Too big to be prosecuted

25 febbraio 2010 giulio zanella

Quando la dottrina italiana supera quella americana.

Il ministro Claudio Scajola ha oggi candidamente affermato:

«Ogni iniziativa giudiziaria che vuole riportare la legalità è ben accolta ma non c'è dubbio che ogni iniziativa giudiziaria ha dei contraccolpi. C'è bisogno di una moralità più forte ma anche di non destabilizzare il sistema»

Traduco, anche se non è necessario da quanto è chiaro:

Si, vabbé, ci sono le leggi, e ci sono pure un sacco di manigoldi che le violano ma sono tanto potenti nell'economia e nella politica del paese. Sarebbe bello se fossero onesti, ma non lo sono. E non potete mica perseguirli tutti, se no destabilizzate il sistema!

Per una volta siamo un passo oltre gli americani! Loro applicano la dottrina del "too big to fail" per salvare le grandi banche dal fallimento, noi applichiamo una nuova e ben più potente dottrina, "too big to be prosecuted", troppo grande per essere perseguito a termini di legge (figurarsi condannato!): le regole possono essere calpestate per salvare amministratori fraudolenti e politici corrotti e corruttori.

No, la "dottrina Scajola" non è più realista del re, è semplicemente e profondamente indecente, immorale, o più semplicemente stupida e rivelatrice del marciume e della illogicità nelle quali sguazza il Belpaese. In quale paese civile perseguire a termini di legge chi intasca in modo fraudolento denaro pubblico, chi corrompe, e chi si fa corrompere vuol dire destabilizzare? Eliminare amministratori che invece di competere e innovare congegnano frodi fa forse male alle imprese? Eliminare dal mercato aziende grandi o piccole che sono profittevoli solo se frodano fa forse male all'economia? Eliminare dalla scena politica personaggi che si fanno corrompere e che vanno a braccetto con mafiosi e camorristi fa forse male al funzionamento delle istituzioni?

Ma staranno mica sentendo arrivare qualcosa di grosso, di molto grosso e si sono messi in moto perché dopo il 1992 hanno imparato come fare e non si faranno certo fottere un'altra volta dalla legge che è uguale per tutti? Sarà una coincidenza che la procura della Cassazione proprio oggi ha chiesto che venga dichiarata la prescrizione del reato di corruzione per il quale è indagato David Mills?

25 commenti (espandi tutti)

L'articolo linkato da Giulio definisce così quel che ha detto Scajola. Mah...

Lo so, quello che si legge sui giornali è molto brutto e preoccupante. Per esempio, Berlusconi che dice che i partiti non devono tollerare la corruzione (vuol dire che finora l'avevano tollerata?) e poi rifiuta le dimissioni di Cosentino e Bertolaso e in più dice che le intercettazioni sono da stato di polizia. D'altronce il centro-destra si sa che potrebbe avere un conflitto di interessi sulla corruzione.

Quello che preoccupa è il clima in cui avvengono tutte queste indagini e più in generale il clima dell'ultimo anno: gli italiani ne hanno viste veramente di cotte e di crude (dal caso delle escort a quello dei transessuali a quello dei giornali e delle televisioni usate in maniera mirata per screditare il nermico, come con Boffo, o accreditare sè stessi, come con Minzolini, a indagini serie che toccano politici di primo piano). Eppure l'opinione pubblica asservita e il paese non sembrano scossi. L'opposizione sembra così debole e insipiente che tutto quello che riesce a fare nel bel mezzo degli ultimi scandali è mettersi a litigare sul fatto di fare le primarie in Puglia oppure no e poi fare scioperi della fame e lotte interne nel Lazio. Queste cose i cittadini non le capiscono: perché i politici dell'opposizione non fanno il loro mestiere e invece si mettonoa  fare giochetti autoreferenziali?

Ecco, questo lascia di sasso: l'indiffierenza in cui tutto questo passa. Non c'è neanche un sussulto di dignità! Povera Italia...

bah, sono un po' stanco di sentirmelo dire. davvero un po' stanco (questo è il massimo della mia capacità di eufemismerizzare). cosa può fare, secondo lei, esattamente, il cittadino comune?

non un professore universitario, non un giudice, non un ufficiale dell'esercito o di polizia, non un giornalista o un avvocato. qualcuno che non detiene potere.

mobilitare l'opinione pubblica? ho imparato nel 2001 come potrei sensibilizzare l'opinione pubblica, quando le mamme dei miei amici (tipi tranquilli -- no centri sociali, no attivismo, moderati, non-violenti -- , che erano andati a genova animati da ideali forse ingenui, ma sostanzialmente diversi da quelli che i media allora incollarono sulla loro presenza) accusavano i loro figli di essere dei vandali e dei delinquienti.

fare politica? lo vedo tutte le volte che discuto con i miei conoscenti che "fanno politica" e che scopro piegarsi ogni volta di più alla gerontocrazia che affligge anche le più piccole sedi di partito; o con quelli che all'interno dei movimenti non istituzionali dedicano tempo e denaro, e mettono le mani nel sangue e nella merda (veri, però), alla mera sopravvivenza di detti movimenti.

votare? io voto, è l'unica cosa che non mi sono stancato di fare (be', e di discutere). ma ho seri dubbi che serva a qualcosa.

dovevo studiare? ho studiato. dopo il dottorato ho insegnato e fatto ricerca, poi necessità economiche mi hanno allontanato dalla ricerca fino al momento in cui la mia docente, onesta -- sono stato fortunato--, mi ha detto chiaramente che non ci sarebbe stato spazio per me in università (cordata accademica troppo poco potente, vanno così le cose, no?). adesso ho un contratto come tecnico informatico (sono altro, ma che importa) e, mentre cerco di tenere il passo con la ricerca, cerco lavoro all'estero. non mi considero una vittima: ho fatto le mie scelte (se non avessi voluto creare una famiglia e se avessi fatto il dottorato altrove, per esempio, le cose sarebbero molto diverse, ora).

però mi girano i coglioni (ops, devo aver scordato l'eufemistica da qualche parte), quando sento dire che non c'è indignazione. c'è. non è l'indifferenza che ci manca, ma la possibilità di agire.

L'opposizione sembra così debole e insipiente che tutto quello che riesce a fare nel bel mezzo degli ultimi scandali è mettersi a litigare sul fatto di fare le primarie in Puglia oppure no e poi fare scioperi della fame e lotte interne nel Lazio. Queste cose i cittadini non le capiscono: perché i politici dell'opposizione non fanno il loro mestiere e invece si mettonoa  fare giochetti autoreferenziali?

 

Michele, spero che queste tue domande siano retoriche. Il PD tace perche' hanno le mani sporche come quelli di destra. Ti e' sfuggita la candidatura a presidente della Campania?

Hoederer [Bassolino,Scajola, etc...]- Quante chiacchiere! se non vuoi correre rischi, non devi fare della politica.

Hugo [uomo comune un pò perbenista]- Io non voglio correre questo genere di rischi.

Hoederer - Benissimo: e come conservare il potere?

Hugo - Perché prenderlo?

Hoederer - Sei pazzo?....

Hugo - A queste condizioni non si deve prendere il potere.

Hoederer - Che cosa vorresti fare del Partito? Una scuderia per cavalli da corsa? A che serve arrotare un coltello tutti i giorni, se non lo si usa mai per tagliare? Un Partito è sempre e solo un mezzo. Non c’è che un solo scopo: il potere.

....

Hugo - Non tutti i mezzi sono buoni.

Hoederer - Tutti i mezzi sono buoni quando siano efficaci.

....

Hugo - E il mezzo migliore che abbiate trovato per lottare contro di essa è l’offrirle di dividere il potere con voi?

Hoederer - Proprio così. Oggi è il mezzo migliore. (Pausa). Come tieni alla tua purezza, ragazzo! Come hai paura di sporcarti le mani. Ebbene, resta puro! A che cosa servirà e perché vieni tra noi? La purezza è un’idea da fachiri, da monaci. Voialtri, intellettuali, anarchici, borghesi, vi trovate la scusa per non far nulla. Non far nulla, restare immobili, stringere i gomiti al corpo, portare guanti. Io, le mani, le ho sporche. Fino ai gomiti. Le ho affondate nella merda e nel sangue [Do you remember Rino Formica ndr.]. E del resto? Credi proprio che si possa governare innocentemente?

Jean-Paul Sartre, 1948, Le mani sporche, sesto quadro, scena seconda

 

Eh, no. Non puoi ricordare la più celebre espressione di Rino Formica a Michele e me

right on target, come sempre. e non c'e' dubbio che da sempre sia cosi', per cui puo' stupire che uno si stupisca.

pero' "no hugo, no drama", no? :-)

Erano domande retoriche, non penso che l'attuale centro sinistra sia più presentabile del centro destra. :-)

Non destabilizzare il sistema significa che in Italia esistono sistemi di regole non scritti -ma conosciuti- che, per così dire, completano l'ordinamento "positivo".

E' interessante il riferimento del ministro ad una "moralità più forte". Si riferisce -evidentemente- a quel guazzabuglio di regole, spesso riferibili ad un'etica di tipo deontologico, che consentono di mantenere moltissime ingiustizie.

La tendenza si invertirà quando una serie di funzionari pubblici, di giudici, di professionisti etc., improvvisamente smetterà di applicare regole palesemente ingiuste assumendosene la responsabilità. Un Jefferson italiano ancora non c'è stato, ma non è mai troppo tardi.

E' interessante il riferimento del ministro ad una "moralità più forte". Si riferisce -evidentemente- a quel guazzabuglio di regole, spesso riferibili ad un'etica di tipo deontologico, che consentono di mantenere moltissime ingiustizie.

In passato mi era capitato di intrecciare discussioni su questioni filosofiche ed etiche su nFA, quindi mi ha incuriosito imbattermi in questa affermazione. Incuriosito, nel senso però che non la capisco, non mi è chiara. Cioè mi viene da dire, quantomeno per precisare, che (1) non so esattamente a che "moralità più forte" faccia riferimento Scajola, (2) potrebbe far riferimento, comunque (cioè non è escluso), ad una moralità che consideri il rispetto (formale e sostanziale) delle leggi un imperativo "inderogabile", sulla qual cosa non potrei che essere d'accordo, (3) sul "ma anche" non sono, ovviamente, d'accordo... (4) da dove si dedurrebbe, nella menzione alla moralità di Scajola, il riferimento a regole... che consentono di mantenere moltissime ingiustizie? (5) non ho capito la connessione fra "etica di tipo deontologico" e le moltissime ingiustizie. Insomma in pratica non ho capito il commento, però mi è parso che si volesse, inter alia, mettere in cattiva luce l'"etica di tipo deontologico", della qual cosa vorrei quantomeno capire le ragioni.

RR

Cedo volentieri alla provocazione, anche se ho l'impressione che apriamo un tema sterminato, oltre che affascinante.

L'affermazione di Scajola, ripresa praticamente da tutti i telegiornali è

Sì a una moralità più forte

ma

attenzione a non destabilizzare il sistema.

Trovo questi due enunciati, e la coungiunzione avversativa che sta fra loro, di una chiarezza sorprendente, non a caso l'affermazione proviene da un autorevolissimo rappresentante del berlusconismo istituzionale. Spiegano secondo me molto della politica e della società degli ultimi anni.

Normalmente pensiamo alle morali di tipo deontologico come a delle norme-limite, di matrice universalistica, oltre i quali un sistema non può andare. Se io posso corrompere -e tutti potessero corrompere- allora il sistema degli interessi crollerebbe. La norma-limite "non puoi corrompere" è un limite al sistema degli interessi e dei comportamenti.

Scajola nella sua affermazione rovescia -berlusconicamente- i termini della questione dicendo che il sistema è il limite oltre il quale non si possono spingere le norme morali. Non viceversa, come pensavamo di essere abituati a pensare, quando pensavamo che le norme fossero il limite oltre il quale il sistema non si dovesse spingere. Rovescia il ruolo della deontologia: in una prospettiva rovesciata le norme di tipo "non devi" funzionano a rovescio.

Lo vediamo oggi, in cui una norma prescrittiva ci dice "non devi perseguire un corrotto, anche se hai le prove".

E' straordinariamente rivelatrice, poi, l'espressione moralità più forte. Innova rispetto ad una tradizionale concezione della moralità come scelta. Se sto per prendere una tangente, sto per uccidere un uomo o tradire mia moglie un conto è riferirmi ad una moralità che mi dice quale direzione prendere, un altro conto è riferirmi ad una moralità più forte, ma senza destabilizzare il sistema (magari il sistema delle mie pulsioni sessuali...).

Un'etica che dice cosa non fare a meno che... è variamente strumentalizzabile, non ti pare?

Per questo trovo l'affermazione di Scaiola di una chiarezza fondamentale, finalmente un deciso passo in avanti rispetto a Kant (deontologia) ed Aristotele (classicità).

Non era una "provocazione", volevo capire il commento, e devo ammettere che non ci sono riuscito granchè neanche stavolta, nonstante la tua prolusione. Senz'altro è perché, come premetti anche tu, il tema è sterminato.

Per "moralità" intendo banalmente la concezione che uno ha del bene, cioè di cosa è buono, o giusto, con riferimento alle azioni, ai comportamenti, alle mores, sia che ci si riferisca all'individuo o ad un gruppo (e in particolare ad un gruppo generale che si è dato un ordinamento giuridico).

Con ciò in mente, la frase di Scajola la interpreto naively più o meno come l'autore del pezzo, giulio zanella, ma non mi ritrovo granchè nella tua parafrasi/ricostruzione. Comunque non voglio forzare nessuna discussione, sarà per un'altra volta. Cheers.

RR

In breve sia tu che Zanella considerate "immorale" la frase di Scajola sulla morale che intende seguire.

Entrambi siete sul piano di una morale "deontologica" (=del limite e del divieto).

Ciao

In breve sia tu che Zanella considerate "immorale" la frase di Scajola sulla morale che intende seguire.

Entrambi siete sul piano di una morale "deontologica" (=del limite e del divieto).

 

E quindi? Qual è il punto?

Voglio dire: Aristotele?! Kant?! Ma a cosa serve scomodare letteralmente i massimi sistemi? Qui non è il caso di usare il bulino della riflessione filosofica...in quelle parole che commentiamo c'è tanta di quella m....a che conviene usare la vanga per fare spazio.

E comunque, se anche si facesse ricorso al consequenzialismo, all'utilitarismo, all'etica della virtù o a qualunque altro approccio, secondo me l'insofferenza della banda sarebbe la medesima.

Poi, oh, la cultura è sempre un piacere ;)

Mi sembrava evidente che Aristotele e Kant erano battute, rispondevano ad un'imbeccata.

Però metterla sul semplice piano della "merda", come fai tu, mi sembra troppo semplicistico.

L'intero potere berlusconiano (comunque lo si veda) si è di volta in volta fondato su leggi e regole (legge mammì, prescrizione breve, concessioni, mercato finanziario etc.) opportunamente interpretate. Mi vengono in mente le riflessioni di Colombo su perché finì Mani Pulite.

Buona guida al pensiero è questo testo che Gustavo Zagrebelsky leggerà stasera a Genova.

RR

Ma "legalità" e "moralità" non sono la stessa cosa.

Mi sembra significativo il seguente passo di un discorso di Paolo Borsellino del 1989 (1989!):

« L'equivoco su cui spesso si gioca è questo: si dice quel politico era vicino ad un mafioso, quel politico è stato accusato di avere interessi convergenti con le organizzazioni mafiose, però la magistratura non lo ha condannato, quindi quel politico è un uomo onesto. E NO! questo discorso non va, perché la magistratura può fare soltanto un accertamento di carattere giudiziale, può dire: beh! Ci sono sospetti, ci sono sospetti anche gravi, ma io non ho la certezza giuridica, giudiziaria che mi consente di dire quest'uomo è mafioso. Però, siccome dalle indagini sono emersi tanti fatti del genere, altri organi, altri poteri, cioè i politici, le organizzazioni disciplinari delle varie amministrazioni, i consigli comunali o quello che sia, dovevano trarre le dovute conseguenze da certe vicinanze tra politici e mafiosi che non costituivano reato ma rendevano comunque il politico inaffidabile nella gestione della cosa pubblica. Questi giudizi non sono stati tratti perché ci si è nascosti dietro lo schermo della sentenza: questo tizio non è mai stato condannato, quindi è un uomo onesto. Ma dimmi un poco, ma tu non ne conosci di gente che è disonesta, che non è stata mai condannata perché non ci sono le prove per condannarla, però c’è il grosso sospetto che dovrebbe, quantomeno, indurre soprattutto i partiti politici a fare grossa pulizia, non soltanto essere onesti, ma apparire onesti, facendo pulizia al loro interno di tutti coloro che sono raggiunti comunque da episodi o da fatti inquietanti, anche se non costituenti reati. »
   

Non ci sono dubbi che la corruzione sia uno dei mali peggiori del paese.

Ma quando dichiari una persona corrotta? quando parla un pentito? quando lo arresti? quando vi è una sentenza di primo grado? 

 

Perchè diventerebbe facile usare dei pentiti far arrivare veline che dichiarino tizio o caio corrotto no?

Il sistema paese è talmente complesso arzigogolato e barocco che porta con il se concetto di favore va tutto tirato giu e rifatto da capo ci vuole la forza e la voglia di fare una cosa del genere.

Solo che se si facesse così si sentirebbero urla che i demoni esorcizzati sono niente e la voce del diavolo riesce sempre ad essere suadente 

Io direi che più che "too big to fail" la dottrina Scajola si può sintetizzare con "qui le cose, più le giri più puzzano"!

Comunque davvero siamo senza speranza. Davvero non è possibile essere dei moderati in Italia perchè in Italia il moderatismo è solo la maschera che dei sovversivi si mettono per sembrare rispettabili quando in realtà sono solo dei malfattori. Tutti i toni stemperati, il rispetto per le istituzioni che alcuni predicano per i poveracci sono solo il randello che mettono da parte quando si tratta di proteggere amici e compari.

Io sogno Napolitano che in un lampo di lucidità sconvolta e sconsolata, interrompa i TG serali, e annunci a reti unificate che essendo un paese di merda c'è bisogno di decisioni drastiche...

A parte Scajola, leggo che la procura ha chiesto il commissariamento di Fastweb. Dal poco che ne capisco, probabilmente si riferiscono all'amministrazione straordinaria, che dovrebbe essere riservata alle aziende insolventi. Non a caso l'AD PArisi parla di "uso improprio dello strumento" e secondo me ha ragione. Volendo a tutti i costi arrampicarsi sugli specchi, potrebbe avere ragione Scajola?

il commissariamento non riguarda l'insolvenza ma servirebbe - attraverso una figura terza - ad evitare il rischio di perdita di prove in quanto tra le persone soggette a indagine o riscontri figurano anche alcuni dirigenti. Fastweb indica come improprio il commissariamento adducendo come del tutto nuova l'attuale azienda rispetto al momento in cui i reati si sarebbero svolti. al netto di un linguaggio che di giurico...non ha nulla, le cose dovrebbero stare più o meno così

Grazie del chiarimento, mi ha aiutato nella ricerca con google :-) Infatti cercando "diritto penale"+commissariamento ho trovato subito questo articolo. Pare che si tratti della dlgs 231 del 2001

Art. 5.
Responsabilita' dell'ente

1. L'ente e' responsabile per i reati commessi nel suo interesse o a suo vantaggio:
a) da persone che rivestono funzioni di rappresentanza, di amministrazione o di direzione dell'ente o di una sua unita' organizzativa dotata di autonomia finanziaria e funzionale nonche' da persone che esercitano, anche di fatto, la gestione e il controllo dello stesso;
b) da persone sottoposte alla direzione o alla vigilanza di uno dei soggetti di cui alla lettera a).

2. L'ente non risponde se le persone indicate nel comma 1 hanno agito nell'interesse esclusivo proprio o di terzi.

 

E' di oggi una ulteriore declinazione del "too big to.." Nel Lazio pare che il PDL non abbia rispettato il termine per la presentazione della propria lista alle regionali.

Bene, secondo la candidata Polverini: "Sono convinta che si tratti solo di un fatto burocratico. Non credo che al Pdl, il maggior partito del Lazio e di Roma, possa essere impedito l'accesso alla competizione elettorale. La burocrazia non uccida la democrazia. Lancio un appello al capo dello Stato: garantisca a tutti i cittadini, anche quelli del Pdl di esprimere il proprio voto". Aggiunge Storace: ""La magistratura usi buonsenso. L'esclusione del Pdl dalle Regionali avrebbe il sapore di un colpo di Stato" (grassetto mio, citazioni da Repubblica.it di oggi).

Quindi, se un partito, seppur grande, non rispetta una regola banale come una scandenza per la presentazione delle liste, si può invocare addirittura il Presidente della Repubblica. In aggiunta, si associa l'eventuale rispetto di una regola del genere alla morte della democrazia e a un colpo di Stato.

 

si associa l'eventuale rispetto di una regola del genere alla morte della democrazia e a un colpo di Stato

Melius: si associa l'eventuale far rispettare una regola del genere alla morte della democrazia e a un colpo di Stato.

E' il controllo di legalità che crea problemi. E' un impedimento a Bertolasare ciò che si vuole. E ciò che Io voglio è sacro, perchè Io sono come Dio.

RR

La burocrazia non uccida la democrazia.

Ecco, una ferita. Secondo i 3 (tre) coordinatori del PdL è un vulnus alla democrazia.

RR

Inizia una nuova discussione

Login o registrati per inviare commenti