Vendola, Microsoft e i cantinari

2 dicembre 2010 alessio civitillo

Su Vendola & Co. e la loro definizione romantico/cantinara del software open source.

La notizia è quella di Vendola che firma un protocollo (qui) con Microsoft per costituire un centro di competenza per promuovere l’innovazione. La cosa non sarebbe interessante se non fosse per  come Vendola risponde alle critiche di coloro che avrebbero preferito una posizione del nostro Nichi che garantisse l'utilizzo di tecnologie open source . Qui una rapida citazione della sua nuova ciceronata (che trovate qui):

“Vorrei poter sottoscrivere senza incertezze. E tuttavia temo che ciò nasconda un’idea romantica. I segnali del mercato dicono che anche l’Open Source si propone comunque un modello di business del software. Certo più sostenibile, ma pur sempre come un modello di business.
L’immagine di un prodotto evoluto e gratuito portato avanti da eserciti di volenterosi supertecnici che lavorano di notte negli scantinati affascina ma non convince del tutto.”

Ora, mentre in Finlandia il ministero della giustizia passa all’open source e se ne discute nelle Università (qui), da Vendola ci sentiamo dire che i programmatori open source sono dei romantici cantinari.

 

Alla fine, anche se creato da secchioni cantinari, sembra che l’open source sia comunque un modello di business, ma poi, per qualche motivo strano, questo modello non è considerato accettabile e bisogna accordarsi con Microsoft. Ah il fascino dei monopoli…

A parte la bestiale ignoranza (ci sono parecchie fondazioni e imprese dietro l’open source, non solo cantinari, Vendola è rimasto ai film americani degli anni '80), dalla lettera traspare una saccenza abbastanza irritante. Infatti, la lettera passa poi in rassegna una serie di programmi open source dicendo che tra i contributori di codice ci sono molte imprese (o “colossi” come li chiama lui).

Il messaggio che si vuol mandare è che, siccome ci sono imprese nell’open source, allora fare accordi con Microsoft o farli con gestori open source è la stessa cosa, sempre di imprese si tratta. (La contraddizione – o sono colossi o cantinari - interessa invece solo noiosissimi  logici, anche loro cantinari, ma in cantine diverse).

 

Il punto, però, non è questo, anzi, le imprese nell’open source sono un’ottima cosa. Il punto è che licenza viene usata per sviluppare software. Ed è notorio che Microsoft licenzi in modo molto ristretto il  proprio codice e le critiche sono venute per questa ragione. Le critiche sono “criticabili” ma giustificabili perché è lecito pensare che il software chiuso c’entri poco con l’innovazione. Ricordo che uno degli obiettivi dell’accordo Vendola-Microsoft è, appunto, sostenere l’innovazione sul territorio (in scuole e imprese). Chi ne volesse sapere di più, chieda a Michele e David, che tra poco parleranno addirittura in italiano.

 

Insomma, Vendola fa accordi con Microsoft. Poi riceve critiche. Poi risponde alle critiche da saccentone, ma mistificando e dimostrando incompetenza sul tema. E comunque si contraddice. Che dire? Un ottimo futuro presidente del consiglio.

119 commenti (espandi tutti)

un buon esempio di open source (Michele: forse non lo conosci? potrebbe essere un ottimo esempio) che non viene sviluppato nelle cantine e' il protocollo FIX, lo standard per lo scambio di messaggi tra borse finanziarie e le controparti (broker e simili).

Che tristezza sto Vendola

Insomma, Vendola fa accordi con Microsoft. Poi riceve critiche. Poi risponde alle critiche da saccentone, ma mistificando e dimostrando incompetenza sul tema. E comunque si contraddice. Che dire? Un ottimo futuro presidente del consiglio.

Caro Alessio preparati alle critiche di chi ti dirà che "ce l'avete con lui" e "non capite il nuovo che avanza".

Io sono d'accordo con te: ecce homo! E' moderno in quanto ha l'orecchino, è "ricchione" ma anche cattolico, fa bei discorsi di sinistra ma si comporta come uno di destra. Insomma è un altro simpatico cialtrone paraculo di quelli che piacciono tanto in Italia!

PS

Nella prima frase dell'articolo credo manchi un "per"

 

 

Caro Alessio preparati alle critiche di chi ti dirà che "ce l'avete con lui" e "non capite il nuovo che avanza".

Stessa cosa che ho pensato appena ho visto l'articolo stamane!

E nessuno crederà al fatto che non c'è nessun piano dietro, c'è solo il caso. Tipo che Alessio (che sino a 4 giorrni fa era "solo" un lettore, di cui nemmeno conosciamo il viso e che potrebbe chiamarsi ... Niki Vendola all'anagrafe!) legge questa cosa, ce la fa notare chiedendoci di scriverci una cosa e noi gli rispondiamo: "manca il tempo, ma puoi scriverlo tu l'articolo!". Detto, fatto. Così funziona nFA.

Visto che molti son lì a cercare di capire a che partito apparteniamo (fra un po' si vota, no?) dico la mia personale opinione su Vendola. A me di Vendola frega meno di niente: mi sembra un ciarlatano maneggione che si è inventato un personaggio ridicolo: il poeta rivoluzionario ispirato da cattive letture ed aspirante a posti di potere ben remunerato. Un tal pagliaccio televisivo può affascinare solo un popolo di sinistra italiano così mal ridotto, così giunto, oramai, alla frutta ideologica, da pensare che la realtà dell'Italia 2010 vada interpretata con moduli di analisi che sono un misto fra Puerto Escondido e Novecento (the movies, I mean). Io ripongo zero speranza in questa gente: mi dispiace per il mio paese che siano il 15-20% dell'elettorato, ma non so che farci. Mi sembra un'umanità così persa nella propria follia ideologica che non valga la pena neanche discuterci.

Ovviamente questa MIA opinione non è condivisa da altri redattori di nFA che, infatti, a questa umanità cercano di far intendere che Vendola farebbe loro del male, tanto male. Tanto che vanno ad ascoltare o si leggono le sue interviste, invece di andare a teatro ... Io ho rispetto di questa fiducia che altri redattori hanno nel "popolo di sinistra", ma non la condivido e penso sia un investimento non fruttifero. A mio avviso cercare di far capire a quelli che con NV si identificano, o pensano sia interessante, che tale non è, che è solo un pagliaccio che cerca potere, è una grandiosa perdita di tempo.

Questa umanità vive di sogni e fantasie frustrate: si fa pippe ogni giorno pensando ad una qualche immaginaria rivoluzione proletaria dove loro sono, e come no, gli attori protagonisti che non muoiono ma stanno in piedi sulle barricate. Poi vanno al cinema a vedere i film di Moretti, cantano le canzoni degli Inti Illimani o Villa Morena (che è una bella canzone, di per se), leggono la vita di Che Guevara, pensano che Toni Negri sia un filosofo interessante ed Emiliano Brancaccio un grande economista .. A gente che gode solo del mondo immaginario che si sono costruiti attorno attraverso una selezione attenta dei media a cui fanno attenzione, un affabulatore come NV permette di sognare a molto buon mercato. Siccome farsi le pippe fantasticando è tutto ciò che costoro vogliono, NV va benissimo come pusher dell'oppio di cui abbisognano. A cambiare la realtà, intanto, ci pensano gli altri; incluso NV il quale, senza dirlo agli acquirenti del suo oppio, gestisce alla BS di sinistra il potere che s'è "guadagnato" in Puglia.

Caro Michele, permettimi (nella misura in cui te ne freghi qualcosa) una piccola annotazione personale. Da tempo, anche grazie a nFA, mi chiedo se anch'io non appartenga a "questa umanità [che] vive di sogni e fantasie frustrate".

Mi piace la maggior parte dei film di Moretti, non mi prenderò mai la briga di leggere Toni Negri, nè tanto meno Brancaccio, detesto gli Inti Illimani, ho smesso di avere simpatie per Che Guevara all'età di 15 anni. I'm afraid this doesn't help.

Non mi sento parte del "popolo di sinistra". Forse semplicemente non vorrei farne parte (come, a volte, vorrei non essere juventino). Al contempo, non ho ancora un'opinone definitiva su Vendola. Detesto chi lo prende per un messia, non sono ancora convinto che sia una merda al pari di tanti altri. Essere cresciuto in una famiglia e in un ambiente di sinistra non aiuta. So che devo fare la tara a tutti i miei pensieri.

Queste sono, in parte, le ragioni per cui sono un fan di nFA. Temo (come ho scritto anche più in basso) che post come questo non aiutino a comprendere le cose. Mi riferisco al tuo commento e al post di Alessio. Come i miei commenti e la discussione più in basso (e più nel merito) spero, almeno in parte, dimostrino.

Marco, non ti conosco e non ho opinioni su di te.

Questo è il grande vantaggio della statistica: posso fare affermazioni sulla media (mediana, moda, due quartili centrali ...) di una popolazione senza dover per questo avere impressioni definite sui singoli componenti della medesima. Specialmente quelli che sembrano appartenere ad una delle due code ...

La mia opinione su Vendola è, sfortunatamente, solida. Se proprio dovessi, potrei lanciarmi in una lunga esposizione di perché penso che il personaggio sia esattamente quello che ritengo che sia. Spero di poterlo evitare dicendo, semplicemente, che il mio è un giudizio "politico", ossia basato su istinto e intestino. La logica di coloro che continuano a dire "ha vinto in Puglia, quindi deve essere <<giusto>>" non riesco a capirla proprio. Io vorrei capire cosa ha FATTO in Puglia che lo renda <<giusto>>. Il fatto che abbia vinto lo rende, invece, sospetto!

La descrizione, infine, del "popolo di sinistra" che vede in NV il nuovo Lenin, quella è basata su dati puri e duri. Basta dare un'attenta occhiata a cosa dicono, amano e odiano i suoi fans su FaceBook, il miglior termometro di ciò che si agita nello stomaco della gente che si potesse inventare ... ma basta andare in Italia e fare due chiacchere per avere conferma. 

A me fa solo piacere che tu non ti senta di farne parte. Meno gente ne fa parte, migliore è il futuro di quel disgraziato paese.

Non vedo perché esprimere in un commento la propria valutazione su un personaggio politico ed un fenomeno politico-culturale non aiuti a comprendere le cose, questo davvero non lo capisco. Perché mai? Se le mie affermazioni sono sciocche, basta dirmelo e corregerle.

Infine, sull'articolo, credo la valutazione più adeguata siano quelle di Corrado Ruggeri e di Giorgio Gilestro: NV dice cose a vanvera e non spiega le sue scelte. Poi qualcuno gli ha aggiustato il tiro ed il documento finale, pur se vago e politicante, non dice più le boiate che avevano colpito Alessio ... Questo implica che dobbiamo essere più cauti nell'editorial process, condivido.

Non so, credo che NV sia leggermente diverso. Vincere in puglia - elettorato storicamente di centrodestra - non è impresa da poco. Lui c'è riuscito. Vuol dire che il suo affabulare seduce, anche molti che sono distanti da lui. E questo per una sinistra che perde dappertutto e contro il primo quisque de populo che passa per strada, conta e conta parecchio. Gli sfigati orfanelli del vecchio tempo che fu hanno finalmente uno che può vincere. Cerchiamo di capirli: bersani, d'alema, veltroni e compagnia cantando fanno tanto fotografia sbiadita trovata nel solaio della nonna. NV invece è il santino che mancava: dice cose che vogliono sentire e le dice bene (almeno per le loro orecchie), è un misto di nuovo e di vecchio, non dispiace all'elettorato cattolico, non ficca le mani nel portafoglio del primo che passa. Poi, è vero, ha fatto qualche cosa per favorire amici suoi nel campo della sanità, ma rispetto ai suoi predecessori non c'è paragone: tant'è la gente gli darebbe le chiavi di casa, cosa che con Fitto credo non farebbe. Quindi capisco l'entusiasmo del popolo della sinistra. Quanto alle ricette, a quanto siano nebulose, contorte e controproducenti, concordo. Ma qui il problema non NV, è l'elettorato de quella parte politica: non è postmoderno, è prenovecentesco. Ma questa è un'altra storia.

E' un commento che condivido e che mi ricorda molto questo. Mettiamola in questi termini: nonostante le continue batoste politiche e, soprattutto, della storia, costoro continuano imperterriti ad andare avanti a testa bassa per la stessa strada. Qualche dubbio sulla buona fede di quelli che ci guadagnano è più che lecito.

Non ritengo Vendola un messia, ma ci vedo una speranza per un fatto tanto banale quanto incredibile in questa Italia : quando ha scoperto che tra i suoi collaboratori c' erano dei delinquenti (Frisullo, Greco) li ha fatti dimettere ... non li salvati dai magistrati.

Sembra poco, ma è rivoluzionario ... ammesso e non concesso che, qualora dovesse arrivare a Palazzo Chigi, continui a farlo.

Corrado, io seguo nFA da un paio d'anni, ma non conosco nessuno dei redattori, quindi non e' che ce l'abbiamo con Vendola. Al massimo, ce l'ho con Vendola.

Il problema e' che la sinistra italiana e' un disco rotto che ripete teorie contorte mai provate, mai testate, mai funzionate. Vendola non sarebbe che l'ennesimo Veltroni o Bersani se non fosse che si presenta come uomo nuovo. Ed e' il fatto che si presenta come uomo nuovo ad essere pericoloso, perche' finira' per deludere una marea di gente, soprattutto giovani. E questo non fara' che peggiorare le cose.

Questa dell'open source e', poi, una cosa serissima, perche' mina non solo il libero mercato (vedesi l'amore di Vendola per i "colossi"), ma la liberta' di noi tutti. Perche' e' palese (palesissimo!) che Vendola ama centralizzare. Altrimenti non si spiega perche' si rivolge a Microsoft e non alle varie fondazioni, associazioni e imprese dell'open source. E' chiaro che il caro Nichi vuole i monopoli, li ama con tutto il suo corpo. Uno cosi' e' da combattere, ma non con l'ideologia, ma con le argomentazioni e, soprattutto, logica e numeri. Infatti, se le argomentazioni son buone, non vedo come si possa dire che ce la si abbia con lui. Le contraddizioni e le stupidita' e' bene farle notare sempre.

Parole sacrosante Alessio, però fammi chiarire che, nel mio commento, non accusavo te o nfa di avercela con Vendola dicevo che "vi avrebbero accusati".

Perchè tu giustamente dici:

se le argomentazioni son buone, non vedo come si possa dire che ce la si abbia con lui

in realtà (avrai notato;-) ) nei dibattiti italiani la faziosità prende spesso il sopravvento per cui si viene etichettati come pro e contro, senza sfumature e senza contare che possano esistere altre opzioni.

Questa dell'open source e', poi, una cosa serissima, perche' mina non solo il libero mercato (vedesi l'amore di Vendola per i "colossi"), ma la liberta' di noi tutti. Perche' e' palese (palesissimo!) che Vendola ama centralizzare. Altrimenti non si spiega perche' si rivolge a Microsoft e non alle varie fondazioni, associazioni e imprese dell'open source.

Guarda che non so se te l'hanno detto ma microsoft c'ha praticamente il monopolio del software nel mondo e non e' perche' viviamo circondati da despoti ex sovietici che le cose stanno cosi'. Vendola ha semplicemente adottato la soluzione piu' semplice rinnovando il contratto a microsoft come fa il 99.9% della PA nel mondo e ogni altra lettura mi sembra fuori luogo.

Che si sia difeso dagli attacchi che sono seguiti con una supercazzola reale non ci piove ma questo e' un altro discorso. Avrebbe potuto dire semplicemente "i miei consulenti mi dicono che a sto giro e' piu' economico cosi', fra 5 anni se ne riparla" e avrebbe ovviamente fatto una figura migliore.

Ciao Girogio,

penso sia colpa mia per aver voluto scrivere un articolo troppo sintetico e molte cose non le ho spiegate perche' le ho date per scontate.

Se leggi il protocollo, si parla di "trasferimenti di conoscenza", di "diffusione dell'IT nelle PMI", di "innovazione". Per quello che mi riguarda, in base alle fonti che ho io, qui non si tratta di un rinnovo di contratto. Se fosse cosi', avresti pienamente ragione. So bene che l'open source richiede investimenti e che non e' detto che abbia successo, figurati.

Quando mi riferisco a "limitare le liberta'", intendo che Vendola vuole una politica che "gestisca". Secondo me, per far questo e' piu' facile se si ha a che fare con i "colossi".

In questo contesto viene la mia critica che e' che non si puo' politicamente fare innovazione. Se, poi, si vogliono creare le condizioni per l'innovazione, ha piu' senso ragionare di open source. Se non si vuol ragionare di open source, quanto meno bisogna saperne e non confonderlo con Microsoft solo perche' pure l'open source punta al profitto (che scoperta, tra l'altro).

Ok, e' piu' di un rinnovo di contratto ma quello che intendo e' che microsoft e' l'interlocutore numero uno al mondo quando si parla di software e se si fa avanti e propone un accordo di informatizzazione alla regione puglia, non vedo perche' rifiutare.

Da altre fonti si e' letto:

 

Last week Renzo Davoli, president of the Italian Association for Free Software, casually met Vendola at a conference and explicitly asked him “why did you sign this deal?”. Davoli reports that Vendola answered (since part of the deal is that Microsoft will open an R&D center in Puglia): “I cannot refuse any opportunity to create jobs in Puglia”.

Ripeto, la scelta di Vendola non mi sento di criticarla (e lo dico da talebano dell'open source che usa ed esclusivamente open source da anni) viste le condizioni e i vantaggi. Critico con te le reazioni immediate che son seguite alle critiche che secondo me dicono qualcosa sul personaggio, non tanto sulla sua azione. 

Edit: il testo in italiano di Renzo Davoli e' qui.

Critico con te le reazioni immediate che son seguite alle critiche che secondo me dicono qualcosa sul personaggio,

Quote

Ma non e' un accordo di informatizzazione, e' un protocollo di intesa per discutere di soluzioni innovative a fare trasferimenti di conoscenza. Di nuovo, se fosse un accordo di informatizzazione saremmo piuttosto d'accordo.

Questa cosa qui, poi:

“I cannot refuse any opportunity to create jobs in Puglia”.

Mi sembra una risposta a caso. Come li vuole creare questi lavori? Non si era detto che la regione non metteva soldi in questi accordi?

Ora te la faccio io una domanda: ma non si creavano piu' lavori con l'open source? Discutiamo anche su questo, visto che anche te sei talebano. Ora ci penso un po', ma a spanne direi l'open source creerebbe piu' lavoro.

Ora te la faccio io una domanda: ma non si creavano piu' lavori con l'open source?

Due cose: punto primo, non e' che la Puglia doveva scegliere se fare un accordo tra Canonical o Red Hat e Microsoft e ha scelto la seconda. Semplicemente Microsoft ha proposto un accordo di lavoro a costo zero e la Puglia ha accettato senza impegno. Chiaro che MS lo fa per allungare la propria gia' longa manu, ma non vedo perche' dire di no.

Soprattutto quando (punto secondo) l'accordo non e' un'esclusiva come ben si legge nell'articolo 4 del testo da te linkato

Le Parti si danno reciprocamente atto che con il presente Protocollo non intendono costituire alcuna esclusiva di rapporto, rimanendo di conseguenza libere di stringere e sottoscrivere con terzi accordi analoghi.

Se Canonical o EFF vogliono farsi avanti e proporre lo stesso, nessuno gli dira' di no. 

 

come fa il 99.9% della PA nel mondo 

Not true. Devo scappare, ma not true.

Per esempio: quanti web server, a naso ed in %, girano su OSS e quanti su MSS?

Non è un test, è solo per dare un'idea.

Non è proprio vero che sia così ovvio, nel mondo, che un'azienda grossa o pubblica debba scegliere MS, not at all. Ragione per cui, se ha scelto MS, dovrebbe spiegare il vantaggio strategico per la Puglia. Che è il punto di fondo dell'articolo.

Oppure, invece di fare accordi privilegiati, crei condizioni perché gli uni e gli altri arrivino. In Italia, poi, che questa idea di fare politiche industriali "regionali" fa ridere i pollastri! Altra follia anche quella!

Per esempio: quanti web server, a naso ed in %, girano su OSS e quanti su MSS?

Si' ma dai stiamo parlando di utilizzo desktop e non c'e' ombra di dubbio che microsoft abbia il quasi monopolio nel settore pubblico come in quello privato. Open source guadagna un po' di terreno nelle universita' poi il resto e' microsoft a mani basse.

Le uniche eccezioni che io conosca sono il Brasile e Cuba che hanno adottato software libero da qualche anno in tutta la PA e il Venezuela nelle scuole. 

GG, sta diventando un botta e risposta un po' inconcludente.

Anzitutto, non è ovvio che si stia parlando solo di PC per uso personale.  Non ho idea di cosa diavolo uno come NV abbia in mente nel momento in cui si imbarca a fare una politica industriale nel settore software a partire da una regione di 4 milioni di persone (meno di metà di NY City ...) ma spero non abbia in mente semplicemente dare una mano a MS perché i cittadini pugliesi continuino a comprare prodotti MS! Forse ha qualche speranza che compagnie che fanno software applications si installino in Puglia? Forse vuole introdurre servizi per la popolazione? Forse vuole attirare imprese che, in cambio di qualche favore nell'installazione degli uffici offrano servizi didattici ai ragazzi pugliesi?

Non ho proprio idea, guarda, perché al di là dell'utilizzo propagandistico e populista (in perfetto stile BS) della cosa, io faccio molta fatica a capire cosa diavolo una regione possa e debba fare di utile. L'unica cosa che DOVREBBE fare è minimizzare il costo fiscale per i propri sistemi informatici e per quelli usati dal settore pubblico in generale. Questo, fossi NV, sarebbe il mio obiettivo. Che, chiaramente, questa cosa di cui leggiamo, né persegue né raggiunge.

Chiarito questo: cosa vuol dire che Windows è il sistema operativo del 91% dei PC?

Anche BS aveva la maggioranza dei voti degli italiani, so what?

Vi sono due ordini di questioni che l'articolo pone e che questo botta e risposta evita:

- In base a quali criteri una regione italiana deve sottoscrivere convegni di cooperazione con il monopolista che domina un mercato? In base a quali criteri cercare un accordo con MS e non con, tanto per dire, la Free Software Foundation?

- NV non era il nuovo che avanza, il cambiamento, l'alternativa, tutte quelle cose lì? Ed allora, che cazzo di alternativa è quella che fa esattamente come tutti alla prima occasione?

Non riesco a capire cosa tu stia argomentando: che NV fa come tutti quelli che hanno governato le regioni italiane prima di lui? Appunto!  Mi sembra deboluccia come difesa d'ufficio del signor "cambio".

 

Chiarito questo: cosa vuol dire che Windows è il sistema operativo del 91% dei PC?

 

purtroppo significa che è perfettamente ragionevole sviluppare applicazioni solo per Win, come il gestionale della Sapienza di cui parlavo: perché fare il porting su Mac OS o Linux se nella PA non li usa quasi nessuno? Però se non ci sono le applicazioni non c'è incentivo a cambiare sistema operativo e il serpe si morde la coda. 

No, il ragionamento è del tutto sbagliato. Il problema del "porting" sono anni che oramai esiste solo in ambiti molto specifici (dove i sistemi Unix la fanno da padrone e il problema è spesso il porting a Windows!).

Mai sentito parlare di piattaforma web?

Veneto

Ca' Foscari stringe accordi con liferay, la Regione del Veneto utilizza Alfresco, il Comune di Padova utilizza software libero perfino per farsi segnalare le buche.

Per non parlare di Emilia, Toscana etc.

C'è un sacco di gente che sta andando avanti sul software libero dentro le pubbliche amministrazioni.

Il PC è UNO degli strumenti con cui si accederà ai contenuti. Io nei miei PC mi tengo il dual-boot di windows solo per accedere alle vecchie cose del ministero delle finanze e della cassa commercialisti.

GG, sta diventando un botta e risposta un po' inconcludente [...] Non riesco a capire cosa tu stia argomentando.

 

Si', decisamente. Lasciami chiarire un'ultima volta pero' visto che non mi so spiegare.

Microsoft, leader indiscusso nel mondo dell'informatica, va dalla regione Puglia e dice: vi va di sedervi ad un tavolo con noi? Facciamo un gruppo di studio o come si chiama su quel documento, parliamo di come ampliare l'informatizzazione alle aziene alle scuole e PA. Senza impegno, senza che la regione ci metta soldi, senza che questo precluda qualasiasi altra forma di interazione con altri.

Vendola risponde, va bene perche' no. Poi a poche ore di distanza come se non bastasse se ne esce con una legge che da soldi soltanto alla PA che svillupano Open Source, cosa che per qualche motivo non si e' toccata qui nella discussione.

Dove e' l'abominio in tutto questo? L'unico abominio che io ci ho sempre visto e' il modo in cui Vendola ha reagito alle prime critiche, cambiando discorso come uno studentello ripetente e mettendosi a parlare di digital divide.

Che e' esattamente quello che si sta facendo in questo thread. Che c'azzecca Apache e che c'azzecca che la polizia francese e' passata a linux? Se il documento parla di portare i computer nelle scuole, nelle piccole imprese, nella PA e' ovvio che MS cerca di convincere le segretarie, gli insegnanti delle medie e i contabili ad usare Office e Windows piuttosto che le alternative. 

Io, talebano dell'open source, sono venuto qui per cazziare Vendola e mi ritrovo a difenderlo. Non l'avrei mai detto.

 

 


Non hai capito il punto della critica: innovazione nell'informatica oggi significa software tagliati su misura per le esigenze dell'azienda/amm.ne pubblica. Puoi fare innovazione benissimo con MS, alla fine quello che si può realizzare con l'open si riesce a fare anche con il closed. Ma i "meccanici" che ci lavorano sopra per costruire le "macchine software" prediligono tendenzialmente le soluzioni open, e invece cosa fa Vendola? Prima di rivolgersi agli informatici di mestiere si rivolge alla lobby per eccellenza. E' questo il punto, il metodo, non la maggior validità di una o dell'altra soluzione.

Sono convinto che si ricrederà e avvierà progetti di conversione all'open source appena capisce cos'è, rimane il solito comportamento del politico italiano, rispondere con arroganza alle critiche e fare gli interessi dei grossi gruppi, altrochè al servizio del cittadino!

No guarda io ho capito benissimo che c'e' un po' di gente che parla di cose che non conosce.

1) La PA non ha nessun bisogno di avere custom software se la stragrande maggioranza di cio' che fa e' normale desktop computing cioe' scrivere  un documento e inviarlo via email. Fare saas costa un sacco di soldi, che tu lo faccia open o lo faccia closed e non c'e' nessun bisogno di reinventare la ruota.

2) E' bene essere consapevoli che ci sono costi di transizione e costi di ownership nel passare ad un sistema informatico, qualunque esso sia, che possono essere incredibilmente onerosi. La borsa di Londra che di recente e' passata a Linux ha dovuto assumere 91 ingegnieri altamente pagati in un giorno per cercare di risolvere in tutta fretta e furia problemi che avevano sottovalutato.

3) Un casino di software open source gira su piattaforma closed source. Firefox, thunderbird, openoffice sono tutti open source che girano anche in Windows.

4) Microsoft rilascia i sorgenti di un sacco di propri prodotti ai governi che ne fanno richiesta. E questo non da ieri ma dal 2003. Questo include prodotti sia prodotti di ultima generazione che paesi dalla non proprio adamantina reputazione informatica: la Russia ha accesso formale ai sorgenti di Office e Windows7 e come lei una miriade di altre nazioni.

5) Dei costi informatici di una aziena, solo una piccola parte va in acquisto software (il 5%). Il grosso va in acquisto dell'hardware (55%) e assistenza (il resto). Passare a software open ti aiuta molto marginalmente. Quello che veramente dovrebbe interessare al cittadino non e' che la PA utilizzi open source ma che utilizzi open standard. Ovvero la prossima volta che mandi un documento in allegato a qualcuno dovresti mandarlo salvato come .rtf non come .docx.

6) Vendola non ha firmato nulla di esclusivo con Microsoft e non e' lui che si e' rivolto a Microsoft. E' Microsoft che si e' rivolto a lui.

7) Se queste sono le tue preoccupazioni, Vendola ha dimostrato di sapere non solo cos'e' ma anche quale e' il valore dell'Open Source considerando la legge regionale sull'open source approvata in un secondo momento.

Quindi, ripeto, di che cosa stiamo parlando?

 

1) La PA non ha nessun bisogno di avere custom software se la stragrande maggioranza di cio' che fa e' normale desktop computing cioe' scrivere  un documento e inviarlo via email. Fare saas costa un sacco di soldi, che tu lo faccia open o lo faccia closed e non c'e' nessun bisogno di reinventare la ruota.

Supponendo che la pubblica amministrazione NON ha software custom, allora è ora che se ne crei, aiuta parecchio l'efficienza (ma tantissimo), quindi partiamo bene con soluzioni open. (nota: open office e linux sono gratis allora perché spendere per fare le 2 minchiate di cui sopra?)

2) E' bene essere consapevoli che ci sono costi di transizione e costi di ownership nel passare ad un sistema informatico, qualunque esso sia, che possono essere incredibilmente onerosi. La borsa di Londra che di recente e' passata a Linux ha dovuto assumere 91 ingegnieri altamente pagati in un giorno per cercare di risolvere in tutta fretta e furia problemi che avevano sottovalutato.

Questo è il caso di software custom presente nell'amm.ne pubb. da convertire da codice win a codice *nix (che entra in contraddizione con quanto hai scritto sopra). La struttura di rete è invece è molto meno dolorosa da implementare anche ibrida win/*nix

3) Un casino di software open source gira su piattaforma closed source. Firefox, thunderbird, openoffice sono tutti open source che girano anche in Windows.

Vero e sarebbe molto bello incentivarne l'uso. Facciamolo!

4) Microsoft rilascia i sorgenti di un sacco di propri prodotti ai governi che ne fanno richiesta. E questo non da ieri ma dal 2003. Questo include prodotti sia prodotti di ultima generazione che paesi dalla non proprio adamantina reputazione informatica: la Russia ha accesso formale ai sorgenti di Office e Windows7 e come lei una miriade di altre nazioni.

Questa mi è nuova. So che alcune parti sono open ma non così ampie. Se hai fonti.

5) Dei costi informatici di una aziena, solo una piccola parte va in acquisto software (il 5%). Il grosso va in acquisto dell'hardware (55%) e assistenza (il resto). Passare a software open ti aiuta molto marginalmente. Quello che veramente dovrebbe interessare al cittadino non e' che la PA utilizzi open source ma che utilizziopen standard. Ovvero la prossima volta che mandi un documento in allegato a qualcuno dovresti mandarlo salvato come .rtf non come .docx.

Per le percentuali dei costi ricordati che con l'HW paghi anche il tot della licenza OEM del windows e dell'office venduti spesso in bundle con il PC. Sui formati hai detto una sacrosanta verità.

6) Vendola non ha firmato nulla di esclusivo con Microsoft

 

Vero. Speriamo.

7) Se queste sono le tue preoccupazioni, Vendola ha dimostrato di sapere non solo cos'e' ma anche quale e' il valore dell'Open Source considerando la legge regionale sull'open source approvata in un secondo momento.

Quindi, ripeto, di che cosa stiamo parlando?

Dell'atteggiamento di NV e del finto vento nuovo che vuole portare.

 

open office e linux sono gratis allora perché spendere per fare le 2 minchiate di cui sopra?

 

vorrei provare a fare un punto: mentre è senz'altro vero che per un uso domestico le soluzioni open son più economiche, sia considerando il costo del sw che dell'hw (notoriamente linux funziona egregiamente con computer relativamente vecchi), la stessa cosa non è necessariamente vera per la PA o per una azienda.  Si dica quel che si vuole, ma nella mia esperienza di utente ho rilevato più e più volte che il software free ha spesso fastidiosi - quando non distruttivi - bugs, che ha difficoltà di compatibilità con sistemi MS, e che la maggior parte delle problematiche non possono essere risolte se non si ha una conoscenza piuttosto precisa dei funzionamenti interni del sistema -- che la maggior parte degli utenti oggi non ha, non perché sia particolarmente complesso, ma perché appunto si è abitutati a usare windows.  Altri costi quindi sarebbero necessari per "ri-addestrare" il personale per adattarsi al nuovo sistema.

Credo che, essendo stabilità e compatibilità con altri sistemi le cose davvero importanti per una pubblica amministrazione, non sia incomprensibile come non possa valere la pena di passare all'open.

Supponendo che la pubblica amministrazione NON ha software custom, allora è ora che se ne crei, aiuta parecchio l'efficienza (ma tantissimo), quindi partiamo bene con soluzioni open.

Ogni cosa ha un costo. La domanda da economista qui e': se i software liberi e gratis fanno risparmiare soldi, danno meno problemi e son capaci di sostituire pienamente i sistemi a pagamento, perche' sono cosi' poco diffusi tra gli utenti finali (1%)? Perche' il tuo vicino di casa si prende la briga di scaricarsi le copie pirata di windows, office e photoshop se puo' fare esattamente le stesse cose legalmente con software libero? Evidentemente c'e' una resistenza alla transizione che e' gia' grande nel tuo vicino di casa, un singolo che tutto cio' che fa e' usare facebook e stamparsi i biglietti dell'aereo. Figuriamoci quali sono i costi nella PA. Soprattutto perche' le transizioni sono enormi: c'erano almeno due articoli qui su nfa (che non trovo piu') sulla dotazione informatica dei tribunali in Italia ed era chiaro che la PA vive nella preistoria. Abbiamo un ministero per l'ammodernamento nella PA.

Questo è il caso di software custom presente nell'amm.ne pubb. da convertire da codice win a codice *nix

No, il costo principale e' insegnare alle persone ad usare il software e ad avere a che fare coi problemi piu' comuni; migrare documenti xls con macro; migrare soluzioni di backup (quando ci sono); adattare compatibilita' hardware; spostare la posta; etc etc. In breve gestire i sistemi. Vedi punto 1.

 

Questa mi è nuova. So che alcune parti sono open ma non così ampie. Se hai fonti.

http://www.microsoft.com/resources/sharedsource/gsp.mspx

Per le percentuali dei costi ricordati che con l'HW paghi anche il tot della licenza OEM del windows e dell'office venduti spesso in bundle con il PC. Sui formati hai detto una sacrosanta verità.

No, quelli sono gia' dati disaggregati. Il costo delle licenze per i governi e le universita' poi e' molto scontato, dell'ordine di 50x.

 

No, il costo principale e' insegnare alle persone ad usare il software e ad avere a che fare coi problemi piu' comuni; migrare documenti xls con macro; migrare soluzioni di backup (quando ci sono); adattare compatibilita' hardware; spostare la posta; etc etc. In breve gestire i sistemi. Vedi punto 1.

oddio, OpenOffice è ampiamente compatibile con MS Office (anzi, per un periodo aprivo io gli allegati in .docx ricevuti dai colleghi che avevano le vecchie versioni di Word), che poi in Writer alcune cose si chiamano in un altro modo o stanno in un altro menù (che è pure più razionale, in Word la pagina si setta nel menù File, mentre in Writer tutto sta nel menù Formato), o che in Ubuntu la crocetta per chiudere la finestra sta a sinistra invece che a destra, ci vuole così tanto? Una volta a mia moglie (che usa Word) le ho aperto il documento su cui stava lavorando in Writer e lei non se n'è nemmeno accorta...

 

Supponendo che la pubblica amministrazione NON ha software custom, allora è ora che se ne crei, aiuta parecchio l'efficienza (ma tantissimo), quindi partiamo bene con soluzioni open.

Ogni cosa ha un costo. La domanda da economista qui e': se i software liberi e gratis fanno risparmiare soldi, danno meno problemi e son capaci di sostituire pienamente i sistemi a pagamento, perche' sono cosi' poco diffusi tra gli utenti finali (1%)? Perche' il tuo vicino di casa si prende la briga di scaricarsi le copie pirata di windows, office e photoshop se puo' fare esattamente le stesse cose legalmente con software libero? Evidentemente c'e' una resistenza alla transizione che e' gia' grande nel tuo vicino di casa, un singolo che tutto cio' che fa e' usare facebook e stamparsi i biglietti dell'aereo. Figuriamoci quali sono i costi nella PA. Soprattutto perche' le transizioni sono enormi: c'erano almeno due articoli qui su nfa (che non trovo piu') sulla dotazione informatica dei tribunali in Italia ed era chiaro che la PA vive nella preistoria. Abbiamo un ministero per l'ammodernamento nella PA.

Problematica principale della diffusione è culturale, specialmente nei vertici politici/amministrativi e della dirigenza che costoro si portano dietro, o che è già insediata e che non puoi cambiare (fargli entrare qualcosa in testa è ancora più difficile).

I fattori di vantaggio preponderanti a livello PA non sono sul Custom ma sono il creare sistema con il RIUSO delle applicazioni e i servizi localizzati sul territorio che si possono costruire di conseguenza (bisogna vedere cmq  il contesto e il know how disponibile), questo permette assieme ad uno spostamento di risorse anche sulla formazione di rendere più efficiente la PA sopprattutto per gli enti locali minori.

Questo è il caso di software custom presente nell'amm.ne pubb. da convertire da codice win a codice *nix

No, il costo principale e' insegnare alle persone ad usare il software e ad avere a che fare coi problemi piu' comuni; migrare documenti xls con macro; migrare soluzioni di backup (quando ci sono); adattare compatibilita' hardware; spostare la posta; etc etc. In breve gestire i sistemi. Vedi punto 1.

Se non liberi risorse economiche dalle licenze non riesci a portare nuove applicazioni, processi finalmente ben definiti e tutta la formazione che da la svolta agli enti locali (regioni e enti nazionali lavorano con meccanismi diversi dove il problema non sono le risorse da liberare ma le risorse da assegnare agli amici che rifilano delle chiaviche).

Per le percentuali dei costi ricordati che con l'HW paghi anche il tot della licenza OEM del windows e dell'office venduti spesso in bundle con il PC. Sui formati hai detto una sacrosanta verità.

No, quelli sono gia' dati disaggregati. Il costo delle licenze per i governi e le universita' poi e' molto scontato, dell'ordine di 50x.

Tenendo conto che il venditore guadagna mediamente il 5% e microsft Italia altro 5%,  vuol dire che stai regalando agli USA un botto di soldi da usare in formazione e servizi che anche se avessero un TCO più alto si trasformano in ogni caso in ritorno agli individui che ci lavorano e in tasse che rientrano sul  territorio

 

 

 

Ogni cosa ha un costo. La domanda da economista qui e': se i software liberi e gratis fanno risparmiare soldi, danno meno problemi e son capaci di sostituire pienamente i sistemi a pagamento, perche' sono cosi' poco diffusi tra gli utenti finali (1%)?

Non confondere software con sistemi operativi, Firefox per es. ha raggiunto il 30% di share. Apple, anche se con parecchie storture e a pagamento, rilascia comunque le sorgenti dei propri software: http://developer.apple.com/opensource/index.html

Espandendo il concetto ai dispositivi mobile, android sta catturando una fetta di mercato sempre più grande.

Quando mi chiedono i miei amici se ho una copia pirata di MS Office, rispondo: scaricatevi OO è gratis e legale anche per lavoro, alcuni mi chiedono: "ma come, dov'è la fregatura? C'è il virus?" - io ci vedo in questa cosa un problema culturale più che tecnico. 

Per linux per l'utenza casalinga lo sconsiglio, è un tipo di utenza che ha bisogno di multimedialità e supporto a svariate periferiche. Ma nella PA multimedialità e iTunes sul melafonino non servono.

Perche' il tuo vicino di casa si prende la briga di scaricarsi le copie pirata di windows, office e photoshop se puo' fare esattamente le stesse cose legalmente con software libero? Evidentemente c'e' una resistenza alla transizione che e' gia' grande nel tuo vicino di casa, un singolo che tutto cio' che fa e' usare facebook e stamparsi i biglietti dell'aereo. 

Come dicevo prima, l'utenza casalinga è più votata al multimediale e alla conpatibilità verso molti tipi di periferiche, dalla fotocamera al telefonino allo scanner. Inoltre ci sono i giochi, San Photoshop (insostiuibile insieme a 3dmax, autocad e programmi grafico-multimediali in genere).

Ma la PA non ha bisogno di questo, se per non un uso marginale (attenzione win e *nix possono coesistere!).

No, il costo principale e' insegnare alle persone ad usare il software e ad avere a che fare coi problemi piu' comuni; migrare documenti xls con macro; migrare soluzioni di backup (quando ci sono); adattare compatibilita' hardware; spostare la posta; etc etc. In breve gestire i sistemi. Vedi punto 1.

Passare da winXP a 7 porta più "traumi" che passare da XP a Ubuntu. Passare da MS Office 2003 al 2010 incasina gli utenti più che non da 2003 a OO, ovvero ogni 5 anni comq. devi istruire/aggiornare il personale.

Le macro possono essere un problema, esistono cmq i sistemisti che invece di correre dietro a PC pieni di virus magari fanno qualcosa di più gratificante anche per loro.

Soluzioni di backup? Qua si va sui servers, lo setti e installi bacula sul resto della rete (è un costo nullo perché lo fai quando il vecchio server è giunto a fine vita e quindi è cmq da sostiuire, nota: windows non avendo un sistema affidabile per il passaggio delle configurazioni da PC vecchio a nuovo devi sempre rifare tutto da capo - grazia al registro di configurazione, l'unica cosa odiata penso anche da chi l'ha creata).

Stesso discorso per posta.

Per quanto riguarda la compatibilità HW, se il sistemista non è una capra in cerca di HW nuovo assurdo, non ci sono più problemi e con il vecchio HW la compatibilità è alta e addirittura migliore che con win7. Basta conoscere il mestiere.

No, quelli sono gia' dati disaggregati. Il costo delle licenze per i governi e le universita' poi e' molto scontato, dell'ordine di 50x.

Stocazzo (scusami il francesismo), ben per le grosse commesse ma nei comuni e enti di piccole dimensioni si compra il "PC con l'Office" in una voce unica. Inoltre nella voce assistenza rientra la voce software che può comprendere proprio quei software custom fatti su misura.

PS. in Friuli c'è questa azienda, statale con scarsa efficienza e con tutte le critiche a livello amministrativo che si possono fare ma che cmq vive proprio sulla realizzazione di software per la PA e guardacaso opensource: http://www.insiel.it/insielinternet/portale/homeSoluzioneTop.asp?Sezione=3&IDLingua=1

PS. in Friuli c'è questa azienda, statale con scarsa efficienza e con tutte le critiche a livello amministrativo che si possono fare ma che cmq vive proprio sulla realizzazione di software per la PA e guardacaso opensource: http://www.insiel.it/insielinternet/portale/homeSoluzioneTop.asp?Sezione=3&IDLingua=1

La situazione Friulana mi è sembrata abbastanza grottesca, praticamente l'ente  regione Friuli ha una percentuale elevata di dipendenti che sono di Insiel e che  gestisccno non solo la regione ma anche buona parte degli enti locali.

La realizzazione di software per la PA avendo clienti in regime di monopolio distorcono una serie di benefici dell'Open Source, certo i soldi rimangano sul territorio ma a prezzo di costi fissi elevatissimi che alla fine non solo non portano risparmi ma che impediscono anche la nascita e la sana crescita di imprese competitive sul mercato.

Senza dubbio, è l'ennesimo carrozzone pubblico a scarsa produttività. Per fortuna hanno scelto l'open, non voglio immaginare che costi ci sarebbero stati se avessero abbracciato soluzioni closed.

 

1) La PA non ha nessun bisogno di avere custom software se la stragrande maggioranza di cio' che fa e' normale desktop computing cioe' scrivere  un documento e inviarlo via email.

per parlare di quello di cui mi occupo io, il gestionale per la gestione finanziaria patrimoniale e contabile (che a sua volta riflette procedure definite nel regolamento di amministrazione e contabilità di ateneo) è appunto custom ed è quello con cui si pagano le fatture e si inventariano i beni, che è "stragrande maggioranza" del lavoro delle segreterie amministrative; il software per il protocollo elettronico non è Word; i programmi per l'automazione delle biblioteche (acquisizione, catalogazione e catalogazione derivata, prestito, abbonamenti, gestione di documenti elettronici e oggetti digitali, OPAC) non sono fogli di Excel, e stranamente c'è un monopolio di Data Management e del suo (ottimo) software Sebina anche se i formati per i dati bibliografici, MARC e via dicendo sono tutti aperti e documentati.
Stesso discorso, ma ancora più accentuato, per programmi che devono gestire l'anagrafe, i tributi, il catasto, gli archivi correnti in formato digitale.

In realtà il normale desktop computing la PA potrebbe farlo quasi tutto a costo zero con OpenOffice o con GoogleDocs, sono proprio le applicazioni specializzate che servono e costano.

 

No guarda io ho capito benissimo che c'è un po' di gente che parla di cose che non conosce.

Giorgio, viene spontaneo ricordarti quella del medice con la broncopolmonite ...

1) Hai idee confuse su cosa faccia la PA. Ha bisogno, e come, di customized software! Pensa anche solo alla contabilità pubblica!

2) Vecchia storia, studiata e ristudiata. Il problema non si porrebbe nemmeno se fosse vero quello che tu ritieni la PA faccia (passare da Office a OpOff costa due ore ad un cane). Se invece devono sviluppare, from scratch, dedicated software allora l'argomento cade mentre vale il fatto che open environment beats monopolized one.

3) Sure. So what? I fail to see where this has ANY bearing on the criticism raised about NV's political decisions!

4) Sure, grazie alla pressione competitiva di OSS. Prova, fra le altre, che la competizione fa bene al settore ed alla gente. E, di nuovo, so what? MS ovviamente fa quanto deve fare per star al passo della concorrenza, cos'altro deve fare? Cosa implica? Il monopolista al margine combatte il concorrente imitandolo. Cosa devo inferire, sul piano della public policy? Che tanto vale per il settore pubblico fare da supporter del monopolista? Stiamo delirando or what?

5) Questi numeri, Giorgio, mi ricordano quelli di Castelli a Ballarò sulla crescita del traffico a MXP. Sono certo che esistono aziende di un certo tipo in un certo settore per le quali si applicano. Facciamo finto che la PA sia una di quelle (dubito, ma non ho tempo per verificare). So what? Le % vanno sempre moltiplicate per i montanti. Negli USA il 16% del PIL va in spese sanitarie e, di queste, circa il 2% va in medicine (vado a memoria, ma l'ordine è quello). Implica forse questo che il monopoly pricing di big pharma è socialmente irrilevante? Di nuovo, stiamo delirando or what?

6) Anche Andy, the neighborhood crack dealer, si è rivolto a me la settimana scorsa senza che io lo cercassi. Gli ho detto di no.

7) Nope. Ha solo provato che (a) continua a pensare che deve decidere lui il futuro economico della regione a botte di incentivi pubblici e, (b) ogni tanto ha qualcuno che gli dice che deve favorire OSS.  (a) è male, il vero male infatti. (b) è male sia perché è conseguenza di (a) sia perché il giorno in cui comincia a fidarsi di qualcuno che gli spiega che è meglio fare tutto con i prodotti di Jobs vende la Puglia ad Apple.

Io consiglierei di leggersi la letteratura tecnica sull'argomento prima di sparare giudizi sia sulle persone che sui temi discussi. Essere un utilizzatore di OSS NON implica aver inteso the economics of the software industry. Sono cose diverse.

Leggo nFA da qualche annetto e di solito me ne sto zitto e buono, fidandomi del giudizio di economisti che dicono che NV quando parla di economia dice baggianate.

Quando parlano di informatica, che è il mio mestiere, sono anche io in grado di fare le pulci al "nuovo della sinistra che avanza".

L'Open Source non è roba da sfigati o da Paesi che non si possono permettere MS. L'Open Source è una precisa scelta che come dice Alessio richiede investimenti ma consente direzioni nelle quali un'azienda "chiusa" come Microsoft o Apple non ti lasciano andare.

So che nel mio nuovo Paese la PA ha adottato l'Open Source, perché ho amici venuti apposta dall'Italia che ci lavorano. Inoltre è scritto anche su un sito non sospetto.

Volendo prendersi la briga di fare una ricerchina si scopre la risposta alla tua domanda, e la risposta è ben lontana dalla situazione di quasi-monopolio MS che si crede.

Roberto, grazie del link. Vedo che su Wikipedia oramai c'è tutto :-)

Vorrei chiarire che, come il capitolo 2 di AIM forse prova, la mia domanda era retorica e volta, appunto, a stimolare l'arrivo di evidenza come quella che hai postato tu.

Il punto è (appunto) quello. Chiunque sappia qualcosa dell'industria del software nemmeno si sognerebbe di dire o scrivere le strane cose che abbiamo letto/sentito dagli ambienti vendoliani.

Ripeto, passi che certe castronate le dica un BS o anche un Voltremont. Ma che il simbolo del nuovo che avanza venda scelte del genere come "innovative" fa veramente terzo mondo. Che è il posto, appunto, dove oggi MS ha le migliori prospettive di crescita ...

Il punto è (appunto) quello. Chiunque sappia qualcosa dell'industria del software nemmeno si sognerebbe di dire o scrivere le strane cose che abbiamo letto/sentito dagli ambienti vendoliani.

Ad essere puntigliosi Vendola è un politico italiano, è già tanto se conosce l'esistenza del mondo open. Magari adesso i suoi collaboratori, viste le pressioni che vengono dalla comunità informatica, lo aggiornano sullo scivolone che ha fatto. Magari, insieme al progetto con MS inizia parallelamente un progetto pilota di sperimentazione dell'open source.

Certo che a farsi preparare la pappa pronta da MS invece di svilupparla in casa son posti di lavoro  persi (e magari anche con stipendi un po più decenti e non da operaio o poco più...).

Volendo prendersi la briga di fare una ricerchina si scopre la risposta alla tua domanda, e la risposta è ben lontana dalla situazione di quasi-monopolio MS che si crede.

Ma zio canarino, 90% vs 1% ti sembra una situazione di non monopolio?! Senza considerare che quei dati sono presi da user-agent, cioe' riguardano soltanto i computer che se ne vanno in giro su internet e che un sacco di computer del settore pubblico non sono connessi a Internet. Cioe', ben venga dire che siamo per l'open source ma questo e' mettersi le fette di prosciutto sugli occhi.


E poi cosa si intende con "usare software open source"?

In un sistema completo ci sono molte componenti, che potrei riassumere con

-sistema operativo (Windows o Linux?)

-database (Oracle o altri?)

-webserver (IIS della Microsoft, oppure Java oppure Apache?)

-librerie e tecnologie utilizzate (ad es. Flash o Silverlight?)

 

Ognuna di queste può essere open source o meno, prodotte da Microsoft oppure da altre compagnie. Se parliamo di sistemi operativi per macchine server, beh credo che MS non sia affatto più utilizzata di Linux. Se parliamo di database non so stilare una classifica (vince MySql o Oracle?).

Quindi la questione è complicata, ma certamente non possiamo dire che il 99% delle PA usa MS.

 

Per esempio: quanti web server, a naso ed in %, girano su OSS e quanti su MSS?

Secondo netcraft, che è la voce più attendibile in materia, a novembre 2010 apache (open source) è ampiamente leader del mercato web servers.

Però io vedo una lotta tra Apache (open source) e Microsoft (intendono IIS?). Ma siamo sicuri che sia sensata?

Cioè so per certo che ai server Java viene spesso anteposto un Apache, allo scopo di gestire alcuni aspetti del traffico web. In realtà il sistema è composto al 99.9% da Java e solo per l'0.1% da Apache. E  magari, secondo questa statistica, risulta Apache dal momento che è il componente esterno.

Confermi, o vale solo per Java?

Vale per tutto, e non si può fare una regola generale, ma a grandi linee:

  • servizi scritti in .net o server che usano pesantemente servizi MS tipo exchange o sharepoint tendono ad usare IIS su windows
  • servizi scritti in java, php, ruby, python,... tendono ad usare apache su linux

Non mancano gli ibridi, dal .net su apache/linux al php su IIS.Nelle intranet è abbastanza comune avere un po' di tutto: applicazioni fatte in casa o di terze parti un po' in .net,un po' in PHP ed un po' in java, tutto esposto dallo stesso server.

In ogni caso il punto è che MS non è competitiva per i web server: obbliga a pagare licenze e non da valore aggiunto, tranne quello che può derivare dal know-how interno: se ho 20 sistemisti windows (sviluppatori .net) e nessun esperto linux, per piccoli volumi i costi di licenza son trascurabili rispetto a quelli di gestione.

Per esempio: quanti web server, a naso ed in %, girano su OSS e quanti su MSS?

Web Server ≠ da Server

nel settore dei servers in generale capire la situazione nel dettaglio è difficile ma sembra che MS sia ancora leader

http://www.zdnet.com/blog/microsoft/behind-the-idc-data-windows-still-no-1-in-server-operating-systems/5408

Vendola ha semplicemente adottato la soluzione piu' semplice rinnovando il contratto a microsoft come fa il 99.9% della PA nel mondo e ogni altra lettura mi sembra fuori luogo.

Non vero, molte amministrazioni pubbliche (sveglie) stanno passando all'opensurce.

Cuba: http://www.mathaba.net/news/?x=623319

Russia: http://profy.com/2009/06/24/in-russia-open-source-software-gets-official-support-from-authorities/

Firenze: http://www.tomshw.it/cont/news/firenze-adotta-l-open-source-per-risparmiare/23659/1.html

Trento: http://www.giovannipecora.it/?p=92

Polizia francese: http://www.gnu.unisi.it/2010/11/23/la-polizia-francese-passa-a-linux/

sono solo alcuni esempi che mi vengono in mente.

Questa dell'open source e', poi, una cosa serissima, perche' mina non solo il libero mercato (vedesi l'amore di Vendola per i "colossi"), ma la liberta' di noi tutti. 

Uella addirittura la libertà di ciascuno di noi! Non scherziamo per favore. Al massimo è uno spreco di denaro, soldi che invece di rimanere in Italia se ne vanno negli USA.

E' il tremoti di sx, non mi stancherò di dirlo. E fate caso al linguaggio fumoso, ricco di metafore e dai contenuti drammaticamente vuoti o passatisti.

Sono anch'io basito di fronte alle parole di Vendola.

Sicuramente i business models delle società proprietarie sono più maturi, ma proprio per questo mi sembrano completamente in crisi.

 

Grazie per le informazioni.  Vendola si dimostra gravemente incompetente in materia di open source, peraltro non ho ancora ascoltato un esponente politico italiano che ne capisca qualcosa sul tema.

Rispetto a molti Paesi civili e  progrediti, che spesso scelgono prioritariamente o esclusivamente software open source per la pubblica amministrazione, lo Stato italiano, l'amminiistrazione pubblica italiana, e pezzi di para-Stato come la RAI si distinguono da sempre per l'adozione stupida di software e protocolli proprietari, tipicamente Microsoft, che danneggiano e creano proplemi alla non trascurabile frazione di cittadini che non usano i prodotti a pagamento di Microsoft.  Per esempio la Rai usa Microsoft Silverlight, sw proprietario relativamente chiuso, invece di tecnologie piu' aperte anche se proprietarie come quelle Adobe, o di tecnologie di streaming aperte con licenza opensource, tipicamente anche gratuite.  Come molto spesso accade l'amministrazione pubblica italiana si distingue per stupidita' e arretratezza, e Vendola conferma di essere molto piu' parte del problema piuttosto che parte della soluzione.

Per esempio la Rai usa Microsoft Silverlight

Scelta a mio avviso vergognosa. Comunque, oltre all'adozione di software proprietari, sulla qualità in generale dei siti degli apparati statali e parastatali si potrebbe scrivere un' "Avvelenata" infinita: il sito di Rai Radio2 che linka video di Youtube rimossi per violazione del copyright, il sito Sanità della Regione Lombardia che, per un paio di settimane, veniva bloccato come sito inaffidabile da IE e Firefox, ecc ecc Ma chi crea questi siti non spulcia mai i suoi omologhi svizzeri o americani ? Non si rende conto dell'abisso in termini di qualità e fruibilità ? 

Comunque concludo con una nota di speranza il consorzio bibliotecario Nord Milano fornisce un ottimo servizio utilizzando software Open Source.

 

Infatti (dopotutto, non e' che in questo forum ci si nasconda...)!

Ma non perche' Vendola non abbia gia' dato prova della sua colpevole ignoranza. Piuttosto, perche' questo e' semplicemente un caso isolato, e quindi, sostanzialmente, no big deal.

Pero', devo ammetterlo, se certi comportamenti si confermassero come la norma....

penso che il più scandaloso sia quello di ATM Milano , sì prprio l'ATM dell'ex IBM Catania.

Ma non fa nno confronti con i siti dei trasporti di Londra o Barcellona?

Temo che il software sia un "carrier" sicuro di tangenti e sottogoverno. 

posso aggiungere il sito dell'Istat - in particolare il database con.istat.it - al cahier de doléances? 

se penso a quanto siano pratici, per esempio, i siti degli istituti statistici baltici, mi viene da piangere...

scusate, piccolo sfogo personale :) 

Se vuoi piangere di piu', guardati il sito dell'Office for National Statistics britannico. E' peggio di quello dell'Istat. Ammetto che pero', cercando con Google, e' piu' facile trovarci dati su spreadshhet utili da usare.

rss Grazie per le informazioni.  Vendola si dimostra gravemente incompetente in materia di open source, peraltro non ho ancora ascoltato un esponente politico italiano che ne capisca qualcosa sul tema.

Rispetto a molti Paesi civili e  progrediti, che spesso scelgono prioritariamente o esclusivamente software open source per la pubblica amministrazione, lo Stato italiano, l'amminiistrazione pubblica italiana, e pezzi di para-Stato come la RAI si distinguono da sempre per l'adozione stupida di software e protocolli proprietari, tipicamente Microsoft, che danneggiano e creano proplemi alla non trascurabile frazione di cittadini che non usano i prodotti a pagamento di Microsoft.  Per esempio la Rai usa Microsoft Silverlight, sw proprietario relativamente chiuso, invece di tecnologie piu' aperte anche se proprietarie come quelle Adobe, o di tecnologie di streaming aperte con licenza opensource, tipicamente anche gratuite.  Come molto spesso accade l'amministrazione pubblica italiana si distingue per stupidita' e arretratezza, e Vendola conferma di essere molto piu' parte del problema piuttosto che parte della soluzione.

Confermo e sottoscrivo. Aggiungo che persino a Pisa, dove almeno una volta all'anno i papaveri della politica regionale si trovano alla Scuola Sant'Anna per parlare del Software Open Source, fino a un anno fa il registro on-line delle ordinanze era consultabile solo con software Microsoft (incredibilmente -ho controllato- ora han rimediato). 

Il problema va ben al di là del singolo Vendola. I politici vedono nell'Open Source un argomento astratto e, in quanto tale, gli fa comodo parlarne: il 90% degli elettori non sa cos'e', e dà un immagine molto cool.

Ricordo comunque che anche i ministri Brunetta-Gelmini hanno recentemente fatto accordi con Microsoft.

Alessio, non capisco come tu possa interpretare la citazione che hai riportato come: open source uguale cantinari. Mi sembra che esprima semplicemente il dubbio che i modelli volontaristici e gratuiti siano insufficienti e che questi stessi modelli sì stia evolvendo verso strutture a pagamento. Non ho la competenza per sapere se questo è vero, ma contesto la tua tesi che mi sembra una errata e personale interpretazione di un testo più ampio. Ho apprezzato le critiche di Sandro Brusco e quelle dell'ultimo post newyorkese, ma trovo la tua poco obiettiva e distorta.

Commento rimosso dall'autore

Intendevi cvd ? Il Latino l'ho sempre studiato poco. :-)

Sì (anche se il latino l'ho studiato poco anch'io).

Poi ho rimosso perchè poteva sembrare aggressivo. Avrei dovuto metterci una faccina ;-)

Condivido, almeno in parte.

La mia interpretazione delle frasi di Vendola riportate (e del presunto contesto) è la seguente:

- Compagno Nichi, perchè fai accordi col sanguinario capitalista Microsoft invece di affidarti all'open source, gratuito e amico del Popolo?

- Cari compagni, perchè anche dietro all'open source si celano imprese che (dio sa come) in qualche modo perseguono odiosi profitti. Mica sono buoni cantinari che lavorano gratis per il bene del Popolo. L'idea mi piacerebbe, ma non è così. E poi magari va a finire anche che i prodotti open source sono meno sviluppati di quelli Microsoft. Per cui non mi rompete le balle.

Poi si può essere d'accordo o no (io, per quello che vale, non lo sono). Ma l'interpretazione di Alessio mi pare, effettivamente, distorta e fuorviante.

Tra l'altro, valeva la pena, magari, di analizzare un po' meglio il documento da cui la citazione è tratta. Che può dire cose più o meno esatte o condivisibile. Ma non mi pare si presti, nel suo complesso, al dileggio di questo post.

Btw, Vendola scrive anche:

E l’autonomia decisionale della giunta pugliese si esprimerà con un progetto di legge, che vareremo a breve, per rafforzare la migrazione verso l’open source dei servizi che la Regione Puglia finanzia in favore di tutte le Pubbliche Amministrazioni pugliesi. Il che significa molto di più di una dichiarazione di principio. Finanziamo i servizi informatici solo se si convertono all’OS.

(Grassetto nel testo originale). Ancora:

sono convinto che compito di un’amministrazione – amministrazione, non un partito – sia quello di non ostacolare nessuno ma di creare le condizioni per una libera concorrenza.

Ancora:

L’obiettivo vero – spero che Alessandro, Athos e Flavia concordino – è liberarsi dai monopoli e consentire una vera libertà di scelta.

oppure:

Io molto semplicemente penso che la rete in fibra ottica ci consentirà di affrontare una riforma, quella del sistema dei diritti di autore, che è nato nell’800 per tutelare l’ingegno. Oggi quel sistema tutela solo le major. Esso va rivisto

Evviva! Vendola è contro i monopoli! Vendola è contro il diritto d'autore! Finalmente un politico che la pensa come Boldrin!

Ovviamente non è vero: ho scelto in modo capzioso frasi isolate dal contesto. Voila!

nFA, per fortuna, sembra avere sempre più lettori. Mi chiedo se non sia un po' rischioso continuare a metterci dentro post che raccolgono poco più che sensazioni e battute (e che molti, invece, tendono a scambiare per "analisi"). A forza di post come questo (il cui autore, che conosco solo attraverso nFA, pure stimo e rispetto) mi chiedo se nFA non rischi di virare pian piano verso una superficialità banale e faziosa... quella che si contesta e quella di cui siamo già abbastanza appestati.

Nel merito, per me quello che conta è che la Puglia non dia soldi a Microsoft per questo "centro di competenza" finalizzato esclusivamente, in teoria, a "favorire lo scambio di esperienze". Che, quando si tratterà di dare appalti, li affidi attraverso gare aperte e regolari, che consentano un confronto, volta per volta, tra tutte le soluzioni disponibili (proprietarie e non). E che non si adottino soluzioni che limitino l'accesso a chi adotta standard differenti e creino rischi di lock-in.

[Commento modificato e completato in una seconda fase... chiedo scusa]

"La mia interpretazione delle frasi di Vendola riportate (e del presunto contesto) è la seguente:

- Compagno Nichi, perchè fai accordi col sanguinario capitalista Microsoft invece di affidarti all'open source, gratuito e amico del Popolo?

- Cari compagni, perchè anche dietro all'open source si celano imprese che (dio sa come) in qualche modo perseguono odiosi profitti. Mica sono buoni cantinari che lavorano gratis per il bene del Popolo. L'idea mi piacerebbe, ma non è così. E poi magari va a finire anche che i prodotti open source sono meno sviluppati di quelli Microsoft. Per cui non mi rompete le balle."

Sarà per le mie frequentazioni comunistoidi in famiglia, ma anche io avevo interpretato il Vendola-pensiero come ha scritto qui sopra marcospx. Mi sembra il tipico argomento dialettico della sinistra estrema, quello basato sulla purezza ideale, che verrebbe inquinata da ogni intento di profitto, da ogni organizzazione gerarchica od un minimo organizzata. È lo stesso limite psicologico per il quale in certi ambienti ideologizzati si deve usare la forma della cooperativa piuttosto che della srl, perché tutti si partecipi eguali, una testa un voto, nessun padrone, e robe così...

Infatti.

Interessante, tra l'altro, come il buon Nichi cerchi spesso di barcamenarsi tra questo tipo di linguaggio/retorica (deve farlo: un po' perchè lo condivide e un po' perchè è ciò che la sua base vuole) e quello, invece, che strizza l'occhio alla concorrenza e al mercato (again, deve farlo: un po' perchè lo condivide e un po' perchè è ciò che vogliono quelli che si propone di conquistare).

No way: ogni speranza di Vendola è riposta nella sua capacità di conciliare le due istanze. Da tempo qui su nFA ci si propone di analizzare il personaggio analizzandone solo le dichiarazioni. Impresa, temo, destinata a non dare grandissimi frutti.

I think you have a point here. Mi sono letto il documento intero e credo che chi gliel'ha scritto (vedi commento di GG qui sotto, anteriore al mio ...) sappia di cosa parla. Questa cosa mi ricorda molto la storia degli eroi di luglio ... e conferma la mia impressione su NV come il BS di sinistra. 

Ma ciò non toglie che il documento che linki dica cose ragionevoli.

Well, lesson learned. Vedremo di farne tesoro in futuro, come redazione. Quanto dici sulla nostra attività redazionale è sia corretto che lusinghiero, almeno per il passato ... :-)

La frase non e' decontestualizzata, se e' questo che intendi. Sia nel protocollo che nella lettera transpare ignoranza sia su come si fa innovazione, sia su cosa sia l'IT, sia sull'open source. E' su quella ignoranza che sono rimasto colpito ed e' quell'ignoranza che ho voluto sottolineare.

Inoltre, se leggi il protocollo, e' chiaro che questi accordi rientrano nelle politiche di "innovazione" di Vendola. Si parla di trasferimenti di conoscenza alle imprese e alle scuole e si pensa a Microsoft come appoggio.

Ora, il mio link sulla Finlandia non era a caso. Pare che in altri lidi l'innovazione non sia il closed source, ma l'open source, per vari motivi. Facciamo un esempio semplice semplice. Sofa e' un programma di statistica open source scritto in python. Io posso scaricarlo e vedere come e' fatto e imparare la logica dietro quel pezzo di codice. Questo e' un trasferimento di conoscenza, per come la vedo io. Nel caso di Microsoft, ho il forte dubbio che il trasferimento di conoscenza sia imparare ad usare Office. Mi sembra tutt'altro che un concetto innovativo.

Sulla tua polemica sulle "analisi". Io non so bene come rispondere, sta piu' ai redattori. Siccome ho qualche esperienza di analisi statistica, ti posso dire che fare analisi costa. Costa tempo. Quindi, a volte qualche commento ragionato, dichiarato come tale (infatti il post non ha nessun fine analitico ed e' piuttosto chiaro), e', secondo me, inevitabile se vuoi stare al passo con le corbellerie che sparano quotidianamente in Italia i vari politici dei vari schieramenti.

La frase non e' decontestualizzata, se e' questo che intendi. Sia nel protocollo che nella lettera transpare ignoranza sia su come si fa innovazione, sia su cosa sia l'IT, sia sull'open source. E' su quella ignoranza che sono rimasto colpito ed e' quell'ignoranza che ho voluto sottolineare.

Ho voluto anche io leggere per bene i due post di Vendola. Nel secondo dice in effetti molte cose vere e condivisibili.

Mettendo da parte il merito della discussione su Microsoft vs. Open source, Vendola però propone anche teorie ben strane! Sulla generale ignoranza del settore, mi sento di appoggiare l'opinione di Alessio. Scrive infatti Vendola:

[...] 4. Infine, la cosa più importante. La grande partita della Larga Banda, che costituisce – a mio avviso – il vero fattore scatenante nelle politiche di superamento del divario digitale e di rafforzamento delle competenze. La rete in rame è un collo di bottiglia per le idee. Va sostituita al più presto.
[...] Io molto semplicemente penso che la rete in fibra ottica ci consentirà di affrontare una riforma, quella del sistema dei diritti di autore, che è nato nell’800 per tutelare l’ingegno.

Io non credo che oggi il digital divide italiano sia da attribuirsi alla lentezza delle connessioni, causato da una ipotetica carenza di banda larga. Le dorsali dei maggiori carriers nazionali sono tutte in fibra e sono ben capienti, visto anche che alcune aziende (Telecom, Fastweb, Infostrada) hanno a suo tempo investito per progetti di sviluppo sulla televisione via web, che come noto mangia parecchia banda anche quando la tecnologia è bandwidth-saving (multicast).
Per fare un esempio numerico sul sottoutilizzo delle infrastrutture, una delle maggiori server houses italiane ha oggi banda proprietaria per 50 Gbps raccordata ai network internazionali, e ne occupa meno della metà.

Il mio punto di vista è che sia la diffusione dell'uso di internet, come strumento quotidiano per informarsi e usufruire di servizi, che in Italia è ancora limitato rispetto agli altri paesi europei. Qui in Italia concetti come leggere il quotidiano esclusivamente online, o prenotare i biglietti ferroviari via web, sono ancora appannaggio di minoranze. Agli italiani che al più navigano su Facebook e siti porno, avere a disposizione 100 o 1.000 Mbps di banda non cambia nulla, proprio per niente. Idem per le aziende, in special modo le PMI, che molto poco utilizzano piattaforme B2B o di integrazione informatica dei sottosistemi aziendali (esistono le eccezioni ovviamente). Al più se esiste un problema di collo di bottiglia è nei piccoli centri periferici, dove gli investimenti nella posa di fibra ottica non è detto siano remunerativi (c'è l'alternativa del WiMAX).

Né per affrontare una riforma del diritto d'autore servono i 100 Mbps come sostiene Vendola. Perché mai? La "crisi" del diritto d'autore, le reazioni delle majors discografiche, i movimenti pro-pirateria, il caso Napster, son tutta roba che esisteva negli anni '90 con i modem a 36.6kps (per i più giovani: così lenti che oggi non ci potresti guardare neppure un video su Youtube!). Anzi, ancor prima c'erano fotocopie e cassette registrate. Che c'entra la banda larga, o larghissima?

La dietrologia è pratica antipatica, e non voglio essere tra quelli che, come scrive Vendola, passano al setaccio ogni sua parola "alla ricerca di pretesti per polemiche". Però delle due: o ha un'idea del digital divide italiano che non condivido per nulla per i motivi detti; oppure al solito, il fascino della spesa pubblica non manca di irretire anche i poeti rivoluzionari, dato che il costo di impianto della fibra ottica (una stima comunicatami tempo addietro da tecnici Fastweb parlavano di cifre attorno a 150€ per metro lineare, all inclusive) permetterebbe di far girare discrete somme di danaro pubblico.

Bell'articolo! A me sembra più una denuncia dell'ignoranza profonda dei nostri "leader", questo è il vero problema: sono tutti incompetenti. Anche "Il più figo di tutti".

 

Ad integrazione di quanto scritto da Diego d'Andria aggiungo che le più banali implementazioni di IT non si vedono, aldilà delle PMI (che sono private e se non innovano sono cazzi loro), nelle amministrazioni pubbliche: quando ti ritrovi con software dell'ufficio tecnico che non comunica, non dico con gli uffici regionali, ma neanche con l'ufficio anagrafe dello stesso comune... beh stiamo freschi :)

 

Se puo' consolare, i paesi che si muovono con competenza e lungimiranza quando si parla di internet, software e similia si contano sulle dita della mano. Gli USA stessi tra il baciaculo alla RIAA (la loro SIAE), i software patents e la mossa della net neutrality han fatto cose da buttarsi le mani tra i capelli. UK e Australia applicano censura belle e buona. Ad infrastrutture, a parte i paesi scandinavi la corea e il giappone, sono un po' tutti indietro di decenni.

Se poi si parla di temi un po' piu' esotici come criptografia o net security, si salvi chi puo'.

 

Devo dire che la prima risposta che Vendola aveva dato sul suo blog a chi lo aveva criticato (qui) l'avevo trovata super fumosa, arrogante e chiaramente si capiva che brancolava nel buio. Questa seconda che invece linka Alessio nell'articolo mi sembra ben altra cosa, tanto che dubito l'abbia scritta la stessa persona.

Questa cosa del "non sono cantinari, sono business" credo sia un modo di dire che alla fine anche adottare open source costa e che secondo alcuni il costo della migrazione non vale - ancora - la candela. Io non sono d'accordo ma la risposta di Vendola in questione mi sembra OK.

I agree.

(Chiedo scusa, ho modificato il mio commento precedente... lo avevo postato per errore prima che fosse completo)

Forse ti sembra ok proprio perchè ti sei sorbito la prima ! Cito a caso (neretto mio)

"A mio parere dovremmo guardare a queste dispute con lo stesso coraggio che ci aiuta a decifrare la politica di questi giorni bui. Combattendo i luoghi comuni."

"Dovremmo ammettere che in un secolo nuovo che si apre al cloud computing, all’open data government, alla neutralità tecnologica, al crollo dei prezzi delle Apps, il compito delle politiche pubbliche non è più tanto di scegliere tra competitori, ma quello di allargare le autostrade della società dell’informazione."

"Qualcuno ha detto: Internet è il regalo di Dio alla Cina. In realtà, Internet è il regalo degli uomini (non so, forse anche di Dio) al Sud. Al Sud del mondo e dell’Italia."

In questa logica, la Puglia sceglie per la Pubblica Amministrazione l’Open Source, ma non chiude la porta ai grandi competitori internazionali che rispettano la scelta di neutralità tecnologica della Puglia e che collaborano per fare della Puglia e del Sud un polo di eccellenza di questo secolo."

Ma un cazzo di numero o di motivo "pratico" per spiegare come mai Microsoft sia stata preferita no?

Ok, dice MS non è il bau bau e anche gli altri vogliono "malvagiamente" fare business ma mi sembra che non risponda alla domanda.

Poi è assolutamente fantastica la chiusa con il contentino per quelli che evidentemente considera i freak dell'open source:

La giunta regionale, la settimana prossima, approverà un disegno di legge sull’open source quale sistema di riferimento per l’e-government regionale.

Solo io ci vedo una supercazzola?

Non è questione di pro o contro Open Source, la questione è che NV prende una decisione criticata da parte della sua base e lui invece che rispondere nel merito e spiegare perchè ha legittimamente scelto una soluzione piuttosto che l'altra usa i fumogeni.

Non è questione di pro o contro Open Source, la questione è che NV prende una decisione criticata da parte della sua base e lui invece che risponde nel merito e spiegare perchè ha legittimamente scelto una soluzione piuttosto che un'altra usa i fumogeni.

Non condivido. Al di là della retorica fumogena (già più volte stigmatizzata su questo sito) e qualche micnchiata qua e là, come il regalo di Dio ecc., a me la risposta nel complesso pare chiara: abbiamo fatto un protocollo d'intesa con Microsoft per discutere, scambiare conoscenza e ricercare soluzioni. Tanto è gratis e vale la pena di farlo per Microsoft è un colosso (e noi, btw, dimostriamo di non temere i colossi). Poi però, vareremo una legge per favorire l'open source che, in generale, preferiamo perchè non limita le possibilità di accesso e per la sua "neutralità tecnologica".

Ok, NV scrive in un modo fumoso retorico altisonante, à la Voltremont. Nel merito, dov'è l'enorme problema?

Invece secondo me è fumoso oltre la retorica: è fumoso nel contenuto.

Tanto è gratis e vale la pena di farlo per Microsoft

Perchè vale la pena farlo con MS? Non mi sembra che lo dica.

Fa solo una lunga spiegazione del fatto che la distinzione manichea tra MS e OS è sbagliata (ed io sono perfettamente d'accordo), lo fa con un tono saccente da "scendete dal pero" facendo alcune affermazioni retoriche e non dimostrate, ma poi non dice perchè ha optato per l'uno e non per l'altro.

A me non frega niente, ma magari alla sua base si.

Su questo, infatti, sono d'accordissimo con te.

Solo - permettimi - anche tu hai tagliato la mia frase, nella citazione: (MS è un colosso e lui vuole dimostrare di non avere paura dei colossi). :-)

Poi, si può discutere se l'opportunità di discutere di innovazione con MS sia autoevidente, in considerazione del fatto che, accipicchia, MS è MS.

 

Giovanni, spiegati meglio.

Vendola poi fa una rassegna di programmi open dicendo che dietro ci sono imprese. Quella parte non e' nell'articolo che ho scritto, ma e' menzionata. Quel pezzo fa capire che Vendola sta paragonando Microsoft a open source solo sul fatto che entrambi si baserebbero sul profitto.

Tra l'altro, i "modelli volontaristici" sono un modo piuttosto generico di definire l'open source. Grossi software open source sono portati avanti da aziende. Il sistema operativo Ubuntu, basato su Debian, e' portato avanti da Canonical e viene aggiornato ogni 6 mesi. Ora, ogni quante volte viene aggiornato Windows? Debian e' un sistema operativo "volontaristico" che ha quasi 20 anni.

Insomma, io sia nel protocollo con Microsoft, sia nella lettera di Vendola, ci vedo contraddizioni e ignoranza. Se tu non ce la vedi, dimmi dove che se ne discute, l'articolo l'ho scritto per quello.

Semplicemente qualcuno del suo staff dovrebbe spiegare a Vendola che ci sono aziende che basano il loro business sull'open source e che vanno anche benino al nasdaq; ma che, a differenza di microsoft, rilasciano i loro prodotti con licenze GPL e simili, con tutte le ricadute che si possono immaginare in termini di diffusione della conoscenza.

E sarebbe da ricordargli che le norme sull'amministrazione digitale prevedono il riuso del software: cosa meglio dell'opensource per farlo? (vedi progetto plonegov)

Molto meglio gli amministratori locali di Muenchen o Bozen.

Che tristezza un comunista poeta che si piega al monopolista mondiale. Mi sa che vado sul suo blog a dirgliele io ste cose.

La cosa grave non è tanto che lo stato in Italia scelga questa o quella tecnologia, open closed, pepperoni pizza che sia.

La cosa grave è che lo faccia senza capirci nulla, senza valutazioni tecniche né alcuna strategia.

Dimostrando non solo abissale ignoranza informatica ma anche abissale <qualsiasi cosa di negativo> in tutto il resto.

Qualcuno ha detto www.italia.it?

Io nella risposta di Vendola,oltre ad una motivazione condivisibile del perche' abbia fatto questo accordo(microsoft da specialisti dei suoi prodotti senza che la regione paghi e la regione forse da spazi dove farli lavorare)poi vedo solo confusione riguardo cosa sia il software,chi sviluppa l'open source,chi lo fa funzionare e altre amenita' che tralascio.

 

 

"Ceterum censeo, Nichola Vendola esse delendus"

Cato (Institute?)

 

m''è venuta... il povero Nichi ci mette un pò di retorica, ma: MS ha una posizione dominante di software professionale installato (esempio personale, anche se non pugliese: il software di gestione finanziaria della Sapienza gira solo sotto Windows...che bello, passiamo all'open source e la legacy?), quindi è buon senso avere rapporti e fare formazione; allo stesso tempo NV pare che voglia sostenere l'open source dove ancora non c'è software installato. Rispetto a molti politici italiani ne sa qualcosa di più.

 

Bisogna chiederlo a chi ha sviluppato questo software: perché lo hai fatto solo MS-compatibile? E poi a chi ha commissionato l'acquisto: c'era un'alternativa?

Nei gestionali dell'università italiana c'è un monopolio, non troppo chiaro, simile a quello grande della Microsoft. Eppure c'è un codice dell'amministrazione digitale che dice altro: riuso del software e convenienza economica.

Perdonami Marino, ma sorvolerei sull'affermazione che Vendola ne sappia qualcosa di più, come Alessio mi sembra aver dimostrato.

Sulla faccenda delle università appaltate a Microsoft invece apri una dolorosa ferita. Il SW professionale (la mia azienda usa MS, ma quelle che usano esclusivamente Open Source sono più di quelle che pensi) ha alcuni pregi, ma non è certo il miglior materiale didattico.

Sospetto che i nostri disgraziati dipartimenti facciano fatica a rinunciare a qualche "contributo" per lasciare a MS il privilegio di essere il produttore del primo sistema operativo sul quale un giovane mette le mani (io ho quarant'anni, ai miei tempi era quello che succedeva).

NV è come tutti gli altri politici, che non guardano all'estero dove l'Open Source regna nelle scuole e nella PA, per paura di non capire come funziona il mondo.

per paura di non capire come funziona il mondo.

Io credo tu volessi scrivere "per paura di capire come funziona il mondo" ... :-)

Perché, se lo capisse, scoprirebbe che funziona in un modo che contraddice i suoi schemini e le sue piccole sicurezze ideologiche.

 

Dubito che in parlamento la percentuale di chi conosce cosa significhi open source sia piu' dell'1%,

che poi faccia un po' di confusione è un altro discorso.

Riguardo ai nostri dipartimenti,che microsoft non sia didatticamente il meglio sono d'accordo,pero'

che sia il primo su cui mettere le mani non lo trovo cosi negativo.

Si parla tanto di mettere in comunicazione il mondo dell'impresa con l'universita' e l'impresa usa microsoft principalmente(ma non solo),per cui trovare studenti gia skillati   trovo sia positivo.

 

Edit:Vedo poi che la genesi e i termini dell'accordo (chi ha fatto il primo passo,cosa da' microsoft e cosa da' la regione), sono piuttosto oscuri,il che limita la possibilita' di discutere.

 

Dubito che in parlamento la percentuale di chi conosce cosa significhi open source sia più dell'1%,

Colgo l'occasione per segnalare l'esistenza di un "intergruppo parlamentare 2.0", che dovrebbe essere sensibile a questi temi. Sono una trentina circa di parlamentari. 

notevole che le donne , 16% nel Parlamento ( 152 su 945 ) rappresentino il 34% in questo intergruppo.

Cavolo,il 3,3%,senza contare che qualche parlamentare puo' non averne sentito parlare.

Ero troppo pessimista.

Interessante anche il fatto che nomi noti a parte due o tre(non di primo piano)non ce ne siano.

E poi questo rivaluta un po' NV e le sue conoscenze informatiche.

Cavolo,il 3,3%

 

35 su 935 il 3,7%

 

bisognerebbe sapere quanto questi problemi incidano sui problemi nazionali.

Domanda a cui a mio avviso è molto difficile o impossibile dare risposta,

che poi anche se il problema incide poco,si puo' trattarlo con meno urgenza,

ma prenderne atto e parlarne lo stesso. 

Non so da che parte iniziare, posso provare a dire che attualmente abbiamo il solito problema delle fondamenta infrastrutturali inteso non come mezzi di trasporto (banda larga) e modalità di comunicazione (web 2.0), ma come realizzazione e utilizzo dei sistemi informativi legati ai processi e attività della PA.

La principale carenza è attualmente sui sistemi informativi, sulla indicazione e diffusione degli standard tecnologici, sulla carenza di progettazione di indirizzo da calare nei progetti.

La modalità di definizione dei bandi è generalmente tagliata sul fornitore con poche possibilità di forzare una qualità progettuale, anche la successiva direzione nella realizzazione è spesso carente, ma una buona direzione progettuale nulla può se il progetto è una chiavica o se è carente nelle specifiche e il fornitore ti da la merda che vuole.

L'Open source per esempio aumenta la trasparenza, la definizione di specifiche e l'indipendenza sui fornitori.

 

quindi la prossima campagna elettorale sarà imperniata su MS o OPEN SOURCE?

sono felice anche se mi devo essere perso qualcosa

devo pertanto ritenere che il nostro debito pubblico sta calando

la p.f. pure e non c'è più evasione

il differenziale btp bund è quasi azzerato

la produttività del sistema Italia è al top e dobbiamo importare laureati

i PIIGS sono divenuti PIGS!

bene!

e qual'è la posizione degli altri candidati in campo vs MS e OS?

ditemelo perché sta volta voglio votare.

e cosa fanno i paesi europei nostri follower?Aspettano chi vince per decidere?

 

I miei due cent...

ripostati altrove...

la posizione di Vendola, nel mondo gnu/linux e opensource ha "scatenato subito una reazione (ad es. questo), ma secondo il mio modestissimo parere nasce dalla castroneria tipicamente italiana. In genere un politico, o un amministratore, crede che nel momento stesso in cui firma un accordo, un programma, questo immediatamente e magicamente sia realtà, e come tale crei il "disegno" a cui pensava. Fare un accordo con microsoft, per la mentalità politica di bassissimo profilo, significa proporsi come "innovatore" perché pensa (ma non ne sa nulla) di occuparsi di ICT e contemporaneamente togliersi qualsiasi pensiero su COME si farà poi quello che hanno concordato, perché ci pensa microsoft.

L'opensource invece obbliga al decisore di immergersi nel "come" perché devi in qualche modo convogliare le proposte e le possibili soluzioni accettando dei criteri che la politica (a nessun livello) vuole annettere: la trasparenza radicale, la concertazione a maggioranza tra le posizioni, la meritocrazia delle proposte (e non dei titoli), degli obiettivi concreti e verificabili.

Esiste, nella leggenda del personaggio linus torvalds, quella che viene definita la "prima legge di linus": "se c'è abbastanza gente a guardare, tutti gli errori vengono corretti". Ora, cosa fa la politica italiana oggi: limita proprio il numero di gente che possa guardare e la seleziona secondo criteri di fedeltà e di mediocrità.

Da questo se ne deduce che tutto ciò che viene spacciato dalla politica come opensource (o peggio ancora web 2.0) è solo "alla moda", ma concretamente non ne sa nulla e se lo sa lo evita. Io non sono un esperto di economia e quindi lascio le considerazioni a voi, ma frasi vergognose come questa "che anche l’Open Source si propone comunque un modello di business del software. Certo più sostenibile, ma pur sempre come un modello di business" non considera una cosa importantissima: il software CONDIZIONA tantissimo la modalità e la adattabilità produttiva di qualsiasi settore; se io impongo un software che non posso in nessun modo modificare, si è costretti ad adattare il proprio modo di produrre a quel software (pensiamo a gestionali d'impresa, software per il CAD, sistemi operativi per server aziendali ecc ecc); se invece attraverso l'opensoure creo dei moduli base di software (che ho convenienza a tenerli gratuiti, perché chiunque li userà mi farà da betatester) e su quelli dei tecnici in proprio, o delle aziende propongono delle personalizzazioni in base alle loro necessità, otterremmo due effetti:

  1. la nascita di un settore produttivo legato all'ICT, che in Italia è quasi inesistente
  2. un continuo aggiornamento dei settori produttivi nello sfruttare soluzioni tecnologiche perché avrebbero più facilità d'accesso e di uso dal momento che verrebbero fatte "su misura"

la cosa è talmente lineare e quasi banale, che sicuramente in Italia non verrà mai realizzata...

scusate la lughezza, e resto in attesa di vostre risposte. ciao

Secca ammetterlo ma in Italia siamo rimasti al palo non solo per quello che riguarda l'ICT ma, in generale, per tutto quello che concerne le nuove tecnologie.

Se entri a Mediaworld o da Fnac l'unico prodotto italiano è il salvatelecomando Meliconi!

Non esistono PC italiani, nè stampanti, nè telefonini, nè televisori.

Se per il settore elettronica (e biotecnologie) si può accusare la nostra classe industriale e/o politica riguardo al ICT la cosa stupisce perchè in fondo i costi di start-up sono limitati ma, se all'ottusità della politica che tu evidenzi, si aggiunge quello che mi faceva notare un mio parente americano, cioè: "in USA un neolaureato in Matematica sogna di fondare la nuova MS in Italia sogna un posto da professore alle medie" abbiamo la risposta.

Forse è un analisi un po' qualunquista ma trovo l'Italia sia in una lenta e continua decadenza imprenditoriale figlia di anni di politiche sociali ed industriali "corto-miranti"

grazie alessio (ed nFA) per la notizia. 

ok quando spara cazzate sull'economia, ok tutto quello che si vuole, ma e' veramente grave che non sappia che l'open source e' stata la cosa piu' di sinistra che sia capitata all'umanita' dopo il '68. un uomo che non conosce la sua casa.  fanculo vendola, questa e' 100% imperdonabile.

1. Non mi interessa nemmeno sapere chi ha scritto la sua risposta alle critiche, è comunque un discorso talmente pieno di iperboli, che mi sembra si adegui su misura a NV.

2. Non ho letto, nella risposta di NV alcuna delle intenzioni attribuitegli, non c'è alcuna esclusiva di favore a MS (anzi, fa presente che in Puglia le PA che vogliono soldi si devono affidare all'OS).

A parte la bestiale ignoranza (ci sono parecchie fondazioni e imprese dietro l’open source, non solo cantinari, Vendola è rimasto ai film americani degli anni '80), dalla lettera traspare una saccenza abbastanza irritante. Infatti, la lettera passa poi in rassegna una serie di programmi open source dicendo che tra i contributori di codice ci sono molte imprese (o “colossi” come li chiama lui).

Questa parte è una contraddizione in termini: o li ha chiamati cantinari, o ha detto che dietro l'OS ci sono dei colossi. Le due affermazioni insieme non si tengono (tra l'altro ha affermato la seconda preposizione).

3. Non sono un informatico smanettone, ma ho due fratelli dirigenti d'azienda nel ramo informatico, entrambi a livelli alti, e non c'è dubbio che MS approfitti della propria posizione dominante nel mercato desktop per cercare di imporre proprie (care) soluzioni, ma tutta questa guerra non c'è, ci sono applicazioni che girano sotto Unix, Linux, Solaris o MS, dipende da quel che devi fare, oltretutto ormai si va verso "web solutions" per cui il sistema operativo diventerà sempre meno importante, tanto che si possono far girare le stesse cose con Linux o Windows (tra l'altro Linux in alcune versioni permette di aprire finestre windows, sia pure rallentando), per cui se Vendola decide di "fare" qualcosa insieme a MS non è detto che non siano videogiochi per Xbox. Semplicemente con quel "protocollo d'intesa" la Regione Puglia dovrebbe favorire l'insediamento di MS in Puglia, ma senza soldi pubblici e senza commesse garantite di ritorno. Tutto questo non mi sembra condannabile, anzi, facessero tutti così.

Personalmente questa guerra di religione mi sembra pure fuorviante: in azienda ho 4 pc Windows ( e devo dire che il 7 funziona bene), un portatile Apple, un netbook Lynux Debian, e per Natale mi regalerò un Tablet con Android, semplicemente non uso le macchine per le stesse funzioni, e se devo salvare un file poco importa che ci sta sotto, ma solo l'estensione del file.

Concludo: a nessuno piace la classe politica attuale, NV è uno di questi, dice un sacco di cose fumose, altre volte, quando è chiaro, ne dice anche di pessime, in campo economico dice cose del novecento (in questo la colpa è di chi lo consiglia, difficilmente un politico ha anche idee economiche), ma penso sempre che se siamo sopravvisuti (mmm, ho qualche dubbio) a BS, se siamo ancora vivi dopo Nosferatu Visco, riusciremmo a passare anche Vendola, che, in questo caso, non mi sembra abbia avuto una cattiva idea.

Marco permettimi di dire che il punto è un altro.

Non è in discussione il linguaggio fumoso di NV in sè, nè la legittimità di una scelta (la questione MS vs OS rientra tra le scelte che un politico può fare).

La questione da sottolineare è che il "nuovo che avanza" ha fatto una scelta diversa da quella che i suoi si sarebbero aspettati ed alla richiesta (da parte dei suoi!) di spiegazioni ha azionato i fumogeni (almeno a mio avviso) con saccenza e senza rispondere nel merito.

Ovvio che questo non fa di NV il nuovo Hitler e che, se siamo sopravvisuti a BS, sopravviveremo sicuramente anche a lui (siam sopravvissuti al triplete :-( ) soltanto si cerca di evidenziare che non è un comportamento tanto "nuovo", isn't it?

Corrado, permettimi di dire che il punto è proprio questo: il "nuovo che avanza" non ha detto un NO tutto ideologico a un'intesa con il diavolo MS.

Mettiamola in questo modo: NV dice "NO" all'intesa con MS, dicendo : mi spiace, ma non sono d'accordo".

Tempo 1 nanosecondo e la destra salta su e dice: "il campione dei lavoratori e della Puglia dice NO a un accordo vantaggiosissimo a favore della sua regione e dei potenziali lavoratori , forse NV ha interessi nell'Open Source ? Perchè spende miliardi di euro (anche se è falso..) per un costosissmo passaggio a Linux, quando MS dava tutto gratis ? Che interessi ci sono dietro ? "Il solito Sud spendaccione: le cose nemmeno gratis le vuole" and so on....

A me stupisce, invece, che nessuna SW House sia andata da Vendola a dire: faccio SW per l'OS, mi fai le stesse condizioni di MS che voglio fare videogiochi per Android ? Questo sarebbe molto più interessante che andare a fare le pulci. Stranamente non vedo una coda di SW House che sviluppano su  gnu/linux fuori la porta di Vendola, allo stesso modo se NV dicesse: questi sono i soldi per fare una silicon valley italiana in puglia per l'OS vedremmo la fila di chi lo accusa di dirigismo sovietico.

Mi spiace, ma stavolta io sto con NV, secondo me ha fatto la scelta giusta. In questo caso. Ma vedi se devo finire nella stessa situazione di Giorgio: amo le piattaforme aperte e vado a difendere Bill Gates...

Per me il punto su cui trovo NV criticabile non è la scelta in sè quella è discutibile, nel senso che se ne può discutere, e probabilmente lo scenario è esattamente quello che hai prospettato tu.

Il punto è come ha reagito alle critiche.

Se nella scelta sembra di vedere un politico che non dice NO ideologici (positivo), nella risposta alle critiche mi sembra di vedere un politico che parla di certe cose perchè si deve (os, ecologia, sanità pubblica) ma nella pratica se ne frega e fa quel che ritiene più conveniente.

Nel caso presente che si tratti di "sano pragmatismo" o di "falsità politica" agli effetti pratici conta poco, ma nel quadro più generale di quanto NV sia diverso dagli "altri" del suo schieramento di differenza ne fa parecchia (ovviamente per chi pensa di votare da quella parte).

I miei due cent...

Il modello di business del software oltre alle licenze, tipicamente one-shot ma ci sono gli aggiornamenti e le nuove release da considerare, comprende i servizi amministrativi, le consulenze e la manutenzione correttiva ed evolutiva, che messi insieme ed integrati nel tempo per tutta la vita attesa del SW sono la vera "ciccia" sia per MS che per OS.

Questi servizi ovviamente sono obiettivo primario di business per i fornitori SW ed aziende di consulenza. Scegliere MS o OS in un ecosistema di PA (comune, regione, etc.) significa quindi soprattutto scegliere le aziende che sul territorio potenzialmente sono in grado di fornire tali servizi, e quindi essenzialmente "dare (tanto) lavoro" a Tizio piuttosto che a Caio.

La scelta ovviamente potrà poi anche essere giustificata (es. scelgo Tizio - e quindi MS - perché Caio e gli altri su OS hanno dimostrato un alto tasso di failure su progetti simili) ma a mio avviso è comunque il vero nocciolo della questione.

Le considerazioni sull'innovazione e sul knowledge transfer purtroppo (almeno per il momento e da quello che mi risulta) sono le ultime ad essere fatte da chiunque abbia potere decisionale in materia.

Ma io su questo sono d'accordo, manutenere costa molto di più che acquistare una volta sola, difatti il business vero è, per chi lavora con la PA, nei contratti di manutenzione, e questi sono, necessariamente, affidati a società presenti sul territorio (che poi possono anche essere emanazione di multinazionali, IBM ha sedi su tutto il territorio nazionale).

Il punto era che NV aveva fatto male a fare un accordo con MS per "impiantare un centro di ricerca in Puglia", e non lo avesse fatto con chi lavora con l'Open Source, di tutto il resto non c'è traccia, a meno di non voler fare un processo alle intenzioni.

Ribadisco che alle condizioni note un accordo simile lo avrebbe dovuto firmare chiunque, anche se si chiamasse Steve Jobs.

E ribadisco che continuo a non vedere aziende impegnate nell'OS, tipo Sun, andare da Vendola a dire: mi fai lo stesso accordo di MS? Quando vedrò quelle aziende avere un netto rifiuto da parte di NV allora rivedrò la mia posizione.

Scusa Marco, spiego meglio: quello che penso è che un presidente della Regione normalmente firmi con MS un accordo solo sapendo che però dietro ci sono anche due o tre aziende "scelte" (con criteri normalmente guidati dal tornaconto personale) che faranno i servizi e che prenderanno un botto di soldi per alcuni anni.

NV aveva fatto male a fare un accordo con MS per "impiantare un centro di ricerca in Puglia", e non lo avesse fatto con chi lavora con l'Open Source

E' un finto problema. Magari a NV non frega niente né di MS che di OS: interessa creare un'occasione di business per le due o tre aziende di cui sopra.

Magari mi sbaglio, ma questo schema l'ho visto nel privato, figuriamoci nella PA. Come diceva Gola Profonda: "seguite i soldi"...

personalmente non sono nè talebano dell'opensource e ritengo che i toni dei fanatici siano patetici qualunque tesi essi sposino.

riguardo ai toni di NV, non entro nel merito del linguaggio perché è retorica politica (nel bene e nel male); ti faccio notare quello che tu scrivi: anzi, fa presente che in Puglia le PA che vogliono soldi si devono affidare all'OS

ora: se le PA che vogliono soldi (per fare cosa: nuovi sw? nuovi tecnici? nuove funzioni?) si devono affidare all'opensource, se la cosidetta "innovazione" viene fatta (su mandato della Regione stessa) da microsoft (che aldilà di recenti mosse verso l'opensource in maniera quanto meno ambigua), come potrà formarsi una generazione di programmatori se questi hanno come imprinting la piattaforma microsoft e sw proprietario?

stallman si è formato in ambiente unix e si era accorto che impedendo l'accesso ai codici sorgente, si limitava il suo lavoro di programmatore... se io formo dei programmatori a cui blocco l'accesso ai codici sorgente grazie a brevetti (anche procurati in maniera non sempre nitida) che futuro dò alla produzione di una microsoft magari italiana?

non c'è nazionalismo in questo, solo il riscontrare che si parla di futuro ma poi si adotta il futuro degli altri

Marco tu ed i tuoi fratelli nelle vostre aziende potete adottare tutte le soluzioni che preferite.

E nel caso della PA, però, la guerra non dovrebbe essere Open Source VS Closed Source ma piuttosto quella degli standard, all'apertura dei quali Microsoft è piuttosto allergica.

Le licenze possono anche essere a costo 0 per la PA ma poi non lo sono per chi, con la PA, deve averci a che fare.

Impiego due secondi per dirti che non ho capito quello che volevi dire.

Spiegami cosa intendi per "standard" perchè sei andato oltre la mia comprensione .

Le licenze possono anche essere a costo 0 per la PA ma poi non lo sono per chi, con la PA, deve averci a che fare.

Splendido non senso.

parlo dei formati per la creazione, archiviazione e lo scambio dei documenti. 

la PA può spuntare tutte le licenze gratuite ma poi se pubblica i documenti nel formato proprietario office stai di fatto obbligando tutti i cittadini che hanno a che fare con la PA ad usare quel prodotto.

Per non parlare degli switching cost che non possono che aumentare con l'aumentare della digitalizzazione dei documenti. Effetto lock-in, o qualcosa del genere.

parlo dei formati per la creazione, archiviazione e lo scambio dei documenti.

forse stai parlando di un esempio delle problematiche del mancato utilizzo degli standard inteso solo per i documenti che sarebbe meglio utilizzare quelli con standard open:

http://it.wikipedia.org/wiki/Formato_aperto

 

Chiaramente se dobbiamo lavorare con protocollo di trasmissione e servizi strettamente legati al TCP/IP su reti Internet/Intranet/Extranet  sia a livello di PA che Business privato sarebbe meglio utilizzare questi standard

http://en.wikipedia.org/wiki/Internet_standard

Prima L'AIPA e poi il CNIPA cercano di definire e indicare standard e specifiche da utilizzare nella PA, per esempio abbiamo in ambito di cooperazione applicativa, qualità e sicurezza delle reti il sistema SPC:

http://www.cnipa.gov.it/site/it-it/Attività/Sistema_Pubblico_di_Connettività_(SPC)

nello specifico della cooperazione applicativa

http://www.openspcoop.org/openspcoop_v3//doc/spcoop/SPCoop-Standard_v1.0...

 

In un altro post ho indicato il linkk per specifiche legate ai portali WEB nella PA dove ci si occupa per esempio di problematiche di usabilità e accessibilità.

In ogni caso ci sono grosse mancanze a livello CNIPA di indicazioni e specifiche, per esempio uno dei principali è in ambito della gestione degli accessi,  infatti un progetto di cooperazione  interregionale ha cercato di ovviare a questo:

http://www.progettoicar.it/ViewCategory.aspx?catid=568a23f3c02e4fada2651...

l'infrastruttura era in ottica interregionale ma il suo utilizzo doveva essere applicabile come base anche all'interno della regione stessa.

In ogni caso, riprendo velocemente un mio commento su questo post

 

La principale carenza è attualmente sui sistemi informativi, sulla indicazione e diffusione degli standard tecnologici, sulla carenza di progettazione di indirizzo da calare nei progetti.

che indipendentemente dalle carenze sui sistemi informativi non viene svolta dalle strutture locali a partire da quelle regionali la progettazione di indirizzo che definisce più in dettaglio quali sono gli standard, le specifiche di dettaglio e i componenti di riferimento da ausilio nella scrittura dei bandi, ovvero i fornitori ci danno la merda che vogliono.

 

Pastore Sardo ti ha risposto sotto su problematiche informatiche, ma che secondo me niente hanno a che vedere con l'accordo MS-NV, io ti rispondo su questo (che secondo me era il cuore del tuo ragionamento):

la PA può spuntare tutte le licenze gratuite ma poi se pubblica i documenti nel formato proprietario office

la mia risposta è:

www.openoffice.org 

Puoi pubblicare in doc, pdf, xls, come caspita vuoi tu. Ed è gratis. E niente ha a che vedere con il Sistema Operativo.

Marco,openoffice apre i .doc & simili (non documentati) perchè si son fatti un mazzo tanto di reverse engineering, non è garantito che funzioni ed è già capitato che non fossero in grado di aprire un nuovo formato per mesi se non anni.E puoi giurarci che MS ripeterebbe volentieri il giochetto se non fosse per pressioni da terzi, come appunto varie PA.

Diverso il caso dell PDF: anche se è di adobe è un formato aperto.

la PA può spuntare tutte le licenze gratuite ma poi se pubblica i documenti nel formato proprietario office stai di fatto obbligando tutti i cittadini che hanno a che fare con la PA ad usare quel prodotto.

Aggiungo a quanto affermato correttamente da Pastore Sardo che con le "Linee guida per i siti web delle PA" (che hanno fatto seguito all'art. 4 della direttiva 8/2009 del Ministero dell'innovazione e della pubblica amministrazione) è stato indicato in maniera precisa che le PA sono raccomandate ad usare nelle loro pubblicazioni i formati standard (Capitolo 5, paragrafo 2).

Certo, ci vorrebbe l'obbligo, più che la raccomandazione; e nell'elenco c'è anche OOXML che non è il massimo in quanto a standard (ma è pur sempre leggibile con OpenOffice e LibreOffice); ma se pubblicano dei file in formato .doc il problema è di una dirigenza poco illuminata e attenta a certe problematiche. Perché lo spazio di manovra per cambiare la situazione ci sarebbe.

il problema è di una dirigenza poco illuminata e attenta a certe problematiche. Perché lo spazio di manovra per cambiare la situazione ci sarebbe

Gi spazi ci sono sicuramente, abbiamo però problematiche di  dirigenza spesso formata da incapaci politicizzati che tutto fanno escluso illuminare la classe politica essendo loro lacchè e usati per interessi del politico di turno.

Infatti le strutture di progettazione e indirizzo devono essere costruite dietro consenso della classe politica, ma questo difficilmente avviene.

Ciao a tutti, anche io vengo da un'educazione di sinistra ma sinceramente la prolissa ed inconcludente demagogia di NV la trovo piuttosto stucchevole. Ma d'altronde se la popolazione è questa possiamo stupirci se affabulatori come V&B hanno il sopravvento? Concordo (quasi tutto) con il libro "Il liberismo è di sinistra" di Alesina e Giavazzi, ma come spiegarlo alla gente sia di destra che di sinistra (visto che ha ragione chi ha detto che in italia non ci sarà mai una quota sufficiente di liberismo vero, tanto vale spingere al massimo sull'acceleratore.)? Sicuramente se non si trova un metodo di comunicazione che tiene ben presente il concetto be parafrasato da Prince "How can u just leave me standing alone in a world so cold?" non ci saranno che fallimenti a riguardo. Per l'italia probabilmente ha ragione Emmanuel Todd quando afferma che questo sistema economico che abbiamo è pressochè inalterabile e deriva dalla struttura familiare che abbiamo ("L'illusione economica"). Quindi prevedo tempi durissimi :-(

Oltretutto ho notato che nell'articolo si cita la Finlandia, paese che in moltissimi indici sociali supera nettamente anche gli States (mortalità nei bambini sotto i 5 anni quasi tripla rispetto ai finnici, mortlità alla nascita più che doppi, dato unicef, indice di gini del 40% contro il 26% dati  UNDP).

Forse la nostra sinistra (e buon parte del mondo intero) dovrebbe prendere piu i scandinavi come modello da imitare piu possibile (con tutte le differenze sociali e di mentalità del caso) piuttosto che Usa o Cuba..

Un salutone

Stefano

 

Ma d'altronde se la popolazione è questa possiamo stupirci se affabulatori come V&B hanno il sopravvento? Concordo (quasi tutto) con il libro "Il liberismo è di sinistra" di Alesina e Giavazzi, ma come spiegarlo alla gente sia di destra che di sinistra (visto che ha ragione chi ha detto che in italia non ci sarà mai una quota sufficiente di liberismo vero, tanto vale spingere al massimo sull'acceleratore.)

secondo me (che sono, anatema anatema, marx-keynes-sraffian-superfisso...) c'entra il fatto che troppi apologeti del liberismo l'hanno presentato come una visione hobbesian-darwiniana, survival of the fittest and the devil takes the hindmost.

Io mi trovo abbastanza d'accordo con un post su altro argomento di Boldrin, la risposta al ricercatore in crisi

ma sei uno scienziato decente ed un ottimo insegnante. In un sistema libero, stile USA, diventi un lecturer o un senior lecturer o vai in un liberal arts college. E ti passi la vita facendo quella poca ricerca che ti va di fare, pubblicando ogni tanto, divertendoti comunque ad insegnare ad alto livello e, se hai fortuna, a studenti motivati. Guadagnando, ad occhio e croce, ciò che Giovanni calcola un ricercatore confermato guadagni in Italia con una certa anzianità. O anche di più.

Ecco, queste sono le ragioni "umane" ed "esistenziali", se così vogliamo chiamarle, per cui la concorrenza, che i sistemi aperti e liberi inducono, fa bene alla gente e che i sistemi chiusi, burocratici e formalmente meritocratici invece non possono replicare. Anzi, come mostri tu, pongono la gente per bene in situazioni addirittura di conflitto morale. Avevo proprio scritto, credo, in quel articolo su Il Fatto che la concorrenza è molto più "buona" ed "umana" della meritocrazia. Tu me lo confermi.

cioè se si facesse passare il discorso che la concorrenza non è la lotta a coltello per accaparrarsi risorse scarse a somma zero, ma un sistema che permette a tutti di trovare una propria nicchia per le proprie abilità e quindi positivo per l'eguaglianza e lo sviluppo delle persone, ci sarebbero più liberali e liberisti  

 

 

 

a togliere le vostre grinfie liberiste sul Nuovo Principe della Sinistra che avanza!!!

Voi siete vecchi, tecnologicamente obsoleti nonchè prevenuti: il nostro, in barba alle vostre maldicenze, non è assolumente in combutta con gli sporchi capitalisti di Redmond, il suo era solo un diversivo, cioè...noi siamo anche pro Cupertino

http://www.quotidianodibari.it/attualita/1757--regione-assessori-e-consiglieri-si-regalano-pc-e-ipad-.html

 

per le periferiche aggiunte, varie ed eventuali vi fo sapere

;-)

 

 

 

 

 

 

A conferma che Vendola è difficilmente inquadrabile, ha lanciato gli "stati generali del software libero" dopo aver incontrato il "guru" Richard_Stallman

Qui la notizia

 http://bari.repubblica.it/cronaca/2010/12/20/news/vendola_incontra_il_guru_stallman_una_legge_sul_software_libero-10434733/

A conferma che Vendola è difficilmente inquadrabile, ha lanciato gli "stati generali del software libero" dopo aver incontrato il "guru" Richard_Stallman

Qui la notizia

 http://bari.repubblica.it/cronaca/2010/12/20/news/vendola_incontra_il_guru_stallman_una_legge_sul_software_libero-10434733/

Bravo Vendola, se alle parole seguono fatti coerenti mostra di essere un politico migliore di tantissimi altri in Italia in questa materia, sia per la disponibilita' ad aggiornarsi, sia per le scelte politiche fatte.

Posso rivalutare Vendola ?

Non mi voglio rimangiare quanto scritto precedentemente, ma in un paese dove il Boss di Telecom, invece di preoccuparsi del digital divide clamoroso e di altre facezie che gli competono, ha la brillante idea di tassare Google, Youtube, Facebook e Skype, ho capito che Vendola svetta come un gigante sulle questione informatiche !

PS

Che tristezza 'sti grandi manager ! Non pretendo di avere gente all'avanguardia, con progetti ed idee innovative ma, almeno, non persone con la mentalità del secolo scorso che concepiscono solo gabelle e taglio dei costi (quelli altrui non il loro).

Siamo sempre piu arretrati rispetto al resto del mondo sulle nuove tecnologie (Google fa concorsi, con premi in denaro, per sviluppatori di sofware, "except for Italy" e diversi siti on line spediscono in tutto il mondo "except in Italy") e, quando le introduciamo, non le sappiamo sfruttare a pieno (perchè gli uffici pubblici non si chiamano con skype a costo zero? Perchè sulla tessera sanitaria svedese il medico curante può caricare le ricette che vengono lette dal PC del farmacista e noi andiamo in giro con carta, firme e fotocopie, perchè.....ad libitum)

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