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Cambiamento climatico: un aggiornamento

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Vedere un ipotetico Global Warming sotto l'ottica: aumenta il livello del mare? e che c'è di male? metto due mattoni sotto la sdraio e la festa continua! è semplicemente una follia.

Se si verificassero le condizioni elencate nei post precedenti le ripercussioni sarebbero tali da stravolgere completamente il nostro sistema di vita, probabilmente per qualche secolo.

Su quanto i mutamenti climatici abbiano favorito prima ed indebolito poi l'incredibile espansione Vichinga è già stato detto moltissimo, circolano anche tesi (sebbene da comprovare) che vedrebbero in un mutamento climatico uno dei principali fattori dello sfascio dell'Impero Romano.

In ogni caso, parliamo di cambiamenti epocali per interi popoli, non di lievi correzioni dello stile di vita.

Inoltre, per quanto ci è dato sapere in casi analoghi una compensazione socio economica tra  popoli danneggiati e avvantaggiati dal clima non si è mai verificata e non si vede perché oggi dovrebbe essere diverso.

Questo solo per dire che i mutamenti climatici incidono profondamente sullo sviluppo delle civiltà.

Segnalo due libri divulgativi sul rapporto tra clima e sviluppo delle civiltà:

H. H. Lamb – Climate, History and the Modern World

Brian Fagan - The Little Ice Age: How Climate Made History 1300-1850

Quest’ultimo non l’ho letto, ma sembra che l’autore sia specializzato nel tema ed abbia all’attivo diverse pubblicazioni.

Lorenzo i tuoi esempi per esortare a fare qualcosa contro il GW sono proprio quelli alla base del ragionamento di chi non considera il GW un problema: "se c'era ai tempi dei romani, se c'era ai tempi dei vichinghi, allora  è un processo naturale, non dovuto all'uomo e non possiamo farci niente". Se vuoi convincere qualcuno della sua gravità devi puntare sul discorso della repentinità dell'attuale fase di cambiamento, come ha fatto sopra Giorgio nei miei confronti.

Hai ragione Corrado sul fatto che la repentinità del fenomeno attuale sia il fattore di maggior preoccupazione, però anche i mutamenti climatici del passato, per quanto naturali e graduali siano stati, hanno creato degli “sconquassi” nello sviluppo delle civiltà, o meglio hanno determinato il progresso di alcune ed il regresso o l’annientamento di altre.
Proprio in ragione di questo fatto, se si tiene all’attuale civiltà si dovrebbe avere la massima cura nel preservare lo stato climatico nel quale essa si è sviluppata.
Per questo trovo un paradosso, quantomeno concettuale, nelle obiezioni di chi contesta il GW, i quali vorrebbero conservare il sistema attuale ben consci che esso porterà a dei mutamenti.
Conservatorismo rivoluzionario? Bah, mi pare una logica un po’ traballante….
Quanto all’obiezione “dato che è qualcosa di naturale non ci possiamo far niente” risponderei che anche la mia auto subisce un processo “naturale” che la porta a deteriorarsi ed al quale non mi posso opporre. Non per questo vi getto cucchiaiate di sabbia nel motore, la tiro a 80 all’ora in prima o vi carico sopra 15 quintali.
Anzi casomai mi adopero affinché tale deterioramento sia ritardato il più possibile, non certo accelerato.

No, Lorenzo se si parte dal presupposto che l'attuale GW è un fatto naturale allora significherebbe che non c'entra l'inquinamento da CO2. Allora a che pro spendere miliardi (che puoi usare per tante altre cose) per ridurlo? Modificare consolidati sistemi produttivi ecc ecc se tanto il clima cambierà comunque  per l'inclinazione del pianeta (o chessò io) e gli olandesi saranno comunque spacciati (per fortuna hanno tutti il camper :-) ?  In un sistema basato su quel presupposto non c'è contraddizione alcuna. Ovvio sarebbe sempre saggio non inquinare ma un conto è, se la prossima volta che devo rifare gli impianti, li faccio ad impatto zero, un altro è doverli chiudere e sostituire immediatamente. Il sistema crolla solo quando si prova che quel che sta succedendo è causato dall'uomo e l'uomo può ancora impedirlo.

quando anche l'uomo fosse in grado di diminuire il proprio contributo di CO2 fino ad annullarlo il sistema avrebbe una sua variabilità naturale, quindi la nostra missione sarebbe sempre quella di adattarci ai cambiamenti. Certo, tu ipotizzi che la CO2 si possa usare per scaldare alla bisogna, ma a me sembra un'idea un po' troppo ottimistica, per quanto avere idee è pur sempre un esercizio necessario.

E in effetti Rocco la penso proprio così, l’uomo dovrà comunque adattarsi alle variazioni climatiche, come del resto ha sempre fatto. Detto questo, non sposo la tesi “beh ma se è un fenomeno naturale...” perché non vedo la questione in termini assoluti: o tutta colpa dell’uomo o unicamente un processo naturale.
Vedo piuttosto un clima fatto di sue dinamiche naturali, chiamiamole cicli, mutamenti o come vogliamo, e vedo un attività umana che potenzialmente interferisce con questi cicli, peraltro a caso dato che le meccaniche del clima non sembrano ancora del tutto chiare e soprattutto perché le "emissioni umane" non sono una scelta mirata nella speranza di “aggiustare” il clima, ma solo un effetto collaterale di processi produttivi, trasporti ecc, non governati da alcun disegno.
E qui, Corrado, io la contraddizione la colgo, perché se tu vai a mettere qualcosa in un dato sistema, un effetto lo hai, a prescindere dal fatto che sia un effetto positivo, negativo, trascurabile.
Quindi non capisco come si pretenda l’immutabilità del sistema nel momento stesso in cui si interviene su di esso con un agente x qualsiasi.
Perciò davanti alla domanda: Preferisci andare ad intervenire in modo incontrollato in un sistema che con conosci con effetti che potrebbero essere anche dannosi o preferisci cercare alternative che abbiano meno interferenze con detto sistema, opterei per la seconda ipotesi, se non altro per prudenza.
Quello che contesto, ed era lo scopo del mio primo intervento, è quest’idea filosofico-romantica di un mutamento climatico come bilancia universale che leva terra al ricco e opulento olandese e trasforma la Mauritania in un roseto sconfinato. Può essere, per carità, ma può essere pure che l’Olanda diventi il paese delle palafitte a vento e la Mauritania ancora più un deserto, solo con piogge un po’ più torrenziali del solito quand’è stagione.
Dice: Si, ma se questo accadesse comunque per cause squisitamente naturali? Finora la natura ha dato tempo e modo all’uomo di adattarsi, o quantomeno di spostarsi un po’ più in là, sebbene a costo di fatiche e perdite notevoli.
E se l’interferenza umana sul clima fungesse da acceleratore o amplificatore di questi processi? Avremmo ancora l’opportunità di un adattamento?
Probabilmente si, ma a quali costi?

Finora la natura ha dato tempo e modo all’uomo di adattarsi, o quantomeno di spostarsi un po’ più in là, sebbene a costo di fatiche e perdite notevoli.

In realtà non è proprio cosi'.  Questo possiamo dirlo per le civililtà che ci sono riuscite, o per loro dinamismo o perché il fenomeno era abbastanza lento. Tuttavia per società piu' statiche e fenemeni piu' rapidi ben poco possiano raccontare di civiltà che non sono sopravvissute. Troviamo tracce e facciamo supposizioni. Oppure troviamo antichi fasti ed una popolazione che sembra impossibile che li abbia saputi produrre. Un buon caso è l'Isola di Pasqua e Jared Diamand in questo libro (seguito del famoso Armi, Acciaio e malattie) fa innumerevoli altri esempi di civiltà messe in crisi - ed estionte - dai cambiamenti subiti o da loro stesse provocati.

Sulla rapidità, va detto che se i cambiamenti in passato potevano dar tempo all'uomo e l'uomo era piu' lento, oggi l'uomo è molto piu' veloce sia negli spostamenti sia nelle edificazione di nuove città in posti nuovi (la Cina è un esempio). Giusto chiedersi a quali costi ma anche quali opportunità cogliere o meno.  E sulle opportunità è anche qui un fatto di rapidità: chi le coglie prima ha un innegabile vantaggio.

Caso mai il problema non è l'uomo ma le altre specie viventi, animali e vegetali. Esse hanno dei meccanismi che permettono una lenta migrazione (ogni specie con la sua velocità, diversa) ma alcune potrebbero non farcela se il cambiamento è troppo repentino.  Altra considerazione è che l'aumento di CO2 comporta un incremento della crescita di specie vegetali. In che in teoria è a tutto favore della produzione agricola. Purtroppo pare che le specie che piu' approfittano dell'eccesso di CO2 siano le infestanti, non quelle che noi mangiamo. Anche qui tecniche OGM potrebbero produrre piante che assimilano (sequestrano) piu' CO2.

Per me non c'è alcun dubbio che l'uomo si adatterà al cambiamento, cogliendo piu' opportunità e benefici che costi, tuttavia ribadisco quanto detto asll'inizio e cioè che questo non comporta di continuare allegramente ad introdurre CO2 nell'atmosfera. Tra l'altro CO2 è solo un effetto collaterale dell'inquinamento da combustione, che provoca danni ben piu' gravi a livello di malattie polmonari, tumori, mutazioni genetiche. Quindi meno bruciamo idrocarburi, meglio è (CO2 o non CO2).

Totalmente d'accordo. in effetti nella frase che citi mi sono espresso male, in un post precedente anche io dicevo che il clima ha permesso lo sviluppo di certe civiltà e ne ha annientato altre.
Grazie per aver segnalato quel libro che non conoscevo.

Certo, tu ipotizzi che la CO2 si possa usare per scaldare alla bisogna, ma a me sembra un'idea un po' troppo ottimistica, per quanto avere idee è pur sempre un esercizio necessario.

Io non ipotizzo proprio niente (Co2 era solo un esempio, puoi metterci la causa "umana" che preferisci). Io affermo che, se vuoi convincere quelli che non vogliono fare investimenti contro il GW perchè non ic credono, dir loro che il riscaldamento è gia avvenuto in passato per cause naturali è l'ultima cosa che potrebbe convincerli.

Mi sembra anche autoevidente e se non lo è basta farsi un giro sul web. In USA chi nega il GW (quasi tutti repubblicani, chissà perchè?), lo bolla come "un fenomeno naturale gia avvenuto in passato" del quale non preoccuparsi.

Purtroppo il GW ha forti implicazioni politiche, e questo è un grosso ostacolo sia alla comprensione del problema sia alla sua soluzione.

Riconoscere  le eventuali responsabilità dell'uomo nel GW significa implicitamente invocare meccanismi pubblici di regolazione delle attività economiche e di mercato. Questo provoca la  negazione del GW  da parte dei demagoghi di destra e la sua esaltazione da parte dei demagoghi di sinistra. Lo stesso avviene per gli OGM: siccome sono gestiti dalle multinazionali, c'è una opposizione a priori da parte dei demagoghi di sinistra. Siccome qui mi sembra che ci siano persone con le loro idee di destra o di sinistra, più o meno liberiste, ma non mi sembra ci siano  demagoghi, ho cercato nei miei interventi precedenti di analizzare la situazione nel modo scientificamente più obiettivo  possibile. 

Non mi voglio nascondere dietro un dito,  politicamente potete pure collocarmi nel centro sinistra,  ma ritengo i demagoghi di sinistra pericolosi quanto quelli di destra.   Ritengo esemplare questo articolo di Martin Wolf, una delle firme più prestigiose del Financial Times. A pagina due di questo link scrive testualmente:

Una seconda ragione   (della negazione del GW, N.d.R.)  è l'ostilità verso qualsiasi intervento sul libero mercato. Questa ostilità è dovuta in parte, sicuramente, a miopi interessi economici, ma non bisogna sottovalutare la forza delle idee. Ammettere che un'economia libera possa generare un costo esterno di dimensioni colossali per tutto il mondo vuol dire ammettere che la regolamentazione pubblica su vasta scala che gli odiati ambientalisti non cessano di invocare è giustificata. Per molti libertari o liberali classici l'idea stessa è insopportabile: è molto più semplice negare la rilevanza delle opinioni scientifiche

Wolf implicitamente sostiene che le persone di diverse culture, di diverse opinioni politiche, e (per così dire) di buona volontà debbono unirsi per cercare di spingere i governi a fare cose più sensate in materia ambientale.

L'atmosfera è una sottilissma pellicola che ci protegge da uno spazio esterno assolutamente inadatto e inospitale per noi. Se la terra avesse le dimensioni di un pallone da calcio, l'atmosfera sarebbe spessa appena 3 decimi di millimetro. Eppure questa pellicola è fondamentale, oltre a farci respirare ci protegge dalle radiazioni micidiali del  Sole, che è un reattore nucleare. Non ho mai capito come mai gli antinucleari abbiano scelto il sole che ride come simbolo. Il Sole non ride affatto, al di fuori dell'atmosfera e dei lobi magnetici terrestri (dove è localizzata la stazione spaziale) le radiazioni nucleari ci ucciderebbere in pochi mesi. Questa è una delle ragioni, quasi mai detta, dello stop ai viaggi sulla Luna, ed è il massimo ostacolo alla trasmigrazione sugli altri pianeti.

Quindi il benessere dell'atmosfera dovrebbe essere la nostra prima preoccupazione.

Occorre fare una rivoluzione culturale per prima cosa, prima che sia troppo tardi.

perfetto

marcodivice 24/1/2014 - 15:43

Appunto.

Per questo chiedevo provocatoriamente giorni fa se sia migliore l'atteggiamento della UE che, sia pur in maniera velleitaria, si pone il problema o del resto del mondo che sostanzialmente se ne frega?

        "se sia migliore l'atteggiamento della UE che, sia pur in maniera velleitaria, si pone il                       problema o del resto del mondo che sostanzialmente se ne frega?"

un tantino esagerata come affermazione, no?

il GW lo discutono tutti, ognuno secondo la sua ottica. Non mi sembra che la UE sia questo grande modello di innovazione, ne atanto meno la forza trainante .

la ue non è trainante,ma è l'unica a mia conoscenza che abbia stabilito target aggiuntivi rispetto a Kyoto. Ok la riduzione delle emissioni è dovuta in larga parte alla crisi, infatti ho usato l'aggettivo velleitario, ma almeno mette nero su bianco che bisogna fare di più

Gli USA hanno solo firmato e mai ratificato l'accordo di Kyoto. Non parliamo di Cina e altri paesi emergenti.