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Le due o tre cose concrete del documento congressuale di Renzi

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Il problema della proposta di Alberto e Natale è, ovviamente, time inconsistency. Se ci fosse un modo di rendere "automatico" un credibile piano di tagli, allora sarebbe il first best. Peraltro, concordo con Giovanni che sotto la condizione della credibilità i mercati (e l'Europa) accetterebbero ragionevoli sforamenti del 3%. Il problema è che, sotto perenne instabilità politica e col rischio di elezioni ogni 2 mesi, la credibilità è sotto terra, quindi nessuno scommette che se ti impegni a fare un taglio tra 2 mesi (non dico tra 1 anno) lo farai davvero. Il senso di Cottarelli (o del commissariamento da parte della Troika, opzione alla quale sono sempre più favorevole) è appunto quello di assegnare credibilità quanto meno alla coerenza interna di un qualunque piano di tagli. Certo che, in assenza di un preciso input politico, Cottarelli finisce per fare la foglia di fico, come l'hanno fatto Bondi e Giarda prima di lui.

beh..

sandro brusco 6/11/2013 - 21:14

se i tagli alle tasse li fai solo dopo che hai venduto e incassato, il problema di time inconsistency un po' si allevia. Resta il problema degli incentivi a far le riforme, ma le privatizzazioni un po' sono una riforma per se, e poi se non is riescono a fare mentre si tagliano le tasse probabilmente possiamo dimenticarcele (finché arriva la troika). La parola da cui rifuggire come la peste invece è ''cartolarizzazione'':  che si traduce come incassare i proventi di privatizzazioni future che poi non si faranno.  

E' il problema.  vediamo di essere realisti: gli italiani, collettivamente, stanno accettando un livello di tassazione altissimo pur di non tagliare la spesa.  I dipendenti pubblici e pensionati hanno un ovvio interesse. Non so perchè gli altri lo facciano - per ignoranza, per conservatorismo, per legami personali (tutti hanno un parente dipendente o pensionato). Comunque, è un fatto. E pur con un incentivo così forte, non esiste una corrente di opinione favorevole al taglio della spesa, anche se molti demagoghi parlano di taglio della tasse senza tagli di spesa (o con tagli di spesa non credibili).  Se esistesse, FARE avrebbe avuto un ben altro risultato elettorale. Data questa situazione, domanda: cosa pensate che succederebbe se si usasse il gettito da privatizzazioni per tagliare le tasse? 

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marcodivice 7/11/2013 - 13:29

Se ho capito le premesse (non si taglia la spesa perchè non è popolare ),beh  il deficit riprenderà a salire con le ovvie conseguenze del caso.

Alla base dell'atteggiamento di chiusura di queste due categorie c'è probabilmente un falso senso di sicurezza: "per quanto male possa andare l'economia il mio salario/pensione pubblica non corre pericoli e continuerà ad essere pagato regolarmente; questi sono problemi che riguardano gli imprenditori, i lavoratori autonomi e tutt'al più i lavoratori delle aziende private. Io sono al sicuro". Questo è vero nella maggior parte dei casi, ma si può verificare che lo Stato non abbia più semplicemente i mezzi per continuare a pagare stipendi e pensioni e sia costretto a ridurli bruscamente e unilaterlmente, come ad esempio è successo in Grecia. Bisognerebbe trovere il modo di spiegare che l'usbergo dei "diritti acquisiti" resiste ad una tempesta, ma non ad uno tsunami. La situazione mi ricorda un po' l'Europa del '700: i nobili francesi si rifiutarono di pagare qualsivoglia tassa, basandosi su diritti acquisiti da oltre mille anni, mentre i nobili inglesi abbozzarono. In seguito i secondi si trovarono meglio dei primi.

ho qualche problema con la "time inconsistency", sia di comprensione che anche di pronuncia.

in sostituzione,"passata la festa, gabbato lo santo" potrebbe andare? almeno nella conversazione spiccia.