Il santo degli impossibili

20 maggio 2011 palma e ne'elam

Breve dialogo di due italiani che leggono poesie che tirano su di morale.

ne’elam: In uno smilzo libretto Zagrebelsky osserva la progressiva, inarrestabile, perversione del linguaggio della politica

…non c’è laicità, ma laicismo; non giustizia, ma giustizialismo; non informazione critica o informazione giornalistica, ma gogna mediatica; …

e di come si diffondano sempre più, anche nelle opposizioni, quelle che lui chiama “le conseguenze perverse dell’imitazione”

…Invece di reagire con uno scarto, una presa di distanza, una denuncia, si andava al seguito sullo stesso terreno, con una dimostrazione che più chiara non avrebbe potuto essere, di lingua vuota… Questo modo di usare la lingua viola una regola fondamentale che tutti dovrebbero osservare, massimamente in politica, il regno delle differenze: ciò che non potrebbe essere diverso non merita d’essere detto.

Oggi quella linea di demarcazione è saltata. Ti faccio un esempio. Nel seguire le vicende delle elezioni amministrative a sindaco di Torino mi ha colpito ciò che Gasparri ha detto di Fassino: è un cassaintegrato della politica. Fin qui nulla di strano. Da Gasparri una “battuta” del genere, se non fosse vera, e lo è, sarebbe comunque verosimile. Tuttavia usare cassaintegrato come un insulto verso l'avversario, per di più in una città come Torino che conosce il problema fin troppo bene, mi è sembrato eccessivo perfino per uno come Gasparri. La cosa curiosa è che tal Merlo (PD) ha difeso Fassino dichiarando

Se Fassino è un “cassaintegrato” della politica, Gasparri è quasi in mobilità dalla politica.

Cioè si utilizza la situazione di disagio dei lavoratori che perdono il lavoro (temporaneamente o definitivamente) per insultare l'avversario. Uno dice una scempiaggine inutilmente offensiva, la parte avversa ci ricama sopra e accetta di misurarsi su quel linguaggio, invece di negarlo e stigmatizzarne l'uso. Segnale di omologazione e di somiglianza maggiore persino dei possibili contenuti, che nel caso specifico non esistono visto che si tratta di aggiungere all'armamentario un insulto nuovo, diciamo così. È una gara al ribasso nella quale chi insegue fa peggio perchè accetta una terminologia non sua e comunque arriva dopo, e comunque non sono eredi di Pajetta. Questa omologazione di vocabolario ci dice molto sulla sinistra attuale: quando non usa parole astruse e incomprensibili, civetta con la volgarità del centrodestra, riuscendo perfino a far di peggio. Non mi stupisce Gasparri, che però il centrosinistra risponda in quel modo, e sulla stessa lunghezza d'onda, fa tristezza.

Adriano: La mia modesta visione, nel caso del PD - Merlo non so chi sia - è quella di Alfredo Reichlin, che forse anziano è, ma rammenta che il PCI rappresentava i lavoratori, il PD no (chiama il PD un partito non “agibile” ai lavoratori); a questi non potrebbe fottere di meno delle classi, pensano di essere (60 anni dopo i fatti) come Kennedy, perché sono belli (pensano loro), cattolici e very very “er più figo der bigoncio”. L'effetto che si produce è che le moltitudini votano per l'uomo di Arcore che se la spassa con le sue amichette, e i lavoratori hanno zero rappresentanza, essendo essi stessi attenti a quel che dicono Santoro, Lerner et similia... Si, fa tristezza, vero, - avrebbero avuto la possibilità di diventare un partito semi-serio (tipo i socialisti in Francia), son diventati una burletta. Ad essere brutale, la situazione migliorerebbe se le destre eliminassero questi figuri (Gasparri, La Russa, Santanchè, l'elenco è lungo), ma le destre sono schiave, in tutti i sensi, di una specie di peronismo de noantri, dove la guerra si svolge attorno a chi dice più scemenze, sugli argomenti più svariati (Moratti dice a Santanchè di dire che Pisapia ha esibito la bandiera di Hamas, Gasparri dice che Fassino.. etc.)

ne’elam: Per le destre tutto come da programma: ben fornite di soggetti beceri e volgari, spesso con poco sale in zucca. Per le sinistre, qualunque cosa ciò possa significare oggi, uno si aspetterebbe che di fronte all'uso di questo linguaggio una replica a brutto muso: senti fancazzista romano che non hai mai lavorato in vita tua, usalo quel poco di cervello che madre natura ti ha dispensato con tanta parsimonia; ed invece...

Adriano: La situazione è malsana appunto perchè le due "ali" in termini calcistici sono fottute. Il mio modesto avviso è solo che andrà meglio dopo che sia andata assai peggio (un collasso economico che risvegli i vari draghi-boys o simili individui, perchè il sistema di selezione delle elites politiche è in mano ai bunga bunga, ai "belli" che "vanno bene in televisione" e così via)

ne’elam:

che andrà meglio dopo che sia andata assai peggio.

Che fai mi diventi seguace di Bordiga?

Adriano: No, l'ingegner Bordiga non credo, ma non vedo da dove potrebbero venir fuori elites differenti? Da Confindustria? Dominata da imbelli amanti dell'orologio sopra il polso della camicia che fa tanto "Agnelli"? Da Camusso? Da gruppi intellettuali spaccamaroni, tipo nFA? Se mi dai una idea, che sia una, mi converto in corpore vili.

ne’elam: Non ho idee, solo sensazioni. Il lento ma inarrestabile avvitarsi delle elites mi pare si colga con mano. Io sono molto influenzato, lo confesso, dalle mie periodiche e purtroppo inevitabili frequentazioni della cloaca romana e dei suoi miasmi. Chi diventa elite in quel luogo? Chi si piega, chi accetta di fare cose non necessariamente immonde ma abbastanza ripugnanti. Chi gira la testa altrove per non essere costretto a dire di no. Chi si sente soddisfatto di appartenere ad un gruppo di riferimento che saprà sdebitarsi al momento opportuno. Potrei continuare per un bel pezzo...

Adriano: Appunto, il ché implica, per pura forza della logica, che tutti questi individui se ne fottono integralmente dei cosiddetti destini della patria. Ha notevole rilievo il fatto che la demografia impone loro di non occuparsi della generazione futura che sarà libica o africana, e non composta dai loro figli che nel frattempo vanno a Manhattan a comprarsi le scarpe. Per questo penso che la scossa che potrebbe svegliare sarà esogena e non endogena.

I due convinti atei di questo dialogo rammentano a se stessi ed ai lettori la figura di San Giuda Taddeo il cui nome

...viene spesso dimenticato o confuso con quello del traditore, Giuda Iscariota. La Chiesa e il popolo cristiano lo onora e lo invoca con singolare fiducia fin dal secolo XVIII quale patrono dei casi disperati, degli affari senza rimedio, il Santo degli impossibili.

33 commenti (espandi tutti)

Sul peronismo non mi pare ci sia molto da aggiungere. Sul PD, si trovano continue conferme che i tentativi di evoluzione che ha compiuto, se li rimangia per motivi che ritengono di convenienza e sono invece idiozia. Il caso del referendum sull'acqua e la posizione di Bersani di qualche anno fa ne sono una plateale dimostrazione. Gente senza coraggio condannata a scomparire dopo aver fatto danno. come i peronisti. Sono sempre gregari di qualcuno: dei peronisti sul linguaggio, di Vendola nelle più retrive posizioni ideologiche, dei bigotti sulle questioni della bio-etica e dei diritti civili. Nullità. Null'altro da aggiungere.

l'unica cultura italiana è quella pop che viene dalla tv,che mastica il reale e lo produce sul reale e viceversa,ossia un cortocircuito.arte che imita la vita che imita l'arte(oddio,arte...).nulla di nuovo.che l'alzare i toni sia anche un giochetto che funziona per "smascherare" il bellinismo di tanti sinistri è notorio(ricolfi,per dire,ma anche annunziata, debenedetti,polito,pansa,una sua sfolgorante intervista a radio 24 è ancora nelle mie orecchie..).poi,io credo che esitano solo due populismi,entrambi radicati e inani a tutto se non alla protezione del proprio territorio.uno peronista e pop e l'altro puritano e "noi siamo i migliori" alla loft uolteriano.l'ondata di "anime buone"(popolo viola,idv ..) sono esempi del disfacimento della politica in rioni e vicoli,che alcuni vorrebbero pulire dal male,ma ahimè,credo che sia parecchio più complesso.la cultura di massa è radicata ormai,impossibile tornare indietro.manca una bella esperienza collettiva negativa per "risorgere".no,la crisi non è ancora così crisi.l'operaio?non esiste come sua percezione,siamo tutti piccoli borghesi...

loro abitano le parole della tv,perchè la tv regola la via reale e viceversa...

Le scarpe! E' vero, prof. Palma! Ricordo un viaggio a New York (erano gli anni ottanta), accompagnando un funzionario delle Botteghe Oscure alla ricerca di un farmaco sperimentale (con presentazione transitata per Torino). Un giorno intero fu dedicato all'affannosa ricerca di scarpe originali "Timberland" che, a suo dire, era difficile reperire in Italia.

 

mi è sembrato eccessivo perfino per uno come Gasparri. La cosa curiosa è che   tal    Merlo (PD)  

 

il "tal" mi ha in qualche modo tranquillizato.

e anche il dialogo tocca dei nervi scoperti. Seguono miei centesimi.

avevo sentito tempo fa questa battuta

 

teorema di Platone:
quelli troppo intelligenti per impegnarsi in politica vengono puniti coll'essere governati dai più stupidi

non so se ascrivibile al Bloch delle leggi di murphy (cercando l'ho ritrovata qui), ma non è importante.

Premesse:

 

  1. Io mia figlia NON la vorrei velina, sono stato educato a pagare le multe e le tasse, penso che gli incapaci (o in generale chi ha dato prova di inadeguatezza) dovrebbero farsi da parte e certe persone invece di governare, dirigere imprese altrui,salire in cattedra etc, dovrebbero solo vergognarsi (non solo il solito BS, ma tutta la cricca da destra a sinistra passando per il centro).
  2. La maggiorparte delle persone che conosco (a prescindere dalle idee politiche) è generalmente  d'accordo. Più parlo in giro, conosco gente, anche molto più giovane o molto più anziana di me, trovo persone per bene.
  3. La gente che frequento io, o che generalmente conosco, non ha procedimenti penali per reati infamanti, non viene intercettata al telefono non possiede, generalmente ricchezze di dubbia provenienza

 

Domanda da lasciar cadere nel vento:

Perchè la brava gente (che non è poca) prima si fa il mazzo per tenere in piedi questo paese traballante e poi esprime una casta classe dirigente mediocre quando non apertamente disonesta?

Non ditemi perchè manca la concorrenza, che al fatto che se le cadreghe fossero realmente contendibili tutto cambierebbe radicalmente ci arrivo da solo. 

Perchè tolleriamo tutto questo?

La mia modesta opinione sul futuro è in linea con Palma, quando il paese sarà veramente andato a puttane forse avremo una reazione un filo più energica. 

 

Massimo, secondo me tu dimentichi alcuni fenomeni:

1. la selezione delle conoscenze: inconsciamente o meno, ci circondiamo di persone che ci interessano/ci piacciono, quindi il fatto che tu trovi molte brave persone intorno a te potrebbe essere piu' opera della tua selezione che di una effettiva diffusione dell'onesta' (anche intellettuale). 

2. il fatto che appunto anche se tu fai una media "locale", intorno a te, e' la somma che fa il totale (cit.) quindi su 60milioni di abitanti c'e' una coda non indifferente di fessi, di disonesti e di interessati (che magari non ci credono, ma si fanno corrompere dal panino o dall'amico dell'amico che gli promette il posto o l'esenzione).

Come controprova di quanto sopra affermato, ti consiglio di fermarti in un qualsiasi bar con tavolini in qualunque centro abitato. Dopo due ore di osservazione, vedrai come ti si abbassa la media di onesta' e intelligenza... (io ho rinunciato da anni, la cosa diverte ma stufa presto, specie in provincia)

Ok, convengo che "similes cum similibus".

Però se provo a costruire una scala di "sgradevolezza" osservo che:

  • io mi trovo a 0 perchè per definizione mi piaccio
  • i miei amici staranno tra 0 e 10 perchè li ho scelti come mi piacciono
  • i conoscenti, ti capitano e arriveranno a 20-25
  • la classe dirigente italiana sta tra 900 e 1000

La mia idea è che la maggioranza della popolazione italiana stia comunque tra 100 e 150 ossia credo che sia molto più vicina a me che non alla classe dirigente che esprime.

 

Ecco, vedi, questa e' una opinione :) legittima, ma e' opinione.

Basandoci sui voti, la tua opinione e' gia' disattesa. Certo, questo lascia fuori quelli che non votano, che non sono proprio pochi anzi tutt'altro: anche assumendo che chi non vota sia la maggioranza, quelli che votano sono di fatto divisi equamente tra partiti altamente compromessi con un sistema di far politica (nel senso piu' vero del termine, amministrazione dello stato) che e' peggio di quello della prima repubblica.

Sì, sì chiaro che si tratta di pareri privi di qualsiasi pretesa.

Come pure non posso che concordare che le elite di merda,politiche e non, ce le meritiamo ed è solo colpa nostra se esistono, sono una espressione della nostra volontà, delle nostre scelte.

Però questo nulla ci dice sul fatto che i membri delle elite siano migliori o peggiori del resto della popolazione. Se la mia impressione fosse corretta, ossia che in media votiamo (in senso ampio) soggetti peggiori di noi sarebbe lecito chiedersi perchè.

Ma mi rendo conto che sono chiacchiere da Bar.

PS predi un politico o manager a caso e chiediti se è meglio o peggio del tuo vicino di casa qual è il risultato? ;)

Ovviamente ho omesso di indicare che anche la mia e' opinione, basata sull'interpretazione dei risultati elettorali. Sarei felice di essere smentito, comunque.

Però questo nulla ci dice sul fatto che i membri delle elite siano migliori o peggiori del resto della popolazione. Se la mia impressione fosse corretta, ossia che in media votiamo (in senso ampio) soggetti peggiori di noi sarebbe lecito chiedersi perchè.

Ecco, il punto e' che secondo me in media NON votiamo rappresentanti peggiori di noi, ma che appunto rappresentano la nostra media. Questo perche', secondo me, quando voti scegli lo schieramento in base a vari fattori, e molti di questi NON hanno a che vedere con cultura o capacita' dei candidati, almeno in Italia. 

PS predi un politico o manager a caso e chiediti se è meglio o peggio del tuo vicino di casa qual è il risultato? ;)

Non conosci i miei vicini di casa :) 

predi un politico o manager a caso e chiediti se è meglio o peggio del tuo vicino di casa

Questa mi pare la variante di una domanda che, ormai una quindicina di anni fa (si era in piena tangentopoli) mi fece un amico, e alla quale non seppi (e non so tuttora) rispondere:

"Preferisci un politico onesto ma incapace, o un politico disonesto ma abile?"

Per me e' ormai fonte di profonda crisi davanti ad ogni tornata elettorale. (All'epoca risposi pragmaticamente uno "onesto e capace", ma a trovarli...)

 

 

"Preferisci un politico onesto ma incapace, o un politico disonesto ma abile?"

Per me e' ormai fonte di profonda crisi davanti ad ogni tornata elettorale. (All'epoca risposi pragmaticamente uno "onesto e capace", ma a trovarli...)

Secondo me non c'e' nessun problema a trovarli, perfino in Italia.  Per esempio Giancarlo Pagliarini e' sia onesto che capace.  Tuttavia gli elettori italiani preferiscono proprio i disonesti e/o gli incapaci. Questo avviene per due motivi: ignoranza + voto ideologico di appartenenza, prevalente nel Centro-Nord, ignoranza + voto clientelare, prevalente ma non esclusivo nel Sud.  Mi ricordo che quando Pagliarini si e' presentato al seggio uninominale di Bergamo e' stato superato (sia pure di poco) da due candidati molto meno validi, uno di sinistra e l'altro di destra. Sono sicuro che anche in queste ultime elezioni era possibile trovare molti candidati sia capaci che onesti che purtroppo pero' non sono stati votati a sufficienza.

Ovviamente la responsabilita' maggiore di queste cattive scelte va addebitata alle elites italiane, che complessivamente sono marce e scadenti.  Sono le elites che con l'ideologia o le pratiche clientelari convincono le masse poco alfabetizzate a votare candidati prevalentemente incapaci e disonesti. In altri Paesi piu' civili sono le elites che con spirito bipartisan affossano i politici che sgarrano, anche quando hanno consenso popolare, come e' avvenuto in Germania con zu Guttenberg.

Alberto, forse sbaglio ma temo che la tendenza a selezionare i peggiori sia uno dei difetti della democrazia, non solo in Italia. Non so cosa si pensi in NfA su Hayek e Hoppe, per dire. Io mi sento su un terreno scivoloso ma credo che questo difetto sia aggravato dalla tendenza attuale al mancato rispetto del diritto naturale. Governano i peggiori, perfino in democrazia, e sarebbe quindi indispensabile porre limiti costituzionali invalicabili alla loro discrezionalità (leggi proprietà, tassazione, attività economiche, ecc.).

Secondo me non c'e' nessun problema a trovarli, perfino in Italia.  Per esempio Giancarlo Pagliarini e' sia onesto che capace.  Tuttavia gli elettori italiani preferiscono proprio i disonesti e/o gli incapaci. Questo avviene per due motivi: ignoranza + voto ideologico di appartenenza, prevalente nel Centro-Nord,[...]

In effetti Pagliarini era candidato anche in questa tornata di amministrative (ma hapreso meno di Calise se non erro).

Io penso che un ruolo ce lo abbiano anche i media: se nessuno ti conosce (o se nessuno sa che sei candidato) nessuno ti vota.

Io penso che un ruolo ce lo abbiano anche i media: se nessuno ti conosce (o se nessuno sa che sei candidato) nessuno ti vota.

I mezzi di comunicazione hanno un ruolo, ma non e' determinante.  La Lega Nord ha preso il ~20% dei voti nel Nord Italia nel 1996, risultando il primo partito, con tutti i mezzi di comunicazione schierati contro.

Ricordo perfino un sondaggio pubblicato 15 gg prima delle elezioni in cui si spiegava che la LN non avrebbe vinto alcun seggio maggioritario. Ne vinse poi 59 alla Camera e 27 al Senato. In realta' i sondaggi riservati effettuati dal ministero dell'interno, anche durante i 15gg di blackout, lo anticipavano. Ma i mezzi di comunicazione lo nascondevano, anzi facevano disinformazione.

Non c'e' la Spectre che costringe gli italiani a scegliere politici disonesti e incapaci, sono proprio gli italiani e le loro elites che lo fanno, e' una caratteristica consolidata della cultura italiana.

 

La mia modesta opinione sul futuro è in linea con Palma, quando il paese sarà veramente andato a puttane forse avremo una reazione un filo più energica. 

Stesso concetto ripetuto in un bellissimo film e col quale concordo pienamente.

Da qui discende che visto lo stato del paese e visto che la classe dirigente è eletta pur con tutti i limiti noti che ci sono, la società civile non deve esser molto differente.

Da qui discende che visto lo stato del paese e visto che la classe dirigente è eletta pur con tutti i limiti noti che ci sono, la società civile non deve esser molto differente.

In realtà, in questo momento, la società civile ha un'attenuante: il porcellum.

Uè ragazzi, ma siam pazzi ? Che stiamo a grattare la pancia alle formiche ? O a levar le macchie ai leopardi ?

A Roma si dice "pettinare le bambole"

Il dialogo tra palma e ne'elam coglie in parte il vero problema che abbiamo di fronte: la crisi dei primi anni '90 ha tolto di mezzo gran parte della classe politica che aveva governato l'Italia, commettendo errori gravi, ma che non era del tutto inetta, lasciando in campo il vecchio PCI, da un alto, ed una congerie di superstiti dall'altro.

Palma ha osservato che i dirigenti del PCI "avrebbero avuto la possibilità di diventare un partito semi-serio (tipo i socialisti in Francia), son diventati una burletta". A mio avviso, non hanno sfruttato l'occasione perché non sono stati capaci di ripensare a fondo la loro esperienza, di capire che non bastava proclamarsi moderni, occidentali e liberali dopo essere stati per decenni anti-occidentali, filosovietici, statalisti, se non addirittura comunisti. Avessero ammesso di avere sbagliato, sciolto il partito e dato vita ad un partito dichiaratamente socialdemocratico, avrebbero perso le frange di sinistra - che hanno perso, in effetti - ma avrebbero offerto agli elettori "moderati" una scelta seria.

Non l'hanno fatto, anzi, hanno costruito quella "gioiosa macchina di guerra" che ha determinato il successo e le fortune di SB come politico. A questo punto, discutere del perché gli elettori abbiano premiato SB ed i suoi benché peggiori di loro diventa un esercizio ozioso: se si diffida di una forza politica, si vota l'altra, turandosi il naso, tappandosi le orecchie e guardando altrove!     

il pci ha coltivato da decenni la sua diversità,che doveva fare ,crollato il muro,dire,ragazzi,ci siamo sbagliati,il mercato è bello,noi siamo dei vecchi che credevano alle rovine del tempio e che ci siamo attardati sulla riva del fiume?sul terreno,poi il pci aveva costruito la sua base culturale nei media e in certi settori specifici,scalfando gli operai per i ben andanti,alias culturosi,media e professori,lobbysti(i famosi bancari banchieri per prodi..)le prime tessere del pd ma non troppo,i film che non si spezzano come le emozioni,le videocassette di sergio leone e il recupero della fenech.sui media locali .poi,in molte zone italiane,il pci era sistema egemone.romagna,toscana,marche..tutte cose notissime.tafazzi non funziona sempre,sbaraccare aveva un costo che nessuna forza politica avrebbe sopportato.questa atmosfera giace negli sguardi della bindi,di tanti di sinistra anche adesso.è la loro natura,senza sono nudi e giacciono nel tempo del pop.

Non è uno degli esponenti più prominenti del PD, ma per qualche ragione il suo nome mi ronzava in testa collegato a qualche altra bischerata. Una rapida indagine su Google mi ha rinfrescato la memoria: è il tipo che prima ha scritto sul suo sito che era d'accordo con la fatwa di Giovanardi contro l'IKEA e poi ha cercato di nascondere la mano. Un fulgido esempio, non c'è che dire. Chissà come è riuscito un simile personaggio a farsi mettere in un posto sicuro in lista alle politiche. Cocchino di Veltroni, stile Calearo? Contrattazioni tra ex Margherita ed ex DS (ossia cocchino di then-PD Rutelli or something)? Pura botta di culo? Lasciamo agli studiosi l'affascinante dilemma, una volta che sarà chiarito il mistero della candidatura Scilipoti.

Nomen omen, direi che basta.

Lasciamo agli studiosi l'affascinante dilemma, una volta che sarà chiarito il mistero della candidatura Scilipoti.

 

che dici, questo articolo sul nuovo e appena fondato giornale dei Responsabili va qui o nel "una chiappa ciascuno"?

 

Tuttavia il suo giornale gli dedica un ritratto da grande statista: non è vero che è machiavellico né che è stato comprato da Berlusconi come sostiene “la sinistra becera”, semplicemente “in Scilipoti l’autonomia della politica ha due significati: in primo luogo il sapere che riguarda l’agire politico si deve costituire come scienza, definendo in modo rigoroso, il proprio oggetto, i principi specifici, le finalità.”

 

manco in Corea del Nord...

il suo nome mi ronzava in testa collegato a qualche altra bischerata.

in effetti era tra i firmatari di una lettera sbeffeggiata da te su nFA. Ahi, la memoria...

Oggi sul Sole 24 ore è comparso un articolo complementare a quello che dite voi.
Sono d'accordo che non ci siano tanti segni incoraggianti intorno a noi, però io credo che i giovani di oggi abbiano le base per essere meglio della classe dirigente attuale perché hanno girato di più il mondo (vedi l'Erasmus o gli stage per lavorare all'estero) e perché si son dovuti confrontare da subito con un mondo del lavoro molto duro e spietato. Questo li differenzia dai giovani degli anni '70, che vivevano in un mondo con più opportunità (che evidentamente non hanno saputo mettere a frutto per il paese), ma anche molto più chiuso in se stesso e meno globalizzato.

Inoltre, come diceva Milton Friedman, ha senso coltivare l'idea della libertà anche in un periodo buio e ostile e conservarla per quando il terreno sarà più fertile per riceverla.

Quindi non buttiamoci troppo giù!

Notare che nel NT la lettera attribuita al da voi citato Taddeo viene subito prima del Libro dell'Apocalisse.

Praticamente l'ultima cartuccia disponibile.

Pasolini letto da Gassman non si può ascoltare, con tutto il rispetto per Gassman, Pasolini è altra cosa, la sua scrittura è altra cosa e merita una lettura "vera", naturale, che sì sgorghi dalla rabbia delle viscere, ma in modo sincero, non artefatto, senza inutile enfasi. Sono le parole a dare gli accenti, non la voce, sono i significati a parlare.

consiglierei di ascoltare questa e questa

poi, per restare in tema, consiglierei questo

e infine "io sono una forza del passato"

rispettosamente dissento, ma forse sono influenzato dal fatto che quando ero piccino ascoltai questa e mi piacque assai.

Pavese. Beh, Ne'elam, ti devo confessare che per mio gusto, Gassman ammazza anche la morte ed i suoi occhi; nel caso specifico di questo video non è tanto la lettura - grazie al cielo - meno carica, ma la musica, che proprio non ci voleva, è un'aggiunta edulcorante che - ripeto - secondo me stona. Molti poeti (ma anche poveri compositori), sono stati "violentati" in video per l'uso associativo ed indiscriminato di immagini, parole e suoni, che nulla avevano a che fare con la natura dell'opera così come era. Certo quello che qui tu proponi è un lavoro accettabile nel complesso, ma continuo a contestarne la necessità, preferendo una "nudità" quantomai opportuna e meno, molto meno "pubblicitaria".

Spero di non risultare inopportuna, lo dico con stima nei tuoi confronti, ci mancherebbe!

n.

figurati. a volte la voce aiuta, altre volte no. A volte fa diventare le cose completamente diverse. Per esempio, alcune letture di carmelo bene sono, a mio avviso, straordinarie. Tuttavia ricordo di averle fatte ascoltare con esiti contrariamente opposti a quelli che mi ero ripromesso.

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