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L'Eni e la finanza

6 commenti (espandi tutti)

Ci voleva, grasie fioi.

Non aggiungo altro perche', come anche alcuni commenti di nuovo provano, sono desolato dall'incapacita' nazionale di stare zitti e studiare/capire prima di parlare.

Un fenomeno sempre piu' diffuso e sempre piu' grave. Tutti straparlano di tutto facendo finta di sapere, invece non sanno una beata minchia. Questo paese declina chiacchierando, drogato dall'arrogante prosopopea frutto di quella che io chiamavo la "sindrome del classico" quando ancora scrivevo su questo blog.

Dopo un anno e mezzo che giro l'Italia come un pazzo mi cadono sempre di piu' le braccia. Sembra irrecuperabile, davvero. 

P.S. Mi segnalano che, a seguito del fatto che ho messo un link a questo articolo su Twitter e FB un paio d'ore fa, si e' gia' scatenata (nel pieno della notte italiana: ma non hanno una vita?) la solita ridda di messaggi da parte dei seguaci dei vari "professori televisivi" con cui sia Alberto che io abbiamo perso tempo in passato. Non ho voglia di riprodurli ma vanno letti, vanno letti perche' hanno dell'incredibile. Il piu' ridicolo (che da' la stura ad una sequenza infinita di imbecillita' ancor peggiori) e' questo

 

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. scusate eh, ma uno che scrive quest'idiozia qui non dovrebbe insegnare in un asilo, altro che NYU

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Direte voi, embeh? Appunto, embeh?

Ora, se ben capisco leggendo i commenti demenziali (https://twitter.com/borghi_claudio/status/404766202892800000/photo/1) che accompagnano questo capolavoro di frustrazione ed ignoranza,  il problema di costui e' che  il concetto di "vita media delle azioni" gli risulta alieno. Nel suo improbabile mondo le azioni durano sempre per sempre ...

Inferisco che questo sia il "pensiero" del nostro perche', per esempio, uno dei sodali piu' regolari posta

 

1h

state buoni che sto cercando la data di scadenza sulle mie azioni, come quella dello yogurt

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Capite?  Ed alcuni di costoro insegnano (come ad-junk, vero, ma insegnano) nelle universita' italiane ... produzione d'arrogante ignoranza a mezzo d'arrogante ignoranza. 

Purtroppo questi personaggi diffondono un verbo populista e sempliciotto che facilmente trova consensi presso un pubblico ignorante e acritico. Quale il motivo delle loro posizioni? Ignoranza? Presunzione? Intenti politici? Vendere libri? Essere adulati? L'unica cosa di cui sono certo è che in un paese con un sistema-informazione adeguato non troverebbero spazio sui media e non verrebbero sicuramente qualificati impropriamente "economisti". Ma in un paese come questo purtroppo succede, e per la gente è più facile seguire un semplice ragionamento sbagliato che promette miracoli che un'amara, analitica verità che comunica il prezzo da pagare per far tornare sano il paese...

Mah devi dargli un po' di credito. Ho speso una mezzoretta a cercare di punzolarlo per  vedere se ci scriveva un'argomentazione seria della sua posizione che non richiedesse di andare in cerca di 250 tweets e controtweets. Ma no, insiste con i tweets. Ed il bello e' che  alla fine una posizione "seria", per quanto discutibile, ce l'avrebbe: ritiene l'ENI di interesse "strategico", per cui non si puo' proprio vendere, o quantomeno perdere il controllo. Fine della fiera. Non e' ne' populista ne' sempliciotto, e neanche disonesto. Disonesti sono i metodi, perche' disinformano i lettori meno esperti. 

Ma invece di argomentarlo seriamente, questo interesse strategico, preferisce denigrare chiunque la pensi diveramente. Nota che B&B potrebbero anche essere d'accordo su questo principio (non lo so, quindi il dubbio esiste). E invece si mette a creare confusione, estrapolare frasi fuori del contesto per mettere in cattiva luce gli interlocutori, con una rapidita' e abilita' indubbiamente notevoli. Ed il seguito ce l'ha, la strategia e' accattivante e davvero puo' solo funzionare su twitter. Persino su facebook non funzionerebbe. 

Invitato piu' volte a discutere del merito del post (ha senso confrontare dividend yield con bond returns per giudicare la convenienza di una privatizzazione?) ha sempre svicolato. Chi vuole capire capira', che ti devo dire. 

Borghi si rifiuta di postare su nfa la sua risposta, ma mi invita a postarla visto che l'ha scritta organicamente altrove.

Mi permetto di replicare, aggiungendo che ognuno puo' leggere come vuole quanto linkato, io ancora non trovo una risposta alla domanda del post, che, ripeto, era piu' o meno "ha senso confrontare dividend yield con bond returns per giudicare la convenienza di una privatizzazione?". Trattasi di domanda teorica, con una risposta precisa, indipendente dalla convenienza di privatizzare o meno in casi particolari secondo ALTRI, piu' coerenti, criteri.

Invece di ammettere l'ovvia risposta, continua a criticare l'interlocutore con affermazioni che, nel migliore dei casi, potrebbero motivare l'inopportunita' di dismettere le azioni ENI, ma spesso finiscono per dimostrare una notevole confusione da parte del commentatore. Un discorso simile andrebbe fatto secondo la risposta piu' organica di Phastidio linkata sotto. Io non ho tempo e lascio spazio agli autori per una eventuale controreplica.


Ho scorso per pochi minuti il twitter feed di questo Borghi, peraltro a me sconosciuto prima che ci litigasse Alberto... produce tweets a raffica, o ha una schiera di assistenti o non so proprio dove trovi il tempo di fare altro. Peraltro, nessuno dei suoi messaggi ha un minimo di argomentazione. Uno skill davvero speciale, il suo. Davvero un fenomeno sociologico. 

Inutili

Andrea Grenti 25/11/2013 - 19:07

Inutile perdere tempo con questi soggetti. Probabilmente non sono in malafede e sono davvero convinti delle loro idee. Se esistono ancora seguaci del marxismo, vuoi che non ci siano costoro?

Sui vari giornali e blog scrivono liberamente personaggi come Barnard, Chiesa, Saba, Tremonti, Brunetta, quindi è normale che possano esserci simili buffoni. Tal Guerani mi pare che un tempo commentasse qui, ma forse è stato smentito troppe volte per tornare...