Il Sole 24 Ore disinforma, perché?

19 agosto 2008 alberto lusiani

Il Sole 24 Ore dell'altro ieri ha presentato alcuni dati sui redditi e sull'evasione fiscale degli italiani. Lo ha fatto una forte dose di confusione e superficialità. Non ho elementi per dire che si tratti di una scelta intenzionale di disinformare i lettori, ma certo che questo ne è il risultato.

''Redditi dichiarati e redditi reali
''

Innanzitutto, quali sono i nuovi dati su cui sarebbe stata doverosa una corretta informazione? Una elaborazione sulle dichiarazioni dei redditi 1999 e 2007, raggruppati territorialmente ed attualizzati al 2007 attraverso gli indici Istat dal Centro Studi Sintesi. Questi numeri, rapportati al potere di acquisto del 2007, indicano quali sono e come sono variati i redditi dichiarati degli italiani. Come sappiamo, i redditi dichiarati sono diversi dai redditi reali a causa della diffusione e ampiezza dell'evasione fiscale, che è fortemente differenziata nelle diverse Regioni. Sappiamo, in particolare, che l'evasione fiscale è al Sud molto superiore rispetto al Nord.

Premesso questo, l'articolo del Sole 24 Ore ripetutamente confonde i due concetti e lo fa a partire dal titolo in prima pagina:

Ayas, in Val d'Aosta, è il Comune più ricco d'Italia

La mappa interattiva dei redditi degli italiani (saliti solo del 2% in nove anni) dal Nord al Sud. Il più povero: Platì (Calabria) dove si vive con 4mila euro a testa

Bastava poco per non disinformare, bastava aggiungere la parolina magica "redditi dichiarati", e visto che lo spazio c'era, si poteva scrivere "redditi IRPEF dichiarati dal contribuente medio". Purtroppo il Sole 24 Ore ha preferito informare in maniera distorta.

Nel testo dell'articolo viene data l'informazione che conta, cioè che si tratta di redditi dichiarati, ma si mescola ripetutamente questo dato con il reddito reale disponibile alle famiglie. Anche la tabella dei redditi per Regione e Comune ha come indicazione "La ricchezza dei Comuni - La classifica dei redditi medi nei Comuni italiani", senza indicare che si tratta di redditi IRPEF dichiarati; nemmeno nella nota sulle fonti si chiarisce questo fatto: la nota recita semplicemente "Elaborazione Centro Studi Sintesi su dati Ministero dell'Interno e Istat".

Per concludere, a conferma dei problemi di alfabetizzazione matematica del Belpaese, i dati riportati sono pervasivamente errati, per es. per la Lombardia riportano reddito di contribuente medio che passano da 15.781 Euro (1999) a 20.172 (2007), riportando una variazione del +7.5% ... Facendo due operazioni aritmetiche (rispettivamente: sottrazione e divisione) si calcola che la variazione corretta è del +27.8%! Così per tutte le altre Regioni. A occhio, mi sembra che invece di riportare - come scrivono in capo alle colonne della tabella - "valori a prezzi costanti" stiano riportando i valori nominali non depurati dall'inflazione, mentre nella colonna delle variazioni percentuali danno quelle reali, depurate dall'inflazione.

Nelle conclusioni si svelano, probabilmente, le ragioni per questa cattiva informazione. Esse rendono esplicita la morale politica che la direzione della testata vuole comunicarci con questo articolo:

Perché in un Fisco federale la colonna delle entrate localizzate sul territorio è il dato cruciale, e più si allargano le differenze più diventa difficile applicare a tutto il Paese un meccanismo che lasci "in casa" una quota consistente di risorse senza condannare alla bancarotta zone più o meno ampie del Mezzogiorno.

Insomma il Sud è povero e bisogna moderare il federalismo fiscale. L'articolo non contiene una sola parola sull'evasione fiscale, né sul fatto che essendo molto maggiore a Sud può spiegare una parte sostanziale delle differenze riscontrate nei redditi dichiarati.

''Evasione fiscale''

Il Sole 24 ore riporta anche che l'Italia è il Paese europeo con più evasori fiscali sulla base di una nota dell'associazione Contribuenti.it; un'associazione contribuenti italiani che ha condotto un'indagine su un campione di 1.500 cittadini. L'indagine appare essere nulla più che un sondaggio d'opinione e non è nemmeno chiaro se con "evasione" intendano frazione di reddito evaso o frazione di contribuenti che evadono. Inoltre, i dati risultanti sono completamente sballati, come peraltro commenta nello stesso giorno il direttore generale di Confindustria.

Mi chiedo: vale la pena di propagare informazioni sballate e di così scadente qualità? Forse importava solo mettere il titolo? Se proprio ci si accontenta del titolo, non si potrebbero fare titoli che informano, invece di titoli generici sull'Italia complessivamente? Con tali titoli non si fa altro che nascondere, ancora una volta, quanto è diversa l'evasione fiscale tra Nord e Sud e quanto abbia fallito a questo riguardo lo Stato centrale. Soprattutto, e qui sta il punto, si nasconde quanto urgente sia introdurre forme di federalismo fiscale responsabile che incentivino gli amministratori locali a scovare i propri evasori invece di piatire elemosine e regalie dalla cassa comune di Roma. Cassa comune di Roma che è, poi, la stessa alla quale si abbeverano i giornali come il Sole grazie ai contributi alla Stampa.

È mai possibile che dal primo (e quasi unico, l'altro è Libero Mercato) quotidiano economico nazionale non si possa ricevere un'informazione economica di migliore qualità? E, soprattutto, un'informazione meno distorta dagli interessi economico-politici della dirigenza di Confindustria?

17 commenti (espandi tutti)

La notizia è stata riportata anche in prima pagina dal Gazzettino.

http://www.ilgazzettino.it/VisualizzaArticolo.php3?Luogo=Main&Codice=388...

 come dire.. ci sono cascati tutti.

Qui però specificano che l'aumento di reddito dei Lombardi "ha superato l'inflazione ufficiale del 7,5%".

Sembra strano che Ferruccio De Bortoli (quel Ferruccio De Bortoli che sarebbe stato licenziato dal Corriere per non essersi abbassato al potere di BS) lasci che si propaghino questi dati errati sul giornale economico più importante d'Italia solo per gli interessi di Marcegaglia&Co......Forse anche lui si è abbassato al giogo? A posteri l'ardua sentenza.

Avevo notato anch'io lo "strambo" e confusionario articolo in questione, mah?! Spero che, almeno, l'autore abbia utilizzato i redditi dichiarati lordi e non piuttosto quelli imponibili, cioè dopo le detrazioni (altrimenti anche senza evasione fiscale, al sud dove i figli a carico abbondano i redditi figureranno certamente più bassi... ma spero di no, anche se... all'orrore non c'è mai fine...).

 

Il Sole 24 ore riporta anche che l'Italia è il Paese europeo con più evasori fiscali

Un articolo di Boeri-Garibaldi di qualche tempo fa ("Shadow Activity and Unemployment in a Depressed Labor Market", 2002) raccontava, con riferimento all'economia ombra nel 1997-98, di un'Italia con una % di sommerso rispetto al PIL pari a Spagna e Portogallo, e inferiore alla Grecia. Il valore (circa 20-25%, ovviamente molto più alto nel Mezzogiorno, e posto che in meno di 10 anni non sia cambiato troppo) sarebbe in linea con quanto afferma Beretta di Confindustria.

Esistono confronti internazionali dell'economia sommersa secondo cui l'Italia e' intorno al 27%, esistono peraltro diversi metodi di stima. Un confronto abbastanza completo si trova in F.Schneider, R.Klinglmair, Shadow Economies Around the World: What do we Know? (pdf). Per la disaggregazione tra Regioni italiane ti rimando all'articolo di NFA (Padoa Schioppa e l'evasione fiscale). Copio dalla prima referenza una tabella che riporta dati ed evoluzione temporale di una stima di economia sommersa nei paesi OECD:

Table 3.5: The Size of the Shadow Economy in OECD Countries
Size of the Shadow Economy (in % of GDP) using the Currency Demand and DYMIMIC Method
OECD-Countries 1989/90 1994/95 1997/98 1999/00 2001/02 2002/03 (1)
Australia 10.1 13.5 14.0 14.3 14.1 13.8
Belgium 19.3 21.5 22.5 22.2 22.0 21.5
Canada 12.8 14.8 16.2 16.0 15.8 15.4
Denmark 10.8 17.8 18.3 18.0 17.9 17.5
Germany 11.8 13.5 14.9 16.0 16.3 16.8
Finland 13.4 18.2 18.9 18.1 18.0 17.6
France 9.0 14.5 14.9 15.2 15.0 14.8
Greece 22.6 28.6 29.0 28.7 28.5 28.3
Great Britain 9.6 12.5 13.0 12.7 12.5 12.3
Ireland 11.0 15.4 16.2 15.9 15.7 15.5
Italy 22.8 26.0 27.3 27.1 27.0 26.2
Japan 8.8 10.6 11.1 11.2 11.1 11.0
Netherlands 11.9 13.7 13.5 13.1 13.0 12.8
New Zealand2) 9.2 11.3 11.9 12.8 12.6 12.4
Norway 14.8 18.2 19.6 19.1 19.0 18.7
Austria 6.9 8.6 9.0 9.8 10.6 10.8
Portugal 15.9 22.1 23.1 22.7 22.5 22.3
Sweden 15.8 19.5 19.9 19.2 19.1 18.7
Switzerland 6.7 7.8 8.1 8.6 9.4 9.5
Spain 3) 16.1 22.4 23.1 22.7 22.5 22.3
USA 6.7 8.8 8.9 8.7 8.7 8.6
OECD average 13.2 15.7 16.7 16.8 16.7 16.4
(1) preliminary value

tieni presente che il comune in provincia di Aosta che ha il reddito medio pro-capite dichiarato più alto ha come nuovo residente Scaglia, che ovviamente ha alzato moltissimo la media di un piccolo paese.

 

disinformazione o informazione volutamente finalizzata a plasmare scelta, opinione, forma mentale ?

il Prof. Beppe Scienza da tempo ne segue e ne cataloga strafalcioni, confronti sbilenchi, gravi omissioni, lodi immotivate ecc.

(questo il link dello stupidario )

 

È mai possibile che dal primo (e quasi unico, l'altro è Libero Mercato)
quotidiano economico nazionale non si possa ricevere un'informazione
economica di migliore qualità? E, soprattutto, un'informazione meno
distorta dagli interessi economico-politici della dirigenza di
Confindustria?

 

è solo un problema di qualità ? Beppe Scienza dimostra che (non solo
nel Sole24 Ore) alcuni articoli sono volutamente ... nel migliore dei
casi ... delle inserzioni pubblicitarie ... altri addirittura sono dannosi
per i lettori ...

per semplificare la stampa italiana è un media
che fa "propaganda" a seconda dei committenti e dei finanziatori ...
acqua calda (???) -

è interessante però il commento qui di Michele Boldrin perchè, credo, che il Sole 24 Ore (per la sua rilevanza "istituzionale" e la sua influenza di massa) possa essere definito un "medium" a se (non è un semplice giornale ... è la bibbia economica per una massa non indifferente di italiani). 

Quindi  il Sole 24 ore ...  (secondo la sintesi presa da wikipedia
che segue)

- L'espressione "il mezzo è il messaggio" ci dice perciò che ogni medium va studiato in base ai criteri strutturali
in base ai quali organizza la comunicazione; è proprio la particolare
struttura comunicativa di ogni medium che lo rende non neutrale, perché
essa suscita negli utenti-spettatori determinati comportamenti e modi
di pensare e porta alla formazione di una certa forma mentis. -

centra perfettamente la defininizione di McLuhan.

I blog di Beppe Grillo o quello di Antonio Di Pietro (gestiti ed implementati da questa società, la storia è lunga, compresa quella della censura sulle censure ,
etc ...) sono la stessa cosa ...

la carta stampata, la rete o la TV sono supporti con cui potenzialmente oggi si può raggiungere ogni abitante del villaggio globale ... il "medium", il mezzo ... ne aggrega una parte, ne coinvolge una parte, plasma identità e convinzioni, ... porta quella parte all'azione !!!

(non sottovaluterei l'importanza di questi "medium" : Grillo ha raccolto 1.350.000 firme in un giorno, mentre il pulman di Veltroni che sta girando per l'italia da non so da quante settimane, dicono che ne abbia raccolto al momento un solo milione ...)

Ecco anche perchè, noiseFromAmeriKa è un "medium" che può e deve fare la differenza. 

Ne abbiamo veramente bisogno (oggi e non tra ...qualche centinaio di anni ) . Grazie

In versione molto meno tecnica, ma le stesse menzogne le riporta la Stampa

niente di nuovo: semplicemente in Italia certe cose non si possono dire, e infatti non si dicono, né si scrivono.

quali, lo lascio decidere a voi, ma basta guardarsi intorno, aprire le orecchie E POI leggere i giornali, e tutto diventa più chiaro. 

Forse sarebbe meglio, se come ipotizzate, dietro certi risultati ci fosse una scelta consapevole e magari anche un fine. Invece purtroppo mi tocca disilludervi. Io che al Sole24Ore ci lavoro posso dirvi (pur non conoscendo il caso specifico) che è più probabile che ci sia stato un errore umano nelle tabelle (che vengono riportate dai grafici su indicazioni del giornalista) e che ci sia stata magari disattenzione. Credo meno alla cattiva fede.

L'articolo è apparso sul Lunedì. L'edizione del lunedì è settimanale, vale a dire che ha una redazione dedicata solo a quella pubblicazione, non è quella del quotidiano. Sul Lunedì si pubblicano gli approfondimenti, le inchieste etc...a cui i giornalisti, di quella redazione appunto, lavorano tutta la settimana. Non so se questa precisazione peggiora le cose per il nostro imputato. Comunque...a me che sto dall'altra parte piacerebbe ricevere una bella mail (o diverse belle mail) in cui mi si dice che cosa ho sbagliato. L'indirizzo del giornalista si trova in fondo all'articolo nella versione web...o comunque se per il futuro dovesse servirvi è nome.cognome@ilsole24ore.com (anche per il direttore, che non si è "piegato" ancora, by the way).

 

Personalmente ho inviato in passato alcune lamentele ai giornali, specie al Corriere della Sera. Mandero' una lettera per conoscenza se avro' altre critiche da esporre su NFA. Credo anche io che una parte della disinformazione, ma non tutta, sia spiegabile solo con superficialita', mancanza di tempo per riflettere, errori materiali e incompetenza.

Salve a tutti, sono l'autore dell'articolo tanto criticato. Scrivo solo oggi perché solo ora sono capitato sul blog. Un paio di risposte al post di Alberto Lusiani possono essere utili:

1) La parolina magica sul fatto che i dati sono tratti dalle dichiarazioni dei redditi c'è, in due punti dell'articolo. Nell'articolo, come in quello della pagina a fianco dedicato allo stesso tema, si parla ripetutamente di "contribuenti". Sull'evasione fiscale, poi, non mi pare che il Sole nasconda il fenomeno, visto che anche sul giornale del lunedì ce ne siamo occupati ampiamente anche con le ripetute stime sull'entità dell'evasione e sulla sua suddivisione territoriale.

 

2) Nessun problema di alfabetizzazione informatica: la variazione percentuale è fatta sui dati a parità di potere d'acquisto, e quindi è depurata dell'inflazione. Paragonando invece i due valori nominali senza tener conto dell'inflazione, come fa Lusiani, il risultato è ovviamente diverso. Il tutto, comunque, era chiarito nella nota della tabella.

 

3) Il "primato di Ayas" e la sua spiegazione (cioè il trasferimento di Silvio Scaglia) sono raccontati in un articolo a fianco.

 

Tutte le critiche sono sempre benvenute (io e molti colleghi pubblichiamo l'indirizzo Internet in fondo agli articoli, e c'era anche in fondo all'articolo "incriminato". Però l'accusa di disinformazione nel nome di chissà quali secondi fini (in questo caso francamente mi riesce difficile immaginarli) è piuttosto grave, e forse meriterebbe una verifica un po' più attenta.

Gianni Trovati

Caro Trovati la ringrazio per il commento e rispondo ad alcune sue affermazioni.

La parolina magica sul fatto che i dati sono tratti dalle dichiarazioni dei redditi c'è, in due punti dell'articolo

Non e' un'informazione nuova, infatti il mio intervento chiariva che:

Nel testo dell'articolo viene data l'informazione che conta, cioè che si tratta di redditi dichiarati,

La disinformazione consiste - a mio parere - nel fatto di sostituire il termine "reddito dichiarato" con "ricchezza" e "poverta'" nel titolo e sottotitolo dell'articolo

Ayas, in Val d'Aosta, è il Comune più ricco d'Italia - La mappa interattiva dei redditi degli italiani (saliti solo del 2% in nove anni) dal Nord al Sud. Il più povero: Platì (Calabria) dove si vive con 4mila euro a testa)

Titolo e sottotitolo sono la parte dell'informazione di maggiore impatto comunicativo. Inoltre considero disinformazione anche omettere in tutto il testo dell'articolo il fatto che tra redditi dichiarati e ricchezza reale c'e' di mezzo l'evasione fiscale, che varia molto tra Nord e Sud (si puo' stimare dall'8% del PIL locale in Lombardia al 50% del PIL locale nel Sud) e che spiega parte delle differenze di reddito dichiarato sottolineate nel pezzo.

Per chiarire gli effetti dell'informazione distorta fornita dal suo pezzo, e' sufficiente controllare come e' stato ripreso dai lettori, ad esempio aostasera.it scrive:

Ayas, il comune più ricco d'Italia.
[...]
Ayas - Questa è la fotografia scattata dal 'Il Sole 24 Ore' che oggi, lunedì 18 agosto, ha pubblicato l'analisi del Centro studi Sintesi che ha messo a confronto i redditi dei comuni e delle province fra il 1999 e il 2007.

Sia in titolo e sottotitolo, sia nel testo del pezzo di AostaSera scompare ogni riferimento a "dichiarazioni" "redditi dichiarati" e viene riportato unicamente il concetto di "ricchezza", al massimo dei contribuenti ma questo non e' sufficiente a chiarire. La disinformazione ha avuto successo.

Gia' che siamo in tema, e' interessante considerare anche la disinformazione provvista nel titolo un altro giornale confindustriale, il Corriere della Sera, che titola la medesima notizia come segue:

analisi del Centro Studi Sintesi sui redditi degli italiani
Ricchi e poveri, nel Sud si guadagna meno di un sedicesimo che al Nord
Nel comune di Ayas, in Val d'Aosta, si vive in media con oltre 66mila euro a testa. A Platì, in Calabria con 4mila

Anche in questo titolo, manca la parola magica "dichiarati". Inoltre e' grave disinformazione l'iperbole che "nel Sud si guadagna meno di un sedicesimo che al Nord". Il PIL pro-capite del Sud e' circa il 50% di quello del Nord e i consumi credo arrivino al 70-80% di quelli del Nord grazie ai trasferimenti di risorse operati dallo Stato. A 1/16 si arriva solo:

  1. considerando i redditi dichiarati in un piccolo comune valdostano, 66000 Euro all'anno. Tale reddito medio e' pari a circa 3 volte il reddito dichiarato medio in Lombardia solo perche' tra i pochi abitanti e' incluso un imprenditore molto ricco come Silvio Scaglia.
  2. considerando il reddito medio dichiarato a Plati' in Calabria, il comune piu' povero' del Sud, 4000 Euro. Si puo' stimare the tale reddito dichiarato includa l'effetto di un'evasione fiscale intorno al 50%, molto piu' elevata dell'evasione fiscale del Nord Italia.

Lei scrive anche:

2) Nessun problema di alfabetizzazione informatica: la variazione percentuale è fatta sui dati a parità di potere d'acquisto, e quindi è depurata dell'inflazione. Paragonando invece i due valori nominali senza tener conto dell'inflazione, come fa Lusiani, il risultato è ovviamente diverso. Il tutto, comunque, era chiarito nella nota della tabella.

Non sono io il responsabile del confronto errato, e' il Sole 24 Ore sul giornale e sul sito web all'indirizzo http://www.ilsole24ore.com/speciali/ricchezza_comuni/index.shtml, nella tabella intitolata "Reddito medio per contribuente nelle regioni" (disinformazione anche qui: dovrebbe essere "reddito dichiarato medio per contribuente nelle regioni" per evitare ambiguita'). Trascrivo:

  Valori a prezzi costanti - 1999 Valori a prezzi costanti - 2007 Var.% 99/07 reale
Lombardia 15.781 20.172 7,5

Come puo' controllare qui, il PIL o una qualunque quantita' calcolata a prezzi costanti e' il cosiddetto PIL reale, o deflazionato, definito in base ai prezzo di un anno di riferimento. Le variazioni di PIL reale corrispondono alle variazioni reali (e non nominali) di reddito. Nella tabella, 7.5% e' l'aumento reale dei redditi dichiarati in Lombardia, consistente con la deprimente dinamica del PIL italiano nel periodo 1999-2007 dell'ordine del 1% all'anno (reale). Invece, i valori riportati in tabella per il 1999 e il 2007 sono quelli nominali, contrariamente all'indicazione della tabella, e descrivono l'aumento nominale dei redditi, 27.8%, che include una componente puramente inflazionistica del 20% circa in 7 anni. Concludendo: la tabella del Sole 24 Ore contiene dati errati, io mi sono limitato a segnalarlo. E riguardo a quanto scrive, non vedo alcuna nota esplicativa alla tabella che chiarisca i dati o i calcoli.

Sull'evasione fiscale, poi, non mi pare che il Sole nasconda il fenomeno, visto che anche sul giornale del lunedì ce ne siamo occupati ampiamente anche con le ripetute stime sull'entità dell'evasione e sulla sua suddivisione territoriale.

Sarei lieto di avere allora un riferimento ad un numero del Sole 24 Ore, preferibilmente visibile in rete, che riporti i risultati degli studi sulla distribuzione territoriale dell'evasione stimata per industria e commercio durante il primo governo Prodi, alla fine degli anni '90.  Questi sono gli studi piu' seri e completi di mia conoscenza sull'argomento, e sono stati pubblicati per due anni consecutivi su Repubblica Affari & Finanza, con sufficienti dati numerici per avere un quadro accurato della situazione.  Non mi risulta che Sole 24 Ore e Corriere della Sera abbiano pubblicato con ragionevole accuratezza quei dati, ma sarei lieto di essere smentito con un riferimento verificabile. Riferimenti a dati paragonabili a questi, come ad esempio i dati sull'evasione stimata dell'IRAP nelle regioni italiane, pubblicati piu' recentemente e commentato a suo tempo su lavoce.info, sarebbero similmente indicativi di una buona volonta' di informare i lettori sulle realta' dell'evasione fiscale in Italia.

Tutte le critiche sono sempre benvenute (io e molti colleghi pubblichiamo l'indirizzo Internet in fondo agli articoli, e c'era anche in fondo all'articolo "incriminato".

Come ho scritto anche in risposta ad una sua collega tempo fa, mi impegno per il futuro a segnalare con un messaggio eventuali critiche ad articoli firmati con indirizzo e-mail, e mi scuso di non averlo fatto in questo caso.

Gentile Lusiani, la "ricchezza degli italiani" era l'oggetto dell'indagine, e questo spiega la titolazione delle tabelle (necessariamente sintetica e il più possibile immediata, per ovvie esigenze giornalistiche). All'interno degli articoli, poi, si faceva appunto riferimento a "redditi dichiarati" e "contribuenti", specificando dunque la natura dei dati. Concordo sul fatto che i titoli sono inevitabilmente immediati e diretti, e questo elide alcune informazioni che però vengono fornite negli articoli. Se ci fosse una volontà di disinformazione, ovviamente questo non accadrebbe.

Tabelle: In effetti nella versione informatica manca la nota (si parla, in modo piuttosto ermetico, di variazione "reale"), e me ne scuso. Nella versione del quotidiano, quella da me curata, le garantisco che la nota c'era. Chiederò subito di provvedere alla correzione, e la ringrazio per la segnalazione. Anche in questo caso, negli articoli si spiegava anche il fatto che le variazioni percentuali tenevano conto dell'inflazione. Non ho una laurea in matematica, ma in genere riesco a calcolare le variazioni percentuali senza attacchi di emicrania.

Evasione fiscale: sul tema abbiamo pubblicato e pubblichiamo molte inchieste. Ne cito un paio a memoria (sono un un pc portatile e non posso accedere alle banche dati): http://www.partitodemocratico.it/allegatidef/padula-sole54523.pdf (sull'evasione fiscale in generale) e http://www.sito.regione.campania.it/diaridistampa/diarioeconomico/pdf2008/14_01_08.pdf (di questa ho trovato in rete solo una sintesi) sulla ripartizione territoriale dell'evasione, che sottolinea proprio l'incidenza del "nero" nelle regioni meridionali. Un dato reale, di cui sono a conoscenza (la seconda inchiesta che le cito l'ho fatta io), ma che certo non può annullare le differenze di ricchezza fra Nord e Sud.

Delle riprese fatte da altri quotidiani, infine, non rispondo. Sul caso-Ayas mi limito a dire che nel servizio c'era un articolo abbastanza lungo e dettagliato che raccontava la causa del primato del Comune, dovuto al trasferimento di Scaglia.

In sostanza, tutte le critiche sono legittime e davvero benvenute. Respingo, però, quella di disinformazione sull'evasione fiscale, tema a cui dedichiamo molta attenzione e numerose inchieste.

Cordialità

Gianni Trovati

 

 

Abbiamo visto in passato che tra le molteplici fonti disponibili sull'evasione fiscale ce n'e' una di totalmente inaffidabile: contribuenti.it & KRLS. Se volete divertirvi leggete I segreti_dell'evasione_fiscale, se volete vedere chi sta dietro a contribuenti.it & KRLS leggete sempre nFA,09 Marzo 2010.

Ebbene, quale tra le molteplici fonti disponibili sull'evasione fiscale cita C.Augias su Repubblica del 18 settembre scorso, in un riquadro dal roboante titolo lo-scandaloso-orgoglio-degli-evasori?

Prima di dirvelo ricordo che fonti ragionevoli sull'evasione fiscale non mancano, Augias potrebbe citare anche vecchie indagini statali riportate da Repubblica stessa intorno al 1997, oppure le stime ISTAT disponibili ogni anno, oppure ancora altri studi dell'Agenzia delle Entrate, come quello sull'evasione IRAP in diversi anni d'imposta, oppure il recente libro di L.Ricolfi "Il sacco del Nord" che a sua volta elenca una serie quasi omnicomprensiva del materiale disponibile, oppure  infine il recente ultimo candidato presidente PD alla regione Veneto, Bortolussi, che con il suo centro studio sintesi al servizio della CGIA di Mestre produce stime dignitose di evasione fiscale.

Ebbene, pur in presenza di tutte queste fonti, anche amiche, Augias e Repubblica scelgono proprio l'unica che risulta totalmente inaffidabile: contribuenti.it.  Cito:

Caro Augias, il servizio di domenica (RAI3) sull' evasione fiscale, ha mostrato ancora una volta uno stato di cose allucinante
...
firmato

Risponde Augias:

Ho visto anch' io il servizio di Jacona. Un' evasione mostruosa di cui ha parlato nei giorni scorsi anche il presidente della Confindustria, Emma Marcegagli. Una evasione che sottrae al paese l' equivalente di dieci finanziarie ogni anno. Secondo una stima fatta tre anni fa da Krls Network of Business Ethics per conto di Contribuenti.it,(Associazione contribuenti italiani), su dati ministeriali e dell' Istat, l' ammontare annuo risultava di circa 300 miliardi di euro. Evasione di imposte dirette 115 miliardi, economia sommersa 105 miliardi, criminalità organizzata 40 miliardi; 25 miliardi chi ha un secondo o terzo lavoro. Nei primi quattro mesi del 2010, stessa fonte, l' imponibile evaso è cresciuto del 6,7% : 371 miliardi l' anno.

Non si capisce bene se a scegliere contribuenti.it sia stata Rai3 e Augias ripeta, oppure sia stata un'idea dello stesso Augias.  In ogni caso si tratta di una fonte senza alcuna affidabilita' e indicativa della qualita' delle fonti citate usualmente nel circo mediatico italiano.

Posto che, secondo me, le tasse andrebbero pagate, ho più di un dubbio che sia l'evasione "sottragga" al paese più di quanto non gli sottraggano le tasse.

Beh... ho dato un'occhiata veloce hai .pdf della rivista e mi sembra più autorevole e istruttivo di certe fallo-testate nazionali. Cmq a Napoli tengono una capa tanta!

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