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L'Eni e la finanza

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Il ns. Andrea Grenti, dunque, è un neo-liberista - ovviamente "selvaggio" - che dovrebbe essere spaventato e civilizzato dell'avvento di Ms. Yellen alla Fed. Poi, magari, scaduto Obama, un presidente repubblicano la sostituisce e tutto cambia ... Facili battute a parte, mi permetto di osservare che l'ipotesi dei mercati efficienti ha fruttato a E. Fama il premio "Nobel" e forse questa scelta le attribuisce una certa dignità, Le piaccia o meno. La crisi del 2008 forse ha un'origine un po' più complessa di quella da Lei ipotizzata, riconducibile - almeno in parte - alla scelta "politica" di favorire il credito all'acquisto di immobili, senza la quale nessun greedy banker avrebbe disseminato pacchetti di MBA ecc.

Quanto alla regolazione dei mercati finanziari: Le piaccia o no, fino ai primi anni '90 l'UE non se ne è occupata. In Italia sia andava avanti con le vecchie leggi sulla borsa ed alcuni interventi normativi parziali risalenti agli anni compresi tra il 1970 e il 1984 (se ben ricordo): poi, il 2 gennaio 1991, fu promulgata una prima legge di ampia portata sul mercato finanziario. L'anno successivo fu emanata la Investment Services Directive  intesa ad armonizzare la disciplina dei servizi finanziari e porre le basi normative per il  mercato unico nel settore (direttiva trasposta in Italia nel 1995); da allora in poi, la regolazione del mercato finanziario nell'UE è andata progressivamente crescendo: nel 2003 la Market Abuse Directive, recepita in Italia nel 2005; nel 2004 la Markets in Financial Investments Directive di primo livello, seguita da provvedimenti di secondo livello e trasposta in Italia nel 2007;negli anni immediatamente successivi le direttive sul prospetto e sulla trasparenza, poi aggiornate; negli ultimi anni il regolamento EMIR  riguardante i mercati dei derivati ed altre direttive sui fondi comuni e gli altri organismi collettivi d'investimento.

La regolamentazione dei mercati finanziari, nell'UE, è estesa, massiccia e pervasiva: è neo-liberista, come Lei crede? A mio avviso, lo è solo se si crede che il compito del legislatore europeo fosse quello di dirigere i mercati finanziari in vista di obiettivi "politici" e che, di conseguenza, si dovesse negare qualsiasi autonomia organizzativa e gestionale alle imprese d'investimento, trasformandole in qualcosa di molto simile alle utilities. Questo non è avvenuto: ma l'attribuzione di penetranti compiti di vigilanza ad autorità di settore - comunitarie e nazionali - smentisce l'idea che le imprese d'investimento operino senza vincoli e senza controlli.  Consideri anche l'orientamento investors friendly delle corti italiche, felici di condannare le imprese d'investimento a restituzioni e risarcimenti anche in maniera alquanto fantasiosa, poi mediti su quanto da Lei sostenuto.