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Valutazione nella scuola: davvero il governo vuole smontare l'INVALSI?

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Rispondo dall'alto della mia competenza acquistata per sentito dire. Nulla so dei test invalsi, ma i test PISA non costituiscono certamente certamente l'unico possibile modo di valutare le competenze matematiche, all'impostazione di questi test, che privilegia l'uso della matematica per risolvere problemi pratici si è arrivati dopo molte discussioni, prendendo in esame altre alternatie. Uno degli argomenti a favore di questa impostazione è che ben si adatta ad una valutazione di giovani della stessa età che appartenendo a stati diversi hanno seguito programmi di matematica diversi. Certamente è possibile disegnare test a risposta multipla che verifichino conoscenze anche molto teoriche (ricordo un test a risposta multipla per l'insegnamento di Analisi Reale preparato dal prof. Ambrose allo MIT ). E' ovvio che l'adozione di un certo tipo di verifica dà luogo ad un adeguamento dell'insegnamento alle verifiche richieste. Ne segue che se si dà importanza a test che privilegiano gli aspetti pratici della matematica, se ne influenza l'insegnamento. Alcuni matematici (non io) ritengono dannosa l'influenza dei test del tipo PISA nell'insegnamento della matematica. I loro argomenti sono degni di attenzione e non ha senso indicarli come nemici della valutazione. Io, invece, come ho già detto ritengo che un po' di "teaching to the test" nella direzione dei test PISA non farebbe male all'insegnamento della matematica in Italia.

Sono d'accordo con le cautele che rilevi, e anche con la tua ultima affermazione.

Non conosco personalmente le posizioni delle persone criticate da Ichino, noto pero' che esiste da parte di qualcuno una notevole avversione alle valutazioni in quanto tali, con punte che arrivano al boicottaggio delle prove stesse. Spetterebbe ad Ichino (ed agli interessati) chiarire, purtroppo il prof. ci informa che essendo impegnato su molti fronti non riuscira' a seguire il dibattito sui commenti.