Il Solleone

15 agosto 2010 giulio zanella

Oggi è Ferragosto ed è tornato a splendere il sole (almeno qui da noi). Renato Brunetta però non se ne è accorto e si è dimenticato di mettersi il cappello prima di farsi intervistare dal Corriere della Sera. Così, al sole senza cappello, ha detto cappellate. Puntualmente trascritte e pubblicate senza che intervistatore e direttore si insospettissero.

(0) Le dichiarazioni del Ministro

Finalmente l'economia comincia a tirare. Produzione industriale in crescita tumultuosa, export a due cifre, disoccupazione in calo. Tutto questo è avvenuto senza crisi sociale, senza crisi del sistema bancario, senza la temuta desertificazione imprenditoriale; anzi, con una buona tenuta del potere d'acquisto delle famiglie e una perfetta tenuta del welfare. [...] Cito dati incontrovertibili. Il Pil del 2010 viaggia verso l'1,5%, quello dell'anno prossimo tra l'1,5 e il 2%. La ripartenza della locomotiva tedesca rappresenta una sicurezza. È la fine del tunnel.

Andiamo per ordine.

(1) La produzione industriale in tumulto

Ecco l'indice (mensile, destagionalizzato) della produzione industriale rilasciato dall'Istat, scaricato oggi:

indice mensile produzione industriale

La produzione industriale sta crescendo ma qualcuno vede un tumulto? Io vedo che nei quindici mesi da marzo 2009 a giugno 2010 non si è recuperata neppure la metà della produzione persa da giugno 2008 a marzo 2009.

(2) L'export a due cifre

Ecco le serie (mensili, destagionalizzate) delle esportazioni dall'Italia (linea nera, milioni di euro, scala di sinistra) e del relativo tasso di variazione (linea rossa, scala di destra). Anche queste rilasciate dall'Istat e scaricate oggi.

serie mensili esportazioni

Idem come sopra per il livello. Per i tassi di crescita, non si sono mai registrati numeri a due cifre (immagino Brunetta intendesse questo per "esportazioni a due cifre") da giugno 2008 a giugno 2010. Be', cumulando si, naturalmente, specialmente partendo dal minimo. Il fatto è che a giugno 2010 l'export è depresso del 13% rispetto a giugno 2008. Fuori dal tunnel? Brunetta deve prendere troppo sul serio il Sole 24 Ore, che ormai va preso meno sul serio del Vernacoliere: il prestigioso giornale economico-finanziario italiano ha titolato che l'export del Made in Italy era al massimo dal 2001. Guardate la figura sopra: come diavolo è possibile essere al massimo dal 2001? Siamo ancora sotto il 2008!

 

(3) La disoccupazione in calo

Ecco la serie (trimestrale, destagionalizzata) del tasso di disoccupazione, rilasciato dall'Istat, scaricata oggi (magari lui ha visto l'anteprima dei dati che saranno rilasciati a fine mese, nel qual caso vorremmo vederli anche noi comuni mortali).

serie tasso disoccupazione

No comment.

(4) Il resto

Devo continuare? Parlare del fatto che crescendo all'1,5% ci vogliono 4 anni per recuperare (tornare dove si era, cioè, e in soli termini nominali per giunta) una crescita negativa del 5% come quella che c'è stata in Italia nel 2009? Parlare del fatto che la locomotiva tedesca è ripartita senza gli altri vagoni attaccati? No, dai, che è festa anche per me :-)

(5) Conclusione

Ma di che stiamo a parlà?

 

45 commenti (espandi tutti)

E sconfortante come un ministro possa fare delle affermazioni cosi lontane dalla realtà; i media cosiddetti seri non solo non fanno una piega, ma si accucciano. E' proprio vero che il Vernacoliere finisce per essere un giornale serissimo.

 

E' proprio vero che il Vernacoliere finisce per essere un giornale serissimo.

serissimissimo.

(1) La produzione industriale in tumulto

Ecco l'indice (mensile, destagionalizzato) della produzione industriale rilasciato dall'Istat, scaricato oggi:

Lungi da me l'intenzione di immaginare una fine della "crisi" vicina, sia in termini quantitativi che temporali, ma solo far notare come il picco di 105,9 sia stato toccato solo in giugno 2008. In tutti i 6 anni precedenti (sono andato alla tua stessa fonte, scaricandomi i files più vecchi) l'indice ha oscillato intorno a 98, con valore massimo 101,1 (dic/06) e minimo 94,6 (gen e mar/05). Quello fra i due estremi citati è stato il periodo prolungato di crescita più veloce prima dell'attuale, con pendenza media 0,22. Fra il minimo di marzo 09 e oggi, la pendenza media è stata 0,49.

Se ci confrontiamo col picco di giugno 2008, a fronte di una perdita di 23,7 punti, ne abbiamo recuperati solo 6,3.

Se però ci confrontiamo col maggio 2008 (96,7), allora abbiamo visto una perdita totale di 15,8, di cui 7,6 già recuperati. Non vedo neanch'io tumulti, ma non sono così sicuro che li vorrei vedere.

Guardando il grafico esteso al 2002 (come faccio a postarlo? Devo caricarlo su un sito di foto?), l'unico tumulto che vedo è quello di giugno 2008, che ha preceduto il disastro in cui viviamo oggi.

Devo dire invece che nell'ansia che mi provocano le vendite sempre scarse e le variazioni assurdamente imprevedibili dei nostri ordini mensili, la ragionevole monotonicità del grafico ISTAT è decisamente benvenuta.

come faccio a postarlo? Devo caricarlo su un sito di foto?

Esatto. Se lei non dispone di un proprio sito web, basta caricare l'immagine (preferibilmente in formato .png o .jpg) su un sito publico gratuito di foto come http://tinypic.com/

Poi, nel suo commento, inserisce l'immagine con l'icona "insert/edit image" che rappresenta un quadro di un albero.

 

Grazie mille!

grazie per la precisazione.

dove sono i dati fino al 2002? nelle "serie storiche" linkate alla pagine che ho indicato il dato mensile piu' recente e' appunto giugno 2008.

vedrei volentieri la figura: per metterla devi postarla online da qualche parte e inserire l'indirizzo dopo aver cliccaro l'icona con "l'alberello" nello spazio dove inserisci i commenti.

sono d'accordo col tuo commento, comunque.  ma resta il fatto che non ci sono tumulti.

Boh, questo è diverso...

Credo che il problema sia qui:

A partire dai dati di gennaio 2009, l’Istituto nazionale di statistica avvia la diffusione degli indici della produzione industriale definiti secondo la nuova classificazione Ateco 2007 e utilizzando come base di riferimento l’anno 2005, coerentemente con quanto stabilito dal Regolamento comunitario sulle statistiche economiche congiunturali. Tale passaggio implica una revisione del sistema di calcolo degli indicatori; le principali caratteristiche dei nuovi indici sono descritte nella nota informativa allegata.

I dati nella sezione archivio non tengono conto del cambio di base di riferimento mentre quelli nel database ConIstat dovrebbero farlo.

 

I dati li ho trovati cliccando "archivio" nella barra rossa a sinistra della pagina che linkavi tu, cioè qui. Il 2002 è l'anno più vecchio in quell'archivio. Ah, occhio che per gli anni più vecchi le colonne della tabella 4 (dati aggregati) sono messe in ordine diverso (dati destagionalizzati al posto dei dati grezzi), per cui copia le colonne e non l'intera tabella.

Il grafico che ho composto è questo:

 

Re(2): Il Solleone

FDG 15/8/2010 - 20:55

orca che picco in giugno 2008, ma che diamine successe durante quel mese?

Grazie! Eh si, proprio un tumulto! Altri due anni di tumulto e torniamo, nel 2012, dove eravamo nel 2008.

Insensati questi dati.

Qualche lettore che lavora all'ISTAT ha qualche idea di quali pasticci facciano con le serie della produzione industriale?

Il punto è puramente accademico: è palese (e non è nemmeno una novità) che Renato Brunetta quando parla di economia parla a vanvera (nonostante abbia fra i consulenti economici fior fiore di esperti statistici provenienti proprio dall'ISTAT).

Rimane comunque un puzzle sia il salto da aprile a giugno 2008, sia l'immediato e successivo crollo. Non scordiamoci che il grande patatrac mondiale è arrivato tra settembre e novembre 2008: com'è che la produzione industriale italiana ha cominciato a crollare 3/4 mesi prima?

infatti a luglio 2008 vedevano ben altro

News 10/07/2008 17.00 | Tutte | Indietro Economia & politica <em>Isae, produzione industriale nel secondo trimestre in calo dello 0,6%<em>

La produzione industriale, stima l'Isae, nel secondo trimestre dell'anno calerà dello 0,6% congiunturale. Secondo le previsioni dell'istituto, la produzione industriale crescerà dello 0,2% a giugno, a luglio registrerà una contrazione dello 0,6% per poi mostrare «un forte balzo ad agosto» crescendo del 2,4%. A maggio, rileva l'Isae, la produzione industriale è calata «più del previsto».

 

 

Ho ricontrollato i dati del grafico e non mi pare di aver fatto cappelle nel tirarli giù dai files originali ISTAT. Questi sono i 4 files che ho usato:

06 agosto 2010 (Giugno 2010)

10 luglio 2008 (Maggio 2008) (la nota sul fatto che il dato di maggio sia provvisorio non cambia niente: ho verificato da un file successivo e la correzione è 0,2)

12 giugno 2006 (Aprile 2006)

12 luglio 2004 (Maggio 2004)

Per quel che vale, ricordo che nell'autunno/inverno 2008 avevo guardato una serie simile e poi ero andato a concentrarmi sulla produzione di beni di consumo durevoli. Il picco c'era stato, con una crescita eccezionale per alcuni mesi. Se la memoria non mi tradisce troppo, la pacchia finiva in aprile/maggio e avevo notato allora come per la mia ditta fosse finita in febbraio/marzo.

Ricordo anche che il calo era stato inizialmente importante, ma non drammatico, dato che rimaneva comunque su livelli superiori agli anni precedenti (voglio dire che se cali da 105 a 103, ma l'anno prima viaggiavi intorno a 98-100, non ti preoccupi molto).

La botta vera si è avuta nell'autunno 2008, dove in effetti i dati ISTAT mostrano produzioni di molto inferiori agli anni precedenti.

La mia valutazione a posteriori (mi ero posto il problema ai tempi del crac Lehman e ho iniziato allora a ragionare sull'economia in generale e a cercare di capire cosa stava succedendo alla mia microditta in rapporto al resto del mondo...) era stata che l'entusiasmo delle vendite a credito era andato aumentando rapidamente a fine 2007 e quindi nell'inverno 2008 noi, ma anche diversi nostri fornitori e clienti, avevamo aumentato bruscamente i nostri investimenti, sia in mezzi produttivi sia in scorte, per far fronte a livelli produttivi che per qualche mese sono stati di molto superiori a quelli a cui eravamo abituati.

Potete immaginare come ci siamo rimasti quando ci siamo ritrovati a dover pagare quel po po' di roba con le vendite asfittiche di questi 2 anni, ma questa è un'altra storia...

Qui riposto il grafico con i simboli sui dati e una scala temporale indicata meglio.

 

Il picco c'era stato, con una crescita eccezionale per alcuni mesi. Se la memoria non mi tradisce troppo, la pacchia finiva in aprile/maggio e avevo notato allora come per la mia ditta fosse finita in febbraio/marzo.

 Ma perchè il picco di giugno? Tutte le ditte hanno consegnato tutti gli ordini prima delle ferie?

è produzione non fatturato

Scusa ma non capisco una cosa, se si va su http://con.istat.it/amerigo/ e si fa "ricerca per aggregato" alla cartella  "Industria; produzione industriale; indice della produzione industriale destagionalizzato; Totale industria escluse costruzioni (B-E) .D" il sistema estrae una tabella storica che NON riporta lo sbalzo del 2008.

Totale industria escluse costruzioni (B-E) .D
2001/1 105,7
2001/2 105,1
2001/3 104,9
2001/4 104,1
2001/5 103,8
2001/6 104
2001/7 102,2
2001/8 104
2001/9 102,4
2001/10 101,8
2001/11 100,4
2001/12 101,7
2002/1 100,9
2002/2 102,1
2002/3 102,7
2002/4 99,7
2002/5 103,1
2002/6 102,1
2002/7 101,8
2002/8 100,6
2002/9 102,5
2002/10 101,3
2002/11 102,9
2002/12 102,1
2003/1 102,9
2003/2 101
2003/3 101
2003/4 102,4
2003/5 99,1
2003/6 100,3
2003/7 101,7
2003/8 99,7
2003/9 100
2003/10 101,1
2003/11 102,2
2003/12 102,6
2004/1 102,2
2004/2 101,5
2004/3 100,1
2004/4 101,9
2004/5 101,8
2004/6 101,2
2004/7 101,4
2004/8 99,5
2004/9 100,7
2004/10 101,4
2004/11 99,9
2004/12 99,8
2005/1 99,1
2005/2 99,7
2005/3 99,7
2005/4 101,6
2005/5 99,4
2005/6 99,4
2005/7 100,9
2005/8 100,4
2005/9 100,6
2005/10 100,5
2005/11 101,7
2005/12 101,4
2006/1 100,5
2006/2 102,6
2006/3 102,9
2006/4 102
2006/5 104,5
2006/6 104,8
2006/7 103,6
2006/8 105
2006/9 104,5
2006/10 104,5
2006/11 104,7
2006/12 108,8
2007/1 105,2
2007/2 106,1
2007/3 106,6
2007/4 104,7
2007/5 106,8
2007/6 106,3
2007/7 106,4
2007/8 110,1
2007/9 106,7
2007/10 105,5
2007/11 104,4
2007/12 103,4
2008/1 107,4
2008/2 106,3
2008/3 107,4
2008/4 108,3
2008/5 104,6
2008/6 105,9
2008/7 103,7
2008/8 101,3
2008/9 99,4
2008/10 96,9
2008/11 93,7
2008/12 89,2
2009/1 86,4
2009/2 83,6
2009/3 80,4
2009/4 80,9
2009/5 82,2
2009/6 81,9
2009/7 84,4
2009/8 83,2
2009/9 83,8
2009/10 84,5
2009/11 85
2009/12 84,3
2010/1 85,9
2010/2 86
2010/3 86,2
2010/4 87,1
2010/5 88
2010/6 88,5


checcot lo ha spiegato in precedenza.

a partire dal 2009, Istat usa serie con base 2005, mentre in precedenza le serie erano con base 2000.

se si scaricano le serie dall'archivio delle press releases dell'Istat e si mettono assieme, viene fuori il salto.

se invece si scaricano dal sito con.istat.it, si trovano attualizzate con la nuova base (e il salto non si vede).

il grafico corretto è quello postato da checcot e la serie corretta quella postata da Pietro Puricelli.

ho dato un'occhiata alle serie storiche e noto tre cose:

1) i dati piu' recenti hanno base 100 nel 2005

2) i dati del 2008 danno come base 100 il 2000

3) In alcune serie storiche la colonna dati grezzi è invertita di posizione con quella dati destagionalizzati.Quindi l'Istat non è coerente con quello che pubblica: cambia posizione delle colonne e chi fa un rapido copia ed incolla potrebbe non notare che sta copiando dati non coerenti.

Un appunto sui grafici: capisco le esigenze di leggibilità che consigliano di evidenziare un fenomeno riducendo la scala dei valori ma sarebbe piu' corretto porre l'inizio della scala con il valore zero, non 80.

Francesco

questo il grafico che ho ricavato dai dati Ufficio studi BANCA d'ITALIA

http://www.bancaditalia.it/pubblicazioni/econo/bollec/2010/bolleco61/bol...

 

Grazie a tutti per i chiarimenti, ora credo che abbiamo capito a cosa si doveva l'improbabile balzo (pasting di due serie non omogenee) e la fonte degli equivoci.

La serie definitiva e chiara è quella postata qui sopra da Lallo che conferma e rafforza la conclusione:

RENATO BRUNETTA RACCONTA BUGIE!

Si, Grazie a Lallo e a tutti gli altri (Giuseppe e Pietro, in particolare) che hanno spulciati i dati e chiarito la questione! Volevo occuparmene stamattina ma non ho avuto tempo.

Ci siamo, quindi. La serie che ho riportato era quindi coerente e coincide (a parte la frequenza) con questa della BdI.

spesso trovo i rapporti di BdI e dell'ISAE , che pur avendo come fonte i dati ISTAT li riclassifica al bisogno , migliori dei rapporti ISTAT.

Dovrebbero essere buoni anche quelli di Confindustria ma ai comuni mortali è precluso l'accesso.

Sono in procinto di ricevere il Rapporto Mediobanca sulle imprese italiane. In esso, mi anticipano, si mette in luce che le imprese multinazionali italiane hanno oramai più dipendenti all'estero che in Italia. Mi costa personalmente di alcune imprese, 6 tanto per fare il numero, che per necessità di crescita, hanno scelto Francia(2), Austria (1) e Germania (3) per investire in nuovi impianti produttivi. Motivi burocratici, fiscali, possibili strutture di costo più favorevoli rispetto all'Italia per motivi di efficienza dei sistemi economici di quei paesi.

Ma è Ferragosto, non disturbiamo oltre il ministro, altrimenti un dossier ed una campagna mediatica non ce li toglie nessuno.

 

....di quelli di de Michelis e Craxi in stile prima repubblica, vi stupite delle panzane? Questi conoscono solo i numeri delle tangenti (e non mi riferisco alla trigonometria).

Del resto all'epoca il mitico CUORE titolava al cambio dell'ora in primavera: SCATTA L'ORA LEGALE, PANICO TRA I SOCIALISTI.

Grazie per tenere alta l'attenzione sulle boiate che dicono questi! Anche se sappiamo di che pasta sono fatti è meglio sputtanarli quotidianamente; alla lunga forse servirà qualcosa. Speriamo.

Il Solleone

andrea moro 15/8/2010 - 19:40

Oltre alla solita confusione fra livelli e derivate (seconde, addirittura, sulla disoccupazione), credo che con il riferimento al 2001 brunetta vuole dire che siamo tornati ai livelli del 2001. Magra consolazione, se prima eravamo addirittura sotto. 

Il Solleone

and_cassani 18/8/2010 - 07:54

Non riguarda Brunetta, ma un sottosegretario o viceministro (penso Mantovano) che ieri, come riferito da Radio 2 avrebbe affermato trionfalmente che l'Italia ha saputo sfruttare l'enorme crescita dell'economia cinese e del relativo mercato interno aumentando le proprie esportazioni, trasformando così una minaccia in una opportunità di crescita. Ma dove sono i rischi fatali del Maestro Voltremont? oppure i suoi discepoli non hanno studiato a dovere i sacri testi? oppure la minaccia cinese dura solo un paio di semestri?

No, a margine, ancora mi chiedo come mai, quando un paio d'anni fa scrissi che Brunetta era un cialtrone, fui ripreso a bacchettate sulle dita - mi sembra da Boldrin, ma non sono sicuro. Quasi mi sorge il dubbio che fosse ironico lui, e di nonaver capito l'ironia (mi capita).

Se trovi il contesto (URL) sono dispostissimo a chiedere scusa, se del caso.

Io so, per certo, che a Brunetta diedi il beneficio del dubbio all'inizio del suo mandato, almeno qua ministro (qua "economista" mai glielo diedi, ma quella è un'altra storia ...). Ora i fatti hanno provato che mente, mente e poi mente ancora. Lo fa spudoratamente ed è cosciente di mentire.

 

ah, me lo ricordo anch'io!

beh, ne è passato del tempo e stupirsi ancora delle intemperanze dei vari vittorii sgarbi non ha molto senso. l'inevitabile esibizione poi dei meriti scientifici mi farà commentare come mio nonno davanti alla mia ennesima cazzata:" ti abbiam fatto studiare per niente!"

non penso che però mi iscriverò alla CGIL, sorry.

Trovato (mio commento del 17 Giugno 2008, 14:20, grazie Giulio).

La vedo così: due anni e qualche mese fa, sulla base dell'evidenza disponibile, non mi sembrava giustificato dare del "cialtrone" a Renato Brunetta, almeno per quanto attiene al suo ruolo di ministro.

Oggi, dopo circa 26 mesi e dozzine d'imbarazzanti atti concreti, penso molto peggio di BR anche (sottolineato) come ministro. Non so se la parola "cialtrone" sia adeguata a descrivere il suo comportamento, ma non mi alzerei di sicuro a difenderlo se qualcuno la utilizzasse.

Sapete, secondo me, qual è il vero problema di BR? Che è un mediocre; è molto mediocre in quasi tutto ciò che fa, con l'eccezione d'una cosa: è molto bravo a promuovere se stesso ed a servire umilmente e fedelmente i propri capi. Quest'ultima eccellenza gli ha permesso di fare una cosa che lui considera una "luminosa carriera".

Io la considero uno spettacolare indice della mediocrità della classe dirigente italiana.

Io parlerei con molto piu' rispetto di Brunetta visto che ha dichiarato che se non fosse stato per il suo impegno politico avrebbe ricevuto il nobel per l'economia.

Brunetta è mediocre e megalomane, però bisogna dargli atto di essere riuscito a ridurre l'assenteismo nella pubblica amministrazione mettendosi contro una categoria di milioni di privilegiati, sindacati, lobby e partiti.
Nell'Italia dell'immobilismo cronico non mi sembra un risultato da poco.

Veramente mi pare che altrove qui su nfA si sia dimostrato che l'effetto Brunetta, se pure c'e' stato, e' stato abbastanza risibile.

 

Qui dicono che le assenze si sono ridotte significativamente.

La riduzione delle assenze dovrebbe essere un obiettivo intermedio : obiettivo finale dovrebbe essere :

a) miglioramento del servizio : c'è stato? Non sono un grande utente della PA ma qualcuno sul forum potrebbe averlo notato.Si può infatti essere presenti e non fare nulla e magari distrarre i colleghi di buona volontà.

b) permettere la riduzione dell'organico.Il 5% in meno di assenteismo su 4 milioni dovrebbe permettere la riduzione dell'organico di 0,2 milioni.C'è stato ; non pervenuto.

E' invece certo che 200000 presenti in più costeranno circa mezzo miliardo di "costi di presenza" ( buoni pasti , indennità ) 

Non so se i servizi della PA siano migliorati. La presenza sul posto di lavoro di per sè non implica l'aumento della produttività, lo sappiamo, ma l'annosa mancanza di tali necessarie condizioni minimali rende velleitario qualsiasi discorso sulla riforma della PA. Ripeto, a me non sembra poco, in questo Paese, in questo tempo.

Nota: la popolarità del Ministro, dovuta al fatto che ha avuto, unico, il coraggio di togliere a milioni di lavoratori ipergarantiti qualche immunità percepita dalla gente come profondamente ingiusta, dovrebbe far riflettere coloro che, per opportunismo o codardia, non osano affrontare la reazione di qualche migliaio di tassisti o farmacisti o agricoltori che per difendere il loro particulare corporativo tengono in scacco la collettività.
Forse ci voleva proprio un ministro mediocre, che agisce per semplificazioni ingenue, perchè accadesse una cosa del genere.

Veramente mi pare che altrove qui su nfA si sia dimostrato che l'effetto Brunetta, se pure c'e' stato, e' stato abbastanza risibile.

Ritengo che quanto affermi non sia corretto, alla data di oggi.  Su nFA sono stati correttamente criticati dati, informazioni e comunicazioni propagandistiche malfatte del ministro, ma alla fine e' stato riconosciuto (come anche da lavoce.info) che l'operato di Brunetta ha conseguito una riduzione dell'assenteismo nella pubblica amministrazione statisticamente significativa migliorativa quindi rispetto alla tendenza comunque in diminuzione degli anni recenti.

Ho affermato quanto sopra basandomi sull'articolo Ma c'e' davvero un "effetto Brunetta"? del 2008, i successivi aggiornamenti (es. assenze per malattia: rettifica) e sul commento (del 2009) di Calvin & Hobbes e successivi, direi che questo "miglioramento statistico" sia quanto meno dubbio che sia dovuto all'operato del ministro. Questo perche' praticamente tutti i suoi provvedimenti sono stati ritirati, e intanto le assenze per malattia continuano a diminuire, come gia' facevano prima del suo intervento.

 

Ho affermato quanto sopra basandomi sull'articolo Ma c'e' davvero un "effetto Brunetta"? del 2008, i successivi aggiornamenti (es. assenze per malattia: rettifica) e sul commento (del 2009) di Calvin & Hobbes e successivi, direi che questo "miglioramento statistico" sia quanto meno dubbio che sia dovuto all'operato del ministro. Questo perche' praticamente tutti i suoi provvedimenti sono stati ritirati, e intanto le assenze per malattia continuano a diminuire, come gia' facevano prima del suo intervento.

Non citi l'ultimo intervento su nFA sul tema, Brunetta:_LaVoce.info_e_l'importanza_di_andare_alla_fonte. Li' puoi leggere:

Cerchiamo quindi di riassumere quello che sappiamo sull'"Effetto Brunetta".

1. La riduzione dell'assenteismo nei due trimestri finali del 2008 c’è. NEI DATI DISPONIBILI, e nel calcolo più ottimista consiste all’ incirca di una riduzione di un 20 per cento dell’assenteismo nel pubblico in eccesso su quello del privato.

Quindi analizzando seriamente e onestamente i dati disponibili RB ha ridotto il differenziale di assenteismo tra pubblico e privato italiano del 20%.  Sarebbe auspicabile che fossero disponibili piu' dati, e sarebbe auspicabile che RB coadiuvato da una stampa scadente e imbrogliona non facessero ridicole campagne di propaganda e disinformazione condite di dati campati in aria, ma alla fine di tutto, per quel che si puo' capire, la riduzione di assenteismo c'e' e non e' disprezzabile.

Ho riletto adesso l'articolo, grazie del link. Eppure anche li', subito sotto la prima conclusione, c'e' la seconda:

2. Se si tiene conto dell’effetto della selezione del campione, questo effetto si potrebbe ridurre in modo considerevole.

Il che significa essenzialmente che il 20% e' l'ipotesi piu' ottimistica (come correttamente citato nella conclusione 1). Sono comunque convinto che ci sia del bias in me - se non altro, perche' da un Nobel in pectore mi aspetterei molto di piu'.

Oltretutto rimane irrisolta (almeno così mi pare) una questione non trascurabile. Questo xx% che ha smesso di stare a casa è tornato a lavorare o è semplicemente tornato in ufficio? In certi settori dell'amministrazione pubblica le due cose non sono coincidenti.

confermo la riscostruzione di alberto: 20% e' la stima al piu' attendibile stando ai dati rappresentativi del 2008 e del 2009 (ragioneria generale e istat). indubbiamente un risultato tangibile.

notate che brunetta continua a reclamare un 30% sulla base della sua indagine (che non sconta il trend comune al settore privato, cosa che VA fatta, e che evidentemente qualche problema di autoselezione ce l'ha, anche se non drammatico come inizialmente pensavo io: i dati lo hanno dimostrato e io i dati li prendo seriamente).

continuero' ad aggiornarvi man mano che vengono rilasciati i nuovi dati.

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