5 anni

Io non so se aspettarmela, la temo. La temo soprattutto per la pressione che la domanda farà sulle materie prime (petrolio in primis) e perchè non sono così fiducioso che le banche centrali (FED  avanti le altre) usciranno a piccoli passi dalla valanga di liquidità che hanno iniettato nei mercati: sbaglio o in Amerika c'è un bel dibattito sulla "politica inflazionistica" come sistema per far pagare la crisi (nata in USA) al resto del mondo ?

Sulla fiducia: tre anni fa il divario sui punti base con i Bund tedeschi era intorno ai 30 (vittoria di RP alle lezioni), è rimasto stabile per tutto il periodo di TPS e RP (indice che i mercati credevano che le tasse che tiravano su erano "soldi veri"), e ha cominciato a deteriorarsi dopo la vittoria di BS e GT.

Dire che 107 punti base di differenza rispetto ai 170 del picco (quando tutti pagavano, comunque, un alto tasso di rischio) sono una vittoria, è come avere una vittoria di Pirro, o un bicchiere unn quarto pieno. Secondo me i mercati non scommettono sul default dell'Italia (Franco Bocchini ha ragione quando dice che abbiamo un buon manifatturiero che ci salva), ma sanno che il debitore ha bisogno di soldi e glieli vendono cari, ovvero scommettono sull'incapacità di stabilizzare il debito nel breve-medio periodo. Da quando ho saputo che Alberto Bisin e Giulio Tremonti sono la stessa persona (un bel post su Dr. Jekill e Mr. Hide ci vorrebbe proprio..) non parlo più male del mezzemaniche della Valtellina, ma oserei dire che, mai come adesso, la fiducia nell'Italia debitoria è la stessa che i mercati ripongono nel nostro Ministro dell'Economia.

Contrariamente a molti io NON mi aspetto un'inflazione generalizzata old-style nei prossimi 3-5 anni

Io non so se aspettarmela, la temo. La temo soprattutto per la pressione che la domanda farà sulle materie prime (petrolio in primis) e perchè non sono così fiducioso che le banche centrali (FED  avanti le altre) usciranno a piccoli passi dalla valanga di liquidità che hanno iniettato nei mercati: sbaglio o in Amerika c'è un bel dibattito sulla "politica inflazionistica" come sistema per far pagare la crisi (nata in USA) al resto del mondo ?

Ma quello che io mi chiedo-da dilettante- è:

è plausibile che il debito pubblico italiano possa (ancora in seguito) beneficiare di un periodo di bassa inflazione e basso tasso di interesse nominale?

Cosa succederà

1) se la BCE non sarà in grado di rallentare la creazione di base monetaria

2) se la BCE la rallenterà

In altre parole potrebbe la previsione di Boldrin essere giusta senza un aumento dei tassi in Europa?

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