Riscoperta delle radici

4 febbraio 2009 michele boldrin

Oggi un collega, argentino, mi ha mandato un email.

Subject: Now I understand better...
From: XXXXXXX@YYYYYY.ZZZ
Date: Tue, February 3, 2009 5:08 pm
To: mboldrin@artsci.wustl.edu
Priority: Normal
some really stupid things that Argentineans do.

http://www.timesonline.co.uk/tol/life_and_style/food_and_drink/article5622156.ece

Non so bene che dirgli. Suggerimenti?

57 commenti (espandi tutti)

Io proporrei una disubbidienza civile a base di asado nella piazza principale di Lucca.

La notizia l'avevo sentita su Caterpillar, trattata alla loro maniera e l'unica cosa che si può dire è che simili delibere sono demenziali - oltre che palesemente incostituzionali -

Che l'italia é un paese variopinto e pittoresco. Mentre a Lucca fanno fesserie, a Molfetta fanno quest'altro.

Effettivamente in puglia siamo avanti (qui). E comunque, purtroppo, esistono precedenti (altrettanto ridicoli, ma non troppo diversi) in altre zone del mondo (qui).

Mi sa che l' articolo è fuorviante: che io sappia il provvedimento è stato preso a Lucca e riguarda solo il centro storico.

Concordo che è demenziale, e mi sembra normale che il times prenda sul serio Zaia, ma da un divieto lucchese ad uno nazionale ce ne passa.

Vada per l' asado.

Asked if he had ever eaten a kebab, Mr Zaia said: “No – and I defy anyone to prove the contrary. I prefer the dishes of my native Veneto. I even refuse to eat pineapple.”

Certo che talvolta mi viene il dubbio che si vada oltre l'incompetenza e si entri appieno nel regno della psichiatria.

Vedere qui (era su Marginal Revolution insieme ad altri links interessanti).

Io direi che il fatto di disprezzare pubblicamente i cibi stranieri da parte di un Ministro e', sopratutto per l'Italia, un suicidio dal punto di vista commerciale. Con tutto quello che esportiamo o meglio con tutto quello che potremmo esportare!!

Un altro discorso e' quello di non alterare esteticamente i centri storici e quindi secondo me e' ragionevole porre delle limitazioni al tipo di esercizi. 

Io in Italia oramai giro poco, ma all'estero i kebab sono veramente deprimenti. Il regno del cattivo gusto. E si mangia pure da cani; la cosa strana e' che si mangia spesso peggio nei quartieri ad alta concentrazione di immigrati (quindi non e' che le schifezze le rifilino solo ai locali). Sfortunatamente soprattutto a certi orari non c'e' molta scelta quindi ci si adatta, ma certo diventa difficile capire chi abbia il coraggio di andarci in Italia.

saluti da Bruxelles (dove ci sono almeno 400 ristoranti Italiani e una moltitudine di Kebab)

 

Daniele

 

 

mhh non saprei sai daniele. Quante volete anche tu italiano sei finito in pessimi ristoranti italiani qui in Belgio (a Leuven é pieno di ristoranti piuttosto scarsi, e dopo un po' via dall'italia riesci a convincerti che la pizza di cartone non é male, in fin dei conti). Io lo scorso weekend sono stata in germania, dove i ristoranti turchi si fanno una concorrenza spietata e ho mangiato un kebab ottimo.

Questo solo per cercare di non generalizzare: la cucina turca puó essere ottima, e la cucina italiana veramente scadente. Poi il fatto che i locali tristi e sporchi non siano decorativi in centro città, specie in una città storica coem Lucca, questo é un discorso diverso dalla qualità del cibo servito nel posto. Ma se c'é un locale brutto che serve cibo ottimo (sia esso kebab o pizza, arancini o involtini primavera) come facciamo. E chi decide cosa é brutto? Non dovrebbe essere il cliente che preferisce entrare in un locale più piacevole? Ma quante volte siamo andati a mangiare in locali infami solo perché il fritto misto/la pizza/la piadina era ottimo? Io sono più preoccupata del fatoo che il cibo sia sano quando mangio in queste bettole, per il resto poi, so a cosa vado incontro quando vado a mangiare un kebab.

Quando ho letto la notizia comunque son rimasta esterefatta, ve lo vedete il sindaco di Berlino che vieta i kebab? Peró sarei curiosa di sapere da un lucchese se effettivamente la situazione in centro é degenerata...

assolutamente peró son d accordo

che il fatto di disprezzare pubblicamente i cibi stranieri da parte di un Ministro e', sopratutto per l'Italia, un suicidio dal punto di vista commerciale. Con tutto quello che esportiamo o meglio con tutto quello che potremmo esportare!!

sarebbe cosí bello che il mondo conoscesse la vera cultura culinaria italiana.

Quando ho letto la notizia comunque son rimasta esterefatta, ve lo vedete il sindaco di Berlino che vieta i kebab?

Per la verità questa la vedo più vicina al sindaco di quel comune belga che ha proibito di parlar francese a scuola (a proposito, non ce n' era un' altro che l'ha vietato nei negozi? Non trovo il link).

Per il resto d'accordo su tutto, con una postilla sulla "vera cultura culinaria": penso che quasi tutti (ed io per primo) quando possono scegliere preferiscono una versione un po' imbastardita delle cucine straniere,magari per cambiare idea quando siamo obbligati a provare l' originale.Temo sia una battaglia persa in partenza.

P.S. per la pizza a Gent mi sa che va un po' meglio: non ne ho ancora trovata una a legna, ma delle elettriche decenti si.

Evidentemente non mi sono spiegato bene.

La mia critica era ai kebab (intesi come posti dove si fanno i panini e non i ristoranti) che almeno qui in media fanno oggettivamente schifo, e non alla cucina turca che e' buonissima.

Lo so che e' difficile prendere decisioni da un punto di vista estetico, però non si può neanche accettare tutto. Quindi porre dei limiti e' ragionevole, sicuramente però non con le motivazioni della lega. In questo caso il problema non è la cucina quanto il patrimonio artistico; sono scelte che vanno prese per sostenere l'immagine delle città soprattutto a livello turistico.

Il mio riferimento ai ristoranti Italiani era per evidenziare la presenza massiccia della nostra cucina e della relativa esportazione di prodotti.

 

Comunque già che ci siamo un paio di riferimenti per mangiar bene ed Italiano in Fiandre

http://www.cucinamarangon.com/

http://www.contrasto.be/

se qualcuno trova una pizzeria decente ci faccia sapere

a Bruxelles finalemente ne hanno aperta una come si deve (magie del franchising)

Dov'è la pizzeria decente di Bruxelles?

abitando vicino in Belgio da quattro anni, mi sento abbastanza chiamato in causa.

Se anche Leuven dovesse mettere in atto una ordinanza analoga a quella di Lucca, sparirebbero dal centro storico la maggioranza dei ristoranti. E tanto per citarne un paio agli altri transfughi in Belgio che leggono NFA, io ho mangiato molto bene qua, qua e anche qua. Per i leghisti di passaggio: occhio che gli ultimi due sono ristoranti etnici ;-)

Piccolo esempio: a Firenze, davanti a Santa Maria Novella (la chiesa, non la stazione) c'è un negozietto dove si vendono Kebab, Falafel e cose del genere. Non è forse il miglior Kebab che abbia mai mangiato ma è pur sempre una cosa decente. Il locale non è degno dei ristoranti di lusso ma è piacevole a vedersi e sempre molto pulito. L'insegna che dà sulla piazza è visibile ma non infastidisce affatto.

Poco lontano c'è una folta schiera di buchi dove vengono venduti tranci di pizza fetentissima e tutti con insegne fosforescenti che fanno rimpiangere i Pizza Hut.

Insomma: se si vuole vietare di fare negozi dall'aspetto improponibile per evitare di deturpare i nostri centri storici sono anche d'accordo. Ma che c'entra l'etnia da cui deriva il piatto che viene servito?

Per quanto riguarda Firenze ricordo un'epica battaglia per non fare aprire un Mc Donald a piazza del Duomo, che avrebbe sostituito un ristorante (la buca di san giuseppe??) bruttissimo.

Alla fine il Mc Donald non ha aperto, ma nessuno ha chiamato "razzista" il sindaco di Firenze (chi era allora? Bogiankino?).

 

La notizia - italianamente tragicomica - era in realtà già apparsa un po' di giorni fa.

Se la si legge, per esempio da qui, si può meglio apprezzare la cultura di chi ha scritto la delibera, che (testualmente, stando a Repubblica e Corriere) recita che «Non è ammessa l'attivazione di esercizi di somministrazione, la cui attività sia riconducibile ad etnie diverse ».

In effetti, anche il Times, alla fine dell'articolo, ripropone i dilemmi al centro di aspri dibattiti tra amici... napoletani, siciliani, veneti, sardi, francesi, americani, spagnoli... chi tra questi appartengono a etnie :-( diverse da quella dei lucchesi?

Se ci si vede nella piazza di lucca, io porto turcinieddhri per tutti! Magari sono buoni anche col cavolo nero...

Ma non e' una norma LEGGERMENTE incostituzionale?

Ma poco, eh.

Evito di lanciarmi in un discorso contro i divieti che senno' si va OT, pero'... uffa.

Slow Fool

Marcks 4/2/2009 - 17:48

In effetti siamo davvero ridicoli.

Ogni tanto salta fuori quest'idea di proibire certi cibi. Certo, siccome nessuno, per fortuna, può proporre una sorte di notte dei vassoi (invece che dei cristalli), si prende la cosa alla larga e si dice che la m di MacDonald rovina le facciate dei palazzi e così via.

Quello che non capisco è questa nostra idea arrogante che il cibo più buono del mondo lo abbiamo noi; che il nostro è più salutare e così via.

A parte che la nostra dieta è troppo ricca di carboidrati, che l'organismo accumula sotto forma di grassi e con ricadute dannose in termini di colesterolo e aumento ponderale, quello che mi infastidisce dietro tutta l'affare è che si spacci la cosa come un progetto di riscoperta dei cibi solo nostrani. Sembra che solo i nostri possono essere cibi "tradizionali".

Poi certo, Zaia, dovrebbe allora evitare oltre all'ananas, anche le albicocche e tutta la frutta che non è nata in Italia, il che ci costringerebbe presto ad adottare formule da Terzo Reich, e magari dire "qui si serve solo cibo italiano/ariano".

Il bello è che ci facciamo sempre vanto di quanto i nostri cuochi e la nostra cucina siano apprezzati all'estero, ma evidentemente lo scambio deve essere sempre a senso unico. Poi certo sulla cucina, in Italia c'è un attenzione che io non vedo altrove: la domenica mattina è tutto un susseguirsi di trasmissioni tra il bucolico e l'agreste, dove si parla delle tradizioni culinarie dell'Italia alle quali si aggancia sempre qualche pistolotto no-global sui sapori non riproducibili dalla grande industria dunque veri buoni e giusti. Per non parlare dei TG: il TG2 ha una rubrica fissa che ha come titolo un orrendo gioco di parole "Eat Parade"...che già la nostra conoscenza della fonetica inglese fa pena, e così la peggioriamo ancora un po'; ma anche Tg1 e Tg5 hanno il loro angolo cottura, vedere per credere: magari dedicano 12 secondi 12 per l'affondamento di una barca nel canale di Sicilia stracolma di clandestini, epperò ti sparano un servizio di 2 minuti sulla varietà del pomodoro che comprano a quintali in America e viene coltivato senza metodi chimici (come sia possibile, nessun lo sa).

Nella "mia" Sardegna, questi fenomeni ci stanno sfuggendo di mano. Abbiamo sagre tradizionali su tutto e c'è un mistica del mangia sano torna alla natura che alle volte è insopportabile.

Un commento su Zaia. Sarebbe dovuto venire in Sardegna per fare propaganda elettorale. Da buon leghista, contro sprechi e privilegi della casta, aveva chiesto alcune macchine della forestale per potersi fare il tour elettorale a spese degli elettori: anche questa in fondo è bassa cucina...politica.

 

Parlando di Lucca, sua città natale, il senatore Pera, in un discorso oramai consegnato alla storia patria, disse profeticamente:

“…Da un lato il senso forte della "libertas", di un valore fondante di quella che poi sarà la società liberale; dall''altro il rischio dello scadimento nell''insularità, nel provincialismo, nella diffidenza verso uno "straniero", a cominciare da quello che vive soltanto a qualche chilometro dalle Mura. A me sembra francamente che, tra il meno e il più, il saldo in termini di rapporti umani e sociali sia ampiamente in attivo».

Eravamo nel 2002. Il segno del saldo è cambiato.

In realtà questo divieto alcune amministrazioni locali toscane lo avevano già introdotto. Ad esempio, Abbadia San Salvatore (SI), maggioranza bulgara PD, ne aveva fatto (2007) uno che (vedi pag.8) stabiliva per il Centro Storico dell’amena cittadina sull’Amiata

"Tipi di esercizi tassativamente interdetti:  Divieto di allestimento di self-service, fast food, ristoranti cinesi  ed etnici in genere, estranei alla tradizione toscana"

Sospetto non sia l’unico. Ancora una volta i prudenti lucchesi non arrivano per primi.

Oserei dire che il titolo dell'articolo e' piu' che azzeccato: con idiozie del genere, prima o poi dovremo riscoprire le radici, perche' potremo mangiarci solo quelle.

Ci sono considerazioni etiche che sono state gia' fatte (ok, cinese no: ma siciliano o veneto?) poi ci sono quelle sociali (dico, una attivita' economica onesta e fiorente e la tagli? Per persone che sono piu' esposte della media a fenomeni di criminalita' e poverta'?) ed economiche (secondo costoro i ristoranti etnici sono quelli che importano quintali di carne non controllata? E dove li spendono i guadagni i proprietari? Dove le pagano le tasse?).

IMHO e' idiota comunque: se e' un problema di controlli sul cibo la causa non sono i ristoranti ma chi i controlli non li fa.

Se il problema e' l'affollamento allora forse sarebbero i ristoranti locali a dover abbassare i prezzi, posto che ambedue i tipi di esercizi siano assoggettati alle stesse tasse e spese.

Se il problema e' la "presentabilita'" della cosa, mi chiedo quanto lo sia un ristorante indiano di fronte a certe pizzerie fosforescenti citate.

Io posso dire che decreti del genere mi fanno passare la voglia di mangiare italiano.

E scusate lo sfogo.

Oserei dire che il titolo dell'articolo è più che azzeccato: con idiozie del genere, prima o poi dovremo riscoprire le radici, perché potremo mangiarci solo quelle.

non ci crederai, ma avevo in mente esattamente quel doppio senso!

E perche' non dovrei crederci? Non ci crederai,ma ho una certa stima di te :)

 

La solita stanca commedia. Gli amministratori di Lucca decidono che in quel chilometro quadrato (e anche meno, ad occhio e croce) del centro della città delimitato dalle mure medievali non si possano aprire ristoranti "etnici" et similia OLTRE a quelli già esistenti. E' una cretinata? Probabile. Ma tanto basta all'armata zelante e cretina dei progressisti democratici sempre pronta a cogliere i segnali della rinascita fascista per lanciare l'allarme a mezzo mondo, coi risultati che si vedono: piatto ricco, mi ci ficco...

Divertente la schizofrenia della sinistra: la lotta contro i McDonald è una battaglia per la civiltà, la lotta contro i Kebab è contro la civiltà. Se il profeta dello slow food con setta e università al seguito incita con fare mellifluo al razzismo culinario è una raffinatissima battaglia di civiltà, se lo fa quel bifolco di Zaia, è una battaglia contro la civiltà, la puta que lo pariò...

Zamax, stavo scrivendo un post praticamente identico al tuo (eccetto la puta que lo pario....)!Quando si dice togliere le parole di bocca.

Avrei aggiunto solo che, all'estero, penseranno: "Beati gli italiani! Con tutti i problemi che noi abbiamo di 'sti tempi loro se perde drio a ste monate.

Davvero non vedi la differenza tra l'opporsi alla ditta X o stigmatizzare un certo genere d'alimentazione e vietare tutto il cibo straniero? Mah.

Bello quel virtuoso "stigmatizzare un certo genere d'alimentazione". Certo non è rozza come la lotta del razzismo culinario, quella che si fa tra bianchi e negri: ha invece tutta la geometrica bellezza della lotta di classe, quella che si fa buoni e cattivi.

Sarà un'espressione non male, ma impallidisce di fronte alla perfezione del tuo straw man argument.

Divertente la schizofrenia della sinistra: la lotta contro i McDonald è una battaglia per la civiltà, la lotta contro i Kebab è contro la civiltà

Uno dei motivi per cui frequento con piacere nfa e' che i commenti come questi sono rari. Di solito se c'e' una stronzata da commentare (e il materiale certo non manca, chinque sia al governo), la si commenta in maniera sostanziale indipendentemente dalla provenienza politica.

Appena esco da qui pero' mi rendo conto che l'attivita' piu' diffusa di colpo diventa l'andare a vedere chi l'ha sparata piu' grossa, se quello di destra ora o quello di sinistra in passato (o viceversa). Sono assolutamente convinto che non ci sara' crescita politica in Italia fintanto che la dialettica politica sara' ridotta a questo patetico campanilismo.

L'unico ragionamento logicamente valido alla notizia di Lucca e' quello di sabino: prima identifichi il problema (esempio: l'estetica del centro storico va preservata) e poi proponi la soluzione (esempio: tutti i negozi devono essere consoni all'ambiente e i venditori devono indossare un berretto medievale e apostrofare i clienti con "messere cliente"). In questo caso non e' ben chiaro quale sia il problema ma e' chiarissimo che la soluzione e' sbagliata. Non ho idea di che colore sia la giunta di Lucca ma sono sicuro che abbiamo un ministro che va orgoglioso del fatto che non ha mai mangiato ananas in vita sua perche' non e' un prodotto veneto.

 

Suvvia, non facciamo le verginelle. Che a Lucca quelli di "destra" abbiano fatto, pure loro come pare qualcun altro, una stronzata, è ovvio. Ma il problema qui è come da questa stronzata sia nato un piccolo caso "mondiale", visto che il misfatto è arrivato all'orecchio dell'amico argentino, o no? Altri comuni della rossissima toscana l'avevano già fatta, o no?, e nessuno ha fiatato, o no? La dinamica di queste "bolle mediatiche" l'ho spiegata sopra e credo sia difficilmente smentibile.

Non so quanto effettivamente sia un caso mondiale ma e' sicuramente possibile che le dichiarazioni favorevoli del ministro abbiano contribuito a dare eco. Zaia non e' nuovo a queste uscite: ai tempi del latte cinese avvelenato gia' aveva dichiarato che non era un problema che lo riguardasse perche' tanto lui nei ristoranti cinesi mica ci mangia. Probabilmente e' un uomo che si presta a queste boutanades. Sul proibizionismo etnico: ne vedremo sempre di piu' nel futuro prossimo perche' sono tempi di recessione e quando le risorse scarseggiano il popolo tende ad essere conservatore e ostile verso tutto cio' che e' percepito come straniero.

Soprattutto in Italia che non e' proprio stato un terreno multiculturale nell'ultimo secolo ma che si deve adeguare a diventarlo. Se non sbaglio uno o due anni fa di questo tempo la moda era dare addosso ai negozianti cinesi. Qualche anno prima c'era la trovata trevigiana di togliere le panchine per eliminare i barboni. Prima ancora l'idea di mandare la multa a casa a chi si ferma per parlare con le donnine di malaffare. Son tutte trovate che io vedo accumunabili: c'e' un problema o qualcosa che e' percepito come tale. Cosa facciamo? Proviamo a risolverlo seriamente o prolunghiamo la consolidata tradizione italiana di fare leggi convolute che apparentemente risolvono il problema ma che di fatto poi si limitano a spostarlo 5 metri piu' in la'?

 

Ovviamente le "boutanades" sono state cercate e trovate. Gli hanno buttato l'amo e il mio compatriota della marca trevigiana ha abboccato come una trota d'allevamento della sua terra. Fa tutto parte della commedia. Siccome però sono fissato con la destra e con la sinistra faccio notare, ad esempio, che il campione del commestibilmente corretto in Italia, che sta già da vivo nel Pantheon della cultura di sinistra oltre che nel PD, riguardo ai ristoranti cinesi stava dalla parte del reazionario Zaia, ma era tutta preoccupata consapevolezza, la sua: he cared, too...

Non sarà raffinata dialettica, però è divertente.

 

Teniamo distinte le due cose: un conto è tutelare il decoro dei centri storici ed un altro è fare politiche demenziali sulla purezza etnica del cibo.

Nel primo caso è, a mio parere, di cosa buona e giusta se si tratta di evitare tante brutture che, nel passato soprattutto, hanno contribuito ad abbassare il livello della qualità dei centri storici delle nostre città.

Quindi ben vengano i divieti ad insegne al neon, a infissi in anticorodal et similia: qui non si tratta di razzismo, ma di tutelare un'unità architettonica, nè più nè meno dei vincoli urbanistici che vietano, per esempio, di innalzare un grattacielo in piazza Duomo a Firenze. Detto ciò, ciascuno dovrebbe essere libero, all'interno del proprio locale, di servire e vendere ciò che vuole.

La purezza etnica del cibo, invece, oltre che storicamente inconsistente, è razzismo demenziale allo stato puro ed un regalo ad una categoria economica in danno di un'altra categoria, senza oltretutto neanche garantire - a priori - il decoro della citta, dato che con ordinanze come quella di Lucca anche un raffinatissimo ristorante francese non avrebbe diritto di cittadinanza.

 

"Qualche anno prima c'era la trovata trevigiana di togliere le panchine per eliminare i barboni."

Non esattamente: sono state "segate" (per usare il linguaggio del generalissimo Gentilini) alcune panchine di una zona verde vicino alla stazione che avevano la spiacevole tendenza a diventare zone di bivacco per gruppi di extracomunitari. Sono trovate folcloristiche o sono segni di una mentalità che può diventare pericolosa? Intanto, lo sceriffo regna incontrastato da lustri, nonostante la stoffa grezza di cui è fatto, e non credo sia un caso. Altri, anche a sinistra, lo imitano, naturalmente dandosi un tono civile. Poi scopri però, quando escono le classifiche sugli indici d'integrazione degli immigrati curate dalla Caritas (notoriamente non troppo filoleghista) che la provincia di Treviso è li in testa o quasi: come spiegare questa apparente contraddizione? Qui forse stiamo andando fuori tema, ma a me sembra che, come per il caso di Lucca, ci sia l'interesse, quello sì di parte, di fare tant'occhi su casi secondari, e sotto sotto ci sia anche un malcelato disprezzo per quella gente comune che dovrebbe, in un batter d'occhio, rivelare il profilo del liberale dalle ampie vedute. Esecrare questi "retrivi" con tendenza a fare stronzate è un esercizio facile e autogratificante per i sedicenti democratici, ma non sono forse queste abissali, teatrali prese di distanza, questi insulti politicamente corretti, i primi ostacoli sul cammino della "normale" dialettica politica?

Condivido, almeno in principio, quando osserva Zamax. Gentilini è persona poco gradevole (peggio: è persona sgradevole che dice frequentemente troiate penose) però equiparare le due cose mi sembra la maniera migliore per impedire una discussione ragionata.

Provvedimenti "micro" di questo tipo vanno giudicati nel merito, guardando ai costi ed ai benefici. Insomma, il giudizio va dato caso per caso.

Vietare il cibo "non italiano" non ha alcun beneficio se non il protezionismo per i produttori di cibo italiano (chiamalo "beneficio!), ed ha il costo (oltre che di danneggiare l'attività economica di chi produce sushi, kebab o hamburgers) di diffondere un'intolleranza etnico-culturale estremamente dannosa perché rende il paese ancor più provinciale e retrogado di quanto già, disperatamente, non sia. Conferma inoltre - ma Zaia dev'essere persona incapace di capire persino questo - che l'identità nazionale italiana si basa sulla pizza, la pasta ed il pomodoro (oltre alla nazionale di calcio): insomma, un popolo di folkloristici trogloditi.

Togliere delle panchine, o modificare degli spazi pubblici, per eliminare o rendere più improbabili episodi di decadenza urbana, mi sembra altra cosa. Mettere un semaforo ad un incrocio dove frequentemente vi sono incidenti danneggia chi, per quell'incrocio, transitava cautamente; ma salva la vita ad altri. Possiamo discutere a lungo su come trattare il "barbone" (e chi infilare in quella scatoletta) ma, nella stessa maniera in cui al Village tutti sono grati a Giuliani per aver ripulito Washington Square con metodi simili (no, molto più duri), credo lo stesso valga per la specifica scelta di Gentilini. Se il beneficio collettivo che ottengo da 7 panchine è inferiore al costo, le tolgo. Qui i costi ed i benefici sono piuttosto limpidi, e confrontabili.

P.S. Mi ero perso un pezzo di dibattito ... Aggiungo quindi, come commento a Zamax ed a matteodell'amico, che anche reazioni "pavloviane" del tipo "complotto mediatico di sinistra" oppure "noi siamo contro le cose veramente cattive, voi contro la cultura dei popoli" non fanno tanta salute a nessuno. Questa abitudine (comune ad entrambi gli "schieramenti") di vedere solo le paglie degli altri e mai le travi proprie, non è salutare. Il furore ideologico che pervade gli schierati è una delle ragioni fondamentali per cui, poi, finite per essere governati da cialtroni. Perché costoro sanno come "stimolare" gli istinti tribali, l'odio per il nemico ed i mille simbolismi identitari facendo correre tutti (a "destra" ed a "sinistra") a votare per il ciarlatano di turno. Non sarebbe il caso di smetterla? Lo so che non succederà, perché la convinzione tutta provinciale e comica di "aver capito qualcosa di speciale" pervade lo schierato italiano, ma non mi stancherò di ripeterlo: queste alzate di scudi tribali sono un po' ridicole. E mi permetterà, Zamax, di agigungere una nota personale da veneto a veneto: io sono fiero di essere veneto, nonostante gente come Zaia. La gente come Zaia, veneta o cinese che sia, è solo gente di cui vergognarsi: sono il contrario di ingenui, sono ciarlatani ignoranti.

Sinceramente non so quanto fosse grave la situazione a treviso allora o a trieste piu' di recente o chiss'altro dove hanno attuato la stessa  mossa. So che anche all'aeroporto le poltroncine di attesa sono studiate in modo tale che la gente non possa stendersi, per motivi di decoro. Pero' se di colpo ti trovi con decine e decine di persone che dormono stravaccate in aeroporto probabilmente il problema e' che i voli sono in ritardo e cambiare le poltroncine non ti aiuta.

Il filone italiano di solito e' questo: i problemi si risolvono sempre a parabola, con mosse molto mediatiche ma poco efficaci. Credo che tutti noi possiamo fare mille esempi del tipo, dal sorteggio di commissione nei concorsi universitari alla multa ai clienti delle prostitute. L'esempio delle panchine di treviso mi sembra emblematico in questo senso: finche' son per strada da qualche parte dovranno pure dormire. Se non sono in quella zona, si sposteranno 1km piu' a est.

Giuliani ha new york aveva una strategia ben piu' elaborata basata addiritura su studi sociologici (The Fixing Broken Windows approach), mentre l'uscita di Gentilini era chiaramente una provocazione delle sue (probabilmente poi ripresa da altri, direi a naso). Ok, non e' ai livelli di quell'altro che voleva spargere le interiora di maiale sui luoghi in cui i musulmani avrebbero voluto le moschee ma giochiamo nella stessa serie.

Guliani, per far pestare drogati e spacciatori di Washington Square, aveva i sociologi (btw, not necessarily a compliment in my book ... :-)) ed invece Gentilini, che toglie le panchine, è solo un provocatore.

QED

mi vuoi dire che New York e' paragonabile a Treviso e quel che ha fatto Gentilini paragonabile a quel che ha fatto Giuliani? Per amor di discussione ti concedo che segare le panchine abbia l'utilita' immediata di evitare che il barbone vi si stenda sopra un po' ciucco. Oltre mi viene difficile andare pero', eh.

Il filone italiano di solito e' questo: i problemi si risolvono sempre a parabola, con mosse molto mediatiche ma poco efficaci. Credo che tutti noi possiamo fare mille esempi del tipo, dal sorteggio di commissione nei concorsi universitari alla multa ai clienti delle prostitute. L'esempio delle panchine di treviso mi sembra emblematico in questo senso: finche' son per strada da qualche parte dovranno pure dormire. Se non sono in quella zona, si sposteranno 1km piu' a est.

Ti sbagli. A Treviso Gentilini ha risolto, la citta' e' pulita e ordinata quasi quanto una cittadina svizzera. A pochi chilometri di distanza vaste zone di Padova tendono invece verso il terzo mondo, grazie ad amministratori corretti politicamente ma italianamente cialtroni e incompetenti, e anche faziosi. Solo in tempi recenti, con la citta' mezza in rovina il sindaco del PD si e' messo ad operare piu' o meno sulle linee di Gentilini, con 15 anni di ritardo. Ti consiglio di andare nelle due citta' a controllare, iniziando dalla stazione ferroviaria.

E gli elettori se ne sono accorti: a Treviso Gentilini e' stato rieletto contro tutti gli altri partiti, trionfalmente, per 3 o 4 volte di seguito (ora c'e' un suo collega di partito con lui vicesindaco). A Padova gli elettori sempre piu' sconfortati hanno quasi sempre bocciato l'amministrazione uscente.

Cio' non toglie che Gentilini sia uno zotico sgradevole, un tipico sparaballe da bar sport. Tuttavia il livello dei politici italiani di professione e' cosi' infimo, che solo con un minimo di buon senso, con lavoro assiduo, e senza dedicarsi a comparsate mediatiche o spesa clientelare ha amministrato bene, senza sporcarsi le mani coi derivati, facendosi rieleggere sempre trionfalmente.

Concludendo: il caso di Gentilini e' l'eccezione positiva della norma italiana in cui i politici assomigliano piu' all'associazione a delinquere dedita a sprecare/ rubare le risorse pubbliche piuttosto che a rappresentanti democratici degli elettori.

Non conosco bene il caso, ma credo che sia importante distinguere motivazioni, implementazione e risultati.

Puo' essere che il provvedimento di Treviso, come quello di Lucca, sia stato preso per xenofobia.Ma l' implementazione del primo non discrimina su base etnica, quella del secondo si.E questo conta molto più delle intenzioni.

Se poi i risultati sono buoni non vedo perchè non si debba riconoscerlo: tra dire che Gentilini ha migliorato il decoro di Treviso e sposarne le tesi e lo stile ce ne passa.

Inoltre non concordo con l' argomendo di G. Gilestro sullo 'spostare il problema qualche metro più in la'.Non perchè non sia vero, ma perchè lo spostamento non è indifferente per almeno due motivi.Il primo è la concentrazione: se di fronte alla stazione o in un quartiere ghetto ho un centinaio di teppisti contenerli è molto complicato, se gli stessi sono sparsi in una dozzina di quartieri diversi contenerli è più semplice.Il secondo è che quasi ogni città ha delle zone degradate o pericolose, ma c'è una bella differenza tra averle in zone periferiche o in centro/intorno alla stazione.E comunque queste azioni di contrasto contribuiscono a contenere i problemi.Ovviamente non voglio dire che le periferie vadano abbandonate al loro destino, solo che è naturale investire di più nelle zone di grande passaggio.

D'altronde 'spostare il problema' è esattamente quello che fanno i parchi per tossici o i quartieri a luci rosse in mezza europa.

se di fronte alla stazione o in un quartiere ghetto ho un centinaio di teppisti contenerli è molto complicato, se gli stessi sono sparsi in una dozzina di quartieri diversi contenerli è più semplice.

non voglio addentrarmi troppo dentro questa facenda ma solo farti notare che questo non e' affatto ovvio. Da sempre esistono i quartieri ghetto proprio perche' contenere la criminalita', lo spaccio o l'etnia poco desiderata in un posto e' il modo migliore per dare l'illusione a chi vive d'altre parti che tutto va bene. Infatti a padova quando il quartiere malfamato era in periferia la trovata che hanno avuto e' stata di farci un muro attorno proprio per evitare che i teppisti si sparpagliassero. Il problema apparentemente diventa tale quando il decoro e' a rischio nei quartieri bene o quelli centrali, dove di solito vanno appunto i barboni a chiedere l'elemosina. In quel caso il problema lo sposti. E sicuramente se c'e' una cosa che *non* vuoi fare e' spargere 100 teppisti da una zona in 10 zone perche' li' si che contenerli diventa molto piu' difficile e costoso: invece di una zona coi vetri rotti, ne hai 10, invece di mandare le pattuglie in un solo luogo, devi mandare 10 pattuglie in 10 luoghi diversi.

Io a treviso non ci sono mai stato. So che negli anni novanta e' stata attuata una politica di bonifica architettonica di alcuni quartieri in previsione del trasferimento delle sedi distaccate delle universita' di padova e ca foscari. Non so quanto gentilini (che e' in carica dal 93) abbia contribuito effettivamente alla parte logistica di queste scelte, che immagino sia iniziata gia' prima. So che ha fatto delle sparate in passato (pulizia etnica dei culattoni, vestire gli extracomunitari da leprotti per fare pim pum pam col fucile, etc etc) che l'han sempre qualificato ai miei occhi come un coglione tremendo. Se adesso viene fuori che e' il novello Giuliani che devo dire? Magari ha davvero qualche dote manageriale nascosta.

Edit: Mi e' venuto in mente un altro esempio del nostro che calza a pennello: disegnare teschi agli incroci per diminuire gli incidenti (vedi qui).Come dice giustamente Michele due commenti piu' su, se hai tanti incidenti ad un incrocio, metti un semaforo o un dosso. Invece la tradizione italiana di cui parlo e' quella della soluzione creativa. Al problema A, poniamo la soluzione B che fa molto eco ma poco effetto. In questa categoria secondo me cadono davvero milioni di provvedimenti italiani, sia di destra che di sinistra. Io vorrei tanto che ci fosse meno approccio creativo, e piu' approccio funzionale. Se il problema del centro di lucca e che i negozi fanno schifo, aggiusti le vetrine e le insegne poi quello che ci vendo dentro sono tutti fatti miei. Credo che tutta questa creativita' derivi sostanzialmente dal fatto che chi e' in carica di solito non ha idea alcuna di cosa voglia dire problem-solving o sia semplicemente ignorante. Per cui ogni problema gli suona nuovo e richiede una soluzione nuova. Il tutto unito a una buona dose di megalomania mediatica probabilmente.

 

Ci sarà forse stata anche una reazione pavloviana, ma l'intento era solo quello di evidenziare la differenza tra una belinata semplice ed una belinata xenofoba. La seconda mi sembra decisamente peggiore e più pericolosa. Ma hai ragione, la figura retorica benaltrista di tirare in ballo l'altra parte per "dimostrare" che loro sono peggio andrebbe estirpata.

Vabbe', vabbe', ho esagerato, non te la prendere. Ma non è esagerazione anche quella di gridare subito al lupo, cioè alla xenofobia, dando squillo alle trombe urbi et orbi, per fatti in sé modesti come quelli di Lucca? Magari se gli amministratori della città toscana avessero riscritto la delibera con un po' più di scaltrezza, invece di inciampare sulla parola "etnici", nessuno se ne sarebbe accorto. Fatto sta che perfino il Times ci scrive sopra, col solito tono di sarcastica condiscendenza. E non mancano i misurati commenti alla "allarme, son fascisti" come questo:

Laugh if you want. Fascism began in Italy under Mussolini - no one cared when the fascists started burning books...look where it ended. For sure, history does not repeat itself, but that does not mean that mankind's infinite stupidity can only ever occur once. From these small sparks will come a fire. (Andre, Brussels, Belgium)

E' vero, io son di parte, credo pure con un po' di senso dell'umorismo. Infatti, nonostante le calamitose magagne di questa maggioranza, e stante il panorama politico italiano, sono ancora - con convinzione - dalla parte dell'orrido BS.

Intato oggi è finita la telenovela degli operai britannici della raffineria di Lindsey, con la soluzione molto all'italiana di creare 102 nuovi posti di lavoro riservati all'etnia anglosassone: non mi scandalizzo, siamo uomini di mondo. Però già m'immagino i pensosi editoriali sulle nostalgie d'autarchia mussoliniana che sarebbero stati scritti sull'Italia berlusconiana se la faccenda fosse accaduta qui da noi. Sbaglio di molto? E se andassimo in cerca con la lente d'ingrandimento in giro per l'Europa di tutte le vicende simili a quelle di Lucca non è che magari ne troveremmo un sacco e una sporta?

E sempre per rimanere in quel della marca trevigiana, non vi ricordate la "proposta choc" del Comune di Spresiano (i sindaci sono ormai malati di protagonismo) di offrire un bonus di 2.000 € a quelle famiglie rimaste senza lavoro che decidessero di levare le tende dal territorio comunale? Certo assai sbrigativa e grezza come iniziativa, come quelle di Zaia, che, testone, si dimentica di incartare il suo bislacco patriottismo culinario con la retorica patinata dell'exception culturelle, nel qual caso le cose filerebbero alla grande. Ma non somiglia maledettamente a quella - altamente democratica - partorita dal progressismo compassionevole di Bambi Zapatero?

Per il resto, è vero, il provincialismo della classe politica italiana è terribile. Parliamo a vanvera, come se non abitassimo nel global village, senza la minima furbizia, noi che ci riteniamo furbi, e spesso ci facciamo male oltre i nostri demeriti. Ma questo riguarda (son sempre fissato, io, con la destra e la sinistra) anche le delizie del genere umano à la Veltroni.

Della serie: tutto vero, ma io rimango della mia opinione e, per confermarla, trovo altri dodici esempi di cretini che stanno "dall'altra parte".

È vero, io son di parte, credo pure con un po' di senso dell'umorismo. Infatti, nonostante le calamitose magagne di questa maggioranza, e stante il panorama politico italiano, sono ancora - con convinzione - dalla parte dell'orrido BS.

Evidentemente hai bisogno di stare "dalla parte" di qualcuno, per orrido che sia. Contento te, contenti tutti.

Non è che abbia bisogno di stare dalla parte di qualcuno. Non ci sono sposato. Solo dico schiettamente che in questo momento, secondo me, non ci sono alternative reali e valide a Berlusconi; che l'esser riuscito a coagulare l'area politica di centrodestra, per quanto scalcagnata possa sembrare, sia un bene per il paese; che sia un bene da non buttare via inseguendo utopiche rivoluzioni rigeneratrici; che i problemi grossi derivino soprattutto dall'immaturità della sinistra.

Che i lettori o i redattori di NFA ravvisino in tale opinione una cretinata, lo ritengo non solo possibile ma altamente probabile. Ma non me ne faccio un cruccio.

Scusa matteo ma a me sfugge il principio "logico" in base al quale se una azione ha connotato razzistico è piu' deprecabile. Tanto per stare alla cronaca, se i tre animali di Nettuno avessero dato fuoco all'indiano in quanto barbone sarebbe meno deprecabile che se l'avessero fatto in quanto indiano, povero, gay, ragioniere, professore di filosofia o superdotato?

Mi sembra che tu ti sia andato a cercare con il lanternino l'episodio in cui la componente xenofoba può sembrare piccola di fronte all'enormità che 'sti qui hanno fatto. Ma tu davvero vedi sullo stesso piano affermazioni del tipo "non sopporto X perché si comporta in modo eticamente scorretto" e "non sopporto X perché è indiano/italiano/sammarinese"? Diciamo che le costituzioni di mezzo mondo, e lo spirito dei tempi, non sono troppo d'accordo con te.

Non so come hai fatto ad usare "lanternino" riferito al caso di Nettuno (ne ha parlato il TG belga, fai te...) ma mi lascia alquanto perplesso :)

Anyway, se mi parli di costituzioni, di zeitgeist, di "pensiero dominante" fair enough, ma quella dovrebbe essere una cosa per l'appunto DEI TEMPI, per cui se 100 anni fa dicevi che le donne non possono votare perche' non capissen nient ti avrebbero dati quasi tutti ragione; io parlo di motivazioni "logiche": dire non sopporto X perche' eticamente scorretto non c'entra nienet, perche' se mi considero una persona corretta il comportamento di quella persona va contro la mia morale. ma la differenza tra dire "non sopporto X perche' ha la pelle scura" e "non sopporto X perche' è ragioniere/donna/gay/biondo/giovane/copto" non la vedo proprio. comunque niente di che, era giusto una curiosità.

Si, penso che siamo più o meno d'accordo. Non c'è dubbio che qualsiasi discriminazione contro una caratteristica che non ti sei scelto e irrilevante rispetto al caso in questione (esempio di rilevanza: non prendere uno basso in una squadra di basket) non abbia nulla di essenzialmente diverso da quella contro lo straniero; discriminare in base alle scelte che qualcuno ha fatto è sbagliato (non ti assumo come segretario perché sei ateo/musulmano/copto) o salutare (non ti assumo come cardiochirurgo perché hai studiato da ragioniere) a seconda dei casi.

Nel commento precedente rispondevo a Gilestro.

Michele, potresti rispondere che, come dice il noto proveribio (forse Campano): "La mamma degli imbecilli e' sempre incinta". Argentini o Italiani poca differenza fa.

E il senato rilancia scoraggiando i clandestini dal farsi curare negli ospedali.

In ossequio alla multietnicità qui a Napoli si trovano molti "fast food" con l'insegna : Pizza, Kebab e sfizioserie di mare". La lega fa la solita battaglia di retroguardia, parla alla pancia di alcuni individui, con discorsi da bar, ma serve al traballante governo per non andare in pezzi.

Il mondo difficilmente andrà avanti con simili idiozie, in questo modo, a mio parere, la Lega svergogna anche la sua unica battaglia degna di tal nome: il federalismo fiscale (e non, per chi piace).

Una discussione del genere dovrebbe essere affrontata seriamente! Voglio dire...a tavola! Tuttavia vedo questa provocazione gastronomica, che coinvolge facilmente il sentimento nazionale, come il tipico sasso nello stagno per ricevere traffico sul sito. Ne ha tutte le caratteristiche. Poteva fare lo stesso con il calcio o la musica. Avrebbe provocato l'onda di traffico adatta a mantenere o incrementare l'appetibilità marketing  del sito che ha segnalato. Saluti. Adriano

Intervengo solo per parlare di cose che conosco direttamente

Gentilini è il vicesindaco di Treviso, eletto plebiscitariamente con una sua lista civica, dopo essere stato per 2 legislature sindaco eletto con la Lega.

Curriculum: avvocato, era il direttore dell'ufficio legale della Banca Cassamarca (Cassa di risparmio della Marca Trevigiana) ora confluita in Unicredit. Andato in pensione a 64 anni si è messo in politica ed è stato eletto sindaco. Quindi NON un politico di professione.

Treviso è una città di circa 90.000 abitanti con un centro racchiuso da mura. Molto bella.

Alcune zone erano in degrado assoluto, in primis i giardinetti davanti alla stazione sede di spaccio e turpitudini varie. Gentilini ha operato tagliando tutte le siepi e togliendo le panchine, lasciando solo l'erba, gli alberi e la luce. La zona è stata risanata.

La sua presenza in città è costante. Arriva in comune molto presto dopo aver fatto un giro; non è infrequente vederlo, a me è capitato, risistemare i fiori all'interno di un'aiuola calpestati da qualche automezzo. Tutti lo conoscono e lo apprezzano. Oggi a Treviso una ragazza sola gira la sera senza paura; non c'è a terra, non dico una cartaccia, ma nemmeno una sigaretta. Amici di Roma che ho portato in visita sono rimasti stupefatti. E' stata definita non una città ma "una bomboniera".

E per quanto riguarda gli immigrati la Caritas (non la Lega) ha segnalato che Treviso è la provincia italiana con la migliore integrazione.

Gentilini, alpino fiero e sgamato comunicatore, dice "ben vengano gli stranieri, ma solo quelli che hanno voglia di lavorare"; e la gente è d'accordo con lui, in molte scuole elementari si è raggiunto un tasso del 30% di bambini non italiani.

Da ultimo i 2.000€ il Comune di Spresiano li ha offerti ai nuclei familiari che decidano di rientrare in patria.

Passiamo a Trieste, le panchine di Piazza Venezia sono un falso problema, cavalcato dal giornalista Paolo Rumiz per suoi fini. Oggi la piazza, sulle Rive, che era diventata un porcile, è stata riaperta, completamente rifatta, personalmente la ritengo uno splendore.

 

Nel caso vi fosse sfuggito, ecco fresca fresca un'altra perla legislativa di analogo tenore. Ritengo la trovata talmente esilarante che non riesco nemmeno a formulare una critica ragionata senza smettere di ridere.

Beh, divertente. Direi un altro chiodo nella bara di chi pensa che il centrodestra italiano possa essere liberista e liberale. Ammesso che ci sia ancora chi lo pensa seriamente.

anche a Prato da poco la giunta guidata da un sindaco imprenditore ha varato un provvedimento (seppur transitorio) che vieta l' apertura di nuovi kebabs (ma sia chiaro non di pizzerie) nel centro storico motivando la scelta con problemi di decoro e ordine pubblico (sui quotidiani locali kebab e internet points venivano definiti come "ricettacoli di attività illegali"). A guardare bene però, vista la lista di attività proibite (tra le quali hard discounts e distributori automatici), se ne intuiscono il carattere e le motivazioni reali. Inutile dire che il provvedimento ha ricevuto il plauso delle locali unioni dei commercianti

Inquietante poi , a mio avviso, é la lista di qualifiche richiesta per aver diritto all' apertura di un esercizio pubblico, a parte le assurdità (non si capisce bene perchè, ad esempio, un diploma di perito chimico potrebbe essere un titolo preferenziale per l' apertura di un negozio di scarpe...), sembra che il comune in alcune delle sue richieste si comporti come il propietario di un centro commerciale che richiede assicurazioni ai gestori cui affida le proprie attività.

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