Sognando il Bersani II, il Bersani III, ...

30 giugno 2006 michele boldrin

Il decreto Bersani non e' nessuna rivoluzione, piu' un "trial balloon". Sognando che passi alla storia come il Bersani I, a cui seguirono il Bersani II, il Bersani III, ..., offro ingenui suggerimenti.

Il miglior sunto giornalistico che ho trovato (ieri, oggi: testo completo ) fa capire che la "rivoluzione per il consumatore" e' poca cosa. Sia chiaro: meglio di niente e nella direzione giusta, ma aspettiamo di vedere la conclusione dello scontro politico che ora inizia con sindacati, tassisti, leghisti, commercianti, professionisti e fascisti a difesa del medio evo in cui loro prosperano e noi emigriamo.

Mi auguro (sono tentato di dire "sembra", ma non mi fido d'un governo pieno di ex sindacalisti e non ex comunisti) sia un "trial balloon", ossia un progetto pilota che si fa per testare l'ambiente e vedere come le parti coinvolte reagiscono, quali sono i rapporti di forza, come si schierano i vari partiti e sindacati. Se tirano giu' il trial balloon, non perdi molto visto che dentro molto non c'era. Se passa e riesci a vincere il braccio di ferro, allora hai la strada aperta per riforme piu' sostanziali. Facendo finta che queste siano le intenzioni di Bersani e Prodi, ecco alcuni ovvii suggerimenti per i decreti Bersani II (Maggio 2007) e Bersani III (Febbraio 2008).

Orario negozi: liberalizzare. Basta togliere alla concertazione tra comuni ed associazioni degli esercenti la definizione degli orari commerciali e stabilire che gli orari, fatto salvo l'ordine pubblico, sono liberi e non concertabili dalle associazioni di categoria.

Eliminazione notai. Visto che li han tolti di mezzo dalla compravendita delle auto, perche' non fare lo stesso per case e la proprieta' immobiliare in genere? Questo favorirebbe anche una maggiore trasparenza nel valore delle transazioni: valanghe di mazzette di biglietti da 500 Euro transitano negli studi dei notai italiani. Fatto questo nel Bersani II, il Bersani III potrebbe dare il colpo finale, creando la figura del notaio pubblico: qualsiasi pubblico ufficiale con categoria X, o superiore (dove X meglio non sia quella di Direttore Generale Centrale.)

Aumentare numero licenze taxi. Occorre togliere la determinazione del numero delle licenze dalle mani dei comuni, troppo ricattabili da quattro parassiti in mercedes bianca con tachimetro. Stabilire criteri automatici, tipo N licenze (trasferibili) per ogni 1000 abitanti. Viste le esperienze d'altri paesi, suggerirei 4<N<8, con N crescente in funzione del reddito medio e numero turisti-visitatori. A Milano, dove ora N=3.5, credo servirebbe N=6, idem per Roma, dove ora N=2.8.

Abolire l'ordine dei baroni. Ossia, liberalizzare il settore universitario. Tralascio i dettagli del come, visto che in questo sito se ne parla a iosa.

Completare le privatizzazioni. Per davvero, cominciando con la vendita dell'intero pacchetto Alitalia (cosi' i fascistoni romani d'AN, per i quali Alitalia e' feudo personale, s'incazzano di nuovo e gridano alla vendetta.)

Privatizzare Poste, FF.SS. ... e RAI, ovviamente! Credo le motivazioni siano superflue. Privatizzando anche solo le Poste probabilmente potremmo togliere di mezzo un 50mila dipendenti pubblici assolutamente inutili, con le Ferrovie un 20mila, con la RAI meno, forse 2 o 3 mila, ma strapagati.

Eliminare il monopolio Telecom. Chiarissimo, credo. Poiche' la dirigenza dell'impresa in questione e' - come dire? - amica dell'attuale governo, questo sarebbe proprio un bel gesto.

Cooperativizzare la scuola dell'obbligo. Questa e' un po' lunga da spiegare, ed io vorrei guardarmi Portogallo-Inghilterra (ho una scommessa pendente: forza Portogallo!). Quindi la lascio per un altro giorno. Tema: come introdurre competizione mantenendo il finanziamento pubblico per la scuola dell'obbligo? Ossia, come aumentare gli stipendi dei professori e dei maestri che lavorano riducendolo invece ai tanti parassiti? Ad occhio e croce, tra chiusura dei provveditorati e recuperi di produttivita' potremmo disfarci di un 60-80mila dipendenti del Ministero della Pubblica Istruzione, migliorando la qualita' del servizio.

Mi rendo anche conto che sto cominciando a fantasticare un po' troppo: mica siamo noi al governo! Quindi mi fermo qui, al Bersani II. Per il Bersani III, vedremo.

13 commenti (espandi tutti)

Beh almeno la scommessa sul Portogallo e` vinta...

per il resto, attendiamo le barricate dei tassisti a Linate.

Si possono aggiungere altre cose? Non so, privatizzare le municipalizzate, e cancellare la possibilita' per i politici di controllare le banche tramite le fondazioni (ah per la cronaca: Tremonti era contrario alla legge sulle fondazioni, ma nel governo passo' la linea Grillo, quello amico di Fazio)

Non sono sicuro di quello che dici su Tremonti e le fondazioni. A me sembra di ricordare che Tremonti, per fare un favore alla Lega, volesse mettere le fondazioni sotto il diretto controllo della politica (intesa come comuni, regioni e provincie). Mi sembra anche di aver letto il mese scorso un'intervista di Tremonti in cui ammetteva che quella proposta di legge era stato il suo maggior sbaglio nel periodo al governo.

Ho trovato questo commento di Turani a sostegno:
http://www.repubblica.it/online/lf_dietro_il_listino/010505fondaz/fondaz... 1.html
"Peraltro, gli orientamenti del clan Berlusconi in materia sono abbastanza controversi. Tremonti, che dovrebbe essere il futuro ministro del Tesoro, viene descritto come addirittura orientato a chiudere le Fondazioni, trasferendo il loro patrimonio al Tesoro. Berlusconi, che in un primo tempo sembrava favorevole a questa impostazione, adesso, pressato dall'amico Doris di Mediolanum (che ha fatto un patto con Maranghi di Mediobanca), sarebbe invece favorevole a lasciare le cose come stanno." (5 maggio 2001)

Bisogna trovare la proposta Tremonti e non le dichiarazioni prima della formazione del Governo. Comunque non ho certezze a riguardo

credo sia questa

http://www.parlamento.it/leggi/01448l.htm



all`ART 11, ma non ho assolutamente voglia di leggerla. anche perche` non si capisce una mazza, come tutte le leggi italiane.

Anche io ho lo stesso ricordo di Fausto, anzi sono abbastanza certo che cosi' e' stato (vedasi la conversazione con Baysound in calce a 'Domande d'economia senza risposta'.) Il commento di Turani che riporti, visti i fatti del Dicembre 2001 (la Finanziaria 2002 si approvo' allora), confermano che di parolaio si tratta, cosa per nulla nuova. Il problema, ovviamente, non e' se sciogliere o no le fondazioni: il problema e' a chi "assegnare" il capitale che controllano!

al mercato? mi pareva cosi ovvio...

Anche a me pare ovvio ... ma non a Tremonti e Berlusconi e Bossi e Fini! Basta entrare "tremonti fondazioni bancarie" in Google, e dare un'occhiata all'informazione che ne esce.

tremonti ad un certo punto del suo mandato come ministro dell'economia ha abbandonato il liberalismo per convertirsi mani e piedi al colbertismo.
peccato per un governo che voleva essere liberale e libertario (che poi in italia andrebbero bene anche i liberal americani depurati delle recenti tensioni socialiste)

03 lug 17:14 Milano: Comune non applichera' liberalizzazione licenze tassisti

MILANO - Il Comune di Milano ha garantito che non applichera' il decreto Bersani sulla liberalizzazione delle licenze per i tassisti. Lo ha detto il presidente dell'Unione artigiani della provincia di Milano, Salvatore Luca, al termine di un incontro con il sindaco Letizia Moratti. La delegazione di tassisti auspica di ricevere presto le stesse garanzie da parte della Regione e della Provincia di Milano. (Agr)

Spero di sbagliarmi, ma dopo il successo dei tassisti e gli scioperi in corso di farmacie ed avvocati, dubito che ci sara` mai un Bersani bis. Peccato, la strada era promettente, ma il trial balloon si sta lentamente sgonfiando.

Spero di sbagliarmi, ma dopo il successo dei tassisti e gli scioperi in corso di farmacie ed avvocati, dubito che ci sara` mai un Bersani bis. Peccato, la strada era promettente, ma il trial balloon si sta lentamente sgonfiando.

Pare che verrà cancellato il Bersani I...

RR

 

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