La vicenda Mediaset, tra italianità e Codice Civile

22 dicembre 2016 Gianluca Codagnone

Alcune osservazioni su un caso complicato. 

Dato l’ampio spazio dedicato dai media nostrani alla vicenda Mediaset, ho deciso di scrivere la mia. Tanto per puntualizzare due o tre cosette. Questo perché non penso che la vicenda possa essere ridotta a una difesa della Italianità (posto che qualcuno mi spieghi che accidente sia ed a cosa serva la suddetta), o  a un tifo pro o contro Berlusconi, o tantomeno a una difesa del “libero mercato”. Direi che è necessario innanzitutto ripercorrere i contorni e la tempistica dell’”affaire” Mediaset-Premium-Vivendi:

Il deal e il deal break-up: MS vende unità pay-tv Premium a Vivendi e Vivendi “walks away”

- 8-Apr 2016 (prezzo MS: € 3.32 /azione prima dell'annuncio). MS e VIV firmano l'accordo (tutto in azioni) per Premium, secondo il quale: 1) VIV ottiene il 100% di Premium e il 3,5% di MS; 2) MS ottiene il 3,5% di VIV; 3) accordi collaterali per sviluppare una piattaforma di pay-tv paneuropea e una “fabbrica di contenuti” sono messi in atto. L'accordo ha valutato Premium €760m come equity value (€ 640m EV). Nell’accordo originale esiste anche una provison secondo la quale VIV non può salire oltre al 5% di Mediaset nei due anni successivi all’accordo oltre ad avere un lock-up reciproco sul 3.5% oggetto dell’accordo.

26 luglio 2016 (prezzo MS: €3.23/azione prima dell'annuncio). VIV disconosce il contratto, proponendone uno alternativo: 1) 3,5% MS-VIV scambio azionario confermato; 2) acquisizione del 20% di Premium invece che del 100%; 3) acquisizione di una partecipazione in MS fino al 15% attraverso un prestito obbligazionario convertibile.

- Luglio 2016-oggi: azioni legali. MS presenta una causa contro VIV richiedendo l'esecuzione della transazione originale per vendere Premium e richiede i danni in Italia quantificabili ex contratto in 50 mln euro al mese a partire da Settembre 2016 (mancato pagamento) e successivamente apre una vertenza legale in Francia contro Vivendi per false comunicazioni al mercato. MS sostiene di aver gestito Premium da Aprile in poi su base fiduciaria e per conto di VIV: per questo motivo MS anticipa €16 milioni di costi aggiuntivi imprevisti in Premium per il rinnovo di diritti in scadenza (Disney e Liberty si dice) che Vivendi autorizza al rinnovo. Quest’ultima evenienza non viene mai smentita da Vivendi.

28-Nov 2016: MS colpisce il minimo-52settimane (52-week low): 2,24€/azione). Oggi (22 Dicembre) ha chiuso a 4.00€/azione

Riepiloghiamo ora gli eventi più recenti in ordine cronologico inverso

- 22/12/2016 Vivendi raggiunge una quota di quasi il 29% in MS. Siamo a due passi dalla soglia del 30% che richiede l'OPA

- 17/12/2016 Arnaud de Puyfontaine (Ceo di Vivendi) dichiara in un’intervista sul Corsera che Vivendi: 1) è ostile ma non aggressiva (ohibò #1); 2) ha comperato il 20% di MS per “contare” (ohibò #2) nelle future decisioni di su MS Premium.

- 16/12/2016 I quotidiani italiani si sbizzarriscono sugli eventuali riflessi antitrust ex Legge Gasparri. Vivendi risulterebbe maggior azionista di TIT e MS superando i limiti ammessi sul Sic.

- 14/12/2016 VIV dichiara di aver "raggiunto la soglia del 20% del capitale sociale di Mediaset". Era il 3% il 12 Dicembre, il 12,3% il 13 Dicembre. VIV nel commentare gli acquisti dice che  “l’alleanza strategica e industriale con Mediaset" che "aveva concluso" l'8 aprile 2016, è morta. Quasi come se questo acquisto a titolo definitivo sul mercato avesse qualche tipo di connessione con l'affare (non riuscito) su Premium. Inoltre Vivendi dice che "l'acquisizione Mediaset Premium prevista ma non realizzata ha portato, purtroppo, ad una causa legale e le proposte di Vivendi volte a trovare una soluzione amichevole alla controversia non sono state concordate da Mediaset e dal suo azionista Fininvest".

-14/12/2016  Nel frattempo Fininvest arrotonda la propria quota in MS al 38,3% avendo diritto a  raggiungere fino al 39,8% ex lege.

Unendo i puntini ...

1)      Vivendi esce dal deal su Mediaset Premium a Luglio 2016, deal  che il mercato valuta 1 bln eur circa

2)      Mediaset perde 1 bln eur di market cap tra Luglio e Novembre 2016

3)      Mediaset fa causa a Vivendi

4)      Vivendi compera il 20% di Mediaset  x “contare” in Mediaset tra Luglio e Novembre 2016.

Francamente le urla da destra e sinistra mi son sembrate fuori luogo. Al “salviamo l’italianità e le aziende strategiche” , si è contrapposto il “lasciamo fare il mercato”. Qui però non è né una cosa né l’altra a mio modesto avviso. Della ”strategicità e dell’italianita’” non dico nulla perché sono concetti che non mi appartengono, né so bene cosa significhino. Ma sulla protezione delle cosiddette “libere scelte di mercato”, beh avrei qualcosa da ridire. Il capitalismo a mio modo di vedere si incardina su un diritto fondamentale, quello della protezione della proprietà privata. Se Mediaset ha ragione, e ribadisco il “se”, allora

(I) Vivendi ha infranto il diritto di proprietà su Premium causando un evidente  danno a Mediaset

(II) Ha comperato azioni MS approfittando del calo di prezzo e in breach del contratto che le avrebbe imposto di stare sotto al 5% è salita al 20% ritenendo quello stesso contratto “risolto” pur in pendenza di cause legali.

So già che un avvocato potrebbe dirmi che tra il breach eventuale di Vivendi, e il calo di prezzo di Mediaset, manca il nesso causale. E nessuno come me sa che stabilire causazioni monovariate in finanza è praticamente impossibile. Ma a questa obiezione fondata, rispondo così: il nesso causale è Vivendi stessa con i suoi acquisti. Non è che un terzo soggetto abbia profittato del calo di prezzo di MS. È la stessa Vivendi che l’ha fatto. E l’ha fatto in pendenza di cause legali che potrebbero costringerla all’”esecuzione” del contratto originale, imponendole di scendere al 3.5% di Mediaset e di rilevare Premium.

A mio parere quindi, qui si tratta di proteggere il corpus legale italiano, più che altro. E di aspettare che ne diranno i Tribunali, ed eventualmente Consob, che per ora risulta assente dal dibattito. Tribunali che hanno voce anche per quanto riguarda l’articolo 2373 CC, che dispone  che “La deliberazione approvata con il voto determinante di coloro che abbiano, per conto proprio o di terzi, un interesse in conflitto con quello della società è impugnabile a norma dell'articolo 2373 qualora possa recarle danno”.

10 commenti (espandi tutti)

VIV-MS-TIT

l.biagini 23/12/2016 - 15:28

Siamo di fronte all'ennesimo caso tipicamente italico di scrivere le leggi e, peggio, farle applicare. Una normativa semplice e un "arbitro" coerente avrebbe fischiato al primo fallo.

Invece qui Vegas (studiare il CV, la provenienza e sopratutto da "chi" è stato nominato) non ha effettuato un controllo propriamente solerte.

Il concetto di "italianità" fa sorridere e non so cosa significhi.
i) Perchè per MS questo concetto è un pilastro della difesa di fronte all'opinione pubblica mentre per il Fondo Sovrano Qatar su MPS no?
ii) Perchè non c'era questo appello nel momento in cui VIV comprava il "100%" di Mediaset Premium. iii) Perchè BS non accettava un proposta di concambio di azioni, magari più leggera? Ha paura di perdere peso nella politica italiana (le sue televisioni ricordiamolo sono state la base per i suoi successi elettorali)?
iv) Cosa ha fatto cambiare idea a VIV su MS Premium?

Lo stesso Confalonieri dice "I fatti sono che avevamo un contratto e non lo hanno rispettato. Adesso dire che quel contratto fosse sbagliato è assurdo, sbagliato su che che cosa?
Hanno fatto loro le +++due diligence+++ quindi dovevano accorgersi se c'erano cose che non andavano».

Le parole hanno un peso in finanza, la risoluzione del contratto è proprio, a mio avviso, nata dalla due diligence (è stata fatta in due tempi? hanno nascosto qualcosa prima che è stata rilevata in seguito? sarà il giudice a dirlo).

Nei bilanci MS Premium qualcosa (?!?) non andava e questo, sempre secondo me, ha fatto leggermente incazzare VIV che ha deciso di darsi alle "arrampicate" (più che scalate) creative (e decisamente con un grado di difficoltà elevato stante il fatto che sapevano benissimo che la politica non stava alla finestra).

Timing

ottoking 23/12/2016 - 09:23

4)      Vivendi compera il 20% di Mediaset  x “contare” in Mediaset tra Luglio e Novembre 2016.

Mi sembra però che Vivendi salga al 3% in Mediaset il 12 dicembre, quando è chiaro che il deal non c'è più,  ha annunciato ogni intenzione di acquisto, la questione è tra le due parti non sappiamo chi ha ragione e ognuna pensa di averla dalla sua: Vivendi considera il deal risolto, quindi pensa di avere il diritto di scalare mediaset senza problemi. Mediaset la pensa in modo opposto.

Mi domando però se davvero Vivendi abbia ottenuto un vantaggio dallla perdita di capitalizzazione di 1 mld di Mediaset tra luglio e novembre:

Ma se il deal vale 1 Mld  e Mediaset ad esempio vale 10 mld: 

  • pre-possibile deal: Mediaset vale 10
  • rumors su possibile deal con Vivendi 50%: Mediaset vale 10.5
  • Vivendi - Mediaset  si accordano su premium: mediaset vale 11
  • Vivendi considera il deal non valido: Mediaset torna a valere 10.
  • Vivendi pagherebbe mediaset più o meno come la avrebbe pagata prima dell' esistenza del deal sbaglio qualcosa ?L' artefice del miliardo in meno è Vivendi ma è anche quella del miliardo in più. Senza un OPA sinceramente non interevverei. A me sembra che molto del problema sia che comunque Finivest non ha cassa e Mediaset è esposta ad acquisizioni ostili.

...per abbandonare l'accordo di aprile?

. . . l'idea che qualcuno la faccia al Joker mi manda in brodo di giuggiole!

un contratto dovrebbe in genere dare benefici ad entrambi e la rottura quindi portare ad un calo delle quotazioni di entrambi. il calo di mediaset c'è stato, quello di vivend proprio no. ponderando i pesi relativi, come andrebbe valutato?

in altre parole, come il mercato aveva giudicato il contratto in se? equo o molto sbilanciato a favore del venditore per la solita asimmetria informativa?

http://www.milanofinanza.it/quotazioni/dettaglio/vivendi-2ae0402

Quindi, nella vicenda mediaset/vivendi nulla centrerebbe "l'italianità" o la libera concorrenza. Ma la legalità ed il rispetto dei contratti.
Quindi, se ho ben capito sarà la tremenda giustizia italiana ad occuparsene.
Che con Mediaset ha già mostrato di che è capace...

putin

bonghi 23/12/2016 - 15:13

credo che se invece che da vivendi mediaset fosse stata comprata da putin , e oggi ci fosse nelle reti mediaset propaganda pro assad , il problema dell'italianita' serabbe piu' sentito anche da chi oggi vuole negarlo

che poni è un altro.
E' quello della difesa del cittadino dalla propaganda.
Non necessariamente quella "di Putin".
I maggiori attentatori dell'informazione dei cittadini italiani non sono all'estero, ma siedono in parlamento e nelle cattedre universitarie, parlano in TV, scrivono sui giornali e sui libri di testo e pilotano il consenso.

Finché non sarà obbligo distinguere il dato di fatto dall'opinione, il cittadino subirà il plagio e la truffa intellettuale.

Non è forse vero che nei libri di Storia, sin delle elementari e fino ai testi accademici, si paradigmano le nefaste conseguenze della rivoluzione industriale settecentesca sulle classi lavoratrici inglesi? L'unica fonte di tutto ciò sono le affermazioni di Engels, Webb e Marx. Dimostrate errate da decine di storici veri da almeno cent'anni. Ma qui vige l'assurdo "diritto all'insegnamento" (in costituzione!), mentre il reato di plagio fu abolito nel 1980.

proprieta'

bonghi 24/12/2016 - 09:14

pensare che chi ha la proprieta'ì di un medium non decida riguardo ai contenuti e' quantomeno ingenuo.

inoltre credo che barbara d'urso abbia molto piu' potere mediatico di qualunque politico o docente universitario 

per la questione rivoluzione industriale ..... non ne ho mai sentito parlare come un fenomeno assolutamente negativo .... essa indubbiamente , come tutti i cambiamenti porto' sia soluzionni che nuovi problemi

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