I tifosi degli Yankees e dei Red Sox non si menano.

30 ottobre 2006 gian luca clementi
Uno dei fenomeni italici di cui non riesco a capacitarmi e' la violenza negli stadi e, soprattutto, la rassegnazione con cui il Governo, gli amministratori locali, e gli stessi cittadini, accettano la violenza stessa come un dato di fatto, qualcosa di endemico che non si possa sradicare.

Di recente mi sono accorto che ora gli stadi italiani hanno settori, larghi anche una ventina di metri, che non sono destinati al pubblico e rimangono sempre vuoti. La loro funzione e' di cuscinetto tra il settore riservato ai tifosi ospiti e il resto dello stadio. Deve essere stata una delle trovate dell'immaginifico Pisanu. Non basta la separazione, dunque. Pare necessario evitare persino la vicinanza, tra i tifosi di squadre avversarie. All'Olimpico di Torino (ex-Comunale, e presto Stadio Grande Torino), ce ne sono addirittura due, di questi cuscinetti, perche' il settore ospiti per le partite della Gobba e' presso la curva Maratona, mentre quello per le partite del Magico Toro e' vicino alla curva dei tifosi vestiti da carcerati. :-) Da sempre, poi, gli stadi hanno imponenti recinzioni che separano le tribune dal campo, per evitare invasioni di campo da parte degli spettatori. Fino a non molti anni fa c'erano addirittura fossati, di reminiscienza medievale. Penso che siano stati rimossi perche' pericolosi.

L'idea stessa di settore riservato agli ospiti e' impensabile negli Stati Uniti. Una delle rivalita' piu' accese nello sport americano e' quella tra le squadre di baseball degli New York Yankees e dei Boston Red Sox, che si incontrano ben 18 volte l'anno, play-off esclusi. Data la facilita' con cui gli americani si trasferiscono da una citta' all'altra, l'area attorno a New York e' piena di tifosi Red Sox, cosi' come quella attorno a Boston e' piena di tifosi Yankees. Siccome i tifosi dei Red Sox ci tengono molto a farsi notare a Yankee Stadium, indossano il tipico cappellino della loro squadra durante la partita. Ovviamente, abitando a New York, molto spesso vanno allo stadio con i loro amici sostenitori degli Yankees, e siedono in mezzo ad un mare di tifosi Yankees. Nessuno, tra questi ultimi, si sognerebbe di assalire, anche verbalmente, i tifosi della squadra avversaria. Lo stesso vale per l'atteggiamento nei confronti dei giocatori avversari. Le massime manifestazioni di antipatia dei tifosi Yankees verso i giocatori dei Red Sox consistono in fischi e 'boo'. Niente invettive, niente 'fuck you', che e' l'analogo dell'italico 'vaffa',... Uno spettatore che andasse in escandescenze, similmente a quando accade agli ultras italici, sarebbe allontato immediatamente dal personale dello stadio. E se si rifiutasse, interverrebbe la polizia. L'invasione di campo, poi, e' non e' proprio concepibile. Porterebbe all'arresto, ad un processo, e possibilmente ad una pena detentiva.

Qualcuno mi spiega perche' in Italia ci si dovrebbe accontentare di un livello di violenza maggiore di zero?

6 commenti (espandi tutti)

ho appena visto, 10 minuti fa, Fever Pitch, film stupidino ambientato nella rivalita' Red Sox-Yankees per renderlo appetibile agli americani. Proprio questo pero' commentavo con mio figlio; questo invidio agli americani, che il "ball park" e' una esperienza dafamiglia al barbecue, senza violenza alcuna nelle retrovie.

In Italia il calcio e' super esasperato e come tale anche il tifo.
Una soluzione proposta (Ministro Melandri) sarebbe quella di mettere
come responsabile della sicurezza all'interno degli stadi le stesse
societa' di calcio (lo fanno gia' in Inghilterra) e non il ministero
degli interni come accade adesso. Secondo me sarebbe una buona
soluzione per almeno due motivi:

1- non si sprecherebbe denaro
pubblico (carabinieri, polizia, ristrutturazione stadio). I soldi
dovrebbero metterle le societa' di calcio che non vogliono!

2- si eliminerebbero le connivenze che esistono tra teppistelli (strumentalizzati ad arte) e societa' di calcio...

 

Volevo
segnalare, pero' che ci sono altri sport in cui l'Italia e' simile (per
fortuna) agli States. Un esempio e' il rugby, che e' molto cresciuto
negli ultimi ma il clima del tifo e' veramente famigliare. Speriamo che
i soldi non lo rovinino...

 

Di fossati medievali ce ne sono ancora...vedi stadio San Paolo di Napoli...pericolosissimo!! Ricordo anche di qualche ferito grave a causa di cadute in quelle aperture vicino al terreno. Tra le altre genialate che sono state inventate negli anni per ammortizzare la veemenza dei facinorosi ricordo anche le reti metalliche anti razzi sopra le tribune degli ospiti...anche per questo, vedi napoli ma anche torino e milano...altro che semplici partite, vere e proprie battaglie!  

Nessuna difesa e giustificazione possibile per la violenza negli stadi italiani, ovviamente.

due precisazioni, tuttavia:

1. seguendo quanto diceva stefano, non e' chiaro se si tratti di un "Italy effect" o di un "soccer effect" "soccer*italy effect". Quando vivevo in italia seguivo altri sport piu' "dal vivo" (in particolare basket e volley) -- grande animosita' verbale nei palazetti dell sport, ma pace fuori, anche per le partite piu' calde (ricordo ad esempio un messaggero ravenna- maxicono parma di pallavolo, partita bellissima e tiratissima, tifo scatenato, ma nessun fatto fisico ne' prima ne' dopo ne' durante la partita).

2. Non e' cosi' vero che i tifosi americano non diventano violenti. Ad esempio, proprio dopo il leggendario come back dei Red Sox sugli yankee, due anni fa, a boston (dove vivevo) e' successo di tutto: incendi per strade, auto e altri beni distrutti, una ragazza di vent'anni uccisa dalla polizia, arresti etc...non credo questo sia riportato in "Fever pitch", ma vi assicuro che hanno fatto ben piu' casino e danni di quando, diciamo, un milan o una Juve (o una Roma!) vincono uno scudetto. Vero, nessuna violenza contro i tifosi dell'altra squadra, but still....

 

no, in "fever pitch", sono tutti allegri e ballano per le strade, e i ns. beniamini si baciano alla fine

Questi "tifosi" non finiscono mai di stupire (vedi corriere.it ), che vergogna...

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