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Valutazione nella scuola: davvero il governo vuole smontare l'INVALSI?

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Succede(va) questo (in un tempo imprecisato ed in un luogo imprecisato).
C'è un'azienda estera in cerca di un Ingegnere informatico, con conoscenze di VAX e linguaggio Fortan. Serve per un importante contratto internazionale, vinto, e che ora bisogna onorare facendo le cose previste nel capitolato.  Tempo un anno.  Se non si riesce non solo si perde il guadagno, ma le penali previste (che sono pari per importo al contratto stesso) possono far fallire l'azienda. Come a dire : se non guadagnamo un milione ed abbiamo penali per un milione (cifre a caso) qui si chiude e si va a casa tutti.

Si presenta uno che non è ING, non conosce il VAX e non ha mai programmato in Fortan. E lo dice. Naturalmente conosce altri computer ed altri linguaggi.  Ma c'è un test da superare, preparato dal selezionatore dell'azienda. Una decina di domande, da fare in un paio di ore. Tanto vale farglieli fare, visto che si è presentato. Dopo un'ora il candidato ha finito. Tutte le risposte sono OK ma la sorpresa è che gli altri candidati (ING che conoscevano VAX e linguaggio Fortran) non hanno mai superato il test.  Lui è il primo, anche se non è Ingegnere. Non è nemmeno laureato e non ha mai visto quei test prima. Solo che in passato ha risolto problemi simili (un po' come saper rovesciare quel triangolo per capire come risolverlo).

Chiaro che per l'azienda il rischio è grande. Rischia di fallire se il progetto non viene eseguito a dovere nei tempo previsti. L'azienda si fida del test. Il progetto viene svolto in tempo. La storia è di successo ma la domanda è: il test (anche se non lo conoscete) secondo voi era valido oppure è stata solo una questione di fortuna (dell'azienda e del "non Ing. che è stato assunto)? 

 

Dipende

Andrea Grenti 12/12/2013 - 20:03

Dipende. Se il test era inerente su particolari conoscenze di VAX e Fortran, sembra quasi incredibile che colui che non li conosceva lo abbia superato; a meno che altre conoscenze da lui apprese in passato fossero molto simili a quelle richieste dal test e dall'azienda. Oppure il test non riguardava specificatamente nozioni o problemi di VAX e Fortran. In qualche caso forse anche fortuna.

No, il test era in generale sulla capacità di sviluppare algoritmi, dai piu' semplici ai piu' complessi. La mia perplessità pero' riguarda chi aveva i titoli (sulla carta) ma non ha superato il test. Troppi, secondo me. Ma non essendo stato assunti, non c'è la prova che fossero realmente indatti. Chi è stato assunto comunque non solo ha superato il test ma ha portato il progetto a compimento. Anedottico, ovviamente, ma prescinde dal fatto di essersi o meno allenato sui test.

La cosa non mi stupisce, in 35 anni di attività lavorativa ho sempre visto che chi ha esperienza lavorativa, buone capacità e competenze di base non ha mai molti problemi a specializzarsi velocemente in campi simili al suo, mentre lo specialista inesperto è come un bambino alla guida di una ferrari.

A volte

Andrea Grenti 12/12/2013 - 22:49

A volte possono essere capacità innate, altre come scrive Pietro Puricelli.
L'università è importante per una formazione teorica e poco pratica del lavoro in generale che si potrà andare a svolgere. Tuttavia, le mansioni e le abilità all'interno di un campo sono ampie, e quindi l'esperienza e l'aumento delle proprie capacità si acquisisce col tempo sul lavoro. Ma non è detto che sia sempre così, ognuno ha limiti differenti di apprendimento. 

bell'aneddoto

roccog 13/12/2013 - 12:32

Ma non si sposa. L'università è macchinosa, e ci sono regolamenti. Se il regolamento dice che devi avere fatto un RTD-B per diventare associato a patto che tu sia abilitato, ha senso assumere un non abilitato come RTD-B, un non abilitato di 46 anni... tra l'altro... sono 160k€ buttati al vento o alle ortiche, vedete voi.