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Le due o tre cose concrete del documento congressuale di Renzi

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Infatti

sandro brusco 6/11/2013 - 18:42

La verità è che su questo punto tutti sono imprecisi perché nessuno ha le idee chiare su quali sarebbero le conseguenze reali di un nuovo regime fiscale in cui si tollerano livelli di deficit e debito più alti come norma.

L'unica proposta concreta in questo senso l'ho sentita fare da Natale D'Amico e Alberto Mingardi: usiamo almeno parte del gettito da privatizzazione per ridurre le tasse, facendo al tempo stesso riforme strutturali per far ripartire la crescita. Lo so che il gettito da privatizzazioni e dismissioni va usato per ridurre il debito, ma se siamo convinti che

a) sia opportuna una manovra anticiclica, con opportuna fornitura di uno shock da domanda via tasse ridotte

b) non sia possibile avere deficit superiori al 3% perché sarebbe un segnale troppo negativo per i mercati

allora quello resta. Naturalmente la cosa ha senso solo se al tempo stesso si fanno riforme che riducono permanentemente il livello di spesa e alzano il tasso di crescita dell'economia, in modo che non si sia costretti in fretta e furia nel futuro a rialzare le tasse una volta che viene meno il gettito da privatizzazioni. E ancor più naturalmente ha senso solo se si accetta di privatizzare e dismettere sul serio. Quindi, ovviamente, della proposta di D'Amico e Mingardi non ha parlato nessuno e si può contare sul fatto che continuerà a essere ignorata.

io scommetto che se l'Italia facesse veramente riforme strutturali i mitici mercati sarebbero disposti a tollerare anche deficit oltre il 3%. Guardate il caso inglese: deficit fra il 6% e l'8% debito /PIL in crescita (anche se più basso che in Italia) e non solo tripla A ma tassi 'tedeschi'.  Solo perchè hanno la regina e parlano inglese? O forse perchè hanno intrapreso un percorso di tagli mirati alla spesa pubblica?

non lo sa che gli inglesi cianno la sovranità monetaria mentre noi siamo priggionieri dei cattivi teteschi che comandano il bilderbegghe e che si divertono a farci soffrire perché noi ciabbiamo il sole e gli spaghetti mentre che loro solo cianno il freddo e i crauti?

anche quelli che fanno finta di essere democratici

tassi uk

marcodivice 7/11/2013 - 14:23

per i tassi bisogna anche dire che hanno fatto QE a manetta

Il problema della proposta di Alberto e Natale è, ovviamente, time inconsistency. Se ci fosse un modo di rendere "automatico" un credibile piano di tagli, allora sarebbe il first best. Peraltro, concordo con Giovanni che sotto la condizione della credibilità i mercati (e l'Europa) accetterebbero ragionevoli sforamenti del 3%. Il problema è che, sotto perenne instabilità politica e col rischio di elezioni ogni 2 mesi, la credibilità è sotto terra, quindi nessuno scommette che se ti impegni a fare un taglio tra 2 mesi (non dico tra 1 anno) lo farai davvero. Il senso di Cottarelli (o del commissariamento da parte della Troika, opzione alla quale sono sempre più favorevole) è appunto quello di assegnare credibilità quanto meno alla coerenza interna di un qualunque piano di tagli. Certo che, in assenza di un preciso input politico, Cottarelli finisce per fare la foglia di fico, come l'hanno fatto Bondi e Giarda prima di lui.

beh..

sandro brusco 6/11/2013 - 22:14

se i tagli alle tasse li fai solo dopo che hai venduto e incassato, il problema di time inconsistency un po' si allevia. Resta il problema degli incentivi a far le riforme, ma le privatizzazioni un po' sono una riforma per se, e poi se non is riescono a fare mentre si tagliano le tasse probabilmente possiamo dimenticarcele (finché arriva la troika). La parola da cui rifuggire come la peste invece è ''cartolarizzazione'':  che si traduce come incassare i proventi di privatizzazioni future che poi non si faranno.  

E' il problema.  vediamo di essere realisti: gli italiani, collettivamente, stanno accettando un livello di tassazione altissimo pur di non tagliare la spesa.  I dipendenti pubblici e pensionati hanno un ovvio interesse. Non so perchè gli altri lo facciano - per ignoranza, per conservatorismo, per legami personali (tutti hanno un parente dipendente o pensionato). Comunque, è un fatto. E pur con un incentivo così forte, non esiste una corrente di opinione favorevole al taglio della spesa, anche se molti demagoghi parlano di taglio della tasse senza tagli di spesa (o con tagli di spesa non credibili).  Se esistesse, FARE avrebbe avuto un ben altro risultato elettorale. Data questa situazione, domanda: cosa pensate che succederebbe se si usasse il gettito da privatizzazioni per tagliare le tasse? 

risposta

marcodivice 7/11/2013 - 14:29

Se ho capito le premesse (non si taglia la spesa perchè non è popolare ),beh  il deficit riprenderà a salire con le ovvie conseguenze del caso.

Alla base dell'atteggiamento di chiusura di queste due categorie c'è probabilmente un falso senso di sicurezza: "per quanto male possa andare l'economia il mio salario/pensione pubblica non corre pericoli e continuerà ad essere pagato regolarmente; questi sono problemi che riguardano gli imprenditori, i lavoratori autonomi e tutt'al più i lavoratori delle aziende private. Io sono al sicuro". Questo è vero nella maggior parte dei casi, ma si può verificare che lo Stato non abbia più semplicemente i mezzi per continuare a pagare stipendi e pensioni e sia costretto a ridurli bruscamente e unilaterlmente, come ad esempio è successo in Grecia. Bisognerebbe trovere il modo di spiegare che l'usbergo dei "diritti acquisiti" resiste ad una tempesta, ma non ad uno tsunami. La situazione mi ricorda un po' l'Europa del '700: i nobili francesi si rifiutarono di pagare qualsivoglia tassa, basandosi su diritti acquisiti da oltre mille anni, mentre i nobili inglesi abbozzarono. In seguito i secondi si trovarono meglio dei primi.

ho qualche problema con la "time inconsistency", sia di comprensione che anche di pronuncia.

in sostituzione,"passata la festa, gabbato lo santo" potrebbe andare? almeno nella conversazione spiccia.