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Le quote di Bankitalia: la solita porcata

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Rispondo che si fa un sacco di confusione, parlando di cose che c'entrano poco (la banca è pubblica o no?, etc...) ma poi  si assume che sia giusto o equo continuare con la politica di distribuzione dei dividendi recente (anzi, si giustifica la riforma sottolineando che il massimale è stato diminuito -di poco-, per grazia ricevuta...ci mancherebbe anche che l'avessero aumentato).

La verità che andrebbe sottolineata invece è che on c'è nessun motivo ragionevole perché  redditi da signoraggio vengano distribuiti a soggetti privati. Se lo si è fatto sinora, è ora di smettere. Il fatto che inizialmente siano stati soggetti privati a concedere il capitale è stato un ingiustificato privilegio concesso a pochi in un periodo in cui, ricordiamo, l'Italia non era esattamente un esempio di democrazia. Nessuno che si soffermi su questo fatto storicamente evidente. Se vogliamo essere equi, calcoliamo quanto abbiamo dato ai soci sinora, restituiamogli il capitale iniziale, diamogli anche una remunerazione ragionevole (sottraendo i dividendi dati sinora, che sospetto siano stati alquanto generosi), tenendo conto di quanto segue.

Se io ti presto 100 milioni e tu mi prometti una remunerazione del 5%, l'anno prossimo mi dai 5 milioni, ma il capitale prestato rimane 100 milioni, non c'è nessuna ragione per rivalutarlo, neanche per inflazione, perche' quello e' il capitale, e gli interessi non li ho reinvestiti. Se poi io con quei soldi faccio i miliardi perché decido di usare questa "impresa" per le attività che solo io posso realizzare, perché ho per legge il monopolio di questa attività, non devo per forza darti di più. Anche perche' con un tratto di penna (una nuova legge) potrei togliere la concessione a stampar moneta a questa impresa e darla ad un'altra. Ora, i benpensanti cominceranno a fare dei distinguo sul fatto che i soci iniziali hanno "investito" in bankitalia con capitale di rischio, non con obbligazioni remunerate ad un tasso fisso. Beh in base a questa logica, altro che 70 milioni l'anno dovremmo dargli. Bankitalia rende ben più di 70 milioni. Il signoraggio sono 1-2 percentuali di PIL se non sbaglio. Però non sarebbe giusto, per ovvi motivi: il signoraggio è della collettività; per questo motivo è giusto distribuire lo 0% del signoraggio. 

I dividendi dati finora non sono proprio due lire.  Se non ho sbagliato i calcoli dal 1997 al 2012 (16 anni) sono 755.737.400 euro (con la rivalutazione ISTAT 2013 anno per anno sono 874.278.191 euro).

Soltanto nei cinque anni dal 2008 al 2012 i dividendi dati sono 316.989.600 euro (che con la pur piccola rivalutazione annuale sono 335.650.083 euro, ovvero poco più dell'investimento annuale di 300 milioni di lire del 1936 che equivalgono a 321.060.131 euro del 2013: in altri termini, anche solo il dividendo degli ultimi 5 anni copre l'investimento originario).