Selva come Turigliatto

18 luglio 2007 sandro brusco
Altre finte dimissioni. Mi chiedo veramente perché lo fanno.

Gustavo Selva è un signore che da sempre personifica l'arroganza del potere. La sfacciataggine con cui per anni ha usato la radio della Rai, un bene pubblico, per la sua personale propaganda spiccava perfino nell'ultradegradato e ultrafazioso panorama della radiotelevisione pubblica.

Un mesetto fa ha pestato una merda troppo grossa perfino per lui. Ha usato un'autoambulanza a sirene spiegate per schivare il traffico romano e arrivare in tempo a una trasmissione televisiva. Poi, non contento, si è vantato in diretta della sua furbata. L'ondata di sdegno che ne era seguita lo aveva indotto a dare le dimissioni.

Ci avevate creduto? Ma no, suvvia. Le ha già ritirate, seguendo in questo il buon esempio di Turigliatto e di tanti altri ripugnanti tromboni venuti prima di lui.

Ora, la domanda è semplice. Perché lo fanno? Ovvio che nessuno piglia sul serio le dimissioni dei nostri politici (almeno tra quelli che seguono queste cose; gli altri sono irrilevanti, perché comunque non si accorgono di nulla). Quindi perché fingere? Si eviti di dare le dimissioni e basta. Qual è il guadagno nel darle, far dire a tutti "tanto poi le ritira", e poi effettivamente ritirarle?

A me non viene in mente nessun razionalizzazione di questo comportamento che non sia basata su un qualche perverso gusto di pigliare per il culo i cittadini. I colti lettori di nFA hanno suggerimenti migliori?

22 commenti (espandi tutti)

Almeno lui le dimissioni le aveva date... la Bonino non riesce nemmeno a fare quello, cito da Reuters :

Non sono qui a minacciare alcunché, tanto meno le dimissioni, ma
puramente rimettere nelle sue mani il mio incarico perché sia il
presidente a decidere se il mio permanere al governo sia opportuno

La mia impressione è che ci sia un'amplificazione mediatica asimmetrica: si è parlato circa una settimana dell'ambulanza e delle dimissioni, mentre la notizia del ritiro delle stesse dura un giorno solo

Nel momento caldo fingono (difficile credere alla buona fede) di pentirsi e condividere lo sdegno dell'opinione pubblica; più tardi, cessata la risonanza mediatica, si autoreintegrano, nel senso di erigersi nuovamente ad integerrimi, certi che la tempesta sia passata.

Per quelli arrabbiati (e io sono sicuramente tra quelli), segnalo due cose:

1) http://siselvachipuo.wordpress.com/, un instant blog nato per raccogliere firme contro Selva

2)selva_g@posta.senato.it, l'email di Selva al Senato.

Spiegazioni colte non ne ho, ma credo che queste sceneggiate siano funzionali alle chiacchiere da bar, che quando buttano in politica continuano col tono da ultras:

S:Bravo il vostro Selva che usa le ambulanze come taxi!

D:Ha già rassegnato le dimissioni.

S:Poi le ritira

D:Come tutti, i vostri per primi 

Mi fà schifo quell'uomo e quelli come lui con la sfacciata indecenza di vantarsene in pubblico e poi ritirare le dimissioni giustificandole con "i miei elettori mi hanno chiesto di rimanere". Ma vaffa|\|C|_||_O.

Fa schifo, certo. Cosi' come
fanno schifo Turigliatto, Buttiglione e tantissimi altri membri (quasi tutti)
della casta politica italiana.

Il quesito vero, un autentico
rompicapo, e' perche' diavolo costoro possano permettersi di prendere per i
fondelli l'opinione pubblica e (apparentemente) la stragrande maggioranza degli
elettori senza mai dover pagare lo scotto. Questo e' il vero quesito che,
credo, Sandro vuole porre. Non vi e' nulla di irrazionale nel comportamento dei
politici: fanno cio' che vogliono, a spese dei contribuenti, come autentici signorotti
medievali; nelle rare occasioni in cui vengono beccati in castagna fanno
pubblica e cattolicissima ammenda, i loro pari li assolvono, compiono la
penitenza (che consiste nello star zitti 3 giorni) e poi ricominciano talis et qualis.
Piu' razionale di cosi', impossibile. Cio' che, in tutto questo, NON e'
razionale e' il comportamento del popolo italiano.  

Perche' il popolo italiano -
soprattutto quel sottoinsieme del popolo italiano che paga le tasse mantenendo
nel lusso questi esseri spregievoli - sopporta tutto questo, anno dopo anno,
legislatura dopo legislatura? Perche' vengono sistematicamente rieletti, siano
essi di destra o di sinistra? Perche' nessuno insorge al fatto che i loro
complici immediatamente esprimono solidarieta' e ne respingono le dimissioni? Perche'
in questi giorni milioni di messaggi elettronici non stanno portando al
collasso i servers del parlamento italiano? Perche' i vescovi ed il papa,
sempre pronti a dire la loro sulla vita privata della gente e ad ordinare ai politici
che da loro dipendono d'impedire agli italiani di godere delle piu' elementari
liberta' civili, non dicono nulla a questo proposito? Perche' non dire
pubblicamente che quanto fanno personaggi come Selva e Buttiglione (scelgo intenzionalmente
due baciapile) e' peccato grave? Perche'?

1) Media asserviti?

2) Maggioranza dei cittadini
amorale e solamente invidiosa del fatto di non poter fregare gli altri con la
stessa impunita' con la quale lo fanno i politici?

3) Venerazione medievale mista a
timore per i membri della casta, che evidentemente "meritano" o
"devono" avere tali diritti speciali e vivere al di sopra' della
legge e della decenza?

4) Elettori cosi' stupidi da
credere davvero alle giustificazioni di questi indecenti?

5) Complotto globale che include
destra e sinistra tale da garantire l'assoluta copertura reciproca e
l'impossibilita' d'entrata nel sistema politico di elementi "sani"?

6) Italiani masochisti?

7) ...

P.S. Che qualcuno non se ne esca
con il "succede anche negli altri paesi": non succede! In Germania, o
anche solo in Spagna, uno squallido ed ignorante pennivendolo come Selva sarebbe
tornato a casa sommerso dal disprezzo popolare. Cose del genere succedono solo
in paesi come la Colombia: niente di personale con la Colombia, solo che una recentissima esperienza personale me l'ha fatta venire in mente. Se la connessione dura, magari la racconto nel prossimo commento!

Parte del problema è la legge elettorale, che consente oggi ai segretari di partito di fare eleggere i Selva di turno senza farli passare direttamente al vaglio dei cittadini. Se Selva dovesse oggi candidarsi in un collegio uninominale sarebbe spacciato. Con le liste bloccate, può essere rieletto senza problemi.

Sei un po' troppo ottimista. È vero che in un collegio uninominale 'non sicuro' un candidato impresentabile rischia di far perdere l'elezione, ma questo significa solo che gli impresentabili verranno destinati ai collegi 'sicuri'. Se non ricordo male, Previti è stato tranquillamente eletto in un collegio uninominale, e non è certo l'unico esempio che si può fare. Negli USA funziona meglio perché di solito il candidato è effettivamente locale, viene deciso dalle primarie nel distretto elettorale e non dalle segreterie di partito.

Il sistema elettorale va assolutamente cambiato, ma non facciamoci troppe illusioni su ciò che un sistema elettorale da solo può fare.

Anche se il candidato fosse effettivamente locale, in Italia una lunga serie di malviventi avrebbe buon gioco nelle primarie. Per esempio, non vedo chi possa battere Mastella alle primarie di Ceppaloni. Altro esempio: le elezioni regionali in Sicilia. Il buon Orlando e' stato massacrato dal mafioso.

Il problema fondamentale e' il clientelismo su cui si basa il sistema politico in Italia, in particolare al Sud. Negli Stati Uniti, lo Stato ha dimensioni relative ben inferiori rispetto all'Italia, sicche' il cittadino ha meno incentivi a votare in base alle prebende che si aspetta di ottenere (in modo diretto o indiretto) dal politico. In Italia, svariati milioni di persone dipendono dai trasferimenti che ottengono dai politici, e votano per chi gliene assicura di maggiori.

Aspetta, aspetta, non facciamo confusione. Stiamo parlando di due cose distinte.

I trasferimenti saranno anche più bassi negli USA, ma è ben noto che senatori e deputati si battono sempre come leoni per ottenere sussidi/prebende/protezioni per il proprio elettorato. È anche noto che l'elettorato apprezza. Gran parte della spiegazione della difficoltà di sconfiggere gli incumbents sta nel fatto che nel committees parlamentari il ranking (e quindi la possibilità di influenzare l'agenda dei lavori) dipende dall'anzianità. L'argomento per esempio venne fatto esplicitamente, tra gli altri, da Joe Lieberman nell'ultima campagna senatoriale. Gli elettori del Connecticut l'hanno ascoltato, anche se in maggioranza non condividono le sue posizioni sulla guerra in Irak. Altro esempio: l'ultima elezione senatoriale della Louisiana è stata vinta di misura dalla democratica Mary Landrieau perché è riuscita a convincere l'elettorato che il suo avversario repubblicano non avrebbe difeso con sufficiente ardore i sussidi alla canna da zucchero, una coltivazione quasi esclusiva di quello stato.

Quindi da questo punto di vista non vedo grande differenza. Se Mastella è bravo a portar sussidi i ceppalonesi lo votano, ma questa non è una peculiarità né di Ceppaloni né dell'Italia. La differenza tra l'Italia e gli USA è che in Italia per la prebenda ti rivolgi al segretario del partito, negli USA ti rivolgi al senatore o deputato locale. È importante ma non fondamentale.

Altra cosa è il comportamento disonesto e truffaldino del politico rivolto esclusivamente al proprio beneficio personale, come nel caso di Selva. Questo tende a far arrabbiare quasi tutti e potenzialmente può recare danni elettorali. La domanda qui è: quanti danni? La mia impressione è che tali danni siano pochi, per svariate ragioni.

Primo (bisogna pur dirlo) è abbastanza evidente che gli italiani non considerano il semplice fatto di essere un malfattore come una buona ragione per non votare un politico. La storia della Repubblica è piena di personaggi, come dire, ethically challenged che sono stati eletti e rieletti per decenni.

Secondo, le preferenze ideologiche tendono a essere comunque così forti, e l'elettorato d'opinione così ristretto, che anche nei casi più clamorosi lo spostamento del voto dovuto alla personalità del candidato è minimo.

Terzo, (ma in realtà è una variante del punto precdente) la partecipazione al voto in Italia è molto più alta che negli USA, il ché significa, piaccia o no, che l'elettore medio è meno informato. Nella maggioranza dei casi si tratta di gente che riceve la propria informazione politica esclusivamente dalla Rai o da Mediaset, quindi possiamo facilmente immaginare quanto sappiano delle varie porcate dei loro rappresentanti.

Da questo punto di vista credo che se l'Italia adottasse il sistema americano, con collegio uninominale e (aspetto cruciale) primarie a livello di distretto per la scelta dei candidati la situazione potrebbe migliorare. Alle primarie infatti partecipa solitamente un elettorato più informato della media, e davanti alla scelta tra un furfante e una persona onesta dello stesso partito c'è da sperare che la scelta ricadrebbe sulla persona onesta. È vero che i partiti, se vogliono, sono comunque abbastanza forti da soffocare qualunque vera concorrenza alle primarie, ma le poche esperienze che ci sono state (per esempio le regionali in Puglia) mostrano che quando le primarie si fanno sul serio la concorrenza si crea.

IMHO nei collegi uninominali battere i Mastelloidi è duro ma non impossibile, specie con elezioni a doppio turno (che infatti nessun politico vuole).

Ricordo nei primi anni '90 cordate incredibili per scalzare i vari baroni democristiani a livello comunale.Ricordo che al mio paese (con la DC oltre il 50%) il concorrente, sempre DC ma di sinistra, al ballottaggio è stato appoggiato da tutti i partiti tranne l' UDC (o come cavolo si chiamava al tempo) e forse FI se esisteva, ed ha vinto di poco. 

Concordo alquanto con le osservazioni di Sandro. In particolare, credo metta il dito nella piaga quando afferma che

Da questo punto di vista credo che se l'Italia adottasse il sistema
americano, con collegio uninominale e (aspetto cruciale) primarie a
livello di distretto per la scelta dei candidati la situazione potrebbe
migliorare. Alle primarie infatti partecipa solitamente un elettorato
più informato della media, e davanti alla scelta tra un furfante e una
persona onesta dello stesso partito c'è da sperare che la scelta
ricadrebbe sulla persona onesta. È vero che i partiti, se vogliono,
sono comunque abbastanza forti da soffocare qualunque vera concorrenza
alle primarie, ma le poche esperienze che ci sono state (per esempio le
regionali in Puglia) mostrano che quando le primarie si fanno sul serio
la concorrenza si crea.

Questa osservazione, appaiata a quella sull'ignoranza dell'elettore medio, mi sembra punti al cuore del problema. Occorre trovare sistemi per selezionare il personale politico a livello locale, basandosi sulla reputazione acquisita in loco e le competenze manifestate nella vita professionale, riducendo al minimo (che comunque sara' sempre troppo) il controllo che gli apparati di partito esercitano sul processo di selezione. 

Questo implica anche che, alla fin fine, cambiare la legge elettorale serve poco se non si cambia al contempo il processo di selezione dei candidati. Anzi, conta di piu' il processo di selezione dei candidati che la legge elettorale per se: proporzionale o maggioritario, tedesco o austro-ungarico, il problema e' quello di come portare la societa' civile produttrice e decente a far politica e come far si che coloro che scelgono i politici siano i cittadini interessati direttamente al risultato, i taxpayers e non i portaborse di partito.

Personalmente credo che sarebbe utile spingere liste locali - liste "civiche" si sarebbe detto una volta - di persone capaci che si candidino alla gestione del comune e della provincia. Date le condizioni concrete in cui il paese versa, credo che solo cosi' possa nascere un'alternativa alla casta. Il rischio, ovviamente, e' che tali persone vengano rapidamente inglobate nella casta appena si rivelano "pericolose", ossia efficaci. Cosi' successe con la Lega, alla fin fine, in parte per la forza delle cose ed in parte per la drammatica mediocrita' umana, intellettuale e politica dei leaders leghisti. In ogni caso, il punto che Sandro fa mi sembra assolutamente fondamentale.

...se l'Italia adottasse il sistema americano, con collegio uninominale e
(aspetto cruciale) primarie a livello di distretto per la scelta dei
candidati la situazione potrebbe migliorare.

Sono d'accordo, anche se preferisco il doppio turno.

Quindi da questo punto di vista non vedo grande differenza. Se Mastella
è bravo a portar sussidi i ceppalonesi lo votano, ma questa non è una
peculiarità né di Ceppaloni né dell'Italia. La differenza tra l'Italia
e gli USA è che in Italia per la prebenda ti rivolgi al segretario del
partito, negli USA ti rivolgi al senatore o deputato locale. È
importante ma non fondamentale.

Non sono d'accordo. La differenza di magnitude e' fondamentale. Un buon 15% degli  Italiani (percentuale che diventa molto piu' alta al Sud) campa grazie agli emolumenti che vengono loro concessi dai politici.

Tutti abbiamo letto i reports sulle elezioni in Sicilia. In quella regione, e non solo, il voto di scambio e' la norma. La gente va a votare perche' il delegato della lista lo aspetta fuori dal seggio. E gli da' pure il telefonino per fotografare la scheda. In queste realta', l'uninominale non risolve nulla. Giusto per ripetermi: non e' forse vero che il mafioso Cuffaro ha battuto Orlando 55 a 45?

Ben venga l'uninominale, ma se non si taglia la spesa pubblica di 10 punti di PIL, nel Sud non cambia nulla.


Invece io penso che Cuffaro  sia proprio in linea col discorso che fa Sandro. Che la gente che fa voto di scambio decida un'elezione non ci credo, quello e' comunque un fenomeno (piu' o meno) marginale e relegato a determinati quartieri e zone. In realta', la verita' e' questa: che un elettore di destra, pur di non votare a sinistra, si tura naso e quant'altro volete aggiungere e vota Cuffaro. La stessa cosa fa probabilmente l'elettore di sinistra campano sommerso da rifiuti e circondato da scippatori.

 Giusto per ripetermi: non e' forse vero che il mafioso Cuffaro ha battuto Orlando 55 a 45?

Temo di no (ma è pure peggio): Cuffaro ha battuto Rita Borsellino 55 a 41, grazie anche al fatto che questa era sgradita ai maggiori partiti "sostenitori": i DS l' hanno accettata obtorto collo dopo che ha battuto il loro candidato dei alle primarie (un po' come Vendola), la margherita ha addirittura presentato un'altro candidato.

Orlando è stato battuto da Diego Cammarata come sindaco di Palermo, e visto il suo programma (è sotto quello di Cammarata) non credo sia stato un male:

 A fianco delle politiche attive per il diritto al lavoro e la creazione d'impresa, l'Amministrazione dovrà attivarsiperché a tutti i cittadini di Palermo siano garantiti due diritti fondamentali, due condizioni indispensabili per ilrispetto della dignità di tutti: il diritto alla casa e il diritto ad un reddito minimo tale da garantire condizioniminime di vivibilità.

Segnalo anche il solito articolo di Stella sull'argomento.

Ovviamente Orlando, come ogni trombato che si rispetti, denuncia brogli. 

evidentemente quelli che (a) sono informati di questi fatti e (b) ne sono sdegnati costituiscono una minoranza.

per
i non informati c'e' speranza, ma non per gli informati ai quali la
cosa non fa ne' caldo ne' freddo. purtroppo sono questi ultimi a essere
influenti (per esempio includono i solidali per casta.)

trovo
anch'io curioso che i vescovi, che pure sono influenti e dicono di
avere a cuore l'italia, non si rendano conto delle proporzioni e della natura del
degrado civile e politico di questo paese. eppure la bibbia e' zeppa di
storie di profeti che hanno denunciato a squarciagola il sopruso dei potenti.

"e poi ritirare le dimissioni giustificandole con "i miei elettori mi hanno chiesto di rimanere"

 

Bisognerebbe ricordare a Selva (e a tutti gli altri che si riempiono la bocca con il richiamo al mistico corpo elettorale) che lui non ha "suoi elettori", dato che non è stato eletto sulla base di un voto di preferenza o in un collegio uninominale, ma solo perchè posizionato al punto giusto di una lista bloccata, che i "suoi elettori" hanno dovuto accettare senza possibilità di scelta.

Ma Selva non ha detto solo questo (http://www.repubblica.it/2007/07/sezioni/politica/selva-rimane/selva-rim...)

La vera "perla" e' stata la seguente:

"Lo faccio per rispetto vostro". "E' mio dovere e rispetto per voi. Se voi mi assolvete
potrebbe sembrare la casta che si autodifende"

Che gentile!

Farei anche notare

"L'uscita dal Senato sarebbe una bella morte politica di un eroe per un
giorno" (mphhhh!)

e

"Un
voto in meno del centrodestra al Senato è un giorno in più per il
governo Prodi" (perche' quello che sta dietro a lui nella lista di AN voterebbe per Prodi?)

 

dal Corriere di oggi:

 Luigi Malabarba. Milanese, operaio e sindacalista Alfa Romeo, trotzkista, capogruppo del partito di Bertinotti nella scorsa legislatura,era tornato suibanchi dellacamera alta nell'aprile dell'anno scorso con posizioni sempre più radicali.

...

Una posizione così quotidianamente scomoda che a un certo punto, quando il Senato si era deciso ad accettare le sue dimissioni nel novembre scorso, avevano tirato un sospiro di sollievo sia lui sia il partito.

... 

Unico neo, sembra che le dimissioni, pur vere, non fossero gratuite: Russo Spena avrebbe confermato al presidente del Senato che

... 

il partito aveva «scelto di chiudere ogni tipo di contenzioso con la cifra di 110 mìla euro in un' unica soluzione versata dal partito».

La notizia è riportata nella rubrica di Gianantonio Stella "Tuttifrutti" di oggi, con molti dettagli sui mercanteggamenti tra il dimissionario ed il partito.L'articolo ruotava intorno alla risposta di Marini ad un' interrogazione di un senatore di AN sull' uso dei fondi riservati ai gruppi parlamentari: 

 Affari loro.È questa,nella sostanza la risposta che il presidente di Palazzo Madama ha dato al senatore di An Antonio Paravia.Che voleva sapere com'è possibile che ì soldi dati ai gruppi parlamentari per la loro attività istituzionale siano spesi senza dover rendere conto a nessuno.Sono o non sono soldi pubblici?

peccato non se ne trovi traccia online: ho dovuto scannerizzarmi il cartaceo per ricavarne gli abstract.

 

Mi spiace aggiungere che il fenomeno e' davvero generalizzabile. L'on. Cacciari si dimise e ritiro' le dimissioni, mi risulta.

Quanto questo sia razionale, va da se', credo.

Spiace che solo i blog lo notino, e non per sparare su non metaforiche ambulanze, chi li legge? 

 

S'era capito da varie notizie riportate sui giornali che dentro ad AN il signor Selva non stava piu' tanto comodo. Vari compagni di partito l'avevano criticato ed Alemanno aveva iniziato non so se una raccolta di firme o che altro per farlo restare fuori dal Senato. Che fa il nostro eroe? Passa ad altro gruppo, Forza Italia. E che fa Forza Italia? Lo accoglie a braccia aperte (http://www.corriere.it/Primo_Piano/Politica/2007/07_Luglio/27/selva_lasc...).

Sorpreso? No, per niente. Finche' il capo di FI e' quello che li', non c'e' nulla da sorprendersi.

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