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Le due o tre cose concrete del documento congressuale di Renzi

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Secondo ma l'autore dell'articolo, come molti altri commentatori, commette un errore fondamentale: valuta una mozione congressuale con i parametri che utilizzerebbe per valutare una piattaforma programmatica per le elezioni politiche. Le mozioni congressuali sono sempre alquanto generali, per non dire generiche. Esprimono solo orientamenti generali rispetto al partito. Pretendere che si indichino in dettaglio e precisione significa non aver compreso pienamente qual è loro funzione. Devono essere dei documenti molto agili e di facile lettura, non dei manifesti elettorali o programmi che si occupano di specifiche policies.

Ci ho pensato anch'io, e spero che tu abbia ragione. Resta il fatto che il "programma" dell'anno scorso era solo marginalmente piu' lungo, era di piu' facile lettura se non altro perche' piu' interessante, e che il documento di quest'anno di policy "concrete" ne menziona qualcuna, ma si tratta di cose irrilevanti.

Sarebbe stato di difficile lettura dire "vogliamo introdurre il merito nella scuola", anziche' "vogliamo ascoltare gli insegnanti"? Sarebbe stato difficile dire "vogliamo un sistema di protezione del lavoro che si ispiri al modello nord-europeo" invece che far pensare che la priorita' sia di riformare i centri di collocamento? Sarebbe stato difficile dire con chiarezza cosa si voglia fare con il debito pubblico piuttosto che dire che il limite del 3% e' obsoleto? E' obsoleto in che senso? Forse che si dovrebbe poter fare piu' deficit? 

Se vuoi essere l'interprete del cambiamento, e peraltro con la vittoria in tasca, che ti costa ad essere chiaro?

Andrea, nessuno ha mai la vittoria in tasca, soprattutto in elezioni primarie in cui la partecipazione è molto difficile da predire. A me pare che Renzi si comporti esattamente come ci si può aspettare si comporti un politico che vuole massimizzare la probabilità di vittoria. Quento sei l'outsider che sfida il favorito (la condizione di Renzi l'anno scorso) allora devi fare tanto rumore, devi attrarre l'attenzione e far parlare di te. Questo si ottiene (anche) facendo proposte programmatiche audaci e controverse, cercando il più possibile occasioni di confronto con gli altri candidati etc. Il punto è che quando sei indietro, se non succede niente perdi. Quindi hai meno paura di prendere rischi. Se sei il favorito succede esattamente il contrario: vorresti che tutto rimanesse esattamente come è e quindi cerchi di prendere meno rischi possibile. Per cui programmi blandi, minimizzare il numero dei dibattiti e delle occasioni di confronto (non banale, non bisogna dare l'impressione di rifuggire), evitare di far arrabbiare gruppi specifici etc. 

Renzi come campaigner mi sembra molto sveglio e fa esattamente le cose che gli servono per vincere. Purtroppo tra queste cose non rientra scrivere programmi coraggiosi quando sei il front-runner. 

Se e quando Renzi governerà si può star certi che manterrà un occhio costante ai sondaggi e all'impatto dei provvedimenti che piglia sulla sua popolarità. Quanto coraggio avrà nel perseguire un programma riformista è tutto da vedere. 

sta facendo primarie per le elezioni fra gli iscritti (che sono in gran parte pensionati e dipendenti pubblici) mentre il programma dell'anno scorso  primarie aperte a tutti

Puo' darsi, pero'...

a me l'idea del politico che "razionalmente" fa promesse a seconda di come gli gira non piace, e rivendico il diritto di smascherarlo, altrimenti se andiamo a giustificare questo tipo di comportamenti finisce che non si sa mai a cosa credere (cosa gia' difficile di per se').

Ma c'e' di piu': poteva buttarla tutta in retorica come hanno mi pare fatto gli altri ed evitare  di menzionare soluzioni risibili a problemi sostanziali. L'impressione che lascia e' approssimazione e mancanza di idee, anche nell'ottica di comunicazione "razionale" di cui parli.

Anche a me

sandro brusco 6/11/2013 - 14:57

non piace. Dico solo che è facile da capire  perché lo fa. Non mi piace nemmeno che le forze politiche abbiano scaricato tutto il costo della riforma pensionistica, dal 1995 a oggi, sulle giovani generazioni, ma è facile capire perché lo hanno fatto. Renzi non è un idealista con il sole dell'avvenire negli occhi, è un politico scaltro che mira al potere. Si comporta come tale. Cosa farà una volta raggiunto il potere è da vedere. Forse farà riforme utili, forse no. Troppo presto per dire.

Renzi

alessio civitillo 8/11/2013 - 16:17

cosi' si avvia sulla lunga tradizione PD di dire tutto e il contrario di tutto, una tradizione iniziata col famoso "ma anche" di Veltroni. Tutti i segretari del PD sono stati cosi'.

Ha senso per un partito minoritario, che perde voti, ma se non decide, si ritrova o con un partito inutile, o con un Paese allo sfascio. Ergo, io non vedo tanta razionalita', magari sta solo raggirando il partito per le politiche e poi pensa di aprire i giochi quando arriva li'.

Vero, ma...il programma delle scorse primarie era diverso perché erano diverse le primarie: si trattava di primarie per la premiership, e quindi ciascun candidato doveva presentare un potenziale programma di governo.
Sulle altre questioni, ricorda sempre che ora lui si candita a guidare il partito, quindi deve essere in grado di operare sintesi tra orientamenti che spesso sono stati assai divergenti. Se pensi a questo, che lui su molti temi non sia stati chiarissimo diventa comprensibile. io credo che, per capire meglio gli orientamenti di Renzi, sia necessario fa riferimento anche ai documenti emersi alla Leopolda. Poi ha promesso un job's act e altre iniziative importanti.