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Cambiamento climatico: un aggiornamento

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Cavalcando il paragone con le sigarette, mi azzardo ad una previsione: piu' persone smetteranno di fumare grazie all'avvento di e-cigarettes che non con le campagne di terrore o con l'aumento delle tasse sulle sigarette. In sostanza, l'alternativa tecnologica risolve sempre meglio il problema della persuasione sociale o l'imposta dissuasiva. 

E infatti, visto in quest'ottica, non capisco l'ostilita' verso le politiche che favoriscono l'uso e la ricerca delle energie rinnovabili. Semplicemente mettendo carbon tax non si va da nessuna parte: bisogna fornire un'alternativa.

ostilità?

energisauro 14/1/2014 - 23:27

Giorgio, sono d’accordo con te, sarà la tecnologia vincente (rinnovabile si spera) a cambiare il trend. Non sono d’accordo però quando dici che oggi “ci si oppone all’uso o alla ricerca delle rinnovabili”. La ricerca è attiva ed in fermento in tutto il mondo per trovare nuove soluzioni… il problema semmai è in Italia, ma, come sai, riguarda la ricerca in generale (spendiamo solo l’1% del PIL contro il 2,5% della Germania). Sull’uso non si oppone nessuno; ci sono però evidenti problemi di costo e di intermittenza (ti invito a vedere post specifici sul blog de iMille su cui scrivo o sul mio blog (http://www.imille.org/2014/01/fonti-rinnovabili-crisi-climatica-globale/ , http://www.energisauro.it/fotovoltaico-esauriti-gli-incentivi-e-ora/)

Non sono d’accordo però quando dici che oggi “ci si oppone all’uso o alla ricerca delle rinnovabili”. La ricerca è attiva ed in fermento in tutto il mondo per trovare nuove soluzioni…

Mi riferivo alla politica conservativa, soprattutto i "fiscal conservative". Quando sentono parlare di verde, vedono rosso - all'estero come in Italia.

Sono uno di quelli che vede rosso quando si parla di verde. Non ho assolutamente alcun problema ai finanziamenti alla ricerca, compresi quelli a centrali sperimentali medio grandi.

Credo invece che stiamo buttando valanghe di soldi in sussidi alla produzione. Per dire un caso limite,tempo fa leggevo che negli USA per produrre un litro di biocarburante con il granturco ne bruciano 0.95 di petrolio. Verissimo che questi stimolano ricerca, soprattutto quella industriale che ha abbattuto i costi e le universita' non sanno fare, ma mi pare un approccio sbagliato: investi nella tecnologia quando esiste, prima meglio investire nella ricerca.

Il problema e' il solito: quando usi sussidi diretti diventa una faccenda politica, e la scienza viene usata come una clava quando fa comodo o ignorata quando non e' cosi'.

Sarebbe molto meglio tassare i produttori in base alle emissioni: poi si arrangiano loro a trovare il modo piu' conveniente per produrre.

Ma questa impostazione non lascia margini discrezionali a politici e burocrati, e non favorisce nessuna lobby immediatamente riconoscibile