Titolo

L'Eni e la finanza

2 commenti (espandi tutti)

Always blame the coauthor, è il mio motto :-)

Guido, in realtà siamo assolutamente d'accordo con te su entrambi i punti. Il dividend yield è ovviamente solo una parte della storia. In una versione iniziale avevamo pure messo il grafico del prezzo dell'azione, ma poi lo abbiamo tolto perché il pezzo diventava troppo lungo. Eccolo qua.

È chiaro che chi investe in Eni non si prende solo il rischio sul dividendo.  Ci siamo concentrati su quello per rispondere alle posizioni apparse sulla stampa e nella blogosfera, che proprio al dividend yield (lordo) guardavano.  Quello che dici tu lo abbiamo detto nella parte sulla durata dell'investimento, ma ci rendiamo conto che siamo stati troppo obliqui e poco chiari. Comunque, il punto principale che volevamo fare è che non si compara il rendimento medio di attività con rischio diverso suggerendo di comprare quelle con rendimento più alto. Poi, in più, il dividend yield è una misura lacunosa del rendimento ma quello ci pareva un punto minore.

Siamo anche perfettamente d'accordo sul fatto che è sbagliato massimizzare il valore degli assets pubblici mediante monopolizzazione, per poi magari vendere a prezzi più alti (in parte questo è stato fatto con Alitalia e la monopolizzazione di Milano-Roma, anche se ''prezzi più alti'' qua va letto con ''perdite più basse''). Per esempio, sarebbe assurdo privatizzare Trenitalia senza prima fare un grosso sforzo di liberalizzazione del trasporto ferroviario.

Vabbe', pero' e' vero che a me la bestialita' pare sia comparare rendimenti - se poi si sbaglia anche la misura del rendimento e' una aggravante, ma di minor conto.