Tre pagine imbarazzanti ed una vera

29 marzo 2010 michele boldrin

Quando, circa due settimane fa, Giulio Tremonti ha pubblicato un testo di difesa della sua politica economica, mi son lanciato a criticarlo. L'intenzione era quella di sbugiardare ancora una volta le retoricamente vuote, logicamente incoerenti e, spesso, fattualmente false affermazioni di Voltremont. Poi mi son fermato ed ho atteso dieci giorni per finirlo e pubblicarlo. Perché contiene una verità, già nota ma sempre più difficile da accettare: è meno peggio lui dell'alternativa oggi in campo.

A differenza dell'ultima uscita, che occupava sette pagine dell'organo del sindacato collaterale, questa dura quattro pagine (nella versione on line) del giornale di partito ed è scritta e firmata di proprio pugno.

Di pura propaganda elettorale si tratta; se sia servita a qualcosa lo sapremo stasera. Vista la qualità di ciò che dice, verrebbe da augurarsi di no ... senonché, ad un certo punto della lettura, m'ha colpito allo stomaco, per l'ennesima volta, la verità che vi ho anticipato nel sommario.

L'incipit è Voltremont d'annata: il Ministro dell'Economia dell'ennesimo sgovernicchio berlusconiano (quello del tanto dire e poco fare 'ché tra il dire ed il fare ci son di mezzo minorenni d'acquisire, trasmissioni da censurare e processi da impedire) ci rispiega le sue grandiose teorie ed i suoi progetti per lo sviluppo economico italiano. Il risultato è prevedibile: fanfan-peronismo, incoerente sul piano logico e straccione su quello empirico. 

Voltremont, anzitutto, rimanda al mittente l'accusa di immobilismo:

in questi 22 mesi di governo Berlusconi sono state discusse due leggi finanziarie e 12 specifici provvedimenti economici. Si può dire che non è stato fatto abbastanza, ma davvero non si può dire che non è stato fatto niente e dire che tutto è stato fatto male, come mi sembra sia stato detto, mi pare oggettivamente eccessivo, politicamente massimalista e statisticamente fallace.

Cosa c'entri la statistica lo sa solo lui perché non c'è niente di casuale in tutto questo; sarà per impressionare Brunetta ... Due finanziarie: ne devi fare una all'anno per legge e son due anni che sei in carica! Potresti averne anche preso 112 di provvedimenti economici: se son tutti irrilevanti come quelli che elenchi hai comunque fatto niente, Signor Voltremont. Ma, oramai lo sappiamo, la laurea in legge inclina alla sofistica, procediamo e veniamo alla lista della spesa, che è più divertente perché PROVA che davvero ha fatto il niente, pur agitandosi tanto e parlando ancor di più. La numerazione è mia.

(1) abbiamo garantito i depositi bancari nel pieno della crisi;

Visto che non c'era alcun rischio, né segnale, di un "run on the banks", avete perso tempo ad emettere una garanzia inutile che ha, probabilmente, solo alimentato panico. Ossia, avete fatto meno di niente.

(2) abbiamo ammesso l'intervento dello Stato nel capitale delle banche a tutela dei risparmiatori;

La seconda parte (tutela) è un non-sequitur logico ed una bestemmia empirica (quando lo stato è entrato nelle banche, in Italia ed altrove, è quasi sempre stato per tassare i risparmiatori). Inoltre, siccome il vostro capitale (graziaddio) non l'ha voluto nessuno (e te la sei presa perché non volevano farsi controllare da te) avete perso tempo producendo una "ammissibilità inutile". Insomma, di nuovo meno di niente.

(3) abbiamo permesso la garanzia dello Stato sulle obbligazioni bancarie;

idem con patatine fritte ...

(4) abbiamo emesso strumenti ibridi di patrimonializzazione per 4 miliardi;

qui invece idem con patate al forno.

(5) abbiamo potenziato da 300 milioni a 2 miliardi ed esteso agli artigiani il Fondo centrale di garanzia;

ossia, aggiungendo una riga ad una dotazione avete aumentato di 1,8 la spesa pubblica potenziale. È servito a qualcosa?

(6) abbiamo ampliato l'emissione della Cassa depositi e prestiti, portando a 8 miliardi il plafond per i finanziamenti a medio e a lungo termine delle piccole e medie imprese;

sulla Cassa DD.PP. abbiamo già detto nel libro. Qui Voltremont conferma di volerla sempre più utilizzare per intervenire surretiziamente nella struttura industriale italiana, violando sia lo spirito delle direttive UE sia la lettera delle funzioni che della Cassa DD. PP. dovrebbero essere proprie.

(7) abbiamo incrementato per 18 miliardi le autorizzazioni di cassa per il pagamento dei residui passivi, residui accumulati da chissà chi;

ossia, avete fatto una minuscola parte del vostro dovere.

(8) abbiamo attivato il fondo di garanzia per le opere pubbliche;

daahh?!

(9) abbiamo creato la Cassa depositi e prestiti e Sace e un nuovo sistema di export-banca;

ma ha scritto davero così? Che ha "creato" la Cassa DDPP e la SACE? Oh signur! Cosa sia il "nuovo sistema" ve lo lascio indovinare, anche perché sembra essere solo una delle tante balle - oops: fantasie - voltremontiane.

(10) abbiamo simulato fino a 8 miliardi la moratoria sui crediti;

ha scritto davvero "simulato"? Fa provvedimenti "simulati" e pensa siano reali ... chi gli ha comprato il video gioco?

(11) abbiamo introdotto la carta acquisti; abbiamo potenziato gli ammortizzatori sociali e autorizzato gli ammortizzatori in deroga;

Ecco, questo l'hanno fatto. La rilevanza del tutto è nota.

(12) abbiamo detassato il salario di produttività;

peccato che, vista la caduta della produzione, questo non abbia ridotto le imposte per nessuno. Basta, non ce la faccio più, le altre le metto tutte assieme:

(13) abbiamo ridotto il peso dell'Irap; abbiamo agevolato le ristrutturazioni edilizie; abbiamo eliminato l'Ici sulla prima casa; abbiamo introdotto il bonus per l'acquisto di auto ed altri beni di consumo; abbiamo potenziato il credito di imposta per le spese di ricerca; abbiamo reintrodotto il premio fiscale per le concentrazioni di aumenti di capitale; abbiamo detassato gli utili reinvestiti nei beni strumentali delle imprese.

ma vi prego di notare sia la qualità (è fiero d'aver eliminato l'ICI sulla prima casa, l'unica imposta 'local-federalistà del paese!) che la rilevanza dei provvedimenti.

Questi sono i provvedimenti "congiunturali". Poi elenca quelli strutturali:

Provvedimenti strutturali (quelli che si chiamano riforme): abbiamo impostato ed avviato la riforma della pubblica amministrazione, della scuola, dell'università, del lavoro e della previdenza. Il sistema di previdenza italiano è in questo momento tra i più stabili d'Europa ed è la base su cui si può riflettere per il futuro.  [...] Poi, l'avvio del nucleare, fondamentale per la nostra economia.

Ossia, una sequenza di bufale: la riforma della PA sarebbe quella di Brunetta? E quella della scuola e dell'università sarebbero i provvedimenti della Gelmini? Quella del lavoro e della previdenza sarebbe il libro scolorito di Sacconi che ha speso i suoi due anni al ministero perseguitando i malati terminali che vogliono morire in pace o le donne che vogliono abortire gravidanze indesiderate? Sofistica e vuota retorica, sempre e comunque.

Ometto le delizie intermedie - dove argomenta, in soldoni, che siccome gli altri non han fatto riforme strutturali (è una bugia ma non importa) la sua inerzia è giustificata pure - e vengo al cuore della teoria voltremontiana. Che si riassume in queste frasi:

Il differenziale di cambio euro-dollaro colpisce di più chi esporta rispetto a chi non esporta. La crescita del prezzo del petrolio colpisce di più chi non ha risorse energetiche come il nucleare. Anche le statistiche sulla produttività e sul costo dei servizi non dicono nulla, se non si considerano le cause che hanno causato i differenziali negativi di produttività e di competitività in Italia. Si tratta delle patologie delle privatizzazioni realizzate nel decennio passato, dai telefoni all'energia, alle autostrade. Chissà chi le ha fatte!

Un uno-due magistrale: (i) la crisi italiana si deve alla crescita dell'euro perché l'Italia è un paese che esporta. (ii) I differenziali, negativi, di produttività italiana dipendono dalle privatizzazioni di alcuni servizi. Come discutere affermazioni del genere? Non hanno sostanza teorica e non si basano su alcun dato: sono del tutto apodittiche. Ad esse vanno quindi contrapposte affermazioni altrettanto "apodittiche", ossia demenziali. (i) Ha ragione lei, ministro Voltremont: infatti la Germania, che non esporta, viene chiamata a tenere in piedi l'Europa per quello. Non solo, quando l'euro era debole, nei primi anni del decennio scorso, l'Italia cresceva a razzo! (ii) Anche qui ha ragione lei, Oscuro Signore, i servizi telefonici ed elettrici, per non parlare delle autostrade, erano migliori quando li gestivano i boiardi di stato: abbiamo tutti una grande nostalgia della SIP, infatti.

A fronte di tanti voli pindarici, me ne permetto anch'io uno nelle mie citazioni. Prima d'arrivare al punto fondamentale (che nel testo del nostro è appunto fra quanto discusso poc'anzi e quanto segue) vorrei ancora sbertucciare (semplicemente citandolo, che si sbertuccia da solo) il piano voltremontiano per il futuro nazionale. Eccolo qui:

La settimana scorsa ha iniziato il suo cammino la Banca del Mezzogiorno; a cominciare dalle Poste inizierà presto anche la raccolta e la canalizzazione fiscalmente favorita del risparmio da tutto il Paese a beneficio del Sud; domani prenderà forma il Fondo italiano di investimento. In tre mesi è stata organizzata e lanciata la più grande operazione di capitale di rischio fatta in Italia, coinvolgendo la Cassa depositi e il sistema bancario italiano. Il capitale che sarà raccolto è molto alto, la leva che sarà utilizzabile è altissima. Nei prossimi giorni partirà il Fondo per l'edilizia privata sociale, con due miliardi e mezzo provvisti dalla Cassa depositi e prestiti, da fondazioni bancarie, banche e assicurazioni e fondi previdenziali privati, con la capacità di costruire circa 50mila alloggi in cinque anni, e così via.

Notate, fra le altre delizie, quel "la leva che sarà utilizzabile è altissima": il vizio della finanza allegra non lo perde mai, alla faccia delle prediche sui banchieri mercatisti che s'indebitavano pericolosamente ... Niente di nuovo, comunque: il Fanfan-peronismo di sempre - anzi, "Fanfani al quadrato", che i più giovani probabilmente non sanno né chi era Amintore Fanfani, né che fu un entusiasta "economista" fascista prima d'esserlo democristiano, né che le prime case d'edilizia "popolare" in Italia si chiamavano "case Fanfani" ... - ma di questo abbiamo già detto così tanto, noi ed altri, ch'è stucchevole insistere. Questo è quello che passa il convento economico del PdL oggi, figlioli: il fanfan-peronismo regna e Voltremont è il suo profeta. Fine.

La parte rilevante sta nel mezzo, viene annunciata da una battuta voltremontiana ch'è, involontariamente, autoreferenziale

Siamo un Paese che non si può governare con il «piccolo chimico».

A questa fa seguito, e non cito più perché questo post è lungo abbastanza ed il testo lo potete leggere da soli, la tragica verità. Ossia, cosa avevano proposto "gli altri"? Avevano proposto di spendere di più, spendere tanto, spendere a caso. E qui Voltremont vince a man bassa. Perché ricorda - non a noi economisti mercatisti, che contiamo come il due di coppe con briscola a bastoni, ma all'opposizione reale - che loro avevano chiesto ed ancora chiedono, semplicemente di spendere di più, alla faccia del debito, alla faccia delle riforme strutturali, alla faccia delle tasse stellari che tale debito devono pagare.

Perché niente altro hanno proposto, in questi due anni, né PD né IDV (che all'UDC non voglio nemmeno pensare!). Non hanno proposto nessuna riforma del mercato del lavoro vera, a fronte di quelle che Sacconi proclama e non fa. Non hanno proposto alcuna riforma della PA vera, a fronte delle boiate di Brunetta. Nè hanno detto come far ritornare la scuola e l'università italiana nel mondo del XXI secolo, a fronte dei contraddittori ed inutili provvedimenti della Gelmini. Non hanno proposto alcuna riforma fiscale degna d'attenzione, a fronte delle promesse voltremontiane. Nè hanno contrapposto, alla Banca del Mezzogiorno, un federalismo per il Sud che dia speranza a quella landa desolata. Nemmeno delle pensioni hanno parlato, questa spada di damocle insana che massacra i redditi dei lavoratori e delle imprese italiane ... e via enumerando assenze, vuoti e follie demagogiche. Nulla hanno proposto, nulla hanno detto, nulla hanno elaborato. Hanno solo difeso il demenziale esistente e chiesto spese, sussidi, sprechi, riempendosi la bocca di keynesismo d'accatto ed economie tanto poco alternative quanto altamente demenziali.

Questa la realtà, ragazzi. A fronte di tanto folle opposizione ha facile gioco Voltremont a ricordare: signori, abbiamo il debito ereditato dal passato! Non è spendendo, spandendo e tassando che si esce da qui! Ed è lì - nel puro negativo che sembra essere l'unico gioco servitoci in questa mano di poker mortale che è diventata la politica italiana - che vince lui: vince Voltremont, perché nella sua retorica insulsaggine è meno folle, molto meno folle, dei Bersani, dei D'Alema e dei poveretti che, a turni alterni, elaborano le loro bischerate pseudo-economiche!

Certo: non sarà con le sue banche del mezzogiorno, con le sue casse depositi (pochi) e prestiti (tanti) che il paese ripartirà. Certo: il fanfan-peronismo di Voltremont è inutile e probabilmente dannoso. Ma le follie di Fassina, Bersani e compagnia sono peggio ancora, sono il suicidio immediato, stile Grecia! Questa è la terribile verità con cui mi sono scontrato a metà del mio commento. L'alternativa politica a Voltremont, almeno sul piano della politica economica, è MOLTO peggio di lui!

Ed allora? Allora solo questo mi viene da dire oggi, prima che andiate (spero) a lavorare invece che votare per la padella o le braci: povera patria.

Buona notte a me e buon giorno a voi. Cedere, mai: non cambia, ma cambierà.

139 commenti (espandi tutti)

... ed ho sognato. Ho sognato che nel Lazio vinceva la Bonino, la quale ha dichiarato nei giorni scorsi che l'esperienza della campagna elettorale nel Lazio le è piaciuta molto, lei era abituato alle campagne elettorali "radicali", di movimento e provocazione, invece è rimasta molto impressionata dalla macchina organizzativa del PD, che fa una campagna elettorale diversa, ma molto incisiva, da grande partito di massa.

Il mio sogno diceva che, dopo due anni di governo Bonino, con la fine delle clientele nella sanità, un piano di liberalizzazioni nei servizi pubblici locali (tranne l'acqua: la Bonino si è più volte dichiarata a favore dell'acqua pubblica) ed un governo trasparente della cosa pubblica il PD decideva che nelle prossime elezioni politiche nazionali avrebbe appoggiato il candidato premier del partito radicale (ormai, sembra, l'unico partito più o meno liberista rimasto in Italia), dando al suddetto candidato tutto l'appoggio della macchina organizzativa del PD, ma senza mettere nemmeno uno dei suoi capi in lista.

Lo so, il cinghiale di domenica sera fa male, ma che ci volete fare...

Mi sono fatto un giro più approfondito, ed ho scoperto che non sono l'unico a mangiare cinghiale la domenica..

Io mi sarei già iscritto ai radicali. In compenso li voto. Una tipica scelta da radical chic (anche facile che in Toscana tanto il PDL non vince)

Però sarà interessante vedere la Bonino, se vince (forza Emma!!) alle prese con la sanità laziale...

 

 

.... Marco caro, sogni. Del tutto irrealizzabili: rileggiti il vangelo secondo San Fassina, e piangi ......

Franco ci ho provato a leggerlo, ma i conati di vomito mi hanno bloccato al terzo rigo, e la colpa non è stata del cinghiale. E' stato uno dei motivi per cui oggi ho annullato il mio voto (nel senso che sono andato a votare, ma ho annullato la scheda).

Io capisco che è difficile diventare improvvisamente liberisti, ma tornare indietro...

per la verità, stando all'analisi di Chicagoblog, il programma della Bonino sarebbe perfino peggio di quello della Polverini...

.... condivido tutto. E come non potrei? Si tratta, esattamente, delle considerazioni che vado facendo da tempo, talvolta pure prendendomi del "sostenitor di Berlusca" (io, proprio io .... ma mi faccia il piacere, mi faccia!) e lo sai bene ......

Sempre critico circa le fantasmagoriche fesserie tremontiane, ho contestualmente sempre evidenziato come le alternative attualmente possibili siano ancor peggio. Mai demordere - son d'accordo anche qui - ma cavalieri bianchi, all'orizzonte, nisba .....

Molto d'accordo con l'articolo. Esprime sentimenti simili ai miei, i quali tuttavia in un'altra occasione mi hanno procurato aspre rampogne da parte del medesimo autore ( http://www.noisefromamerika.org/index.php/articoli/1707 ).

Posso considerarmi perdonato?

condivido tutto, e spero anch'io nel perdono!

Non essendo prete e, nemmeno, religioso, né perdono né assolvo, perdonatemi quindi voi se non lo faccio ...

Però, siccome sono pignolo, preciso una cosa: che non bisogna fare confusione. Riassumo per il lettore, e per voi, tanto per non lasciar dubbi.

- Le politiche economiche del PdL, non solo quelle di Tremonti, sono sbagliate e dannose.

- Quelle del PD ed anche, almeno le volte che hanno parlato ufficialmente, quelle dell'IdV sono peggio, parecchio peggio.

- Questo NON implica che BS non sia un delinquente e che il gruppo di personaggi che ha portato al potere non lo sia quasi tanto quanto lui. Lo sono, lo sono in maniera sfacciata ed il loro programma istituzionale e morale è chiaramente piduista-peronista.

- Su questo terreno le disuguaglianze fra PdL da un lato e PD o (ancor più) IdV dall'altro si invertono; spero di non dover infilarmi in un'altra discussione sul tema, perche' sarebbe un massacro ...

- Questo implica che la questione morale è tutt'ora centrale e va continuamente posta all'attenzione dell'opinione pubblica. Questo era ciò che il precedente articolo faceva.

- Questo implica, soprattutto, che la posizione secondo cui "l'antiberlusconismo è una cretinata perché le politiche economiche degli altri sono peggio" NON si regge in piedi. Da un lato le politiche economiche che BS attua fanno comunque danno e, dall'altro, lui ed i suoi accoliti fanno complessivamente un enorme danno al paese, un danno che va fermato.

- Chi governa corrompendo, più di quanto già non lo siano, lo stato e la società italiana e trasformando l'Italia in una repubblica delle banane deve essere cacciato. L'alternativa si cercherà dopo e potrebbe venire dal PdL stesso, anzi è probabile che venga dal PdL. Venisse pure, per una tornata, dal PD o dall'IdV, sarebbe comunque il danno minore a fronte della degenerazione marcescente che costoro stanno producendo.

Un uomo così non può essere difeso o giustificato. Tanto meno votato.

Un uomo così non può essere difeso o giustificato. Tanto meno votato.

L'uomo non ci sta con la testa. Ricorderete quella patetica scenetta nella quale durante la foto di gruppo strilla "Mr. Obama, mr. Obama..." facendo imbufalire la regina, volendo se ne trovano altre dello stesso genere. Uno studioso del comportamento potrebbe aiutarci a capire quali e quanti disturbi lo affliggono. Devono essere parecchi e pure parecchio gravi. Che sia questo il callido calcolo delle opposizioni ?

L'uomo non ci sta con la testa. Ricorderete quella patetica scenetta nella quale durante la foto di gruppo strilla "Mr. Obama, mr. Obama..." facendo imbufalire la regina, volendo se ne trovano altre dello stesso genere. Uno studioso del comportamento potrebbe aiutarci a capire quali e quanti disturbi lo affliggono.

L'ultima, di poche ore fa, il baciamano a gheddafi, con quest'ultimo che poi cerca di pulirsi l'arto, piu' imbarazzato che altro.

Gli esperti di islam possono confermare, credo, che il baciamano da loro non si fa. È quindi una clamorosa gaffe, oltre ad una aperta manifestazione di servilismo nei confronti di un dittatore, fino a poco tempo fa dichiarato anche terrorista. Berlusconi pare aver dimenticato che anni addietro aveva detto che l'Islam era inferiore quanto a valori rispetto all'occidente. Ora con il servilismo piu' palese, a livello di tappeto, dimostra che i valori dell'occidente non valvono nulla.

Francesco

 

 

anche per quanto mi riguarda, non posso che ripetere quanto dissi allora: da cittadino dell'Emilia-Romagna non vedo cosa sia meglio fra un peronista e una cricca mafiosa;cosa che peraltro molti miei concittadini di sinistra stanno capendo a loro volta, visti i risultati della lista di Grillo (che personalmente detesto)

ciao

Andrea

non vedo cosa sia meglio fra un peronista e una cricca mafiosa;

A dire il vero quello che aveva un boss mafioso a garantire i figli era il peronista. E forse ti ricordi a chi nel lontano 96 la padania dava del mafioso...

 

a spendi e spandi anche mr. B e il suo fido Voltremont non scherzano.
fonte

grafico

PS. per il "tassa e spendi" sono da record anche loro:
http://punto-informatico.it/2839914/PI/News/realta-aumentata-dell-equo-compenso.aspx
Per i prodotti informatici è una mazzata epica, fatevi 4 conti (e i soldi andranno agli artisiti?).

Quindi M.Boldrin non direi che sono un po' meglio degli altri, ma ESATTAMENTE uguali.

Sono molto d'accordo. Non sono né meglio né peggio, in media, anche se ci sono cose su cui sono meglio gli uni, e cose su cui sono meglio gli altri. Tendenzialmente, gli altri quando governano sono meno peggio di come sembrano (suona paradossale, ma il primo governo Prodi è stato probabilmente il meno peggio che il convento abbia passato nel dopo-Tangentopoli). Inoltre, Tremonti si è dimenticato di ricordare che il suo governo ha introdotto nuove tasse (la Robin Tax) e che il suo progetto su Cdp/Poste è uno strumento di hedging contro la liberalizzazione europea che, dal 2011, rischia di mettere in difficoltà il gruppo di Sarmi. Dunque, su liberalizzazioni e privatizzazioni il centrosinistra ha fatto relativamente meglio. D'altro canto, negli anni in cui ha governato il centrodestra ha fatto relativamente meglio su cose come pensioni e, nel 2001-6, imposizione sul reddito (ma NON tassazione in generale). Sunto? Non c'è alcuna ragione a priori per credere che Tremonti sia meglio dei suoi avversari (almeno se uno guarda a quello che hanno fatto, anziché a quello che dicono) né per credere che i suoi avversari siano meglio di lui.

sì ma...

Wellington 29/3/2010 - 11:53

... il problema non è (o non è solo) quello che è successo in passato, ma quello che sarebbe successo se al posto di Voltremont, che almeno su questa cosa ha predicato male e razzolato bene, ci fossero stati i suoi avversari: il PD ha chiesto a gran voce spesa pubblica e accusato apertamente il governo di non averla fatta; poi magari, se al governo ci fossero stati loro, sarebbero stati costretti a loro volta a un comportamento virtuoso (come forse è successo nel caso di Tremonti), ma la controprova non l'abbiamo

Più che razzolare bene è probabilmente meno analfabeta dei suoi compagni di governo, e si è reso conto che sarebbe stato lui responsabile di eventuali sforamenti eccessivi nei conti.

 

Spesso quando leggo di cose sulla politica italiana su NfA, leggo cose che al 90% già pensavo da molto tempo, ma che non sarei mai stato in grado di comunicare così bene...

forse a forza di leggere NfA mi avete traviato la mente e ipnotizzato :-)

Posso aggiungere sui 50mila alloggi in 5 anni promessi da Voltremort che solo a Roma ce ne sono piu' del doppio sfitte. Adesso non so il dato da dove esca fuori(forse dati sull'ICI) e se è depurato dagli affitti in nero, ma che la fiscalità scoraggi gli affitti in Italia e incentivi gli acquisti (di abitazioni) penso sia pacifico.(??)

E adesso vorrei fare una domanda ai frequentatori del blog(io non avrei la risposta). Ipotizzando che ci sia in effetti uno stock di case sfitte considerevole, una fiscalità come quella italian, e ipotizzando che ci sia una domanda di case non soddisfatta che si esprime in occupazioni abusive, richieste di case popolari dove tantissimi hanno il massimo in graduatoria etc, da vero liberista, un governo che soluzione dovrebbe cercare? Anzi: dovrebbe cercarne una?

papagna

 

Ipotizzando che ci sia in effetti uno stock di case sfitte considerevole, una fiscalità come quella italian, e ipotizzando che ci sia una domanda di case non soddisfatta che si esprime in occupazioni abusive, richieste di case popolari dove tantissimi hanno il massimo in graduatoria etc, da vero liberista, un governo che soluzione dovrebbe cercare? Anzi: dovrebbe cercarne una?

Vivo in Inghilterra in una casa in affitto. Il 6 marzo, l'agenzia che gestisce la casa mi ha detto che ho due mesi di tempo per andarmene perche' il proprietario vuole vendere la casa. Il 6 maggio quindi io devo riconsegnare le chiavi. Per il momento non ho un'altra casa dove andare a vivere ma questo al proprietario non interessa. Onestamente non so cosa succederebbe se il 6 maggio non riconsegno le chiavi  ma so che non voglio scoprirlo. Non credo che la polizia suonera' il campanello di casa (almeno non prima della fine del mese). Immagino pero' che l'agenzia non vorra' piu' avermi come cliente e immagino anche che nella loro lettera di referenze (necessaria prima di firmare un nuovo contratto) non avranno problemi a menzionare che non ho lasciato la casa quando richiesto. 

Da quanto ne so, in Italia, un inquilino non lo puoi cacciare neanche se non paga l'affito per un anno. Direi che bisognerebbe iniziare da qui.

Non ho presente la legislazione inglese, ma a lume di naso se uno ha un contratto, che so, fino al primo marzo 2012, non puó essere mandato via prima, se continua a pagare l'affitto (a rispettare i suoi obblighi contrattuali). Se il proprietario vuole vendere dichiarerà ai potenziali acquirenti che la casa non è disponibile prima di quella data, salvo che essi non trovino un accordo con l'inquilino.

É diverso con la Common Law?

Chiarisco il mio esempio. Io vivo in questa casa da poco piu' di un anno. Il contratto tipico prevede che, per i primi sei mesi, tu non possa lasciare la casa e il proprietario non possa cacciarti (a meno che entrambi trovino un accordo). Dopo questi sei mesi, ciascuna delle parti ha diritto a rescindere il contratto dando un pre-avviso di 2 mesi.

Chiarisco il mio esempio. Io vivo in questa casa da poco piu' di un anno. Il contratto tipico prevede che, per i primi sei mesi, tu non possa lasciare la casa e il proprietario non possa cacciarti (a meno che entrambi trovino un accordo). Dopo questi sei mesi, ciascuna delle parti ha diritto a rescindere il contratto dando un pre-avviso di 2 mesi.

Ma che contratto hai firmato? Anche quelli di "assured shorthold tenancy" sono in genere per  almeno un anno; i sei mesi sono il limite minimo al diritto di possesso da parte del padrone di casa in assenza di un termine minimo piu' lungo. In altre parole: anche se firmi un contratto per due mesi, il padrone di casa non ti puo' cacciare prima di sei mesi; ma se firmi un contratto per (p.es.) due anni, prima di due anni non ti caccia contro la tua volonta' nemmeno con le cannonate. Vedi p.es. questa guida.

Quello che ho firmato io era di sei mesi (che a me andava benissimo dal momento che a mia moglie non piaceva il paesino dove ci siamo trasferiti ...ma questo e' un altro problema). Dato che sono qui da gennaio 2009, la mia posizione non cambierebbe se avessi firmato un contratto minimo di un anno: a partire da gennaio 2010, entrambe le parti hanno diritto a rescindere il contratto con due mesi di pre-avviso. 

P.S. Grazie per l'informazione. Non ero a conoscenza della differenza tra short and assured.

Dato che sono qui da gennaio 2009, la mia posizione non cambierebbe se avessi firmato un contratto minimo di un anno: a partire da gennaio 2010, entrambe le parti hanno diritto a rescindere il contratto con due mesi di pre-avviso.

Credo che ti sbagli. Hai delle fonti in proposito? Il sito landlordzone.co.uk non parla di questo cambiamento, e scrive che durante una Assured Shorthold Tenancy il padrone di casa puo' sfrattare l'inquilino solo per grosse violazioni: "Landlords can seek possession on specific grounds during the fixed-term if the tenant seriously breaches the terms of the agreement or breaks statutory rules". Tra l'altro aggiunge che "Landlords must be very careful not to leave themselves open to charges of harassment."

In effetti, la discussione è off-topic, ma interessante: propongo ai webmasters di avviare una discussione, con contributi del consueto rigore.

A me pare ovvio che la prima cosa da fare sia rispettare i diritti di proprietà, dei proprietari ma anche ad esempio dei lender: per esempio: (1) per cacciare un moroso, 1 anno; se l'inquilino non se ne va a fine contratto, anni per cacciarlo (2) una foreclosure in UK impiega max 12 mesi, mi dicono, in Italia in funzione inversa della latidudine fino a 10 volte tanto. Risultato: i margini sui mutui sono più alti che in UK (non che la banche siano più cattive, quelle inglesi sono cattivissime!).

La seconda è ri-regolare la fiscalità: cedolare secca sugli affitti (secondo me 20-25% OK), e rivedere il sistema delle deduzioni: attualmente, dai redditi immobiliari si possono dedurre solo quisquilie in conto spese di manutenzione, ed il risultato (all'aliquota marginale IRPEF del non nullatenente) è che prendi di fatto 0%. Conseguenza ovvia: è poco costoso tenere immobili sfitti, oltre all'incentivo a fare "nero"...Non credo che si debba essere Laffer per prevedere un aumento del gettito (più affitti in chiaro e più fatture di artigiani edili).

Infine (ma qui più che le leggi occorrerebbe cambiare le italiche nostre teste bacate): secondo la common law in generale pacta servanda sunt, cioè quello che concordo poi vale per davvero. Da noi invece siccome i cittadini sono supposti stupidi come pecore, la legge ti dice quello che puoi concordare e quello che invece, anche tra maggiorenni plurilaureati, è NULLO (!!!). Risultato, se  trovo un ricco avvocato che vuole il mio appartementino in centro per 2 anni per andarci a trombare con l'amante, non gliela posso dare, perchè  se poi fa i capricci (lui, o magari l'amante!) e non se ne vuole più andare, lo devo tenere occupato per altri 7/8 anni (minimo 6 + 2 per fare lo sfratto), ed a me (in caso di amante) tocca andare al motel. Lo stesso esempio vale naturalmente anche nel caso  del figliuolo/a da maritare , molto più commovente e meritevole della tutela del legislatore.

Filippo

 

 

La seconda è ri-regolare la fiscalità: cedolare secca sugli affitti (secondo me 20-25% OK), e rivedere il sistema delle deduzioni: attualmente, dai redditi immobiliari si possono dedurre solo quisquilie in conto spese di manutenzione, ed il risultato (all'aliquota marginale IRPEF del non nullatenente) è che prendi di fatto 0%.

In Inghilterra, il proprietario paga l'aliquota marginale sui soldi che riceve ma puo' dedurre tutti i costi, compresi gli interessi sui mutui:

Any income that you receive from a rental property should be disclosed to the Inland Revenue. Technically, this means that any income you make on the property will be taxable at the rate at which you pay income tax on your other income from your standard employment.

From the income that you obtain from letting a property, there are some allowable expenses which can be deducted. Typically, these expenses include rates, insurance and administration costs. Importantly, with a mortgage on a second home, interest paid on a loan can also be claimed as an expense. Therefore, the interest part of any mortgage on the second home can be deducted from the income, reducing the rental profit that is taxable.

Ma che contratto hai firmato? Anche quelli di "assured shorthold tenancy" sono in genere per  almeno un anno; i sei mesi sono il limite minimo al diritto di possesso da parte del padrone di casa in assenza di un termine minimo piu' lungo. In altre parole: anche se firmi un contratto per due mesi, il padrone di casa non ti puo' cacciare prima di sei mesi; ma se firmi un contratto per (p.es.) due anni, prima di due anni non ti caccia contro la tua volonta' nemmeno con le cannonate. Vedi p.es. questa guida.

Da quanto ho capito la sua situazione e' questa: ha firmato un contratto di 6 mesi (Assured Shorthold Tenancy) alla scadenza del quale e' subentrato automaticamente un regime (Statutory Periodic Tenancy) in cui l'inquilino puo' andarsene con un preavviso di un quattro settimane o un mese (a seconda di come paga l'affitto) e il padrone di casa puo' sfrattarlo con un preavviso non inferiore a due mesi. Se invece avesse rinnovato il contratto il padrone non avrebbe potuto cacciarlo, se non per violazione dei termini. Ovviamente lo svantaggio in questo caso e' che anche l'inquilino ha problemi ad andarsene prima della scadenza.

Questa situazione e' abbastanza comune in Inghilterra: in genere i padroni di casa insistono che uno firmi un contratto per almeno sei mesi o un anno all'inizio. Dopo, alcuni si accontentano della Statutory Periodic Tenancy e altri insistono per un rinnovo del contratto.

Non volevo assolutamente che il post di Michele si trasformasse in un dibattito sul tipo di contratto che ho firmato. E ringrazio tutti quelli che si dimostrano tanto interessati alla mia situazione personale (meglio ancora se qualcuno mi trovasse una casa carina di 3 stanze zona Winchester, Hampshire!!!!). Comunque, marco innocentis ha descritto perfettamente il contratto piu' comune (almeno per quello che ho potuto constantare): periodo iniziale di 6 o 12 mesi con rinnovo tacito alla scadenza. Due mesi di preavviso per lasciare la casa dopo il rinnovo (tacito). 

Scusa, avevo frainteso il tuo post: pensavo che intendessi dire che le norme erano cambiate a partire dal gennaio 2010.

Il libro su TremontiVoltremont è metodologicamente corretto: contesta il ministro sul piano delle idee e delle teorie evidenziandone delle contraddizioni.

Questo articolo, almeno nella sua conclusione mi appare sbagliato, e credo evidenzi dei passaggi troppo stretti dall'economia alla politica. Rischia di fare gli stessi errori di Voltremont

Dice: "siccome nessun partito mette in campo le soluzioni che a me sembrerebbero corrette, anzi gli oppositori propongono soluzioni peggiori, allora tanto vale tenersi in meno peggio che sta governando". L'errore è confrontare delle politiche con dei fatti: le politiche si confrontano con le politiche, i fatti con i fatti. Se no daremmo sempre ragione a chi governa. Non posso dire "la sinistra dice baggianate ma preferisco Voltremont perché è costretto a moderarsi". Anche la sinistra sarebbe forse costretta a moderarsi.

Vi ammiro molto per quello che scrivete, ma la politica del "meno peggio" svela talvolta la matrice utilitaristica della vostra formazione. Lasciate perdere Bersani e Di Pietro e insistete sulle soluzioni che ritenete corrette, sapete benissimo che non siete il due di coppe.

Non attribuire a me le conclusioni di alcuni lettori. Le conclusioni politiche che tu mi attribuisci io non le ho tratte e, per quanto riguarda il da farsi, credo d'aver sempre detto pane al pane e vino al vino.

Ho appena commentato poco sopra per ribadire che, sulla questione di fondo, la mia posizione non cambia di un millimetro: il primo imperativo è cacciare BS ed i suoi fedeli. Se li si cacciasse in galera, per qualche anno, sarebbe anche meglio.

Ciò non toglie, ripeto, che occorra insistere sul fatto che le politiche economiche proposte dall'alternativa sono demagogiche ed ancor più dannose di quelle attuate da Voltremont. L'unica implicazione politica di tutto questo è che chi sta, idealmente, con IdV o PD dovrebbe fare il possible per togliere di mezzo i Bersani ed i D'Alema, i Fassina ed i Di Pietro, perché se dovessero per caso vincere farebbero danno e, soprattutto, perché dicendo quanto dicono e proponendo quanto propongono essi rafforzano ulteriormente il potere di BS. 

Come, a mio avviso, queste elezioni regionali proveranno ancora: nonostante l'orrore di questi due anni, il PdL terrà e stravincerà nel lombardo-veneto. Chiedetevi perché: perché Zaia è uno che ha delle grandi idee o perché il PD fa schifo?

Michele nel Lombardo-Veneto (e pure in Piemonte) stravincerà la Lega, il PDL perde voti da anni. Da questi pizzi ci siamo tutti accorti del bluff di Bossi su federalismo&tasse, ma immagino che da quelle parti ancora ci sperino... Un buon segno, almeno dal punto di vista "culturale".

"Michele nel Lombardo-Veneto (e pure in Piemonte) stravincerà la Lega, il PDL perde voti da anni.

E con competitori cosi', il PD riesce a perdere. Una situazione di cui andare proprio orgogliosi. O e' sempre il destino cinico e baro? O sono gli elettori che sono idioti o peggio? O la scusa sono le televisioni, la chiesa, gli USA o chiunque altro, basta che non si parli di errori del PD e non si mandino a casa i dirigenti che hanno fallito facendosi sconfiggere da simili nullita'?

Vedrai che a ragionare cosi' usciamo dalla crisi. Con o senza Berlusconi.

 

PdL terrà e stravincerà nel lombardo-veneto. Chiedetevi perché: perché Zaia è uno che ha delle grandi idee o perché il PD fa schifo?

Infatti, perché? Non ho mai capito come mai il Lombardo-veneto votasse comunque a larga maggioranza sto Formigoni, e quel Galan. C'è una spiegazione economica, clientelare, ideologica, clericale? Com'è la loro politica economica? Magari, mentre al governo centrale c'è Tremonti che combina i guai, Formigoni fa i miracoli a Milano?

Non è una domanda retorica, sono veramente curioso di sapere il parere degli economisti su Formigoni e Galan.

P.S. Capisco ancora meno come ha fatto la middle class bresciana ad entusiasmarsi per il figlio di Bossi…

Non ho mai capito come mai il Lombardo-veneto votasse comunque a larga maggioranza sto Formigoni, e quel Galan. C'è una spiegazione economica, clientelare, ideologica, clericale?

I lombardo-veneti non votano Formigoni o Galan, i nomi li puoi facilmente cambiare e il risultato sarebbe ugualmente la vittoria dei moderati, come Zaia ha dimostrato. Solo un ~5% del ~60% che Zaia ha preso dipende probabilmente dal candidato, stimo io, il resto gli viene per voto di appartenenza.

Il voto di appartenenza spiega in misura primaria il voto nel centro-nord Italia (dall'Umbria in su, il Lazio a parte forse le propaggini settentrionali non ne fa parte). Ci sono due subculture conviventi, quella bianca e quella rossa, e quella bianca e' per motivi storici radicati largamente prevalente in Veneto e Lombardia, mentre quella rossa e' largamente prevalente in Toscana ed Emilia Romagna.

La cultura bianca vince dove storicamente la Chiesa, anche ai livelli piu' elevati, e' stata dalla parte dei contadini con funzione mediatrice, quasi sindacale, nei confronti dei possidenti, dove i possidenti sono stati piu' disponibili nei confronti dei contadini, dove per motivi geografici era diffusa la piccola proprieta' e meno il bracciantato (le aree pedemontane), dove era prevalente la coltura del riso, che richiede elevato livello di cooperazione tra lavoratori e possidenti.

La cultura rossa vince dove storicamente la Chiesa e' stata dalla parte dei possidenti contro i contadini, dove i possidenti sono stati storicamente piu' arcigni e meno disponibili nei confronti dei contadini (inclusi i mezzadri, specie in Toscana), dove era piu' diffuso il bracciantato. Il "Don Camillo" di Guareschi descrive bene il tipo di chiusura dei possidenti della bassa nei confronti dei contadini, che quindi votano i rossi.  Don Camillo e' invece un esponente della Chiesa che sarebbe piu' tipico delle aree padane "bianche".

Sembra incredibile ma questa geografia del voto politico che nasce nell'Italia contadina e si consolida soprattutto con la nascita dei partiti di massa e negli anni dopo la prima guerra mondiale che sfociano nel fascismo, domina ancora l'Italia post-industriale di oggi, limitatamente al centro-nord.

Dove domina la subcultura bianca i cattolici tendono a svolgere prevalentemente ruoli di utilita' sociale a favore delle masse, le classi dirigenti hanno un atteggiamento paternalistico e - relativamente ai bassi standard italiani - sono piu' disponibili verso le masse, le masse a loro volta sono maggioritariamente moderate e favorevoli alle elites. Il voto e' tendenzialmente moderato, a favore delle elites esistenti (ricordo con voltastomaco l'elevato numero di preferenze che i veneti davano ad Andreotti).

Dove domina la subcultura rossa i cattolici tendono ad essere difensori di privilegi e assieme alle classi dirigenti tendono ad essere chiusi e non disponibili nei confronti delle masse, guadagnandosi un maggioritario disprezzo.  Le masse votano quindi chi si oppone alle elites cattoliche e moderate tradizionali e quindi storicamente a favore del partito comunista.  Nel tempo comunque il PCI ha sviluppato sue elites di tipo partitico-burcratico che si sono progressivamente commiste ai livelli elevati con massoneria e anche Chiesa, specie recentemente. Ma il PCI-PDS-PD continua a presentarsi di fronte alle masse come rappresentante dell'opposizione alle elites.

Nota bene che le stesse considerazioni rimangono valide per spiegare il voto delle province all'interno delle regioni, infatti il voto bianco aumenta anche in Emilia e Toscana nelle aree montane e pedemontane, e il voto rosso aumenta nelle aree della bassa padana anche lombarda (Mantova, Cremona) e veneta (Polesine). Anche senza conoscere la storia buona parte del voto padano (dall'Emilia in su) si spiega con con la geografia delle terre coltivabili, e aggiungendo un po' di conoscenze storiche si spiega anche un ulteriore pezzo.

P.S. Capisco ancora meno come ha fatto la middle class bresciana ad entusiasmarsi per il figlio di Bossi…

Cosa c'entra la middle class bresciana? I voti alla LN vengono primariamente dai dipendenti privati, dagli operai, sono questi che hanno presumibilmente messo il nome Bossi nel campo delle preferenze.

Poi il caso di Renzo Bossi va esaminato con un minimo di dati che il circo mediatico italiano non fornisce, e tenendo conto un minimo del background riguardo le preferenze nella LN, che nel circo dubito anche conoscano.

L'unico dato pubblicizzato dal circo e' che che RB ha il maggior numero di preferenze a Brescia. Va specificato che presumibilmente l'affermazione si riferisce alla sola competizione con gli altri candidati della LN nel listino provinciale di Brescia.  Manca l'informazione di quale sia il numero delle preferenze: 10, 100, 1000, 10mila, 100mila?  Fa una cerca differenza. Mancano anche i dati numerici delle preferenze dei candidati delle altre liste.

Tradizionalmente la LN impedisce ai propri candidati di fare campagna elettorale personalizzata, anche solo di distribuire e affiggere immagini personali dei candidati, e fa cio' correttamente identificando il nesso nefasto tra clientele e voto di preferenza e probabilmente anche per ribadire il dominio incontrastato di Bossi sul partito. Cio' ha origine anche da alcuni fatti risalenti ai primi anni di crescita della LN, quando sono stati espulsi alcuni piccoli ras locali che avevano deviato dalla linea di opposizione totale alla partitocrazia alleandosi con i partiti al potere a livello comunale. Questi fatti e la successiva storia della rottura con Berlusconi alla fine del 1994 con tanto di mega-defezioni hanno reso la LN un partito particolarmente centralizzato e contrario alla promozione personale dei singoli candidati.  Questa politica di accentramento e di disincentivazione della promozione personale dei singoli candidati e' la politica prevalente seguita anche dal PCI e discendenti.

Dato questo background, tradizionalmente il numero di voti di preferenza ai singoli candidati della LN e' molto modesto.  Similmente tendenzialmente modesto e' il voto di preferenza ai candidati PCI, basta vedere le comunali delle aree ultra-rosse come Pisa dove vengono scavalcati agevolmente come numero di preferenze dai cadidati UDC e anche AN, legati alle clientele.  In questo contesto di bassa promozione dei singoli candidati della LN, Bossi ha fatto un comizio (e probabilmente altro che non so) in favore del figlio.  Questi fatti spiegano abbastanza bene come RB ha avuto il maggior numero di preferenze a Brescia, rispetto agli altri candidati della LN.  Pur non conoscendo i dati, non mi aspetto nessuna valanga numerica di preferenze, mi aspetto solo che gli operai che votano LN e che hanno le scatole piene dell'abominevole Stato italiano - quando non leggono la Gazzetta sportiva - al momento del voto hanno voluto ribadire il loro stato d'animo aggiungendo alla croce sul simbolo della LN anche il nome di Bossi che ritengono esprima in qualche modo la loro posizione.

Bossi junior : più di 12000 preferenze , al quarto posto dopo i tre del PDL 

 

vedere qui :http://regionali.interno.it/regionali/regio100328/prefY03015.htm

Veramente tanti. Notare però che a Brescia la Lega ha preso 170mila voti. Al nord le preferenze si usano meno che al sud.

Bossi junior : più di 12000 preferenze , al quarto posto dopo i tre del PDL
vedere qui :http://regionali.interno.it/regionali/regio100328/prefY03015.htm

Grazie per i dati. A Brescia La LN ha preso 170mila voti, il PD ha preso 115mila voti, RB ha preso una preferenza ogni 13 voti, similmente al piu' votato candidato del PD.  Il rapporto tra voti e preferenze per i primi tre piu' votati e':

Lega Nord: 13.1 35.4 40.1
PD:        12.1 15.5 24.4

Come si vede dai candidati seguenti, il voto di preferenza e' poco diffuso tra gli elettori della LN, e RB ha preso 3 volte tanto il secondo sicuramente per il supporto che gli e' stato dato dal padre, che e' poi il motivo che anche noi qui su nFA conosciamo RB mentre scommetto quasi nessuno sa chi sono gli altri piu' votati di LN e PD:

LN: TOSCANI PIERLUIGI DETTO PIERO, MARELLI ALESSANDRO
PD: GIRELLI GIAN ANTONIO INTESO (GIANNI), FERRARI GIANBATTISTA, SQUASSINA ARTURO

Sarebbe utile un'informazione per completare il quadro, c'e' nessuno da Brescia e dintorni che ci dica le ascendenze politiche (DC o PCI) dei tre piu' votati del PD?

Una prima conclusione e' che non esiste una valanga di voti per RB a Brescia, hanno votato per lui 1/13 degli elettori della LN che a sua volta ha preso il 30% dei voti.  I tre piu' votati del PDL (ugualmente 30% dei voti) hanno preso piu' voti di RB, probabilmente dalla middle-classe non dipendente statale prevalentemente:

PAROLINI MAURO DESENZANO DEL GARDA, 17 Maggio 1958 19.019  
NICOLI CRISTIANI FRANCO BRENO, 11 Settembre 1943 15.665  
PERONI MARGHERITA BRESCIA, 22 Luglio 1956 14.978  

Grazie dell'analisi, anche se mi sembra che tu dai per scontato che l'elettorato di quelle regioni sia totalmente incapace di votare secondo programmi e risultati raggiunti: gli elettori sarebbero una specie di marionette che votano per tradizione popolare tramandata da secoli. Siamo veramente così mal messi? 

Ma i decenni di industrializzazione non hanno avuto nessun effetto sulla capacità delle persone di prendere le decisioni in modo autonomo? Cioè, possibile che il piccolo-medio imprenditore veneto, con tutte le responsabilità che ha, e di cui ama vantarsi, voti PDL perché suo nonno era amico del parroco?

Grazie dell'analisi, anche se mi sembra che tu dai per scontato che l'elettorato di quelle regioni sia totalmente incapace di votare secondo programmi e risultati raggiunti: gli elettori sarebbero una specie di marionette che votano per tradizione popolare tramandata da secoli. Siamo veramente così mal messi?

Tutta l'Italia del Centro-Nord e' cosi', e' meglio che ne prendi atto, i dati storici ci sono, leggili, c'e' gente come Mannheimer che ci ha scritto dei libri (ma le conclusioni sopra sono mie, non cito Mannheimer a supporto, comunque). Il voto senziente in base ai contenuti totalizzera' il 4-5% degli elettori italiani non piu', d'altronde solo il ~4% e' laureato e il ~30% degli elettori e' semi-analfabeta senza nemmeno il diploma di 5a elementare.  Cosa vuoi pretendere da un Paese in cui fino all'altro ieri le elites non ritenevano cruciale l'istruzione elementare. L'Italia del Sud pero' e' peggio del Centro-Nord, li' il voto e' organizzato principalmente secondo clientele personali e in funzione dell'uso del denaro pubblico per l'acquisto del consenso.

Del resto non e' che negli altri Stati piu' civili tutti votano soppesando programmi e candidati razionalmente, e' meglio non illudersi. Cio' che succede in altri Paesi piu' civili e' che ci sono elites piu' acculturate, piu' razionali, che godono di maggiore rispetto dalle masse.  Sono le elites che specie nei Paesi anglosassoni ma anche in Francia e Germania che in qualche modo dirigono le scelte delle masse schierandosi per i candidati migliori, affossando buffoni e cacciaballe, entro certi limiti.  Cio' che caratterizza l'Italia e' invece la scadente qualita' delle elites, l'obnubilamento delle loro poco sviluppate capacita' razionali che vengono sottomesse a ideologie bacate e fallite e/o alla logica dell'arricchimento personale e di parenti e amici, sempre con prospettiva unicamente di breve termine. A questo si unisce un'inesistente senso del pudore che fa si' che qualunque buffone che sa parlare sopra la voce degli altri nei talk show televisivi, o qualunque donna giovane di bell'aspetto venga ritenuta candidato proponibile senza alcuno screening di affidabilita' e competenza.

Ma, ad esempio, come mai gli ospedali funzionano meglio in Lombardia e nell'Emilia Romagna che in Calabria? Per inerzia? Perché i padani lavorano bene nonostante la loro classe dirigente? oppure quest'ultima qualcosa ci ha messo di buono?

Ma, ad esempio, come mai gli ospedali funzionano meglio in Lombardia e nell'Emilia Romagna che in Calabria? Per inerzia? Perché i padani lavorano bene nonostante la loro classe dirigente? oppure quest'ultima qualcosa ci ha messo di buono?

La classe dirigente padana e' piu' scadente di quella nord-europea ma e' migliore di quella centrale e soprattutto di quella meridionale. Anche l'istruzione delle masse padane e' minore a quelle nord-europee ma superiore al centro e molto superiore a Sud. Quindi e' ovvio che la sanita' a Nord funzioni meglio che nel Sud. In generale riassume correttamente Indro Montaneli (1995):

A nord del Po, e forse anche in Emilia, esistono tracce di coscienza civile e anche di classi dirigenti sane. Poi c'è un'Italia centrale, quella toscana e umbra e marchigiana, che conserva le sue peculiarità, i suoi caratteri spiccati che affondano le radici nell'Italia comunale e rinascimentale. Il resto è un disastro che non saprei come salvare.

Va aggiunto che la sanita' padana funziona peggio di quella tedesca e francese, a causa del livello piu' scadente delle elites padane, a causa dell'influenza perniciosa di un molto piu' scadente Stato centrale, e a causa anche di un minor grado di istruzione delle masse.  Tuttavia la distanza non e' grande ne' incolmabile.

Possibile che il piccolo-medio imprenditore veneto, con tutte le responsabilità che ha, e di cui ama vantarsi, voti PDL perché suo nonno era amico del parroco?

No, infatti non è così. Il voto dei piccoli imprenditori veneti non è uniforme. Varia, come avviene per qualunque altra categoria di persone - ammesso che sia possibile ragionare per categorie, del che dubito - in funzione delle singole esperienze e sensibilità. Certamente sono pochi a preferire la sinistra - talvolta per motivi culturali, talaltra familiari o ambientali - e non dovrebbe apparire strano leggendo le dichiarazioni di Fassina, non credi?

In particolare, anche tra di noi si fa strada la Lega, con motivazioni assai differenziate. C'è chi - come me - non si identifica in alcuna delle possibilità offerte dal panorama politico - anzi, ne pensa tutto il male possibile - e, quindi, fa un uso "tattico" del voto: una forte affermazione di quel partito potrebbe essere l'unico modo realmente disponibile per riuscire a rompere gli schemi attuali, anche nel tentativo di spostare il baricentro politico verso nord. Non solo e non tanto per ragioni di risorse, quanto perchè il governo del mezzogiorno è sempre stato di peggiore qualità, dunque la "meridionalizzazione" del Paese va combattuta.

Altri possono ragionare in termini di vicinanza politica oppure personale - come avviene ovunque - oppure ritenendo di averne un vantaggio legato a posizioni dominanti nel territorio - anche qui, nulla di anomalo - ma t'invito a considerare una motivazione sempre più presente, cioè la percezione diffusa di un'azione amministrativa di livello almeno accettabile: troppo spesso i leghisti sono gli unici a parlare - almeno in parte - dei problemi anziché degli schieramenti, a sostenere che questa o quella posizione di rilevo sia funzionale al perseguimento di un obiettivo - ad esempio, oggi, Tosi con Oscar Giannino da Radio 24 - a proporre soluzioni. Anche se poi, magari, quelle indicate sono sbagliate - a mio avviso capita spesso e bisogna lavorare per farglielo capire - ma mediamente non più di quelle di altri, dato che il tratto ampiamente prevalente è ovunque lo statalismo, a prescindere dalle dimensioni del territorio di competenza.

Molto spesso, semplicemente, si cerca di scegliere il "meno peggio": qui rientriamo nel campo delle opinioni personali, e ciascuno può legittimamente ritenere tale qualunque schieramento. Anche perchè - siamo onesti - la classifica dipende dalle singole priorità, nessuna delle quali è superiore alle altre per editto divino. Tu hai tutto il diritto di ritenere più presentabile il PD - lo è, dal punto di vista delle libertà civili, ad esempio - oppure IDV - l'accento sulla legalità è condivisibile anche per me - ma permettimi di ricordarti che l'ultimo governo Prodi ha evidenziato una visione anti-imprenditoriale che ha lasciato il segno. Pensa solo alla consegna del TFR all'INPS - gestito da magnifici managers di nomina sindacale, guarda un po' .... - oppure alla finta riduzione IRAP con allargamento della base imponibile, o per finire ad una normativa sulla sicurezza in azienda che parte dall'assunto di colpevolezza degli imprenditori in quanto tali. Pur se le politiche economiche di Tremonti & soci sono misere ed anche sbagliate, quelle precedenti ci hanno convinto che non sia possibile dare un solo grammo di fiducia ad uno schieramento che aveva un rapporto privilgiato con la CGIL: tra gli imprenditori, ciò taglia la testa al toro ...... e l'intervista a Fassina chiude ogni porta.

Ciò che trovo molto sgradevole, invece, è la pretesa di affibbiare patenti a coloro che votano in maniera sgradita. Ben che vada, devono almeno avere motivazioni inconfessabili ma, tipicamente, non scelgono con raziocinio, sono beceri ed ignoranti, seguono pedissequamente una tradizione. Tipica rappresentazione utilizzata dalla sinistra e fatta propria - anche quella! - dal Berlusca .....

non sono un imprenditore, e sarà sicuramente dovuto alla mia ignoranza, ma ho sempre pensato che dal punto di vista della società abbassare le aliquote e allargare la base imponibile fosse una cosa positiva.

Il TFR, inoltre,  è un'istituzione tipicamente italica che ha precise motivazioni storiche, ma non è di proprietà delle imprese, troppo abituate a considerarlo come tale. L'esproprio è stato fatto ai danni dei lavoratori.

Resto convinto del fatto che debba tornare al più presto nel sia destinazione naturale: la busta paga dei lavoratori.

Resto convinto del fatto che debba tornare al più presto nel sia destinazione naturale: la busta paga dei lavoratori.

Questa è anche una mia opinione personale, e faccio l'imprenditore. Ma vederlo comunque finire (per chi ha optato, Franco, per chi ha optato..) nelle mani di assicurazioni e finti fondi pensione della CGIL ha per me l'amaro sapore di una beffa ai danni dei lavoratori.

Comunque, contrariamente a quanto affermato da Franco lo scippo del TFR non è stato fatto da Prodi, che se lo è trovato sul tavolo (omissione di soccorso?), ma dal Berlusconi Ter, DLgs n° 243 e 252 del 2004-2005.

Sì, Marco, hai ragione sul TFR: ricordavo male perché la cosa è arrivata a compimento successivamente, ed in quei frangenti se ne parlò a lungo e con grandi “mali di pancia”. Sul fatto, poi, che quella sia una componente del salario – semplicemente differita – sfondi una porta aperta: non ho detto, infatti, che siano danari delle imprese, ma semplicemente che la modifica costituisce un aggravio, anche se solo parziale, come fai correttamente notare. In ogni caso, il discorso sarebbe lungo ed articolato giacché dovrebbe coinvolgere tutta la struttura dei salari e dei costi per le imprese, ma l'erroneità di quest'unico esempio non cambia la sostanza: perché mai qualcuno si dovrebbe stupire che gli imprenditori lombardo-veneti – a grandissima maggioranza – non votino a una parte politica che ha espresso un Visco ed ha reso evidente un rapporto privilegiato con la CGIL, che ha varato una simile normativa sulla sicurezza del lavoro ed ha burocratizzato le procedure di dimissioni dal lavoro, che ha affrontato i temi ambientali alla …. Pecoraro Scanio ed ha trovato – stupore! - continui “tesoretti” da spendere in allegria …....?


@ Spike

ho sempre pensato che […....] abbassare le aliquote e allargare la base imponibile fosse una cosa positiva.

Sì, ma non se riduci le aliquote IRAP ma rendi indeducibile ciò che prima lo era, tra l'altro complicando le cose, dai …..


@ Artemio Keidan

ho sempre pensato che il generico rifiuto della sinistra, da parte del ceto imprenditoriale, potesse spostare solo una parte non così rilevante di voti

Il Veneto si caratterizza per una imprenditorialità estremamente diffusa – spesso micro – e non dimenticare che la coesione sociale tra piccoli imprenditori e collaboratori è fortissima


@ Francesco Ginelli

stai dicendo che una volta che nell'intimo tuo sei consapevole che non e' tutto oro quello che luccica nel partito che tu scegli di votare, allora la tua scelta morale diventa insindacabile

tu stai dicendo che scegliete di votare chi fa gli interessi della vostra categoria, a prescindere da tutto il resto

Guarda, sono stato molto incerto se rispondere a queste affermazioni, che non sono “sgradevoli”, ma semplicemente offensive: non entrerò nel merito, perché mi pare evidente l'inutilità di una discussione su queste basi, e voglio invece far notare come, ancora una volta, prevalga l'etichettatura di chi vota in modo sgradito. Quanto meno è obnubilato e certamente ha interessi (come mai non hai scritto chiaramente “sporchi”?) da difendere contro ogni evidenza etica.

Q.E.D.

Lascio ogni altra valutazione su che cosa sia utile alla collettività e che cosa no, sulla necessità lapalissiana di cucinare una torta prima di distribuirla et similia a chi ne abbia ancora voglia. Io non l'ho più, e la chiudo qui.

 

Guarda, sono stato molto incerto se rispondere a queste affermazioni, che non sono “sgradevoli”, ma semplicemente offensive: non entrerò nel merito, perché mi pare evidente l'inutilità di una discussione su queste basi, e voglio invece far notare come, ancora una volta, prevalga l'etichettatura di chi vota in modo sgradito. Quanto meno è obnubilato e certamente ha interessi (come mai non hai scritto chiaramente “sporchi”?) da difendere contro ogni evidenza etica.

Io invece sono stato molto incerto se scriverle quelle righe, perche' mi rendevo pienamente conto che avrebbero contribuito ad un dialogo tra sordi.

Pero' non mi mettere in bocca parole non mie. Per chiarire, non penso che i tuoi interessi siano "sporchi" o che tu sia obnubilato, se no non mi sarei preso la briga di scrivere quelle righe. Pero' sei tu che hai scelto di motivare il tuo voto sulla base della difesa degli interessi dei piccoli imprenditori. 

Lascio ogni altra valutazione su che cosa sia utile alla collettività e che cosa no, sulla necessità lapalissiana di cucinare una torta prima di distribuirla et similia a chi ne abbia ancora voglia. Io non l'ho più, e la chiudo qui.

Ecco, io non trovo certo che i tuoi interessi siano illegittimi, ma tra le righe mi sembra di capire che sei tu ad essere convinto che i tuoi interessi siano piu' legittimi di quelli degli altri. Temo purtroppo che tu sia in compagnia della maggioranza degli italiani, e che il destino di questo paese sia un'eterna lotta tra bande.

Io non difendevo affatto né Prodi, né il PD, la mia era una curiosità sincera, non prevenuta.

È che ho sempre pensato che il generico rifiuto della sinistra, da parte del ceto imprenditoriale, potesse spostare solo una parte non così rilevante di voti: sull'altro versante non è che siano tutti thatcher. Ci sono sempre anche altre questioni in gioco, non ultima la politica sociale. E quindi, pensavo, se questi votano a destra con così tanta convinzione, ci sarà dell'altro. Invece, pare di no.

Molto spesso, semplicemente, si cerca di scegliere il "meno peggio": qui rientriamo nel campo delle opinioni personali, e ciascuno può legittimamente ritenere tale qualunque schieramento. Anche perchè - siamo onesti - la classifica dipende dalle singole priorità, nessuna delle quali è superiore alle altre per editto divino.

Scusa se mi permetto, pero' qui stai dicendo che una volta che nell'intimo tuo sei consapevole che non e' tutto oro quello che luccica nel partito che tu scegli di votare, allora la tua scelta morale diventa insindacabile.

permettimi di ricordarti che l'ultimo governo Prodi ha evidenziato una visione anti-imprenditoriale (...) ci hanno convinto che non sia possibile dare un solo grammo di fiducia ad uno schieramento che aveva un rapporto privilgiato con la CGIL: tra gli imprenditori, ciò taglia la testa al toro

Non voglio sembrare sgradevole, ma tu stai dicendo che scegliete di votare chi fa gli interessi della vostra categoria, a prescindere da tutto il resto.

Poco importa che al di fuori dall'Italia la lega sia universalmente percepita come "il partito xenofobo italiano", il Front National italiano. Ci tappiamo il naso di fronte al razzismo, i diritti calpestati. Fa niente anche se questi tutto sono meno che liberali, non ci importa della prova orribile che hanno dato su Alitalia-Malpensa o che parlino di dazi doganali verso la Cina (non e' un gran che come liberismo, ma magari quelli a certi imprenditori sono graditi). Non ci imbarazza che la lega accompagni fedelmente Berlusconi nella sua distruzione del tessuto democratico, importa solo che faccia l'interesse degli imprenditori. Ma dov'e' il limite? Quand'e' che il particolare deve cedere il passo all'interesse generale?

Ancora una volta, non vorrei essere sgradevole, ma purtroppo non riesco a vedere la differenza dall'ennesimo voto di scambio, uguale a tanti altri nel nostro paese.

Stamattina ho sentito imprecare il meccanico della Toyota contro Prodi che ha abbassato gli stipendi (???), adesso tu gli appioppi colpe non sue sul TFR, ci manca solo che sia la sua colpa della crisi mondiale e ci siamo!

Il buon RP avrà tante colpe (io gli rimprovero Mastella, Pecoraro Scanio e Visco, ad esempio), ma non diamogli quelle che non ha.

Io sul successo della lega ho trovato convincente phastidio

in particolare il pezzo dove dice

La Lega ha smesso da tempo di offrire al paese un’opzione riformatrice, ma rappresenta solo il sistematico tentativo di acquisizione di risorse fiscali, per riequilibrare il saldo tra tasse pagate e trasferimenti ricevuti dal centro

 

Io sul successo della lega ho trovato convincente phastidio

in particolare il pezzo dove dice

La Lega ha smesso da tempo di offrire al paese un’opzione riformatrice, ma rappresenta solo il sistematico tentativo di acquisizione di risorse fiscali, per riequilibrare il saldo tra tasse pagate e trasferimenti ricevuti dal centro

Questa non e' la spiegazione di perche' la LN ha aumentato i voti, e' semmai il giudizio di phastidio sulla LN.  La LN ha aumentato i voti secondo me perche' lo Stato italiano, sia governato da Berlusconi sia governato da Prodi, fa piuttosto schifo, partitolarmente a chi e' vicino ai confini e puo' fare confronti, a chi ha a che fare con la competizione internazionale e non e' obnubilato ideologicamente. La LN continua a presentarsi come forza politica che vuole riformare radicalmente lo Stato italiano, ed e' in questo piu' credibile di altre forze.  Quando la LN non sara' piu' credibile in questo, per esempio se mantiene il potere per decenni e nulla di sostanziale cambia, allora verra' meno il suo consenso. Oppure e' necessario che appaia sulla scena qualcuno di piu' credibile. La sinistra ha perso praticamente tutta la sua credibilita' nel 1996-2001 quando non e' stata capace nemmeno di fare una legge sul conflitto di interessi e non ha trovato di meglio che fare guerra per bande al suo interno.

Riguardo il riequilibrio tra tasse pagate e trasferimenti dal centro poi la LN ha tutte le ragioni del mondo a chiederlo e ad ottenerlo. E' piuttosto indice della stupidita' e dell'ignoranza degli elettori e della scadente qualita' delle elites del Nord e in parte del Centro che la spoliazione cui sono sottoposti possa continuare dal 1880 circa ad oggi senza alcun risultato che sostenere uno Stato centrale marcio, disfunzionale e corrotto e un Sud drogato (ed economicamente annichilito) dall'assistenzialismo clientelare.

Riguardo il riequilibrio tra tasse pagate e trasferimenti dal centro poi la LN ha tutte le ragioni del mondo a chiederlo e ad ottenerlo

Si prospettano problemi (o almeno così credo io) a livello di coalizione.  Intendo dire Campania, Calabria, Lazio sono indebitate parecchio e dubito che vengano rese più "virtuose" con tagli o nuove tasse regionali. Temo che, per mantenere il consenso, si ripeterà quello che è successo recentemente in Sicilia o con il comune di Roma. Quindi, se la Lega spingerà per ottenere questo trasferimento, ed i soldi sono quelli che sono, come farà Voltremont di fronte alle richieste che sicuramente arriverano dagli alleati meridionali?

Riguardo il riequilibrio tra tasse pagate e trasferimenti dal centro poi la LN ha tutte le ragioni del mondo a chiederlo e ad ottenerlo

Si prospettano problemi (o almeno così credo io) a livello di coalizione.  Intendo dire Campania, Calabria, Lazio sono indebitate parecchio

Il problema di base e' l'esistenza dello Stato Italia dotato di elites scadenti e masse poco istruite e acute.  Questo problema e' irrisolvibile, e i problemi dell'Italia sono destinati a continuare a lungo, a meno che la gente non venga ridotta proprio male (come sara' presumibilmente nel 2050 quando secondo le proiezioni il reddito pro-capite dell'Italia sara' superato dalla Romania).  Se (ma non e' evidentemente cosi') le elites del centro-nord non fossero scadenti e se le masse elettorali del centro-nord non fossero poco istruiti lettori della Gazzetta sportiva, avrebbero da decenni ripreso tutto quanto eccede un trasferimento ragionevole al centro statale e al Sud e se c'era qualche obiezione degli assistiti avrebbero messo il filo spinato ai confini regionali e si sarebbero tenuti tutto, con la sola forza della democrazia sostenuta dal consenso.

Stai facendo un discorso ampio. Io mi limitavo all'imminente. La coalizione di centro-destra ha una componente che chiede il riequilibrio delle risorse ma questo riequilibrio significa tagli agli sprechi e gestione virtuosa nelle regioni del Sud. Queste regioni hanno anch'esse un importante peso elettorale per la sudetta coalizione. Ora, effettuare il riequilibrio continuando a foraggiare gli sprechi al Sud non mi sembra possibile (non ci sono soldi) fare quanto sopra (tagliare gli sprechi) è possibile a rischio però di perdere consensi elettorali. Sono proprio curioso di vedere come se la caveranno. 

Premesso che concordo pienamente con l'ingiustizia del trasferimento di risorse nord-sud (ingiustizia anche per il sud che finchè è drogato dai trasferimenti non potrà camminare con le sue gambe) e che posso trovare comprensibile anche la menzione del filo spinato (immagine prodotta da una rabbia legittima per tale ingiustizia), mi pare che la storia del nord "stupido e sfruttato" dallo stato mangione e dal sud parassita sia un tantino semplificata.

In tutte le nazioni (formatesi per n motivi storici e culturali) ci sono aree più sviluppate e altre meno. Le differenze si possono gestire in modo sano oppure malasano come è avvenuto in Italia. Se però l'Italia non è ancora una repubblica federale (come sarebbe meglio che fosse) e non c'è stata ancora secessione o filo spinato, io dico che le elites del nord hanno avuto una loro convenienza e le masse incolte di lettori della gazzetta dispongono di un compromesso finora ritenuto accettabile. Altrimenti non satremmo qui a parlarne.

... le elites del nord hanno avuto una loro convenienza e le masse incolte di lettori della gazzetta dispongono di un compromesso finora ritenuto accettabile. Altrimenti non satremmo qui a parlarne.

Il fatto che le elites del Nord siano scadenti e le masse poco istruite e acute si vede proprio dal fatto che hanno pensato non dico di guadagnarci ma almeno di non perderci di grosso.  Come era strutturato lo Stato italiano lo aveva gia' capito e scritto Turati nel 1890, ci sono voluti 120 anni perche' Luca Ricolfi facesse i conti per bene e pubblicasse un libro arrivando alle stesse conclusioni, ma con molti piu' numeri.  Nel frattempo la protesta (giustificata ma spesso non ben argomentata) e' stata (e continua ad essere) demonizzata, anche dalle scadenti elites del Nord.

Oltre alla "ristrettezza di vedute" da te indicata mi sembrano interessanti queste cose rinvenute nei commenti al post riesumato da spike

Tesi interessanti.

Provo a buttar giù alcune considerazioni.

Sono il primo a sperare che s'interrompa l'assistenzialismo statale, perchè soffica il sud non certo perchè danneggi il nord.

Soffoca il sud perchè da ai cacicchi locali i soldi per comprarsi e gestirsi le clientele, e gli da un ottimo incentivo a non volere uno sviluppo delle zone da loro controllate. Se si sviluppassero, ciao soldi ciao clientele ciao potere.

Non danneggia il Nord semplicemente perchè quei soldi vi ritornano.Con quei soldi per decenni il sud ha comprato i prodotti del nord che non sarebbero stati competitivi al di la del Brennero, e sempre quei soldi hanno arricchito molti imprenditori del nord che aprivano filiali al sud che ad andare bene operavano un anno e una volta incassato, scappavano, più spesso non aprivano nemmeno.Solo facciata. Incassavano e basta.

A ben vedere la lega rappresenta quanto di più italiano ci sia: senso della collettività nullo, individualismo (per non dire egoismo) al massimo, xenofobia a gogo e senso civico tendente allo zero.

 

Interessante l'accenno alla sinistra che perde credibilità nel 1996-2000.

Sarei più preciso e direi 98-2000(D'alema-Amato).Le beghe alla caduta del governo Prodi penso che siano la quintessenza della sinistra italiana.

Vorrei sapere,però, quanto tempo ci voglia affinchè la destra e la lega perdano a loro volta credibilità, visto che governano quasi ininterrottamente (e il Lombardo-Veneto ininterrottamente) dal 2001?Forse però da allora le cose sono andate bene...

Non danneggia il Nord semplicemente perchè quei soldi vi ritornano

Guarda, non sono riuscito a trovare la splendida e paziente risposta - tecnicamente ineccepibile - che Michele Boldrin diede qualche tempo fa sul tema. Io non ho tempo, ora, di articolare una spiegazione così approfondita, e probabilmente non sarei capace di farlo altrettanto bene.

Se Michele avesse tempo e voglia di riproporre Economics 101 ......

Re(8): lombardoveneto

31/3/2010 - 13:29

Anche senza ECO101...

Caso A: un panettiere di MI lavora 5 ore al giorno per produrre 100 focacce che vende ad un euro l'una. il 20% dell'incasso lo paga in tasse che vengono trasferite ad un signore di NA che si fa spedire 20 focacce. ore lavorate 5, focacce prodotte 100, guadagno 80.

Caso B: vengono abolite le tasse e i trasferimenti al signore di NA; cosi' facendo la domanda (per un prezzo di un euro) si riduce di 20 focacce, e il panettiere deve lavorare solo 4 ore per produrre le 80 focacce che vende. ore lavorate 4, focacce prodotte 80, guadagno 80.

Meglio lavorare 5 ore e guadagnare 80 o lavorarne 4 e guadagnare lo stesso?

Non danneggia il Nord semplicemente perchè quei soldi vi ritornano.Con quei soldi per decenni il sud ha comprato i prodotti del nord che non sarebbero stati competitivi al di la del Brennero, e sempre quei soldi hanno arricchito molti imprenditori del nord che aprivano filiali al sud che ad andare bene operavano un anno e una volta incassato, scappavano, più spesso non aprivano nemmeno.Solo facciata. Incassavano e basta.

Come gia' scritto ampiamente in passato, il trasferimento danneggia il Nord complessivamente e in particolare le masse del Nord.  Luca Ricolfi ha fatto tutti i conti nel suo recente libro "Il sacco del Nord" e scrive correttamente di "spoliazione".

Chi ci guadagna sono solo i grandi imprenditori collusi col potere centrale, Agnelli & Co, che anche grazie alla desertificazione dell'industria nel Sud hanno avuto specie in passato un mercato piu' o meno protetto per vendere i loro prodotti e hanno potuto incassare sussidi statali per impiantare scadenti attivita' industriali nel Sud, tutto pagato dai contribuenti primariamente del Nord.  Ma anche questi guadagni sono ormai praticamente esauriti per effetto del libero commercio, particolarmente in ambito UE: nessuno vieta allo Stato e ai mafiosi nel Sud di comperarsi le BMW e le Mercedes piuttosto che le piu' scadenti Fiat, e il governo non puo' sussidiare la Fiat contro le BMW e le Mercedes per gli accordi UE, puo' al massimo spendere i soldi dei contribuenti per sussidiare sia la Fiat sia BMW e Mercedes.

Non e' un caso che ora per contrappasso c'e' a Torino un governatore regionale leghista.

Il mafioso del sud la mercedes la comprava anche negli anni 60 e le focacce non c'è bisogno di comprarle da Milano, perchè a Palermo per n motivi costano meno.

Le due considerazioni che ho riportato sono dati di fatto. Sicuramente la piccola aziendina che fa focacce non ne beneficia, ma il sistema industriale di cui ne fa parte si. E se prospera quel sistema, prospera anche chi fa focacce.

Proprio in questo sito lessi mesi fa una bella analisi a firma S.Modica dati alla mano, su quanto ci rimetteva il nord. più o meno 1.5 miliardi di euro. Vi si leggeva che l'80% degli acquisti di beni e servizi del settore pubblico allargato del sud, veniva fatto al nord con tasse pagate al 70% dal nord. Praticamente il nord da al sud i soldi per comprare i suoi prodotti (il meccanismo di cui parlavo). Nel privato e coi fondi europei è lo stesso (se non più evidente).

 

Credo che l'articolo a cui ti riferisci fosse questo

Nel testo ci sono ampi commenti di Alberto Luisani

Quell' articolo era sballato, come feci notare io,altri più autorevoli ed infine ammise lo stesso Modica.

Se non ti piaccion le focaccine mettici i tostapane o i rubinetti, il risultato non cambia ed il tuo controargomento non tiene: se il panettiere del nord non vende a sud a pagare più tasse ci perde comunque.

Proprio in questo sito lessi mesi fa una bella analisi a firma S.Modica dati alla mano, su quanto ci rimetteva il nord. più o meno 1.5 miliardi di euro. Vi si leggeva che l'80% degli acquisti di beni e servizi del settore pubblico allargato del sud, veniva fatto al nord con tasse pagate al 70% dal nord. Praticamente il nord da al sud i soldi per comprare i suoi prodotti (il meccanismo di cui parlavo). Nel privato e coi fondi europei è lo stesso (se non più evidente).

Questi conti sono fondalmentalmente errati, ma non c'e' da stupirsi che l'assistenzialismo, che e' comparabile con la droga, generi mostri, ovvero intellettuali pronti a sfornare teorie che lo giustifichino contro ogni evidenza.

I conti di Luca Ricolfi sono ben diversi, e a mio giudizio personale sono sostanzialmente corretti. Secondo Ricolfi i contribuenti del Nord danno a Roma e al Sud Italia almeno 50 miliardi di euro all'anno oltre il livello massimo ammissibile di solidarieta', che viene fissato in spesa pubblica nominale pro-capite uguale per tutti indipendentemente dai redditi tassabili. Piu' dettagliatamente, 10 miliardi euro oltre il massimo ammissibile finiscono a Roma e 40 miliardi nel Sud. Questo corrisponde a circa 8000 Euro all'anno per  una famiglia media di 4 persone, cioe' 666 Euro al mese.  Per i contribuenti lombardi, i piu' ricchi e di gran lunga i piu' tassati, probabilmente si tratta di ~1200 Euro netti al mese di reddito sottratti. Se poi i trasferimenti al Centro e a Roma venissero azzerati, i guadagni per i contribuenti del Nord probabilmente raddoppierebbero.

Cito dal Corriere:

... i nuovi numeri del «sacco» danno ragione al Nord persino più di quanto spesso si pensi: sono almeno 50 i miliardi che «ogni anno se ne vanno ingiustificatamente».

 

Luca Ricolfi, insieme ad altre considerazioni che non condivido afferma (il grassetto è mio):

http://blog.panorama.it/opinioni/2010/03/19/ricolfi-ma-quanta-poverta-c%e2%80%99e-nel-sud/

"Il secondo motivo è che nel Mezzogiorno il reddito, lungi dall’essere insufficiente, è distribuito in modo molto più diseguale che al Nord (grafici). C’è una casta politico-burocratico-affaristica, spesso collegata alla criminalità organizzata, che riesce ad appropriarsi di una fetta consistente delle risorse che affluiscono al Sud, e c’è un vero e proprio proletariato ipersfruttato o emarginato che non riesce neppure a raggiungere il livello di sussistenza. Detto in altre parole: non è il livello medio del reddito pro capite, ma è la sua iniqua distribuzione il vero problema del Mezzogiorno."

Io sono preoccupato della sorte di questa frazione della popolazione, numericamente tutt'altro che trascurabile le cui condizioni potrebbero ancora peggiorare. Non certamente della prosperità della "casta politico-burocratico-affaristica" che mi ha disgustato a tal punto da spingermi a cambiare aria (prima a Milano, poi a Firenze ora a Bruxelles).

Il problema c'è e non è accettabile semplicemente ignorarlo, come sembra essere la politica della LN.

In passato ho suggerito di prendere in considerazione un'iniziativa come quella dei liberali tedeschi ( http://www.wsws.org/articles/2009/oct2009/fdp-o05.shtml ): un "Bürgergeld" pagato direttamente dalle casse federali ai cittadini bisognosi, a prescindere dal luogo di residenza e senza ulteriori intermediazioni. La proposta somiglia all'inmposta negativa sul reddito, a suo tempo avanzata da Milton Friedman.

In un'ottica di sviluppo del federalismo se ne potrebbe adottare una versione modificata: da un lato rendere il "Bürgergeld" un poco più generoso, dall'altro dare facoltà agli enti locali di tassarlo per finanziare le attività di loro competenza. L'effetto sul sistema di potere clientelare in molte regioni d'Italia sarebbe potentissimo: diventerebbe impossibile comprarsi il consenso dei clientes mediante spesa pubblica improduttiva, e gli elettori diventerebbero molto più esigenti verso la classe politica locale.

A differenza della LN non intendo affatto eliminare o ridurre l'intermediazione dello stato centrale, casomai quella degli enti locali, che hanno dato pessima prova di sè.

La funzione di intermediazione clientelare verrebbe invece stroncata, in quanto i sussidi non sarebbero più affidati allo loro discrezionalità (un posto parassitario a te, una consulenza inutile a te, una pensione d'invalidità fasulla a te etc.) ma versati direttamente nelle mani dei bisognosi (anche quelli del nord), magari espandendo le funzioni della già esistente "social card".

Rimane il problema dell'evasione, e non è piccolo, insieme a quello dei possibili abusi di qualsiasi politica sociale. Per quello confido nella sagacia di di Tremonti (che è di Sondrio) e di Sacconi (che è di Conegliano).

Guarda un pó: dopo la proposta dei liberali tedeschi (stato fortemente federale) ora anche in Svizzera, patria del federalismo e più volte citata dagli ardenti federalisti in questo blog, troviamo una proposta di un sostegno ai bisognosi pagato direttamente ai beneficiari dallo stato centrale (federale) senza intermediazioni locali.

Da seguire.

da seguire, ok,  ma bisogna considerare anche che parliamo di paesi completamente differenti. La questione meridionale che abbiamo qua in Italia non mi sembra sussitere da altre parti.

Si e no. Differenze anche significative nel livello di benessere fra differenti aree all'interno di un singolo stato sono abbastanza comuni. Altrettanto comuni sono trasferimenti fra le aree più ricche e quelle più povere e le polemiche sull'ammontare e le modalità di tali trasferimenti.

In Germania non c'è un Sud, la c'è un Est ed i trasferilmenti sono molto più massicci si quelli verso il Sud italiano Pure le dispute sono intense, per quanto non si sia ancora vista una "Lega Ovest".

In Svizzera i trasferimenti intercantonali impegnano una buona parte del bilancio federale, e anche lí se ne discute molto vivacemente.

In Belgio dove vivo le dispute comunitarie (fra Fiamminghi e Valloni) occupano ormai la maggior parte del dibattito politico; è stato adottato il federalismo e funziona malissimo.

Ci sono problemi anche in Francia (Corsica) e in Spagna (Paesi Baschi) dove la polemica ha lasciato il passo alle armi, mentre per fortuna noi non ci siamo ancora arrivati.

Ci sono tensioni nel Regno Unito per quanto riguarda la Scozia e in misura minore fra il prospero Sud-Est e l'impoverito Nord dell'Inghilterra. Trascuro l'Irlanda del Nord perchè a quanto mi è sembrato di capite non si tratta di una questione di soldi.

Negli USA (ma gli amerikani mi correggeranno) la questione del separatismo è stata risolta una volta per tutte dal Generale Grant (adoro "Via col vento") e ora non se ne parla più, peró mi sembra di ricordare che alcuni programmi di assistenza a persone in grave disagio (food stamps, Medicaid) siano finanziati con fondi federali.

Non ho letto il libro di Ricolfi, ma ancora una volta dai dati che riporti manca una considerazione fondamentale.

I soldi dati al sud che fine fanno?

Se finiscono in consumi di beni prodotti all'estero e finanziamenti di imprese che operano ed agiscono prevalentemente all'estero, sarei d'accordo.

Se finiscono in acquisti di beni prodotti da industrie del nord e finanziamenti diretti ad aziende del nord il discorso cambia diametralmente.

Non sono un'economista e non ho una banca dati da dove prelevare dati obiettivi su questo, posso solo riportare quello che vedo e l'esperienza del mio campo d'azione dove il fenomeno che ho descritto è la norma.

Senti ma se vengo a rubarti in casa, mi vendo la refurtiva e poi con i soldi ricavati vengo a comprarmi un televisore nel tuo negozio di elettrodomestici per te non c'e' nessun problema? Non riesco proprio a capire come si possa proporre ancora questo punto. Ribadisco, se devo lavorare 10 ore al giorno di cui due di tasse che servono a sussidiare il 20% delle vendite che faccio, preferisco lavorarne 8 e nelle 2 ore libere andarmene in palestra. Oppure lavorare lo stesso 10 ore al giorno e il 20% della mia produzione darlo in beneficienza, quanto meno ne guadagno in "felicità".

Tutto spiegato qui

Però il bene, la simpatia e la cena non sono inclusi.

Andiamo con ordine.

La prima confutazione è correttissma per il mondo di oggi.

Trascura però il piccolo dettaglio che se non ci fosse stato questo sistema, oggi la Fiat e molte delle industrie del nordovest avrebbero avuta vita molto più dura. Si sono sviluppate nel dopoguerra grazie ad un mercato sostanzialemente protetto e quindi grazie anche a questo meccanismo. Storia.

la seconda è espressa quanto meno in modo poco convincente perchè presuppone una somma zero, che non c'è. La propensione al consumo dei redditi medio-bassi (che abbondano al sud) è più alta di quella dei medio alti e quindi quei 100 euro di reddito in più è più probabile che andrebbero in consumi al sud piuttosto che al nord. Inoltre, data la cronica eccedenza produttiva che affligge il sistema, non è detto che il nord o la svizzera avrebbero assorbito la produzione destinata ad esser acquistata al sud.

Infine continuate a non prendere in esame la partita di giro che si verifica coi finanziamenti assegnati alla zone depresse che rientrano pari pari nelle casse delle aziende del nord tramite le filiali fittizie del sud.

Un'ultima considerazione.

Frasi come furto riferito alle tasse (il furto è non pagarle), e la conclusione sulla simpatia (spero fosse una battuta, in ogni caso è riuscita male) mi fanno capire che la questione è per voi un nervo scoperto e non siete interessati ad un dibattito aperto nel rispetto delle diversità d'opinioni.Peccato.

Per questo la finisco qui e vi lascio alla vostra amata enonomics 101.

Con simpatia.

 

Sempre con ordine, ma inverso.

La simpatia (ammetto che era poco chiaro) si riferisce all'esordio del commento di Boldrin

Ci provo per l'ultima volta, Marco, ma solo perché mi sei simpatico.

come il riferimento alla fine dove poi andranno a cena. Non simpatia mia, ne simpatia per te (non che tu non lo sia per caità, ma direi che non ci conosciamo ok?)

In secondo luogo: voi chi? Io ho riportato una spiegazione che mi sembra corretta. Non rappresento nessuno e sicuramente non NFA di cui sono un semplice visitatore commentante peraltro recente. Ad ogni buon conto tutto mi sembra questo sito meno che un posto dove non si può esprimere un opinione.

Nervo scoperto di chi e de che? Di un gruppo di veneti che insegna economia in america? Dire le cose per partito preso non porta da nessuna parte, questo sì sul sito non viene visto di buon occhio. Chi espone fatti e numeri o propone critiche circostanziate viene sempre ascoltato da queste parti.

Seguono mie osservazioni, visto che la risposta era ad mio commento, non mi sento nè in dovere ne in diritto di difendere le argomentazioni di Michele perchè non trovo ce ne sia bisogno.

oggi la Fiat e molte delle industrie del nordovest avrebbero avuta vita molto più dura.

non ho informazioni di dettaglio sulla questione, nè ne vedo riportati. In modo generico tutti possiamo dire tutto. Anche che al sud sono mafiosi e al nord si lavora solo (NB io sono del sud). In ogni caso che c'entra? Si parla di trasferimenti dal Nord al sud e si riportano evidenze a riguardo. Ci sono evidenze contrarie? Parliamone. Parliamo di cose concrete però, altrimenti è inutile. Se anche fosse vero quello che dici, la Fiat è il Nord? Rappresenta tutto l'apparato industriale del nord? Tutte le imprese del nord vivono sostanzialmente di roba venduta al sud? Non credo, in ogni caso non vedo evidenze ma affermazioni di principio che lasciano il tempo che trovano.

In merito a questo:

la seconda è espressa quanto meno in modo poco convincente perchè presuppone una somma zero, che non c'è. La propensione al consumo dei redditi medio-bassi (che abbondano al sud) è più alta di quella dei medio alti e quindi quei 100 euro di reddito in più è più probabile che andrebbero in consumi al sud piuttosto che al nord. Inoltre, data la cronica eccedenza produttiva che affligge il sistema, non è detto che il nord o la svizzera avrebbero assorbito la produzione destinata ad esser acquistata al sud.

Puoi leggere qui

Infine continuate a non prendere in esame la partita di giro che si verifica coi finanziamenti assegnati alla zone depresse che rientrano pari pari nelle casse delle aziende del nord tramite le filiali fittizie del sud.

non è vero, ci sono commenti sul blog che ne parlano, che al momento non ho voglia e tempo di cercare. In ogni caso quanto pesano? Di che parliamo? Numeri? A me ragionamenti del genere fanno venire in mente questo

Frasi come furto riferito alle tasse (il furto è non pagarle)

non ho capito a cosa ti riferisci. Anche io trovo che non pagare le tasse sia letteralmente un furto. Tuttavia la parola furto si può usare anche in modo non letterale, come quando una cosa tanto e dici "hey è un furto!

Frasi come furto riferito alle tasse (il furto è non pagarle)

non ho capito a cosa ti riferisci. Anche io trovo che non pagare le tasse sia letteralmente un furto. Tuttavia la parola furto si può usare anche in modo non letterale, come quando una cosa tanto e dici "hey è un furto!

Penso si riferisca al mio esempio di cui sopra in cui ho parlato di trasferimenti, ladri e televisori. Spike siamo a due, il primo è stato l'esempio delle focacce a cui hai brillantemente risposto che

le focacce non c'è bisogno di comprarle da Milano, perchè a Palermo per n motivi costano meno.

(ma non mi dire, a Sud esistono i panifici? sono allibito): si tratta di semplificazioni, modellini di ragionamento per isolare la questione. Lo so che (signora mia che modi!) fare l'esempio di un furto quando si tratta di trasferimenti pubblici è terribilmente sconveniente, ma uno degli asset di questo blog è che si guarda più ai contenuti che alla forma, quindi mi perdonerai se rispedisco al mittente la psicologia d'accatto sui nervi scoperti. Ti sfugge ancora che la partita di giro costa ore di lavoro al produttore del Nord - per produrre un bene di cui gode qualcun altro. Alla faccia della partita di giro!

Torno alla mia ECO101, è alquanto più interessante di chi per non accettare una tesi che non piace si inventa argomenti del tutto inconsistenti.

"In ogni caso quanto pesano? Di che parliamo? Numeri?"

E quindi? Motivo in più per includerle e pesarle, non fosse altro per dimostrarne l'irrilevanza.

Non so se Ricolfi l'abbia fatto, spero di si altrimenti i dati che riporta sono manchevoli.

Il commento di boldrin,poi non può essermi di molto aiuto. Estrapolato dalla discussione che l'ha generato lascia molti punti aperti e quanto meno discutibili (a somma zero è chiaro che conviene produrre piuttosto che andare in vacanza, non fosse altro che le economie di scala aumentano i margini che ho sulla produzione "redditizia"), che sicuramente saranno stati estrinsecati, ma non posso rileggere tutta la discussione. Grazie comunque per la segnalazione.

Sul dopoguerra mi limito ad una sola considerazione. Credo che sia meglio avere a disposizione un mercato protetto di 60 mln di potenziali consumatori, piuttosto che uno di 25 mln (ok le cifre assolute sono diverse ma il concetto è quello).E i beneficiati non erano certo inesistenti industrie meridionali.

Quanto alle tasse e il furto era in un commento diverso dal tuo che ho erroneamente "fuso" col tuo.

Sorry.

Ps: ora mi taccio per non tediare più.

 

Trascura però il piccolo dettaglio che se non ci fosse stato questo sistema, oggi la Fiat e molte delle industrie del nordovest avrebbero avuta vita molto più dura. Si sono sviluppate nel dopoguerra grazie ad un mercato sostanzialemente protetto e quindi grazie anche a questo meccanismo. Storia.

Tu la vedi come un "avrebbero avuto vita molto più dura", ma si potrebbe anche vedere come un "avrebbero avuto molto più incentivi a essere più competitive a livello nazionale e internazionale e avrebbero avuto molto più incentivi a innovare e quindi a creare un mercato per manodopoera qualificata ad alto valore aggiunto."

In effetti, tutto questo si può vedere anche se fai il grafico di domanda e offerta e studi i vari casi del tipo "libero mercato", "mercato con tariffe", "mercato con quote", etc. Quello che viene fuori è che il benessere collettivo non è lo stesso in questi casi, ma la dimensione della torta cambia. In particolare, la torta è più grande in generale nel caso del libero mercato. Certo poi, nei vari casi, c'è qualcuno che si avvantaggia e qualcuno che viene fuori svantaggiato. Per esempio, nel libero mercato ci guadagna un sacco il consumatore, perché la competizione abbassa i prezzi. Ci guadagna anche l'economia però, perché abbassando i prezzi di uno stesso prodotto, c'è più gente che può permetterselo. Con le quote o le tariffe invece, si avvantaggiano i produttori, che possono fare prezzi più alti rispetto a quelli minimi per andare in pari.

Questi conti sono fondalmentalmente errati, ma non c'e' da stupirsi che l'assistenzialismo, che e' comparabile con la droga, generi mostri, ovvero intellettuali pronti a sfornare teorie che lo giustifichino contro ogni evidenza.

Confermo che credo che ci siano trasferimenti sostanziali da Nord a Sud (e che i miei conti iniziali erano sbagliati); e ribadisco che ho sempre (almeno dagli anni 80) pensato che per il Sud sono delle catene allo svluppo, anche se non mi sono riuscito a esprimere bene nell'articolo (si noti però che il titolo era "ma la fanno sta secessione, o no?"). 

D'altra parte, non credo che se al Nord spuntassero per incanto questi soldi che gli mancano dalle tasche perché ce li freghiamo noi si metterebbero a correre tipo Cina. E né la LN né Lusiani sembrano consapevoli di questo fatto; sembra gli interessi prevalentemente recuperare questi soldi persi, e chiudersi dentro chilometri di filo spinato al riparo dai mostri come me. Per fortuna al Nord non sono tutti così primitivi.

D'altra parte, non credo che se al Nord spuntassero per incanto questi soldi che gli mancano dalle tasche perché ce li freghiamo noi si metterebbero a correre tipo Cina. E né la LN né Lusiani sembrano consapevoli di questo fatto; sembra gli interessi prevalentemente recuperare questi soldi persi, e chiudersi dentro chilometri di filo spinato al riparo dai mostri come me.

I soldi persi sono persi per sempre e nemmeno Mandrake potrebbe recuperarli dagli ospedali in costruzione da oltre 30 anni, mai usati e di cui rimangono solo le macerie saccheggiate.  Vanno ridotti e impiegati bene i trasferimenti futuri perche' quanto accaduto finora ha danneggiato sia chi ha dato sia chi ha ricevuto.

Ridurre i trasferimenti ora impiegati in maniera demenziale a danno complessivo di tutti non risolvera' per magia tutti i problemi del centro-nord Italia ma sarebbe comunque un ottimo inizio, e servirebbe forse ancora di piu' alla societa' meridionale: la secessione cecoslovacca alla prova dei fatti e' stata piu' positiva proprio per la meno avanzata Slovacchia.  Del filo spinato non c'e' poi alcun bisogno tra vicini  ragionevoli, per quanto mi riguarda sarebbe solo l'ultimo dei rimedi.

La Cecoslovacchia veniva da quarant'anni di comunismo; sarebbe stato difficile fare peggio.

E la secessione ebbe luogo con un debito pubblico non significativo, mica il 100-120% del PIL. Prima di parlare di secessione sarebbe il caso di chiarire chi si accollerebbe il debito e cosa dire ai creditori. I vertici della Lega lo hanno capito da un pezzo ed ora si occupano di ampolline con l'acqua del Po; la base a quanto sembra non ancora...

Non è un caso che la lega abbia guadagnato elettori in tutte le regioni più produttive del paese (Veneto, Lombradia, Piemonte, Emilia Romagna) come spiega bene lo stesso Ricolfi in questi giorni.

La LN ha aumentato i voti secondo me perche' lo Stato italiano, sia governato da Berlusconi sia governato da Prodi, fa piuttosto schifo,

Da veronese, posso testimoniare che la Gente è stanca e non ce la fa più. Non ce la fa più ad aspettare, e mai vedere, l'attuazione del programma SSS: Spuza, Schei, Sicurezza.

1) Spuza. La Gente è stanca di continuare a vedere l'invasione di Stracomunitari. Il Popolo non vuole tutti questi Stranieri nei propri territori. Come si faccia a tornare indietro, non lo sa, esattamente, ma vorrebbe qualche decisione chiara, e comprensibile, con l'obiettivo evidente di rimandare a casa tutti quelli che non sono dei nostri. Vorrebbe, il Popolo, costruire Muri, erigere Steccati, alzare Barriere, scavare Fossati, segnare Limiti. La Gente NON vuole la libertà di circolazione delle persone, NON vuole la libertà di commercio, di capitali e di servizi (con Paesi fondamentalmente diversi dal nostro). Se potesse, tornerebbe quantomeno agli anni '60, con qualche limitata libertà di circolazione e di commercio con pochi altri Paesi vicini e simili al nostro.

2) Schei. Basta aspettare, la Gente vuole smetterla con la distribuzione dei soldi dai territori con le Galline produttrici a quelli dei parassiti. "Mi, Schei al Sud no ghe ne mando più", diceva la Gente nei momenti della prima ondata leghista di primi anni '90. Questo sentimento ha avuto diverse modulazioni nel corso degli anni, ma ora è tornato più forte che pria, vista anche la crisi economica galoppante. Ovvio che se si dovesse implementare l'idea del "federalismo fiscale" nella versione più estrema, ci sarebbero pochi dubbi sul fatto che nuove e bibliche migrazioni dal Sud al Nord sarebbero conseguenti (ricordo e.g. anche un editoriale di Bisin sulla Stampa tempo fa su questo). Ma la Gente non intende  transigere sul principio, e vuole raccogliere almeno qualche frutto, anche se non sa che il "federalismo fiscale" di cui si parla adesso è solo mero "centralismo", fissazione di "costi standard" a livello centrale (cosa molto sensata, direi, NdS).

3) Sicurezza. Questo punto è distinto dal primo, che affonda le sue radici su questioni di principio in merito alla stanzialità dei Popoli. Qui si chiede uno Stato di Polizia, evidentemente diretto alla "sicurezza comune" della Gente e della Roba, mica a fare i controlli fiscali, o verificare il rispetto delle regole economico-finanziarie delle attività produttive (a dire il vero su questo punto il sentimento è che non si possa fare troppo caos, o imbrogliare troppo - ma solo un po'). L'importante è che si vigili - chissà come, non lo sa bene, il Popolo - in modo costante e con pronto intervento in caso di necessità.

Fino a che il Programma SSS non sarà visibilmente impostato, ed otterrà risultati tangibili, la Lega ci sarà sempre, ed anzi aumenterà ancora i propri consensi. I liberagli facciano il liberalismo a casa loro, ma non lo impongano nei nostri territori: la Gente non lo vuole. Tutte le altre cose, possono essere anche rilevanti, ci si può discutere, ma contano molto meno.

Spero che il riassunto sia stato abbastanza rappresentativo dei punti principali.

RR

 

 

La LN ha aumentato i suoi voti soprattutto perchè è riuscita a presentarsi agli occhi dei suoi elettori come un partito diverso rispetto al suo alleato di governo, anche come un partito parzialmente d'opposizione (in mancanza di un partito di opposizione serio). A livello nazionale la LN privilegia ancora gli slogan ad effetto ma privi di sostanza, che tanto piacciono al suo capo. A livello locale la situazione è diversa e la LN, laddove ha già governato, si è dimostrata prevalentemente all'altezza della situazione. Probabilmente il personale politico leghista è al momento mosso da un istinto mediamente meno "affaristico" e clientelare rispetto ai suoi alleati. Qs deriva dal fatto che fino a ieri il partito rampante della coalizione era unanimemente il PDL, e, notoriamente (do you remember PSI ?) il partito rampante attira le mosche della m. (cioè coloro che puntano sulla politica come mezzo per un rapido arricchimento personale). Adesso che la LN ha ottenuto una consistente fetta di potere locale le mosche arriveranno a frotte e la presunta verginità della LN verrà messa a dura prova (in realtà la LN la sua verginità l'ha già persa da un pezzo però riesce ancora a camuffarsi bene). Arriverà poi il momento delle scelte scomode e, tutto sommato, a Bossi potrebbe anche tornare utile appoggiare BS nelle sue scorribande sulla giustizia per fornire una copertura preventiva alle future gaffe dei suoi amministratori, fintantoché l'onere politico di qs scelte ricade su BS. Se invece venisse percepita come cointeressata allora farebbe più fatica a spiegarlo a suoi elettori. In sintesi: ieri c'era la diversità del PCI-PDS-PD nelle amministrazioni locali, oggi c'è la diversità della LN. Il problema vero è la normalità.

Adesso che la LN ha ottenuto una consistente fetta di potere locale le mosche arriveranno a frotte e la presunta verginità della LN verrà messa a dura prova.

La LN ha adottato, specie in seguito alle mega-defezioni dei 180 parlamentari raccogliticci del 1994, regole stringenti per essere candidato (due anni di militanza).  Non so peraltro con quale rigore queste regole contro gli infiltrati vengano applicate nelle regioni di radicamento della LN perche' vivo altrove.  Mi aspetto che - se questi principi di igiene vengono mantenuti - la LN dovrebbe essere piu' refrattaria alle mosche profittatrici rispetto agli altri partiti.

Arriverà poi il momento delle scelte scomode e, tutto sommato, a Bossi potrebbe anche tornare utile appoggiare BS nelle sue scorribande sulla giustizia per fornire una copertura preventiva alle future gaffe dei suoi amministratori, fintantoché l'onere politico di qs scelte ricade su BS.

Se Bossi fa una cosa del genere la LN dura poco perche' il suo asset principale e' la credibilita' e non dispone ne' di risorse sufficienti da spendere per clientele ne' di giornali e TV per imbrogliare i gonzi.

Alberto,non so se fraintendo, ma quindi l'elettore del nord sostiene la lega perchè crede veramente

vuole riformare radicalmente lo Stato italiano, ed e' in questo piu' credibile di altre forze

e non perchè possa più pragmaticamente

riequilibrare il saldo tra tasse pagate e trasferimenti ricevuti dal centro

A me pare che l'indignazione per il giusto [refuso intendevo volevo dire ingiusto] prelievo (che peraltro  in un post più in basso ti porta a parlare di filo spinato) sia una motivazione più efficace dell'idealismo riformista e peraltro mi pare sia più consona al profilo socio-culturale che tu stesso tracci dell'elettorato del nord. Ovviamente si tratta di una mia opinione.

Sulla credibilità della lega mi permetto di osservare che è una ventina d'anni che è in giro, che al governo c 'è stata e c'è ancora. Stando ai fatti mi pare difficile dare torto di Phastidio. In ogni caso quando si parla di "meno peggio" o di "bichieri mezzi vuoti o mezzi pieni" siamo nel regno dell'opinabile e non ci sono metriche quantitative univocamente confrontabili.

E' peggio essere xenofobi o impositori di tasse inique? Inbelli incapaci di riformare o distruttori dello stato di diritto? Valori e sensibilità diverse portano inequivocabilmente a giudizi diversi.

A me pare che l'indignazione per il giusto prelievo

Scusa, ma cosa intendi con "giusto prelievo"?  Se c'e' indignazione ci sara' almeno la percezione che il prelievo sia ingiusto (come e', per entita' commisurata ai servizi statali erogati).

E' un refuso, scusa.

Ora correggo. Grazie della segnalazione.

Se ti può interessare ti riporto un articolo di Sartori sulla situazione post-elettorale.

La visione che descrive i nuovi equilibri prossimi venturi e sulle frizioni Nord-Sud sono certamente possibili, anzi auspicabili: con questo andazzo, infatti, difficile immaginare riforme o straordinari cambiamenti. Non cambierà assolutamente niente se non si mette in squilibrio il giocattolo.

Anche la descrizione del PD, soprattutto da visione nordista è tanto cruda quanto vera: ora il PD (la "classe dirigente", come amano autodefinirsi [*]) straparlano di argomenti di cui l'elettore medio, semplicemente si disinteressa: rilancio economico: come? Assumendo nuovi statali? federalismo solidale: che cosa sarebbe? Ancora soldi al sud? immigrazione: integrazione, si ok. ma nel frattempo amici e colleghi hanno perso il posto di lavoro.

La "classe dirigente" deve garantire interessi singoli o territoriali, inutile girarci intorno. Il PD ora non riesce neanche a proporre un'idea che sia facile tenere a mente, ad esempio, mentre l'elettore medio entra in cabina elettorale.

[*] Avete mai sentito i vertici Lega autodefinirsi ad ogni talk-show od intervista "classe dirigente"???

Non sono nè lombardo nè veneto quindi non conosco come hanno operato i governi di quelle due regioni, ma se è vero l'assunto che fai "nonostante l'orrore di questi due anni", le cose non dovrebbero esser andate bene.Da ciò non può discendere per logica, l'opposizione fa schifo, perchè al governo a prendere i provvedimenti con maggioranze larghe c'erano altri.

Tengo a precisare che si tratta di argomentazioni logiche,non di endorsment politico ad una parte.

"E adesso vorrei fare una domanda ai frequentatori del blog(io non avrei la risposta). Ipotizzando che ci sia in effetti uno stock di case sfitte considerevole, una fiscalità come quella italian, e ipotizzando che ci sia una domanda di case non soddisfatta che si esprime in occupazioni abusive, richieste di case popolari dove tantissimi hanno il massimo in graduatoria etc, da vero liberista, un governo che soluzione dovrebbe cercare? Anzi: dovrebbe cercarne una?"

Siamo un pochino offtopic. Uno stock significativo di case sfitte è "idle capital", vale a dire un peso per l'economia ed è ragionevole pensare che un governo responsabile, liberista o meno, tenti di fare qualcosa per porvi rimedio.

Come possibili soluzioni, io proverei ad agire contestualmente tanto sulla domanda che sull'offerta. Da un lato aumenterei l'ICI sulle case successive alla prima (che è esente), magari anche senza dirlo, per esempio aggiornando gli estimi catastali. Dall'altra adotterei sgravi fiscali IRPEF per gli inquilini sugli affitti pagati, cosí come ci sono per gli interessi sui mutui.

La prima misura renderebbe più costoso tenere sfitta una casa, la seconda permetterebbe agli inquilini di pagare un canone più elevato, migliorando la redditività dei proprietari. Allo stesso tempo si acuisce il conflitto d'interesse fra inquilino, che vorrà il canone registrato per intero per poterlo dedurre, ed il proprietario che avrà interesse a non dichiararlo o a dichiararlo per un importo inferiore, rendendo più difficile l'evasione fiscale.

Le due misure dovrebbero essere fiscalmente neutre, vale a dire che il maggior gettito dovuto all'aumento dell'ICI e dell'IRPEF (dei proprietari - che affitterebbero case precedentemente sfitte) dovrebbe essere il più vicino possibile al minor gettito dovuto agli sgravi IRPEF degli inquilini.

la mia limitata conoscenza del mercato degli affitti in Italia mi dice che il problema non e' trovare incentivi fiscali ma far rispettare i diritti di proprieta' (vedi post sopra) 

Cavolo!

Ho riascoltato "Povera patria": sembra scritta ieri. E invece e' del '91.

A dimostrazione che la seconda repubblica non e' poi cosi' differente dalla prima.

Cavolo!

Ho riascoltato "Povera patria": sembra scritta ieri. E invece e' del '91.

A dimostrazione che la seconda repubblica non e' poi cosi' differente dalla prima.

E lo credo bene: sia a sinistra che a destra imperano socialisti riciclati, col defunto capobanda rivendicato come proprio ispiratore sia dagli uni che dagli altri...

Cosa sarebbe successo se alle parole (piu' spesa pubblica) fossero anche seguiti i fatti? E' possibile che un default sul debito pubblico tipo Grecia (o Argentina) avrebbe aperto nuovi panorami politici ed economici, con un nuovo cavaliere al comando, questa volta bianco? 

 

Non hanno proposto nessuna riforma del mercato del lavoro vera, a fronte di quelle che Sacconi proclama e non fa. Non hanno proposto alcuna riforma della PA vera, a fronte delle boiate di Brunetta

Mah, a me risultano un paio (o anche più) di iniziative di Ichino nelle due materie: qui. Uso l'argomento Tremontiano:

Si può dire che non è stato fatto abbastanza, ma davvero non si può dire che non è stato fatto niente e dire che tutto è stato fatto male, come mi sembra sia stato detto, mi pare oggettivamente eccessivo

 

Ma Ichino è all'opposizione, non al Governo.

Contestavo a Michele Boldrin la frase (prima citazione) secondo cui l'opposizione, appunto, non avrebbe fatto nulla in questi anni. E per puro divertimento, utilizzavo la difesa a la Tremont (seconda citazione). Forse non si capiva bene, scusa.

Ichino è all'opposizione nell'opposizione. Non prendiamoci in giro, please.

Voglio vedere una proposta di legge firmata da Bersani, non da Pietro Ichino, per prenderla sul serio.

La seguente non è una battuta, ma un'affermazione seria: voi non avete capito come funziona il PCI, neanche Ichino (e Boeri e tanti altri amici nostri) temo l'abbiano capita. Il PCI funziona così: lasciando che gli Ichino scrivano specchietti per le allodole. Questo vale anche per i cattocomunisti della sinistra DC, i Franceschini e le Bindi.

Quelli come Boeri ed Ichino sono "compagni di strada", ossia utili idioti (per il PCI, sia chiaro, non per me). Franco DeBenedetti credo l'abbia capita la solfa, almeno uno del gruppo ...

Non prendetevi in giro, ragazzi.

Voglio vedere una proposta di legge firmata da Bersani, non da Pietro Ichino, per prenderla sul serio.

Per il momento c'e' questa dichiarazione di Bersani:

Per il caso Fiat, ha detto il segretario Pd, "serve un negoziato nazionale, il governo deve trovare il modo di portare al tavolo l'azienda e i sindacati per sapere cosa si vuol fare, non può esssere che Fiat presenti il suo piano al mercato il prossimo 21 aprile e il governo non ne sappia niente". Bersani chiede dunque un tavolo negoziale prima di quella data: ''Non possiamo diventare la cenerentola della produzione d'auto dove produciamo soltanto il 30% di ciò che compriamo. Serve un negoziato nazionale sull'evoluzione delle cose Fiat che stanno cambiando in modo strutturale e strategico''.

Credo che l'idea di "mercato" che viene espressa sia abbastanza deprimente.

 


Su questo, Michele, devo assolutamente concordare. Anche se, lo devi ammettere, è sempre possibile che qualche consiglio degli "utili idioti" siano ascoltati tramutandosi in legge; e, a questo punto, molto ma molto meglio gli utili idioti che si aggirano a sinistra piuttosto di quelli a destra (vedi i recentissimi casi Cota e Zaia).

Un esempio sono le liberalizzazioni volute da Bersani (più probabilmente da qualche suo utile idiota) la scorsa legislatura: niente di eccezionale (tutt'altro), ma all'epoca chi era all'opposizione cosa proponeva? Si ergeva a difensore delle lobby di tassisti e farmacisti, o sbaglio.

Dal che, seguendo il tuo ragionamento, dovremmo dedurre che Bersani è stato il miglio ministro degli ultimi 150 anni (cit.); che, più che far ridere, fa piangere.

Sì, una e una sola: questa. Raramente mi sono trovato in disaccordo con MB: ma questa volta, devo dire che la delusione è forte. Rinunciare a ribattere punto per punto al discorso delirante di Tremonti è un vero peccato: a nulla vale la mancanza di spazi; meglio spezzare il post in due, piuttosto che lasciare senza commento certi passaggi.

Ma quello che trovo demenziale è affermare che è meglio dell'alternativa: sulla base di cosa? Delle affermazioni di un tale Fassina, onesto sconosciuto? Sulla base della retorica di qualche leader dell'opposizione che chiede di spendere qualche soldo? E cosa ti aspettavi che dicessero?

Guarda, onestamente, ma cosa dovevano dire i vari Bersani, Casini, Di Pietro? Quando si è all'opposizione il gioco è più sul criticare la mancanza di azione che pensare a proporre qualcosa di veramente concreto. È bello tutto ciò? Direi di no: ma non per questo si può basare la presunta politica economica dell'opposzione sui discorsi a perdere dei leader.

Prova, caro Michele, a rifare lo stesso gioco con i discorsi fatti da SB e GT quando, 3 anni or sono, erano all'opposizione: ci trovi qualche proposta concreta? Ci trovi qualche provvedimento interessante che si opponesse alle "lenzuolate Bersani"? Trovi davvero che la politica economica di questo Governo che ci ha regalato, tra le altre, il progetto di una nuova banca pubblica, la pseudo privatizzazione dell'Alitalia (debiti pubblici, utili agli amici degli amici), l'acquisto di forme di parmigiano da parte dello Stato sia più liberale di quella del precedente governo? A me sembra che lo sia molto, ma molto meno.

Dici che un governo di centro-sinistra ci avrebbe portato alla situazione greca? Sta di fatto che negli ultimi 4 esercizi economici gestiti dai governi Berlsuconi (2004, 2005, 2008, 2009) il rapporto deficit / pil sia sempre stato sopra il 3%; e che nei rimanenti due anni di governo Prodi (2006, 2007) sia accaduto l'esatto contrario. Quindi, mi puoi spiegare dati alla mano il perché di certe affermazioni conclusive?

Aggiungo che c'è una cosa fondamentale, che leggo tra le righe, che apprezzo della tua conclusione: il grazie a Tremonti per non aver mosso un dito. Perché come si muoveva, conoscendolo, faceva danni; questo sì, l'ho apprezzato anch'io. Ma da qui ad affermare che "gli altri sono peggio" penso che si faccia solo il gioco dei "maanchisti" e dei "benaltristi"; che, come prevedevo, in questi post si sono scatenati alla grande.

Io dico la verità o, per lo meno, quella che tale mi sembra.

I giochetti funambolici li lascio agli opposti dementismi.

Chi sta all'opposizione ha l'obbligo di parlare chiaro e fare proposte alternative, nel mio mondo. Se non lo fa e fa populismo, è un ciarlatano.

Chi sostiene che sia quella la tattica giusta da adottare, scusami, lo è pure. Entrambi sono ciechi, perché così facendo si perde sempre, come provano i fatti (sto guardando exit polls ...).

P.S. Non è colpa mia se Bersani e D'Alema mettono costui a dirigere il loro ufficio economico (NON mi sto candidando, per caritadiddio!): le cose che costoro dicono implicano maggior spesa. Punto ed a capo. Inutile menare il can per l'aja tirando fuori le tasse che hanno alzato quando volevano entrare nell'euro! E tutto il resto ...

Dai ragazzi, è stucchevole questo eterno pollaio in cui tutti stan lì a difendere i "loro" ...

Chi sostiene che sia quella la tattica giusta da adottare, scusami, lo è pure. Entrambi sono ciechi, perché così facendo si perde sempre, come provano i fatti (sto guardando exit polls ...).

Esatto, visto anche che in questo caso c'è chi come ciarlatano ti surclassa ed è più bravo a capire dove tendono gli umori del popolo.

Questi stanno sempre a pensare a Berlusconi, intimoriti e convinti della loro inferiorità sono felici di perdere solo qualche regione  o rimanere a meno di 10 punti di distacco al ivello nazionale. Quando realizzeranno che un competitore disastroso come BS in Europa, Usa etc i partiti se lo sognano, allora magari inizieranno a capire che è in loro e le loro proposte che c'è decisamente qualcosa che non va...son sempre li a "lavorare per  il dopoBS"...dico io: ma se non sei stato capace di battere un pessimo governante, cosa cavolo ti fa pensare che tocchi a te questo dopoBS?

Posso ricordare un mio illuminante (ahem) post di qualche tempo fa?

http://www.noisefromamerika.org/index.php/articoli/1589

sostenevo che gli italiani, nella loro stragrande maggioranza, non vogliono le riforme liberali - ed in particolare la riforma della PA ed il taglio della spesa pubblica. Al massimo, apprezzerebbero un taglio delle tasse a spesa pubblica invariata - a tutta forza verso l'Egeo. Nessuna forza politica può vincere, hic et nunc, su un programma liberale. Quindi coerentemente i partiti non promettono riforme liberali o le promettono strizzando l'occhio (p.es. "occorre investire nella ricerca" vuol dire  aumentare il numero e gli stipendi dei professori universitari). Fassina, che io non conosco, può essere veramente convinto delle c.... che scrive o essere un furbo che le scrive per attrarre voti. Ichino non è un utile idiota perchè D'Alema e Bersani sono  malvagi e lo usano per i loro loschi fini. Lo è perchè gli italiani non vogliono le riforme

Secondo me, l'Italia continuerà a decadere (in termini  relativi e forse assoluti) ancora per qualche anno. Quando sono ottimista penso una decina, quando sono pessimista trenta. Ad un certo punto la situazione sarà insostenibile, succederà qualcosa e l'opinione pubblica cambierà. E allora le riforme si faranno.

Chi sta all'opposizione ha l'obbligo di parlare chiaro e fare proposte alternative, nel mio mondo. Se non lo fa e fa populismo, è un ciarlatano.

Chi sostiene che sia quella la tattica giusta da adottare, scusami, lo è pure. Entrambi sono ciechi, perché così facendo si perde sempre, come provano i fatti (sto guardando exit polls ...).

P.S. Non è colpa mia se Bersani e D'Alema mettono costui a dirigere il loro ufficio economico (NON mi sto candidando, per caritadiddio!): le cose che costoro dicono implicano maggior spesa. Punto ed a capo. Inutile menare il can per l'aja tirando fuori le tasse che hanno alzato quando volevano entrare nell'euro! E tutto il resto ...

E su questo non posso che essere d'accordo con te: probabilmente pensano che menare il can per l'aia e fare caciara sia il modo migliore per vincere le elezioni; che si sbaglino è probabile (non ne sono certo perché fare politica non è il mio mestiere). Guardare i risultati delle regionali non ha molto senso visto che credo che con il clima attuale in Italia SB vincerà vita natural durante, a meno che non continui a farsi del male da solo (come sta cercando di fare in tutti i modi negli ultimi mesi).

Quello che mi preme sottolineare è che inutile fare paragoni tra quelle che sono le azioni del governo (che, viva Dio, ha fatto poco nulla) con la naturale propensione al populismo dell'opposizione; perché a fare questi esercizi finiva che Visco e TPS dovevano effettivamente vincere il Nobel.

Dai ragazzi, è stucchevole questo eterno pollaio in cui tutti stan lì a difendere i "loro" ...

Visto che hai fatto questa affermazione ti sfido a trovare chi sarebbero i "miei" che starei difendendo.

Mi permetto osservare che i PD perfino nella contestazione critica all'operato dello sgoverno hanno mancato: pigolato e vagito sicuramente. Se poi leggi l'intervista di Stefano Fassina al Riformista che Michele Boldrin ha linkato, ti renderai conto anche del fatto che criticano poco tremonti perchè non nascostamente gli danno ragione. Fosse solo per questo, sono peggio. Come dimostra il silenzio sulla banca del mezzogiorno.

L'intervista a Fassina la lessi la prima volta che fu linkata qui. Il PD è imbarazzante? Io direi molto, ma molto di peggio: ma l'educazione mi impedisce di pronunciare certi termini.

Ma visto che Michele Boldrin ha citato la (macata / fallata /assurda) riforma del lavoro del Governo, perché dimenticarsi di quanto fatto dal prof. Ichino? Le liberalizzazioni che portano il nome dell'attuale leader dell'opposizione erano davvero così malvagie, soprattutto se confrontate con le attuali "mosse" del Governo? A me sembra che il paragone non si ponga proprio. Tu ricordi Prodi promettere in campagna elettorale le liberalizzazioni realizzate? No: sembra che certi argomenti tra i politici (e forse tra al gente?) non tirino.

Quindi, ribadisco, giudicare l'operato di un partito per i proclami fatti da oppositori è inutile: si discute sul nulla. Basta pensare a quanto dura fu l'opposizione di centro sinistra all'azione dei Governi Berlsuconi 3 e 4: ma quando andarono al Governo quante di quelle norme furono effettivamente abrogate in due anni? Ecco, si tratta di chiacchiere di cialtroni arruffapopolo e niente di più; e come tali vanno giudicate.

In un paese normale farei di tutto per impedire al PD di andare al governo; in Italia devo notare che quei due o tre personaggi che possono raggiungere la sufficienza si trovano all'opposizione. Nominami un esponente della maggioranza cui faresti dirigere un'azienda (non dico una multinazionale, ma almeno una media) in un paese normale (perché in Italia andrebbe bene anche la Carfagna).

Volete sapere che paese siamo? Siamo un paese che consegna il Piemonte ai leghisti (nonostante la Bresso sia uno dei pochi politici "con idee tendenti al libero mercato") perchè regala il 4% dei voti a un comico.

Complimenti, non c'è che dire. I leghisti staranno morendo dal ridere guardando come hanno vinto. E il comico, alla fine di tutto, ha svolto il suo dovere: far ridere le persone e cioè i leghisti e chi dall'estero osserva il desolante spettacolo di questa italietta alla deriva.

Scusatemi lo sfogo, ma il Piemonte è davvero indicativo di come vanno le cose in Italia. Una delle poche persone che ha tentato di fare delle liberalizzazioni a livello regionale (la Bresso, p.e. la gara per il trasporto ferroviario regionale) battuta dai leghisti (come dire da chi odia Cina, Europa, libero mercato, immigrati... devo continuare?) grazie ai voti di un comico che, non ho dubbi, ha moltissime cose in comune con loro (inclusa l'avversione al libero mercato).

Che tristezza, e neanche sono piemontese......

@ VincenzoP: condivido, anche se non ne sono certo. Temo si mischi alla vaga speranza di maggior federalismo e meno tasse anche un rigurgito contro gli immigrati misto alla tentazione di credere alla sirena Voltremont che prometto uno "stato sociale" protettivo ed onnipresente. Ma vedremo ...

@ Gilberto: ovviamente condivido. Credo che la vera regione simbolo sia proprio la tua, l'ER. Qui la coalizione della sinistra "ufficiale" perde il 10% e la coppia PdL-Lega guadagna pochissimo (meno dello 0,50% se si calcolano anche i voti della lista di estrema destra presente nel 2005). Chi perde è soprattutto il PD, che perde verso la lista di Grillo, che porta a casa un incredibile 7%! A questo va aggiunta una caduta dell'8% nella partecipazione al voto ... Se questo non fa dimettere quelli che in altro luogo Palma ed io definiamo (con le parole d'un loro antico leader) gli "stronzi", allora a Roma regnerà BS per un altro decennio, con un passaggio al rinnovato scranno del Quirinale.

@ Artemio: perché i leghisti, laddove governano, non governano male. E, soprattutto, perché (1) parlano dei problemi che la loro base sociale affronta, anche se le soluzioni che offrono non sono credibili (ma la seconda parte è MOLTO più difficile da intendere della prima!) mentre, (2) la sinistra NON parla dei medesimi, nemmeno li capisce infatti.

Il punto (2) vale per PD ed IdV: la gente del lombardo veneto "wants out", piaccia o meno. Questi (i sinistri romano-ministeriali) non hanno capito che 16 anni di promesse e foglie di fico (il "PD del Nord" di CaChi!!) hanno esacerbato la situazione, non l'hanno addormentata. Questo è il risultato storico di un altro capolavoro tattico di D'Alema, il grande "politico" dei miei stivali che nel 1995 convinse Bossi al "tradimento" facendogli vedere la carota d'un federalismo di sinistra. L'intenzione, del grande furbo romano, era abbindolare il tonto, far cadere BS e poi scaricare il tonto, come puntualmente avvenne, senza dagli nulla. Anzi, cercando l'accordo fra "grandi" (lui e BS!) alle spalle del Bossi medesimo e del resto. Abbiamo visto com'è andata a finire.

Questa, da sola, dovrebbe essere sufficiente per cacciare a pedate D'Alema nell'ignominia eterna, ma non succederà perché il PD è un partito di funzionari grigi e servili, oltre che poco acuti. Ora la gente del Nord sa per certo che questa sinistra è anti-federalista, pro-tasse, pro-stato, pro-Sud e menzognera perdippiù! Nel giochetto non ci casca più. La Lega è senza dubbio diretta da un gruppo d'impresentabili, ma ha ancora una verginità, non ha ancora provato d'essere un'altra versione della casta e, ripeto, nei comuni del Veneto ha governato benino. Questo, nella situazione in cui siamo, basta ed avanza per vincere contro gli statal-sudisti di Pd ed IdV nel Lombardo-Veneto! Piemonte ed Emilia-Romagna are going the same way, Trentino e Friuli già ci sono arrivati.

Sui voti al figlio di Bossi, permettimi d'ipotizzare che la spiegazione più banale sia che l'elettore medio leghista quando legge "Bossi" non guarda il nome, fa la croce e basta. Ma, ovviamente, vale anche l'altra interpretazione, quella del ritorno al medioevo tribal-ereditario, che ho avanzato d'istinto in altro commento.

Sui voti al figlio di Bossi, permettimi d'ipotizzare che la spiegazione più banale sia che l'elettore medio leghista quando legge "Bossi" non guarda il nome, fa la croce e basta. Ma, ovviamente, vale anche l'altra interpretazione, quella del ritorno al medioevo tribal-ereditario, che ho avanzato d'istinto in altro commento.

Votano il figlio per dimostrare fedeltà e riconoscenza al padre. Chiaramente in qs c'è già un primo seme "tribal-ereditario". L'unica speranza è che quando vedranno nuotare la "trota" di rendano conto della realtà.

Sui voti al figlio di Bossi,

Fare la croce non basta, bisogna scrivere ''Bossi'' sulla scheda. Qualcuno sa quante preferenze ha preso il figlio di Bossi? La mia impressione è che al nord la gente usi poco le preferenze, limitandosi solitamente al voto di lista. Questo significa che per essere tra i candidati eletti non servono molte preferenze. In particolare, se godi dei favori dell'apparato per essere eletti basta mobilitare i militanti (cosa che la Lega ha probabilmente fatto per il Trota).

Sul numero di preferenze del figlio di Bossi, essendo la risposta troppo facile (cioè, basta guardare il sito dell'Interno una volta aggiornato), non la cerco nemmeno. Il Corriere lo dà come il più votato.

Una possibile spiegazione alternativa: sembra (insider info) che la Trota abbia preso il posto della candidata leghista più votata cinque anni fa nella provincia di Brescia, finita ora nel listino, con la promessa appunto di far confluire i voti sul neodiplomato e neoconsigliere.

La butto lì così, senza menarmela troppo sulla veridicità della cosa.

 

Qualcuno ha un link per l'ordine dei candidati nel listino Lombardia? Alla fine formigoni ha preso 41 seggi su ottanta nella parte proporzionale, così ha preso solo 8 dei 16 del listino. Chi è rimasto fuori?

Qui trovi chi è entrato. Lei c'è, se ciò ti incuriosiva.

Se c'è una cosa che capisco della politica è che la gente ti vota se sei credibile (non se sei creduto, nessuno crede ai politici), Prodi ha battuto due volte BS (anche se la seconda..), perchè era credibile.

Semplicemente le varie idee (?) che animano il PD non sono credibili, su alcune questioni hanno idee stonate con il sentire comune (l'immigrazione, ad esempio), su altre sono poco chiari e poco immaginifici, su questioni basilari sono addirittura strabici, come sull'economia: da un lato sono statalisti (perchè lo sono), dall'altro sono gli unici ad aver fatto delle liberalizzazioni, con l'incredibile risultato di aver fatto infuriare una base che li ha visti come alfieri degli altri (le partite iva), dall'altro di far infuriare quelli che le liberalizzazioni le temono (le partite i.v.a.).

Poche idee, ma ben confuse. I risultati sono una conseguenza.

Devo dire che Fassina ha almeno le idee chiare: torniamo a quella che è la vecchia base, che ci vota sempre meno, e promettiamo più stato. Che poi l'Italia muoia riguarderà i miei eredi, io per il momento cerco di tornare al potere.

Il post è ottimo. La sua conclusione lascia perplessi per almeno tre motivi.

1) Tipico difetto italico. Questa parte governa male è demagogica ecc.ecc. ma gli altri sono peggio!

così non si va da nessuna parte. Al governo c'è Voltremont, tocca a lui tirarci fuori dalle secche.Se e quando saranno i Bersani e soci a governarci, allora si faranno le pulci a loro. Non abbiamo a disposizione una terza alternativa.

2) L'altra parte, inoltre, è effettivamente litigiosa demagogica ecc.ecc. ma ha mostrato in almeno due occasioni di saper creare avanzo primario e di saper tenere a bada deficit e debito e di non ricorrere a scorciatoie popolari ma devastanti come i condoni. Voltremort questo non l'ha mai fatto.

3)Dulcis in fundo non si può dire che l'armata brancaleone è peggiore perchè pratica il tassa e spendi, quando è semplicemente quello che fa Voltremont da sempre. Non è necessario ricordare in questo sito cosa è successo alla spesa corrente l'anno scorso e alla pressione fiscale. Ne cosa sia sempre successo alla spesa corrente sotto Voltremont.

Sono d'accordo, nonostante i proclami e le intenzioni, nel recente passato gli pseudo-economisti del centro sinistra si sono comportati un po' meglio di Voltremont (vedi deficit, debito e liberalizzazioni); certo stiamo parlando, in entrambi i casi, di politici mediocri.

La vera questione è un'altra: come mai la classe politica italiana non riesce a generare da decenni di governanti di buona qualità? Possibile che in qualche decennio non sia riuscito ad emergere un personaggio politico decente? Partendo dall'ipotesi che la base (i cittadini) non sia peggio di quella di altri paesi, è il meccanismo di selezione ad essere sbagliato?

Possibile che in qualche decennio non sia riuscito ad emergere un personaggio politico decente? Partendo dall'ipotesi che la base (i cittadini) non sia peggio di quella di altri paesi, è il meccanismo di selezione ad essere sbagliato?

Penso che sia un misto di sistema di incentivi e meccanismo di selezione.
Di fatto, chi è bravo in Italia, ha incentivi a fare altro, e in molti casi lascia il paese (stiamo leggendo un blog creato da professori che vivono e lavorano all'estero). D'altronde, la carriera politica si basa sulla fedeltà e le varie leggi elettorali proporzionali fanno risaltare di più il partito della persona, dando modo al partito di controllare i candidati, sotto la minaccia di non ricandidarli più alle prossime elezioni.

ok, però si dovrebbe: uno, scrivere un bel programma per cancellare gli ultimi 50 anni di democrazia in Italia e ricominciare da zero (e dico democrazia al di là della democrazia cristiana perché che cavolo, una bella responsabilita ce l'ha pure 'sta fissazione col suffraggio universale su tutto e tutti, e noi btw sospetto saremmo in grado di proporre alternative localmente più furbe di demo-crazia); due, Michele si traveste da Sienna Miller, o un'altra che comunque deve essere sexy quanto la Carfagna o di più (e questa è la parte dura perché, le cose giuste, lei è 1st class); e tre, noi le facciamo le campagne per strada con i comizi all'antica. Io per il terzo punto sono pronto.

Secondo il Times Tremonti è stato il miglior ministro europeo, parafrasando Voltaire, immagino come sono stati gli altri

http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=search&currentArticle=QSZUU

l'originale

http://www.timesonline.co.uk/tol/comment/columnists/bronwen_maddox/article7081887.ece

Non so bene degli altri ministri europei, presumo che il governo greco che ha imbrogliato sui conti sia stato una banda di cialtroni perfino peggio di quelli nostri, ma tutto sommato per caso o per fortuna l'Italia ha superato la crisi patendo - mia impressione a spanne - un calo del PIL superiore alla media ma allo stesso tempo un deficit statale inferiore alla media, e di questo ultimo fatto si puo' ringraziare Tremonti. 

Sono sicuro che nella maggioranza e ancora piu' nell'opposizione c'erano moltitudini di sciacalli che non aspettavano altro che questa crisi per aumentare la spesa pubblica (anche con super-incentivi vari) e specie a destra anche ridurre contemporaneamente le tasse, e Tremonti e' stato bravo a resistere a questa marea, mentre Bush, Paulson, Obama e Geitner affondavano le mani nei portafogli dei contribuenti americani per consentire alle banche nazionali male amministrate di continuare a pagare i super bonus ai loro scadenti amministratori.

Alberto, lo stimulus iniziato da Bush e proseguito da Obama mi sembra che fosse di circa $800 miliardi per il 2009. Il PIL degli Stati Uniti era circa $14,000 miliardi. Questo significa che ci sono state nuove spese per circa il 6% del PIL. D'altronde il debito pubblico degli Stati Uniti è salito da circa $10,000 del 2008 (70% del PIL) a circa $12,000 del 2009 (86% del PIL), fonte Wikipedia, che dice anche che per il 2010 il debito potrebbe sfiorare il 100% del PIL. Gli Americani sono piuttosto preoccupati della cosa.

L'Italia l'anno scorso avrà avuto un PIL di circa $1,700 miliardi. Uno stimulus package del 6% vuole dire fare una manovra di circa $100 miliardi (cioé circa 60 miliardi di €, con un tasso di cambio di 1,5). Il debito pubblico in Italia nel 2008 era circa il 105% del PIL, nel 2009 è diventato il 115%. Anche andando a spanne: non so se i mercati avrebbero tollerato che questo numero diventasse 121% se avessimo avuto la nostra manovra di stimulus.

Penso che abbastanza semplicemente Tremonti non potesse ragionevolmente fare niente in termini di uno stimulus significativo, perché il debito pubblico è già troppo alto, quindi il governo non ha proprio margini di manovra. In conclusione, fare una manovra di questo tipo sarebbe stato folle. Probabilmente avrebbe fatto andare in default l'Italia. Si può lodare Tremonti per non averlo permesso, ma non mi sembra questo grande risultato. Inoltre ho il dubbio che la stessa cosa l'avrebbe fatta qualunque altro ministro dell'economia di qualunque altro partito, maggioranza o opposizione.

ho il dubbio che la stessa cosa l'avrebbe fatta qualunque altro ministro dell'economia di qualunque altro partito, maggioranza o opposizione.

Che fiducia nella nostra classe dirigente, beato te! 

Si può lodare Tremonti per non averlo permesso, ma non mi sembra questo grande risultato.

A me sembra una gran buona cosa non fare niente invece di fare cazzate (aumentare la spesa pubblica come TUTTI hanno fatto in europa e TUTTI in Italia chiedevano).

Attenzione a non farti condizionare troppo dall'ambiente. La pochezza degli altri non rende un grande risultato l'opporsi a richieste folli e non fa di un politico mediocre uno statista.

Parlando in generale noto che nei tuoi interventi ci sono numerosi riferimenti a paesi "più evoluti", "più civili" etc. Temo che se li conoscessi direttamente ne saresti deluso.

Parlando più in particolare, io che vivo in un paese del "federalismo reale" (il Belgio) per esperienza personale posso assicurare che "Federalism sucks"; provare per credere.

Parlando più in particolare, io che vivo in un paese del "federalismo reale" (il Belgio) per esperienza personale posso assicurare che "Federalism sucks"; provare per credere.

Non credo il commento sia rivolto a me, pero' approfitto per dire che il Belgio, pur piu' civile dell'Italia, sta piuttosto in basso nella lista dei Paesi che reputo avanzati, Svizzera e Svezia sono nettamente piu' avanti. Non dev'essere un caso fra l'altro che il debito pubblico del Belgio sia stato uno dei piu' elevati al mondo in rapporto al PIL, un tipico sintomo di Paese scadente.

La Svizzera è un paese federale, la Svezia non lo è. La costituzione Svizzera prevede tuttavia sostanziosi trasferimenti dai cantoni più ricchi a quelli più poveri (diciamo meno ricchi).

La Svizzera è un paese federale, la Svezia non lo è. La costituzione Svizzera prevede tuttavia sostanziosi trasferimenti dai cantoni più ricchi a quelli più poveri (diciamo meno ricchi).

E allora?  Il federalismo non e' un bene in se' e per se', il federalismo e' un buon modo di far convivere comunita' territoriali differenziate nello stesso Stato. La Svizzera e' uno Stato federale anche perche' storicamente unione di comunita' differenziate, la Svezia al contrario ha invece una popolazione molto piu' omogenea per cui non e' essenziale che ci sia un vero federalismo.

Tutti gli Stati federali hanno trasferimenti, altrimenti sarebbero unioni lasche di Stati indipedenti.  Ma i trasferimenti della Svizzera sono ragionevoli e ben congegnati e soprattutto ben utilizzati, grazie alla qualita' delle elites e alla coesione nazionale.  I trasferimenti italiani sono invece eccessivi e congegnati in maniera demenziale a svantaggio piu' o meno di tutti eccetto Caste e criminali.

Beh piu' che il paese del federalismo reale il Belgio è il paese del federalismo demenziale! Un caso da manuale di failed state, del resto l'hanno creato con un tratto di penna :) Mai incontrato un belga in vita mia, solo valloni e fiamminghi!

Beh, tutti gli stati sono stati creati "con un tratto di penna", e il Belgio lo è stato nel 1830. L'Italia nel 1860.

Vai a dire ad un francese/spagnolo/inglese/tedesco/polacco che il loro paese è stato creato con un tratto di penna e fammi sapere come reagiscono. In ogni caso intendevo che il Belgio non aveva unità nazionale, si tratta di tre regioni diverse per lingua, cultura e religione messe assieme con un tratto di penna. Di solito non basta un'osservazione per fare inferenza, quindi se ti interessa il funzionamento dei sistemi federali ti consiglio di guardare in Europa a Spagna e Svizzera, altrove a Stati Uniti, Canada e Australia (tanto per iniziare).

Piccolo sfogo Off topic.

Ma i giornalisti inglesi non hanno niente di meglio da fare che analizzare la situazione degli altri paesi europei? Da loro non succede niente di interessante? Non lo dico perchè ora parlano bene di Tremonti ero perplesso anche quando gli arrivavano critiche.

Comunque loro possono fare quel che vogliono, avranno per tradizione una maggiro attenzione all'estero (o gli piacerà criticare gli altri per sentirsi migliori?). Quello che mi stupisce profondamente è che da noi vengano citati come oracoli infallibili (da politici e giornalisti nostrani): "la BBC ha detto" "il Times ha detto". Sono giornalisti, magari più preparati e imparziali dei nostri  ma sempre giornalisti sono. Non ricercatori universitari, Nobel o il FMI.

 

"la BBC ha detto" "il Times ha detto". Sono giornalisti, magari più preparati e imparziali dei nostri  ma sempre giornalisti sono. Non ricercatori universitari, Nobel o il FMI.

Vivo in Inghilterra e, dopo 6 anni, due cose mi sono chiare: 1) agli inglesi interessa poco o niente della politica italiana (si parla dell'Italia quasi solo nei programmi gastronomici o di case al mare). 2) se in Italia ci fosse la BBC invece cha la RAI, non avremmo la classe politica che ci troviamo (il mio sogno e' vedere quest'uomo fare un intervista a BS o qualsiasi altro politico italiano .... sono sicuro che riuscirebbe a farli piangere, altro che gogna mediatica)

Carmine non parlo del popolo inglese infatti. Parlo dei loro giornali (quelli più "high class", chè poi il grosso legge il Sun ed il Daily Mirror). Ed il punto non è nemmeno la qualità dei loro giornalisti. Il punto del mio sfogo è: perchè in Italia si deve prendere quello che viene nei giornali inglesi come Vangelo? Mi riferisco soprattutto all'atteggiamento dei nostri politici e dei nostri giornalisti. Quando commentano le notizie sembra di sentire i vecchietti degli anni 70: "guarda, l'ha detto la televisione!".

PS

Quando Paxman ha intervistato Blair sull'Iraq non mi è sembrato sto gran "sbregaverze" (però confesso è stata l'unica volta che l'ho visto all'opera.)

Quest'anno coi pesci d'aprile ci sono andati giù davvero pesanti :-)

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