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Valutazione nella scuola: davvero il governo vuole smontare l'INVALSI?

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La questione purtroppo è questa. Le rilevazioni PISA prima, ma anche TIMS, PIRLS e poi INVALSI hanno introdotto nella scuola italiana, ferma come sistema, per organizzazione e modalità di funzionamento all'800 (come tanti altri sistemi educativi, es. Francia) una novità fondamentale data dalla possibilità di affrontare con metodo scientifico il problema della valutazione dell'efficacia (e quindi dell'efficienza in relazione ai costi) del sistema educativo. Valutazione che dovrebbe avere il preciso scopo di sperimentare e controllare gli interventi necessari per migliorare significativamente la quantità e la qualità del servizio scolastico offerto alla popolazione. Questa possibilità proviene dall'applicazione ai sistemi educativi di teorie e competenze elaborate dalla scienza economica. L'INVALSI ha raggiunto l'ottimo livello attuale grazie all'opera di Pietro Cipollone, che ha sostituito alla guida dell'istituto di Frascati proprio Benedetto Vertecchi (inizio 2000) e negli ultimi anni grazie a Paolo Sestito. Entrambi economisti di provenienza Banca d'Italia, sotto la cui direzione l'istituto ha raggiunto gli attuali standard.

Gli esperti nominati provengono invece da una cultura tutta pedagogica che per motivi culturali, politici, e anche di età non è assolutamente compatibile con gli indirizzi attuali della ricerca sulla valutazione a livello internazionale.

 Per quanto riguarda la questione della Finlandia e della matematica, faccio osservare che in Finlandia non si insegna più la matematica in modo tradizionale, forse non si insegna più la matematica come tale, ma questo è avvenuto molto prima che uscisse fuori PISA, la riforma risale alla fine degli anni '80 e quindi la dietrologia che si siano messi a insegnarla in quel modo per far bella figura, lascia il tempo che trova.

Oggi la ricerca internazionale a livello di sistemi educativi non prescinde assolutamente dagli assessment che vengono effettuati a tutti i livelli. Per avere un'idea di come possa essere proficuamente utilizzata la ricerca di questo tipo consiglio le opere di Andy Hargraves e in particolare The global fourth way: the quest for educational excellence.

La ringrazio per avermi finalmente spiegato il senso dell'intervento di Andrea Ichino. Apprendo da lei che a partire dal 2000 l'Istituto Nazionale per la Valutazione del Sistema di Istruzione non è più diretto da pedagogisti ma da economisti e il Prof. Ichino, che è un economista teme che le nomine ministeriali facciano tornare la direzione dello INALSI nelle mani di pedagogisti. Sarebbe stato meglio se queste informazioni fossero state incluse nell'articolo di Ichino sul Corriere, magari con una breve argomentazione sul perché si ritiene che gli economisti siano meglio in grado di dirigere lo INVALSI. Io ne so troppo poco per avere una opinione precisa, a occhio e croce direi che la competenza principale che dovrebbe avere chi dirige lo INVALSI è la statistica, o, direi, la sensibilità statistica. I test standardizzati richiedono analisi statistiche al tempo stesso estremamente caute e molto raffinate, ad esempio nell'uso dei cosiddetti "Value added models". Ma ripeto, io sono ignorante e conosco i test solo per sentito dire. Se il senso dell'articolo di Ichino mi fosse stato chiaro fin dall'inizio non sarei certo intervenuto in questa discussione.

Ma dai, non è così. Il concetto di value added è stato introdotto da pedagogisti innanzitutto, gli economisti hanno poi il vizio di colonizzare le altre scienze sociali, ma se guardi le references dei rapporti ocse, la stragrande maggioranza dei riferimenti e degli studi sono poi pubblicati su riviste di pedagogia. 

Per esempio, a pag. 259 del seguente documento (che descrive cosa viene testato e la procedura) c'è l'elenco degli esperti consultati: Pisa 2012 assessment and analytical framework 

Io non trovo nessun economista, tranne che nella sezione "financial literacy", una sezione specifica testata nel 2012. 

Qui la battaglia non è fra economisti e non-economisti; è fra chi vuole provare a misurare e valutare i risultati, e chi vuole completo arbitrio.