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Cambiamento climatico: un aggiornamento

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Il problema della ciclicità in geologia è aperto. In genere vanno di moda i cicli milankoviani con tutte le loro frequenze, dai 21k fino al 1.2M. Però, appunto da geologo, mi ha sempre colpito il fatto che le variazione dei parametri orbitali terrestri, e quindi la variazione dell'incidenza solare sull'atmosfera, potessero avere un effetto tanto evidente. Le glaciazioni sono ritmate dai cicli orbitali terrestri, in pratica da come la terra si dispone nei confronti del Sole. Anche questa teoria è generalmente accettata. Da qui, mi sembra ragionevole pensare ogni variazione dell'attività solare possa avere un effetto. E che quindi anche, ad esempio il ciclo undecennale dell'attività solare abbia un effetto. Ma non è tanto il ripetersi del massimo di attività ogni 11 anni, quanto piuttosto la differenza fra cicli "forti", con massimi elevati, e cicli meno "forti". Qual'è la ciclicità di queste variazioni? Per le variazioni di insolazione si calcolano curve per il passato basate su eccentricità, obliquità e precessione e forse qualche altro fenomeno. Per i cicli solari come si fa a prevedere un minimo di Maunder o altre fasi di stanca simili? Eppure queste hanno influenzato il clima terrestre. O no? E se si, come hanno agito? Esistono altri fenomeni ripetitivi naturali, ma non ciclici, e l'esempio più lampante è quello del campo magnetico terrestre, delle variazioni di intensità e posizione secolari e delle inversione che avvengono a scala più ampia. Ovviamente avventurarsi alla ricerca della comprensione di fenomeni non armonici è molto difficile e rischioso. Penso però valga la pena di farlo. La scienza deve prefiggersi anche questi obiettivi. Quello di Scafetta potrebbe non essere il metodo migliore. Probabilmente la teoria che stanno mettendo in piedi ha delle falle, e probabilmente sono dovute a mancanza di competenze all'interno di quel gruppo. Resta un fatto, che in me ha scatenato l'attenzione verso Fairbridge e di conseguenza verso Scafetta. Nel 2007 il modello non lineare aveva previsto il ciclo solare debole del 2014 (il 24). La Nasa no; qualcuno al suo interno ci è arrivato un po' dopo, con altri metodi, basati, credo, su parametri interni al Sole. Nella mia esperienza se un metodo c'azzecca potrebbe anche essere culo, ma potrebbe anche non esserlo.

Altra questione è poi quella dell'alta frequenza delle variazioni di precipitazione e temperatura in alcune zone e quindi la variazione dei vari inidici atmosferici (AMO, PDO, nino, NAO, etc.). Mettere insieme tutte queste cose è tremendamente difficile. Non per questo il tentativo deve essere così facilonamente sbeffeggiato come fanno alcuni.