Titolo

Cambiamento climatico: un aggiornamento

3 commenti (espandi tutti)

97%

broncobilly 8/7/2014 - 10:37

Da profano devo ammettere che il passaggio più impressionante dell’ articolo è il seguente:

“… Va notato che i numeri parlano di un consenso del 97% tra gli scienziati…”

Ma da dove esce quel 97%?

Chi ha poco tempo da dedicare all' argomento si concentra sulla verifica di questa informazione. Fortunatamente in nota c’ è anche un riferimento "- J Cook et al. “Quantifying the consensus on anthropogenic global warming in the scientific literature -

Ho trovato studi critici del “Cook et al.”. Per esempio il “Legate et al.: Climate Consensus and ‘Misinformation’: A Rejoinder toAgnotology, Scientific Consensus, and the Teaching and Learning of Climate Change” -

Cook però ha replicato per le rime alle critiche ( http://www.skepticalscience.com/docs/Bedford_2013_agnotology.pdf) e nella risposta di cui al link afferma espicitamente:

… "Cook et al. (2013) found that over 97% endorsed the view that the Earth is warming up and human emissions of greenhouse gases are the MAIN cause."

Ed ecco quindi che il 97% fa la sua apparizione. Siccome è importante sapere se gli scienziati considerano l' attività umana "tra le cause" o "la causa primaria" del GW, la precisazione di Cook ("... l' uomo è la causa PRINCIPALE...") appare preziosa.

A questo punto al profano non resta che verificare i dati del paper originale.

In una tavola i vari studi venivano classificati sulla base degli abstract in tre categorie. La Categoria 1 “… explicitly states that humans are the primary cause of recent global warming."), la Categoria 2 “… Explicitly states humans are causing global warming” e la Categoria 3 “… implicit endorsement…”. Si prosegue poi con le categorie via via più “scettiche”.

In parole povere, solo gli studi della Categoria 1 affermano in modo esplicito che “… human emissions of greenhouse gases are the MAIN cause."

Purtroppo Cook costruisce la sua percentuale (97%) sommando tutte e tre le categorie, come se tutte e tre considerassero l’ uomo “the main causes”, ma solo la prima categoria di abstract parla del fattore umano in questi termini (“primary causes…”). Si noti inoltre  che gli studi appartenenti alla Categoria 1 sono circa l’ 1-2% degli studi analizzati.  

 

Purtroppo la verifica al momento mi porta a concludere che il consenso tra gli scienziati è stato riportato in modo a dir poco impreciso dall’ autore (“ … over 97% endorsed the view that the Earth is warming up and human emissions of greenhouse gases are the main cause…”). Speriamo che le altre conclusioni siano più accurate.

Questo modo di ragionare sul clima, molto diffuso, è in realtà completamente fuorviante.

Per il nostro futuro non è di alcuna importanza sapere se è l’uomo o meno che sta determinando l’aumento di CO2 (anche se è quello che dicono praticamente tutti i modelli). Le domande sono altre: 1) l’aumento di gas serra è anomalo? 2) rispetto a che cosa è anomalo? 3) l’uomo può intervenire? 4) ha senso intervenire (e come ) sul clima? Nei miei interventi precedenti ho cercato di rispondere. L’aggiornamento è ora che il livello di CO2 ha superato le 400 parti per milione (ppm), e, come ci dicono i ghiacci antartici e i reperti fossili, non è mai stato così alto da ben 4 milioni di anni (Pliocene). Allora le temperature erano di 5 gradi più alte e le acque erano più alte di circa 20 metri, e oggi sommergerebbero circa ¼ della popolazione mondiale.

Come ho detto più volte, la curva fondamentale (sperimentale) è questa. I massimi (10 mila anni di caldo) e minimi (90 mila anni di freddo) prima del picco anomalo di CO2 degli ultimi 50 anni si riferiscono alle ere glaciali. Stando a questi dati dovremmo essere all’inizio di un’era glaciale, quando la CO2 è troppo poca, le temperature più basse di 4-7 gradi e i ghiacci invadono, con croste alte molte centinaia di metri, fino a metà degli USA e tutte le nostre valli alpine, ora densamente popolate. Da questi dati risulta inequivocabilmente che l’uomo ha sviluppato la civiltà in un periodo caldo interglaciale, molto raro ed unico. Un periodo glaciale, per quanto naturale, non farebbe nulla al pianeta, ma sarebbe catastrofico per la nostra civiltà. La società umana, come la conosciamo, è incompatibile con i cicli naturali del pianeta.

L’uomo, per il suo benessere, dovrà imparare ad alterare i cicli naturali climatici.

Veniamo in dettaglio alla CO2. I dati ci dicono che il Pianeta emette naturalmente ogni anno circa 770 GTon (Gigatonnellate) di CO2 e ne assorbe poco di più, circa 790. Il pianeta sembrerebbe quindi andare verso una nuova era glaciale, come previsto dai cicli naturali. Qui entra in scena l’uomo, che emette poca CO2, ma sufficiente ad alterare questo delicato meccanismo. L’uomo emette solo 30 Gton all’anno! Il bilancio totale è quindi un incremnento di 10 Gton all’anno, che è esattamente quello che si misura. Quindi, indipendentemente dalle cause, la domanda è questa: le 10 GTon/anno misurate, ci fanno correre dei rischi? La risposta è sì, come ci dicono i dati del Pliocene e tutti i modelli. Quale sarebbe il livello ottimale di CO2 che dovremmo emettere per stabilizzare il clima terrestre? Circa 20 GTon/anno, cioè dovremmo ridurre di 1/3 le nostre emissioni. Questo indipendentemente dalle cause dell’aumento osservato, ci dice che l’uomo è in grado di stabilizzare il Pianeta, ed evitare sia il Global Warming sia le ere glaciali.

Questa è la conclusione scientifica fondamentale.

L’IPCC propone il modello 450 (detto anche RCP2.6), cioè di stabilizzare la CO2 entro il 2040 a 450 ppm. riducendo di 1/3 le nostre emissioni. Questo obiettivo è  stato recentemente recepito dagli USA, ed è da tempo nei piani della UE. Purtroppo, il resto del mondo, soprattutto i paesi non OCSE, sembra ignorare il problema.

grazie dell'approfondimento.