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Le due o tre cose concrete del documento congressuale di Renzi

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 Il documento è senza dubbio deludente, unica speranza, come già è stato detto, è che in fondo abbia poco valore.

Elementi da non sottovalutare sono il fatto che stiamo parlando di primarie per la segreteria del PD e non per la premiership, quindi è possibile che vaghezza e contenuti siano determinati dal target e dal non voler compromettere il vantaggio, la vittoria quasi sicura con argomenti controversi nonché difendersi preventivamente dalle accuse di minare il governo Letta.

Allontanadoci dal documento, per capire le idee economiche del mondo Renzi può essere interessante seguire Yoram Gutgeld, senatore PD di area renziana e ufficiosamente accreditato di essere il consigliere economico del sindaco.

Riporto qualche idea tratta da varie interviste e da grezzi appunti presi ad un incontro cui ho assistito la scorsa settimana in quel di Scandicci:

  • La crisi non nasce nel 2008 ma da 40 anni di malagestione in cui ci si indebitava e si svalutava ( molto simile a qualcosa di conosciuto, no? )
  •  Per uscire dalla crisi serve cambiamento radicale, in tutto il mondo si deve ridurre indebitamento
  •  Serve equità, ossia ridurre evasione fiscale e affrontare il tema pensioni, ossia rimodulare in qualche modo quelle ottenute col sistema retributivo ( 270-280 mld di pensioni l' anno, 60 mld non sono coperti da contributi )
  • Rivendicazione di uno stato che finanzia sanità, scuola e assistenza, ma no chiusure a sistemi misti con il privato “Uno stato sociale che funziona non dà assegni (pensioni etc..) ma servizi” , dobbiamo trasformare assegni in servizi, “siamo il primo bancomat d' Europa” ( sempre riferendosi ai soldi erogati dallo stato ) - boh -
  •  Ridurre spesa pubblica per ridurre tasse, per questo serve spending review cambiando approccio rispetto al passato. I tagli devono esser fatti dai vari ministeri di competenza per essere efficienti
  • Le leggi di stabilità che abbiamo votato fino ad ora non servono a nulla
  • Investimenti pubblici, negli ultimi anni abbiamo speso 20mld l' anno più di Germania, da cambiare ( tra questi sussidi a imprese che sono assai poco utili )
  • Responabiltà/merito di introdurre a tutti i livelli, ossia premiare e punire. Assurdità dei commissariamenti con commissario chi ha causato i danni ( regioni )
  • Ridurre burocrazia
  •  “Non cerchiamo alibi. Non si può dare la colpa a sindacati, burocrazia, corte costituzionale etc se non riusciamo a cambiare le cose, la responsabilità è di noi politici e dobbiamo assumercela” ( parole, come tutto il resto d' altronde, ma parole nient' affatto scontate )
  • Purtoppo sono dovuto andare via prima del dibattito col pubblico quindi non ho potuto far domande per approfondire le varie questioni ( ammesso che sarei riuscito a formulare domande interessanti e utili ) né sapere come il pubblico PD ha reagito ai temi così trattati. Siamo ovviamente ancora alle parole, ma spesso condivisibili e l' aria ( fritta, per ora ) sembra essere diversa da quella che gira in zona Fassina, e sarebbe molto interessante che qualcuno gli chiedesse di approfondire le varie questioni. Magari in un futuro non troppo remoto potreste invitarlo ad un confronto a qualche evento nFA.

Se è così, mi chiedo ancora che cosa ci faccia nel PD. O l'obiettivo è quello di cambiare il partito, oppure... Non ci resta che vedere cosa farà Renzi in realtà, nel caso debba governare.

Di seguito, per maggiore comodita', trascrivo alcuni passaggi su taluni dei nodi (cuneo fiscale - taglio serio) e pensioni, uno dei temi prioritari. Almeno un barlume di luce sull'entita' dello shock richiesto/questioni da affrontare...

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Nel libro sostiene che va abbattuto il costo del lavoro, il governo Letta comincia a farlo con la riduzione del cuneo fiscale e contributivo, e lei lo considera niente?

“E’ nulla, non niente. Avrei fatto un’operazione shock: 15-20 miliardi di privatizzazione per ridurre le tasse”.

Ma non si può fare. Quello che si ricava dalle dismissioni deve andare, secondo le regole europee, alla riduzione del debito.

“Si può negoziare tutto, anche questo”.

Nella sua terapia shock, quale altre medicine sono previste?

“Ci sono 4 blocchi: pensioni, lotta all’evasione fiscale, investimenti, tagli di spese”.

Pensioni: pensa di riaprire il capitolo? Un’altra riforma dopo quella della Fornero? Non crede che l’Italia sia stremate da questo cambiamento delle regole pensionistiche?

“No,  va sistemata la questione esodati. poi penso ad un’altra operazione. attualmente lo stato italiano spende 270miliardi l’anno di assegni pensionistici per pensioni maturate con il sistema retributivo. Così quasi 60 miliardi non sono coperti dai contributi versati dai lavoratori. c’è una disparità più profonda con le giovani generazioni che avranno una pensione in base ai contributi versati. a chi ha una pensione retributiva andrebbe chiesto, sopra una certa soglia, un contributo minimo che serva poi  a finanziare quei servizi sociali sui quali stiamo carenti, pensi solo agli asili nido. nascerebbero nuovi lavori e un’occupazione qualificata”.

Ma i pensionati hanno maturato il diritto alla pensione in base alle leggi vigenti all’epoca. La sua proposta assomiglia a un esproprio.

“Ma quale esproprio! erano sbagliate quelle regole nate a cavallo tra la fine degli anni Sessanta e i Settanta. Tuttavia non penso sia un dramma ridurre di qualche centinaia di euro al mese assegni, per esempio , di settemila euro lordi”.

Una....teoria di illusionisti...
Avevo dato una scorsa al volo ai quattro punti programmatici, e alla proposta 'perequativa' sulle pensioni.

Incredibile.