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Buon anno a Papa Francesco

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Prima che la politica venisse adottata la struttura demografica della cina era, come in molti paesi in via di sviluppo, "a piramide": molti bambini e giovani, un po meno di adulti, pochi anziani. Restringendo la natalità la struttura è andata gradualmente assumendo una forma "ad anfora", pochi bambini , molti adulti, ancora pochi anziani. Contemporaneamente la Cina ha registrato uno sviluppo economico tumultuoso: la correlazione temporale indica un nesso causale (post hoc, ergo propter hoc)? Io direi di si: la "pancia" dell'anfora coincide con la popolazione 15-64 anni, cioè quelli in età da lavoro; in altre parole la politica del figlio unico ha massimizzato la percentuale della popolazione produttiva sulla popolazione totale. Da notare che in valore assoluto la popolazione cinese ha continuato a crescere in tutti questi anni. In pratica questo ha significato una disponibilità praticamente illimitata di lavoratori giovani, contestualmente anche le donne, alleggerite dagli impegni familiari sono entrate nel mercato del lavoro; a me sembra che questo sia stato un fattore determinante nello sviluppo; mi sbaglio? Ci sono analisi un po' più serie in circolazione? Il protrarsi di questa politica ha comportato il graduale spostarsi verso l'alto della "pancia" dell'anfora; oggi c'è ancora una grande disponibilità di lavoratori maturi, mentre i giovani stanno diventano "choosy", domani avremo una grande abbondanza di pensionati. Mi aspetterei nei prossimi anni-decenni un deciso rallentamento dello sviluppo, unito ad un forte aumento dei costi di produzione; vedremo.

In generale mi piacerebbe sapere se la teoria economica ha studiato le interazioni fra dinamiche demografiche e sviluppo economico, inteso come incremento del PIL pro-capite, e se uno sviluppo vigoroso è più frequente con popolazioni in crescita rapida, in crescita lenta ovvero stabili o in declino. A prima vista direci che una crescita rapida potrebbe rappresentare un ostacolo, specilamente se il paese è già densamente popolato?

Bisognerebbe chiedere a qualcuno veramente esperto. Io ho parenti che lavoravano in Cina che mi raccontavano che era una mezza farsa, sostenevano che nelle zone rurali continuassero a fare i figli che volevano mentre nelle città "ungendo" le persone giuste i ricchi potevano aggirare la norma. L'attendibilità di questi parenti è però relativa (per quello dico che bisognerebbe chiedere ad uno veramente esperto). Relativa in quanto sanno che trovo quella legge scandalosa e, essendo loro dei "Cino-fili", sospetto abbiano cercato di rendermi il quadro più piacevole per difendere la Cina che tanto ammirano.

Io non sono veramente esperto, pero' con i miei studenti cinesi abbiamo parlato della politica del figlio unico in Cina.

In generale, la regola e' che le famiglie possono avere solo un figlio. Se ne mettono al mondo un altro, devono pagare una multa (sostanziosa, ma non so quanto di preciso).

Se due figli unici si sposano, possono avere due figli senza incorrere nella multa.

 

Poi c'e' tutta una serie di eccezioni.

Nelle aree rurali, se il primo figlio e' una femmina, oppure nasce con delle disabilita' o altri problemi, i genitori possono avere un altro figlio. Se nasce un'altra femmina, non possono fare altri tentativi.

Le minoranze, quindi tutte le etnie che non sono Han, non sono soggette alla politica del figlio unico. In questo modo, le comunita' possono trasmettere la propria cultura (lingua, costumi, cucina, ecc...) e non rischiano di estinguersi. Queste minoranze (mongoli, tibetani, manchu, ecc...) sono cresciute negli ultimi decenni. Se ho ben capito, anche per loro esiste un tetto al numero di figli, 3 o 4, non di piu'.

L'appartenenza a una minoranza viene dichiarata all'anagrafe quando il bambino nasce. Quindi se un neonato ha la nonna Zhuang (minoranza) e gli altri 3 nonni Han (maggioranza), i genitori possono far presente le ascendenze Zhuang, dire che il bambino e' Zhuang e avere un altro figlio. Poi il bambino cresce, mangia e si veste come tutti gli altri bambini Han.

Esistono altre eccezioni riconosciute a unita' amministrative che godono di una particolare autonomia, con il consenso del governo centrale.

Questo al netto di controlli meno stretti (di solito nelle zone meno densamente popolate), corruzione o altri modi per eludere la legge, come andare a partorire a Hong Kong, cosi' il nuovo nato e' cittadino di HK e non della Repubblica Popolare (a quanto pare si puo' fare, se te lo puoi permettere).

Non ho sentito particolari critiche a questa politica dal punto di vista delle limitazioni nelle liberta' della coppia, perche' poi, come in tutto il mondo, il problema principale e' quello di mandare avanti la famiglia e dare al figlio il miglior futuro possibile (farlo studiare nelle migliori universita', ecc...). I giovani vedono con preoccupazione il fatto che un bel giorno dovranno provvedere a genitori e nonni. La societa' considera un dovere che un figlio contribuisca, non solo economicamente, al benessere dei genitori.

 

Con i cambiamenti introdotti di recente, il limite di un figlio per coppia rimane se sia lui che lei hanno un fratello/sorella. Se uno dei due e' figlio unico, possono avere due figli.