Wanted: serie storica delle sferzate

14 febbraio 2007 gian luca clementi

Spronato dal commento di Prodi sui dati della crescita nel quarto trimestre, ho cercato invano una serie storica delle sferzate.

Secondo Repubblica , così il Presidente del Consiglio Prodi avrebbe commentato i dati sulla crescita del PIL italico nel quarto trimestre 2006 (un fantasmagorico +2% su base annua).

"Trattandosi di stime preliminari la prudenza è d'obbligo. Ci sono comunque motivi per essere soddisfatti dato che si tratta del miglior risultato dal duemila. Significa che lo sforzo del governo per dare una sferzata all'economia è per il momento premiata."

Come da abitudine per tutti i governanti del mondo, il gioviale Romano non si esime dall'attribuirsi il merito di qualsiasi numero decente (mas o meno) sfornato dall'Istat o da qualsiasi altra agenzia. Consapevole che i giornalisti gli avrebbero chiesto di indicare quali, tra i provvedimenti varati dal suo governo, sarebbero responsabili dell'impennata (?) del PIL italico, Prodi ha accennato alla sferzata che il Governo avrebbe dato all'economia.

Probabilmente il Presidente del Consiglio ha una fiducia esagerata nelle conoscenze di economia dell'italiano medio. Mi correggo. Dovrei parlare per me stesso. Purtroppo la mia preparazione culturale e professionale è alquanto limitata. Tanto limitata, che non conosco l'accezione della parola sferzata utilizzata da Prodi. Consapevole della familiarità che il Presidente ha con il metodo scientifico, mi sono convinto che Prodi non avrebbe attribuito alcun effetto benefico alla sua sferzata, basandosi solamente sulla coincidenza tra la sua ascesa al potere e il dato positivo del PIL. In altre parole, mi sono convinto che Prodi parlasse sulla scorta di una solida evidenza empirica che testimoniasse in favore di una correlazione positiva (se non proprio di una relazione causale) tra sferzate e crescita economica.

Quindi mi sono dedicato alla ricerca di una serie storica delle sferzate. Nonostante la mia insistenza, non sono riuscito a trovarne traccia: non è tra le serie di contabilità nazionale (questo era atteso), né tra le International Financial Statistics del Fondo Monetario, e neppure tra i dati OCSE o della Banca Mondiale. Ricerche su Google e Google Scholar hanno dato risultati analoghi, sia con la versione inglese (economics of lash?), quella francese (coup de fouet?), o infine quella spagnola (golpe de latigo?). Pertanto chiedo aiuto ai colleghi, e non solo, affinché possiamo avere una sana discussione sugli effetti macro delle sferzate, soprattutto quelle attese.

C'è comunque un'affermazione del Presidente che mi sento di commentare senza invocare l'aiuto dei colleghi. Sempre secondo Repubblica, Prodi avrebbe dichiarato che

"Si comincia a recuperare il divario di crescita con altri paesi europei e con gli Stati Uniti"

Trattasi di boiata invereconda. I primi dati sulla crescita del PIL USA nel quarto trimestre del 2006 mostrano una crescita del 3.5% su base annua. Stimando la crescita della popolazione USA all'1% e assumendo che la popolazione italiana non sia variata, si conclude che il divario tra i PIL pro-capite di Italia e USA, anziché essersi ridotto, si è ampliato. Per quanto riguarda l'Europa, Prodi farebbe bene a dare un'occhiata all'Irlanda, invece che alle tartarughe francese e tedesca. Ed è bene che lo faccia presto, perché stiamo per perderla di vista.

9 commenti (espandi tutti)

Oh finalmente!! Ho esitato ieri a fare un post sull'ultima uscita der "mortadella". Ma il tuo commento e' veramente "right on the money".

Io gli lascerei pure passare sta cosa sulle "sferzate", che si sa che i politici italiani dovrebbero sempre contare fino a 10 prima di rispondere alle interviste e magari parlare con uno Zingarelli alla portata di mano per andarsi a controllare il significato esatto delle parole prima di usarle. Ma come cavolo fa uno che ha insegnato (?)
economia in universita' a fare una affermazione tanto falsa come:

"Si comincia a
recuperare il divario di crescita con altri paesi europei e con gli
Stati Uniti"

 

Quella e' una bugia tanto grossolana che un undergraduate un po sveglio riconosce dopo aver preso Introductory Macroeconomics. E i giornalisti italiani dove sono quando i governanti ci rifilano 'ste fregnacce? Non sanno manco usare uno straccio di numero o evidenza empirica nei loro articoli. Sono incapaci o se la fanno solo sotto?

 

Parole sacrosante. E per rinfrescare le idee ai nostri affezionati (!) lettori, rimando ad un recente post di Alberto. Sono statistiche veramente deprimenti. Per non parlare di quelle che riguardano produttivita', ricerca e sviluppo, innovazioni tecnologiche....

E se mandassimo l'intero governo in Irlanda o in Estonia per un mesetto? (a spese loro ovviamente, magari per Capodanno dell'anno prossimo)

clap clap

gianluca l'articolo mi piace ma mi trovo nella scomoda posizione di dover semanticamente difendere Prodi.

"Si comincia a recuperare il divario di crescita con altri paesi europei e con gli Stati Uniti" non puo' voler dire che si comincia a recuperare il divario nei tassi di crescita del PIL? cioe' che prima la differenza tra crescita italiana e americana (per dire) era 2% e adesso magari e' solo .5%?

o, almeno io l'avevo interpretata cosi'. Sono troppo buono?

You may have a point. Se fosse questo il caso, comunque, la fallacia di Prodi sarebbe forse piu' raccapricciante. Dichiararsi contenti di colmare il divario tra i tassi di crescita equivale a dirsi contenti che il PIL pro-capite americano sara' il doppio di quello italiano tra 20 anni invece che tra soli 10 (i numeri sono a casaccio).

Off Topic (ma non troppo). Sai che Fogel ha stimato che nel 2040 il PIL pro capite europeo sara' poco sopra il 40% di quello americano?
Mah, non sono d'accordo con lui pero' il fatto che si sia legittimati a pensare in questi termini...

In tutta onesta', il fatto che la "stima" (congettura?) l'abbia fatta Fogel non mi dice molto. Ha usato un random generator process? L'oroscopo? La palla di vetro? O un modello? Nel caso abbia usato un modello, sarebbe interessante ispezionarlo.

d'accordo con te gianluca. era solo per sottolineare che l'europa si fa fatica a prenderla sul serio...

Ed i nostri continuano. Vi siete letti l'intervista di TPS di oggi, diffusa da tutti i quotidiani? Qualcuno per favore mi SPIEGA il MODELLO di sviluppo economico che costoro hanno in mente? Chiaramente TPS risponde a Mario Draghi, che ha invitato ripetutamente a tagliare spese e tasse per far crescere il paese. Va bene, chips on the shoulder di un signore che dallo MIT se ne e' venuto via solo con il Master. Ma la logica economica di tutto questo straparlare e di questa ossessione sulla tassazione, qual'e'? Per favore, qualcuno dei lettori o dei collaboratori che ritengono vi sia mezza coerenza negli atti di politica economica di questo governo, me la spiega? Non riesco neanche piu' a criticarli, perche' non capisco piu' quanto dicono ... e quando fanno, beh abbiamo visto che fanno.

L'ennesima apparizione in TV e sui giornali, poi, ha fatto venire in mente, chiaccherando con mia moglie, un'altra differenza sia di stile che di comprensione dell'economia, fra Ministro del Tesoro italiano e quello spagnolo (Pedro Solbes). TPS parla sempre, e sempre parlano anche Visco e Prodi, rilasciando continue dichiarazioni su tutto, facendo annunci piu' o meno roboanti, attribuendosi meriti per ogni statistica positiva o previsione qualcuno riveli, foss'anche la crescita dell'acquisto di Marlboro rosse al bar del Casino' di San Remo. Pedro, d'altro lato, non parla mai. Forse rilascia un'intervista all'anno. Senno' parla solo in Parlamento e negli atti ufficiali di governo, presentazione del bilancio eccetera. Zitto, mosca e lavorare duro. In Spagna quasi nessuno si ricorda che esiste e solo gli addetti ai lavori conoscono i nomi dei suoi viceministri o sottosegretari. E non e' che non faccia, fa.

Un poco alla volta e senza far cagnara, che ai mercati ed agli operatori economici gli annunci roboanti che poi si cambiano e si smentiscono e si contraddicono non fanno bene per nulla.

Per TP-S l'Europa e' il punto di riferimento. In questo caso l'Unione Europea e Maastricht. Lui guarda al deficit, non alla spesa pubblica. (Unlike Boldrin). Cerca di mantenerlo entro il famoso limite. Si rende conto che nella coalizione di governo c'e chi vuole tagliare le tasse senza tagliare le spese e allora alza la voce: no, no, le tasse per due anni non si toccano.

Gli annunci roboanti (non poi tanto roboanti, direi) sono difensivi e servono ad evitare di essere travolto da iniziative dei numerosi partitini al governo. Deve far vedere che comanda lui; spiacevole ma necessario. Solbes non credo che abbia questi problemi.

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