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Le quote di Bankitalia: la solita porcata

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Correggetemi se sbaglio, ma io ho dati diversi. Per iniziare le quote della Banca d'Italia sono state create nel 1893, art. 1 legge 449 - http://www.bancaditalia.it/bancaditalia/storia/1936/dal1893_a_giolitti/L....
Quindi, rivalutando con un interesse composto per 120 anni i numeri vengono completamente diversi. Per cominciare solo per tenere conto dell'inflazione bisognerebbe applicare un interesse del 7,8% (prendo i dati da http://www.oppo.it/tabelle/riv-lira-dal1861.html) mentre per passare da 156000€ a 7,5 miliardi ci vorrebbe un tasso del 9,4%. La differenza, 1,6%, è ragionevole come tasso di rendimento reale risk free.

 1.6% reale mi sembra eccessivo: i bond tedeschi a 10 anni rendono oggi l'1.5% nominale, e quelli a due anni sono vicini allo zero, con un rendimento reale negativo. 

Non so quanto abbia senso andare indietro nel tempo cosi' tanto. Tieni conto che in tutti questi anni abbiamo continuato a regalargli dividendi in cambio di niente, anzi, con il privilegio nominare sindaci e consiglieri, quindi non e' che devi incorporare i rendimenti nel capitale per forza.

Comunque, liberi di continuare a ritenere ragionevole l'elargizione perpetua di 70 milioni e piu' l'anno a chi detiene solo privilegi. 

A quanto mi consta invece è corretto, come riportato nell'articolo di Bisin, Boldrin e Moro, il riferimento al 1936 e non al 1893 in quanto in quell'anno, con il regio decreto-legge 12 marzo 1936, n. 375, la Banca d'Italia, pur fondata nel 1893, diventò istituto di diritto pubblico e, vedi l'articolo 21, agli "attuali azionisti" (intesi come gli azionisti al momento della entrata in vigore del decreto) venne rimborsato "a partire dal 1° giugno 1936, il valore delle azioni in relazione con la situazione della Banca al 31 dicembre 1935, nella misura fissa  di lire 1.300 (milletrecento) per ciascuna azione, rappresentante il capitale versato e la quota di riserva  afferente a ciascuna azione".

E sempre nell'articolo 21 si precisa che "Entro il 15 aprile 1936 sarà costituito, sotto la presidenza del Governatore della Banca d'Italia un consorzio tra gli istituti e gli enti di che all'art. 20 per l'assunzione delle trecentomila quote di partecipazione del capitale della Banca d'Italia." Gli enti a cui si fa riferimento nell'art. 20 sono "a) Casse di risparmio; b) Istituti di credito di diritto pubblico e Banche di interesse nazionale; c) Istituti di previdenza; d) Istituti di assicurazione".

Pertanto, gli azionisti precedenti al 1936 sono stati rimborsati in quell'anno ed è giusto calcolare la rivalutazione delle quote in mano ai partecipanti al consorzio dei nuovi azionisti solo a partire dal 1936.