Studio Aperto. Giornalismo d'inchiesta.

2 ottobre 2009 giorgio gilestro

Dove per inchiesta si dovrebbe intendere quella giudiziaria.

Trovo nel blog di Marco Pavan questa notizia

Giugno 2007

In quel di Mestre, un festival rock viene interrotto dal maltempo che fa cadere alcune impalcature, cosi' ferendo circa 25 persone. Questo un breve filmato dell'epoca (se ne trovano altri su youtube):

Settembre 2009

Tsunami a Samoa. Studio aperto racconta l'evento con alcune immagine esclusive:


Scova le differenze!

 

(da qui)

20 commenti (espandi tutti)

Non mi sorprende.. fossero soltanto questi i problemi di Studio Aperto mi sentirei sollevato! Se qualcuno ha avuto modo di seguirlo almeno una volta sa di cosa sono capaci... se dopo una notizia sulla guerra in iraq parlano della cellulite della Marini, o del cucciolo di Giraffa appena nato e indifeso...stiamo messi veramente bene! evviva i tg cazzari, propagandistici e amplificatori dell'ignoranza!

ahah. mi e' stato segnalato questo blog: http://odiostudioaperto.blogspot.com/ Effettivamente il cucciolo di giraffa c'e' (pallino). Il filmato dello tsunami e' un caso diverso pero': e' una balla bella e buona!

BTW, anche gli americani hanno qualcosa di simile FOX (~TG4 o Studio Aperto) e relativi media watchers ( http://www.newshounds.us/ )

BTW, anche gli americani hanno qualcosa di simile FOX (~TG4 o Studio Aperto) e relativi media watchers ( http://www.newshounds.us/ )

Bravo Giorgio!*

La cialtronaggine di Studio Aperto è notevole (ed ingiustificabile).

Però spesso in Italia si fanno paragoni tra SA/ TG4 e la BBC o il Times, ricoprendosi il capo di cenere per la superiorità anglosassone, mentre i termini di paragone dovrebbero essere FOX News, The Sun et similia.

Poi di superiorità anglosassone si può anche discutere paragonando il Corsera al Times ed il TG1 alla BBC ma appunto si paragonino "mele con mele e pere con pere"

PS

mi permetto il "tu" perchè mi sembra nello stile di Nfa (Palma escluso).

Mamma mia, Studio Aperto! Io l'ho visto solo qualche volta ma c'era ancora Liguori, a dirigerlo, l'ex Straccio di Lotta Continua...poi arrivò Giordano, mi pare, e ora, chi è che dirige le baracca?

Comunque, quella è una sbobba incredibile: ricordo servizi sui maglioncini dei cani; sugli aperitivi a Milano...ogni tanto, quando vogliono davvero cimentarsi con una prova da pulitzer, i "giornalisti" di Studio Aperto, inforcano gli occhiali da sole e si mischiano alla folla di piazza del Duomo a Milano e importunano i passanti con domande le più stronze a misura d'uomo. Tipo: esce sondaggio che dimostra che ora gli uomini fanno faccende casalinghe? Giù a chiedere alle coppie chi pulisce in casa...poi volendo fare la cosa rappresentativa fermano la signora impellicciata fresca di permanente; le orde di truzzi, emo e punk che affollano i selciati...per finire con gli immancabili fighetti meneghini.

Qui AG ha definito Studio Aperto il Tg4 dei piccoli;  beh vedendo mie cugini che hanno 15 e 10 anni, che passano il tempo su Italia 1 non mi sembra poi strano che anche il Tg della rete si allinei alla scelta editoriale complessiva: un ottenebramento generalizzato delle menti.

Io mi chiedo due cose. Quanto costa Studio Aperto e se i giornalisti non si vergognino di lavorarci.

Io ho un'amica che ci lavora (e' stata mandata li' per punizione dall'azienda) - e si vergogna, oh se si vergogna

(e' stata mandata li' per punizione dall'azienda)

 

Questa cosa mi fa morire...in Sardegna, nell'Iglesiente, i malfattori venivano mandati ad metalla, cioè a lavorare nelle miniere per punizione; la cosa è iniziata con i Romani, ma è andata avanti fino al fascismo. Figurarsi, anche un pontefice venne mandato in miniera a lavorare...bei tempi quelli!

Invece in Mediaset chi si comporta male è mandato ad cazzata, cioè a lavorare per fare cose come Studio Aperto.

Ps: l'unica cosa positiva è che almeno si vergogna.

Quanto costa Studio Aperto

Immagino costi per la pubblicità che produce e quindi per chi lo guarda. Certo non è informazione, ma credo che chi guarda SA si meriti SA. Io credo che la scelta editoriale non è, come dici, determinare un ottenebramento generalizzato delle menti. Molto più banale: offrire a menti ottenebrate ciò che vogliono...

Nei notiziari di Italia Uno l'informazione "seria" non costituisce esattamente il piatto forte, e le banalità adolescenziali, normalmente, hanno il sopravvento. Perfettamente in linea con il pubblico di riferimento, che apprezza filmetti di sdolcinata ambientazione scolastica americana, programmazione caratteristica di quella rete.

Io, però, non mi strapperei i capelli: come le edicole traboccano di periodici culturalmente desolanti - che hanno un pubblico molto numeroso ed attento solo alle tette nuove della starlette di turno, piuttosto che agli amorazzi estivi del divo televisivo - anche taluni (molti?) programmatori del piccolo schermo scelgono di rivolgersi ad una fascia di possibili consumatori che gradisce "grandi fratelli" et similia. Trattasi di banale calcolo commerciale.

Possiamo legittimamente - e lo facciamo - giudicare malissimo tale audience, le preferenze che esprime e le corbellerie di cui si pasce. Possiamo, evidentemente, dare un pessimo voto a chi tali gusti soddisfa, ma la cosa più semplice rimane ...... parlar d'altro.

Ad esempio, del fatto che un mezzo di comunicazione debba poter offrire ai suoi fruitori ciò che vuole e gli conviene, purché "con i denari suoi" ed in un mercato non ingessato. Ogni riferimento al cosiddetto - e mai abbastanza deprecato - servizio pubblico RAI sovvenzionato dal canone ed alla situazione di duopolio italica è puramente voluto.

 

Nei notiziari di Italia Uno l'informazione "seria" non costituisce esattamente il piatto forte, e le banalità adolescenziali, normalmente, hanno il sopravvento. Perfettamente in linea con il pubblico di riferimento, che apprezza filmetti di sdolcinata ambientazione scolastica americana, programmazione caratteristica di quella rete.

Mangio spesso in sala mensa con i miei dipendenti, c'è un televisore e loro cosa guardano? StudioAperto, appunto.

Ma lo sapevo già da prima, dai discorsi che sento alla macchinetta del caffè, che è gente "formata" da Italia1, vedere StudioAperto con loro è stata solo una conferma.

Sottolineo che la maggior parte (90%) di loro ha un diploma (professionale, ma pur sempre 5 anni sui banchi), quindi la cosa non è dovuta tanto al livello di bassa scolarità, quanto semmai di bassa formazione della scuola, che prepara i cervelli per interessarsi quel livello di intrattenimento e, quindi, di informazione (ma per discutere questo dovremmo aprire un blog a parte).

In sostanza, Italia1 fa bene il suo lavoro (e soprattutto non mi chiede soldi), identificando un target di clientela e servendole quello che cerca. Che poi questo contribuisca anche a far opinione è il lato negativo della medaglia.

Il problema vero è che i canali Rai seguono sempre più spesso questo "modello di business", questo si che meriterebbe un post.

 

Probabilmente mangiate alle 12.25 e non avete SKY. 

Prova a spostare l'ora della mensa alle 12.55 , magari guarderanno TG5 o TG2 o piuttosto preferiranno Studio Sport ! 

Comunque sono d'accordo con te che il problema è la scuola. 

 

Fantastico contributo. Grazie Giorgio.

no, è solo gossip e disinformazione. prima della sentenza definitiva arriverà una legge ad hoc per sanare la situazione e tutti i sinceri liberali d'italia esulteranno.

magari sbaglio, ma mi pare che sia sbagliato anche nel concetto: parla dello tsunami come se fosse un uragano. Che c'entra la pioggia e il vento con un'onda che arriva dal mare

Io tempo fa ho coniato un neologismo: giornalari.

 

Io tempo fa ho coniato un neologismo: giornalari.

Perche' coniare un neologismo, quando c'e' gia' una parola adatta?

Pubblicisti. In fondo il loro lavoro non e' molto diverso da quello di chi confeziona uno spot (anche se -devo dire- la qualita' degli spot e', in media, nettamente migliore: forse quelli li pagano meglio :)

carminat, giusto una precisazione. un pubblicista non è necessariamente un incompetente. è una persona che ha lavorato per anni (spesso sottopagato) come giornalista. quello che gli manca è l'esame...

un giornalista professionista può benissimo coniare un servizio come quello di studio aperto. e meriterebbe di essere radiato dall'ordine, o quasi (per quel che può servire...)

A me sembra un brillante esempio di giornalismo creativo.

E poi si parla di informazione non libera... in Italia c'e' il massimo di liberta', specie sulle reti Mediaset (dove stanno i giornalisti buoni).

 

A proposito di giornalismo:

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Lettera aperta a Santoro, per un vero Anno Zero
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Caro Santoro,

non son altro che un qualsiasi cittadino di quelli che tu informi su tante questioni spinose.

Ebbene, permettimi di chiederti: lo vogliamo fare un deciso passo avanti? Oppure vogliamo stare a piangere tutta la vita davanti a trasmissioni come la tua, quella della Gabanelli ed altre ancora, nel vedere quanto male le cose vadano, senza che vi sia, in apparenza, alcuna speranza che possano cambiare?

Caro Santoro, la vita è semplice: se tu, la Gabanelli ed altri, per altro preziosissimi, professionisti, non andate mai oltre quella continua esposizione di corruzione e sofferenza che tanto abbondano di questi tempi, nemmeno i vostri telespettatori, nemmeno noi potremo mai fare un passo avanti.

Voi di fatto siete i nostri riferimenti. Siete una delle punte avanzate di un movimento purtroppo ancora a torto chiamato "progressista" perché in verità è fermo ormai da quarant'anni. Se, invece di farci solo piangere od incazzare, voi che siete in TV proponeste qualcosa degno della creatività, della genialità, dell'inventiva del popolo degli umani, noi umani potremmo avanzare, evolvere, maturare.

Invece a parte quelle striminzite "buone notizie" che ci propina la Gabanelli, che possono risolvere qualche emergenza ma di certo non cambiano il sistema, voi continuate ad essere bloccati sullo sfacelo che è la presente realtà. E di conseguenza tenete bloccati pure noi!

Benedetti allora John Lennon, Martin Luther King e tutti i visionari come loro, perché è l'immaginazione, è il sogno, è il desiderio che ad un certo punto occorre e conta!

Una volta che ci siamo resi conto di quanto faccia pena la realtà attuale, lasciamola perdere, mettiamola un momento da parte e fiduciosi impegnamoci a soddisfare quelle esigenze che da tempo richiamano la nostra attenzione con adeguate innovazioni che possono trasportarci dalla presente situazione ad una un miliardo e mezzo di volte migliore!

Non state sempre a fare i reporter. Voi siete innanzitutto esseri umani. Ed un essere umano non può raccontare ed analizzare per l'eternità. Ad un certo punto deve andare avanti, sintetizzare immaginando concretamente il mondo in cui desidera vivere.

Ti/vi saluto allora dandovi quattro indicazioni, quattro input sulle questioni che la società deve inevitabilmente affrontare se vuole avanzare e che solo voi in RAI potete degnamente portare alla pubblica attenzione:

http://la-questione-pubblica.hyperlinker.org
http://la-questione-superstiziosa.hyperlinker.org
http://la-questione-demografica.hyperlinker.org
http://la-questione-proprietaria.hyperlinker.org

Caro Santoro, basta con lo sguazzare nella nostra misera condizione attuale. Noi umani abbiamo grandi capacità evolutive e possiamo compiere dei veri prodigi, a patto che quelli che si sono messi davanti la smettano di fare da tappo al progresso e si decidano ad andare effettivamente in avanti.

Ecco: ti dispiacerebbe cominciare con l'asserire la necessità di redistribuire democraticamente, periodicamente, i ruoli della Funzione Pubblica?

Vive cordialità,

Danilo D'Antonio
tel. 339 5014947

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