Shine on you Crazy David

16 aprile 2008 michele boldrin

È morto David Cass, un notevole economista, ma anche un amico. Siccome tutto ciò che so fare è scrivere, metto qui le due parole che mi vengono.

Una breve descrizione di ciò che Dave aveva contribuito alla teoria economica, la trovate qui. Se ci fosse bisogno di aggiungere dettagli, ci ritorneremo quando verrà la voglia. Oppure li metterà qualcun altro: non ho l'esclusiva del dolore. Preferisco scrivere due parole sul David Cass che, da 23 anni a questa parte, sono andato conoscendo.

Era uno nel quale mi riconoscevo, solo molto peggio e molto meglio. A Dave credo piacessero gli italiani, ne ha avuti parecchi come studenti a Penn, e quasi tutti di prima categoria. Lasciamo stare i nomi, credo ci leggano e se hanno voglia di dire la loro sul Vecchio, la diranno. Più probabilmente, nello stile di scuola, penseranno: fuck it. E chi sono io per dar loro torto?

Ci capivamo abbastanza, e successe molto rapidamente: Lionel and growth theory were a good starting point. Ci siamo poi parlati da allora, on and off, con il tono che a noi andava bene e che molti invece non gradiscono. Their problem. L'ultima mail che gli ho scritto, il 7 Marzo di quest'anno, per giustificare la mia assenza alla Conferenza di General Equilibrium di CARESS che lui aveva organizzato e che si terrà comunque questo fine settimana (shine on Vecchio), diceva " ... and it was a pretty good paper, damn me! Well, i guess I fucked it up. If you still have an epsilon consideration for growth theory, take a look at it ... and by no means, do not hold yourself, man!" I guess he could not find the time to read it, non mi erano arrivati insulti ed ora non arriveranno di certo. Fuck you, Dave: non potevi aspettare un paio d'anni ancora? I'll miss your barking, old man.

Era più intelligente (perché entrambi i David che conosco sono così dannatamente più intelligenti di me?), aggressivo (idem), curioso (rieccoci), loyal (ri-idem, in italiano si dice "fedele", ma non rende perché ricorda il cane), anarchico (ok, smetto, anche perché l'altro è vivo e vegeto e non voglio portare sfiga), fiero di se stesso e della sua indipendenza, contro corrente, incazzato duro, with no patience for nonsense, profondo nelle sue astrazioni, concreto nelle sue applicazioni, generoso con gli amici e con i venditori di sigarette ed alcolici (fino a quando enfisema ed attacchi al cuore non l'hanno forzato a ridurre), mai prono a farsi benvolere per far carriera ma sempre in cerca di "to get it right", misogino di certo non era, disdegnoso delle mode invece sì (specialmente quelle intellettuali), amante del far tardi, e della Grolla (che è un posto a Philly), e del rock ... ed era anche un grandissimo stronzo, a volte persino con gli amici. Ma fa niente: era un uomo ed un intellettuale vero, come ne sono rimasti veramente pochi oramai. Son così pochi, che ogni volta che se ne và uno si apre nel sole un altro buco, come se fosse una macchia solare. Fuck it.

Remember when you were young, you shone like the sun.
Shine on you crazy diamond.
Now there's a look in your eyes, like black holes in the sky.
Shine on you crazy diamond.
You were caught on the crossfire of childhood and stardom,
blown on the steel breeze.
Come on you target for faraway laughter,
come on you stranger, you legend, you martyr, and shine!
You reached for the secret too soon, you cried for the moon.
Shine on you crazy diamond.
Threatened by shadows at night, and exposed in the light.
Shine on you crazy diamond.
Well you wore out your welcome with random precision,
rode on the steel breeze.
Come on you raver, you seer of visions,
come on you painter, you piper, you prisoner, and shine!

10 commenti (espandi tutti)

Non te la prendere per l'ignoranza sfacciata, ma stiamo parlando di Ramsey-Cass-Koopmans o è un omonimo?

Edit: 50€ che l'altro è David Romer.

Idea: vero che siete oberati, ma non sarebbe male onorare la memoria degli studiosi che vengono a mancare scrivendo due righe sulle loro idee e sui loro risultati. O magari indirizzando su qualche sito che ne parla..

Calvin, hai appena buttato 50 Euro. Michele si riferiva and uno dei piu' grandi teorici contemporanei:

http://levine.sscnet.ucla.edu/david.htm 

Allora, you owe me $75. E non hai idea di che risate si stia facendo qualcuno, ma il perché te lo racconto quanto ti conosco, se mai succederà ... sono risate moltro private :-)

Si, è quello il Cass.

Ho messo un link ieri sera ad un sito dell'AEA dove vi è una breve descrizione del suo lavoro.

Una più estesa, ad essere franco e con zero intenzione di fare lo smargiasso, da un lato non ho voglia di farla ora, dall'altro mi sembrerebbe davvero troppo tecnica per il sito. Ma se qualcuno ne ha voglia, assolutamente benvenuta.

Se sei fortunato per quando farete il NFA meeting saranno 80$... Porc, lo avrei preso ma ero convinto che la D. di LeviNE fosse quella di Daniel. Vabbé, meno male che ne ho vinti 50 sul distacco del PdL alle elezioni.

Levitt?? Sento le risate che aumentano...:o)

Zitto zitto che ho corretto :)

Non mi toccare Levitt che la parte di Freakonomics sui lottatori di Sumo era fantastica.

Dave mi ha insegnato Econ 701, il mio primo corso di Micro a Penn. A lui spettava insegnare la Micro tradizionale, e relegò tutta producer e consumer theory a due problem sets eccezionali, in cui c'era tutto, ma proprio tutto quello che veramente serviva sapere. In classe si limitò sostanzialmente a spiegare in maniera impeccabile constrained optimization, e, nella seconda parte del corso, General Equilibrium. Capii subito che quella roba non mi interessava, mi sembrava troppo astratta, di teoria mi appassionava molto di più Game.

Durante il mio secondo anno si infuriò con l'amministrazione per una controversia riguardante una relazione con una sua studentessa di PhD. La controversia lo portò a lasciare Penn temporaneamente, e passò due anni in Italia, non senza difficoltà, da quanto capii. La persecuzione degli amministratori di Penn finì in un nulla di fatto (Penn ha un pessimo track record su queste cose), ma lo segnò profondamente per lungo tempo, forse per sempre. Ricordo che per un lungo periodo tenne in ufficio uno scatolone di copie di "1984" di Orwell che per distribuirle gratis a studenti e colleghi. Possiedo ancora affezionatamente la mia copia, nello scaffale qui alle mie spalle.

bravo michele un bel ricordo di Dave, un vero grande in economia e non solo!

la notizia mi ha molto rattristato, mi avrebbe fatto piacere rivederlo.. anch'io, essendo compagno di classe di Andrea, ho seguito la sua classe di micro 1 ed e' uno dei migliori (se non il migliore) insegnanti che abbia mai avuto..ho ancora le sue note e certi suoi commenti su "general equilibrium" (fondamentale in macro) li ho capiti solo dopo vari anni. .

ma dopo il primo anno anche se non ho lavorato con lui abbiamo avuto modo di diventare amici ed ho avuto modo di apprezzare la sua onesta' intellettuale e la sua generosita'  di cui parlava Michele..assolutamente una persona fuori dal comune..

ricordo certi seminari in cui lo speaker metteva su la prima slide e lui sbottava:"Why should i believe that fucking shit??"

ricordo di quando fumando come un pazzo mentre insegnava mise a fuoco il cestino della carta sporca, e l'ultima volta che l'ho visto, l'anno scorso ai 70 anni di Lucas quando lui e Lucas rivangangavano i tempi di Carnegie..

Ciao Dave che la terra ti sia lieve 

Ah si' anch'io ricordo un mitico seminario di un suo studente che comincio' con una lunghissima introduzione; dopo venti minuti sulla prima slide, dal fondo della stanza Dave spazientito interviene: "Alex, why don't you put the fucking model on the board?"

Gran personaggio il vecchio Dave. Alcuni ricordi sparsi:

La CARESS lounge: l'unico luogo chiuso in tutta Penn dove thanks to
Dave si poteva (e spero si possa ancora) fumare mentre imbrattavi la
lavagna.

Le orrende Parliament che si fumava e la sua calligrafia minuscola.

Quando in classe si impantanava in una dimostrazione, impiegava un'ora
per venirne a capo e tu cominciavi a capire come si fa a provare
qualcosa.

I party a casa sua e quando l'abbiamo convinto che anche il vino rosso, nella fattispecie un Amarone, non e' da buttar via.

Le storie assurde che raccontava perche', fra le varie doti, Dave era
anche un gran cazzaro. Come muoveva le mani quando parlava.

Michele ha ragione, a volte Dave era anche un po' stronzo ma sicuramente un uomo libero.

Ciao Dave

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