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L'Eni e la finanza

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A mio avviso non è corretto affermare che rendimenti azionari e rendimenti obbligazionari non possono essere confrontati. Semmai si dovrebbe affermare che il confornto deve essere effettuato tenuto conto della diversa rischiosità, computando quindi un premio per il rischio che potrebbe spiegare, in tutto o in parte, il differnziale. Un'altra inesattezza consiste nell'aver del tutto ignorato la natura nominale del tasso di interesse pagato sul debito pubblico e quella reale del dividendo pagato da un titolo azionario.

Per fare gli splendidi contro i presunti sempliciotti che criticano la vendita di ENI, quindi, si potevano trovare argomenti anche più forti di quelli utilizzati, ma questa volta non vedo prorpio perché prendersela con chi, in fondo, ci sta dicendo una cosa sensata: perché vendere attività che offrono un reddito non disprezzabile, quando esiste un immenso patrimonio pubblico (soprattutto immobiliare) che non rende assolutamente niente e relativamente al quale, quindi, la parola svendita verrebbe sempre e comunque usata a sproposito?