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Le quote di Bankitalia: la solita porcata

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E sarebbe stato poi così "Chavez-style" limitarsi a rimborsare ai partecipanti il capitale versato originariamente, rivalutato a prezzi correnti [...] Hai dato 300 milioni di lire nel 1936, ti do 300 milioni di euro oggi e nel frattempo ti sei intascato lauti dividendi. Non sarebbe potuto bastare?

Prendendo i dati da qui e qui, mi viene che 1€ all'inizio del 1936 varrebbe circa 2.290€ alla fine del 2013. Quindi rivalutando i 156.000€ del 1936 al solo tasso d'inflazione (sui 78 anni, fa (2.290^(1/78)-1) = 10.43% di inflazione media annua), cioè rendimento reale 0%, viene 156.000*2.290 = 357 mln€ circa. Una rivalutazione a 7.5 mld€ implica un rendimento nominale annuo di ((7.5 mld /156 m)^(1/78)-1) = 14.82%, pari ad un rendimento reale di ((1+14.82%)/(1+10.43%)-1)= 3.98%. Dividendi esclusi, chiaro. A me sembra tanto.

Siccome, se non sbaglio, valutare un flusso perpetuo di 70 mln€/anno, che si rivalutassero al solo tasso di inflazione, varrebbe circa 7.5 mld € applicando un tasso di sconto reale dell'1% , se, per gioco, si dicesse di rimborsare i partecipanti oltre il 3% offrendogli un rendimento reale dell'1% lungo gli scorsi 78 anni, allora dovrebbero essere rimporsati pro-quota per un controvalore totale di 776 mln€. Sarebbero circa 1.7 mld€ applicando un interesse reale del 2%, 3.6 mld€ al 3% e così via.

Spero di aver scritto poche castronerie :)

Io come base di partenza avevo usato le tabelle di rivalutazione Istat che trovi qui con riferimento al 2005 (che era il momento in cui si era prospettata questa ipotesi): i 300 milioni erano di fatto quasi 274 milioni di euro.

Sul resto del tuo calcolo confido in qualcuno di più ferrato di me :)